Objet du Conseil n. 451 du 22 avril 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 451/XVII - Trattazione del D.L. n. 13: "Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per il triennio 2026/2028. Modificazioni di leggi regionali. (Reiezione di due ordini del giorno)".
Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 30 colleghi e colleghe possiamo riprendere i lavori.
À la présence de 30 collègues, on peut reprendre nos travaux.
On est en train de travailler sur le point n° 5.01. La discussion générale est ouverte. Qui veut prendre la parole ? La parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Questa mattina abbiamo potuto apprezzare, oltre agli interventi dei relatori, anche gli interventi di alcuni colleghi, anche se ci manca sempre, al netto della relatrice, quello della maggioranza che, come sempre, sta allineata e coperta e non si espone; giustamente alcuni colleghi mi fanno segno di attendere e attenderemo con ansia, ma ovviamente, aggiungendo a quello che abbiamo già esposto come relazione di minoranza, come ho esposto questa mattina, ritengo sia opportuno fare un intervento invece maggiormente politico e maggiormente incentrato sul gruppo che mi onoro di rappresentare all'interno di quest'Aula ovvero il gruppo Lega Vallée d'Aoste.
Innanzitutto, mi si consenta di ringraziare coloro senza i quali oggi non saremmo riusciti a presentare tutta una serie di nostre proposte, oltre ad analizzare il documento che ci apprestiamo a discutere e anche a votare in maniera precisa e approfondita; quindi, mi permetto per una volta di fare anche dei nomi, ringraziare il dottor Schincaglia, la dottoressa Perrin, il dottor Nuvolari e il dottor Bieler che hanno lavorato veramente molto, grazie davvero per averci messo in condizione di poter rappresentare la voce dei cittadini all'interno di quest'Aula.
Come ho già detto prima nel mio primo intervento ho illustrato quelle che sono le criticità di metodo e le questioni aperte che questo provvedimento porta con sé, inserendo nella relazione osservazioni provenienti da tutti i gruppi consiliari, anche non condivise dal mio gruppo, ma a beneficio delle posizioni dell'intera minoranza, che è il ruolo che dovrebbe avere il relatore di minoranza.
Invece, come ho detto, con quest'intervento, penso di aggiungere poco, in realtà di fare un approfondimento su quelle che sono le nostre proposte alternative, i nostri emendamenti a questa variazione, ed è un intervento che evidenzia come siamo riusciti a portare alcune poste di bilancio, alcune cifre che erano state messe su alcuni elementi, che poi spiegheremo perché non condividiamo, in quello che abbiamo voluto definire - lo abbiamo presentato nella giornata di ieri - tre emendamenti che abbiamo chiamato "Pacchetto anticrisi" che ovviamente non è un'etichetta a beneficio della comunicazione ma la sintesi di una diagnosi che i dati disponibili rendono inequivocabile.
Innanzitutto, perché oggi c'è bisogno di un pacchetto anticrisi? Perché la Valle d'Aosta, come tutti sappiamo e siamo a contatto con la nostra realtà, in questo momento sta affrontando una pressione economica straordinaria che agisce su due fronti distinti ma convergenti, da una parte il caro energia e dall'altra parte la crisi abitativa, come giustamente ha osservato anche oggi il collega Lattanzi.
Sono crisi con radici diverse ma con lo stesso effetto: erodono il potere d'acquisto delle famiglie valdostane e restringono le opportunità di chi vive e lavora in questa Regione.
Diversi organi di informazione hanno presentato analisi rispetto all'impatto della crisi che la guerra, la guerra ovviamente quella che osserviamo, iniziata da una parte con la guerra in Ucraina e proseguita oggi con quella che è la crisi di Hormuz, ha avuto su famiglie e imprese e ho voluto prendere alcuni dati per evidenziare il punto di partenza più appropriato per questo intervento perché parla di noi, parla di questa regione, di queste famiglie, con dati precisi e aggiornati all'oggi.
Una famiglia valdostana tipo di tre persone spende oggi circa 980 euro al mese solo per carrello della spesa alimentare, utenze, trasporto e riscaldamento; a febbraio ne spendeva 917, un anno fa ne spendeva 830. Stiamo parlando di 150 euro in più al mese rispetto all'aprile 2025, 1.800 euro in più all'anno. Non è un'astrazione statistica, è denaro che non c'è più nel portafoglio di migliaia di famiglie valdostane ogni mese.
Sul fronte dei carburanti il quadro è ancora più netto: il gasolio è passato da una media di 1,631 euro al litro dell'aprile 2025 a 2,136 euro al litro di oggi, un + 31% in un anno. Un pieno da 50 litri di gasolio costa 25,25 euro in più rispetto a 12 mesi fa.
Il gasolio da riscaldamento è cresciuto del 43,1% nello stesso periodo da 1,354 a 1,938 euro al litro. Chi ha ordinato una fornitura standard di 2 mila litri ha pagato oggi 3.876 euro contro i 3.030 di febbraio, con un aggravio di 846 euro su un singolo rifornimento.
La benzina segna un + 3,6% sull'anno, il gas metano è salito del 48% solo dall'inizio di marzo, l'energia elettrica del + 14%.
Tutto questo, ovviamente, oltre che a rappresentare un costo fisso che pesa e grava sulle famiglie valdostane, si è trasmesso inevitabilmente anche sui prodotti che vengono acquistati dalle nostre famiglie e ho voluto anche qui riportare alcuni dati puntuali e precisi per dare un inquadramento economico anche del momento che stiamo vivendo.
In Valle d'Aosta, come sappiamo, il carrello della spesa è cresciuto del + 4,8% su base annua, un dato superiore alla media nazionale che si fissa sul 4,2%, i rincari più pesanti hanno colpito i prodotti della spesa quotidiana, i pomodori a grappolo, per esempio, hanno fatto registrare un + 24,2%, i finocchi un + 19,5%, l'olio un + 18,4%, le banane + 16,1%, le zucchine + 14,6%, le uova + 8,2%, la pasta + 7,8%, il pane + 6,5%, il pesce fresco è cresciuto all'11,4%, i crostacei al 13,2%, il pollame al 12,8%.
Qualcuno potrà dire, posso immaginarlo, ma la vedo dura, che questi sono fenomeni nazionali che non dipendono dalla Regione e che non è compito di questa variazione di bilancio affrontarli ed è in parte vero, ma è anche vero che alcune di queste dinamiche colpiscono la Valle d'Aosta con intensità maggiore rispetto alle altre realtà per ragioni strutturali su cui la Regione può e deve intervenire.
Sul fronte energetico il conflitto in Iran ha impresso un'accelerazione brusca, una tendenza già preoccupante, i dati parlano da soli: il petrolio è a + 45,8%, il gas a + 62%, la benzina alla pompa a + 8,7% e il diesel a + 18,2% rispetto ai valori pre-conflitto.
Nomisma Energia stima un rincaro medio sulle bollette di 350 euro a famiglia su base annua, per un impatto nazionale di 9,3 miliardi di euro quantificato dalla CGA di Mestre; ma in Valle d'Aosta il carburante non è un bene voluttuario e questo è importante dirlo ed è anche alla base di quella che era stata la nostra proposta di legge, ma è una necessità primaria e i nostri prezzi, purtroppo, e anche su questo abbiamo fornito ieri nella cartella che abbiamo dato agli organi di informazione dei dati assolutamente precisi, sono sistematicamente più alti della media nazionale.
Lo dico con un dato che non smette di colpire: siamo la Regione europea con il maggior numero di auto per abitante, 2.339 automobili ogni mille residenti, quasi il quadruplo della media nazionale che è già la più alta d'Europa, con 681 auto ogni mille abitanti….
Presidente - Colleghi, per favore.
Manfrin (LEGA VDA) - L'orografia di questa regione, la dispersione delle comunità delle Terre Alte, la sostanziale assenza di alternative al trasporto su gomma in larghissima parte del territorio valdostano fanno sì che ogni rincaro alla pompa si traduca per una famiglia valdostana in un taglio diretto al bilancio domestico. Non è una scelta, è una condizione strutturale e i prezzi che abbiamo registrato nelle settimane scorse, il gasolio a 2,179 euro al litro, sopra la media nazionale di 1,793 per la benzina, con rialzi giornalieri che hanno raggiunto i 55 centesimi su un pieno da 50 litri, come confermano i dati del Sole 24 Ore, fotografano una situazione che non può essere ignorata da un provvedimento che si occupa di bilancio e di risposta alle esigenze dei cittadini.
Sul fronte della casa, e veniamo a un tema già stato trattato in mattinata, il paradosso valdostano è altrettanto documentato e questo da un'altra parte, ovviamente da un altro punto di vista, cioè la Valle d'Aosta è la regione italiana con la più alta incidenza di abitazioni non occupate, quasi 77 mila alloggi vuoti, il 56,1% del patrimonio abitativo regionale è appunto inutilizzato.
Il Molise, seconda regione per questo fenomeno, si ferma al 44,6%, la media nazionale, pensate, è al 27,2%, quindi noi siamo praticamente il doppio della media nazionale.
Siamo letteralmente fuori scala e, al tempo stesso, siamo una regione dove trovare un alloggio in affitto a lungo termine è difficile e costoso, dove l'offerta locativa residenziale si restringe, dove le famiglie e i lavoratori giovani faticano ad accedere a una casa più stabile. Più di un'abitazione su due vuote, eppure manca la casa, e questo è il paradosso che un Governo regionale serio ha il dovere di affrontare.
A questi due fronti si aggiunge un quadro di fragilità diffusa che i dati ci restituiscono con chiarezza: il 45% delle famiglie valdostane dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà, il 21,9% non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di soli 700 euro.
I dati che vi ho citato all'inizio mostrano che questa fragilità si è acuita, 150 euro al mese in più rispetto a un anno fa non è un numero sopportabile per chi già arrancava.
Il rapporto ASVIS Territorio e Sviluppo Sostenibile 2025 segnala che in Valle d'Aosta la situazione relativa al GOL1, povertà, è in peggioramento, con un andamento negativo per il 38% degli obiettivi analizzati rispetto al 2010. I progressi economici degli ultimi decenni non ci mettono al riparo.
Se questi sono i problemi, allora ecco che gli emendamenti che abbiamo depositato sono le tre risposte a questo tipo di sollecitazioni che noi vogliamo dare.
Il nostro primo emendamento introduce un sistema di contribuzione regionale diretta sugli acquisti di carburante per tutti i residenti, è esattamente quella che noi abbiamo definito la legge regionale, quella che abbiamo depositato la scorsa legislatura, che riporta i buoni benzina alla nostra Regione sottoforma di che cosa? Di sconto alla pompa, perché ovviamente questo è esattamente quello che è stato fatto in Friuli Venezia Giulia, che chi ha amministrato la Regione da allora a oggi non ha avuto il coraggio di fare, ricordo che la norma che ovviamente abrogava non su volontà di questo Consiglio, ma per la mitica Europa, che ci dà sempre un sacco di risposte e per la maggior parte sono sbagliate, come diceva quello, ci aveva seccato e invece in Friuli Venezia Giulia hanno trovato nel 2010, quindi un anno dopo l'abrogazione della norma dei buoni benzina, la possibilità di dare e di fornire uno sconto alla pompa direttamente ai propri cittadini.
Questa legge ha resistito in giudizio anche a livello europeo e oggi il Friuli Venezia Giulia può applicare questa tipologia di sconto ed è la stessa tipologia di sconto che noi vogliamo applicare: meno 20 centesimi al litro sulla benzina, meno 40 centesimi al litro sul gasolio.
Ovviamente per i residenti dei Comuni svantaggiati o parzialmente svantaggiati la misura può essere incrementata rispettivamente di 10 e 20 centesimi al litro.
La dotazione finanziaria che abbiamo dato a quest'emendamento è di 5 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, con la copertura attraverso le rimodulazioni interne che ovviamente ben conoscete.
Voglio ancorare questa proposta ai numeri di oggi: con uno sconto di 40 centesimi al litro di gasolio un pieno da 50 litri costa 20 euro in meno; con i prezzi attuali il gasolio valdostano scenderebbe di circa 1,75 euro al litro, ancora superiore ai livelli di un anno fa, ma con un sollievo concreto mensile per ogni famiglia che fa rifornimento.
Sono cifre che cambiano qualcosa nella vita reale di chi, come ci dice la ricerca pubblicata di cui vi ho parlato prima rispetto alla povertà, fatica ad arrivare alla fine del mese.
Non è, come detto, una proposta nuova nel panorama delle autonomie speciali italiane, è una proposta che nasce dall'osservazione di come funziona già la legge regionale che storicamente ha garantito questo beneficio valdostano, con un aggiornamento significativo nel senso che, siccome l'Europa ci ha cassato il sistema di erogazione che c'era precedentemente, quello che andiamo a proporre è quello che invece ha passato l'esame in Friuli-Venezia Giulia, ovvero non più un'erogazione diretta che la Regione fa ai cittadini ma uno sconto applicato alla pompa che viene rimborsato ai benzinai in Friuli-Venezia Giulia tramite la Camera di Commercio e qui, invece, tramite La Chambre.
Il meccanismo è semplice: i residenti accedono al beneficio tramite tessera identificativa o identificativo digitale su App. Lo sconto è applicato direttamente alla pompa al momento del rifornimento, i gestori vengono rimborsati dalla Regione con cadenza bisettimanale.
La Giunta regionale può modulare il contributo entro i limiti predefiniti per esigenze congiunturali, garantendo flessibilità senza perdere il controllo della spesa. Credo che il meccanismo sia anche abbastanza chiaro.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di una misura costosa, io non penso che qualcuno sia così folle da poterlo dire all'interno di quest'Aula, potrebbe anche dirlo, ma se qualcuno arrivasse a dire che la misura è costosa la risposta è molto semplice: stiamo parlando di una Regione che destina, per esempio, centinaia di migliaia di euro alle proposte più disparate, una su tutte - e alcuni Assessori di questa Giunta lo sanno bene, è una cosa di cui parleremo tra poco - i 120 mila euro a un servizio che si chiama "Voci di colori", un servizio meraviglioso dedicato esclusivamente agli stranieri, quindi non un servizio che è aperto a tutti ma un servizio che serve semplicemente sapete per cosa? Per dare sanità, casa e lavoro esclusivamente agli stranieri.
Una cosa che ovviamente gli stranieri oggi possono già fare recandosi in Ospedale, recandosi all'ARER o recandosi ai centri per l'impiego, quindi un servizio che è assolutamente inutile. Se si dedicano e si vanno a destinare 120 mila euro per quest'esigenza non si vede perché non si possa fare un investimento invece sulle nostre famiglie.
Oppure, tanto per fare un esempio, così almeno ci diamo un ordine di grandezza, ripeto, noi siamo assolutamente a favore delle cose che vi dirò, e cioè i 610 mila euro al Giro d'Italia come investimento di promozione turistica, 100 mila euro per le squadre di calcio e ritiro, 169.580 euro al TORX, investimenti legittimi su cui non abbiamo alcuna contestazione da fare, anzi, voteremo ovviamente gli articoli che vanno a sostenere questi investimenti, ma ci aspettiamo ovviamente che con questa stessa prontezza, nell'allocare risorse quando si tratta di dare sollievo diretto e concreto alle famiglie che ogni giorno vanno a fare benzina e ogni mese pagano le bollette, ovviamente sia altrettanto rapido.
Emendamento 1: si ripristinano i buoni benzina.
Emendamento 2: sostituisce integralmente l'articolo 7 del DDL, quello che nella versione della Giunta istituisce, nelle parole dell'assessore Marzi citate testualmente in Commissione, "Un fondo per una norma che non sappiamo ancora come sarà scritta". Rispettiamo il lavoro ovviamente in corso sulla nuova legge, sulle politiche abitative e siamo disponibili a sostenerla quando verrà presentata, ma non possiamo accettare che 1,8 milioni di euro annui vengano accantonati senza un obiettivo definito, senza un beneficiario identificato, senza uno strumento operativo. È questa la critica e crediamo che sia assolutamente fondata.
La nostra proposta, invece, è diversa e va esattamente nella direzione suggerita dal collega Lattanzi questa mattina, sulla quale ha richiamato anche i colleghi di Forza Italia, che giustamente con un afflato, un colpo di reni liberale e sostenendo quelle cose che hanno sempre sostenuto all'interno di quest'Aula, ricordo in particolare il collega Marquis che ha sempre sostenuto che al bando affitti andasse affiancato un bando o una misura che sostenesse quelli che erano gli affitti privati, proprio in questa direzione andiamo con quest'emendamento.
Un fondo regionale di garanzia per locazione a uso residenziale con natura rotativa, gestito dall'ARER, operativo immediatamente all'entrata in vigore della legge.
Qual è il meccanismo esatto di questa proposta? Un proprietario che stipula un contratto di locazione residenziale a canone concordato con durata minima pluriennale, con un conduttore selezionato con il supporto di ARER, può accedere alla garanzia pubblica; quindi una persona che è una proprietaria di casa mette a disposizione questo suo alloggio, la persona che rispetta questi requisiti…
Ci tengo anche a sottolineare no ISEE e no altre cose; riteniamo che, purtroppo, una categoria particolarmente martoriata è proprio quella che si colloca fra coloro che possono avere accesso all'Edilizia Residenziale Pubblica, quindi gli 8.500 euro di ISEE massimi che si possono avere e coloro che, invece, hanno la possibilità e disponibilità economica di potersi permettere affitti anche da mille euro al mese, in mezzo c'è un mondo ed è il mondo che esattamente purtroppo non riesce a trovare una soluzione abitativa.
Noi ci rivolgiamo a quel mondo che ovviamente non trova delle risposte sul mercato privato, quindi in caso di morosità c'è la persona e il proprietario di casa che mette a disposizione l'alloggio, in caso di morosità della persona in questione il fondo rimborsa il locatore fino a 18 mensilità di canone non percepite, più le spese condominiali insolute, per un massimo di 15 mila euro per contratto.
Le somme erogate vengono, poi, recuperate nei confronti del conduttore inadempiente e reimmesse nel fondo, garantendo la rotatività e la sostenibilità nel tempo.
Perché questo è uno strumento urgente? Lo abbiamo detto prima, perché i dati di oggi ci dicono che con la crisi del costo della vita, che sta colpendo anche il mercato dell'affitto, con un'inflazione al + 4,8% su base annua e con 150 euro al mese di spese aggiuntive rispetto a un anno fa, le famiglie che cercano case in affitto hanno meno margine per sostenere canoni di mercato e dall'altra parte i proprietari che si trovano con un inquilino in difficoltà economica crescente hanno anche più ragioni per temere la morosità e tenere le chiavi nel cassetto.
Lo abbiamo detto nelle nostre premesse, lo ripetiamo ancora una volta rispetto ai dati delle abitazioni che purtroppo risultano sfitte: 77 mila abitazioni in Valle d'Aosta, 77 mila alloggi in Valle d'Aosta risultano vuoti, 56,1% del patrimonio regionale.
Un primato nazionale assoluto che non può essere spiegato solo con il turismo; come documenta, infatti, il rapporto Federproprietà-Censis per 8 proprietari su 10 il principale deterrente alla locazione è il timore di non riuscire a recuperare il possesso dell'immobile in caso di morosità. Una garanzia pubblica credibile abbassa questo rischio percepito, sblocca una parte di quel patrimonio inutilizzato, aumenta l'offerta sul mercato delle locazioni a lungo termine e contribuisce a calmierare i canoni.
Con prezzi alimentari ed energetici in forte crescita, far scendere il costo dell'affitto è l'unica leva su cui la Regione può incidere direttamente nel breve periodo per alleggerire il bilancio familiare.
Ovviamente questo non è un parto della nostra fantasia che può essere fervidissima, ma è già una misura anche qui applicata in altre Regioni.
La Regione Liguria, per esempio, lo fa dal 2007 con la legge regionale 38, l'Emilia Romagna lo fa con il "Patto per la casa", per esempio in Lombardia, a Milano, c'è il fondo "Salva Affitto" attivo da settembre 2025, tutte esperienze che dimostrano che lo strumento funziona, che non espone la finanza pubblica a rischi rilevanti grazie alla rotatività e che produce un effetto moltiplicatore sull'offerta locativa molto superiore all'impegno finanziario iniziale.
Terminiamo con il terzo emendamento, che sono sicuro che i colleghi dirimpettai non apprezzeranno, invece noi lo apprezziamo molto e, anzi, ci crediamo in maniera importante; è più contenuto, come ho citato prima all'inizio, come entità finanziaria, ma significativo nella portata pratica. Proponiamo la reintroduzione pro-tempore per il biennio 2027-2028 del prestito sociale d'onore, già previsto dalla legge regionale 3/2015 e poi soppresso.
È uno strumento che offre microcredito sociale a chi, pur non rientrando nelle soglie di povertà assoluta, vive una fragilità economica reale e non può offrire le garanzie richieste dal sistema bancario tradizionale.
I dati pubblicati nei giorni scorsi, sempre dagli organi di informazione rispetto ai rincari del costo della vita, rendono questo profilo sociologico molto più concreto: il 21,9% delle famiglie valdostane non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 700 euro e, precisamente, il pubblico riferimento di questo strumento.
Una spesa improvvisa da 846 euro per un rifornimento di gasolio del riscaldamento come quello della situazione fotografata dalle rilevazioni di aprile è esattamente il tipo di shock per il quale il prestito sociale d'onore è stato pensato, non per i poveri in senso stretto, ma per chi è solvibile nel lungo periodo ma si trova in temporanee difficoltà di liquidità e non ha accesso al credito ordinario.
Come detto, quindi, cosa va a sostituire questo servizio? Va a sostituire quel meraviglioso esempio di solidarietà pubblica in cui qualcuno che si dice a parole di centrodestra, ma in realtà oggi dimostra l'opposto, se lo voterà con entusiasmo, è ovviamente il finanziamento di quella struttura che si chiama "Voci di colore" che fornisce servizi esclusivamente per i cittadini stranieri.
Nello scorso Consiglio abbiamo evidenziato come, in realtà, qualcuno, e parlo ovviamente dell'assessore Lotto che purtroppo non vedo in Aula, si era anche un po' piccato, lo avevamo evidenziato, il problema dell'organizzazione dei corsi per operatori di sicurezza destinato ai soli stranieri.
Eppure quella è una realtà di fatto cioè si voleva fare un corso pagato con i soldi di tutti dicendo che sono soldi dell'Europa, peraltro, e ovviamente però qual è la finalità? Quei corsi dovevano aiutare le persone in difficoltà a poter avere un nuovo lavoro e, invece, cosa si è deciso di fare? Si è deciso di limitarli esclusivamente ai cittadini stranieri.
A noi sinceramente questa cosa fa decisamente specie perché crediamo che le persone, a prescindere da quella che è la loro residenza o nazionalità, dovrebbero poter accedere a quel tipo di servizio.
Ora, quel corso di formazione lo abbiamo contestato, contestiamo anche questo, che è un servizio che noi troviamo assolutamente inutile perché, come già detto, il servizio "Voci di colori" dovrebbe garantire, in teoria - poi magari faremo anche un approfondimento per vedere quante persone sono passate da lì e che tipo di aiuto hanno avuto - l'accesso alla sanità, dovrebbe garantire l'accesso all'abitazione e dovrebbe garantire l'accesso a un lavoro, ma solo per gli stranieri.
La cosa divertente, si fa per dire, è che se domani un italiano, un valdostano, va in quel centro e dice: "Guardate che io ho bisogno di un lavoro", gli dicono: "Guardi, se ne vada immediatamente perché questo è un posto solo per stranieri, lei qui non ci può entrare e noi non possiamo darle nessun servizio", mentre se domani e oggi stesso un italiano, un valdostano e uno straniero vanno all'ufficio di collocamento, che non si chiama più ufficio di collocamento ma ci siamo capiti, e dicono: "Sto cercando lavoro" lo prendono, lo iscrivono e gli fanno una ricerca, così come se va all'ARER può fare la domanda per il bando, così come se va all'USL può farsi tutti gli esami che vuole. Questo è il principio ed è il principio che noi vogliamo affermare.
