Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 384 du 26 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 384/XVII - Interpellanza: "Attivazione microraccolta amianto".

Aggravi (Président) - Point n° 40 à l'ordre du jour. Le collègue Manfrin a demandé la parole pour l'illustration.

Manfrin (LEGA VDA) - Con questa interpellanza affrontiamo un tema di salute pubblica concreto, che riguarda migliaia di famiglie valdostane: la presenza di amianto nelle abitazioni private e nelle loro pertinenze e la difficoltà pratica, e soprattutto economica, di rimuoverlo.

Abbiamo trattato più volte in quest'aula il tema anche della rimozione dell'amianto da immobili di interesse pubblico, rimane però un'amplissima fetta, purtroppo, di immobili anche di diretta pertinenza privata su cui ovviamente bisogna interrogarsi. Ovviamente non è un problema burocratico astratto, ma un problema sicuramente concreto. Parliamo, per esempio, di lastre sui tetti, di cascine, di canne fumarie, di serbatoi, di tubazioni che sono purtroppo ancora molto presenti in fabbricati rurali e montani della nostra regione e sono materiali che sono stati installati prima del 1992, quando l'amianto era ancora legale e ampiamente utilizzato e oggi, purtroppo, continua a stare lì, spesso in stato di conservazione ancora accettabile, semplicemente perché rimuoverli costa troppo.

Spesso succede… per esempio, ricordo che accadde per quanto riguardava l'autolavaggio Pansera, quello che c'è nella zona vicina alla sede dell'Union. Ricordo che ai tempi dovemmo intervenire con energia, perché l'allora sindaco Centoz non voleva utilizzare le proprie facoltà per rimuovere quel tetto e alla fine, con la minaccia di utilizzare i poteri sostitutivi della Regione, incredibilmente si arrivò alla rimozione di quel tetto… così, un cenno storico.

La normativa vigente, con il decreto legislativo n. 81 del 2008 e il decreto ministeriale del settembre 1994, prevede anche per piccole quantità l'obbligo di ricorrere a ditte specializzate, iscritte all'albo gestori ambientale, con notifica preventiva all'ASL e redazione di un piano di lavoro, procedure necessarie per interventi complessi, ovviamente questo va da sé, ma sproporzionate quando si parla, per esempio, di pochi metri quadri di materiale compatto e in buono stato di conservazione. I costi in questi casi oscillano fra i 500 e i 2.000 euro, anche per quantità minime, ed è questo purtroppo a volte uno scoglio che spesso le persone si trovano a dover affrontare. Proprio di fronte a questo scoglio, cosa succede? Succede che i cittadini semplicemente rinunciano a rimuoverlo. L'amianto resta dove si trova, si degrada nel tempo, aumenta il rischio di rilascio di fibre nell'aria, oppure, nel caso peggiore - e purtroppo anche questo è da registrare - viene abbandonato in modo incontrollato, con conseguenze ancora più gravi per la salute pubblica e per l'ambiente, un sistema che purtroppo scoraggia la bonifica volontaria e non tutela la salute, la mette sicuramente a rischio.

Ci arriva però una novità, introdotta dalla Regione Emilia-Romagna, che ha pensato di fare un'evoluzione su questo tema nel 2019 con l'approvazione delle linee guida per la micro-raccolta dell'amianto. Il meccanismo è abbastanza semplice. I privati cittadini possono rimuovere autonomamente piccole quantità di amianto compatto, fino a 24 metri quadri di lastre, per un peso massimo di 360 chilogrammi, seguendo procedure che sono sì semplificate, ma assolutamente rigorose e che vi riassumo in breve. Come funziona? Il cittadino invia la comunicazione preventiva all'ASL tramite un piano operativo semplificato. È tutto ovviamente codificato: indossa i dispositivi di protezione individuali prescritti, le mascherine FFP3, tutte monouso e i guanti; segue un protocollo dettagliato per la rimozione e il confezionamento del materiale e poi il gestore del servizio pubblico di raccolta rifiuti passa a domicilio a ritirare il tutto, garantendo piena tracciabilità e il conferimento a discariche autorizzate. In cinque anni di applicazione di questo modello, dal 2019 al 2024, hanno prodotto risultati misurabili: un aumento significativo delle rimozioni volontarie, una riduzione dei costi e questo va da sé, per i cittadini, elevati standard di sicurezza senza incidenti significativi, tracciabilità completa dei materiali e alto gradimento da parte dei cittadini. Non è quindi un esperimento, perché ovviamente ha accumulato una pratica alle spalle, è una buona pratica consolidata e non è la sola. Infatti, sulla base proprio di questo modello, sulla base di questa sperimentazione che quindi ha trascorso un periodo, molte Regioni stanno pensando di adottare, o li stanno adottando, modelli analoghi. La tendenza nazionale va chiaramente nella direzione di semplificare questa disciplina per le piccole quantità.

