Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 291 du 24 février 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 291/XVII - Interrogazione: "Disparità di erogazione dei buoni pasto per gli studenti frequentanti le scuole superiori di secondo grado della Valle d'Aosta non residenti nel territorio regionale".

Aggravi (Presidente) - Punto 18 all'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Con questa iniziativa si chiede: "se corrisponda al vero che agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Valle d'Aosta non residenti in regione non vengano erogati buoni pasto o le relative agevolazioni e quali siano i riferimenti normativi del caso". In maniera molto sintetica la risposta è sì, ma ovviamente gli interroganti lo sapevano, sennò non l'avrebbero chiesto. Gli avvocati insegnano che non bisogna mai fare una domanda se non si sa la risposta. Qua non è sempre vero, credo, però insomma… Effettivamente è così, nel senso che c'è una norma risalente nel tempo, è una norma del 1993, la legge 68 del 1993, in particolare all'articolo 12bis al comma 3, che prevede che la Regione possa concorrere alla spesa per il servizio di mensa a favore delle tipologie di studenti di diversi ordini e grado residenti in Valle d'Aosta, demandando poi alla Giunta regionale la disciplina nel dettaglio della parte più pratica. In ultimo, l'ultima delibera di Giunta - nel tempo ce ne sono state tante, ovviamente, dal 1993 in poi - è risalente al 2024 ed è la n. 426 del 19 aprile 2024, che, ripeto, recepisce ovviamente tale criterio - non può fare altro, perché la delibera di Giunta non può certo decidere diversamente rispetto alla legge regionale - quindi ad oggi ai residenti fuori Valle frequentanti le scuole valdostane non viene erogato nessun tipo di aiuto per quanto riguarda il servizio di mensa. La norma prevede, a dire il vero, delle eccezioni per i non residenti che riguardano però delle categorie specifiche, per i quali il percorso di residenza è condizionato da situazioni esterne - esogene, diciamo così -, quindi si tratta di profughi di guerra, di stranieri richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Io non ho il dato, perché non c'è stato il tempo, non è un dato che abbiamo pronto all'uso, ma è comunque un dato che interessa anche a me, quindi ho chiesto di fare questa verifica per capire quanti sono, perché evidentemente non deve essere una situazione normale il fatto che uno frequenti una scuola da non residente. Ovviamente, se uno è stanziale in un posto, deve anche avere la residenza in quel posto. Effettivamente però ci sono delle situazioni: penso a figli di militari o a gente che ha degli incarichi di lavoro, quindi ovviamente i figli seguono la famiglia, perché sennò, ripeto, non deve essere la normalità che uno non sia residente dove risiede in maniera stabile, se invece sono situazioni temporanee, è un altro discorso, al momento questo è. Sulle riflessioni legislative siete voi, siamo noi, quindi, se vogliamo modificare la legge, poi la Giunta seguirà ovviamente quello che la legge prevede.

Presidente - La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Grazie anche all'assessore Lavevaz, perché nel suo intervento, molto onesto, a mio parere, ha però confermato un problema. Magari è un problemino, però è un problema di alcuni studenti. L'assessore Lavevaz ha detto: "sì, in condizioni particolari…", eccetera, noi siamo stati sollecitati da insegnanti di scuole della Bassa Valle, scuole superiori, che hanno studenti di fuori Valle, diciamo così, ma nella cintura del fuori Valle, che hanno scelto di venire a studiare nella nostra regione… è stata ed è una scelta che per noi deve essere importante, perché l'hanno scelto per qualità dell'insegnamento, degli insegnanti, quindi del corpo docenti, e per vicinanza. È soprattutto nei loro confronti che si esplica questa disparità di trattamento, perché noi sappiamo che i rientri pomeridiani… con il fatto che quasi tutte le scuole ormai, soprattutto le superiori, il sabato stanno a casa, hanno dei rientri importanti. Questi studenti, che in realtà vengono anche a implementare le nostre scuole della Bassa Valle, però non possono fruire del buono pasto. È una situazione quindi un po' delicata, che noi dovremmo un po' tutti insieme, Consiglio, Esecutivo, un po' maggioranza e minoranza, prendere in mano e provare ad affrontare. Condivido quello che lei dice: come prima cosa facciamo un'analisi e dobbiamo avere i tempi, giustamente, i tempi adeguati, un'analisi anche quantitativa, quindi capire, però, al di là del cambiamento della norma, che è fondamentale, potrebbe anche essere un segnale importante.

Provo a dire anche altre due cose: la prima è che c'è una disparità con il sistema universitario, perché, mentre per le scuole superiori la residenza è un muro, perché oggi è così, per l'università vige una normativa diversa: gli studenti iscritti all'Università della Valle d'Aosta, del Politecnico possono accedere ai buoni pasto a tariffa agevolata indipendentemente dalla residenza purché in possesso dei requisiti di merito e reddito, potremmo renderlo analogo e trasportarlo anche alle scuole superiori. Questa differenza di trattamento tra uno studente universitario fuori Valle agevolato e uno studente delle superiori da fuori Valle non agevolato è uno dei punti centrali di questa criticità, è una cosa sulla quale dobbiamo riflettere.

Aggiungo che c'è un punto debole: è vero che, per carità, la competenza legislativa è importante, però noi sappiamo che il decreto legislativo 63 del 2017, poi legge "Buona scuola", ha introdotto il sistema di welfare scolastico, cioè ha introdotto un concetto importante: che la scuola non è solo la scuola sui banchi, ma è anche quello che c'è intorno, quindi i trasporti, la mensa o altro. Proviamo insieme quindi ad affrontare e magari risolvere anche queste difficoltà.