Objet du Conseil n. 312 du 25 février 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 312/XVII - Interpellanza: "Politiche abitative regionali, stato del patrimonio di ERP e prospettive di riforma della l.r. 3/2013".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 39 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Grazie Assessore, torniamo da lei, mi spiace. Parto con un paradosso: la Valle d'Aosta ha un PIL pro capite tra i più alti d'Italia, un tasso di occupazione intorno al 77%, una disoccupazione sotto il 4%; numeri che molte Regioni ci invidiano eppure abbiamo famiglie con un reddito che non riescono ad accedere a un alloggio dignitoso, a un canone sostenibile. Abbiamo liste d'attesa per edilizia residenziale pubblica che si allungano, abbiamo un patrimonio ERP, alloggi già costruiti, già pagati dai contribuenti, in parte inutilizzati per mancanza di manutenzione. Questo paradosso, cioè benessere aggregato e invece disagio individuale, è la ragione per cui abbiamo depositato quest'interpellanza, non per fare polemica, ma perché riteniamo che sul diritto alla casa questa Regione debba e forse possa fare di più.
C'è un dato che ci ha convinto a formalizzare quest'interpellanza proprio in questo momento: la decadenza del disegno di legge della scorsa consiliatura. Quella proposta rappresentava un tentativo serio di aggiornare la legge regionale 3/2013, la nostra legge quadro sull'edilizia residenziale pubblica, una legge che, quando è stata approvata, aveva una sua logica ma che oggi, ad oltre 10 anni di distanza, mostra limiti evidenti rispetto all'evoluzione del disagio abitativo in Valle d'Aosta. Le fragilità sociali sono cambiate, il mercato immobiliare è cambiato, la pressione turistica è cresciuta e la normativa invece è rimasta ferma. La decadenza di quel disegno di legge non è di per sé una colpa, ovviamente le legislature finiscono, i lavori si interrompono, ma sarebbe un errore lasciar cadere nel vuoto quel percorso senza sapere se la Giunta intende riproporlo, in che tempi e con quali priorità. Questa è la prima domanda che poniamo: la Giunta considera ancora adeguata la legge 3/2013 oppure intende promuovere una revisione organica che riprende a giorni il lavoro già fatto nella scorsa consiliatura?
Secondo punto: i dati, ovviamente non si governa se non abbiamo dei dati, chiediamo quindi alla Giunta un quadro aggiornato e trasparente del fabbisogno abitativo regionale. Quante famiglie sono oggi in graduatoria per un alloggio ARER, quanti alloggi del patrimonio pubblico sono sfitti e soprattutto quanti di questi sono sfitti non per scelta ma perché non sono mantenuti, quindi non sono assegnabili. Quali sono i tempi medi reali di assegnazione e dove si concentrano le criticità strutturali più gravi. Questi dati non sono un esercizio burocratico, sono il presupposto per qualsiasi politica seria. Le organizzazioni sindacali di settore - e ce ne siamo fatti portavoce - chiedono da tempo una gestione più trasparente, una programmazione pubblica delle manutenzioni e la rendicontazione chiara delle risorse, non è una richiesta di parte, è una richiesta di buon senso. Chi vive nell'alloggio ARER ha diritto di sapere che le risorse che la Regione destina la sua casa vengono spese e spese bene.
Terzo punto, il più concreto: i soldi, il bilancio pluriennale destina ad ARER risorse che, a nostro avviso, non appaiono sufficienti a garantire tre obiettivi contemporaneamente, cioè la manutenzione ordinaria del patrimonio esistente, il recupero degli alloggi eventualmente assegnabili e il rafforzamento della capacità operativa dell'ente. Non stiamo chiedendo soldi a caso, stiamo chiedendo alla Giunta di dirci con chiarezza nel triennio quante risorse effettive sono state destinate ad ARER? Sono risorse certe o condizionate? E soprattutto c'è un piano di utilizzo che mette in ordine le priorità degli interventi, partendo dagli alloggi vuoti e recuperabili che rappresentano una risposta più rapida all'emergenza abitativa? Un alloggio pubblico sfitto, perché non mantenuto, è un fallimento doppio verso chi aspetta in lista e verso i contribuenti che quel patrimonio lo hanno finanziato. Se esistono alloggi recuperabili in tempi ragionevoli, recuperarli deve essere la prima priorità, prima ancora di costruire il nuovo, prima di qualsiasi altra misura.
