Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 301 du 24 février 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 301/XVII - Interpellanza: "Criticità nell'utilizzo della piattaforma Place VdA".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 28 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Dopo il "Carramba! Che sorpresa" della precedente, quasi mi vergogno un pochino di presentare un'iniziativa molto più semplice e molto più limitata nelle portate e nelle possibili sollecitazioni di… sì, anche di conseguenze. Quest'interpellanza affronta una questione tecnica, così disturbo e faccio anche lavorare il nostro collega giovane. È un problema tecnico che incide però sul funzionamento quotidiano della Pubblica Amministrazione, in particolare sul rapporto tra enti pubblici, imprese e professionisti. Il tema qual è? Quello della digitalizzazione delle procedure di gara e di affido di lavori e servizi pubblici. Negli ultimi anni il sistema degli appalti pubblici è stato interessato da una trasformazione molto significativa. Il nuovo quadro normativo nazionale ha infatti imposto il passaggio completo alla gestione digitale delle procedure, con l'obiettivo di aumentare la trasparenza, la tracciabilità e l'efficienza amministrativa, obiettivo assolutamente condivisibile. L'interpellanza che presentiamo giunge, tra l'altro, dopo l'illustrazione, nella scorsa settimana, in III Commissione, della proposta di atto amministrativo concernente l'approvazione della disciplina degli affidamenti di competenza delle strutture regionali e delle centrali di committenza regionali ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 2/2024. Ricordo brevemente che la legge regionale n. 2/2024 ha ridefinito in maniera significativa l'organizzazione delle funzioni di committenza nel nostro territorio, inserendosi nel quadro più ampio del nuovo Codice dei contratti pubblici. In questo contesto la Regione autonoma ha confermato e strutturato un modello che presenta alcune particolarità rispetto ad altre Regioni, cioè la presenza di due centrali di committenza, tanto per capirci in sigle, la CUC e la SUA, che fondamentalmente si occupano di due temi diversi: nel senso che la CUC, gestita da IN.VA., opera principalmente per l'acquisizione di servizi e forniture, mentre la SUA, Stazione Unica Appaltante regionale, per intenderci, opera all'interno dell'Amministrazione regionale e si occupa di affido dei lavori pubblici e dei servizi di architettura e ingegneria. Questa duplice impostazione, questa bipartizione risponde comunque a una condivisibile, da parte nostra, logica di specializzazione delle funzioni. I lavori pubblici, infatti, hanno delle caratteristiche diverse e richiedono effettivamente un approccio diverso. Tra l'altro, è stata anche l'occasione interessante in III Commissione di fare i complimenti a un dirigente che si è occupato del tema e che ha sviluppato il sistema in maniera direi encomiabile, ma tutti l'hanno riconosciuto, in primis l'Assessore, a questo dirigente, che purtroppo va in pensione, ma speriamo che abbia lasciato un'eredità in termini di competenze assolutamente valida. Siccome questo modello è un modello particolare ed è in continua evoluzione, per noi è importante semplicemente capire se effettivamente questo modello funziona. Aggiungo alle domande specifiche che ho fatto nell'interpellanza alcune domande, a cui ovviamente l'Assessore non è tenuto a rispondere, ma, se ha interesse e voglia, potrà farlo, altrimenti sarà oggetto magari di ulteriori iniziative. Le domande generali sono: se questo modello duale fra CUC e SUA stia garantendo, come sembra, effettivamente una maggiore efficienza.

Una seconda domanda, più di carattere generale, è l'impatto di questo nuovo sistema sugli Enti locali valdostani, ricordando che la nostra realtà è fatta di molti Comuni di territori montani con strutture amministrative molto ridotte. Per questi enti il funzionamento efficiente delle centrali di committenza non è solo un tema organizzativo, ma una condizione a volte essenziale per riuscire a realizzare interventi, accedere a finanziamenti e rispettare le scadenze dei programmi di investimento.