Venendo invece alla nostra realtà, prendendo atto dell'esempio che viene fatto da altre parti, nel nostro territorio non esiste ancora nulla di simile. I cittadini valdostani, in particolare nelle zone cosiddette "delle terre alte", nelle zone montane, dove la presenza di piccoli manufatti in amianto è più diffusa, sono costretti a rivolgersi esclusivamente a ditte specializzate, anche per le quantità più esigue. Ovviamente anche chi vive sul fondo valle ha lo stesso tipo di necessità. Questo non è giusto e non è efficace. Chi ha una piccola copertura in eternit su un fienile, o una tubazione da smaltire non dovrebbe essere messo di fronte a una spesa che in molti casi supera addirittura il valore del manufatto stesso. È per questo che arriviamo con questa iniziativa e chiediamo, con questa interpellanza, di valutare la fattibilità dell'introduzione in Valle d'Aosta di un servizio di micro-raccolta dell'amianto per i privati cittadini, che consenta la rimozione autonoma di piccole quantità di materiale di matrice compatta e in buono stato di conservazione presenti nelle abitazioni e nelle loro pertinenze. Ovviamente non è qualcosa che si può fare nell'immediato, lo sappiamo bene, ma chiediamo una valutazione di fattibilità. Sappiamo benissimo che sono evoluzioni e lavorazioni che chiedono del tempo, però sicuramente è una valutazione che va fatta. È un piccolo passo concreto e ragionevole per capire se un modello che altrove ha già dimostrato di funzionare possa essere adattato anche alla realtà valdostana. È una piccola realtà e sicuramente non potrebbe che beneficiarne.

Abbiamo a che fare con uno dei materiali che purtroppo lo scorso secolo ci ha lasciato, un'eredità tossica del Novecento industriale, e sappiamo benissimo le patologie che provoca: l'asbestosi, il mesotelioma e il carcinoma polmonare sono gravissime e spesso letali. Abbiamo vietato questo materiale nel 1992, ma non abbiamo ancora rimosso tutto ciò che era installato e ogni anno che passa senza bonifica è un anno di rischio in più per le famiglie che vivono vicino a quei manufatti.

Abbassare le barriere economiche alla rimozione volontaria è una scelta di sanità pubblica prima ancora che di semplificazione burocratica. Se si riuscisse a percorrere questa strada, oltre alla semplificazione burocratica da una parte, rispetto alla raccolta dell'amianto, potremmo anche andare nella direzione di migliorare la salute pubblica.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Sapinet.

Sapinet (UV) - Un'iniziativa decisamente interessante quella che il collega Manfrin ha portato in aula. La risposta l'abbiamo predisposta in collaborazione con l'assessore Marzi, con la struttura Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare. Una risposta che spero e credo renderà un po' l'idea su quanto si sta facendo in modo concreto e anche su quanto sia in programma di fare, proprio prendendo spunto anche da quello che altre Regioni hanno fatto. Ha citato il caso dell'Emilia-Romagna, estremamente interessante.

Il gruppo di lavoro c'è, è coordinato dall'Assessorato della sanità, salute e politiche sociali e sta lavorando alla redazione dell'aggiornamento del piano regionale dell'amianto. Un gruppo di lavoro che all'interno è composto dalla struttura Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare del Dipartimento sanità e salute dell'Assessorato del collega, dal Dipartimento ambiente dell'Assessorato delle opere pubbliche, territorio e ambiente, dal Dipartimento politiche del lavoro e della formazione dell'Assessorato dello sviluppo economico, formazione, lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, dall'ARPA Valle d'Aosta, dalla struttura complessa Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda USL della Valle d'Aosta e dalla struttura complessa Igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda USL della Valle d'Aosta. Nell'ambito del citato gruppo di lavoro è stata definita l'impostazione del piano, raccogliendo i contributi in base alle varie competenze presenti all'interno del tavolo tecnico, finalizzando, proprio nel mese di dicembre del 2025, una prima bozza del testo dell'aggiornamento del piano regionale amianto. Nell'ambito del citato gruppo di lavoro, il Dipartimento ambiente ha inizialmente curato la predisposizione appunto di una prima bozza di indice del piano e, dopo una prima condivisione e revisione con tutti i soggetti coinvolti, ha raccolto i contributi di competenza dei vari componenti del Tavolo, finalizzando appunto nel mese questa prima bozza.

In tale bozza viene dedicata una particolare attenzione alla micro-raccolta, che prevede la predisposizione di buone pratiche regionali dedicate in forma praticamente di linee guida, che vengono denominate "Micro-raccolta di rifiuti contenenti amianto", la cui predisposizione è curata dalla struttura complessa Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda USL della Valle d'Aosta. L'attivazione della micro-raccolta è stata condivisa dal gruppo di lavoro in quanto in Valle d'Aosta, ma lo ricordava anche lei, è ancora diffusa la presenza nelle abitazioni civili e nelle loro pertinenze di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto in matrice compatta e talvolta - mi sembra di ripetere ma è così - i costi elevati della loro rimozione tramite imprese specializzate possono indurre i cittadini ad adottare comportamenti scorretti, come la produzione di fibre inquinanti e l'abbandono di rifiuti. Su quello si sta lavorando, nell'ottica di perseguire l'obiettivo di ottimizzare un sistema di raccolta, al fine di favorire comportamenti responsabili e la corretta gestione dei materiali contenenti amianto presenti in modesta quantità.

