Objet du Conseil n. 336 du 12 mars 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 336/XVII - Interrogazioni: "Missioni o vacanze romane?".
Aggravi (Presidente) - Veniamo ora alla trattazione congiunta delle interrogazioni nn. 11, 12, 13, 14, 15 e 17. Per la risposta aggregata la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Per certi versi ringrazio i gruppi di minoranza per queste interrogazioni dalle premesse ciclostilate, usando un termine ormai un po' desueto, ma opportuno in quest'occasione, arricchite però da quesiti originali e dal profondo senso politico.
Ebbene, per rispondervi, mi rifaccio e mi avvalgo delle prime pagine del programma di governo di questa maggioranza, che ora andrò a leggervi:
"I temi cardine che nei prossimi cinque anni guideranno la nostra azione politico-amministrativa sono trasversalmente la sensibilità, la sostenibilità e la resilienza, declinate in ogni ambito del vivere quotidiano della nostra comunità, nel continuo profondo confronto con le sfide globali, il cambiamento climatico, la crisi demografica, le transizioni digitali ed ecologiche.
Una sostenibilità vista come grande opportunità di crescita, che possa interessare lo sviluppo economico e le politiche per il lavoro, la tutela del territorio e la sua accessibilità in sicurezza, i servizi alla persona, l'equità sociale, il benessere della comunità e la qualità della vita dei Valdostani.
Per affrontare seriamente tali tematiche è necessario però sempre tenere in considerazione le specificità del nostro territorio e le nostre peculiarità culturali che devono guidare le scelte politiche e amministrative. Il percorso verso questa sostenibilità trasversale deve infatti necessariamente prendere avvio da un'azione forte, volta a salvaguardare le nostre prerogative, riconosciute dallo Statuto speciale, che si fondano proprio sulle peculiarità del nostro contesto territoriale: un'inestimabile ricchezza materiale ma anche immateriale, linguistica e culturale da preservare e da valorizzare.
La nostra autonomia dev'essere interpretata concretamente secondo una visione dinamica, con l'esercizio deciso delle nostre competenze e la difesa della nostra identità, affinché possa essere rinvigorito lo spirito di orgoglio e di appartenenza della Comunità, negli anni un po' venuto meno. Necessario, a tal fine, sarà consolidare il confronto trasparente e leale con il governo nazionale.
Ciò vale per quanto riguarda la riforma dello Statuto speciale. A tal proposito sarà fondamentale lavorare affinché lo Stato riconosca il principio dell'intesa per poi affrontare la tematica della riforma dello Statuto, la piena garanzia delle nostre prerogative, e procedere così a una sua revisione, a un suo ammodernamento.
Altrettanto importante sarà affrontare un serio rilancio dello strumento delle norme di attuazione dello Statuto. Le energie da investire in questa tematica dovranno essere costanti e puntuali, dando priorità ai dossier già oggetto di esame da parte della Commissione paritetica, tra i quali rivestono particolare rilevanza - in sintonia con quanto richiesto dalla collega Minelli - lo schema di decreto legislativo in materia di concessioni di derivazione d'acqua, sul quale il Consiglio regionale ha già espresso parere positivo, così come le norme di attuazione riguardanti il trattamento pensionistico e previdenziale del Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco e del Corpo forestale della Valle d'Aosta, in un'ottica di equiparazione con i Corpi statali.
Un'attenzione particolare dovrà poi essere riservata al dossier relativo al percorso per l'istituzione di zone franche e montane e di zone produttive speciali all'interno del territorio regionale, così come delineato dalla proposta elaborata e trasmessa alla Commissione paritetica e oggetto, altresì, di una proposta di legge statale.
Ciò nell'ambito di un contesto economico in evoluzione, al fine di creare le condizioni e i presupposti necessari per poter cogliere nuove opportunità di sviluppo e di crescita, coniugando i temi della fiscalità di vantaggio e delle agevolazioni all'insediamento nelle zone montane - capaci di sostenere imprese e famiglie e ridurre i costi legati agli svantaggi strutturali delle zone di montagna, favorire l'occupazione e contrastare lo spopolamento - con quelli connessi ai cambiamenti climatici e della crescita, dell'innovazione e della competitività all'interno del sistema Valle d'Aosta.