Terzo tema è il tema della qualificazione delle stazioni appaltanti, introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici. La legge regionale n. 2/2024 si inserisce proprio in questa logica, cioè rafforzare strutture centralizzate in grado di operare con competenze adeguate e garantire procedure più solide dal punto di vista tecnico e giuridico. È stato citato di nuovo in III commissione il ruolo della Consulta regionale per i contratti pubblici, che è prevista dalla legge e che dovrebbe monitorare le criticità, quindi fornire anche delle risposte ad alcune domande che ho posto.

Penultima domanda di carattere generale: se il carico di lavoro attuale delle due strutture è carico di lavoro adeguato, se i tempi sono rispettati e se, appunto, la Regione sta monitorando i tempi. Vado nello specifico dell'interpellanza. La gestione degli acquisti di servizi e forniture si presta a un'organizzazione centralizzata e digitalizzata, come peraltro è. La struttura di IN.VA. negli anni ha sviluppato competenze che bisogna riconoscerle e rappresenta uno strumento di riferimento importante per numerosi Enti locali del territorio, ma anche e soprattutto per professionisti e fornitori. È proprio per questa centralità che riteniamo importante porre alcune questioni che emergono con sempre maggiore frequenza da parte di chi utilizza questo sistema, cioè professionisti, imprese, studi tecnici e, come ho già detto, anche da parte degli Enti locali stessi, che sono assimilabili a delle piccole aziende in termini di competenze interne per utilizzare queste strutture. Le segnalazioni riguardano soprattutto la complessità operativa della piattaforma, cioè procedure di accesso non sempre immediate, difficoltà nel caricamento dei documenti, incompatibilità con alcuni browser, blocchi delle utenze, interfacce poco intuitive e, più in generale, la necessità di possedere competenze informatiche non banali per alcune persone. Questo non è un dettaglio trascurabile, perché, purtroppo, se una piattaforma diventa complessa da utilizzare, il rischio è quello di creare una barriera d'ingresso, soprattutto per le piccole e medie imprese e per i professionisti che operano sul territorio e, come ho già detto più volte, anche per gli stessi Enti locali. Questo contrasterebbe con uno degli obiettivi fondamentali del sistema degli appalti pubblici, cioè favorire la più ampia partecipazione possibile. È qui che nasce la nostra preoccupazione, cioè la percezione che molti hanno avuto che ci sia stata, oltre che una lodevole e importante semplificazione, anche una parallela complessificazione, che probabilmente è legata anche al fatto che stanno usando strumenti informatici che molte persone non sono così preparate a utilizzare. È però compito anche dell'Amministrazione riuscire a renderli accessibili, com'è stato detto anche in altre iniziative, in altri ambiti, a persone… ha parlato, quando si parlava delle liste d'attesa, delle tutele questa mattina e il tema è lo stesso.

Porto soltanto alcune esperienze di alcune Regioni italiane che si sono mosse in maniera molto diversificate: ad esempio, la Regione Lombardia ha sviluppato una piattaforma unica regionale molto strutturata, UNICA, accompagnata da programmi di formazione continua per gli Enti locali e gli operatori, oltre a sistemi di monitoraggio sull'usabilità. Questi due elementi, la formazione continua e i sistemi di monitoraggio, sono domande che sono incluse nell'interpellanza, perché in effetti sono elementi importanti. La Regione Emilia-Romagna ha investito molto negli ultimi anni su piattaforme integrate.

Ultimo elemento estremamente interessante, in molte Regioni è stato introdotto un sistema di valutazione sistematica dell'esperienza utente, cioè non solo verifiche tecniche, ma analisi su quanto le piattaforme siano realmente utilizzabili da chi deve operare ogni giorno con la Pubblica Amministrazione.

Ovviamente il problema è che, se la digitalizzazione non è accompagnata da semplificazione reale delle procedure, si rischia semplicemente di traslare online un problema di burocrazia che prima era cartaceo, con conseguenti frustrazioni, eccetera.

Nel dettaglio, ovviamente, la nostra iniziativa non ha assolutamente nessun fine polemico, anzi, semplicemente vuole verificare alcune cose per capire se effettivamente c'è spazio di miglioramento. Le domande sono incluse nell'interpellanza, visto che è scaduto il tempo, non le rifaccio.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Lotto.