Il gruppo di lavoro ha ritenuto opportuno promuovere una procedura semplificata nei casi in cui ciò risulti compatibile con i requisiti di sicurezza. A seguito dell'approvazione dell'aggiornamento del piano regionale amianto, verrà resa disponibile una specifica linea guida per la modifica di coperture di piccole dimensioni, o comunque di manufatti di peso ridotto contenenti amianto effettuata dal privato cittadino. Lo scopo della linea guida è di fornire ai cittadini indicazioni sulle modalità operative e sulle misure di prevenzione che devono essere adottate nel caso di interventi di bonifica di amianto effettuati da parte dei privati in ambienti domestici, in ambienti di vita. Nel dettaglio, viene presa in considerazione la bonifica di manufatti in cemento amianto o materiali compositi con fibre di amianto inglobate in matrici compatte. Non è autorizzato, per ragioni di sicurezza, l'intervento su materiali friabili in quanto consentito solo a ditte specializzate. Il privato cittadino potrà quindi effettuare in proprio le attività di raccolta proprio nell'ottica dell'iniziativa che lei propone. Quelle di trasporto e smaltimento dovranno invece obbligatoriamente essere eseguite da un'impresa specializzata.

Quanto sopra quindi è per confermare l'intenzione concreta dell'Amministrazione regionale di valutare la fattibilità dell'introduzione in Valle d'Aosta di un servizio di micro-raccolta dell'amianto per i privati cittadini.

Quello che posso dire, concludendo la risposta, è che con il collega Marzi la terremo informata sullo sviluppo del lavoro, il quale certamente comprende che, afferendo alla salute umana e a tutti gli aspetti ambientali, occorre coinvolgere tutti gli attori, come è stato fatto e come sarà fatto all'interno del Tavolo che abbiamo citato, assicurando che tutte le attività finalizzate alla concretizzazione di tale iniziativa sono in corso.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta. Mi dichiaro assolutamente soddisfatto degli elementi che ci ha fornito, anche perché ci ha quasi detto, ma non voglio chiederle cenni, né date, che indicativamente l'idea di inserirlo c'è già. Adesso non so tempisticamente se parliamo di mesi o di anni, spero di mesi, o ancora di settimane, ma spero di non pretendere troppo, però mi dice che appunto c'è un'elaborazione, quindi non possiamo che esserne felici.

Ovviamente lei non ha potuto fare altro che ripetere quello che ho detto io, ma semplicemente perché i dati sono quelli. È chiaro che, se io ho un manufatto in amianto e lo voglio smaltire e di fronte ho la possibilità, o l'obbligo, di pagare cifre che non sono nella mia disponibilità, è evidente che non lo smaltirò e questo non può che peggiorare tutto l'ambiente circostante, quindi bene per questo aggiornamento. Ci auguriamo quanto prima - e la ringrazio per aver detto di tenermi aggiornato - che ci siano delle novità e che quindi da questo punto in poi si possa dare il via.

L'unica cosa che non ho compreso è questa: lei ha detto che ci sarà la possibilità da parte delle persone di fare questa rimozione, disinstallare, diciamo così, questi materiali, questo amianto, ma poi le ditte specializzate dovranno fare il trasporto, cioè parliamo di ditte specializzate, per esempio, quelle dei rifiuti, immagino, perché se il principio…

(intervento dell'assessore Sapinet fuori microfono)

…okay, perfetto, perché è chiaro che, se io smonto il materiale, ma poi alla fine deve sempre venire la ditta specializzata, con i costi che ne conseguono, tanto vale. Se invece è un servizio che viene dato, per esempio, da chi si occupa già della raccolta dei rifiuti urbani e che ha un servizio, ha un camion adatto per fare magari la raccolta, una volta alla settimana, una volta al mese, dipende dalla quantità dei rifiuti… Certo, ovviamente, ci sarà la raccolta a fianco, allora è chiaro che lì si realizza il risparmio e quindi io smonto il mio amianto e lo metto dove devo metterlo per il ritiro, poi viene ritirato senza ulteriori costi, o comunque con un minimo di servizio. Certo, sì, ma il costo di smaltimento è una cosa, l'impresa specializzata che fa tutto il lavoro è un'altra. È chiaro però che, se andiamo nell'ottica di abbattimento, dobbiamo immaginare che si abbattano i costi.

Attendiamo quindi che queste linee guida siano messe a conoscenza, anche soltanto la bozza, per poter poi formulare eventualmente delle valutazioni.