Objet du Conseil n. 434 du 9 avril 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 434/XVII - Interpellanza: "Applicazione delle procedure di deroga agli strumenti urbanistici ai sensi della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 e della DGR 4243/2006 - criteri applicativi e ricorso allo strumento da parte della Giunta regionale".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 35 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione dell'interpellanza, la parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Assessore Sapinet, lei immagino che comprenda che questa è un'interpellanza che è la conseguenza di quella precedente, non mi ricordo più se fatta nell'ultimo o nel penultimo Consiglio, è quella che riguardava la richiesta di deroga formulata dal sindaco Rocco sulla questione del Manzetti. Una questione particolare, del resto mi piacerebbe sapere, nel corso della sua risposta, passato 1 mese-15 giorni, se ci sono state delle novità in merito a questo dossier, ma lo spirito di quest'iniziativa non è sul particolare, ma è sul generale, cioè il fatto di capire il confine che c'è tra la variante del piano regolatore, che è uno strumento ben definito e che serve per programmare per tempo le iniziative, piuttosto che la deroga. La deroga è uno strumento eccezionale, così come viene definito dalle stesse nostre leggi regionali, le nostre deliberazioni di Giunta, in modo particolare la legge regionale 11/1998 ma soprattutto la delibera di Giunta n. 4243/2006, che definisce appunto la deroga uno strumento eccezionale, da utilizzare in modo restrittivo e solo in presenza di presupposti ben definiti.
Lo scopo quindi di quest'iniziativa è quello di capire quali sono i confini tra una e l'altra manovra, perché, se la deroga è uno strumento eccezionale, così come intende la legge e la delibera di Giunta, noi vorremmo capire se effettivamente ci sono state, nelle evoluzioni… dal momento in cui questa delibera è stata emanata, cioè dal 2006 a oggi quali sono stati i casi per cui si è addivenuti all'applicazione di una deroga e quante volte invece si è optato per quello che dovrebbe essere lo strumento più comune, cioè quello utilizzato che è costituito dalla variante del piano regolatore. Lei capisce bene che segnale di buona amministrazione è fare le varie fasi in una logica di tempo, programmazione, quello che appunto viene stabilito dalla variante del piano regolatore, piuttosto che arrivare all'ultimo momento a una situazione quasi in sanatoria con l'utilizzo della deroga. Ecco che quindi le domande che noi le abbiamo posto, per cui io farò molta attenzione alle sue risposte, tendono a capire qual è l'applicazione dell'una piuttosto che dell'altra, perché, a seconda di quello che lei mi risponderà, io non lo so, quindi quante volte si è utilizzata la deroga, soprattutto negli ultimi momenti… e che sarebbe spiacevole poter sapere che lo strumento della deroga da uno strumento eccezionale viene visto, come nella richiesta fatta per la scuola Manzetti, come una sanatoria, come una soluzione dell'ultimo momento, che invece non dovrebbe essere tale, perché la deroga deve essere nello spirito della legge soltanto applicata nel momento in cui proprio non si può fare diversamente. Ci sono delle specifiche ben definite legate alle opere pubbliche, ben inteso, ma, anche se si tratta di opere pubbliche, io credo sia opportuno che si valuti prima l'adozione delle varianti piuttosto che lo strumento della deroga. Noi quindi vorremmo sapere, e queste sono le domande, qual è l'indirizzo applicativo della Giunta in merito a questi due strumenti, quali sono i criteri adottati e quale sia stato il ricorso concreto negli ultimi anni tra i due istituti. A seconda di quello che lei mi risponderà, io prenderò atto e farò le mie eventuali conseguenze rispetto a quanto lei mi dirà.
Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Sapinet.
Sapinet (UV) - È con piacere che rispondo all'iniziativa del collega Zucchi nel senso che si sviluppa un dialogo, un confronto che, se può portare a dei chiarimenti, è ovviamente ben accetto.
Come ricordava anche oggi il collega Lavevaz, noi oggi rispondiamo a delle iniziative ma, come diceva il collega, poi le porte sono aperte e in particolare di questa struttura, la Pianificazione territoriale, ne saranno buoni testimoni i suoi colleghi, che già solo nello scorso anno diedero vita comunque a un processo di condivisione e di confronto sulla riforma della legge 11, con tutta una serie di attività che abbiamo portato avanti parallelamente alla parte un po' più ufficiale e istituzionale fatta di confronti e di disponibilità da parte della struttura, che colgo l'occasione per ringraziare anche e soprattutto le forze di opposizione, proprio in una visione che vuole essere un po' diversa… era la revisione della legge 11, il decreto "Salva Casa", si parlava di piano casa, quindi dossiers di un certo rilievo e che hanno delle ricadute dirette sul nostro territorio.