Immaginare, invece, che ci siano servizi dedicati esclusivamente agli stranieri ci fa sinceramente orrore e ovviamente lo combatteremo con tutte le nostre forze, ma osserveremo molto bene i colleghi di Forza Italia che cosa voteranno su questo provvedimento, poi vedremo se questa Regione potrà ancora definirsi di centrodestra, dipingersi di azzurro su alcune cartine che ho visto girare online.
In conclusione, quindi, i dati pubblicati dagli organi di informazione ci dicono che le famiglie valdostane spendono 1.800 euro in più all'anno rispetto a 12 mesi fa, questo Consiglio regionale oggi si riunisce per approvare una variazione di bilancio e avremmo potuto fare, possiamo fare ancora e siamo ancora in tempo, qualcosa di concreto per queste famiglie con le risorse disponibili, senza impegni aggiuntivi.
Noi abbiamo proposto come farlo. Siamo convinti che le risorse pubbliche debbano produrre effetti misurabili nella vita delle persone, non stare ferme in attesa di leggi future. Il pacchetto anticrisi che proponiamo non costa di più di quanto già previsto in variazione, non inventa risorse nuove, riorganizza quelle già disponibili per farle lavorare al meglio più velocemente a favore di chi ne ha bisogno. Non chiediamo alla maggioranza, ovviamente, di condividere la nostra visione politica, sarebbe eccessivo, immaginiamo, le chiediamo di valutare nel merito strumenti che altre regioni hanno già adottato con risultati concreti.
Ovviamente il gruppo della Lega a cui, per ancora una volta lo dico, mi onoro di appartenere, sosterrà all'interno di questo provvedimento alcune delle misure che sono state proposte, come sempre voteremo articolo per articolo quello che riteniamo sostenibile da quello che non riteniamo invece condivisibile, nella sua formulazione attuale, per coerenza con il lavoro da sempre condotto e a fronte delle proposte che abbiamo presentato.
Se questi emendamenti non verranno accolti, li riproporremo in ogni sede utile, perché ci crediamo, perché siamo convinti che siano la soluzione che questa Regione necessita, perché i 150 euro al mese che mancano nelle tasche delle famiglie valdostane non spariscono con il voto di oggi.
Presidente - Grazie collega, l'avrei fatto successivamente ma anche io voglio ringraziare la collaborazione degli uffici, sia del Dipartimento Bilancio sia i nostri uffici che stanno rodando una collaborazione importante per il lavoro di tutto il Consiglio. La parola al collega Martinet.
Martinet (UV) - Collega Manfrin, sono stato chiamato, quindi evidentemente rispondo.
Cercherò di fare un intervento che sia un po' più politico, cercando di riportare in quest'Aula quello che è il valore di questa variazione, nel senso che riprendo le parole della relatrice.
Il disegno di legge in variazione di bilancio di previsione si inserisce nell'ambito dell'aggiornamento della programmazione finanziaria regionale e si caratterizza per una manovra di natura prevalentemente manutentiva, costituita attraverso una puntuale rimodulazione delle risorse disponibili con l'obiettivo di garantire continuità amministrativa ed equilibrio dei conti.
Questo per dire che cosa? Che oggi qui ho sentito tutto e il contrario di tutto sulla formulazione di come potrebbe essere questa variazione di bilancio.
Mi rivolgo un po' al collega Centoz con il quale siamo abbastanza abituati a dirci le cose come stanno, cioè cercare di riformulare la legge regionale 48 su una variazione di bilancio che, come sosteneva il collega Lattanzi questa mattina, è di circa l' 1,5% del bilancio regionale, è un po' una forzatura; poi, mi permetta, con tutto il rispetto, lei è stato il Sindaco del Comune più piccolo della Valle d'Aosta e del Comune più grande della Valle d'Aosta, quindi lei ha una panoramica veramente sottomano di tutte quelle che sono le situazioni dei Comuni della Valle d'Aosta.
Allora questa proposta di riforma della legge 48 forse proprio da lei potrebbe essere anche stimolata e presentata, perché noi non è che abbiamo la verità in tasca e siamo dei despoti che facciamo quello che vogliamo senza ascoltare gli altri.
Mi collego un pochino anche a quello che diceva la collega Minelli quando si riferiva alla levata di scudi per quanto riguarda l'audizione in Commissione per "Arvier Agile". Ma, guardi, glielo dico proprio con franchezza perché mi sento tirato in mezzo in quanto sono io che ho fatto questa levata di scudi, tanto per non nascondersi dietro un dito; in realtà l'ho fatto per il rispetto di quest'Aula, perché erano stati chiamati i rappresentanti di "Arvier Agile" in realtà per parlare di questi 7 milioni di anticipo di cassa che noi andiamo a dare.
Se, poi, in dibattimento in Commissione si inizia a parlare dei lavori e di come stanno andando avanti i lavori, non è rispettoso perché noi siamo disponibilissimi a risentirli per quanto riguarda tutta quella che è l'attività del fondo del PNRR, ma quando c'è un oggetto all'ordine del giorno bisogna parlare di quello, perché potrebbero essere interessati degli altri Consiglieri regionali, e se non sono convocati, magari non sarebbero venuti, quindi disponibilissimi a sentirli per tutto quanto, però non mi sembrava che fosse opportuno sentirli per questo aspetto economico.
Per quanto riguarda invece i 5 milioni che vengono dati alle Unités, si è fatto riferimento a dei criteri che potevano essere più approfonditi in merito alla distribuzione; in realtà questi 5 milioni vengono proprio da un'espressa richiesta fatta dai Presidenti delle Unités per il tramite del CELVA. I criteri di ripartizione sono stati presi perché si è fatta una mappatura dei dipendenti al 2023, con il rinnovo contrattuale ci sono stati degli aumenti e, per permettere alle Unités, per il tramite dei Comuni, di riuscire a far fronte a questi aumenti di spesa; è evidente che i criteri di ripartizione non competono a questo Consiglio regionale ma saranno i Presidenti che, in base alle loro esigenze, in base al numero del personale, in base ai servizi che vengono erogati, li distribuiranno.
Questo breve intervento è solo perché mi sembrava anche corretto riportare un pochino nell'alveo questa variazione di bilancio senza andare a stravolgere quello che è in realtà questo progetto di legge.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Intervengo, ovviamente, perché avevo detto che sarei intervenuto sugli emendamenti della Lega, però, essendo stato poi tirato in ballo anche dal collega Martinet, volevo solo precisare che chiaramente mi lusinga, nel senso che mi dà delle competenze che forse sono anche oltre le mie capacità, non credo di essere in grado da solo di risolvere le possibili riforme degli Enti locali o del finanziamento agli Enti locali.
Ovviamente, sono cosciente anche io del fatto che è un tema talmente complesso e talmente vasto che non può essere affrontato in una variazione di bilancio che, come abbiamo detto tutti, è minimale dal punto di vista quantitativo.
La critica, se vogliamo metterla in questi termini, è data dal fatto che, per l'ennesima volta, stiamo andando in deroga alla legge 48/95 e, quindi, prima o poi, questo tema andrà affrontato. Dopodiché, sono cosciente del fatto che è un tema enorme che apre valutazioni particolarmente ampie ed elevate e, quindi, evidentemente ha bisogno di essere approfondito, studiato e valutato con i tempi dovuti, non è certo una variazione di bilancio che risolve questo problema.
Volevo mettere in evidenza che questo tema continua a stare lì, continua a essere sul tavolo delle discussioni, si fanno gli interventi in deroga alla legge 48/95, però prima o poi questo tema andrà preso seriamente in considerazione altrimenti continuerà ad andare in deroga.
Invece, volevo intervenire sugli emendamenti presentati dal gruppo della Lega e provo a farlo con un approccio che spero sia utile, quindi non vorrei essere polemico, anche se poi magari spero di non esserlo.
Partiamo dal primo emendamento, quello più impegnativo che pesa per 15 milioni di euro sullo sconto del carburante. Il tema del caro carburante è un tema reale, questo non lo discuto, io stesso ho interrogato l'assessore Baccega nello scorso Consiglio sulle prospettive economico-finanziarie della Regione, evidenziando tra l'altro come la chiusura dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita il 20% del petrolio e del gas mondiale, ha fatto aumentare il prezzo medio della benzina nell'Unione europea del 15% e del diesel del 26% tra gennaio e metà marzo.
Come ha giustamente ricordato lei, la Valle d'Aosta ha il primato europeo di auto pro capite, perché senza l'automobile si fa fatica a vivere nelle valli e, quindi, su questo tema siete assolutamente nel giusto, cioè è un tema indubbiamente caldo in questo momento.
Se non altro vi riconosco il polso della situazione, a differenza dell'Assessore, che invece, pur andando al bar a basare le sue previsioni macroeconomiche, non vede i problemi futuri della nostra regione.
Ma la risposta che proponete non è, secondo noi, all'altezza del problema.
Primo: la misura è regressiva. Il contributo è uguale per tutti, 20 centesimi sulla benzina, 40 sul gasolio, senza alcuna valutazione ISEE che risulti vincolante sul testo, chi consuma più carburante riceve più soldi, chi ha due auto, un SUV, chi fa molti chilometri, cioè statisticamente chi ha redditi più alti prende un contributo maggiore. Non è una misura per le famiglie in difficoltà, è una misura per tutti i proprietari di auto ma poi beneficia soprattutto chi ha bisogno di meno del sostegno.
I buoni benzina ci riportano agli anni '80, manca il Festivalbar e poi siamo a posto. Con 15 milioni di euro si possono costruire politiche, invece, molto più efficaci.
Seconda critica: il costo amministrativo ci pare sproporzionato. A leggere il testo che avete scritto voi stessi, i POS in tutti i distributori, una App per i cittadini, Portale digitale, banca dati centralizzata gestita dall'INVA, delega a La Chambre, sistema di sanzioni per gestori beneficiari. Per distribuire qualche centesimo al litro viene costruito un apparato di una complessità oggettivamente importante.
Il rischio concreto è che i costi del sistema erodano significativamente l'effetto utile per il cittadino.
Terzo, e questo è il punto che riteniamo politicamente più rilevante: questo emendamento consta di 5 milioni di euro l'anno, gli stessi 5 milioni che il disegno di legge 13 destina alle Unités per far fronte agli aumenti contrattuali del personale, in deroga, peraltro, come dicevamo, alla 48/95; i dipendenti dei Comuni valdostani che sono poi gli impiegati agli sportelli, i tecnici, gli operatori sociali, chi gestisce i servizi di prossimità, che guadagnano tra 1.500 e i 2 mila euro al mese, quindi un adeguamento contrattuale che c'è già stato fatto, la necessità di intervenire su questo, che sono sì famiglie, come diceva lei, che stanno in una fascia intermedia e che hanno bisogno effettivamente di un intervento da questo punto di vista, mentre invece voi li spalmate su tutti indistintamente. Su questo noi siamo ovviamente contrari.
Il secondo emendamento, quello sul prestito d'onore: qui la situazione è un po' diversa, nel senso che lo strumento invece ci pare corretto, questo lo dico senza riserve.
Il microcredito agevolato per persone in fragilità economica che non riescono ad accedere al sistema bancario ordinario è una misura di inclusione finanziaria seria che risponde al bisogno documentato, come l'avete giustamente evidenziato voi. Quello che, ovviamente, come lei ha già anticipato, non ci piace è la copertura di questo tipo di intervento; quindi non sto a intervenire, perché l'ho detto all'inizio, non voglio entrare in polemica, evidenzio che la copertura non ci convince, non ci piace, quindi il tema è corretto ma la copertura non ci piace, non ci convince e su questo ci asterremo.
Infine, l'ultimo cioè il fondo di garanzia per l'allocazione. Con il terzo emendamento vogliamo essere, invece, altrettanto diretti in senso opposto. Il problema che descrivete è reale, è documentato e di proporzioni importanti per la nostra Regione.
La Valle d'Aosta è la regione italiana con la più alta quota di abitazioni non occupate, non sto a ripetere quello che giustamente ha detto lei prima, quindi la logica dell'intervento sull'offerta, e cioè ridurre il rischio percepito dai proprietari per incentivarne la disponibilità a locazioni stabili, è economicamente corretta ed è già sperimentato, come lei ricordava, in altre regioni, di recente, anche a Milano, con il fondo "Salva affitto".
Il meccanismo rotativo gestito dall'ARER, che già opera giustamente nel settore, ci sembra sostenibile e proporzionale, quindi su questo siamo favorevoli all'emendamento perché ci pare centrato e ci pare condivisibile.
Su questi tre emendamenti ci dichiariamo contrari al primo, per quello che ho detto prima, ci asterremo sul secondo perché ne condividiamo le finalità ma non ne condividiamo la copertura e, invece, siamo favorevoli sull'ultimo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Il mio sarà un intervento molto sintetico e molto breve, quello che in Tribunale si chiamerebbe intervento ad adiuvandum, a sostegno evidentemente della proposta… Chiedo scusa, diventa difficile però…
Presidente - Colleghi, signori...
Bellora (LEGA VDA) - Capisco che non interessi, però almeno ascoltare… Dicevo, quello che si chiamerebbe appunto un intervento a sostegno delle ragioni già esposte dal collega Manfrin e poi, visto che c'è stato un successivo intervento da parte del collega Centoz su questi medesimi emendamenti, evidentemente ne approfitto per analizzare alcune delle sue considerazioni.
Dicevo un intervento breve perché le tre misure sono state presentate in maniera, secondo me, molto esauriente e molto efficace dal collega Manfrin che ne è anche il principale artefice, quindi assolutamente non voglio ripetere male ciò che altri hanno detto bene prima di me.
Voglio solo evidenziare, secondo me, la bontà di questi tre emendamenti, perché sono tre emendamenti che rispondono a delle esigenze concrete.
Credo che nei momenti di crisi, nei momenti di difficoltà economica, nei momenti di crisi evidente, come quelle che stiamo vivendo, sia importante soprattutto trovare delle misure che vadano a incidere in maniera concreta e diretta sulla vita dei cittadini, evitando le affermazioni di principio e le considerazioni di bandiera, e penso a quell'iniziativa "Voci di colore" di cui ha parlato il collega, sulla quale brevemente ritornerò, e cercare invece di intervenire in concreto su quelle che sono le reali esigenze delle persone.
Devo dire che soprattutto le prime due, quella sui buoni di benzina (Io la chiamo semplicisticamente buoni di benzina), in realtà interventi sul costo del carburante, e ancor di più quella relativa agli affitti siano esigenze importanti perché vanno a incidere su un problema reale della nostra regione, perché nel primo caso abbiamo visto che il trasporto su gomma in Valle d'Aosta è particolarmente rilevante e la percentuale di auto rispetto alle persone è estremamente elevata, nel secondo caso vediamo, e questo sinceramente è un dato che non sapevo, l'ho scoperto quando abbiamo affrontato questi emendamenti, la percentuale di case sfitte in Valle d'Aosta è nettamente la più elevata in Italia.
Quindi, bisogna, secondo me, unire le coordinate, da un lato quelle che sono le esigenze, dall'altro lato quello che è un bisogno reale dovuto a un momento di crisi, per andare a individuare dei provvedimenti mirati, dei provvedimenti precisi, che permettano di ovviare a questi inconvenienti.
Credo che questi due interventi, sul terzo farò un discorso un pochino diverso, incidano in maniera assolutamente corretta.
Partiamo dal primo, quello relativo al trasporto su gomma, ai buoni carburanti. Anche qui si tratta di confrontare la realtà con i sogni perché io non c'ero quando fu presentata per la prima volta questa proposta dai colleghi della Lega, però mi dicono, e poi l'avevo visto anche seguendo la cosa sui media, che c'era stata sostanzialmente un'opposizione perché si diceva che non era una misura green, che non era una misura ecosostenibile e avanti con questo tipo di considerazioni.
Beh, signori, credo che dobbiamo anche cercare di guardare quella che è la realtà delle cose, cioè pensare che il trasporto sia tutto prevalentemente su base elettrica, in una realtà tra l'altro come la Valle d'Aosta, con le strade che abbiamo eccetera eccetera, mi pare appunto un libro dei sogni; quindi, secondo me un incentivo che non è un incentivo a comprare auto con i motori termici, tutt'altro, è un aiuto a coloro che le hanno per avere dei costi di esercizio inferiori soprattutto in un momento come questo in cui abbiamo visto i prezzi di benzina e gasolio schizzare alle stelle, credo che sia una soluzione di buon senso, ripeto, il buon senso contrapposto a quelli che sono i desideri irrealizzabili, i desiderata che piacciono tanto all'Europa ma che poi, al confronto con la pratica, naufragano miseramente a fronte appunto degli scogli della logica.
Passo all'ultima, invece, il prestito d'onore. Questa diventa - spero che non me ne voglia il collega Manfrin - quasi una misura bandiera, cioè diventa un'affermazione di principio, perché non è tanto quello che viene attuato quanto quello contro cui si pone quest'attuazione ed è il discorso, appunto, delle "Voci di colore", perché sinceramente una misura, qualunque tipo di misura, che sia riservata solo ed esclusivamente agli stranieri, ma potrei dire agli italiani, potrei dire a una specifica categoria di persone, è una misura che non potrà mai incontrare la nostra approvazione perché, vedete, la parola razzismo, della quale spesso si abusa e della quale molti, specie da un certo lato di quest'Aula, si riempiono la bocca significa discriminazione di alcune persone rispetto ad altre persone sulla base di un'appartenenza etnica o, se vogliamo usare un termine assolutamente non politicamente corretto, appunto sulla razza.
Il razzismo non è solo discriminare lo straniero a favore dell'italiano, ma è anche il contrario, discriminare l'italiano a favore dello straniero. Noi riteniamo che sia sbagliato in ogni caso una discriminazione basata sulla razza perché le scelte devono essere attuate sulla base della bontà di un provvedimento e, visto che sento spesso a sinistra riempirsi la bocca con l'articolo 3 della Costituzione, l'articolo 3 della Costituzione ci dice che "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza alcuna distinzione", e ci dice anche, secondo un'interpretazione sostanziale che ne fa da sempre la Corte costituzionale, che situazioni uguali vanno trattate in modo uguale, situazioni diverse vanno trattate in modo diverso.
Credo, quindi, che questo provvedimento del prestito d'onore, che peraltro interviene su una cifra sicuramente non elevatissima, è comunque un provvedimento che dà un segnale forte nel senso appunto della non discriminazione di alcuno nei confronti di alcun altro.
Veniamo all'ultimo provvedimento che, francamente, è quello che mi piace di più, non che non mi piacciano gli altri, ci mancherebbe, ma questo lo trovo decisamente più interessante e mi fa piacere che abbia raccolto anche il consenso del collega Centoz e, quindi, immagino del Partito Democratico, cioè quello relativo agli affitti.
A me questo strumento piace perché è prima di tutto uno strumento estremamente oggettivo, se mi si passa questo termine, cioè tutti noi, o comunque alcuni di noi, ci siamo trovati ad avere avuto magari degli immobili, anche uno solo, o comunque ad alcuni può essere capitato, diciamo così, di avere degli immobili di proprietà e di avere il problema di affittarli e ho visto molte persone, ma penso che tutti noi lo possiamo riscontrare, che questi immobili li hanno tenuti vuoti, non li hanno, come si suol dire, messi a reddito, proprio per la paura di trovarsi a dover affrontare un problema di inquilino che non paga l'affitto, a doversi avventurare in una causa di sfratto, le cause di sfratto sono lunghissime, sono tra l'altro spesso costose, spesso non portano a risultati, nel momento in cui l'inquilino è impossidente i danni te li tieni perché anche se ottieni una sentenza a te favorevole te la prendi in casa perché non ti serve a niente; quindi, credo che ho uno strumento che metta a disposizione dei cittadini un intervento della Regione non per un qualcosa di parassitario, come mi viene in mente come reddito parassitario per definizione, il reddito di cittadinanza che stiamo ancora pagando oggi grazie alla trovata geniale di un Governo che spero non avremo mai più in questo Paese, in realtà invece mette in piedi un meccanismo che ha appunto una sua logica, che non regala denaro ma semplicemente crea le condizioni perché determinati immobili vengano reimmessi sul mercato delle locazioni, e l'altra cosa che a me piace particolarmente è che crea una sorta di circolo virtuoso perché evidentemente la Regione copre entro un certo massimale gli affitti non pagati, li corrisponde al cittadino, però evidentemente viene surrogata nei diritti del cittadino nei confronti dell'inquilino moroso e i soldi che riesce a recuperare vengono reimmessi nel sistema e vanno a rialimentare questo fondo, quindi si crea effettivamente un circolo virtuoso che si autoalimenta proprio con il risultato del denaro che viene recuperato.
Credo che questo sia, anche in un'ottica di una mentalità liberale che ovviamente ci appartiene, un qualcosa che incentiva il cittadino a investire e, comunque, a mettere a disposizione della collettività i suoi immobili e, al tempo stesso, reindirizza il denaro che viene ottenuto verso la medesima finalità.
Ovviamente io appartengo al gruppo Lega e quindi voterò tutti e tre i provvedimenti, ma li voto con particolare convinzione perché li trovo tre soluzioni di buonsenso e concrete, che è esattamente quello che occorre nei momenti di crisi.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Intervengo con questa possibilità del secondo intervento per esprimere la nostra posizione sugli emendamenti presentati dai colleghi della Lega che, lo rilevo, hanno fatto anche un grande lavoro, sia pure con la collaborazione fattiva, come è stato ricordato, delle strutture; quindi quando si fa un lavoro lo apprezzo sempre, poi è ovvio che le posizioni possono essere diversificate.
Prima di entrare nel merito però dei vostri emendamenti devo una risposta o una replica al collega Martinet: ho esattamente parlato di levata di scudi in relazione a quella discussione in Commissione, perché così è stata, è stato esattamente questo, perché non avete nemmeno lasciato finire che si ponesse una domanda e siete intervenuti per cassare, ma sono abituata a queste cose, non è tanto un problema.
Il fatto è che quando è stata autorizzata l'audizione dell'Assessore che è venuto con le sue strutture e con chi è responsabile di quel progetto era stato detto, lo ricordo, che si condivideva l'esigenza di un approfondimento ma non credo che l'approfondimento fosse limitato a sapere ciò che aveva già detto il collega Baccega e cioè che c'era un anticipo di cassa e ci sarebbe stata una restituzione, perché il senso tecnico di quell'articolo e di quello che è stato spiegato tanto in un'audizione quanto nell'altra è quella.
Evidentemente, se c'era bisogno di fare degli approfondimenti e avere qualche elemento in più era proprio per chiedere qualche cosa in più riguardo allo stato dell'arte del progetto, anche perché, lo ricordo, mancano circa tre mesi, forse anche meno, a quella che è la scadenza naturale che il PNRR prevede per le opere finanziate con quei fondi; quindi veder arrivare ad aprile una richiesta di anticipo di 7 milioni, che può essere assolutamente legittima, c'è stato chiarito il significato tecnico, ma presupponeva anche, da parte nostra, poter avere contezza in modo un po' più dettagliato di quella che è la situazione.
Mi fa sorridere il fatto che si dica che non era rispettoso perché in quel momento si sapeva che si sarebbe parlato di quegli articoli, quindi i colleghi che non erano presenti- che magari erano e sono interessati ad avere degli approfondimenti-, non potevano sentire, non potevano avere contezza delle stesse cose e, quindi, erano in qualche modo messi in una condizione di disparità rispetto agli altri.
Ma chi dice che non si può fare una seduta di Commissione tutta su quello, se si ha necessità di farlo? E se si ha necessità, da parte di tutti, quindi mi sembra di aver capito anche da parte di qualcuno forse di maggioranza, si può fare, però su questo passiamo oltre.
