Objet du Conseil n. 426 du 9 avril 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 426/XVII - Interpellanza: "Prospettive economico-finanziarie della Regione alla luce della crisi energetica internazionale e della conclusione del PNRR".
Aggravi (Président) - Point n° 28 à l'ordre du jour. Pour l'illustration de l'interpellation la parole au collègue Centoz.
Centoz (PD-FP) - Il Consiglio ha già sentito ieri la risposta del presidente Testolin all'interrogazione a risposta immediata dei colleghi della Lega e di Renaissance Valdôtaine.
Ovviamente abbiamo preso atto di quella risposta, ma devo dire con chiarezza che quella risposta, pur contenendo elementi utili, conferma esattamente il motivo per cui abbiamo presentato invece questa nostra interpellanza.
Il Presidente ha risposto alla domanda giusta, forse non nel modo più corretto, ha risposto cosa state facendo oggi, descrivendo le misure esistenti, l'osservatorio dei prezzi, il blocco del prezzo edile, la CVA e il prezzo fisso, gli abbonamenti al trasporto pubblico, misure legittime, magari alcune anche apprezzabili, ma nessuna di queste risponde invece alle domande che abbiamo posto noi con l'interpellanza, perché le nostre domande non riguardano l'oggi, riguardano l'autunno del 2026 e il prosieguo anche nel 2027, riguardano la sostenibilità strutturale dei conti della Regione, riguardano quello che accade quando il PNRR si chiude e restano le strutture da gestire senza le risorse straordinarie del PNRR.
Il Presidente ha osservato che i prezzi valdostani sono sostanzialmente allineati a quelli del Piemonte e della Lombardia, è vero forse sul piano dei numeri, ma è una risposta che ignora la struttura economica del territorio.
Piemonte e Lombardia hanno reti ferroviarie dense, trasporto pubblico capillare, economie diversificate, accesso a filiere produttive alternative.
La Valle d'Aosta no, qui la mobilità su gomma non è un'opzione, è una necessità geografica prima ancora che economica.
Dal 1° gennaio del 2026, lo abbiamo già detto ieri, il diesel è aumentato del 21%, con il gasolio a 2,136 euro al litro, siamo tra le regioni più care d'Italia. Ogni centesimo in più al litro si trasferisce immediatamente sui costi di trasporto, sulla logistica, sulla distribuzione delle merci e infine sul carrello della spesa.
Le proiezioni indicano un aumento sui beni alimentari di base - latte, carne, pane, ortofrutta - tra lo 0,5 e l'1,5%. Per le famiglie valdostane questo si traduce in una perdita annua del potere d'acquisto stimato fino a 540 euro. Non è allarmismo, sono i dati delle associazioni dei consumatori e del Ministro delle imprese.
Il presidente ha invitato i Valdostani a usare l'abbonamento dell'autobus; è una risposta che forse va bene per chi abita in città, non per chi vive a Rhêmes, a Valsavarenche, a Chamois o a Ollomont, non per l'agricoltore che deve raggiungere il suo alpeggio, non per l'artigiano che carica il furgone ogni mattina.
Il Presidente non ha citato il turismo, eppure è il settore forse più esposto.
Il jet fuel, principale voce di costo delle compagnie aeree, ha raggiunto incrementi settimanali superiori al 12%, voli più cari significa meno turisti. Le associazioni di settore a livello nazionale hanno già lanciato l'allarme: servono misure di sostegno specifiche, strumenti di compensazione, un dialogo strutturato tra istituzioni e imprese.
La Valle d'Aosta è una destinazione turistica, la sua accessibilità è un fattore competitivo fondamentale, se il costo del viaggio aumenta, il turista sceglie un'altra destinazione; questo non è gestibile con l'osservatorio dei prezzi della Chambre Valdôtaine.
Entro il 2026 si chiude il ciclo del PNRR, le risorse straordinarie finiscono, rimangono le strutture che sono state costruite, in particolare in ambito sanitario e territoriale, con i loro costi di gestione, il loro fabbisogno di personale e le loro spese correnti, spese che dovranno essere coperte dal bilancio regionale ordinario.
Si aggiungono, ne abbiamo già parlato, i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, degli oneri previdenziali dei Corpi regionali, Vigili del fuoco e Corpo forestale, che pesano e peseranno in modo crescente.
Infine si aggiunge uno scenario macroeconomico nazionale deteriorato, il PIL italiano al + 0,4 nel 2026, il dato più basso tra le economie avanzate europee, il che significa entrate da compartecipazione fiscale che potrebbero subire contraccolpi proprio quando invece le uscite aumentano.
Questa è quindi la tenaglia: da un lato meno risorse straordinarie e potenzialmente meno entrate, dall'altro una spesa corrente che aumenta.
La Giunta ha quindi uno scenario su questo? Ha elaborato proiezioni? Ha avviato una revisione della spesa orientata non ai tagli lineari, ma alla riallocazione intelligente delle risorse?