Tale sfida ambiziosa dev'essere affrontata, oltre che per sostenere lo sviluppo occupazionale e la crescita imprenditoriale, anche per agevolare il ripopolamento e le attività nelle aree più svantaggiate. Tutto ciò, unitamente ad altre iniziative, dovrà tradursi dunque in nuove opportunità per contrastare il decremento demografico e lo spopolamento della montagna, in un'ottica di piena sostenibilità e di antropizzazione equilibrata e senza eccessi.
Il sera donc crucial, en effet, à fin que les terres hautes continuent à être habitées et valorisées en tant que lieux de vie et de travail et pour que les services essentiels ainsi que les opportunités (qui permettent d'y rester ou d'y revenir, notamment après des expériences vécues en d'autres lieux) soient garantis à leurs habitants.
À ce propos et à cette fin il est important de mettre également en évidence la nécessité de souligner avec force la particularité de notre identité de montagne, surtout dans le domaine agricole, à travers la défense de ce qui constitue le premier bastion des territoires de montagne et qui protège le paysage autant que la biodiversité, mais aussi à travers la défense de la PAC et des politiques de cohésion, le maintien des ressources destinées au secteur agricole, spécialement en faveur des zones désavantagées, des territoires les plus fragiles et des petites ou moyennes entreprises qui caractérisent notre milieu alpin ; ceci - en choisissant de sauvegarder nos particularités et en prenant des décisions autonomes - relève de la compétence de la Région et non pas seulement du Gouvernement central.
Il sera fondamental de poursuivre - principalement pour traiter d'autres dossiers de prime importance - le dialogue soutenu avec les décisions nationales, notamment dans le cadre d'initiatives communes avec les Pays qui nous sont proches, par le bien de la coopération transfrontalière, qui a d'ailleurs été récemment renforcée par la signature des accords avec les Départements français de la Savoie et de la Haute Savoie. L'intensification de ces relations devra impérativement prévoir la participation des autorités et du Gouvernement centraux pour traiter les dossiers les plus importants, comme ceux de la modernisation et du développement du Tunnel du Mont Blanc et du Tunnel du Grand-Saint-Bernard.
Il sera également essentiel de savoir saisir les opportunités que nous offre le Traité franco-italien, c'est-à-dire le Traité du Quirinal, pour affirmer la centralité internationale de notre Région, particulièrement dans le secteur linguistique au sein des zones francophones. Par ailleurs, il faudra continuer à soutenir la participation de la Vallée d'Aoste aux réseaux, aux associations et aux assemblées de la francophonie, entendue comme valeur ajoutée pour notre Région et ses institutions, mais de même il faudra travailler pour obtenir une présence plus incisive au sein de l'Organisation internationale de la francophonie.
En effet, il est de notre devoir de sauvegarder et de valoriser le plurilinguisme de la Vallée d'Aoste. Garantir aux Valdôtains une pleine maîtrise linguistique signifie transmettre la culture et ouvrir notre région au reste du monde. Il sera nécessaire de reprendre les contacts avec les autorités compétentes afin d'arriver à une diffusion étendue des chaînes des télévisions francophones, en sollicitant également la télévision publique pour qu'elle renforce les communications en langue française ainsi qu'en patois.
C'est justement pour soutenir toutes ces actions et valoriser notre particularisme à l'échelon supranational qu'il serait également indispensable de lancer une confrontation politique afin que les règles qui permettent à un représentant valdôtain d'accéder au Parlement européen puissent être définies".
Vedete, colleghi, questa vostra iniziativa ci dà la possibilità di condividere con i Valdostani tutta una serie di propositi e di impegni che, con cognizione di causa, realismo e assunzione di responsabilità, questo governo e questa maggioranza hanno voluto indicare, tra gli altri, come obiettivi di questa legislatura, e questa vostra curiosità ci dà la possibilità di ribadire ai Valdostani che stiamo lavorando con attenzione, passione e serietà per garantire loro anche quelle risposte ai nostri bisogni istituzionali e amministrativi che non dipendono solo dal lavoro svolto sul territorio, ma che dipendono anche, e soprattutto, da confronti con soggetti politici e strutture che operano in altri contesti, nazionali e internazionali.
