Objet du Conseil n. 343 du 12 mars 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 343/XVII - Interrogazione: "Stato della presa in carico degli anziani non autosufficienti e tempi di accesso ai servizi".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 24 all'ordine del giorno. Per la risposta la parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Collega Centoz, innanzitutto alcune precisazioni, non per correggerla ma giusto per chiarezza e per non alimentare ulteriore confusione su temi già di per sé complessi.
I PUA non prendono in carico le persone, la loro funzione è facilitare l'accesso ai servizi. Essi accolgono, ascoltano e orientano le persone circa le opportunità offerte dal sistema di welfare in Valle d'Aosta. I cittadini, quindi, possono rivolgersi a uno degli 8 punti attivi sul territorio regionale e, pertanto, non esistono liste d'attesa per l'accesso.
L'UVMDi, con la "i" finale, per capirci, come lei richiama, non riguarda le persone anziane prese in carico dalla UVMD, quindi senza la "i" finale. L'UVMD afferiva inoltre alle Unità di valutazione dedicate alla disabilità, strutture che ora sono, con la riforma in atto, evolute nelle diverse UVM distrettuali e territoriali in capo anche a una collaborazione diretta con l'azienda USL.
L'Unità di valutazione multidimensionale distrettuale, quindi l'UVMD, senza appunto la "i" finale, afferente al servizio anziani, è invece l'organismo multidisciplinare e multiprofessionale che si occupa della valutazione per l'attivazione di fondamentalmente due servizi: l'inserimento in strutture residenziali oppure la certificazione per la non autosufficienza, di cui alla legge n. 23/2010. Non si occupa quindi dell'attivazione del SAD, questa prestazione è infatti in capo agli enti gestori del servizio - quindi, le Unités des Communes piuttosto che le cooperative - che si attiva per il tramite dell'assistenza sociale che ha in carico l'utente.
Venendo invece alla domanda n. 3 della sua interrogazione, informiamo che il Sistema regionale dei servizi residenziali di natura socio-assistenziale dispone attualmente di quasi 1.000 posti, 967 complessivi, con una copertura che è pari circa al 3,15% della popolazione over 65. Un dato superiore alla media italiana, che generalmente si colloca tra il 2,5% e il 3% della popolazione stessa.
A questa rete si affiancano, inoltre, le strutture socio-sanitarie fondamentali nella gestione delle situazioni di maggiore complessità sanitaria ed elemento essenziale del percorso assistenziale, in particolare nei casi di dimissione protetta dall'ospedale o nelle situazioni di elevata complessità clinica.
Attualmente il tempo medio tra la presentazione della domanda e la valutazione multidisciplinare è circa di un mese, un dato che indica una capacità di risposta tempestiva nella fase valutativa. Il principale elemento di criticità oggi non riguarda quindi i tempi di valutazione, ma la disponibilità di posti nelle strutture residenziali che, a causa di una domanda crescente, portano oggi a una media di circa 130 persone in attesa d'inserimento.
In questo quadro incide molto, inoltre, una crescente difficoltà nel reperire operatori socio-sanitari e personale infermieristico, che condiziona pesantemente la capacità delle strutture di poter ampliare i servizi. Di fatto, senza infermieri non si aprono posti né in ospedale né nelle strutture.
Tra l'altro, i corsi per operatori socio-sanitari registrano, sovente, iscrizioni insufficienti e l'Amministrazione regionale da tempo delibera annualmente in modo da consentire alle Unités, in deroga ai requisiti professionali, di mantenere il personale in servizio.
Tra l'altro lei, che è persona accorta, se andrà a leggere l'ultima deliberazione che ha approvato le deroghe appena citate, troverà uno studio nelle premesse della fase istruttoria molto interessante, fatto dall'allora dirigente, dottoressa Mauro, che tra l'altro ringraziamo per il servizio che ha dato alla Regione autonoma Valle d'Aosta.
Si ritiene, infatti, che il personale sia un aspetto centrale e cruciale nella possibilità di ampliare i servizi non solo nelle strutture, ma anche nell'assistenza domiciliare. Questo servizio, quindi, quello di Assistenza domiciliare integrata, o ADI, che lei cita nell'iniziativa, è stato potenziato al domicilio delle persone non autosufficienti o con patologie croniche che necessitano di cure continuative, con il fine di ridurre il ricovero in ospedale o in struttura.
Si è pienamente quindi raggiunto il target previsto, tra l'altro, per il PNRR, con la presa in carico del 10% del totale degli over 65. Tra l'altro, quest'obiettivo era lontanissimo dall'essere raggiunto e siamo riusciti a raggiungerlo con uno sforzo straordinario. Si tratta infatti di un risultato rilevantissimo.
Sempre rispetto al potenziamento dei servizi, lo scorso anno abbiamo rafforzato le misure di sostegno della domiciliarità, ampliando la platea dei beneficiari e incrementando quindi i contributi per gli assegni di cura, per gli assistenti personali quindi, arrivando fino a 1.000 euro mensili per le situazioni che richiedono maggiore intensità assistenziale, garantendo nel complesso un aiuto pari a circa 280.000 euro annui destinati a pressappoco 70 nuclei familiari che hanno scelto e potuto garantire l'assistenza al proprio domicilio ai propri cari.
Parallelamente, sull'approccio assistenziale si è investito su un modello capace di valorizzare l'invecchiamento attivo, e in tal senso, nel 2025, è stato anche approvato un disegno di legge dedicato di matrice valdostana.