Proprio in questi giorni stiamo discutendo la prima variazione di bilancio, il suo elemento principale è il finanziamento degli aumenti contrattuali delle Unités des Communes. É chiaro, non è una critica quella scelta in sé, gli obblighi contrattuali vanno ovviamente onorati, anche se poi ci torneremo nella discussione sulla variazione in Consiglio, ma una variazione di bilancio è anche un atto politico, un segnale di dove si guarda e in questa manovra non troviamo scenari economici condivisi con il Consiglio, non troviamo misure strutturali per il tessuto produttivo, non troviamo una risposta autonoma della Regione alla crisi energetica che vada oltre il monitoraggio.
Il Governo nazionale ha varato il 3 aprile un decreto legge urgente con misure sulle accise, crediti d'imposta per le imprese agricole e sostegno alle efficienze energetiche.
Bene, ma la Valle d'Aosta ha i suoi strumenti propri, ha la sua autonomia speciale, ha una capacità d'intervento che altre Regioni non hanno.
La domanda è: quella capacità viene usata con visione strategica o si aspetta che qualcun altro decida?
Arriviamo quindi alle domande: "Se la Giunta disponga di modelli previsivi capaci di stimare l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici sull'economia valdostana, sul turismo, sul sistema produttivo, sui conti pubblici e - se tali scenari esistono - quando intende condividere con il Consiglio, non basta monitorare, bisognerebbe anticipare"; "Quale quadro economico-finanziario la Giunta prevede per l'autunno del 2026 in termini di andamento delle entrate e della spesa, tenuto conto, dalla fine del PNRR, dell'aumento dei costi energetici e degli oneri aggiuntivi sul personale e previdenza" come illustrato in precedenza; terza domanda: "Come intende garantire la sostenibilità della spesa corrente derivante dagli investimenti del PNRR, in particolare per le nuove strutture sanitarie e relativi bisogni di personale"; quarta e ultima domanda: "Se abbia avviato o intenda avviare una revisione strutturale della spesa finalizzata a individuare inefficienze e a riallocare le risorse sulla base di scenari economici attesi e con quali tempi".
In conclusione, Assessore, ieri il Presidente ci ha risposto sulla domanda di che cosa si stia facendo oggi, noi invece le chiediamo che cosa intenda fare domani.
La Valle d'Aosta non è immune agli shock esterni, non è un'isola, ma ha qualcosa che altre Regioni non hanno, cioè l'autonomia speciale, gli strumenti finanziari propri e la capacità di costruire risposte adeguate al proprio territorio.
Quella capacità si dimostra non solo nel monitoraggio dei prezzi, si dimostra con l'avere uno scenario credibile per l'autunno, nel sapere come si chiude il ciclo del PNRR senza lasciare le strutture senza risorse e nel governare con visione e non solo con prudenza.
Attendiamo con fiducia le risposte.
Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Baccega.
Baccega (FI) - Io risponderò con piacere ai suoi quesiti. Ovviamente le risposte che ha dato il Presidente ieri sono coerenti con tutto il percorso che noi abbiamo avviato.
La Regione non dispone di modelli previsivi econometrici che, tuttavia, in questo momento storico particolare, caratterizzato da fenomeni esogeni e incontrollabili, a poco servirebbero a prevedere futuri scenari, viste le bizzarrie quotidiane di certi personaggi nello scenario internazionale.
Tuttavia, come è noto, l'Amministrazione regionale è caratterizzata da un forte collegamento con il proprio territorio, con i soggetti portatori d'interesse, con i cittadini, con i Sindaci dei Comuni, con Confindustria, Finaosta, le partecipate, le forze sociali e altre, perché forse ne ho dimenticato qualcuno, la struttura economica del territorio, proprio come diceva lei poco fa.
Sono coloro che costituiscono un utile termometro sugli andamenti dell'economia e anche delle previsioni e delle preoccupazioni per il futuro, di cui prendiamo atto e facciamo le dovute valutazioni.
Questo caratterizza l'approccio di un Governo che in questi tempi di incertezza la cosa che i Valdostani sanno è che a fronte del realizzarsi, come in passato, di scenari negativi, l'Amministrazione sarà sempre al loro fianco e farà quanto in suo potere, come è successo, appunto, come dicevo, in altri scenari.
Peraltro una valutazione di più lungo respiro, traguardando ai prossimi 30 anni, non al prossimo triennio ma ai 30 anni, è da fare e la Giunta nelle prossime settimane approfondirà questo percorso.
Ne ha parlato il professor Visco, ex governatore della Banca d'Italia, nella sua audizione in occasione dei 35 anni della Fondazione Courmayeur, ed è stato un elemento sicuramente importante, quindi ignorare le tendenze di lungo periodo è sicuramente un errore e su questo sicuramente lavoreremo, perché lo scenario internazionale ha inevitabili ricadute sull'economia.