Ai cittadini, alle persone della nostra comunità, credo che interessino i risultati e il conseguimento degli impegni assunti, così come a uno spettatore di una competizione di ultra trail interessa sapere chi arriva prima al traguardo. Cos'è successo lungo il percorso farà parte di un racconto che dopo servirà per arricchire l'impresa.
Le relazioni, il trovare soluzioni, condividere percorsi, spiegare le ragioni e i punti di vista, evocare diritti, indicare priorità e definire prerogative è un lavoro che richiede tempo, pazienza, confronto, perseveranza e anche molta riservatezza e serietà; ed è con questa serietà e riservatezza, che non vuol dire rifuggire la trasparenza, ma vuol dire rispettare le varie fasi di un percorso, che ci stiamo muovendo e stiamo lavorando per dare risposte rispetto agli impegni che ci siamo assunti, apponendo la firma sotto un programma altrettanto serio e ambizioso.
I temi ripresi dalle prime pagine del programma sono il motivo per cui siamo scesi in campo e per i quali, quando utile, scenderemo ancora, come Assessori e come Presidente, a Roma, anche con il sostegno e la collaborazione delle forze politiche, per creare, con il lavoro e mettendoci la faccia, i presupposti per dare risposte agli impegni assunti. A tempo debito vedremo e valuteremo assieme se il lavoro svolto avrà dato i risultati attesi e soprattutto daremo ai cittadini valdostani, che ci hanno permesso di governare questa regione, la possibilità di giudicare il nostro lavoro e i risultati conseguiti.
Siamo ambiziosi e fiduciosi? Sì. Siamo sicuri di portare a casa tutto quello che ci siamo proposti? No. Siamo però sicuri di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per riuscire a farlo.
Intanto, oggi siamo sicuri di aver risposto in modo serio alle interrogazioni scritte con il ciclostile, un po' provocatorie e un po' canzonatorie che, come sovente accade, hanno più lo spirito di fare polemica che non quello di capire e di accettare le situazioni.
Infine, per quanto riguarda la Commissione paritetica, il sottoscritto non ne fa parte e non partecipa alle sedute, né in presenza né a distanza.
Presidente - Per la prima replica la parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Io cerco di andar veloce perché temo di sforare i tempi. Non tanto e non solo per la risposta, anzi la "non risposta", del Presidente su dei precisi quesiti, che ha omesso quindi di dare. Perché i quesiti sono precisi, li do per letti. Logicamente non sono stati fatti, signor Presidente, con il ciclostile, sono stati fatti con un impegno ben preciso da parte di tutte le forze dell'opposizione che, insieme, hanno valutato di voler capire che cosa si sta muovendo in un determinato settore che è nevralgico ed è molto importante per le sorti dell'intera regione.
La nostra interrogazione quindi, nella parte finale, chiedeva di sapere chi fossero gli interlocutori. Lei non ha risposto, dicendo che è una questione di riservatezza.
C'è quasi da dire che con questa risposta lei ci ha presi due volte in giro. Qualcuno userebbe degli altri termini, io mi limito a dire che ci ha preso in giro. Ma due volte: una con questa risposta e un'altra rispetto alla risposta che ha dato prima alla collega Minelli, che mi ha lasciato basito. Perché sentire in quest'aula, dopo che lei in I Commissione ha detto che la questione relativa al principio d'intesa, la riforma statutaria, doveva essere un concetto che doveva essere espresso da parte di tutto il Consiglio dicendo che dovevamo partire dalla riforma dell'Alto Adige, per poi sentirci dire a oggi che lei ha dato un incarico - io non lo sapevo - a una componente della Commissione paritetica, io credo naturalmente che la questione sia legale, ma non credo che sia opportuno dare a una componente della Commissione paritetica un incarico di questo genere, io mi sento veramente preso in giro e trovo assolutamente inopportuno quanto lei ha detto, adesso e anche nella risposta alla collega Minelli.