Venendo all'iniziativa, e in risposta ai quesiti relativi all'istituto della deroga, ai sensi dell'articolo 88 della legge regionale 11/1998, comincerei con il ricordare che la deroga alle norme dei piani regolatori o dei regolamenti è definita come la possibilità di non applicare compiutamente una o più norme, per l'appunto contenute nel piano regolatore generale o nel regolamento edilizio. Non è applicabile se riferita a norme relative alle distanze tra le costruzioni e le destinazioni di zona del piano regolatore generale e le modalità di attuazione, ovvero normativa di attuazione per le zone A o obbligo di PUD. La deroga si configura come un endoprocedimento della procedura di rilascio del permesso di costruire, dunque, se richiesta e se valutata positivamente dalla conferenza di pianificazione, essa va rilasciata al Comune affinché il medesimo possa rilasciare il permesso di costruire. Sono fatte salve le eventuali ulteriori procedure dettate dal Codice degli appalti, che definiscono tutta una serie di adempimenti che vanno a precedere il rilascio del titolo abilitativo.
Venendo ai quesiti del collega, in particolare ai quesiti n. 1 e n. 2, rispetto al primo quesito, si rileva innanzitutto che la procedura di rilascio del nulla osta ai poteri di deroga prevede come atto finale un provvedimento del Dirigente della Struttura Pianificazione territoriale e non contempla la valutazione e l'espressione da parte della Giunta regionale. In tale contesto, per rispondere anche al secondo quesito, la struttura responsabile del procedimento di tutti gli uffici coinvolti nella valutazione del progetto si limita ad applicare le norme vigenti, che sono l'articolo 88 della legge 11/1998 e la disciplina attuativa di cui alla delibera di Giunta regionale 4243/2006. Pertanto gli uffici valutano in primis: punto n. 1, l'esplicita facoltà di derogare dettata da norme di piano regolatore o di regolamento edilizio; punto n. 2, la sussistenza di interesse pubblico qualora non si tratti di impianto o di edificio pubblico. In particolare, in merito alla sussistenza dell'interesse pubblico, è proprio a questo concetto che la delibera di Giunta regionale attuativa dedica un paragrafo in cui stabilisce la necessità che l'intervento e, conseguentemente, la richiesta di deroga urbanistica, sia adeguatamente motivato e lo richiede esplicitamente in più per gli edifici e impianti di interesse pubblico, ovvero nel caso di edifici o impianti che siano di proprietà privata, ma che esercitino un servizio pubblico proprio della Pubblica Amministrazione, che non per gli edifici e impianti pubblici la cui natura è già chiaramente conclamata dal tipo di servizio.
Per quel che riguarda il quesito 3: "in quali occasioni negli ultimi anni sia stata attivata e conclusa la procedura di deroga", gli uffici hanno svolto una verifica sulle pratiche valutate a partire dal 2020 relative a tutto il territorio regionale e risultano essere state rilasciate le seguenti deroghe (parliamo di due deroghe): la prima nel comune di Aosta, il provvedimento dirigenziale era il 7497 del 16 dicembre 2020. Parliamo di un intervento di restauro conservativo di edificio destinato a palestra e realizzazione di nuovi locali accessori interrati, sito in Corso Battaglione, parliamo della salle de gymnastique nel dettaglio, mentre la seconda, sempre nel comune di Aosta, il provvedimento era il 4167 del 28 luglio 2025, l'intervento di ristrutturazione dell'edificio denominato "Casa delle Opere", sito sempre ad Aosta, in via Saint-Bernard de Menthon n. 11.