Per rispondere al quesito n. 2, non lo dico perché è troppo lungo, la programmazione finanziaria, è risaputo, è triennale, 2026-2028, e nel caso degli interventi del PNRR che entrano in operatività in questo triennio le conseguenti spese sono già state previste; era normale che - non c'ero io ma c'erano altri, c'era certamente il suo collega a fianco - laddove c'erano degli investimenti che generavano ulteriori costi si doveva valutare una pianificazione per il futuro.
Il quadro economico viene aggiornato per il DEFR 2027-2028 sulla base del Documento di economia e finanza approvato dallo Stato, nella prospettiva della predisposizione della legge di stabilità 2027-2028.
La stima delle entrate e delle spese viene aggiornata sulla base dell'andamento e degli eventi in corso d'anno e qualsiasi analisi al momento riteniamo sia prematura - lo dicono ovviamente anche i tecnici - ma non così lontana.
Dopo l'assestamento e con un quadro politico internazionale, auspichiamo veramente più equilibrato, potremo prevedere meglio le prospettive.
Il quesito n. 3: in effetti gli investimenti realizzati con il PNRR genereranno una crescita della spesa corrente, inevitabile, l'abbiamo detto.
Il Dipartimento bilancio ha chiesto alle strutture che seguono gli investimenti di mettere a disposizione le stime di crescita della spesa, oltre il triennio di programmazione. [questo è il] Buon senso delle strutture del bilancio.
La garanzia e la sostenibilità saranno garantite da azioni di efficace organizzazione nelle diverse missioni e strutture. Peraltro era evidente che la nascita di Ospedali di comunità, che la conseguente trasformazione dei poliambulatori in Case della comunità, insomma, tutte le unità di cure territoriali avrebbero generato una maggiore spesa in parte corrente in termini di personale, di presidi, di beni strumentali, di manutenzioni e di quant'altro.
La missione 6 del PNRR PNC ha investito importanti risorse per potenziare la capacità di prevenzione, promuovere l'utilizzo di tecnologie innovative nella medicina e rafforzare l'assistenza sul territorio.
Intendendo la domanda in senso un poco più ampio rispetto al suo contenuto letterale voglio cogliere l'occasione appunto dell'interpellanza per confermare che il bilancio è solido.
Quello che sto dicendo è stato confermato innanzitutto dalle agenzie di rating che hanno a disposizione, loro sì, i modelli econometrici di analisi dei rischi e di stress test sia di sviluppo degli scenari futuri, sia riguardo alla tenuta del bilancio regionale.
In occasione della variazione di bilancio, entrerò più nel merito di questi dati che le agenzie di rating ci hanno comunicato in questi giorni.
In particolare, la solidità emerge anche dai dati del bilancio stesso: un fondo cassa che a fine 2025 era superiore a 1,2 miliardi di euro, un avanzo di amministrazione disponibile che era previsto a ottobre pari a 267 milioni di euro e conseguentemente non ci sono le condizioni per allarmarsi, al momento, riguardo al bilancio regionale, ancorché si condividano le preoccupazioni delle conseguenze che potrebbero derivare da un perdurare dei conflitti a livello mondiale e dall'incremento dei costi dell'energia che ci fanno stare ancora più attenti.
La spending review è un processo continuo - rispondendo al quarto quesito che voi ponete nell'interpellanza - che la Giunta effettua attraverso l'attento esame degli stanziamenti e degli atti deliberativi che adotta; ovviamente quando si va in Giunta con un atto deliberativo, non solo ci deve essere la copertura, che c'è inevitabilmente, ma c'è tutto un percorso di valutazione, ovviamente, su come vengono effettuate le spese.
La revisione strutturale della spesa in questo momento, alla luce di quanto sopra detto, non ha motivo di essere avviata e avrebbe l'effetto, davvero questo, di bloccare le strutture operative che, di conseguenza, non avrebbero la piena disponibilità delle risorse programmate.
C'è grande attenzione, collega Centoz, in un momento particolare come questo e sia le strutture del bilancio sia la Giunta sono molto attente e proseguiranno in questo percorso di grande attenzione rispetto alle casse regionali.
Président - Pour la rèplique la parole au collègue Centoz.
Centoz (PD-FP) - Grazie, Assessore, per la risposta, o meglio la non risposta, visto che lei ci dice subito in apertura che non esiste nessun modello, che il polso ce lo avete andando al bar ascoltando quello che dice la gente.
Se questo è il modo di governare la Regione ho qualche preoccupazione in più.
Siete in grado di governare e di immaginare il futuro ai prossimi 30 anni e non ci sapete dire che cosa succede tra 30 settimane... No, non si può replicare.
Avete un bilancio di cassa da 1 miliardo e 200 e un presunto avanzo di amministrazione di 267 milioni e non mettete in campo nulla.
Beh, se questo è il modo di immaginare quale può essere la prospettiva nei prossimi mesi, oddio, ho qualche preoccupazione in più.