Perché noi ci siamo trovati in I Commissione a cercare di capire, e anche da un punto di vista positivo abbiamo accolto il suo invito a cercare di fare fattore comune per dare dei contributi, per sentirci dire oggi che lei ha dato degli incarichi, quindi non dando ai Commissari quello che io personalmente, ma anche altri colleghi, hanno chiesto in sede di Commissione, chiedendo se c'era una base di partenza sulla quale discutere. Ma scherziamo? Ma lei ci prende veramente in giro. Lei prende in giro tutto il Consiglio in questo modo.
Poi non ho voluto rispondere, perché la domanda non è che è solo canzonatoria, signor Presidente. Poi guardi, signor Presidente, l'altro giorno lei nella Conferenza dei Capigruppo ha parlato di cose ineleganti. La invito veramente a guardare in viso le persone che la guardano, che le stanno parlando, perché, anche se non condivide nulla di quello che io le sto dicendo, sarebbe buona educazione guardare le persone che le parlano.
Le voglio dire questo. Quanto noi abbiamo chiesto riguarda un accordo politico che lei in quest'aula ha dichiarato essere di natura partitica, legato alle questioni dell'Union Valdôtaine e di Forza Italia. Abbiamo visto un accordo che cita alcuni passaggi, non li leggo tutti perché sennò vado lungo coi tempi, ma di tutti questi passaggi siamo a "zero tituli". Nessuno di questi punti che sono stati evidenziati e che dovevano essere in qualche modo portati all'attenzione in trenta giorni, con una rendicontazione, è stato portato avanti.
Io quindi, signor Presidente, le devo fare anche in un certo senso i complimenti, perché lei è riuscito nel capolavoro, perché lo sa benissimo anche lei che, senza un accordo dei partiti locali che compongono il governo nazionale - mi riferisco al nostro partito e anche alla Lega - che in questo momento non sono alla maggioranza con lei, certi dossier non potranno trovare sicuramente un punto di caduta. In primis quello del principio della riforma dello Statuto, il principio dell'intesa: siamo fuori tempo massimo, lei ha perso tantissimo tempo, perché è da tre anni che lei è qua, e quindi siamo sicuramente in una fase per cui è impossibile che certi punti possano trovare un approdo con due letture, in Camera e Senato, sui principi che lei ha esposto.
Lei quindi sta prendendo in giro tutti. L'unica cosa per cui le faccio i complimenti è che lei è riuscito, parlando di fuffa in quest'accordo - perché è fuffa, perché è impossibile pensare, per i motivi che le ho detto, che queste cose possano trovare approdo - a puntellare la sua maggioranza attraverso, diciamo, una componente che le risulta comoda per poter sostenere e puntellare la sua maggioranza.
Di questo io le faccio i miei complimenti, ma non ha niente a che vedere con i punti che sono contenuti in quest'accordo, perché lei sa benissimo, perché è impossibile che lei non lo sappia, che questi punti, che sono importantissimi, possano trovare attuazione. Ci prenda meno in giro e ci dica la verità.
Presidente - Per la seconda replica la parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Lei all'inizio ha parlato di resilienza: credo che oggi abbia messo a dura prova la nostra resilienza, prendendoci per i "fondelli", come al solito, con le sue battute che probabilmente lei considera simpatiche, ma che, devo dire, a me passano da una parte all'altra, ma siccome noi rappresentiamo la comunità valdostana, anche se da parte di minoranza, probabilmente qualche Valdostano si sente oggi leggermente preso in giro.
Peraltro, io credo che una sua risposta avrebbe potuto anche soddisfare qualche curiosità da parte della sua maggioranza perché, da quello che mi si dice nei corridoi, manco loro sanno assolutamente nulla di quello che succeda a Roma. Non lo vuole dire a noi, non lo vuole dire ai Valdostani, ma da quello che ho capito manco i suoi sanno. Lei quindi sostanzialmente si tiene questa riservata per sé, penso che forse nemmeno i colleghi di Giunta lo sappiano - poi magari loro sono stra informati sulle sue discese a Roma - si tiene questa riservata per sé e poi fa queste uscite, questi racconti, questa rappresentazione, anche un po' mortificante, del Consiglio regionale.