Il quarto quesito, il dato che rileva il rilascio di sole due deroghe negli ultimi cinque anni direi che è abbastanza significativo di questa, che è una procedura eccezionale, del ricorso all'istituto della deroga a fronte di circa 50 varianti ai piani regolatori generali all'anno, questa è un po' la media. Ricordo anche come la deroga sia una procedura meno impattante e più puntuale rispetto alla variante del piano regolatore generale, intervenendo su un singolo edificio e non su un'intera zona di piano. Ricordo infine che per altre destinazioni d'uso gli ampliamenti volumetrici sono ammessi in via ordinaria e con titolo abilitativo diretto in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi, è il caso, ad esempio, dell'applicazione dell'articolo 90bis della legge 11/1998, la cosiddetta "Legge Alberghi" e dei premi volumetrici fino al 20% o al 35% che sono definiti dalla legge 24/2009, ovvero la cosiddetta "Legge Casa", che è applicabile a diverse destinazioni d'uso, ma non a quelle pubbliche.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Grazie Assessore. Prendo atto che dall'enunciazione dei casi di cui alla mia domanda n. 3 sono soltanto due i casi in cui dal 2020 a oggi è stato adottato il provvedimento di deroga; ciò non toglie che mi sarei aspettato comunque un'evoluzione, lei forse si è dimenticato di dirmelo oppure non poteva aspettarsi la domanda in merito a un'eventuale evoluzione della terza richiesta di deroga, cioè quella che riguarda la scuola Manzetti, per capire a che punto siamo, ma il concetto che io vorrei esprimere… anzi, sono due i concetti: uno mi sembra anche abbastanza di attualità, mi è sembrato di capire dalla sua risposta che non è tanto la Giunta, quindi l'organo politico, che si occupa di queste pratiche, bensì è l'apparato tecnico che deve occuparsi di capire, io aggiungo per tempo, dovrebbe farlo quanto meno quando si deve adottare un iter di un certo tipo, perché mi risulta difficile, ad esempio, tornando al Mazzetti, che, quando si è arrivati a una decisione di quel tipo, i progettisti che sono stati incaricati non avessero scoperto che era necessaria una variante del piano regolatore in un tempo antecedente a una richiesta di deroga che poi è stata effettuata. Questo è un segnale pericoloso, mi rendo conto che dalla sua risposta non è tanto riferito alla Giunta, ma lì sta un po' il problema.
Io ho un po' l'impressione in questo caso, come in altri casi, alcuni dei quali sono anche di grande attualità, che il consesso politico sta perdendo un po' di forza rispetto a una supremazia, una ridondanza dell'apparato amministrativo. Qui è il nocciolo della questione, perché, quando tutto viene messo in mano ai dirigenti, che, nel bene e abbiamo visto anche recentemente nel male, possono prendere delle decisioni che poi mettono in difficoltà l'organo politico e io lo dico oggi perché sono qua, sarò sempre qua, potrei essere sempre in una logica di minoranza, ma mi rendo conto di come si sia andati sempre di più verso un'abdicazione del ruolo della politica rispetto a una ridondanza del potere dell'apparato amministrativo. Questo è un dato di fatto e, secondo me, non è sufficiente poter dire che sono appunto i dirigenti, perché questo qui non giustifica. Io vorrei che comunque l'organo politico, maggioranza e minoranza insieme si rendessero conto che siamo noi alla fine che esercitiamo un certo tipo di attività, per cui noi poi rispondiamo al popolo, sì, e ne paghiamo anche le conseguenze nel momento in cui i dirigenti sbagliano o danno dei pareri che non sono propriamente opportuni. Va bene, sono soltanto due, più forse uno, un terzo, ma non significa che…
La deroga, Assessore lei lo sa, è uno strumento che deve essere usato anche nel comparto pubblico come uno strumento eccezionale che non può essere previsto. Non riesco a capire, non lo so, non ho studiato i due casi che lei ha detto, la Casa delle opere e l'altro non me lo ricordo più, come sia possibile non arrivare preventivamente all'adozione di una richiesta di una variante del piano regolatore quando ci sono degli anni di mezzo e arrivare all'ultimo momento a chiedere queste cose. Okay, sono soltanto tre i casi dal 2020 ad oggi, però il fatto che siano tre non significa che si è operato bene. I dirigenti quindi che sono preposti a questo genere di attività devono essere, dal mio punto di vista, sensibilizzati affinché, quando si trovano di fronte a dei progetti di queste dimensioni e di questa importanza, valutino con le carte alla mano, perché è il loro lavoro, non è il nostro, se esistono dei vincoli e delle difficoltà che presuppongono, impongono l'adozione di uno strumento, che è quello della variante del piano regolatore, piuttosto di quello della deroga. È con questo spirito che io quindi mi rivolgo a lei e a tutta la Giunta perché in generale, comunque, stiamo assistendo al concetto che ho espresso poc'anzi che non ripeto, la politica deve avere la preminenza rispetto all'apparato, l'apparato deve fare la sua parte, la politica deve poter arrivare a un momento di sintesi, perché poi dopo è la politica che ne risponde di fronte ai cittadini.
Sul punto magari della scuola Manzetti lei mi risponderà, però io mi auguro che lei, anche approfittando di quest'iniziativa, si renda parte diligente per poter dire ai suoi dirigenti che su queste normative, che sono normative regionali, non si può andare alla "carlona", ma bisogna pianificare e programmare per tempo.