La quarta e ultima domanda che poniamo è più politica e anche forse la più importante: da anni le politiche abitative in Valle d'Aosta, come in quasi tutta Italia, rispondono soventi all'emergenza. Arriva una famiglia sfrattata, si trova una soluzione, arriva un caso di morosità e si gestisce; è una logica comprensibile ma non è sufficiente perché non incide sulle cause, non riduce le liste d'attesa e non costruisce un sistema che possa reggere. Chiediamo quindi alla Giunta di presentare una strategia strutturale, quali strumenti intende mettere in campo per affrontare l'offerta di alloggi a canone sostenibile nel medio periodo, se si intende lavorare anche sulla componente dell'affitto privato convenzionato incentivando i proprietari a scegliere contratti a lungo termine a canone concordato invece di cedere alla pressione degli affitti brevi e se c'è una visione di coordinamento tra la Regione, Comune e ARER che superi la frammentazione attuale. Non pretendiamo ovviamente soluzioni miracolose, pretendiamo una visione, una programmazione, un orizzonte temporale, perché le famiglie che aspettano un alloggio meritano di sapere che c'è un piano ed è un piano credibile.
Presidente - La parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Come richiamato dalle premesse della sua iniziativa, che ha chiaramente una finalità di condivisione, l'Assessorato sta affrontando da tempo il tema delle politiche abitative secondo, tra l'altro, un approccio strutturato che va ben oltre il carattere emergenziale, in modo da poter far fronte in modo maggiormente efficace e sostenibile alla problematica del disagio abitativo, in una logica che potremmo definire di disagio socio-abitativo. Conseguentemente e coerentemente a questa volontà, la nuova legge è oggi in fase di avanzata predisposizione, essa non si limita quindi a una mera revisione della normativa vigente, ma tratterà il tema delle politiche abitative in una dimensione più ampia e aggiornata di quella attuale.
Tra l'altro, come ha richiamato nelle premesse della presentazione della sua iniziativa, questo aveva già portato, con una collaborazione fattiva da parte dell'Assessorato della collega Forcellati e della collega stessa, a una prima presentazione di una riforma della 3/2013 già nel 2025, che, per motivi politici assolutamente legittimi, non aveva poi visto, dopo un'approvazione della proposta di legge come legge quadro di riferimento, l'approvazione in Giunta ma poi non aveva visto… chiamiamolo lo sbarco in Consiglio regionale per motivi assolutamente legittimi da un punto di vista politico. Questo lavoro, avviato già nella scorsa legislatura, si è svolto appunto in un percorso condiviso e multidisciplinare sviluppato con il contributo dell'Università della Valle d'Aosta, il coinvolgimento di ARER, degli Assessorati competenti del Comune di Aosta e di enti e dei portatori di interesse del territorio, CELVA compreso.
Parallelamente alla nuova legge si rafforza l'impegno continuo dedicato, da un lato, a reperire e destinare sempre più risorse alla graduale valorizzazione e messa in disponibilità del patrimonio abitativo ERP; dall'altro, a realizzare e implementare le misure volte a sostegno della locazione e alla prevenzione del disagio socio-abitativo.
Si tratta in sostanza di lavorare coniugando la necessaria e vitale gestione del quotidiano a una programmazione e pianificazione di prospettiva, in coerenza con i continui mutamenti culturali, sociali e normativi. Da questo punto di vista, risulta cruciale ricordare la sentenza della Corte costituzionale relativa ai requisiti di residenza, l'ultimo passaggio verso la legge regionale della Regione Toscana di gennaio 2026, che incidono e incideranno direttamente anche sul tema della casa e che richiedono di affrontare il fenomeno del disagio socio-abitativo in un'accezione più estesa e completamente diversa da quella attuale. In tale direzione va l'impegno volto ad allargare l'attuale modello attualmente e sostanzialmente basato su gestione e assegnazione del patrimonio ERP verso una dimensione maggiormente sociale che trova concretezza con il protocollo recentemente, tra l'altro, approvato con il Comune di Aosta e con l'ARER stessa, quindi in una logica non soltanto di gestione dell'edilizia residenziale pubblica - lo abbiamo rappresentato anche prima quando abbiamo parlato di morosità - ma in una logica di ente sociale per la casa. Il protocollo, che deriva da una sperimentazione avviata nel 2024, è finalizzato a intercettare precocemente le situazioni di fragilità dei nuclei assegnatari e di attivare e dare continuità ai conseguenti interventi di sostegno e qualificazione del tessuto sociale nella direzione di prevenire il disagio socio-abitativo realizzando sul territorio regionale un modello integrato appunto tra politiche abitative e politiche sociali.