Lotto (CA) - Grazie colleghi. Innanzitutto, grazie Presidente. Risponderò innanzitutto alle domande che voi avete messo nell'interpellanza. Per le domande che sono poi state fatte durante, appunto, l'esposizione, vi inviterei magari o a fare una successiva iniziativa o comunque ricordo che, com'è stato detto dal collega Lavevaz, le porte dei nostri uffici sono sempre aperte e ci fa sempre piacere il confronto in questo senso. In premessa ci tengo innanzitutto a evidenziare come la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici non possa prescindere dal rispetto delle disposizioni del Codice dell'Amministrazione Digitale, il CAD, di cui al decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82, che, in coerenza con il piano triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, garantisce l'esercizio dei diritti della cittadinanza digitale, fissa i principi di neutralità tecnologica, di trasparenza, nonché di protezione dei dati personali e di sicurezza informatica e di interoperabilità, in attuazione del principio once only, che stabilisce che i cittadini e le imprese non debbano fornire più volte le stesse informazioni alla Pubblica Amministrazione. L'attuazione della digitalizzazione e del principio dell'once only, correlata all'obbligatorietà dei dati trasmessi dalle piattaforme di approvvigionamento digitale verso la banca dati nazionale dei contratti pubblici, consentono di migliorare la qualità dei dati e la loro tempestività, con effetti positivi anche sull'attività di monitoraggio dell'esecuzione dei lavori pubblici.

In questo quadro la piattaforma Place VdA è certificata secondo le disposizioni in tema di digitalizzazione previste dal nuovo Codice dei contratti pubblici e risponde alle regole tecniche emanate da AGID d'intesa con l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Dipartimento per la trasformazione digitale e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il cui ultimo aggiornamento è stato pubblicato il 31 dicembre 2025.

Il sistema in uso in Valle d'Aosta, tra l'altro, è la soluzione più diffusa a livello nazionale e in uso da parte di svariati soggetti aggregatori a livello regionale. Per citarne solo alcuni, c'è Intercenter dell'Emilia Romagna, SCR del Piemonte, Trentino Digitale della Provincia autonoma di Trento, Estar della Regione Toscana e di città metropolitane quale Roma Capitale, Napoli e Reggio Calabria.

Sono poi interessanti i numeri degli utilizzatori della piattaforma di Place VdA, che conta 163 stazioni appaltanti, 1.934 utenti di stazioni appaltanti, 16.486 operatori economici registrati e 17.590 utenti di operatori economici registrati.

Passando più specificatamente ai quesiti, e in particolare al primo, che richiede: "se la Giunta regionale sia a conoscenza delle segnalazioni di difficoltà operative e di utilizzo della piattaforma Place VdA da parte di professionisti, operatori economici ed enti locali e, in caso affermativo, che valutazioni ne abbia date", gli uffici non sono a conoscenza di segnalazioni specifiche, ma abbiamo preso atto da parte di IN.VA. che si sono verificati dei rallentamenti nelle prestazioni nel periodo novembre-dicembre 2025 a causa di un sovraccarico di richieste che risultano, però, appunto, ad oggi superate. In ogni caso IN.VA. fornisce da tempo uno specifico canale telefonico a supporto degli operatori, sia sul lato della domanda che su quello dell'offerta, garantendo assistenza online e nell'immediato a un numero elevatissimo di utenti. Le chiamate di supporto risultano oltre 13.500 su base annua. Naturalmente l'obiettivo è non solo di mantenere il servizio ed elevarne il più possibile gli standard di qualità, ma di lavorare affinché le esigenze di supporto degli utenti progressivamente diminuiscano e su questo avrò modo di tornare in seguito.

Rispetto al secondo quesito, inerente a "effettuazione o previsione di monitoraggio, analisi o rilevazioni sistematiche sull'usabilità, sull'accessibilità e sulla funzionalità della piattaforma Place VdA, anche attraverso il coinvolgimento degli utenti, in particolare dei professionisti e piccole realtà economiche che operano con la Pubblica Amministrazione", ovviamente, come previsto dalla normativa vigente, il fornitore della piattaforma esegue regolarmente verifiche sull'usabilità, sull'accessibilità e sulla funzionalità della piattaforma Place VdA prima di ogni rilascio di nuove versioni, che sono tre o quattro volte l'anno.