Lei, Presidente, sembra che sia andato a Roma a sua insaputa, cioè non riusciamo proprio a strapparle anche semplicemente una... che ne so, non dico una confessione rispetto a che cosa è successo a Roma in questa che, a questo punto, immagino sia una vacanza romana, perché se non vuole raccontarci e non ci vuole dire che cosa è andato a fare, probabilmente è andato in vacanza. Immagino, tra l'altro, con i soldi suoi a questo punto, perché non è che uno poi va a Roma e incontra, non fa e non si capisce bene che cosa intenda fare.
Io sono rimasto un po' spiazzato anche dalla lettura della sua risposta. Quantomeno la volta scorsa il suo ghostwriter le scriveva delle cose che potevano apparire intelligenti, nel caso di questa scrittura probabilmente non gliel'ha scritta il suo ghostwriter, perché a questo punto ha ben che lasciato che la cosa fosse trattata da lei. Non è neanche minimamente entrato nei temi che le abbiamo proposto, lo diceva il collega Zucchi. Nessuno vi chiede di raccontarci per filo e per segno con chi vi siete sentiti, cosa avete fatto, cosa non avete fatto, ma siccome voi avete un accordo politico, da cui emana poi quel meraviglioso programma di legislatura - ci manca solo la pace nel mondo nella premessa - in cui avete parlato pure di resilienza... ma probabilmente i suoi colleghi hanno una resilienza che è moltiplicata per quattro rispetto a quella che avevamo noi, perché mi sembra che le questioni siano cambiate in peggio rispetto alla scorsa legislatura. Emana un programma di legislatura di questo genere. Lei fa un accordo, voi fate un accordo partitico che condiziona fortemente i destini della Valle d'Aosta e non sente la necessità di anche solo riferire un minimo di rassicurazione ai Valdostani.
Noi le abbiamo chiesto non di "raccontarci la rava e la fava", la resilienza, la langue francophone e tutte le belle cose che ci ha raccontato per distrarre. È lei che fa i ciclostili, non noi, abbia pazienza. Lei fa queste armi di distrazione, che non sono neanche così particolarmente brillanti, devo dire, oggi.
Lei oggi doveva rispondere sulle concessioni idroelettriche, un tema che riguarda i cittadini valdostani, un tema che è fondamentale, forse più di tutti gli altri che sono elencati all'interno di quell'accordo che avete fatto, Union Valdôtaine e Forza Italia. Le chiediamo un minimo di rassicurazione e lei ci racconta il programma di legislatura del... Cioè, ma che roba è? Ma qual è la difficoltà di venire a dire: "Siamo andati giù, non abbiamo cavato un ragno dal buco"? Può essere anche onestamente il dire una cosa del genere... Poi magari ai colleghi che sono al Governo nazionale - non quelli che evidentemente non sono stati in grado finora di darvi soddisfazione - si potrebbe dire, visto che il tema è un tema che riguarda tutti e che riguarda anche noi: diamoci una mano tutti insieme e cerchiamo su questo di trovare un'intesa.
Presidente - Per l'ulteriore replica la parola alla collega Baccini.
Baccini (LRV) - Presidente, le riconosco un merito: difficilmente rimango senza parole e devo dire che lei è riuscito nell'intento.
Queste iniziative non erano iniziative per una mera polemica politica, ma era perché fuori ci sono dei Valdostani che attendono risposte da anni e, quindi, sminuire il nostro lavoro, il nostro lavoro da Consiglieri, è veramente triste, purtroppo.
Sei mesi fa ho deciso di non venire in maggioranza e di rimanere in opposizione, e voglio assolutamente fare questo lavoro con totale trasparenza e impegno, quindi qualsiasi iniziativa, che parta da me o comunque anche dai colleghi, ritengo che non sia da sminuire in nessun modo.
Le riconosco anche un'altra qualità, sicuramente: ha parlato per un quarto d'ora senza effettivamente darci delle risposte. Ha letto il vostro programma di governo, che aveva già letto mesi fa e che tranquillamente potevo leggermi anche a casa.