Venendo ai dati, il numero di nuclei in graduatoria del bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica è in diminuzione, potremmo anche definirla progressiva, però sicuramente in diminuzione. Dai 638 nuclei del 2023 si è scesi ai 580 nuclei del 2024, fino ad arrivare ai 512 nuclei del 2025 e questo andamento dimostra che, seppur permanga una significativa pressione sul bisogno abitativo, che non può essere negata, vi è la tendenza a un decremento progressivo dei nuclei familiari presenti in graduatoria. Ciò è dovuto anche, ma non solo, al fatto che la messa in disponibilità di ARER di nuovi alloggi sta mano mano producendo effetti concreti e, secondo me, per onestà intellettuale dobbiamo dirci che esiste una narrazione che rappresenta dei problemi, ma deve anche esistere in parallelo una narrazione che dice che, in realtà, il sistema sta lavorando e producendo risultati, consentendo quindi uno scorrimento annuale della graduatoria superiore rispetto alle nuove domande presentate.
Nella dimostrazione vi è il considerevole numero di alloggi, circa 320, che ARER ha adeguato, reso disponibile e assegnato nell'ultimo quinquennio: 320 alloggi in 5 anni. Ciò è stato possibile grazie a un sistema organico di azioni che hanno consentito di ottenere e utilizzare finanziamenti di varia natura sia a livello comunitario che a livello ministeriale, cui si aggiungono i finanziamenti regionali espressamente dedicati agli alloggi sfitti da rendere nuovamente assegnabili. A tali numeri, i 320 in 5 anni di cui sopra, si aggiungono 50 alloggi ad oggi già disponibili all'assegnazione, 72 alloggi che saranno disponibili entro il corrente anno riferiti al quinto lotto del Quartiere Cogne, 30 alloggi in corso di nuova realizzazione nelle ex soffitte delle Case Giachetti, che saranno ultimate entro l'inizio dell'anno prossimo, lei li ricorderà i sottotetti delle Giachetti in quanto Sindaco del Comune di Aosta, tema lunghissimo che riguarda anche i 10 anni e i Sindaci e gli Assessori ai lavori pubblici alla casa dei 10 anni precedenti al suo mandato 2015-2020.
Ancora: ulteriori 11 alloggi sono in attesa di conferma di finanziamento statale, mentre circa 40 non sono ancora stati assegnati poiché sono in corso di manutenzione nell'ambito del finanziamento regionale assegnato al Consiglio con legge di assestamento 25. È infine in corso di aggiudicazione la progettazione di 80 alloggi di nuove realizzazioni presso il Quartiere Dora. Dal 2021 ARER ha riavviato un importante investimento di riqualificazione ed efficientamento energetico che ha interessato circa 1.670 alloggi per un valore complessivo di circa 85 milioni di euro provenienti da fondi europei, statali, regionali e comunali, anche grazie a una grande azione politica fatta dal Comune di Aosta che non ha avuto particolari meriti in tal senso. Si è trattato di un impegno importante che ha valorizzato sia la qualità che la disponibilità del patrimonio abitativo pubblico. L'entità dei dati citati, secondo me, si spiega da sola e la mole di investimenti descritti dimostra come il percorso avviato stia producendo risultati concreti e di come sia, a mio avviso, fuori luogo affermare - e non è il caso della sua iniziativa - che si sta operando in un'ottica emergenziale. Si sta al contrario programmando e operando per realizzare strumenti e interventi capaci di frapporsi agli effetti indotti da dinamiche sociali, economiche e di mercato, che, come è noto a tutti, vanno ben oltre la realtà regionale. In tale direzione negli ultimi anni si sta lavorando anche per costruire una filiera integrata di interventi che collega l'edilizia residenziale pubblica ai servizi sociali e socio-sanitari, con percorsi progressivi di accompagnamento verso l'autonomia; ad esempio, il Centro servizi per la povertà e la stazione di posta "Casa Benedino" ne rappresentano il primo livello strutturato e non viene infatti offerta solo accoglienza notturna ma orientamento, supporto amministrativo, collegamento con i servizi sanitari e sociali e avvio di percorsi personalizzati.
