Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 377 du 26 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 377/XVII - Interpellanza: "Riattivazione sede scolastica Saint-Vincent per il Liceo Turistico - Lycée Touristique".

Aggravi (Président) - Chers collègues, on peut reprendre les travaux. Point n° 32 à l'ordre du jour.

Pour l'illustration a demandé la parole il collega Tuccari.

Tuccari (FdI) - Oggi non parliamo soltanto di una scuola, parliamo di equilibrio territoriale, parliamo di diritto allo studio, parliamo di coesione sociale.

La progressiva perdita del presidio scolastico a Saint-Vincent non è un fatto neutro, ma è un processo che ha contribuito alla desertificazione di un territorio che già vive di difficoltà economiche e demografiche.

Quando una scuola chiude non si perde solo l'edificio, si perde attrattività, si perde identità, si perde futuro.

Al tempo stesso, il polo scolastico di Verrès è oggi oggettivamente sovraccarico. Non è un'opinione politica, è un dato organizzativo. Concentrare centinaia di studenti in un'unica sede significa aumentare complessità gestionale, tensioni, difficoltà logistiche e rischi organizzativi. I fatti che si sono susseguiti nel tempo ce lo dimostrano.

A questo si aggiunge un altro elemento: troppi studenti sono quotidianamente costretti a lunghi spostamenti su gomma. Ore sottratte allo studio, allo sport e alla famiglia, costi pubblici crescenti per i trasporti, impatto ambientale maggiore. Una Regione che si definisce moderna non può ignorare questo squilibrio.

La proposta di riattivare il polo scolastico di Saint-Vincent, con l'inserimento di un indirizzo qualificante come il Lycée Touristique-Liceo Turistico, non è una scelta nostalgica, è una scelta strategica.

La Valle d'Aosta, infatti, vive di turismo. Formare professionalità nel settore turistico significa investire nel nostro principale motore economico, significa dare ai ragazzi una prospettiva concreta, coerente con il tessuto produttivo regionale, significa creare un polo formativo identitario, capace di attrarre iscrizioni anche oltre il bacino locale.

Questa proposta non è in contrasto con la normativa vigente. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze statutarie in materia di istruzione e programmazione dell'offerta formativa, ha gli strumenti per ridisegnare in modo equilibrato la distribuzione delle sedi scolastiche.

La pianificazione territoriale dell'offerta non è immutabile, anzi, dovrebbe e deve adattarsi ai bisogni reali delle comunità. Qui non si tratta di duplicare, ma di riequilibrare. Non si tratta di creare spesa improduttiva, ma di redistribuire risorse in modo intelligente. Non si tratta di contrapporre territori, ma di ricucire una frattura.

Alleggerire Verrès, d'altro canto, significa migliorare la qualità didattica e della gestione. Riattivare Saint-Vincent significa restituire centralità a una comunità che ha pagato un prezzo altissimo.

Permettetemi una riflessione finale. Se concentriamo tutti in pochi poli, costringiamo i ragazzi a muoversi sempre di più; se distribuiamo in modo razionale, riportiamo la scuola vicino alle famiglie.

La differenza è sostanziale. Nel primo caso subiamo la desertificazione, nel secondo la contrastiamo.

Per noi politici, infatti, non è quello che siamo a qualificarci, ma è quello che facciamo, e oggi possiamo scegliere se gestire un sovraccarico evidente, oppure programmare una soluzione strutturale. Io credo che la politica debba anticipare i problemi, non rincorrerli.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Grazie, al collega per l'iniziativa, che mi trova in buona parte concorde con quanto lei ha sollevato rispetto ad alcune perplessità e soprattutto alla necessità di rivedere alcune scelte del passato. L'abbiamo messo anche noi nero su bianco nel programma politico e poi soprattutto nel programma di legislatura, quindi in questa direzione andremo.

Non mi trova d'accordo, invece - non l'ha detto nell'illustrazione, ma l'ha scritto sull'interpellanza - quando mi chiede di avviare un percorso formale con il Ministro su questi aspetti, perché almeno su questo non dobbiamo chiedere al Ministro, per fortuna. L'autonomia scolastica valdostana non è perfetta, è diversa da altre autonomie speciali, però almeno per quanto riguarda le competenze di dimensionamento e di definizione dei poli e dell'offerta formativa siamo per fortuna totalmente autonomi.

Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, qui ma anche in altre occasioni pubbliche, il 2026 sarà per la scuola un anno di grande progettazione, e non è una frase retorica che si dice, soprattutto a volte all'inizio della legislatura, dove si dice: "stiamo progettando", perché si prende tempo.

Effettivamente il 2026 sarà l'anno in cui, da qui all'autunno, dovremo costruire il dimensionamento per il triennio successivo, il triennio che va a completare la legislatura, perché partiamo dall'anno scolastico 2027-2028 e andiamo a finire nel 2030. Sarà un triennio che comprenderà buona parte della legislatura.

Entro l'autunno prossimo, questo piano di dimensionamento vuol dire definire dove fare i poli, dove mettere gli indirizzi scolastici. Insomma, costruire la scuola valdostana per il triennio successivo è un lavoro che andrà fatto nel corso del 2026.

Anche le sue sollecitazioni, quindi, ovviamente rientrano nel pieno del lavoro e delle competenze che abbiamo già iniziato a fare, di fatto, perché abbiamo già calendarizzato tutta una serie d'incontri, alcuni li abbiamo già fatti, in particolare con le organizzazioni sindacali, perché capirà bene che, per arrivare in autunno con questo piano di dimensionamento chiuso e fatto, il lavoro da fare non è che lo si faccia in un mese.