Sono quindi piuttosto spiazzata e sconfortata dalla risposta che abbiamo ricevuto oggi.
Presidente - Per l'altra replica la parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) - Io farei: "Pas de communications", come fa spesso lei, perché onestamente, davanti a una risposta del genere, credo che i Valdostani abbiano capito molto bene che siamo andati a Roma senza prendere niente.
Speriamo di aver cucito almeno qualche rapporto che ci serva in futuro, questo me lo auguro, perché quello che ci ha elencato è un elenco del programma già scritto, già detto, già discusso, che non porta da nessuna parte.
Noi come opposizioni - sì, facendo opposizione - ci siamo messi d'accordo e abbiamo chiesto a lei che cosa fosse andato a fare a Roma e che cosa avesse portato per la Valle d'Aosta. Perché a me personalmente, e a noi, di che cosa fa Renzo Testolin interessa nulla. Cosa fa il Presidente di questa Regione invece interessa, e tanto.
Aggiungo un pezzo. Nessuno qui fuori, nessun Valdostano ha votato lei Presidente della Giunta e voi in Giunta. I Valdostani hanno votato noi in Consiglio regionale e questo Consiglio regionale, con delle manovre che non sto a ricordare, ha votato voi in Giunta, correttamente. Voi e lei, in quanto Presidente, dovete riportare a noi in Consiglio regionale le azioni che portano a eseguire il programma che lei ha letto.
Credo che, se ne avrà la possibilità, non so se qualcuno abbia ripreso là sopra, può andare a osservare le facce e i volti di coloro che sono in Giunta con lei. Mentre lei parlava erano tutti sul cellulare, alcuni hanno anche alzato gli occhi. Credo che lo stupore che abbiamo avuto noi di qua ce l'abbiano avuto anche membri della maggioranza.
Chiudo senza dilungarmi oltre. Ieri e oggi ho votato anche un disegno di legge, proprio perché avevamo condiviso un percorso, ma se questo è il modo che invece il Presidente della Regione ha di gestire dei dossier importanti, come quelli che ci ha rappresentato, sono preoccupato. Perché il Consiglio non è il luogo dove si dividono i problemi, mentre poi le decisioni, che spettano e che riguardano tutti i Valdostani, le prende lei con qualcuno in un viaggio.
Se vogliamo socializzare solamente i problemi e poi decidere da soli i dossier che contano, credo che questo sia un tema che dovrete vedere in Consiglio regionale, ma credo anche in maggioranza. Me lo auguro.
Presidente - Per l'ulteriore replica la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Vede, Presidente, io comprendo la difficoltà nel rispondere a una serie d'iniziative che, ovviamente, hanno una medesima parte di premesse, che volutamente, però, hanno visto una loro concordia.
Ma in realtà, se io fossi in lei, leggerei il messaggio politico che questa parte comune di premesse porta con sé. Se io fossi in lei e governassi con un pezzo di una coalizione che oggi è al governo, mi chiederei come mai tutti i gruppi di opposizione, senza distinzione di collocazione politica, abbiano deciso tutti, unanimemente, di condividere le stesse premesse e di fare delle domande che, ovviamente, vertevano sullo stesso elemento.
Perché se tutta l'intera opposizione, senza differenze e distinzioni, le chiede conto di quello che lei ha fatto, la prima preoccupazione sarebbe capire come mai c'è così tanto interesse verso quello che lei fa. Una cosa opportuna, in questo caso, sarebbe stata essere trasparente, cosa che lei però, purtroppo, non ha voluto fare.
Ora lei sicuramente può fare ironia, ma siamo qua, siamo in un Consiglio - e sappiamo benissimo che è assolutamente legittimo, lo facciamo spesso - sulla natura della nostra iniziativa. Vede, però, lei ha detto nel suo intervento - abbiamo apprezzato la lettura del programma di legislatura, amplissimo programma di legislatura - che a lei, a voi non interessano le polemiche, ma vi interessano i risultati.