Per le situazioni di gravi marginalità è attivo il programma "Dimore", che offre accoglienza accompagnata e un lavoro multidisciplinare verso l'autonomia con il coinvolgimento, quando necessario, dei servizi specialistici dell'Azienda USL. In caso di perdita dell'alloggio, tra l'altro, intervengono i servizi di prima accoglienza "Far Casa" con 30 posti e di emergenza abitativa con 40 posti, che garantiscono una sistemazione temporanea ma dignitosa. Sono inoltre attivi progetti di housing temporaneo e cohousing nei comuni di Quart e Montjovet nei quali la casa diventa punto di partenza per ricostruire la propria autonomia lavorativa e relazionale. In quest'ambito rientra anche l'alloggio del progetto "Riuscire" rivolto a persone in uscita dal carcere o in esecuzione penale esterna, in collaborazione con gli uffici per l'esecuzione penale esterna e la Casa circondariale. Tra le esperienze di innovazione sociale si colloca anche il progetto "Aquilegia", una sperimentazione di cohousing per persone anziane integrato con un orto sociale e didattico e quest'articolazione dimostra più di ogni altra considerazione come l'azione dell'Amministrazione regionale sia strutturata e volta a operare su più livelli della marginalità estrema alla prevenzione e alla promozione dell'autonomia, integrando politiche abitative, sociali e sanitarie in una visione di prospettiva e sostenibilità.
Aggiungo un dato che, a mio modesto avviso, deve essere rappresentato in termini di logica diversa anche nei confronti di ARER: dal 2023 al 2027, in realtà probabilmente 2028, ARER è destinataria di un trasferimento straordinario nella misura di 1 milione di euro all'anno, per cui, se ci fermiamo all'arco temporale 2023-2026: 2023, 2024, 2025, 2026 fanno 4 milioni di euro che assieme al collega Sapinet e al Governo regionale, sia nella precedente legislatura che in questa, stiamo trasferendo ad ARER per la gestione ordinaria, perché noi sappiamo che ARER, di fatto, per la propria operatività, vive dell'incasso delle pigioni. Nel momento in cui le pigioni hanno delle fluttuazioni per una serie di motivi naturalmente viene meno la possibilità di utilizzare quei fondi per la gestione straordinaria programmata e quindi per mettere poi in disponibilità alloggi. Ecco che quindi con questi trasferimenti si è riusciti a garantire ad ARER i fondi per operare e allo stesso tempo anche per fare manutenzione straordinaria programmata.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Centoz.
Centoz (PD-FP) - Grazie Assessore per la specificazione di tutto ciò che è stato fatto e si sta facendo. Sono soddisfatto che il percorso sulla legge regionale debba e possa essere ripreso, perché, come giustamente lei ha detto, è stato fatto un bel lavoro nella passata consiliatura e credo sia un'ottima base di partenza da cui cominciare a fare dei ragionamenti, quindi aspettiamo che il disegno di legge, immagino a questo punto, di iniziativa della Giunta arrivi nelle Commissioni competenti in modo da poter dare il nostro contributo.
Sicuramente nessuno nega ciò che è stato fatto, però sapere che ci sono ancora 500 persone in graduatoria pone dei punti interrogativi. È vero che lei lo ha evidenziato, il trend è in discesa, da 638 a 512 è sicuramente un trend in discesa, quindi va dato atto, però bisogna anche prendere atto che ce ne sono più di 500 che sono comunque in graduatoria e sui quali in qualche modo una risposta va data.