Abbiamo iniziato con le organizzazioni sindacali, abbiamo calendarizzato altri incontri, che ovviamente coinvolgono, oltre agli enti locali e alle scuole, anche altre strutture dell'amministrazione regionale, in particolare due strutture del collega Bertschy, sia quella dei Trasporti, da una parte, sia soprattutto quella delle Politiche del lavoro, perché ovviamente ci sono tutti i percorsi IFP che si collegano a doppio filo sul percorso scolastico. Questo dimensionamento dunque va costruito anche insieme alle Politiche del lavoro e della formazione.

Questo è il lavoro che abbiamo iniziato e che faremo nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, per arrivare in autunno con la chiusura del cerchio e un'offerta in qualche modo un po' diversificata rispetto a oggi.

Quello che lei diceva, della concentrazione dei poli, sono questioni che abbiamo detto anche noi, che abbiamo scritto nel programma, quindi la volontà di provare a superare un po' questa super-concentrazione sui poli è volontà anche nostra. Da un lato ovviamente per diversificare l'offerta, dall'altro per venire incontro in maniera più puntuale anche alle richieste del territorio e delle famiglie.

Ne parlavamo l'altro giorno quando abbiamo presentato i dati delle iscrizioni nei primi anni dei diversi ordini di scuola - ovviamente anche quello è un dato importante, che va analizzato - per fare le scelte rispetto ai dimensionamenti, cioè vedere dove i ragazzi e le famiglie si indirizzano maggiormente in questi ultimi anni d'iscrizione è importante per fare queste scelte, come è importante anche ascoltare le esigenze del territorio. Penso ad esempio alla necessità di tecnici, banalmente, che mancano nel mondo del lavoro, sia del pubblico che del privato. Sono tutte cose che vanno messe in fila e che vanno analizzate per fare le scelte più puntuali possibili.

Su Saint-Vincent, a cui io sono particolarmente legato per questioni affettive, ma questo non c'entra niente, nel senso che lì ho studiato e ho anche fatto le prime esperienze di insegnamento, prima alle medie e poi al liceo di Saint-Vincent, al netto di questo, la questione Saint-Vincent, come la questione Pont-Saint-Martin e altre questioni, entra nelle decisioni che vanno prese nell'ambito di questi dimensionamenti.

A questo si collega anche l'aspetto invece sul primissimo ciclo, che è quello dello 0-6, a cui avevo fatto cenno anche prima, anche questo rientra in questa progettazione che va fatta quest'anno. Anche qui si partirà nel 2027-2028, con un passo decisamente importante rispetto allo 0-6.

Effettivamente questo sarà un anno in cui tutti insieme, amministrazioni regionali, organizzazioni sindacali, insieme alle scuole, ai dirigenti, agli enti locali e alle altre strutture dell'amministrazione, dovremo lavorare per arrivare a novembre 2026 con questo piano in qualche modo definito.

L'ultima cosa. Lei nella presentazione, per quanto riguarda il polo di Verrès, più propriamente e più precisamente ha parlato di sovraccarico, che può essere più corretto rispetto al sovraffollamento che ha scritto nell'iniziativa, perché non abbiamo problemi di sovraffollamento in senso stretto, nel senso che non abbiamo classi pollaio, come se ne parlava tanti anni fa.

Effettivamente abbiamo un sovraccarico, nel senso che ci sono otto indirizzi tutti su una scuola, ma quella scuola a livello di spazi è pienamente in grado di gestire quel numero di ragazzi, a oggi, quindi non abbiamo problemi fisici di affollamento delle aule.

Cosa diversa invece è tutto il resto del ragionamento che abbiamo fatto fino a qui, sulla questione degli indirizzi scolastici, sulle sezioni, eccetera.

Non è nostra intenzione aprire nuovi istituti, nuove sedi, nuovi indirizzi a Saint-Vincent o a Pont-Saint-Martin, in senso generale, per non complicare il quadro. L'idea è di creare delle sezioni distaccate di istituzioni già presenti, con indirizzi specifici.

Tutto è ancora possibile, perché sono fasi di ragionamenti molto preliminari, a oggi, però questo è un poco l'indirizzo del lavoro che stiamo cercando di fare in questi primi mesi di legislatura.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Tuccari.

Tuccari (FdI) - Vedo che siamo sintonizzati. Le devo dire che mi piace interloquire con lei, ci troviamo.

Sono contento di quello che ha detto, perché significa quello che era nella mia memoria storica, per esempio, parlando nello specifico di Saint-Vincent.

Saint-Vincent a un certo punto ha dovuto mettere delle succursali. Aveva un senso logico, ovviamente per non andare a sovraffollare, diciamo così, e poi per ampliare il passaggio sul paese, quindi non mettendo delle barriere al paese, lo allargava, di fatto.

Adesso l'abbiamo immaginato su Saint-Vincent, perché era la mia memoria storica, però se noi lo immaginiamo, appunto come mi ha appena confermato, e allo studio non ci sono nuove scuole, abbiamo tante strutture, ma inversamente proporzionale, tornare, fra virgolette, a quello che poteva essere il passato, quindi immaginare una succursale, o chiamiamola come vogliamo… la ridistribuzione sul territorio diventa importante e fondamentale. Quindi mi trova assolutamente d'accordo.

Mi ha fatto tornare in mente dei buonissimi ricordi, stiamo a vigilare e spero davvero che si possa fare qualcosa per tutti gli studenti valdostani, che, con le famiglie, quello stanno aspettando.