Le domande, come ho poi detto in quell'occasione, ho proprio specificato che le avrei poste in un altro contesto; continuo a pensare che sarebbe stato utile andare fino in fondo e non mi sembrava pretestuoso quello che veniva chiesto.
Sulla questione dei tre emendamenti: sul primo non sto neanche tanto a dilungarmi, credo che sia abbastanza scontata la nostra posizione, nella stessa vostra formulazione ricordate anche l'origine, il termine che utilizzate, quello dei buoni di benzina, e avete detto: "Questa può essere considerata non una misura green", ma al di là del green o meno credo che ci siano delle altre misure che possono essere utilizzate e siete stati voi stessi, come anche lo siamo stati noi in passato, fautori di proposte come il "Bon Chauffage" o altre proposte che andavano a intercettare una platea che è più democraticamente ampia perché per il riscaldamento comunque tutti i cittadini hanno necessità di avere degli aiuti.
Ci asterremo su quell'emendamento. Faccio solo un'osservazione che non è tanto rivolta a voi, quanto una considerazione più generale: penso che se fossero state fatte delle scelte a livello non solo e non tanto regionale, ma parlo di scelte a livello nazionale anni fa per politiche energetiche molto diverse, forse oggi non ci troveremmo a essere ancora così dipendenti da realtà internazionali come quelle che stiamo vivendo.
Faccio un riferimento en passant, ma proprio en passant soltanto alla Spagna, che è in una situazione diversa dalla nostra, forse ha fatto in passato altre scelte.
Al di là di questo avete fatto un lavoro che è anche stato, credo, lungo perché ho visto che è articolato l'emendamento, giusto preoccuparsi della situazione energetica; questa fattispecie del vostro emendamento non è per noi condivisibile e quindi ci asterremo.
Il secondo, il prestito di onore, è un'idea che in sé può anche essere ritenuta positiva, la copertura economica che voi prevedete non la condividiamo perché questo finanziamento che è previsto per il progetto "Voci di colori" è una misura che è di sostegno a una categoria specifica, mi sembra quasi che andiamo a togliere una categoria svantaggiata per dare a un'altra, diventa quasi una guerra tra poveri.
Mi ha un po' inquietato sentire nell'esposizione e nell'intervento del collega Bellora utilizzare il termine "Razza"; spero vivamente, collega, che sia stato un lapsus perché lei è persona intelligente e sa benissimo che la "Razza" è una categorizzazione degli esseri umani che nel 2026 non si può più tanto sentire, è anche un costrutto antiscientifico, quindi penso che si possa parlare di altro ma credo, appunto, che sia stato un lapsus perché poi lei ha anche utilizzato in un altro momento forse il termine "Etnico, etnia", quindi immagino che sia andata così.
Sul terzo emendamento, che abbiamo analizzato con attenzione e che, lo dico subito, voteremo, abbiamo apprezzato anche l'analisi che c'è dietro e conosciamo e conoscevamo il dato che, invece, ha un po' stupito il collega Bellora perché è uno dei temi di cui ci siamo occupati recentemente e in maniera piuttosto approfondita anche in campagna elettorale.
Lo votiamo con una perplessità che è questa e che dico perché qualora l'emendamento incontrasse anche il favore della maggioranza, e quindi diventasse in qualche modo legge, credo che sarebbe utile che nell'iter poi attuativo ci fosse un aspetto da approfondire che è questo: riteniamo importante la misura, ci preoccupa il fatto che si potrebbe verificare una situazione per cui, sapendo che c'è un contributo per l'allocazione di quel tipo, qualche proprietario di alloggio potrebbe anche aumentare il canone e, quindi, ricavarne un vantaggio; però, credo che si potrebbe inserire nella delibera attuativa e nei regolamenti che sottenderebbero a questo contributo una serie di meccanismi, di strumenti di controllo per evitare che ci siano in questo senso delle speculazioni.
L'altra cosa che ci tengo a dire è che il problema da voi evidenziato è reale, lo sappiamo, ne abbiamo parlato anche nell'intervento in discussione generale proprio su questo provvedimento legislativo; vorrei, però, anche far rilevare una cosa, non dobbiamo nemmeno pensare che tutti gli inquilini siano morosi o che ci sia una percentuale… Non lo dico a lei, lo dico per chi ci ascolta, non è che abbiamo un quadro… A fronte di quella percentuale altissima di alloggi sfitti e di case vuote c'è una preoccupazione da parte dei proprietari che è di affittare a qualcuno che magari poi o rovina l'alloggio o non paga l'affitto, però nella nostra realtà credo che ci siano dentro a quel calderone di alloggi e case sfitte anche una serie di immobili che difficilmente potrebbero essere messi sul mercato senza tutta una serie di interventi preventivi, quindi è vero, sono tanti, ma ce ne sono anche alcuni che sono proprio un po' fuori mercato. Pertanto sull'emendamento, con queste precisazioni e con queste osservazioni che ho fatto, il nostro voto sarà favorevole.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Alcune considerazioni sul nostro pacchetto.
Ringrazio anch'io i miei colleghi, in particolare il collega Manfrin che si è adoperato per creare soprattutto lui questo pacchetto, poi ovviamente inserirò altre considerazioni.
La prima mi corre d'obbligo, collega Minelli, so che dalla sua parte AVS vede nella Spagna ormai una nuova frontiera della politica, giustamente la regolarizzazione di un milione di migranti o quello che siano, vedremo i risultati, benissimo, lei parla del mix energetico spagnolo, si informi un pelino meglio però, perché guardi basta mettere un secondo sul telefono, la Spagna è il maggior importatore di gas russo attualmente, poi però se lo dicono quelli della Lega siamo putiniani e cattivi anti-europeisti, e soprattutto la Spagna ha un bel 20% di nucleare.
Allora, quando riporta le cose non si limiti all'articoletto del giornale e riporti tutto. Se vogliamo copiare la Spagna proponiamo il nucleare, la Lega l'ha proposto varie volte e i leghisti sono brutti, sporchi, cattivi e vogliono far esplodere il mondo. Mettetevi in pace l'anima.
In ultimo, tra l'altro, per restare a vicende più locali, benissimo il green della Spagna, su questo bravi loro che riescono ad avere le autorizzazioni e vanno avanti, e in Italia ci si perde purtroppo su questo tema delle autorizzazioni, burocrazia troppo lenta, e anche questa è una battaglia della Lega da sempre, poi che riusciamo a portare a termine o meno questo è un altro discorso, ma che la burocrazia sia troppo lenta, farraginosa e metta le pastoie allo sviluppo del Paese questo è certo e lo diciamo da sempre, però anche qui quando CVA fa investimenti nelle energie al di fuori del territorio valdostano chi si erge contro gli investimenti? AVS che dice: "Non devono essere fatte le pale eoliche in Sardegna" e vi mettete a fare la battaglia con gli indipendentisti della Sardegna.
Siete francamente fantastici, perché il principio di non contraddizione per voi non esiste, non è esistente; quanto meno noi avremo tutti i difetti del mondo ma un po' di coerenza su queste tematiche l'abbiamo.
Torniamo a noi, vediamo un attimo qual è la ratio che sta dietro alle nostre proposte, ma vorrei dire un po' tutte le proposte che il nostro partito cerca di fare.
Il nostro concetto è: riteniamo che la Valle d'Aosta avrebbe bisogno di una serie di misure con impatto elevato, sulle quali mettere la maggior parte dei fondi, focalizzare la maggior parte dei fondi, tagliando molte spese che, a nostro avviso, sono improduttive, non è il caso di arrivare a Milei con la motosega, però potremmo usare anche noi, per usare il patois, il piolet, da qualche parte e saremmo molto contenti, lo forché, si può scegliere un arsenale agricolo vario, ce l'abbiamo, e anche noi taglieremmo da molte parti, specie le zone più improduttive o magari quelle legate a un certo tipo di sotto settori, quelle le taglieremmo volentieri per focalizzarci su delle proposte che possano impattare fortemente sui valdostani.
Questa è stata da sempre la nostra visione, quindi è una visione che permetterebbe, almeno secondo la nostra speranza, di attirare persone in valle, persone però ovviamente produttive, si cerca di attirarle con un lavoro, chiaramente non persone che magari fanno piacere al business dell'accoglienza, ma che poi ci troviamo fuori dai supermercati a chiedere l'elemosina e quello è importare povertà, è importare degrado, ed è quello contro cui noi ci battiamo e continuiamo a fare.
Oppure l'idea è sempre quella di aiutare la classe media, ecco perché l'idea di questo pacchetto anticrisi, che appunto andrebbe a impattare con un ventaglio ampio, poi non si sarebbe così focalizzati o magari così giusti perché chi non è considerabile nelle fasce più basse ne gioverebbe, ma noi diciamo bene comunque perché questo impatta su tutta una serie anche di attività di moltiplicatori che possono essere applicati a tutta la Valle.
Aiutare la classe media, quella proprio che dagli anni 80, sono stati citati gli anni 80, non vedo perché gli anni 80 fossero negativi, anzi, è proprio lì, da quegli anni, dai 90 eccetera, che la classe media ha subìto gravissimi contraccolpi, quindi noi cerchiamo di ristorare in quella direzione.
Riguardo ai buoni di benzina devo dire che il collega Centoz, adesso non lo vedo in Aula, però ha fatto delle critiche anche sensate, ha senso la sua critica, anche qui tornare agli anni 80 per noi non sarebbe negativo, e ci chiediamo noi: "Come facciamo a ristorare ai valdostani gli elevati costi energetici che devono sostenere?".
Siamo una regione di montagna, l'altezza media della Valle d'Aosta è 2.000 metri, ovviamente non abitiamo tutti oltre i 2.000, ma già dalla fascia 500-2.000 è la gran parte della popolazione, quindi come facciamo a ristorare che abbiamo un clima particolare? Come facciamo?
Bene, tanto per andare un po' indietro, il "Bon de Chauffage", che è un altro cavallo di battaglia nostro, che continuiamo a proporre perché rappresenta questa visione di cui dicevo prima, un qualcosa che possa impattare tutti, in qualcuno l'idea che in Valle d'Aosta si possa avere un bonus sul riscaldamento per la gran parte delle persone che abitano la valle per noi sarebbe molto importante, sarebbero magari centinaia di euro in meno che qualcuno, che le famiglie devono spendere all'anno, sarebbe molto importante, sarebbe un qualcosa che può attirare le persone, noi implementeremmo ancora di più la platea ma ovviamente sono state bocciate e sono state addirittura tolte, proprio - mi diceva il collega Manfrin - da quello che fu allora l'assessore Guichardaz, comunque sia dal PD, così non facciamo i nomi, proprio dal PD, quindi noi abbiamo una visione e legittimamente il PD ne ha un'altra, ma questo è.
Poi, un'altra misura che avevamo proposto, non è in questo pacchetto anticrisi però la citiamo: i buoni sui voucher dei centri estivi, esattamente la stessa direzione, una misura importante e adesso abbiamo visto che è stata recepita, anche noi abbiamo portato a casa un semi-risultato, perché poi quando lo fanno gli altri gli applausi se li prendono gli altri, pazienza; ci interessano poco gli applausi, ci interessa di più che le misure vadano messe, anche le sberle, certo, anche le sberle, ce le prendiamo anche noi anche se siamo all'opposizione, ce le prendiamo un po' tutti, però anche in quel caso una misura che va nella direzione di poche misure consolidate, tra l'altro anche noi avevamo messo una grossa cifra, facendo un po' a spanne, perché dobbiamo aggiustarci, abbiamo visto che adesso anche il bonus che è previsto in realtà va ad attingere a dei fondi considerevoli, non eravamo poi così lontani.
Ecco, questa è una direzione che, appunto, dalla nostra visione è positiva ed è quello che noi vorremmo per la politica ed è lì che facciamo la critica spesso alla maggioranza.
Sui buoni di benzina, veniamo nel tema specifico, allora innanzitutto il problema ambientale non ci sarebbe, perché l'abbiamo già detto mille volte, le emissioni della Valle d'Aosta sono così basse, circa un milione di tonnellate di CO2 equivalente, vado a memoria, è un dato del 2017 quello usato per la Fossil Fuel Free, non impatterebbe assolutamente nulla un po' più o un po' meno di CO2, perché chiaramente non è un fenomeno locale, quindi non cambierebbe nulla, ma aiuterebbe i valdostani che si devono muovere. Sappiamo benissimo che per andare nelle vallate i trasporti pubblici sono un problema per la maggior parte delle persone, perché gli autobus non si possono muovere vuoti o, meglio, se lo fanno vanno incontro chiaramente a dei problemi economici dei gestori, quindi i valdostani hanno bisogno della macchina. Poi, che ci sia gente che fa 50 metri con la macchina, e che in questo caso di quei buoni ne gioverebbe una percentuale bassissima va bene, ma ci sarebbe la maggior parte delle persone che ne giovano e sarebbe un aiuto di ristoro dei costi energetici ed è la cosa che per noi è fondamentale e appunto andrebbe in direzione della classe media.
In Friuli ci sono ancora e non ci pare che il Friuli sia una regione depauperata o indietro sulle questioni ambientali. Si potrebbe tranquillamente fare, non si vuole fare? Giustamente ci si assuma le responsabilità.
Riguardo alla misura sugli stranieri, in realtà abbiamo presentato anche una mozione per cercare di modificarla, salterà più avanti, ma conoscete la nostra opinione.
Rilevo soltanto che il tema di una misura fatta ad hoc su una categoria specifica è quanto di più antiliberale esista, quindi mi riferisco alle forze di questo Governo che si dichiarano liberali. Ebbene, è l'esatto contrario, perché il mondo liberale dà la parità di opportunità, non crea categorie specifiche.
Quello è il mondo oggi socialisticheggiante, se non vogliamo usare il termine comunismo, è quello che utilizzerà Mamdani a New York per fare delle quote e lì, collega Minelli, poi non voglio certo difendere l'avvocato Bellora, non gli rubo il lavoro, lo farei malamente, si difende da solo, ma in questo caso, ad esempio, è proprio la sinistra che crea queste quote, a New York si creeranno appunto settori specifici per una distribuzione, usiamo il termine etnico, ma negli Stati Uniti usano tranquillamente il termine "razza caucasica", che sono quelli discendenti europei, e la "razza afro-americana", che sono i discendenti dei popoli africani e i latini, quindi è un termine che si può tranquillamente usare, nessuno ha sostenuto, e lì è il vero razzismo, che una razza sia in qualche modo superiore all'altra. Usiamo il termine etnia, a voi la realtà non piace, ma la realtà continua a esistere anche se voi la negate.
Questa è la nostra visione, il nostro pacchetto va in questa direzione, continuiamo a muoverci coerentemente in questa direzione, alcune cose vengono prese e, per fortuna, votate anche dai colleghi della minoranza.
In ultimo rilevo come anche il tema degli affitti sia fondamentale, abbiamo preso spunto da altre regioni, anche qui purtroppo vediamo che la classe media, e ricordo che gli italiani hanno il più grande risparmio privato personale al mondo, cioè abbiamo risparmiato moltissimo, cosa che fa gola chiaramente anche ad altri Paesi e a livello europeo e non solo, abbiamo tra i più alti patrimoni immobiliari al mondo, siamo proprietari di immobili, quindi andare in qualche modo a sgravare coloro che sono proprietari, e che è una ricchezza tipica degli italiani, è un qualcosa che deve essere fatto.
Qui c'è la visione generale dei nostri emendamenti; quindi, ci auguriamo che anche il Governo ne prenda atto e possa seguirci sulle strade che abbiamo elencato.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Bellora, secondo intervento.
Bellora (LEGA VDA) - Non è un intervento, è una brevissima precisazione perché francamente certe cose mi danno fastidio.
La collega Minelli mi dice che ho usato il termine "Razza", allora al di là del fatto che lei mi dice che faccio sempre l'avvocato, ho la sensazione che lei faccia sempre la maestrina, visto che la sua professione è quella.
Il termine "Razzismo" deriva dalla radice "Razza", se io devo parlare di razzismo, sono costretto a parlare di razza, è la lingua italiana, ma soprattutto, visto che le sta tanto sulle scatole questo termine, le leggo l'articolo 3 della Costituzione, che a lei piace tanto, che cita ogni tre minuti, due e mezzo a sproposito: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza" di razza, "di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali".
Non pretendo, ci mancherebbe, che siano tutti giuristi, però almeno aver letto l'articolo 3 della Costituzione penso che sia doveroso. Visto che lei mi accusa di aver usato il termine "Razza", io l'ho usato per oppormi al concetto di razzismo che, derivando dalla parola razza, non può far altro se non richiederne l'utilizzo.
Ho citato l'articolo 3 della Costituzione, quindi se io sono una brutta persona perché ho usato oggi il termine "Razza", allora anche quelli che hanno scritto la Costituzione sono, secondo il suo giudizio, delle brutte persone.
Poi, sempre nella sua ottica da professoressa, è stata molto gentile perché mi ha detto che, comunque sono una persona intelligente, la ringrazio, vorrei poter dire la stessa cosa soprattutto in considerazione del fatto che per me le persone intelligenti sono quelle che guardano ai contenuti e non si fermano alle parole.
Siccome secondo me anche lei è una persona intelligente, credo che su questo punto abbia perso un'occasione per tacere.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz… No, chiedo scusa… Se esplicita il fatto personale… Scusate colleghi… Prego collega.
Minelli (AVS) - Collega Bellora, mi dispiace, mi aspettavo questa sua presa di posizione. Le dico soltanto che se lei pensa che dire a lei …
Presidente - Mi ha detto che lo esplicitava però, collega.
Minelli (AVS) - Sì, sì, è questa cosa perché non è la prima volta e non sarà l'ultima, è già stato fatto migliaia di altre volte, però sa questo uso del termine "Maestrina" per me può avere un'accezione, so però che per molti altri, e anche nelle persone che lo utilizzano, ha un'accezione in qualche modo negativa, allora vorrei ribadire, per l'ennesima volta, che non rinnego assolutamente da dove vengo, le faccio presente che non sono una maestra, sono un'insegnante di scuola secondaria di primo grado ma ho una formazione di quel tipo e continuerò a utilizzare questo modo di fare, mi dispiace se dà fastidio, fino alla fine.
Preciso una cosa, collega Bellora, visto che lei ha citato l'articolo 3 della Costituzione e mi ha detto, in qualche modo, che non so neanche leggere l'articolo 3 della Costituzione, credo di conoscerlo bene quanto lei, non dico assolutamente di più, ma quanto lei; ha omesso una cosa lei però, perché lei ha detto che la Costituzione utilizza all'articolo 3 il termine "Razza", però lei non ha detto che questa Costituzione, anzi l'Assemblea costituente, ha introdotto questa parola nel 1947 e lo sa perché ha utilizzato "Razza"? Lo sa perché è stato utilizzato "Razza"? Per due motivi, uno perché in quel momento si utilizzavano terminologie diverse da quelle che si utilizzano oggi, una per tutte "Handicappato" al posto di "Persona con disabilità", noi abbiamo ancora questo termine in tante delle nostre leggi e forse sarebbe il caso di metterle a posto.
L'altra questione è che si utilizza il termine "Razza" perché era proprio per fare un calco negativo contro le leggi razziali fasciste, perché da lì deriva la Costituzione.
Presidente - La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Per una volta non baccagliamo io e il collega Bellora, per il momento, quindi cerco di riportare un pochettino la discussione anche a un livello più politico rispetto al provvedimento di cui stiamo trattando oggi.
Intervengo su questo disegno di legge con l'atteggiamento che spero e credo sia forse più corretto, non il più corretto, rispetto a quando si discute di bilancio pubblico, quindi spero, senza pregiudizi, senza contrapposizioni automatiche, senza la tentazione anche di leggere ogni provvedimento e cercherò di farlo soltanto attraverso la lente delle appartenenze politiche perché, come ho già avuto modo di dire più volte anche in Commissione, i bilanci, a mio modesto parere, meritano qualcosa di più.
Il bilancio della Regione, come è stato detto da qualcuno prima di me, non è un semplice elenco di numeri e di capitoli, è il documento che più di ogni altro racconta le priorità di una maggioranza, nei finanziamenti concessi, nelle compensazioni, negli stanziamenti aggiuntivi, nei rinvii e persino nelle omissioni, poi parlerò anche e farò un accenno alla questione delle omissioni, si vede la gerarchia concreta, gli indirizzi, i disegni di certe scelte pubbliche e direi anche politiche.
Spesso i bilanci, ce lo diciamo sempre, oramai ho una certa esperienza anche in questo, parlano molto più dei discorsi. Questo primo provvedimento di variazione al bilancio 2026-2028, a mio avviso, ha una natura piuttosto chiara, è una manovra, come peraltro è stato detto anche dalla relatrice collega Borre, ed è stata ripresa quella stringa della relazione dal collega Martinet, prevalentemente manutentiva e sotto molti aspetti, e lo hanno detto anche i colleghi che sono intervenuti prima di me, in caso specifico anche il collega Carrel, finanziariamente limitata, parliamo di qualche decina di milioni di euro, sono comunque qualche decina di milioni di euro, e parliamo comunque sempre di soldi pubblici.
Questo fatto, questo discorso della manovra prevalentemente manutentiva è da un punto di vista finanziario limitato, non lo dico in un'ottica svalutativa.
La manutenzione amministrativa è necessaria, chi governa ha il dovere di farlo, significa correggere previsioni non più adeguate, integrare capitoli insufficienti, come è stato fatto, sostenere enti che stanno subendo aumenti di costo, significa anche adeguare poste finanziarie, prevenire criticità, evitare blocchi operativi e amministrativi. Una Regione seria, lo devo riconoscere, deve saper fare anche quello, sarebbe persino irresponsabile se facesse il contrario, però il punto è che la manutenzione è condizione necessaria ma non è condizione sufficiente.
Mi spiego: una regione non può vivere solo di manutenzione, una maggioranza non può essere giudicata soltanto dalla capacità di spostare risorse o chiudere falle, anche in occasione di una manovra limitata come questa, deve anche saper indicare in tutti i suoi provvedimenti finanziari e amministrativi una direzione, deve sapere rendere leggibile una strategia, far comprendere ai cittadini dove si vuole portare la comunità valdostana nei prossimi anni ed è qui che nasce la nostra prima riflessione politica.
Nel corso del dibattito sono emerse osservazioni interessanti anche da banchi molto diversi; il collega Lattanzi ha sostanzialmente evidenziato come questa manovra dovrebbe renderci orgogliosi a noi del PD perché non si vede uno sviamento, diceva il collega, dalla linea tracciata nella scorsa legislatura e per questo lo ringrazio per la franchezza, perché se lo avessimo detto noi probabilmente qualcuno avrebbe parlato nuovamente di nostalgia e detto da altri credo che assuma un peso forse diverso, se non maggiore, ed è oggettivamente un'affermazione significativa perché, detta in altro modo, significa che almeno in questa manovra non emerge ancora quella cesura netta, quel cambio di paradigma e quella svolta così caratterizzata che qualcuno aveva immaginato e rivendicato solo tre mesi fa quando discutevamo del triennale.
Se devo dirla tutta questo francamente non mi dispiace, perché se la continuità riguarda investimenti, equilibrio dei conti, attenzione al territorio, promozione del turismo, sostegno agli Enti locali e tenuta del modello valdostano, allora significa che il lavoro svolto nella scorsa legislatura aveva, tutto sommato, una sua solidità.
Allo stesso tempo il collega Carrel e qualcun altro ha spiegato con chiarezza un altro punto che condivido almeno in parte: questa variazione sposta poche risorse, ancora meno di quelle decantate in termini generale, ma poche risorse realmente nuove e non offre ancora una visione compiuta, diciamo che si aspettano le prossime.