Anche a noi interessano i risultati ed era esattamente questo quello che stavamo qui a chiedere: quali sono i risultati di questa spedizione? Perché vede, Presidente, io immagino che lei non si scomodi per niente, cioè se lei va fisicamente a fare un incontro, con autorevoli colleghi all'interno di quest'Aula, io immagino che lei lo faccia con un obiettivo. Io credo che sia questo che solleva la nostra attenzione. Lei è andato lì a fare un incontro importante. Qual era l'obiettivo?
Noi abbiamo fatto una domanda. Tra tutti i gruppi di opposizione abbiamo fatto diverse domande, la domanda che il nostro gruppo ha fatto è: "Interroghiamo il Presidente della Regione per conoscere quali siano stati i temi discussi durante l'incontro".
Noi non le chiedevamo di sapere cose incredibili o nemmeno, guardi, quale fosse stato l'esito, ma almeno i temi, perché lei ci ha letto tutta una serie di cose, ma voi siete andati giù per quale motivo? Cioè, di cosa avete parlato? Io penso che sarebbe stato un atto di assoluta trasparenza e penso che non avrebbe creato scalpore. Anche perché lei l'ha detto: "Siamo sicuri di portare a casa tutto quello che abbiamo chiesto? No". Lo sa anche lei che è possibile non andare all'obiettivo su tutti gli elementi che si chiedono.
Ma allora qual è la difficoltà nel dire: "Guardi, abbiamo parlato di uno, due, tre, quattro e cinque, e speriamo di aver messo in campo delle proposte o di avere intavolato delle discussioni che ci portino qualche risultato"? Quale sarebbe stato il problema di esplicitare i temi di quest'incontro? È solo questo l'elemento.
Io allora io temo, l'ha già detto il collega Zucchi, che in realtà tutta questa reticenza sia dovuta proprio al fatto che siamo allo "zero tituli". È questo il problema. Cioè, io temo che lei abbia la preoccupazione di venire qui a dire: guardi, abbiamo parlato di uno, due, tre, quattro e cinque, ma fondamentalmente abbiamo capito che non porteremo a casa niente.
Siccome allora io ho visto su autorevoli organi d'informazione che Forza Italia, in maniera baldanzosa, ha addirittura proposto di raddoppiare quest'accordo, mi corre l'obbligo di ricordarvi che zero più zero fa sempre zero.
Presidente - Per l'ultima replica la parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) - Non so come definirlo, perché non ci siamo accordati sul come definire quest'iniziativa brillante, dico io. Forse è anche un po' di frustrazione, ci abbiamo provato, abbiamo provato in un altro modo a ottenere delle risposte. Cioè, come dobbiamo metterla?
Io parto, e leggo, chiedo scusa, perché ci tengo a fare un poco di storia recente per arrivare poi alla conclusione.
Nel Consiglio del 12 febbraio il collega Marquis ci ha comunicato, con una - che a me ha stupito tanto - ampia serenità, che dopo un anno di silenzio totale su questo tema c'era finalmente una novità. Mi ha stupito la serenità perché, appunto, tutti stavamo un po' aspettando che si muovesse qualcosa e tranquillamente ci è stato detto che c'erano delle novità. Ci saremmo aspettati un po' più di entusiasmo e magari qualche dettaglio in più, però niente.
Abbiamo ricevuto queste informazioni, che vado a leggere. Ci è stato detto che, come previsto dalla procedura, dopo l'approvazione del Consiglio regionale del 28 gennaio dell'anno scorso, lo schema è stato trasmesso al Ministero degli Affari regionali e poi, in seconda battuta, sottoposto ai pareri di altri Ministeri.
Ci è stato anche detto che, proprio in quel momento, il collega Marguerettaz era assente perché collegato a una riunione della Commissione paritetica per esaminare alcune proposte di modifica avanzate, così ci è stato detto, su richiesta di un Ministero. Sono andato a rileggermi gli interventi, quindi non mi sto inventando nulla.
Siamo poi stati rassicurati sul fatto che "c'è attivismo", testuali parole, e che "ci si sta lavorando", e che quindi la richiesta contenuta nella nostra mozione di velocizzare le procedure sarebbe stata addirittura "pleonastica", è stata definita così.