Venendo ora alla domanda n. 4, si rende evidente che l'interrogazione affronta un tema particolarmente rilevante, che contestualizza la complessità dell'epoca in cui viviamo, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione, la cui maggiore longevità è sempre più legata all'aumento della non autosufficienza e, quindi, delle problematiche di salute.
Le considerazioni condivise con l'Osservatorio economico e sociale regionale restituiscono un contesto generale profondamente cambiato negli ultimi decenni. L'allungamento della vita media, che vede attualmente un numero di ultra sessantacinquenni arrivare sino al 23% della popolazione regionale, l'innalzamento dell'età pensionabile, strutture familiari ridotte e frammentate hanno ridotto in modo significativo la capacità della società nel rispondere ai bisogni di cura, che in passato erano affidati in larga parte all'interno della famiglia.
Nella consapevolezza, dunque, di dover orientare l'attenzione attraverso una visione maggiormente ampia e strategica, con l'azienda, nel nuovo atto aziendale, abbiamo potenziato l'area territoriale con una struttura complessa individuata, e nominata "Residenzialità", che di fatto è dedicata per la prima volta espressamente a questo tema, e che dal 2025 ha, tra l'altro, un nuovo direttore di struttura complessa, al quale facciamo i migliori auguri e complimenti.
Di pari passo, nell'ambito della riorganizzazione della struttura amministrativa della Regione, ne abbiamo parlato anche il mese scorso, approvata con la delibera n. 61/2026, si è previsto un coordinatore unico sui due dipartimenti afferenti al nostro Assessorato e, di fatto, elemento questo imprescindibile per gestire al meglio anche i delicati temi dell'invecchiamento e delle non autosufficienze, sono state create due strutture, due PPR di riferimento, che prima non esistevano, una espressamente dedicata al welfare e alle UVMD, quindi al tema della residenzialità.
Queste azioni rendono evidente di come sia data alta attenzione e centralità, sia in azienda che in assessorato, a questi temi e alla consapevolezza di dover trattare gli stessi attraverso un'ampia e integrata visione d'insieme, in tal senso, tra l'altro, abbiamo reso strutturale l'attività di analisi di approfondimento e confronto sia all'interno delle strutture dell'Amministrazione, sia con i soggetti gestori di servizi e con esperti esterni, istituendo con la delibera n. 80/2026 uno specifico tavolo di confronto insieme alle Unités.
Questo tavolo, tra l'altro, il cui primo incontro è già stato programmato per il prossimo 17 marzo, è finalizzato ad analizzare l'andamento dei servizi residenziali per anziani e le principali difficoltà segnalate dagli enti gestori delle microcomunità.
Questa lunga ma necessaria analisi fa comprendere come il tema della non autosufficienza debba essere affrontato attraverso un approccio condiviso e articolato, che tra l'altro l'iniziativa cita, ed è quello che stiamo facendo sulle direttrici principali che abbiamo descritto, quindi nel potenziamento dei servizi domiciliari, nella valorizzazione dell'invecchiamento attivo, nello sviluppo dei servizi semiresidenziali e nel rafforzamento della rete delle microcomunità, in collaborazione con gli enti gestori.
Il lavoro avviato con i diversi livelli istituzionali coinvolti proseguirà nei prossimi mesi con l'obiettivo di definire un quadro programmatorio aggiornato sul fabbisogno dei servizi per la non autosufficienza e sulle azioni necessarie per rafforzare progressivamente l'intero sistema di assistenza della popolazione anziana, a conseguente beneficio di tutta la comunità.
Il problema che quindi lei evidenzia con quest'iniziativa è stato frutto di una profonda analisi, di un'organizzazione con una serie di attività nuove, che oggi hanno il compito di portare a termine le prime valutazioni. Di conseguenza, una volta messe in campo strutture diverse per gestire un problema conosciuto - e che tra l'altro ci accompagnerà, a mio modesto avviso, nei prossimi decenni - ci sarà quindi la possibilità, assieme, di mettere a terra i primi fabbisogni e di trovare soluzioni in parte già messe a terra e, in parte, assolutamente da disegnare con una famiglia che cambia completamente.
Presidente - Per la replica la parola al consigliere Centoz.
Centoz (PD-FP) - Confesso che dovrò andarmi a riascoltare il suo intervento, perché ho cercato di seguirla ma ha elencato tutta una serie di dati ed attività e quindi... Velocità 2, esatto.
Ciò detto, l'intenzione è sempre la stessa. Siccome su questi temi c'è una narrativa e c'è una contro-narrativa, cominciare a ragionare sui dati dovrebbe essere l'elemento che permette di non avere due narrative ma di avere soltanto una narrativa.
Io quindi sono perfettamente cosciente del fatto che sono state fatte delle cose, che delle cose funzionano, però sono anche cosciente che ci sono degli elementi su cui è bene fare dei ragionamenti, come dice lei, insieme.
Mi premurerò allora di riascoltare il suo intervento in maniera più calma, o se mi dà i suoi appunti la ringrazio.
Cercherò di raccogliere altri dati perché, secondo me, è importante che quando ci sono delle cose che non funzionano vengano affrontate, ma è anche importante dare conto delle cose che si stanno facendo, o che sono già state fatte.
L'intento quindi non è polemico, l'intento è conoscitivo e l'intento serve ad affrontare un tema che, come giustamente ha detto lei, sarà fondamentale nei prossimi anni, perché tra la denatalità da una parte e l'invecchiamento della popolazione dall'altra, questi sono i temi su cui credo che il Consiglio dovrà impegnarsi nei prossimi anni.
Intanto quindi la ringrazio, poi nel contenuto ci ritorneremo.