Forse proprio tenendo insieme queste due osservazioni, quella del collega Lattanzi e quella del collega Carrel, si comprende bene la natura del provvedimento, una manovra fondamentalmente di continuità amministrativa, prudente nei numeri, utile in diversi passaggi, lo abbiamo ammesso tutti, ma ancora non rivelatrice di una forte impronta politica autonoma della nuova maggioranza, questo credo che non l'abbia detto io ma è un dato di fatto.
Prima di entrare nel merito di alcuni contenuti permettetemi una riflessione, approfitto di questa discussione in Aula, sul metodo dei lavori in Commissione.
Mi sarebbe piaciuto, e ho avuto modo di dirlo anche in Conferenza dei capigruppo, che su un provvedimento così articolato la presenza dei singoli Assessori competenti, di tutti gli Assessori competenti, fosse considerata la regola e non l'eccezione, colleghi, non per allungare i tempi o moltiplicare formalità, ma perché le Commissioni esistono per questo, le Commissioni rappresentano l'istituzione Consiglio regionale, quindi a cosa servono? Servono ad approfondire, a chiarire, a mettere i Consiglieri nelle condizioni di votare con piena consapevolezza.
Quando un testo tocca Enti locali, anche se per il poco per cento che è stato citato da qualcuno, la casa, il turismo, gli sport, l'Università, i lavori pubblici, le politiche sociali, credo sia fisiologico ascoltare direttamente chi ha la responsabilità politica dei diversi settori e anche chi ha la responsabilità politica dei settori che non sono stati presi in considerazione all'interno di questa variazione, proprio perché serve anche per capire per quale motivo certi settori, per esempio, sono stati o trascurati o in questa fase non considerati.
Lo dico senza polemiche, non per voler intestarmi osservazioni già svolte da altri colleghi, anche nei contributi tra l'altro dei colleghi Manfrin e Centoz è emersa l'esigenza di rafforzare il ruolo istruttorio della Commissione e delle Commissioni in termini generali e si è parlato anche della qualità del confronto.
È un tema che merita attenzione e che non può essere, secondo me, trascurato ed è bene che su questo tema si abbia l'occasione anche di riflettere.
Allo stesso modo ritengo importante anche la documentazione, oramai siamo in fase di voto, quindi lo dico a futura memoria, sperando che per le prossime manovre finanziarie quest'aspetto sia tenuto in considerazione.
Faccio un esempio per tutti: è stato detto che in seconda Commissione abbiamo chiesto un quadro dettagliato delle spese di promozione turistica perché credo che su questi temi sia giusto discutere avendo davanti i numeri e la composizione effettiva degli stanziamenti. Quel quadro è arrivato, prendo ad esempio questo ma vale per tutti, lo considero positivo, tra l'altro è arrivato in termini brevi, perché la trasparenza credo che aiuti tutti, e da quello schema emerge con chiarezza che cosa? Che una parte significativa delle risorse aggiuntive si concentra sugli eventi sportivi e sulla promozione connessa, abbiamo parlato del Giro d'Italia, contributi ulteriori alla FISI, TORIX, UTMB, Hockey, bocce, ritiri calcistici e altri progetti collegati.
Qui voglio essere molto chiaro, anche perché non ci siamo parlati, non ho spiegato il motivo per cui ho chiesto quei dati, io non sono tra quelli che demonizzano questi investimenti e su questo punto mi associo al collega Lattanzi che ha fatto le stesse considerazioni prima; sarebbe ridicolo farlo in Valle d'Aosta, e noi sappiamo bene che sport e turismo sono due asset naturali della nostra regione.
Sappiamo quanto certi eventi hanno prodotto e quanto continuino a produrre in termini di visibilità, di presenza, di reputazione internazionale e in termini di ricadute economiche a prescindere dal tema specifico, cioè dell'evento magari sportivo o squisitamente promozionale, però proprio perché il settore è rilevante, continuiamo - e questo avremmo voluto evidenziarlo magari in Commissione - a ritenere attuale una proposta che avevamo avanzato in fase di discussione del triennale, una legge quadro sui grandi eventi sportivi.
Lo dicemmo allora e lo ribadiamo oggi con ancora più convinzione proprio guardando alla variazione di bilancio, perché non si può procedere soltanto attraverso singoli stanziamenti, contratti promozionali, trattative annuali o decisioni episodiche.
Se la Regione considera strategico, come peraltro è, il Comparto dei grandi eventi, allora deve, lo dico essendoci passato anch'io, quindi questo meccanismo di chiedere in itinere ulteriori risorse ci ha toccato tutti e ha toccato anche i nostri predecessori, deve finalmente dotarsi di una cornice normativa stabile, cioè una legge che definisca dei criteri di selezione trasparenti, degli obiettivi economici e turistici, degli indicatori di ritorno, un equilibrio territoriale, perché anche questo è importante per capire come questi investimenti vengano distribuiti sul territorio, dei criteri di sostenibilità ambientale che definisca il coordinamento tra la Regione, i Comuni e gli operatori che si occupano direttamente di queste tematiche e il rapporto tra grandi eventi e sport di base, quello che dicevamo quando abbiamo presentato, mi sembra, un ordine del giorno in occasione del bilancio triennale, in cui paventavamo il fatto che fosse necessario… preconizzavamo sostanzialmente che nelle fasi successive ci sarebbe stata comunque ancora una meccanica di questo genere, perché spendere può essere relativamente semplice, come dicemmo allora, programmare bene, valutare bene e rendicontare bene è molto più difficile, ma è molto più difficile perché se non si ha la disponibilità certa delle risorse e non si conoscono precisamente i meccanismi di distribuzione di queste risorse ovviamente diventa più difficile.
Vengo alla finanza locale: gli incrementi dei trasferimenti alle Unités e più in generale il sostegno agli Enti locali rispondono, come è stato detto, ne ha parlato il collega Centoz, il collega Martinet, a un problema reale. Chi conosce i Comuni valdostani, e molti colleghi in Aula li conoscono molto meglio di me, sa che molti Sindaci tengono in piedi servizi fondamentali con strutture ridotte, personale insufficiente, procedure sempre più complesse e costi crescenti. Per questo mettere risorse non è scandaloso, lo abbiamo fatto tutti, si è continuato a fare dal 1995, cioè lo si fa da quando esiste la legge 48 e lo si è fatto con varie deroghe, spesso è doveroso, il problema però è che continuiamo a intervenire con correttivi, come è stato detto prima, con deroghe, con integrazioni successive.
Questo segnala, secondo me, una verità molto semplice: il sistema ordinario fatica a reggere e quando l'eccezione diventa normalità, e lo vediamo tutti i sacrosanti anni, nei bilanci triennali, nelle variazioni, negli assestamenti e capita sempre la stessa cosa, allora la politica dovrebbe avere il coraggio di prenderne atto.
Nello scorso quinquennio si parlava di revisione della legge 48, ne abbiamo parlato per 5 anni, stiamo passando al sesto anno, mi ricordo che se ne parlava anche nelle legislature precedenti; credo che serva una revisione ed è questa l'occasione per parlarne, proprio perché questa variazione, pur nella sua limitatezza, ripete e continua a ripetere uno schema che è stato evocato prima dai colleghi, serve una revisione seria della finanza locale valdostana, costruita su criteri oggettivi, sulla popolazione, la dimensione territoriale, i costi della montagna, i servizi effettivamente erogati, la capacità amministrativa, e serve riconoscere anche che si è modificata sostanzialmente la struttura del nostro territorio in termini di spopolamento dei piccoli Comuni, di incidenza dei servizi del turismo, prima qualcuno evocava i trasporti.
Insomma, il tema deve essere preso nella sua complessità proprio per evitare che nella prossima variazione e nel prossimo assestamento si ripeta di nuovo la questua.
E lo dico perché questa cosa del rapporto diretto non mediato da una legge specifica, strutturata e strutturale, crea alle volte anche un rapporto un po' perverso tra amministratore regionale e amministratori degli Enti locali, che è un rapporto che alle volte può far comodo perché diventa un do ut des, ma che non è trasparente, non è corretto nella logica amministrativa che prevede che le risorse debbano essere date, per quanto possibile, sulla base di criteri e di valutazione oggettive.
Gli interventi su ARER e il fondo destinato alle future politiche abitative confermano che il problema abitativo continua a essere à la une, ne sa qualcosa il collega Manfrin che su questo devo riconoscere è mordace ormai da un sacco di anni, la casa oggi in Valle d'Aosta non riguarda solo le fasce tradizionalmente fragili, questo lo dobbiamo dire, riguarda che cosa? Riguarda le giovani coppie, ne abbiamo parlato in occasione della discussione sui mutui, riguarda lavoratori, riguarda le famiglie, riguarda gli anziani, riguarda il personale degli enti pubblici, delle imprese, per esempio le imprese turistiche, industriali, eccetera, che vogliono insediarsi nel nostro territorio, ma che non riescono a trovare casa per i motivi che conosciamo, perché il nostro purtroppo è un territorio che ha il paradosso di essere fortemente attrattivo, quindi di prelevare abitazioni, case e residenze proprio al comparto residenziale, e se non si affronta seriamente il nodo casa, non continuando nella polemica alle volte un po' strumentale tra chi è paladino di una cosa e chi cerca invece dall'altra parte di rinviare questa problematica, credo che parleremo ancora in futuro invano di natalità, di attrattività, di sviluppo, di demografia. Si continuerà a chiedersi come mai la Valle d'Aosta si spopola, come mai la famiglia non riesce a essere sufficientemente salvaguardata perché si possono pensare tutti i bonus, tutte le situazioni, i buoni, i contributi e varie integrazioni, ma se non risolviamo in primis il problema della casa, questo problema purtroppo ci porterà e ci affosserà.
Per questo, bene che il tema entri nell'agenda finanziaria, come ho detto prima, ma anche qui bisogna passare dal capitolo alla politica perché serve una strategia vera e non soltanto fondi da ripartire, come ho avuto modo di dire prima.
Vengo, poi, alla sanità e lo dico con nettezza: la sanità è il vero banco di prova dell'autonomia regionale. Ce lo siamo detto in tutti i modi sia per le risorse che drena ma anche perché la sanità riguarda 123 mila abitanti, riguarda tutti senza eccezione e il cittadino misura la qualità delle Istituzioni quando aspetta una visita, abbiamo parlato di liste d'attesa, di percorsi di tutela, quando cerca un medico, anche questo è un problema, il nostro è un territorio difficile, quando accompagna un genitore anziano, quando ha bisogno di assistenza.
Per questo non possiamo permetterci, colleghi, che la sanità resti un argomento sullo sfondo perché in questa variazione la sanità è il grande assente, inspiegabilmente, a fronte di che cosa? A fronte, comunque, di un continuo refrain si sente la necessità e l'esigenza di continuare a investire, se ben ricordo si parlava di una necessità evidenziata dai vertici dell'USL di alcune decine di milioni per coprire i buchi della sanità, che ovviamente sono buchi che vanno nelle liste d'attesa, come dicevo prima, nel personale, nell'equilibrio economico dell'USL, perché se poi l'USL si lamenta che non riesce a tamponare e arrivare a un pareggio, o comunque degli investimenti di un certo tipo, parliamo di medicina territoriale, ma parliamo anche di prevenzione, di integrazione socio-sanitaria, questi sono tutti temi assolutamente strutturali che richiedono risposte strutturali e non bastano anche su queste delle rassicurazioni periodiche, perché finiamo sempre, anche sulla sanità purtroppo, a ragionare per affrontare questo tema volta per volta ogni volta che vi è una manovra finanziaria; allora a quel punto si fa la raccolta delle doléances, dei bisogni eccetera e si cerca di compensare, di mettere delle risorse.
Anche questo è un tema che deve essere affrontato in maniera forse più strutturale, tra l'altro credo che i tempi siano un po' più maturi perché rispetto a qualche anno fa mi sembra che, comunque, la sanità oggi abbia delle fondamenta un po' più interessanti, non solo quelle dell'Ospedale che non sono ancora partite, ma vedremo.
Poi, un passaggio specifico riguarda il progetto "Agile Arvier", voglio solo dire una cosa, mi limito su questo a riprendere quanto già evidenziato nelle relazioni e quanto richiamato anche dai colleghi intervenuti questa mattina, in particolare dalla collega Minelli che l'ha ripreso forse nei suoi due interventi magari con qualche sfumatura leggermente diversa.
Credo che l'auspicio comune su questo particolare progetto debba essere uno solo: portare a casa questo progetto bene, portarlo nei tempi previsti, trasformandolo in reale valore aggiunto per il territorio interessato, e devo dire che le rassicurazioni sono arrivate, come è stato evidenziato da qualcuno, in Commissione da parte di chi sta lavorando, e che voglio ringraziare perché sta veramente lavorando contro un mostro, perché devo dire che il progetto - e su quello sono d'accordo - al di là di come è partito in Valle d'Aosta, è veramente stato un azzardo a livello nazionale, perché immaginare venti progetti tutti uguali, per una regione come la Lombardia che ha 10 milioni di abitanti, noi 123 mila, venti progetti da 20 milioni di euro, che vadano a impattare sulle finanze, ma non solo, perché poi comunque i Comuni devono tirare fuori.
Qua da noi c'è la Regione che è arrivata in soccorso, ma vuol dire che tu devi avere del personale, e questo è il tema che avete affrontato in quest'ultima variazione, che riesca a gestire delle quantità economiche che, alle volte, sono X moltiplicato gli stessi bilanci di queste piccole realtà locali.
Credo che rispetto a questo tema un'esperienza di questo tipo, lo voglio dire proprio perché ci sono passato, debba rappresentare anche un insegnamento utile per tutta la comunità valdostana, sul rapporto tra i piccoli Enti locali e le grandi opportunità, sulla capacità amministrativa, sulla gestione di fondi complessi e sulla cooperazione istituzionale, perché è vero che Arvier è piccolo, come lo sarebbero stati altri Comuni, però esistono delle grandissime opportunità che possono incidere direttamente su delle piccole realtà locali e possono in qualche modo diventare un atout non solo per quelle realtà, perché Arvier probabilmente ne avrà un grande beneficio, ma ne avrà un beneficio in termini più ampi il territorio, il territorio sicuramente delle Unités, ma ne avrà un beneficio in termini più generali anche, credo, la comunità valdostana perché da questi progetti così difficili e così complicati si imparano delle cose, si imparano a gestire grandi risorse che possono essere di impulso poi per progetti più grandi.
Se "Agile Arvier", e qui lo voglio dire, approfittare di questa occasione, riuscirà, non avrà vinto solo Arvier e penso che avrà imparato qualcosa tutta la Valle d'Aosta, questo a prescindere da chi è seduto ai tavoli della Giunta.
Penso che questo sia un progetto di cui tutti noi dobbiamo farci carico anche in termini di visione e di aspettativa per il futuro.
Chiudo dicendo che questo provvedimento contiene delle misure utili, alcune come ho detto sono condivisibili, alcune sono necessarie, non abbiamo nessuna difficoltà a riconoscerlo, ma resta aperta la domanda fondamentale di questa legislatura e qui vengo alla questione più politica: quale Valle d'Aosta immagina questa maggioranza?
Una Regione che si limita a correggere dei capitoli, a distribuire risorse, a inseguire criticità oppure una Regione che affronta davvero le grandi sfide del nostro tempo, che sono, come ho detto, la demografia, la casa, la sanità, le politiche sociali, i giovani, i territori fragili, la competitività economica, la qualità dei servizi.
Ogni variazione di bilancio, colleghi, dovrebbe contenere, anche se piccolo, anche se limitato, almeno un frammento di risposta; non è possibile che una variazione di bilancio si limiti alle questioni squisitamente finanziarie.
Peraltro, durante la discussione del triennio ne avevamo parlato e ci era stata data rassicurazione che questa variazione, a prescindere dalla collocazione destra-sinistra, francamente mi interessa poco per il momento, sarebbe stata il primo impulso verso una strategia, verso un disegno politico che francamente non abbiamo visto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis.
Marquis (FI) - Due considerazioni in merito all'argomento in discussione. Credo che da parte nostra ci sia piena condivisione su questa variazione di bilancio che è stata proposta per le stesse ragioni che hanno espresso già tutti i colleghi di maggioranza che sono intervenuti e colleghi di partito.
Mi limito a fare una considerazione sulla proposta di emendamenti presentati dalla Lega: è noto che da sempre siamo attenti alla riduzione dei costi energetici, ci siamo molto spesi in questi anni su quest'argomento e continuiamo a spenderci. Crediamo che vadano messe in atto delle misure sostenibili sostanzialmente perché diversamente parliamo di proposte che, poi, però non possono essere attuate.
Per quanto riguarda la proposta in esame, ritengo che sia completamente insostenibile, basta fare due conti, credo, con i numeri a disposizione di tutti.
In Valle d'Aosta ci sono circa 250 mila auto, comprese quelle delle flotte a noleggio che ovviamente condizionano il numero, ma se noi vogliamo fare un arrotondamento a 100 mila autoveicoli a disposizione credo che il conto sia molto semplice.
La misura è stata paragonata ai buoni della benzina, sostanzialmente a soddisfare quelle che sono le esigenze di chi si deve muovere quotidianamente in Valle d'Aosta con mille difficoltà.
Ebbene, i buoni della benzina, per riconoscere questa necessità, mettevano a disposizione un contingente di mille litri per ogni auto, che era il minimo sindacale per poter far fronte a quelle che sono le esigenze.
Ebbene, se noi consideriamo 100 mila macchine, lo moltiplichiamo per 1.000 e lo moltiplichiamo per 0,30 - che è la misura del ristoro che voi proponete - fa 30 milioni all'anno, questo è il minimo sindacale, pertanto una misura da 5 milioni all'anno non è sostenibile riguardo all'iniziativa che viene proposta perché soddisferebbe l'esigenza di un paio di mesi a essere molto larghi, quindi andrebbe messa in piedi una misura con un apparato amministrativo mostruoso a dismisura rispetto a quello che è l'obiettivo per farla funzionare un mese, forse due mesi.
Questa non è la soluzione per coprire quelli che sono i costi che i valdostani devono affrontare per l'energia, a nostro avviso meriterebbero qualcosa di più.
A questo riguardo credo che l'iniziativa sia stata confezionata, come diceva stamattina il collega Bellora, perché c'è la piena consapevolezza dell'abolizione dell'articolo 661 del Codice penale, che è quello della credulità popolare, perché il continuare a evocare i buoni della benzina su questa vicenda è addirittura fuorviante, a nostro avviso, sia perché la misura non è sostenibile sia anche per un'altra grossa motivazione, perché nell'immaginario dei valdostani, quando si parla di buoni della benzina si parlava di un costo in esenzione del carburante che era almeno del 50% rispetto al valore che si doveva sostenere alla pompa.
Questa misura varrebbe, se fosse sostenibile, il 10% del costo del carburante alla pompa, quindi non bisogna nemmeno parlare di buoni della benzina o fare dei parallelismi perché sennò si fanno credere delle situazioni diverse da quelle rappresentate.
Per queste ragioni non possiamo essere favorevoli a questo tipo di iniziativa.
A seguito degli interventi che avete fatto stamattina, colleghi della Lega, che mi sono riascoltato, mi corre l'obbligo fare alcune precisazioni e alcune considerazioni perché sono state fatte delle affermazioni esilaranti.
In particolare, il collega Manfrin si è ritenuto divertito dall'aver ascoltato il videomessaggio che ha trasmesso il vicepremier Tajani, un videomessaggio con il quale è stato detto che gli svizzeri sarebbero d'accordo alla realizzazione della seconda canna del Monte Bianco, quindi il collega Manfrin si è mostrato divertito perché dice: "Sarebbe come chiedere agli sloveni se sono d'accordo di intervenire sulla frana di Quincinetto, visto che non ha nessuna correlazione".
Ebbene, caro collega, le ricordo che gli svizzeri sono nella società del Monte Bianco sia come città di Ginevra sia come Cantone di Ginevra e sono stati tra i promotori dell'iniziativa per la realizzazione del Monte Bianco e questa è una delle ragioni per cui hanno manifestato il loro interesse attraverso la partecipazione societaria.
Detto questo, quindi, significa che c'è piena pertinenza del parere degli svizzeri, è fondamentale anche la loro espressione di volontà, quindi sotto questo profilo le consiglio di studiare un pochettino meglio le dinamiche societarie prima di fare delle affermazioni di carattere gratuito.
Così come vorrei ricordare al collega Bellora, che è una persona che stimo, che è molto preparata e, quindi, conosce benissimo l'utilizzo della lingua italiana anche per il mestiere che fa, che spesso e volentieri vedo che giustamente la sua posizione, il suo lavoro se lo valorizza, si definisce Segretario del Consiglio, questo è molto corretto, però le ricordo anche che in tutti i suoi interventi che farà e negli interventi già fatti, quando si riferisce a chi non è presente, dovrebbe essere molto più cauto nelle affermazioni.
In particolare, le ricordo che chi ha rivestito dei ruoli di rilievo dentro quest'Aula si può anche indicare per il ruolo che ha avuto, perché se lei si definisce Segretario del Consiglio le dico che l'ex Consigliere, come lei l'ha definito, Rini, è ex vicepresidente della Regione, ex Presidente del Consiglio regionale.
Le dico, quindi, di prestare più attenzione a come vi comportate in Aula perché noi siamo rispettosi e chiediamo analogamente, da parte vostra, lo stesso tipo di rispetto perché non ci piace cadere in provocazioni.
Ha avuto modo di vedere come ci comportiamo in Aula, siamo persone moderate, però chiediamo anche a voi che state dall'altra parte di essere rispettosi, così come definite "Cucche" le dichiarazioni del vicepremier di un Governo cui partecipate; ma voi credete che il nostro vicepremier sia paragonabile a quello del Papeete? Ma le assicuro che non è così, non è così, glielo assicuro, è una persona seria.
Potete, quindi, stare tranquilli che tutte le affermazioni che avete fatto saranno smentite nell'arco di poche settimane e ve le faremo risentire.
Presidente - Se i colleghi sono d'accordo, farei una pausa di 15 minuti.
La seduta è sospesa dalle ore 17:04 alle ore 17:26.
Aggravi (Presidente) - Colleghi, riprendiamo: siamo in discussione generale. Ci sono ancora interventi? Altrimenti chiudiamo la discussione generale. Chiudo la discussione generale. Collega Martinet.
Martinet (UV) - Sì, per chiedere una sospensione dei lavori del gruppo di maggioranza.
Presidente - Sospensione accordata.
La seduta è sospesa dalle ore 17:27 alle ore 17:42.
Aggravi (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori.
Ricordo che sono stati presentati due ordini del giorno. Passiamo alla fase delle repliche, prima di trattare gli ordini del giorno, la parola all'assessore Baccega.
Baccega (FI) - Diciamo che è stata una giornata ricca, intensa, il livello del dibattito, su quella che è stata chiamata una variazione di bilancio minima, è stato fortemente politico ma anche fortemente amministrativo.
Voglio ringraziare innanzitutto la relatrice di maggioranza, Josette Borre, prendo atto della relazione di opposizione illustrata dal consigliere Manfrin, ringrazio anche il Presidente Sorbara e i Commissari della seconda Commissione e tutti coloro che hanno partecipato alle due riunioni della seconda Commissione.
Ringrazio anche io la struttura bilancio, come ha fatto il collega Manfrin, impegnata non poco nell'approfondimento degli emendamenti presentati, ma soprattutto anche nella stesura di un primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario che ha sicuramente un'importante valenza.
Ringrazio anche gli uffici della seconda Commissione per avermi fatto avere i verbali delle due riunioni, nelle quali si è evinto con chiarezza che ci sono state sì - e di questo mi scuso - alcune piccole mancanze ma che, in qualche modo, hanno chiarito con grande attenzione, dopo la presentazione del disegno di legge 13, con le audizioni dei colleghi Lavevaz, Marzi e Sapinet in Commissione, gli aspetti rimasti in sospeso nella presentazione iniziale, quindi rispetto agli articoli 6, 7 e 10 dove in qualche modo non si è arrivati ad approfondire.