Infine, relativamente al quesito: "quali interventi siano stati messi in atto o si intendano mettere in atto per semplificare l'utilizzo della piattaforma, riducendo criticità tecniche, requisiti informatici troppo complessi, necessità di assistenza, e per migliorarne l'interfaccia, che risulta poco intuitiva e piuttosto vecchia come concezione", nell'ottica che richiamavo in precedenza, cioè quella di fare in modo che progressivamente gli utilizzatori di Place VdA si rendano quanto più indipendenti in un utilizzo agile e autonomo della piattaforma, confermo che a livello regionale sono in atto degli interventi per l'aggiornamento della manualistica e per la creazione di pillole video informative per agevolare gli utenti nell'utilizzo della piattaforma. A livello nazionale poi nel mese di gennaio 2026 è stato istituito un tavolo di coordinamento tra i principali soggetti aggregatori, tra i quali quelli che ho richiamato in apertura, allo scopo di: 1) condividere l'evoluzione della piattaforma in modo da creare le condizioni per garantire l'implementazione delle manutenzioni evolutive in tempi adeguati e a un costo sostenibile; 2) stimolare un confronto in merito agli adempimenti delle Pad e raccogliere contributi per i tavoli nazionali.

In conclusione, in uno spirito del tutto costruttivo e collaborativo, com'era quest'interpellanza, che apprezzo ovviamente, invito le associazioni di categoria, la Chambre o chi si ritenga interessato a contattare IN.VA., che si è resa assolutamente disponibile per l'organizzazione di eventuali eventi formativi rivolti agli operatori economici locali che dovessero ancora riscontrare delle difficoltà.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Grazie Assessore, come sempre preciso nelle risposte. Peraltro, mi ha anche risposto ad alcune domande che avevo fatto di carattere generale.

Chiaramente poi io, personalmente, nel lavoro precedente la piattaforma Place l'ho utilizzata proprio quotidianamente, mi viene da dire, perché abbiamo vissuto di gare d'appalto tutti gli anni in maniera importante, quindi è chiaro che conosco bene il sistema e devo dire che noi al nostro interno, essendo già una struttura abbastanza grande, abbiamo acquisito nel tempo una certa dimestichezza con la piattaforma.

Le segnalazioni che mi sono arrivate mi sono arrivate da singoli professionisti, fondamentalmente, perché è chiaro che quella è la difficoltà, e da piccoli Comuni, soprattutto quando si parla di affidi diretti, nel senso che la procedura per l'affido diretto di un Comune che vuole dare un piccolo incarico sottosoglia a un professionista risultava complicata per il piccolo Comune e il professionista, che ne sapeva ancora meno dei funzionari del piccolo Comune, si trovava poi in difficoltà. In alcuni casi ha bloccato proprio, nel senso che poi alla fine il professionista si è stufato e ha rinunciato anche all'incarico.

Stiamo parlando di casi isolati e quindi non ne voglio fare assolutamente una questione di carattere generale. Sicuramente sentire il parere degli Enti locali e della Chambre è un'ottima idea. Ovviamente sapevo che ci sono queste verifiche che sono previste dalla normativa, non so se sono a campione e con che cadenza, questo mi sfugge, anche perché noi, forse, come cooperativa, precedentemente non siamo mai stati inseriti, quindi non sapevo di questa possibilità. Assolutamente, e chiudo, interessante l'idea di queste pillole video, perché alla fine della fiera ormai viviamo di tutorial per qualsiasi cosa. Io ho dovuto farlo anche per il nodo della cravatta, perché, non essendo un grande utilizzatore di cravatte, ho dovuto utilizzare un tutorial per metterla. È assolutamente valido quindi, perché quello sì, è facile, è immediatamente fruibile, eccetera. Io quindi la ringrazio comunque ed eventualmente, se ci saranno altre questioni, ci sentiremo più tardi.