Infine, ci è stato ricordato che la norma di attuazione interferisce con normative europee e nazionali e che, quindi, il percorso è un percorso complesso.
Questo il collega Marquis.
In quel Consiglio, il collega Marguerettaz è intervenuto per rassicurare l'Aula perché, in risposta alla preoccupazione espressa dalla collega Minelli sul rischio che lo schema di decreto legislativo fosse stato bocciato, ha affermato, con la sua solita, perentoria chiarezza: "Non c'è stata nessuna bocciatura e non ci sarà. Ci sono state - ha detto - osservazioni e richieste di pareri".
Poi abbiamo ricevuto anche una bella lezione di pragmatismo politico, e cioè che noi non dobbiamo fare polemica, che noi facciamo solo chiasso e che bisogna usare la diplomazia. Beh, noi ovviamente non stiamo facendo polemica e, come abbiamo già detto più volte, siamo semplicemente, come tanti Valdostani, preoccupati.
Poi oggi riceviamo la risposta del nostro Presidente a quello di cui eravamo venuti a conoscenza, cioè che c'era stata una riunione, che c'è stata, non è una cosa segreta, e che a questa nostra brillante interrogazione la risposta del Presidente... ho temuto per un attimo che ci leggesse l'intero programma di legislatura, sarebbe stato brillante perché aveva sessanta minuti, poteva forse anche farcela.
Io mi ricordo che, anche a una mia domanda diretta, è stato però detto dal Presidente: "Questo è un tema di nostro interesse importante e ci teniamo particolarmente".
Ma vado avanti. Il problema qual è? I tempi sono davanti agli occhi di tutti, sette anni di percorso, un anno di silenzio dopo il 28 gennaio scorso. Tempi che, per quanto il collega Marguerettaz ci dica che si è trattato di un lavoro complesso, non sono realisticamente, dal mio punto di vista, né accettabili né giustificabili.
Ma quello che ci sconcerta - ed è qui il tema dell'interrogazione congiunta - è soprattutto il silenzio. Perché non rendere il Consiglio e i Valdostani partecipi di ciò che sta accadendo? Perché - anziché alimentare preoccupazioni, dubbi, sospetti - non condividere con trasparenza i passaggi di questo percorso?
Cito ancora il collega Marguerettaz, che dice che noi facciamo "solo chiasso". Può darsi. Il problema è che voi fate solo silenzio. Noi faremo chiasso, ma forse è meglio il chiasso di questo silenzio assordante che mi viene da considerare come tale. Perché non aiuta nessuno, non aiuta il Consiglio, non aiuta i Valdostani, non aiuta nemmeno la credibilità delle istituzioni. I pareri, le osservazioni, su quali punti vertono? Quello che scaturirà da quelle modifiche leggere - come sono state definite dal collega Marguerettaz - è compatibile con l'idea originaria dello schema di attuazione? In house o no non è un punto marginale.
I dubbi, allora. Il collega Carrel prima ha espresso dei dubbi e abbiamo già detto delle cose, ma se non ci dite niente è perché è andata male? Capite che tutto questo silenzio non fa bene a nessuno? Bastava allora dirci, tenerci un poco aggiornati, e finiva lì. Invece, questo silenzio assordante, francamente, io non lo capisco.
Presidente - Espliciti la mozione d'ordine.
Minelli (AVS) - Per chiedere una riunione dei...
Presidente - Sospensione accordata per una riunione dei gruppi di minoranza. Il Consiglio è sospeso.
Il Consiglio è sospeso dalle 18:12 alle 18:36.
Aggravi (Presidente) - Collega Minelli, prego.
Minelli (AVS) - Semplicemente per informare l'Aula della motivazione della richiesta di questa riunione di minoranza.
Come gruppi di minoranza abbiamo voluto confrontarci dopo aver ascoltato la risposta del Presidente, perché riteniamo davvero che sia stato un atteggiamento, l'ennesimo, di scarso rispetto per il lavoro del Consiglio Valle, per il lavoro di tutte le persone che sono qui, e speriamo anche che la stessa riflessione che abbiamo fatto noi circa quest'atteggiamento la facciano anche i gruppi di maggioranza.