Peraltro, l'Assessorato al bilancio è un Assessorato di staff, è a disposizione di tutti gli assessorati e talvolta diventa difficile entrare nel merito di come una spesa viene articolata, se le piastrelle sono bianche o rosse, se l'intervento su una superficie di un certo tipo è fatto in un modo piuttosto che nell'altro, per quale motivo i costi si sono incrementati, questo è evidente, poi per chi ha amministrato in passato si sa bene che questo è il funzionamento.
Volevo dire che in particolare l'articolo 6, dove la mancata applicazione dell'aggiornamento dei valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare, non determina l'aumento degli importi delle locazioni, quindi vengono incrementate alcune risorse per la copertura di minori entrate e questo è stato chiarito molto bene.
Soprattutto l'articolo 7 che ha visto un lungo ping-pong tra l'assessore Marzi e il consigliere Manfrin dove si è chiarito ancora che le risorse destinate all'ARER per gli anni 2027-2028, 1.800.000 euro all'anno, costituiscono un fondo speciale per finanziare la legge di rinnovamento delle politiche abitative in sostituzione della ex legge 3/2013, quindi una finalità straordinaria, per quanto mi riguarda, perché di queste cose ne ho parlato a lungo negli anni.
Per quanto riguarda l'articolo 10, si è ribadito il sostegno al Comune di Arvier per il progetto "Agile Arvier" e il trasferimento stesso al Comune di 7 milioni di euro, quale anticipazione di cassa che dovrà poi essere restituita.
Facendo un piccolo passo indietro, il bilancio del 2026-2028, quindi il triennale, è nato dall'elaborazione tecnica del bilancio precedente con un'importante novità: + 44 milioni, nuove entrate derivanti da maggiori imposte e tasse che sono state destinate a potenziare alcune voci di spesa che risultavano sofferenti.
Vado a elencarle brevemente: la tutela della salute, lì c'erano risorse per la sanità, istruzione e diritto allo studio, il turismo, l'assetto e la tutela del territorio ed edilizia residenziale abitativa, trasporti e mobilità, soccorso civile, politiche sociali per la famiglia, energia e diversificazione delle fonti energetiche, quindi diciamo che c'è stata davvero una serie di interventi, anche nell'inserimento di questi 44 milioni, che sono andati nella direzione di migliorare quel percorso avviato nel bilancio 2025-2027.
Lo abbiamo chiamato, quindi, un bilancio tecnico-politico, migliorato sulla base delle esigenze e di nuove priorità inevitabili, che ha anche caratteristiche politiche dettate dal fatto che nella variazione conseguente all'assestamento di bilancio 2025 avevamo votato come forza politica a favore di un'ampia percentuale degli articoli del disegno di legge 209, proprio perché contenevano risposte a molte delle suggestioni che, nel tempo, avevamo sollecitato nella sedicesima legislatura e anche adesso siamo lieti di continuare a portare avanti.
Il collega Lattanzi questa mattina ci ha detto che noi in qualche modo dovevamo lavorare anche per voi, avevamo detto: "Lavoriamo anche per voi"; noi lavoriamo per questa maggioranza, per questa Giunta, ma soprattutto lavoriamo per i valdostani, per la Valle d'Aosta, per il Paese e per l'Europa: questa è la nostra mission e che sia chiaro una volta per tutte.
Al momento il quadro è complesso, lo diciamo con grande chiarezza, soprattutto per l'instabilità geopolitica e i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente che vanno ad acuirsi, soprattutto allargandosi e che, nonostante queste drammatiche difficoltà, al momento la nostra regione gode ancora di opportunità di crescita che vedono l'economia valdostana complessivamente positiva.
Rispetto a precedenti risposte, nel dibattito consiliare si deve tener conto che qualcosa è ulteriormente successo, si è aggiunto il conflitto scatenato dagli Stati Uniti con Israele il 28 febbraio e, quindi, le problematiche si sono acuite.
Lo shock economico per ora è contenuto e se il conflitto non si prolunga troppo, si individua come la fine dell'estate il momento di eventualmente grande criticità, tutti gli Osservatori, l'OCSE, le banche internazionali, la Banca d'Italia, Confindustria stessa, prevedono comunque una crescita nel 2026 ancora leggermente positiva, mi sembra che nei vostri interventi qualcuno lo abbia sottolineato e questo mi fa molto piacere.
Ovviamente se le guerre, soprattutto il blocco dello stretto di Hormuz, dovessero continuare le cose sicuramente potrebbero peggiorare.
Le stime più aggiornate per la nostra regione evidenziano ancora una crescita del PIL nel 2026, un dato fortemente sottolineato anche da Banca d'Italia; pertanto, nonostante tutte queste preoccupazioni la nostra economia regge, ma certamente non mancano le preoccupazioni sul fronte del costo dell'energia, la possibile crescita dell'inflazione, il carrello della spesa che rincara, è stato detto, che potrebbero generare anche una stagnazione dei consumi delle famiglie.
Un contesto, quindi, molto delicato nel quale la nostra regione dimostra efficace capacità di adattamento e misurate prospettive di crescita, contesto che vede ancora un quadro macroeconomico che ci invita da una parte certamente alla prudenza, soprattutto per i fattori esterni, ma che ci permette di sostenere consumi e soprattutto di continuare a investire.
Proprio il 27 febbraio 2026 ci è pervenuto il giudizio di merito, il rating di Moody's, con un rating medio-alto classificato come decisamente adatto per gli investimenti a lungo termine.
Tutto questo accerta un profilo creditizio sano che ci è conferito dai nostri poteri legislativi, amministrativi e finanziari che sono più ampi rispetto alle altre regioni a Statuto ordinario, sostenuto da una sana performance finanziaria e una solida base economica dettata proprio dalla nostra autonomia speciale, quindi siamo ben oltre il profilo dello Stato italiano.
Dice ancora Moody's, perché è significativo questo: "Il rating tiene conto, inoltre, della sensibilità della Valle d'Aosta ai cicli economici, mitigata da un'economia prospera che supera costantemente le tendenze nazionali", quindi tutto quello che è successo, le alluvioni, eccetera, sono state in qualche modo prese in considerazione e si è dimostrato che il percorso è stato importante.
L'outlook, quindi la prospettiva, per la nostra regione riflette la capacità di mantenere una forte performance operativa, ampie riserve di liquidità, i bassi livelli di debito, soprattutto nei prossimi anni, quindi come punto di forza un'elevata capacità di investimento, dettati dalle risultanze di un'autonomia speciale vincente.
Negli ultimi anni la strategia di investimento della Valle d'Aosta ha dato priorità a innovazione, digitalizzazione, transizione energetica, sicurezza del territorio e rafforzamento del patrimonio culturale, aree di intervento che continueranno, insieme agli investimenti nel settore turistico, a essere rilevanti e continuative soprattutto prestando attenzione alle piccole e medie imprese e anche alle famiglie.
Tenuto conto che a fine aprile si approverà il rendiconto 2025 e lavoreremo affinché il 31 maggio si possa presentare la legge di assestamento che definirà le disposizioni per nuovi e ulteriori investimenti, ecco, colleghi, che pianificando ben 268 milioni di nuove risorse, riservate esclusivamente agli investimenti, daremo ulteriore forza al nostro bilancio di previsione approvato a dicembre 2025.
Sottolineo quello che ha detto la collega Josette Borre, concludendo nel suo intervento, che un bilancio necessita di continue variazioni per dare risposte alle esigenze, condivido pienamente e mi complimento ma, come anch'io ho sempre sottolineato, un bilancio si completa con i diversi passaggi di variazione che rafforzano le linee programmatiche e politiche che una maggioranza e un Governo mettono in atto.
Anticipo che certamente, immagino, nel mese di luglio, potremmo avere a disposizione altre nuove entrate, quindi risorse eventualmente da utilizzare in spesa corrente, questo è un percorso che tutti gli anni ci accompagna e ci mette a disposizione ulteriori risorse.
Ecco che la prima variazione è una prima chiara espressione dell'indirizzo programmatico della nuova maggioranza, come emerge dall'esame dell'atto approvato dalla Giunta regionale il 20 marzo 2026.
L'importo della variazione è importante, lo avete valutato tutti, è pari a 37,3 milioni di euro ed è associato a un articolato normativo di 37 articoli.
La variazione interviene, innanzitutto, sulla spesa corrente che, come è noto, non può essere oggetto di riprogrammazione in sede di assestamento di bilancio, dove, già detto, si provvederà ulteriormente a dare seguito agli indirizzi programmatici rivolti agli investimenti.
Mi preme con l'occasione respingere alcune affermazioni espresse nel percorso politico, affermazioni volte a sminuire l'importanza della variazione nella parte in cui si sottolinea che risulterebbe in larga parte costruita mediante riduzione di spesa, riallocazioni e compensazioni interne con un incremento limitato della spesa. Vero, ma non da banalizzare, assolutamente no, perché il lavoro che hanno fatto tutte le strutture, tutti gli Assessorati, e ringrazio i colleghi di Giunta in questa fase, per andare a capire quali sono le risorse a disposizione che non potranno essere spese nel bilancio di previsione che era del 2025, è stato un lavoro davvero molto, molto importante.
Qualcuno ha banalizzato dicendo: "Tolto da una parte, messo dall'altra", certo, ma se noi mettiamo a bilancio per esempio l'assunzione di 100 persone, di 100 impiegati, e mettiamo a bilancio delle risorse, poi gli impiegati che potremmo assumere saranno 50, inevitabilmente ci saranno delle risorse a disposizione per programmare qualcos'altro, questo era un po' il senso di questa rimodulazione.
Al finanziamento del DDL 13 si provvede con l'utilizzo dei fondi speciali di cui alla Missione 20, 10,3 milioni nel 2026, 5,9 milioni nel 2027 e 7,2 milioni nel 2028, questo per complessivi 23,4 milioni di euro che altrimenti, senza questo disegno di legge, risulterebbero inutilizzabili.
A riprova di quanto sopra, dall'esame del DDL 13 emerge chiaramente una maggiore entrata che deriva dallo Stato, lo avete detto, che sia di natura imprevedibile, perché è discendente dalla legge 20 del dicembre 2025 dello Stato, che è stata approvata dal Parlamento dopo l'approvazione della programmazione regionale del triennio 2026-2028.
Non condividiamo nemmeno l'espressione "Non circostanziata", che da una non precisata analisi dei contenuti emergerebbero principalmente interventi di natura manutentiva e puntuale.
È chiaro ed evidente che tutti noi ci muoviamo all'interno di un ordinamento regionale in vigore; pertanto, nella sua evoluzione e modifica, le leggi di stabilità di variazione sono delle leggi ponte anche di adeguamento all'ordinamento.
Con i quattro emendamenti presentati dalla Giunta in Commissione si sono date risposte importanti al Consiglio permanente degli Enti Locali e con l'articolo 30 si autorizza la rinegoziazione dei mutui.
Peraltro, un intervento in spesa corrente di 5 milioni a favore delle Unités garantisce servizi essenziali per chi lavora nel settore dell'assistenza degli anziani e dei servizi delle Unités.
È normale che siano risorse che vanno non alle Unités ma distribuite a quei lavoratori che le aspettano e alle loro famiglie per poter avere delle risorse a disposizione, quindi una rimodulazione degli investimenti non banale finalizzata a completare opere importanti e a realizzare interventi altrettanto importanti.
Li citiamo perché non li ha citati nessuno: aeroporto, si conclude il percorso della piscina di Pré-Saint-Didier, il polo scolastico di Verrès, gli investimenti nell'Edilizia Residenziale Pubblica che finanziano il futuro percorso della nuova legge del settore, il Forte di Bard, il sostegno al comune di Arvier, 7 milioni di anticipo di risorse che saranno trasferite al Comune e da restituire; pertanto, è il riassunto dell'articolo 28 dove si autorizzano variazioni compensative rispetto allo stato di previsione.
Il bilancio 2026-2028, quindi 16.008.612 vanno nel 2026, 6.211.000 vanno nel 2027, 8.445.000 nel 2028 e 14.700.000 euro sono di cassa, quindi resta inteso che lo strumento più idoneo a riforme di settore resta sempre la legge di settore e in questi mesi il Governo regionale ne ha già prodotte diverse.
In conclusione, ecco che il capo I del titolo III all'articolo 29 prevede anche il riconoscimento dei debiti fuori bilancio legittimi e soprattutto attesi dai creditori.
Infine, l'articolo 30 al fine di completare l'attenzione che abbiamo riservato a tutti i mutui agevolati erogati dalla Finaosta nell'ambito dei fondi di rotazione, dove autorizziamo la rinegoziazione allungando il debito residuo.
Il nostro ruolo, colleghi, in un periodo in cui si parla di speranza, di pace, di preoccupazioni, è anche di trasmettere messaggi positivi, per quanto possibile in Valle d'Aosta, e nonostante tutto in Valle d'Aosta si possono lanciare messaggi positivi.
Presidente - Qualcun altro intende intervenire in replica? La parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Solo qualche risposta perché nel corso del dibattito, per quel che riguarda in particolare il turismo e lo sport, sono state fatte alcune considerazioni non polemiche e non negative, ma che certamente meritano una risposta, soprattutto con riferimento al fatto che in questa variazione di bilancio troviamo quasi esclusivamente, fatta eccezione per l'articolo 7, risorse che finanziano attività sportive, quindi manifestazioni nello specifico.
L'articolo 7 parla del rifinanziamento o, meglio, della quota di finanziamento di 120 mila euro del progetto proposto dall'ASIVA "Children Under 23": abbiamo 120 mila per il 2026 perché a bilancio avevamo allocato 30 mila euro e ci saranno 150 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
Il collega Manfrin, nella sua relazione, dice: "Complessivamente più di un milione di euro su eventi sportivi, a fronte di distanziamenti più modesti per saloni, materiale pubblicitario e campagna estiva ma anche enogastronomia e beni culturali".
Volevo solo chiarire che intanto l'azione promozionale dell'Amministrazione regionale nel settore enogastronomico e culturale è oggetto di investimenti significativi da parte degli Assessori competenti, a cui si uniscono specifiche iniziative concordate con l'Assessorato al turismo con l'obiettivo di creare un sistema di interventi coordinato che si estende anche al settore dell'artigianato tipico e a questo proposito abbiamo già in qualche modo definito un calendario che ci darà la possibilità di presentare, come negli obiettivi, una Valle d'Aosta sempre più a destinazione unica, ovviamente con tutte le sue declinazioni, delle quali l'enogastronomia, i beni culturali e l'artigianato tipico fanno certamente parte.
Voglio, però, precisare che 1.420.000 euro aggiuntivi richiesti per azioni promozionali svolte attraverso la capacità di veicolazione dell'immagine del nostro territorio sfruttando eventi sportivi sono stati richiesti in quanto lo stanziamento iniziale 2026, pari a oltre 4 milioni di euro, è già stato destinato, anche con una programmazione pluriennale, per iniziative di diversa natura con una logica di complementarietà tra le quali voglio riportare le più importanti: partecipazione a un numero significativo di fiere e saloni in Italia e all'estero, pianificazione di campagne pubblicitarie in Italia e all'estero, viaggi di familiarizzazione per giornalisti e tour operator, attività di pubbliche relazioni in Italia e all'estero e produzione di materiale promozionale informativo oltre agli investimenti per l'aggiornamento quotidiano del sito di promozione turistica LoveVdA, senza dimenticare il trasferimento annuale di circa 3.800.000 euro viene destinato all'Office Régional du Tourisme di cui abbiamo presentato ieri al Consorzio permanente degli Enti locali il Piano operativo annuale per il 2026 dove sono elencate, oltre all'attività di promozione fatta nei 13 uffici aperti tutto l'anno e nei 4 stagionali, le manifestazioni sostenute dall'Office, la cui manifestazione più importante è la rassegna "Musicastelle" che quest'anno avrà le consuete sei date ma suddivise in modo un po' diverso perché ci saranno quattro concerti il mese di giugno e due nel mese di ottobre, proprio per valorizzare il foliage una delle particolarità della nostra regione che ci aiuta in qualche modo a destagionalizzare l'offerta turistica.
Per quel che riguarda lo sport come maggioranza riteniamo, ma credo che questo sia stato evidenziato anche dai colleghi intervenuti, che sia un veicolo promozionale soprattutto quando è riferito alle manifestazioni di carattere nazionale e internazionale, un veicolo di promozione pubblicitaria che ha pochi riscontri.
L'altro giorno chi ha avuto il piacere di salire alla Stella ha potuto sentire i dati legati alla veicolazione del Giro d'Italia, una manifestazione sportiva che ormai raggiunge 200 paesi nel mondo con circa 850 milioni di utenti; quindi, direi che davvero queste sono delle opportunità che vanno sfruttate e soprattutto le caratteristiche del nostro territorio le quali ci agevolano perché siamo stati in grado quest'anno di costruire una tappa che, oltre a essere tutta interamente valdostana, avrà delle caratteristiche di difficoltà che la rendono tra le più interessanti di tutta la manifestazione.
Ne approfitto anche per comunicare che stiamo concludendo accordi per organizzare a Courmayeur nel mese di ottobre un torneo WTA 125.000. WTA è l'omologo, come credo tutti sappiano, dell'ATP, che è il circuito maschile, quindi credo che anche poter entrare in questo circuito, presentarci sul palcoscenico internazionale con un'attività di questo genere, non possa che far bene alla nostra regione.
Per quel che riguarda gli atleti la somma richiesta è per continuare ad avere tra i testimoniali i più grandi atleti della nostra regione, anche in considerazione dei risultati straordinari che l'Italia in generale e la Valle d'Aosta in particolare hanno ottenuto nelle Olimpiadi di Milano-Cortina 20-26.
Avremo la possibilità, a partire dalla prossima stagione invernale, di inserire anche dei giovani talenti che hanno partecipato alle Olimpiadi e che hanno ottenuto nelle varie discipline dei risultati importanti. Quest'anno non abbiamo potuto farlo perché siccome erano sostenuti dalla legge 3/2004, con la chiusura di questo percorso del mese di ottobre, avremmo la possibilità di renderli testimonial, quindi dare loro maggior peso nel sostegno da parte dell'Amministrazione regionale.
Chiudo rispondendo al collega Guichardaz che sollecitava a questa maggioranza una legge sui grandi eventi. Non so se ha accesso ai nostri documenti, collega Guichardaz, ma ha centrato in pieno il punto che è uno degli obiettivi del 2026 che l'Assessorato ha dato trasversalmente al coordinatore e ai due dirigenti degli enti professioni del turismo e della struttura marketing.
Proprio a questo proposito abbiamo creato un obiettivo che ci consentirà di avere un disegno di legge che, tra le altre cose, disciplini i grandi eventi sportivi; quindi, come le dicevo, un obiettivo di performance organizzativa trasversale che entro il 31 dicembre del 2026 dovrà prevedere la trasmissione all'Assessore regionale al turismo, sport e commercio del disegno di legge con la relativa relazione di accompagnamento. La descrizione dell'obiettivo consiste nella definizione di un quadro normativo per la promozione della notorietà della Valle d'Aosta quale destinazione turistica attraverso la visibilità offerta dai grandi eventi sportivi e dall'immagine pubblica di atleti e squadre di punta. Quindi, esattamente quello che lei ha sollecitato sta nei nostri obiettivi di quest'anno, anche perché l'esigenza che lei ha rappresentato è un'esigenza che, come maggioranza, abbiamo sentito proprio per non continuare a replicare degli interventi spot che, peraltro, sono anche in qualche modo impegnativi sia per le strutture che per la gestione successiva. Pertanto, si sentiva quest'esigenza che entro la fine dell'anno speriamo di poter mettere a terra.
Una Regione che, attraverso tutti gli strumenti che il mercato consente di utilizzare, fa la sua promozione - forse sarebbero necessarie ancora maggiori risorse, ma con le risorse messe a disposizione abbiamo fatto un lavoro che anche dal punto di vista degli arrivi e delle presenze turistiche sta dando dei risultati, quindi direi che la strada è quella giusta - va implementata anche con degli strumenti legislativi che ci diano la possibilità di lavorare con maggior velocità su alcuni temi, ma direi che turismo e sport nella nostra regione, grazie agli investimenti che negli anni, nel tempo, e che credo da questo punto di vista siano condivisi, perché ho avuto modo anche di parlare con dei colleghi dell'opposizione il giorno della presentazione della tappa, che mi hanno in qualche modo manifestato la loro soddisfazione per quest'iniziativa, per quell'iniziativa in particolare, quindi direi che, come ho avuto modo di dire lassù, credo che da questo punto di vista lo sport sia uno di quegli elementi che ci unisce e non ci divide.
Presidente - Ci sono altri membri del Governo che intendono replicare? La parola al Presidente Testolin.
Testolin (UV) - Solo due brevi considerazioni perché credo che in replica l'Assessore abbia snocciolato tutte le caratteristiche di solidità del nostro bilancio e di una situazione economico-finanziaria che è assolutamente solida. Tale conferma arriva proprio da un rating che denota una situazione, se possiamo dire così, migliore rispetto ad altre regioni italiane e, comunque, anche superiore a quella attribuita allo Stato stesso.
Questo a corollario di un limitato intervento di variazione finanziaria che, come è stato sottolineato e concordo, non aveva né l'ambizione né la presunzione di voler stravolgere la presentazione di un bilancio avvenuto qualche mese fa, ma di andare ad allocare, e di farlo in maniera anche propedeutica, a trovare delle risorse da posizionare sulle necessità anche abbastanza impellenti e che, in altri contesti, avrebbero potuto invece ricadere in quote di avanzo, questo è quanto, tendenzialmente, da parte di tutti, è stato un po' sollecitato come un'esigenza di lavorare di più sulle voci anche minimali per dare delle risposte concrete nell'ambito della gestione di questi bilanci. L'obiettivo è un po' in questi termini.
La questione, però, che mi premeva sottolineare era come anche all'interno del bilancio regionale si verifichino dei bisogni che arrivano qualche volta dall'interno ma qualche volta anche dall'esterno del bilancio e che richiedono risorse aggiuntive, come quelle che abbiamo impegnato a favore degli Enti locali e che, in realtà, non erano previste, perché nell'accordo generale fatto con l'aumento contrattuale degli scorsi anni, quindi con la chiusura del 2024, erano ipotizzate delle coperture che sarebbero dovute rientrare nei fondi che l'Amministrazione regionale aveva già accantonato ma che, peraltro, per la parte mancante, dovevano essere coperte dagli Enti locali stessi.
Come in tutte le buone famiglie anche nelle Amministrazioni il lievitare di determinati costi, l'appesantirsi di determinati bisogni di spesa corrente hanno causato un'emorragia di risorse alla quale l'Amministrazione regionale doveva dare una risposta; risposta doverosa nel momento in cui ci sono degli aumenti contrattuali che vanno rispettati, una risposta che doveva trovare, in questa contingenza, un'importante quantità di denaro, e questi 5 milioni vanno in questa direzione. È una direzione che, nel suo complesso, vuole continuare a permettere ai Comuni di avere le risorse anche per offrire e continuare a garantire i servizi alle proprie comunità senza doversi ingessare e chiudere su se stessi rispetto alle spese obbligatorie alle quali non si possono sottrarre.
Questo non toglie l'attenzione. Voglio rassicurare tutti, magari in maniera un po' più importante il collega Centoz che ritorna periodicamente e anche come azione di stimolo su determinate questioni, come quella della revisione della 48, sulla quale gli uffici stanno cercando di lavorare in un contesto che non è così semplice, perché poi i parametri e le valutazioni da fare sono sicuramente importanti e coinvolgeranno, al netto della proposta del collega Martinet, sicuramente anche quest'Aula in maniera determinante, perché poi bisogna che ci sia un confronto attento. Soprattutto, l'attenzione dovrà essere quella degli Enti locali che dovranno trovare degli equilibri in un contesto molto più ampio, equilibri che passano anche dal concepire il discorso che non sono soltanto i 90 milioni oggetto del riparto negli scorsi giorni, ma anche altre risorse, tra le quali queste nuove, i 5 milioni, i 5 milioni dello scorso anno e i 12 milioni già erogati che dovranno ricomprendere tutte le attività e le attenzioni che l'Amministrazione regionale ha già rivolto verso gli Enti locali.
Un'altra riflessione la voglio fare invece in merito all'articolato rispetto alla rinegoziazione dei mutui che permetterà a Finaosta di fare, in maniera autonoma, delle valutazioni inerenti le necessità che le famiglie possono incontrare in un contesto particolare, come quello che caratterizza i periodi inflattivi, come quelli che stiamo vivendo, e che ha, in maniera un po' meno eclatante ma altrettanto importante, un effetto come quello proposto da uno degli emendamenti, cioè un prestito d'onore o, comunque, una forma di vicinanza alle famiglie che hanno voluto avvicinarsi a un percorso di acquisto di un'abitazione e che, per qualche motivo, si trovano in difficoltà.
Per non metterli troppo in difficoltà o per dar loro delle vie di uscita, penso che questo sia un percorso che con la dilazione di ulteriori 5 anni rispetto ai piani di ammortamento possa dare delle risposte molto puntuali, molto concrete e anche molto semplici, alle quali è possibile accedere senza ricorrere ad altri percorsi magari più tortuosi o articolati.
Una valutazione, invece, la vorrei fare rispetto alle proposte di vicinanza che i colleghi della Lega hanno voluto mettere sul piatto, sono valutazioni che mi permettono di dichiarare già preventivamente una nostra astensione, stranamente trovo stupore nello sguardo del collega Manfrin, ma per un ragionamento simile che è un po' quello che aveva già avanzato il collega Marquis.
Senza entrare nel dettaglio e senza avere la capacità di farlo, faccio due valutazioni. Una è quella che se i conti sono giusti e i 1.800 euro di incremento della spesa familiare in Valle d'Aosta, che può sicuramente essere una misura attendibile, vengono moltiplicati per 60 famiglie, si arriva a circa 108 milioni di euro - quindi, senza pensare e senza avere la presunzione di andare a dare una risposta più complessiva, ma anche solo al 50% di quelle che potevano essere queste risorse - è chiaro che ci vorrebbero 54 milioni all'anno e, per avere contezza, i 5 milioni sarebbero una minima parte di quello che possono essere le situazioni.
Nel merito non entriamo, nel senso che quelle risorse, come dicevo prima, devono essere destinate a diversa indicazione anche perché, altrimenti, chi è deputato a dare dei servizi di prossimità alle famiglie, agli anziani piuttosto che agli altri servizi che la popolazione assume, quindi in questo caso gli Enti locali, si troverebbero in forte difficoltà a garantire questo tipo di approccio ai loro problemi.
Con questo le proposte messe sul tavolo hanno nel loro complesso anche una loro logica e una loro costruzione che rispettiamo ma, parimenti, chiediamo di rispettare quelle scelte che hanno una loro fondatezza e una loro motivazione e che sono dettate dalle spiegazioni che prima abbiamo esposto.
Presidente - Passiamo ora alla trattazione degli ordini del giorno… Prego… non ho mai tolto la parola a nessuno per adesso… Prego, c'è stata un'incomprensione. Prego, collega.
Manfrin (LEGA VDA) - Comincio quest'intervento ricordando la metafora che il collega Lattanzi, che ringrazio, ha fatto questa mattina dicendo che "Le anatre non volano e, quindi, sguazzano". Se dovessimo fare un po' una sintesi e fare un passo avanti potremmo anche dire che oltre a non volare queste anatre, quando nonna Papera comanda, starnazzano; quindi, può succedere che si perda completamente la cognizione di quello che si sta dicendo.
Partendo dal fondo e da quello che si è detto credo sia opportuno, prendendo anche spunto dalle dichiarazioni del presidente Testolin, evidenziare subito la questione relativa ai buoni benzina o allo sconto alla pompa, come abbiamo voluto definire in emendamento, ma credo che buono benzina sia giustamente più comprensibile anche al di fuori di quest'Aula.
Qual è la questione? È stato detto che i buoni benzina, o lo sconto alla pompa, con quelle coperture date, non sarebbero sufficienti perché si è fatto un calcolo spannometrico con ChatGPT e, quindi, sulla base di quello che dice ChatGPT, si dà un responso di ciò che potrebbe o non potrebbe bastare.
Sicuramente questo può anche avere un suo fondamento di verità e sicuramente a qualsiasi misura o Assessorato ci rivolgiamo, per esempio mettiamo uno su tutti, il fondo per il sostegno alle locazioni attualmente in essere, se andassimo dall'assessore Marzi a dire: "Ma se la disponibilità che hai oggi per il sostegno alle locazioni aumentasse, ti lamenteresti?" e io sono certo che l'assessore Marzi deciderebbe di no; così come se chiedessimo a ogni Assessore qui: "Ma se ci fossero più soldi a disposizione, sarebbe un problema?", io credo che la risposta sarebbe sempre no. Però, qual è il punto? Il punto è che da qualche parte bisogna cominciare.
Giustamente il collega Perron ha evidenziato come, non me ne voglia, l'allora assessore Guichardaz aveva, con un suo provvedimento, eliminato il "Bon Chauffage" che aveva una certa dotazione finanziaria; ma la questione è che se non c'è lo strumento, non c'è la misura, non c'è il "Bon Chauffage" e non ci sono i buoni benzina, è evidente che non si può dare neanche un minimo ristoro alle persone che sono in una condizione di necessità, soprattutto in questo momento di crisi.
Ecco perché, secondo noi, questa misura è pensata, c'è scritto, in maniera sperimentale ed emergenziale aggiungerei a fronte degli aumenti. Sui 5 milioni entrerò dopo perché qualcuno ha detto, anche lei Presidente, che servono assolutamente agli Enti locali per una determinata finalità, ma lei Presidente sa, come lo sa anche il collega Centoz che si è speso per questa cosa, che non c'è alcun vincolo di destinazione; quindi, i Comuni possono usarli sia per aumentare gli stipendi ma anche per asfalti o per acquistare le bougies alla festa del paese. Pertanto, non essendoci vincoli di destinazione il principio è questo.
Detto ciò, qual è il tema che vogliamo introdurre? È proprio il principio dei buoni benzina o dello sconto alla pompa. Noi siamo fortemente a favore di questa misura perché siamo una regione che vive, con la sua orografia e la sua morfologia, diverse necessità.
Avevamo proposto questa identica misura nel luglio del 2025 e questa identica misura, che ha tutta una serie di criticità che il collega Marquis ci ha elencato, lo stesso collega Marquis però l'ha votata. Allora, il collega Marquis ci dovrebbe spiegare come mai questa misura che oggi non dà risposta alle famiglie valdostane e che ha una serie di criticità e di problemi, a luglio del 2025, invece, era utile e, anzi, considerata necessaria.
Metto questa riflessione a fattor comune all'interno di quest'Aula per capire se qualcuno si è rivolto a noi su tale proposta nel merito oppure semplicemente perché la voglia di starnazzare era tanta.
Venendo proprio a questo, siccome si è detto che si fanno i conti in tasca e, quindi, quella misura non è sufficiente e non va bene, allora mi sono ricordato di una misura che la stessa Forza Italia aveva depositato nella scorsa legislatura, che era un provvedimento similare per lo sconto alle bollette, anzi "Interventi a sostegno delle famiglie residenti in Valle d'Aosta a ristoro dei costi per i consumi di energia elettrica". Una proposta sicuramente importante che Forza Italia ha sostenuto con forza perché non noi che non siamo capaci di fare il nostro lavoro e siamo assolutamente degli umili operai nella vigna del Signore, ma forze ben più importanti, moderate ed europeiste avevano elaborato nell'ambito dei loro approfonditi studi. Queste misure erano talmente ben fatte che - vi leggo soltanto il parere delle strutture che abbiamo ringraziato tutti a inizio degli interventi - sulle coperture dicevano: "Il fondo di dotazione della gestione speciale, alla data del 30 giugno 2023, come da prospetto fornito da Finaosta e allegato alla presente, non presenta disponibilità sufficiente per assicurare la copertura finanziaria", cioè avete fatto una legge di cui manco avete centrato le coperture, mentre io guardo, se volete potete andare sulla mail, le coperture e la compatibilità finanziaria di queste misure che ci sono.
Questa è la grande differenza fra chi pretende di insegnare agli altri di essere capace a fare le cose e chi invece le cose le fa e vengono anche certificate dalla struttura che di economia si occupa. Queste sono le differenze.
Allora, vede, invece di venire qui e insegnarci le cose - un po' come Tajani ci spiegava o spiegava agli Italiani all'estero di non affacciarsi ai balconi se vedevano dei droni, che è giusto e ci dà la competenza di questo soggetto evocato a ogni piè sospinto assieme ad altre persone, ogni tanto, spesso nelle riunioni, credo ci sia nel contratto, e ci vogliono spiegare anche che il Cantone di Ginevra e la città di Ginevra, che hanno in tutto il 6% delle quote della SITMB e il 5% della ITMB, ci vorrebbe dire che siccome il 95% delle quote è divisa fra Italia e Francia, bisognava chiedere anche il permesso agli svizzeri per dire: "Beh, facciamo anche la seconda canna", forse quella canna, piuttosto che farla, qualcuno l'ha utilizzata in maniera alternativa - probabilmente sarebbe necessario intervenire in maniera più centrata la prossima volta, provare a studiare ed effettivamente portare dei provvedimenti che rivendichino il carattere autenticamente liberale di centrodestra, moderato, europeista e tutti i belli aggettivi che si utilizzano ogni volta, invece di fare le pulci agli altri quando non si è neanche capaci di dare le coperture giuste alle leggi che si presentano.
Quello, però, su cui non è stata data risposta, e mi rivolgo a tutti i colleghi intervenuti su questo tema, è la questione invece dell'emendamento che riguarda proprio il fondo che tutela i proprietari di casa quanto le persone sono in cerca di un alloggio a cui noi abbiamo voluto dedicare un emendamento proprio perché in questo testo c'è, secondo noi, un grave vulnus. Dov'è? È sul fatto, e su questo avrei avuto piacere, Presidente, che ci dicesse qualcosa, ma magari riassumendo giustamente alla fine del suo intervento e condensando soltanto la questione dei buoni benzina o dello sconto alla pompa, che dir si voglia, ha voluto dirci che non sono condivisibili e non li voterete, va bene.
Mi piacerebbe sapere come mai oggi noi in questa variazione di bilancio abbiamo 1.800.000 euro accantonati per una legge che non esiste e non c'è.
Posso accettare, Presidente, che mi dica: "Beh, questi 5 milioni vogliamo dedicarli alle Unités des Communes e va bene così, possiamo avere una differenza di vedute e posso accettare che qualcuno mi dica che si vogliono dare 120 mila euro a un servizio, quello di "Voce di Colori" (Ho preso il volantino opuscolo) che fornisce aiuto per l'accompagnamento all'abitare, che si può fare all'ARER, l'accesso alla salute, che si può fare in Ospedale o in qualsiasi ambulatorio, il supporto per l'inserimento occupazionale, che si può fare anche qui, ovviamente, nei luoghi deputati a farlo, e lo possono fare sia italiani che stranieri, ma si vogliono creare strutture parallele e dare a esse 120 mila euro di finanziamento annuo.
Posso capire, però, che ci sia una vocazione politica, un'intenzione, un'idea, non lo so, qualsiasi cosa, quello che non posso capire, però, è che si dica 1.800.000 euro (Non bruscolini) rimangono lì immobilizzati per una legge che forse faremo nel 2027.
Siccome il problema abitativo è oggi, allora ci sarebbe oggi la necessità di andare a intervenire in questo settore, cioè qualcuno dovrebbe dirmi quel 1.800.000 euro che rimane fermo lì, bloccato, improduttivo, perché oggi non si può utilizzare per creare quel sistema chiamiamolo così a tre piazze, che peraltro il collega Baccega conosce bene perché quando sono entrato per la prima volta in Comune ad Aosta c'era la questione (Si ricorderà) del tema della gestione dell'emergenza abitativa che vedeva tre soggetti: il Comune che faceva da garante, quindi più o meno lo stesso meccanismo, con il privato e a volte mi pare che ci fosse come soggetto l'Agenzia o comunque un ente terzo… l'UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, il Comune di Aosta che faceva da tramite e il terzo che aveva questa possibilità.
Quello era un sistema che funzionava, poi c'erano - e ricordo che su questo il collega Baccega ed io ci scontrammo all'epoca - un po' delle dilatazioni di utilizzo, ma queste possono essere corrette ovviamente con un intervento anche, per esempio, delegandolo con una delibera di Giunta. Però, obiettivamente questo è abbastanza incomprensibile, cioè perché non si attribuisce una produttività a 1.800.000 euro per dare la possibilità immediata di utilizzare questo tipo di fondi adesso, invece che immaginare che forse in un futuro, se ci sarà la legge e tutto quanto, poi si utilizzerà? Credo che sia questo il tema.
Proprio su questo voglio andare incontro alle osservazioni della collega Minelli, che ha giustamente espresso delle preoccupazioni sulla questione di cui dicevo, cioè le potenziali dilatazioni o una manipolazione del mercato verso l'alto, dicendo: "A questo punto aumentiamo gli affitti".
All'articolo 7, comma 3, alla lettera a) è proprio specificato questo e, inoltre, ci sono eventualmente anche delle possibilità di poter comunque incidere: "Possono accedere alla garanzia di cui al presente articolo i proprietari di unità mobiliari a uso residenziale ubicate nel territorio della regione che stipulino, successivamente all'entrata in vigore, nuovi contratti di locazione a uso abitativo, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, a canone concordato, ai sensi dell'articolo 2, comma 3".
L'idea di avere un canone, e quindi di evitare delle fluttuazioni di mercato verso l'alto, era esattamente il senso di quest'emendamento, quindi se posso fornirle una rassicurazione da questo punto di vista ovviamente le rispondo con piacere.
Dall'altra parte abbiamo invece… chiedo scusa, ho preso gli appunti sulle osservazioni che erano state formulate: il collega Centoz diceva, facendo un passo indietro rispetto ai buoni benzina, che non gli piace il principio del: "Devono essere applicati a tutti". Noi su questo abbiamo, invece, una differenza di vedute, lei lo sa che avrebbe chiaramente innescato non dico polemica ma qualche dibattito; noi, invece, su questo abbiamo avuto un importante confronto con il collega Perron che proprio sulla proposta di legge, quella sui centri estivi e sui voucher, immaginando come articolarli su quella che è la platea, avevamo discusso a lungo se mettere dei vincoli rispetto al reddito oppure no.
Il principio del collega Perron è quello che obiettivamente mi ha convinto, ero convinto di mettere un vincolo, mentre il collega Perron giustamente dice: ogni volta che si mette un servizio di questo tipo, un vincolo di questo tipo, ogni volta si vanno a fare figli e figliastri e spesso, tra gli esclusi, finiscono famiglie che potenzialmente sulla carta risultano essere benestanti ma che nella realtà poi benestanti non sono.
Ci sono persone che ovviamente hanno magari qualcosa che gli pesa sull'ISEE, un lascito come un alloggio magari non abitabile che, però, comunque pesa oppure altre questioni che pesano sull'ISEE e che ti fanno risultare sulla carta avente un certo reddito ma nella realtà poi dopo non lo sono.
Per evitare, quindi, questo tipo di distinzioni e lasciare che tale misura arrivi sempre e soltanto ai ceti più bassi e non vada a sostenere i ceti medi riteniamo che non mettere vincoli sia un beneficio, ecco perché siamo profondamente convinti di questa misura.
Rispetto a quello che lei ha espresso, cioè qualche centesimo al litro, mi perdoni una piccola nota polemica: se per lei uno sconto di 40 centesimi al litro è poco, la invito a lasciare quei 40 centesimi in più al litro al benzinaio, ne sarà felicissimo; credo, invece, che alle famiglie valdostane tale differenza risulterebbe importante alla fine del mese nel loro portafoglio.
Rispetto ai buoni benzina, che sono un ricordo degli anni 80, mi corre l'obbligo ricordarle, collega Centoz, che i buoni benzina sono stati eliminati nel 2009, quindi, non so, ma dagli anni 80 c'è stata una progressione di un'altra trentina di anni, pertanto non è che è proprio un ricordo degli anni 80 e per tanti che li ricordano come una cosa successa tanto tempo fa faccio notare che non è passato tanto tempo dal 2009 a oggi, non è tanto che utilizzavamo quel tipo di sostegno per i nostri cittadini.
Per quanto riguarda le criticità energetiche di cui ha parlato la collega Minelli credo che abbia risposto in maniera ineccepibile il collega Perron, spiegando quello che ovviamente si poteva fare tempo fa e quello che hanno fatto altri Stati presi a esempio.
Rispetto, invece, a quanto detto dal collega Baccega mi limito a fare un'osservazione perché è stata elencata giustamente tutta una serie di interventi, di elenchi, di cose, lei ha elencato, per esempio, l'avevo tenuta fuori dalla mia relazione ma credo che a questo punto sia opportuno parlarne, il finanziamento della conclusione del percorso della piscina di Pré-Saint-Didier. Vede, Assessore, sono stato alla presentazione e all'inaugurazione della nuova piscina circa un mese e mezzo fa, mi pare, due mesi indicativamente. Se vado all'inaugurazione di un edificio che è rimasto chiuso per otto anni, quindi si fa il taglio del nastro, la banda, le cose, tutto bello, e poi vedo che ci sono 350 mila euro per manutenzione straordinaria presso le aree esterne, mi dico: "Caspiterina" e anche per rivalutazione dei prezzi ero convinto che fosse chiuso, cioè se fate l'inaugurazione, adesso bisognerebbe buttare altri 350 mila euro.
Bene, sono lieto che si è prenotato anche il collega Sapinet, così potremmo apprendere se effettivamente questo è vero oppure no, però si immaginerà di mettersi nei miei panni quando partecipo all'inaugurazione e poi vedo che bisogna buttarci non dico mezzo milione ma quasi.
Chiudo con l'assessore Grosjacques che, giustamente, ha fornito delle osservazioni puntuali e lo ringrazio rispetto alle questioni degli eventi. Quello che tengo ribadire, e che ho già premesso nella mia relazione, è che siamo assolutamente favorevoli alle manifestazioni che le ho citato, e ho citato queste manifestazioni da una parte perché erano frutto di osservazioni avvenute in Commissione rispetto a quel tipo di finanziamento e dall'altra per dire non che non si dovessero fare, ma giustamente per dire che quando si investe da una parte, e si investe anche in maniera importante, è giusto che si investa anche dall'altra, che è un giusto investire, e fare degli eventi di conoscenza del nostro territorio, di investimento per quanto riguarda le possibilità dello sport e quant'altro, dall'altra però bisogna investire, secondo noi, altrettanto rapidamente e in maniera incisiva proprio sulle misure di aiuto alle famiglie.
Secondo noi quello che è stato esaminato da quest'Aula e le risposte che sono state date non sono sufficienti per scalfire la nostra convinzione del fatto che le misure e gli emendamenti da noi proposti siano necessari. Ricordo a questo proposito anche che la legge sui buoni benzina, se approvata, arriverebbe in questa prima parte dell'anno, quindi non più in un anno ma in sei mesi, con una copertura di 5 milioni e, visto che su quella proposta di legge si può ancora aggiungere qualcosa, potrebbe essere ancora finanziata.
Il collega Marquis diceva che si vogliono fare le cose fatte bene, le cose fatte bene non sono il niente, le cose fatte bene sono le cose per lo meno fatte.
Per noi, approvato quest'emendamento, qualcosa verrebbe fatto, quindi per lo meno una parte dei costi verrebbero tagliati alle famiglie valdostane; senza l'approvazione di quest'emendamento non si fa niente per i costi dei carburanti delle famiglie valdostane e, quindi, evidentemente noi fra il niente e il qualcosa preferiamo il qualcosa.
Presidente - La parola all'assessore Baccega.
Baccega (FI) - In realtà il collega Manfrin ha richiamato un percorso del passato, era il 2010 quando il comune di Aosta aveva individuato uno strumento che era quello dei contratti prima trilaterali, poi attraverso un conflitto dirigenziale tra Avvocatura e dirigente sono diventati dei contratti bilaterali, poi sono passati alla Regione perché me li sono ritrovati anche quando ero Assessore ai lavori pubblici nel 2014.
Si dava l'opportunità ai proprietari di alloggio di locare tali alloggi a persone inserite nella graduatoria di emergenza abitativa da una parte o nella graduatoria di ERP dall'altra; quindi, si era data quest'opportunità e aveva dapprima avuto un importante successo, perché a memoria ricordo che circa una cinquantina di contratti furono fatti.
Quando sono arrivato in Regione, quindi passò qualche anno, tutta questa roba diventò una cosa devastante, lo ha sottolineato la dottoressa Minelli oggi pomeriggio dicendo: "Quali sono i problemi?".
I problemi sono che gli utenti non tenevano a modo gli alloggi, non pagavano le spese di condominio, spesso devastavano gli alloggi e l'Amministrazione comunale… poi chi è arrivato dopo di me purtroppo ha dovuto sostenere anche i costi che derivavano da questo percorso.
Aggiungo un altro pezzo, che lo ha in qualche modo evidenziato il collega Bellora questa mattina: gli sfratti. Per tirar fuori la gente da quegli alloggi era devastante.
Che cosa succede? Che culturalmente adesso in Valle d'Aosta è difficile trovare proprietari che, anche al di là di un sostegno regionale, possano locare i propri alloggi.
Per questo dico che tale misura ha già un'esperienza, che non è la stessa, mi rendo conto, quale probabilmente il successo non sarebbe garantito nel modo più assoluto, perché culturalmente chi ha il proprio alloggio se lo vuole gestire e piuttosto lo tiene fermo.
E attenzione, c'è anche il "Nero" qua, lo dico tra virgolette, in quei 77 mila che lei dice bisogna capire quanti sono locati in nero e quanti sono agibili e bisogna capire dove sono, perché probabilmente in un certo Comune di alta-media valle non turistic, ci sono sicuramente più alloggi disponibili, ma certamente non si va nella direzione di garantire una locazione effettiva a chi sta ad Aosta eccetera.
Guardi, le dico per esperienza, anche l'ARER cerca di sistemare negli alloggi disponibili a Valpelline, a Pont-Saint-Martin, a Verrès, a Champdepraz persone che residenti ad Aosta, che lavorano ad Aosta, ma quando si offre loro l'appartamento rinunciano.
Lì bisogna intervenire, ma ci stiamo lavorando perché ovviamente nella nuova legge cercheremo di sopperire a tutte queste problematiche.
In questo momento, francamente, ritengo che quello spostamento di denaro che lei individua come punto interrogativo ha una sua logica nel rimanere lì a favore di questa nuova legge che si sta predisponendo.
Lo dico non in tono polemico, giusto per mettere al corrente il Consiglio di un percorso che c'è stato e che non ha funzionato. Dapprima aveva funzionato, ma dopo è stato deleterio con delle ulteriori spese per l'Amministrazione devastanti.
Presidente - La parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Anch'io senza polemica, ma proprio per precisare, sabato 28 febbraio, di fatto collegandomi a quello che diceva il collega Manfrin, non abbiamo inaugurato un impianto, perché l'impianto è anche datato, ma è stato un momento di riapertura al pubblico e in quella occasione, ma anche più volte qui in Consiglio, è stato riaperto un impianto e terminati tutti i lavori che hanno permesso la riapertura dell'impianto stesso.
Come detto in quell'occasione, ma lo ribadisco oggi, vi sono ancora degli interventi che seguiranno a questa apertura, ovvero il montaggio e il posizionamento degli idroscivoli che, per tempistiche di consegna e anche perché sono lavorazioni che andranno fatte esternamente, sono operazioni successive alla riapertura così come la sistemazione esterna.
Ecco che, quindi, questo importo in gran parte va a incidere su tali interventi, ovvero nella rivalutazione dei prezzi, prezzi che in questi ultimi 3-4 mesi sono lievitati sulle opere pubbliche, come su tutto il resto, per le note vicende, quindi l'articolo si riferisce a quel passaggio.
Con la primavera, ovviamente anche le condizioni climatiche permetteranno di mettere in atto anche tutti gli interventi di sistemazione della parte esterna dell'impianto.
Presidente - Collega Marquis.
Marquis (FI) - Una breve replica nel merito di quello che ho sentito.
Presidente - Mi scusi, collega, dichiarazione di voto?
Marquis (FI) - Sì, sì. Colgo l'occasione per fare alcune considerazioni nel merito di quello che ho ascoltato.
Sostanzialmente siamo stati citati per la predisposizione di una legge poiché non ha avuto la copertura finanziaria per una questione tecnica e tutti i Consiglieri sanno qual è il problema dei singoli presenti in questa sala quando devono avere la copertura finanziaria. È un problema, è una difficoltà difficilissima, è stato un problema di natura tecnica.
Qui ci troviamo, però, di fronte a un problema di natura sostanziale, di merito. È stata data a quest'iniziativa la copertura finanziaria, è vero come dicono i colleghi, però l'articolo 26 quater, comma 7 dice: "I contributi di cui al presidente capo sono concessi sino alla concorrenza dell'importo complessivamente stanziato in bilancio per ciascuna annualità", e quello che noi ci siamo limitati a considerare è che i contributi stanziati non durano un anno ma durano un mese/un mese e mezzo.
Mettere, quindi, in piedi una macchina organizzativa pazzesca per poter gestire una situazione così, che è pensata su base annuale e che le risorse finirebbero dopo un mese, un mese e mezzo o qualcosa del genere, credo che non abbia alcun senso perché si devono studiare delle misure o su base mensile o su base annuale, quindi delle due l'una; pertanto, questa è una delle ragioni per cui abbiamo dichiarato la non sostenibilità dell'iniziativa e di non poter condividerla.
Per quanto riguarda, invece, il provvedimento legislativo nel suo complesso, come abbiamo già annunciato nella relazione generale, il nostro voto sarà convintamente favorevole.
Presidente - Collega Perron, per dichiarazione di voto.
Perron (LEGA VDA) - Rapidamente, ancora su quella che è stata la nostra proposta, voglio solo far riflettere i colleghi, poi sulla durata di un mese, un mese e mezzo questo lo dice il collega Marquis, onestamente a noi questa cosa non torna, ma tanto per fare un paragone con il Friuli, dove appunto i buoni ci sono, in Friuli hanno tre fasce. Per farla breve, faccio la media: la media della benzina è 0,25 centesimi al litro e 0,17 il gasolio, la nostra era 0,20 centesimi la benzina e 0,40 centesimi il gasolio, quindi favorevole la nostra rispetto al Friuli.
Poi, giustamente, le norme possono essere fatte e rifinanziate nuovamente, quindi non ci sarebbe nessun problema nemmeno per ricostruire un apparato, non sarebbe un'impresa titanica, aveva calcolato il collega Manfrin entro 100 mila euro per fare tutto.
Piuttosto, invece, veniamo - e qui mi riferisco al collega Marquis - alla questione del restauro delle bollette, perché anche noi ve l'avevamo votata quella legge, ricordo che c'era la doppia legge, noi sui buoni e voi sulla questione del prezzo di energia; noi però rimaniamo coerenti, non è che diciamo che adesso quella cosa lì non va più bene, a noi interessa arrivare a un vantaggio tangibile per i valdostani, però anche la vostra proposta, e ho ritrovato un suo articolo del gennaio 2025 in cui lei la lega alla questione della norma di attuazione, lei ha parlato nel suo articolo - adesso purtroppo ho pochissimo tempo - del fatto che nella norma di attuazione all'articolo 3, comma 5 ci sarà una parte… i famosi 1,220 kW/ora per ogni kilowatt di potenza nominale media che, in qualche modo, la Regione avrà per poter poi utilizzare quest'energia per darla a vantaggio dei valdostani, e lei in alcune occasioni ha parlato di ristoro addirittura fino al 50% delle bollette sui valdostani.
Voglio proprio vedere - a parte che ci sarà la norma di attuazione, poi ci sarà la legge regionale - vi vogliamo vedere lì a portarla a termine e siamo ben contenti se riuscite ad abbassare del 50% le bollette ai valdostani, tanto più che non capiamo come sia fattibile perché non tutti hanno CVA come utenza, c'è un mercato libero, e abbassare l'energia alle imprese valdostane, ma noi metteremo la firma con il sangue. Il problema, l'avete sostenuto per cittadini e imprese, a noi piacerebbe tanto, ma chiaramente a livello europeo si interverrebbe subito perché sono aiuti di Stato.
Se si può fare, guardi, saremmo felicissimi, ma ci pare che abbiate venduto nuovamente un qualcosa di splendido ma inattuabile.
In ultimo, e abbiamo già tirato fuori il tema stamattina della questione della norma di attuazione, lei l'ha riportata fuori, ma benissimo se si accelerano le procedure, guardi, ci va benissimo e purtroppo sappiamo che ci saranno altri passaggi e non sarà così, ma allo stesso tempo a noi preoccupa il fatto che sia stata sottolineata l'ipotesi, di nuovo, della questione del in house.
Vede, anche su questo c'è stato un ampio dibattito e questa volta abbiamo chi è esperto di questo, ricordo il collega Aggravi, ho ripreso rapidamente il suo articolo, e solo lo scorso anno, giusto ad aprile, come adesso, c'era: "Concessioni idroelettriche, Aggravi: impossibile riassegnarle in house per dare energia gratis".
Questo sarà un altro tema, ma bisognerà capire chi politicamente vuole quantomeno considerare l'ipotesi in house per quanto riguarda o una trasformazione di CVA o una creazione nuova di questo tipo, perché noi ci siamo espressi molto chiaramente per cui quest'ipotesi non la consideriamo nemmeno, c'è chi dice che sia addirittura tecnicamente infattibile, c'è la sinistra invece chiaramente che vuole andare lì, e posso dire di averlo fiutato molto chiaramente che c'era una convergenza sull'ipotesi in house tra una parte dell'Union, l'estrema sinistra e probabilmente anche Forza Italia o quantomeno il collega Marquis.
Aver ritrovato questa parte sull'in house e ricordare ai colleghi che per noi, per il nostro punto di vista, quella sarebbe un'ipotesi assolutamente capestro, questo sarà importante perché arriviamo a dei momenti cruciali, bisognerà fare una discussione, come dicevo stamattina, scevra da questioni ideologiche, riporto sempre quanto diceva il collega Aggravi, che tra l'altro è esperto tecnicamente della questione: "Una società in house per fornire energia gratuita ai valdostani: chi lo dice racconta favole".
Ora siete al Governo tutti insieme, noi siamo d'accordo fin dall'inizio, adesso vediamo chi racconta le favole.
In ultimo, cosa succederebbe se una società come CVA dovesse diventare in house, ripeto, ammesso che sia possibile, quando potrebbe dare energia soltanto in una misura molto limitata della produzione che abbiamo in Valle?
Non è che spacchetteremmo completamente una società pubblica facendo un danno erariale incredibile ai valdostani? Non è che quella direzione lì è pericolosa per molti aspetti e favorirebbe, magari, lo spolpamento della società da parte dei privati?
Queste sono le domande che ci dovremmo fare e l'averlo riletto ci fa ritornare in mente tutte queste problematiche, ma verranno fuori e dovranno essere chiarite da ogni forza politica che dovrà chiarire qual è la sua posizione.
Presidente - Passerei ora agli ordini del giorno.
Ordine del giorno n. 1 del gruppo Lega Vallée d'Aoste, chi intende presentarlo? Il collega Perron…. Chiedo scusa, quello sull'organizzazione dei centri estivi, primo firmatario Perron effettivamente.
Perron (LEGA VDA) - Visto il capo VI del disegno di legge n. 9 recante "Contributo straordinario a favore delle cooperative sociali", finalizzato a sostenere i servizi socio-assistenziali ed educativi sul territorio regionale; preso atto che il vigente contratto di lavoro del personale della Società di servizi Valle d'Aosta S.p.A., in particolare degli educatori e operatori di sostegno, non consente lo svolgimento di attività lavorativa con minori e ragazzi durante il periodo estivo, determinando l'interruzione del rapporto contrattuale con la chiusura delle scuole, sappiamo che ci sono state anche delle proteste in questi giorni anche per temi afferenti a quanto stiamo illustrando; rilevato che tale interruzione non permette agli stessi lavoratori di accedere ai meccanismi compensativi, cioè quelli della disoccupazione, generando una situazione di precarietà economica e discontinuità professionale per figure altamente qualificate e formate nell'ambito dell'inclusione scolastica e socio-educativa; considerata la fondamentale necessità di garantire alle famiglie valdostane un sostegno ampio, flessibile e di qualità durante il periodo della chiusura estiva delle scuole, sappiamo che è un periodo molto delicato quello per le famiglie, attraverso l'organizzazione di centri estivi inclusivi che assicurino continuità educativa, attività ludico-motorie, di socializzazione e di supporto alla genitorialità; rilevato che l'utilizzo del personale già operante della Società di servizi rappresenterebbe una soluzione efficiente, economicamente sostenibile e professionalmente adeguata, evitando nuovi oneri e valorizzando competenze specifiche già finanziate dalla Regione; preso atto dell'odierna manifestazione, lo dicevo già prima, sciopero e presidio del 21 aprile 2026 in Piazza Deffeyes davanti al Palazzo regionale dei lavoratori della Società di servizi Valle d'Aosta, in particolare operatori di sostegno, educatori e degli OSS, proclamato dalle Organizzazioni sindacali che tra le rivendicazioni avanzano espressamente la possibilità di poter lavorare durante il periodo estivo, giugno-settembre, per garantire continuità occupazionale e reddito; considerato che tale richiesta dei lavoratori rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare l'offerta dei centri estivi inclusivi, coniugando sostegno alle famiglie, inclusione delle persone con disabilità e valorizzazione del personale regionale; chiediamo che si valuti con urgenza e modalità concrete di impiego su base volontaria del personale della Società dei servizi Valle d'Aosta S.p.A. con particolare riferimento agli operatori di sostegno all'interno dei centri estivi da organizzare nel periodo giugno-settembre 2026, sia per minori normodotati sia per ragazzi con disabilità.
Aggiungiamo che questa misura andrebbe nella direzione del potenziamento del servizio dei centri estivi che verrà favorita con l'opzione voucher che questa Giunta ha messo sul tavolo anche partendo da una nostra proposta pregressa.
Presidente - Per il Governo, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Rispondo io a quest'ordine del giorno in quanto pensiamo di conoscere abbastanza nel dettaglio la questione, anche perché ieri, come ricordato, c'è stato uno sciopero in piazza e anche come Presidenza, oltre che come Capigruppo, abbiamo assistito a un confronto con alcuni rappresentanti dei lavoratori ma, al netto dell'incontro di ieri, è una questione che è stata affrontata già negli scorsi anni e si è cercato di dare le risposte possibili nell'attuale contesto della Società dei servizi, una situazione che abbiamo cercato di migliorare, perché una piccola premessa è che i lavoratori della Società dei servizi, sono lavoratori a tempo indeterminato con un part-time verticale che prevede lo stop all'interno dell'annualità nei periodi di chiusura delle scuole.
Negli scorsi anni abbiamo cercato di aumentare il periodo lavorativo, quindi andando a restringere il più possibile la tempistica durante la quale tali lavoratori rimangono a casa; quindi, abbiamo aumentato le giornate, laddove possibile, al termine dell'anno scolastico, arrivando o al 10 di giugno o al 30 di giugno a seconda di dove svolgono il loro servizio, e partendo come inizio della scuola, invece che dal 15, dal 1° settembre per riattivare le attività lavorative.
Da quel punto di vista, pertanto, abbiamo messo in campo ulteriori risorse a favore della Società dei servizi per garantire tale copertura, poi accolta non da tutti, perché qualcuno si organizza anche in maniera autonoma, proprio come dite voi, svolgendo attività nel periodo estivo e, quando ha un'autorizzazione da parte della Società dei servizi, per poter lavorare in un periodo in cui la Società dei servizi non copre questo servizio.
Ci sono due tematiche da affrontare rispetto a quest'ordine del giorno: una è quella che i centri estivi non sono organizzati dall'Amministrazione regionale ma dai Comuni, dalle Unités des Communes, dalle parrocchie, da enti privati, dalle cooperative e quant'altro, quindi l'interfaccia con la Società dei servizi è un'interfaccia che può venire scelta nel caso, ma neanche in maniera troppo semplice, penso, e non so neanche se sia effettivamente possibile, dall'organizzatore di questi centri estivi a meno che l'Amministrazione regionale non si metta a organizzare i centri estivi, cosa che non è proprio nelle sue corde.
Qui torniamo a un discorso e a una visione leggermente diversa da quella proposta per risolvere anche tale problema. La nostra visione è di inserire all'interno di un ente strumentale, sul quale ci sono i pro, i contro e tutto quello che vogliamo, un meccanismo per cui queste persone, all'interno di un ente che svolge un'attività dedicata alla persona, possano avere non un contratto di part-time verticale ma un contratto di 365 giorni all'interno dei quali si possono strutturare dei servizi alla persona dedicati e che vanno a dare delle risposte molto puntuali e anche migliorative rispetto alla possibilità di guadagno di tali persone in un contesto che è il loro contesto ideale di lavoro.
È per questo motivo che ci asteniamo e sul quale lavoreremo per continuare un percorso che va affinato, condiviso, necessita di confronti, ma che crediamo possa veramente dare delle risposte interessanti e reali ai lavoratori.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Signor Presidente, non siamo d'accordo nel merito e le spiegherò ovviamente le motivazioni.
Quest'ordine del giorno arriva non a seguito della manifestazione di ieri, ma la manifestazione di ieri è stata un qualcosa in più che ci ha consentito di essere convinti che la nostra idea, l'idea che avevamo già formulato in passato, fosse quella corretta per due ordini di motivi. Il primo è proprio la carenza di centri estivi e, quindi, di servizi estivi a supporto delle famiglie che ovviamente hanno delle componenti di lavoro e che nel periodo di sospensione della scuola non possono gestire ovviamente i ragazzi, dall'altra parte incontrare quelle che sono necessità manifestate anche nella giornata di ieri ma ben prima, come lei Presidente sa bene, e ben prima anche di questa legislatura e ben prima anche di quella precedente, la criticità del fatto che appunto, come giustamente ci ha detto e come è ben notorio, c'è un part-time verticale che ovviamente nei mesi estivi si sospende e non dà la possibilità alle persone di poter lavorare.
Ora mettendo in ordine i problemi, per primo c'è la questione dei centri estivi, lei giustamente dice che non è la Regione che li organizza.
Ora, posto il fatto che, e so che in questo l'assessore Marzi ha alzato gli occhi al cielo per altri motivi, ma li alzerebbe di nuovo se dicessi una cosa del genere, lei ha detto che la Regione non può organizzare i centri estivi, in realtà può, nel senso che lo potrebbe fare, sicuramente sarebbe un impegno, su questo non c'è dubbio, ma per esempio - l'abbiamo esaminato e l'assessore Marzi lo sa bene - il problema dei ragazzi con disabilità, che non trovano spesso la possibilità di essere accolti nei centri estivi perché non c'è personale qualificato che li può assistere, è una questione su cui, secondo noi, bisogna incidere e se da parte dei privati e da parte degli Enti locali o delle cooperative o quant'altro non c'è la disponibilità di poter intervenire in quel senso, allora è chiaro che non possiamo immaginare di fare una metaforica alzata di spalle dicendo: "Beh, non si può organizzare niente perché i privati non lo fanno, va bene così, i disabili staranno a casa e va bene così"; ovviamente non possiamo immaginare una cosa di questo tipo, dobbiamo immaginare che invece si vada nella loro direzione, quindi questa è una soluzione.
L'altra soluzione che lei ha prospettato è la possibilità, per esempio, di stipulare delle convenzioni con gli Enti locali, con le cooperative, con i privati, con chi organizza questo tipo di centri estivi per poter fornire loro il personale, quindi evidentemente questa potrebbe essere assolutamente una soluzione utilizzabile.
Lei giustamente ha detto che in alcuni casi si è prorogato al 10, al 20, al 30 giugno, in alcuni casi in realtà nella giornata di ieri - e per questo ho fatto una domanda, lei giustamente non c'era perché li ha ricevuti in separata sede - ci è stato detto semplicemente che è stata anticipata la data di entrata in servizio al primo settembre, ma per quanto riguarda invece la parte della fine scolastica di giugno ci è stato detto che nulla è cambiato, quindi non so se parliamo di pochi casi, qui parliamo di centinaia di lavoratori e, in ogni caso, dobbiamo immaginare che ci siano dei lavoratori che per tre mesi all'anno rimangono ovviamente senza lavorare, se vogliamo aggiungere anche le vacanze di Natale, di Pasqua e quant'altro, immaginiamo che ci siano lavoratori che purtroppo non hanno e non ricevono un pagamento per 4 mesi all'anno, il che diventa abbastanza difficile da gestire.
Detto questo, e quindi immaginata la questione dell'organizzazione, immaginiamo invece la risposta che ha dato lei: "Beh, sapete che c'è? Con l'ente strumentale cambierà tutto". Ora in realtà questo non corrisponde a verità.
Prima questione che lei ha detto: "Anche se noi volessimo ammettere che la soluzione dell'ente strumentale", su questo che lei ha detto abbiamo delle posizioni contrastanti e va bene, è legittimo, però se anche volessimo dire che la soluzione dell'ente strumentale potrebbe essere la soluzione giusta, e non lo diciamo ma volendolo anche dire, l'ente strumentale, come voi stessi avete detto nel bilancio che abbiamo esaminato a dicembre 2025, colloca temporalmente l'inaugurazione dell'ente strumentale nel 2028, il che significa che nell'estate del 2026 e nell'estate del 2027, cioè per due anni, ci troveremmo comunque ad avere dei lavoratori che per tre o quattro mesi stanno a casa e non hanno uno stipendio, quindi ovviamente nell'immediato ci limiteremmo ad alzare le spalle e dire: "Eh va beh, è così", e secondo noi questa non è una soluzione. Ma, prendendo atto di quello che è secondo noi l'ente strumentale, non è la soluzione, secondo noi andando nella direzione di dire che ci sono molti lavoratori che purtroppo d'estate non hanno la possibilità di poter lavorare perché il contratto non lo prevede, e dall'altra parte si dà - e il collega Perron lo ha detto molto bene - la volontarietà, perché non tutti, giustamente ha detto, hanno la volontà di lavorare d'estate, piuttosto che non tutti vogliono trovare una collocazione, preferiscono magari stare con i figli oppure trovare soluzioni diverse, quindi a fronte di questo dare la possibilità da una parte ai volontari ma dall'altra, su incentivo della Regione, di poter o organizzare un qualcosa di parte regionale, o stipulare delle convenzioni con gli Enti locali, secondo noi potrebbe dare una risposta giusta, sarebbe per lo meno un passo in avanti rispetto a questa soluzione.
Noi, sempre parlando con i rappresentanti dei lavoratori ieri, abbiamo preso atto del fatto che viene spesso detto, rispetto a tutta una serie di rivendicazioni, che mancano i soldi e va bene, questo sarebbe però un servizio anche pagato dalle famiglie ma che permetterebbe di dare delle risposte.
Noi ovviamente manteniamo al voto quest'ordine del giorno e lo voteremo con convinzione.
Presidente - La parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) - L'ordine del giorno, che ha un aggancio - se vogliamo - debole con la variazione di bilancio, affronta una materia estremamente complessa; questo è corretto, bisogna ragionarci seriamente sopra.
Le proposte che ha fatto anche il Presidente, in particolare quella dell'ente strumentale, ci preoccupa anche perché bisognerebbe capire che cos'è questo ente strumentale e gli accordi di cui ha parlato, siccome l'ho anche vissuta in prima persona nel mio precedente lavoro; è chiaro che diventa difficile pensare a degli accordi fra un'organizzazione, la Società dei servizi e delle cooperative sociali o altre organizzazioni. Anche agganciarli a dei centri estivi organizzati da enti pubblici diventa complicato, cioè cosa si fa? Si impone che l'ente pubblico assuma quelle persone o si impone che una cooperativa sociale assuma quelle persone? Non sarebbe neanche fattibile, quindi è veramente una materia complessa.
Noi ne condividiamo il principio, quindi comunque lo voteremo perché appunto condividiamo il principio e secondo me diventa un bellissimo tema da affrontare seriamente anche in Commissione; pertanto, per questo motivo votiamo anche perché possa diventare eventualmente uno stimolo ad affrontare il tema.
La contrattualizzazione di tale personale è comunque delicata, come è stato detto è un part-time verticale, il fatto che venga messa nell'ordine del giorno la volontarietà è assolutamente importante perché l'abbiamo vissuto in prima persona; molte persone d'estate preferiscono non continuare a lavorare, quindi che sia volontario è assolutamente corretto. Inserirlo in un contratto che li obbliga a lavorare ci preoccuperebbe moltissimo.
Confermo, quindi, il nostro voto positivo e che diventi uno stimolo anche per tutti quanti a lavorarci sopra perché effettivamente la materia è complessa.
Président - La parole au collègue Guichardaz.
Guichardaz - Grazie ai colleghi della Lega per aver sollevato questo problema che è un problema cogente e che ieri è stato palesato anche attraverso una protesta, secondo me genuina e non pretestuosa da parte degli operatori e dei sindacati che ci hanno anche rappresentato le loro difficoltà.
Il Presidente successivamente ha ricevuto una delegazione, noi come capigruppo abbiamo ricevuto prima una delegazione di sindacalisti e di lavoratori che ci hanno rappresentato fondamentalmente il disagio di una categoria che lavora, e oramai è inserita a pieno titolo all'interno del progetto educativo proprio a fianco degli insegnanti, e che lavora in condizioni sostanzialmente squilibrate rispetto ai colleghi con i quali collaborano, perché come sappiamo sono inquadrati con contratti a part-time verticale, quindi lavorano intensamente nel periodo scolastico e durante l'estate, come è stato detto, pur essendo comunque dipendenti della Società di servizi, continuano a trovarsi dipendenti ma nella necessità di dover colmare quel gap stipendiale, quel buco stipendiale che durante i periodi estivi non è retribuito.
Ciò che è venuto fuori dall'incontro ieri, ne parlavo prima con i colleghi di AVS, fondamentalmente è stato anche il riconoscimento di un ruolo lavorativo e di una dignità lavorativa che va anche al di là dell'impiego in estate in maniera volontaristica per funzioni anche di supporto nei centri estivi eccetera.
Ricordo ieri, quando è stato appunto evidenziato questo problema, una di queste persone che era lì dice: "Sì, va bene il lavoro estivo eccetera, ma noi lavoriamo, il nostro è un lavoro di alta professionalità, di alta responsabilità e oramai anche di alta qualificazione", tanti di loro sono comunque laureati, sono persone alle quali viene richiesto anche un titolo di studio di tipo universitario, dice: "L'idea, volontariamente, di essere recuperati d'estate in un qualsivoglia sistema di centri estivi o di altro genere è qualcosa che in qualche modo ci diminuisce ma non riconosce questo nostro supporto".
Il Presidente prima citava il fatto che si sia previsto nella scorsa legislatura un ampliamento delle ore di presenza retribuita. Citava il fatto che in alcuni casi si assicura comunque il sostegno e il supporto, nei casi, per esempio, degli esami di maturità o altri esami laddove è necessario e poi, io mi ricordo, fu fatto proprio il lavoro di anticipazione al primo di settembre, ma lo spirito non fu quello di dire: "Noi anticipiamo per creare un incremento del reddito o comunque un sostegno al reddito", ma l'idea era: anticipiamo al primo settembre e così gli operatori possono collaborare con l'équipe scolastica, con i docenti, con gli educatori e anche con altre figure per la programmazione delle attività annuali, dando a questi operatori anche la dignità, proprio di protagonisti in qualche modo di questo progetto educativo.
Lo diceva prima il collega Torrione; questo è un tema complessissimo che abbiamo cominciato ad affrontare nelle legislature precedenti, se ne parla da un sacco di tempo, siamo riusciti un po' a tamponare appunto con questa anticipazione anche attraverso una prospettiva di cui accennava anche il collega Manfrin che però, come tutti i processi, ha una prospettiva che non è certa, perché l'eventuale cambio di contratto per la Società di servizi eccetera è qualcosa comunque in prospettiva, non si ha una data certa e ogni giorno emergono delle criticità che non depongono quantomeno sulla rapidità di soluzione.
Noi voteremo quest'ordine del giorno, nel senso che comunque pone un problema, poi le criticità evidenziate sia dal Presidente sia dal collega Torrione ma, tra le righe, anche dal collega Manfrin, perché non ha negato che esistono comunque dei problemi legati anche al fatto dell'accesso volontario al lavoro, del problema di chi è gestore dei centri estivi.
Lo votiamo perché questo tema non può cadere, non può precipitare nel dimenticatoio, perché ieri i lavoratori e, negli anni, hanno evidenziato una stanchezza oltre che un disagio perché davvero dietro questo lavoro c'è un forte impegno e anche un forte appoggio da parte del sistema scolastico rispetto a queste professionalità che oramai sono insostituibili e non si può più immaginare di rinunciare a tali professionalità che rendono, tra l'altro, il nostro un modello abbastanza peculiare, particolare e che, secondo me, almeno lo dico da ex amministratore, ci deve rendere orgogliosi di essere valdostani, perché l'attenzione che abbiamo verso l'inclusione in Valle d'Aosta è un'attenzione che credo sia, se non unica, comunque abbastanza rara nel panorama nazionale e direi anche a livello internazionale.
Il tema, secondo me, va discusso, non so in quale sede, se in sede di Commissione, se in una cabina di regia o se va discusso nell'ambito dello studio che si sta facendo adesso rispetto alla nuova Società di servizi, però è un tema che deve rimanere comunque all'attenzione.
Per questo motivo, pertanto, con tutte le precisazioni fatte e che credo ammettano anche i colleghi, voteremo quest'ordine del giorno.
Presidente - Altri interventi? Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 11
Favorevoli: 11
Astenuti: 22 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ora all'ordine del giorno n. 2. Per l'illustrazione la parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Veniamo al nostro secondo ordine del giorno sul tema scolastico già affrontato varie volte, scolastico direi e territoriale, perché riguarda la zona della Media Valle.
Preso atto delle dichiarazioni recenti dell'Assessore alla cultura e all'istruzione in Consiglio, per il quale entro il mese di novembre 2026 deve essere approntato un nuovo piano per le scuole della Valle; preso atto, inoltre, che dalle stesse dichiarazioni vi sarebbe l'intenzione di non aprire nuovi indirizzi ma sedi distaccate di indirizzi già esistenti; considerata la risoluzione approvata dal Consiglio Valle nel gennaio 2022, la quale impegnava la Regione a valutare la creazione di un liceo scientifico a indirizzo sportivo a Saint-Vincent in sinergia con l'Istituto Gervasone di Châtillon; risoluzione che, nonostante le speranze del territorio potenzialmente coinvolto, perché ci furono molte speranze su questo tema, non ha dato frutti ed esiti positivi, tra l'altro ricordo che in questo caso andrebbe nel solco di quanto ha detto l'Assessore, nel senso che non si aprirebbe un nuovo indirizzo, ma sarebbe una costola di un qualcosa di già esistente; specificato che il territorio della Media Valle, comprendente Saint-Vincent, Châtillon e la vallata della Valtournenche. conta quasi 15 mila abitanti e ha visto nel corso degli ultimi due decenni la chiusura di più scuole superiori in favore della politica dei due poli scolastici di Verrès e Aosta, tra l'altro la questione dei due poli verrà fuori anche sul tema dei fondi per Verrès e anche lì noi avremo qualcosa da dire; specificato inoltre che proprio quanto segnalato al punto precedente esistono stabili ampi a ora inutilizzati, come l'ex Istituto geometri dello storico edificio di Villa Panorama, nonché l'area dell'ex Istituto turistico Via Monsignor Alliod 5 a Saint-Vincent, anche qui è stato tutto oggetto di un vecchio dibattito, non sto a dilungarmi, ma insomma chiunque sa conosce bene la questione; evidenziato, inoltre, che sono previsti, e questa è la novità che abbiamo voluto inserire, perché ho avuto delle segnalazioni da alcune persone che conosco fuori Valle che mi hanno segnalato la possibilità di costituire dei nuovi indirizzi che vanno verso settori high-tech come quelli ad esempio dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e della sicurezza informatica, qui l'abbiamo collegato al fatto che sono previsti grossi investimenti da parte della società CVA S.p.A. nell'area Tecdis di Châtillon con la possibile creazione di un polo per le energie rinnovabili; potenzialmente, ovviamente non lo sappiamo, ma è la prima volta che mettiamo questa idea sul tavolo, compatibile anche con lo sviluppo di nuovi indirizzi legati allo sviluppo dei settori high-tech; unendo tutte queste questioni insieme e cercando di non arrivare poi a novembre, o anche prima…
Presidente - Colleghi, per favore.
Perron (LEGA VDA) - … cercando di non arrivare poi alla fine di quest'anno con tutte queste questioni sul tavolo per le quali sicuramente vi sarete mossi, ma la condivisione probabilmente non sarà stata totale, anche per differenza di ruoli; ma, siccome riteniamo che questo tema vada affrontato sia dal punto di vista territoriale sia da quello scolastico, perché le due tematiche ovviamente si intersecano in questo caso, perché un territorio con meno scuole è un territorio che perde dell'utenza, perde delle attività, e dall'altra parte abbiamo Verrès che invece, per molti aspetti, ha una sorta di surplus che poi crea delle problematiche, noi a monte siamo scettici con la divisione un po' troppo cartesiana, a nostro avviso, tra Aosta e Verrès e siamo per ripartire con la discussione su rivitalizzare, posto che su Châtillon ci sono le scuole, c'è ovviamente l'Hôtelière, ci sono i salesiani eccetera, ma comunque la perdita di queste scuole è stata impattante.
Quello che chiediamo, poi sappiamo già come finiscono gli ordini del giorno, ma è un modo per mettere il tema sul tavolo, è che si possa definire e istituire entro 60 giorni una cabina di regia, ormai queste cabine di regia diventano un po' la panacea di tutti i mali, l'abbiamo messa come forma di proposta e abbiamo anche ricalcato un po' quella che l'assessore Grosjacques ha proposto sul tema del commercio, quindi una cabina di regia comprendente tutti gli attori coinvolti sul territorio, a partire dai Sindaci dei Comuni della Media Valle e del Presidente delle Unités des Communes Valdôtaine Mont-Cervin, al fine di elaborare proposte da sottoporre alle Commissioni consiliari competenti per la definizione di un nuovo piano scolastico della Media Valle.
Ovviamente nulla vieta che un qualcosa del genere potesse essere esteso a un piano generale per tutta la Vallata, ammesso che riteniate che una proposta di questo tipo possa avere un suo senso.
Secondo noi sì, sarebbe un modo di portare nelle Commissioni competenti, di allargare il dibattito e forse di poter sentire ed elaborare posizioni che magari, dalla vostra parte, non sono elaborate perché mancano dei dettagli.
Noi saremmo pronti a contribuire su questo tema perché ce ne occupiamo da anni, conosciamo la realtà territoriale e conosciamo anche la realtà scolastica, quindi vi chiediamo in qualche modo di estendere la discussione, per non arrivare poi a novembre con le cose già fatte da discutere in Aula, quando ormai le possibilità di interagire tra noi diventano praticamente nulle e impossibili.
Presidente - Per il governo la parola all'assessore Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Ringrazio i proponenti quest'ordine del giorno che, come detto dal collega Perron, serve a mettere sul tavolo una questione sicuramente delicata, sicuramente oggetto di nostra attenzione non da adesso, nel senso che già nel nostro programma politico era inserita la volontà di superare questa suddivisione in due poli per quanto riguarda l'offerta delle nostre scuole; questo programma politico, poi, l'abbiamo trasformato nel programma di legislatura nel quale quest'aspetto è stato di nuovo individuato e inserito in maniera chiara.
In questa settimana confermo ovviamente tutto quanto avete scritto nelle permesse, sono tutte questioni che confermo, le mie dichiarazioni, così come le altre considerazioni, così come anche posso dire di condividere la finalità perché ovviamente va esattamente in linea con quanto dicevo prima rispetto al programma di legislatura.
Quello che, invece, non mi sento di condividere è un po' il succo dell'ordine del giorno, cioè la creazione di una cabina di regia territoriale perché ovviamente questo non permette di fare dei ragionamenti che sono, invece, quelli che stiamo facendo a oggi, che devono essere invece ampi e che prendono in considerazione le necessità di tutto il territorio regionale.
Stiamo facendo un ragionamento devo dire molto profondo, che tiene conto di tutti gli aspetti, analizzando i dati, analizzando le iscrizioni, analizzando la provenienza delle iscrizioni di vari indirizzi, cioè il lavoro che vogliamo fare è anche un lavoro un pochettino coraggioso, perché poi a volte in questo dimensionamento, che appunto va fatto ogni tre anni, si tende a modificare il meno possibile un po' per comodità.
L'atteggiamento che stiamo cercando di mettere in atto, invece, è un atteggiamento un pochettino più coraggioso da questo punto di vista, a oggi ovviamente non abbiamo le soluzioni, ma vi assicuro che il ragionamento che stiamo facendo è assolutamente complessivo e totale.
Abbiamo iniziato a fare le prime riunioni, i primi incontri proprio nelle scorse settimane che hanno coinvolto anche il collega Bertschy ovviamente che si occupa della formazione professionale, perché le questioni devono essere assolutamente legate. Sappiamo che la formazione professionale è un aspetto molto importante dell'offerta formativa e che deve essere, anche secondo noi, l'abbiamo condiviso in qualche modo, anche ampliata sul territorio.
Lei ha citato la questione Tecdis, è stato oggetto questo del nostro confronto l'altro giorno, quindi ci sono delle potenzialità molto interessanti da questo punto di vista.
Su Saint-Vincent ovviamente lasciamo perdere le questioni affettivo-sentimentali che avevo già avuto modo di dire rispetto alle decisioni di Saint-Vincent, ma anche le problematiche di chiusura, ovviamente ero presente in Unité nel momento in cui sono state chiuse le ultime scuole, quindi conosco bene anche la sensibilità e ovviamente la difficoltà che queste chiusure hanno creato agli amministratori locali.
Quello, quindi, che posso dire è che ho la massima disponibilità ovviamente a venire in Commissione a portare lo stato di sviluppo di questi lavori che si protrarranno da qui a novembre, a fare dei ragionamenti eventualmente anche in Commissione senza problemi; dall'altro lato però l'ordine del giorno, ma come ha detto lei, era finalizzato a portare la discussione all'attenzione dell'Aula e credo che l'obiettivo sia stato pienamente raggiunto.
Sul resto, come dico, ovviamente fare dei ragionamenti territoriali non è opportuno, ma non è opportuno neanche su Aosta perché anche sull'offerta formativa di Aosta stiamo cercando un po' di superarlo, facendo un ragionamento veramente che comprenda tutta la regione e che permetta in qualche modo di dare la migliore offerta alle richieste dei nostri studenti.
Non è facile perché bisogna andare anche un po' al di là dei dati che quelli sono oggettivi, ma i dati non dicono tutto, quindi bisogna fare dei ragionamenti e condivido anche la necessità di fare dei ragionamenti un po' di prospettiva rispetto a delle offerte un po' nuove, anche dell'offerta formativa un po' innovativa, perché se guardiamo, lo dicevamo ancora l'altro giorno con il collega Bertschy, alcuni nomi dei nostri corsi, dei nostri indirizzi sono un pochino anche antiquati nel nome, perché in realtà nell'offerta formativa sono, invece, assolutamente moderne eccetera, ma un corso magari di elettronica oggi è una dicitura un pochettino antiquata, quindi anche da questo punto di vista dobbiamo lavorare sull'appetibilità di ciò che proponiamo per presentarvi in modo corretto i contenuti.
Presidente - Qualcuno intende intervenire? Collega Minelli.
Minelli (AVS) - Abbiamo ascoltato sia l'illustrazione del collega Perron che l'intervento dell'assessore Lavevaz. Il problema esiste ma non è limitato - e lo sa bene il proponente e lo sa altrettanto bene l'Assessore - a una zona, la Media Valle, piuttosto che a un'altra porzione del territorio regionale; quindi, in qualche modo, ma lo ha spiegato anche il collega Perron, era un tentativo di riportare l'attenzione sull'argomento, però è parziale perché l'istituzione di una cabina di regia per le scuole della Media Valle potrebbe essere altrettanto importante per le scuole della Bassa Valle o per l'Alta Valle. Pertanto, in questo senso è un ordine del giorno su cui dobbiamo esprimere qualche riserva.
Volevo, però, fare anche qualche altra considerazione perché l'assessore Lavevaz ha detto, e non è la prima volta che ce lo ricorda, citando anche il programma prima elettorale poi il programma di legislatura, che l'intenzione è quella di superare i due poli. Al momento, però, questo è poco più che una riga scritta da qualche parte, nel senso che noi non abbiamo degli elementi, lei ha anche detto più volte che il 2026, quest'anno, sarà un anno cruciale sia per il dimensionamento ma anche per quelle che saranno delle scelte fondamentali per il futuro della scuola valdostana.
Ravviso, al contempo, ed è anche in questo disegno di legge che stiamo esaminando, che c'è ora un finanziamento dedicato allo studentato di Verrès che, dal mio punto di vista, è un investimento che s'ha da fare perché bisogna completare un'opera, però dobbiamo anche interrogarci sulla coerenza di queste azioni perché se si va nella direzione di pensare a qualcosa di diverso dobbiamo capire bene che cosa sarà questa diversità altrimenti rischiamo di mettere delle risorse, di portare avanti un progetto che aveva una sua ragione d'essere, che probabilmente ce l'ha ancora, ma non so se ce l'ha allo stesso modo di prima, quindi forse bisogna fermarsi tutti quanti a riflettere; poi, capisco che è un tema che affrontate come Giunta, se ne dibatterà all'interno dell'Assessorato, avrete sentito anche immagino i territori e le scuole, però forse questo è davvero un buon tema che si dovrebbe approfondire in Commissione.
Se c'è, quindi, l'impegno dell'Assessore, anche prima ancora di definire un percorso strutturato, di venire a darci qualche delucidazione, magari anche pensando, e io mi permetto di credere che sia così, che ci possa essere un contributo da parte di chi vuole partecipare alle Commissioni, la quinta credo che sarebbe quella interessata, sarebbe utile e penso che faremmo un buon lavoro per la comunità.
Sull'ordine del giorno ci asterremo per le ragioni che ho detto, però ben venga che si riporti all'attenzione un tema che è sicuramente uno dei temi importanti per il futuro di questa Regione perché stiamo parlando di alunni che devono fare un percorso, ma di futuri cittadini alla fine.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Ringrazio i colleghi della Lega e in particolare il collega Perron e proprio per le ragioni che ho sentito argomentare sia da parte dell'Assessore e anche da parte di chi ha detto "Condivido, ma non voterò" noi, invece, voteremo in maniera convinta.
Quest'ordine del giorno è un impegno preciso, tra l'altro ho chiesto al collega di farmi rileggere l'impegnativa perché volevo essere sicuro, di fatto è una disponibilità che l'Assessore ha già dato, magari con tempi un po' più lunghi, ma crediamo che su questo argomento ci sia da dare una svolta e una svolta molto velocemente.
Presidente - La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) - Grazie Assessore per la sua nuova disponibilità, di fatto, a trattare questo tema in Commissione.
Lo avevamo già portato anche noi come Gruppo Autonomisti di Centro proprio durante il dibattito del bilancio e ci eravamo presi lì l'impegno, che ovviamente oggi ha riconfermato, di venire in Commissione per discutere quello che era l'iter da approfondire, esattamente come ha detto la collega Minelli, in modo da andare insieme a decidere quali sono le priorità, ovviamente con l'indirizzo che lei e i suoi uffici ci presenteranno; credo che questo sia il modo corretto di agire proprio in linea con la proposta che avevo fatto con l'ordine del giorno in seno al bilancio, voterò quest'iniziativa, credo che siamo sulla buona direzione, ovviamente i tempi sono lunghi ma per fare una programmazione che non guardi esclusivamente alla legislatura credo che è corretto prendersi i tempi giusti e affrontare il tema con delicatezza ma soprattutto con concretezza in Commissione tenendo in considerazione il fenomeno della denatalità che spesso e volentieri citiamo ma che ha e avrà degli effetti anche sul mondo scuola in futuro.
Presidente - La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Se ritenevamo complesso il tema degli operatori di sostegno con il precedente ordine del giorno, questo è forse uno dei temi di più difficile analisi e anche di più difficile soluzione perché, come sappiamo, la scuola è un presidio fondamentale del territorio, non è solo competenze, istruzione, ma è un sistema che costruisce relazioni, che costruisce comunità, ne abbiamo parlato per tantissimo e per lungo tempo nelle legislature precedenti e ne sento parlare da sempre e la nostra è una realtà che, comunque, ha sempre investito sulla scuola come elemento anche identitario, oltre che di coesione; quindi, credo che sia un tema che prescinde, come tanti temi sensibili, ma questo in particolare, dalle collocazioni ed eventualmente anche dalla schermaglia politica.
Su un tema come questo credo occorra una riflessione importante, una riflessione che vada al di là dell'aspetto economicistico e dell'aspetto di razionalizzazione, cioè non possiamo sul tema della scuola ragionare in termini di costi, in termini di ottimizzazione delle spese, in termini di risorse, perché sappiamo che intorno alla scuola si giocano delle partite che sono delle partite anche importanti per una comunità come la nostra.
Una scuola aperta in un piccolo paese, una piccola scuola di montagna, così come una scuola posizionata in maniera anche strategica e valutata nella dorsale, una scuola superiore che dà anche un indirizzo al territorio è qualcosa che costruisce comunità o distrugge la comunità, cioè la destabilizza e, in qualche modo, rischia anche di distruggerla o, comunque, di renderla più fragile.
Rispetto al tema affrontato in quest'ordine del giorno, nella scorsa legislatura si era parlato e si era cominciato a ragionare per trovare una vocazione della Media Valle, si erano già fatti anche dei dibattiti, degli incontri con gli amministratori relativamente al tipo di offerta specifica che poteva interessare Saint-Vincent, Châtillon, la zona della Media Valle che, come sappiamo, progressivamente ha perso un'offerta scolastica con un impoverimento poi anche dal punto di vista proprio, direi, culturale e anche sociale, perché poi la presenza di una scuola in un territorio significa anche vivacità, significa che le famiglie si ricostruiscono intorno alla scuola o abbandonano.
Avevamo parlato e si era ragionato di un progetto anche più complessivo rispetto non tanto a un liceo sportivo piuttosto rispetto a un polo che vedesse nello sport un elemento di attrattività in Bassa Valle; insomma, il ragionamento che si era fatto e che si faceva era un ragionamento che andava al di là del liceo, del cosiddetto liceo sportivo, ma apriva delle possibilità, come diceva anche l'Assessore prima, di valorizzazione di percorsi professionali o di percorsi anche di tipo diverso rispetto a questo.
In Media Valle si ragionava anche di valorizzare la vocazione che già la scuola IPRA in Media Valle e il Don Bosco potevano in qualche modo intercettare, non so se vi ricordate, si parlava del coinvolgimento, per esempio, dell'Università della Valle d'Aosta in un possibile sviluppo di un corso anche universitario o di un corso di management o un master o qualche altra cosa, insomma, il tema era stato comunque in qualche modo già affrontato.
Penso che rispetto a questo, bene che si sia presentato un ordine del giorno, come dicevo prima tutto serve ad aprire alla riflessione, tutto serve a trovare anche attraverso il dibattito in Aula magari degli spiragli e delle garanzie anche di impegno. Ho apprezzato e abbiamo apprezzato la dichiarazione di disponibilità da parte dell'Assessore, ci rendiamo conto della complessità, perché un tema come questo va affrontato non tanto su cabine di regia territoriali quanto su un ridisegno complessivo, che tenga conto delle mille variabili di cui conosciamo oramai a menadito le sfumature.
Ringraziamo, quindi, i colleghi della Lega, mentre prima avevamo votato, confidando nel fatto che quel tipo di iniziativa potesse in qualche modo determinare un dibattito o comunque una riflessione, su questo noi ci asterremo, confidando comunque sulla garanzia da parte dell'Assessore, come peraltro si era già impegnato a fare durante la discussione del bilancio triennale.
Quello che si chiede è di individuare la sede adatta, credo che la sede adatta sia la quinta Commissione, magari impegnando a questo punto i Commissari e il Presidente a studiare un eventuale calendario in modo tale che si sappia intanto a che punto siamo e quali sono eventualmente le prospettive, perché il piano di ridimensionamento a breve rischiamo di ritrovarcelo nelle urgenze e quando le cose si fanno di fretta sappiamo che si rischiano di fare male, si corre dietro alle contingenze e, invece, su un tema come questo credo che non possiamo permetterci né la fretta né tanto meno di fare delle cose abborracciate.
Presidente - Qualcun altro intende intervenire? Pongo in votazione l'ordine del giorno… Collega Perron, prego.
Perron (LEGA VDA) - Prendiamo atto innanzitutto di quanto ci riconferma l'assessore Lavevaz, soprattutto la questione per cui si tenderà o c'è la volontà di superare il bipolarismo, in questo caso applicato al mondo della scuola, cioè i due grossi poli, Verrès e Aosta, verranno messi in discussione e per noi già questo è un punto molto importante perché da sempre l'abbiamo sostenuto.
Riguardo ormai a quest'ordine del giorno non lo ritiro perché i colleghi me lo sostengono, quindi giustamente lo porto al voto, ma certamente allora con il collega Manfrin, che è Commissario di quinta Commissione, con gli altri colleghi di quinta Commissione faremo subito la richiesta, a questo punto facciamo partire una serie di audizioni con il Presidente, o Presidentessa, scelga lei, Trione, se anche vuole intervenire e darci la disponibilità ulteriore, comunque noi faremo subito la richiesta di modo da calendarizzare allora tutta la visione delle scuole e ogni forza politica potrà proporre le proprie audizioni.
Noi sicuramente pensiamo che sia necessario che vengano i Sindaci dei Comuni, anche le Unités des Communes, per capire come ci si può muovere, quindi non è solo un tema scolastico, ma è anche territoriale.
A questo punto portiamo al voto, ma facciamo subito partire la richiesta di audizione nella V Commissione.
Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 8
Favorevoli: 8
Astenuti: 24 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Campotaro, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Marco).
L'ordine del giorno non è approvato.
Alla luce dell'ora, proporrei ai colleghi di riprendere l'esame del disegno di legge domani, con anche le dichiarazioni di voto per chi non le ha ancora utilizzate.
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La seduta termina alle ore 19:04.
