Objet du Conseil n. 289 du 24 février 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 289/XVII - Interrogazione: "Il CRIA e la sua sede".
Aggravi (Presidente) - Punto 16 all'ordine del giorno. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Con questa iniziativa il collega chiede se la procedura di ricerca dell'immobile da destinare a sede definitiva del CRIA si sia conclusa e se l'acquisto dell'immobile dell'ex banca di Corso Padre Lorenzo ne rappresenti effettivamente l'esito finale; poi quali siano le tempistiche previste e infine se l'uso non esclusivo, ma in condivisione con l'ITPR di tale edificio permetta e garantisca al CRIA una sede stabile. Su questo devo dire che mi sono confrontato qualche settimana fa con i progettisti della prima fase, diciamo del Docfap, che ancora non è approvato dalla Giunta e mi sono state presentate le diverse fasi progettuali di questo progetto.
Indubbiamente l'acquisizione dell'ex banca di Corso Padre Lorenzo è stata un passaggio fondamentale. Va specificato fin da subito che, ahimè, i locali dell'ex banca, per la loro conformazione fisica, non permettono un uso, così come sono, per usi scolastici, perché l'edificio, se avete presente, è molto stretto e lungo e quindi non permette la possibilità di fare delle aule. Sarebbero delle aule corridoio, in buona sostanza, essendo un locale molto molto stretto. Quest'acquisizione però ovviamente ha permesso di avviare questa progettazione, che ritengo una progettazione molto interessante, per diversi aspetti che adesso vi dico. In primis sicuramente per il fatto, ovviamente, di avere la possibilità di un collegamento con l'ITPR, il che permette, da un lato, di avere una flessibilità, che è quello che abbiamo visto in tanti casi in questi anni di grandi passaggi a livello di lavori all'interno degli edifici scolastici e che non sempre c'è, perché gli edifici ovviamente sono costruiti in una determinata epoca per una determinata necessità: quando questa necessità poi cambia, ovviamente non c'è mai, o quasi mai, questa flessibilità di adattarsi alla situazione. Invece il lato interessante di questo progetto, io credo, di una o due di queste soluzioni progettuali che sono presentate, alle quali poi la Giunta dovrà dar seguito con l'approvazione del Docfap e poi con le fasi successive, che però richiedono anche, ovviamente, il reperimento delle risorse, cosa non banale, dicevo due di queste soluzioni permettono un collegamento totale con l'ITPR da un lato, mantenendo però un accesso totalmente separato rispetto all'ITPR, che sappiamo essere sul lato nord. Con quest'acquisizione invece l'accesso rimarrebbe sul lato di Corso Padre Lorenzo, con una segreteria dedicata, alcune aule dedicate e poi appunto una parte dell'edificio che garantirebbe una certa flessibilità, quindi con una sorta di possibilità di spostamento del setto di divisione. Ovviamente un setto completamente stagno, perché saranno due istituzioni completamente separate e deve essere tale, ma c'è la possibilità, con poca spesa, di spostare questo setto di qualche metro e di recuperare uno spazio di aule a seconda delle necessità.
Sul progetto complessivo si recuperano tutti gli spazi dei laboratori, si recupera una dozzina di aule sopra i laboratori, oltre a quattro aule che sarebbero all'incirca in corrispondenza dei locali dell'ormai ex banca e un'autorimessa nella parte inferiore, ovviamente necessaria con una nuova istituzione scolastica che sappiamo essere anche peraltro in crescita, è un progetto quindi che ho ritenuto molto interessante. Come dico, è un progetto in fase di Docfap ancora non approvato, quindi le soluzioni progettuali saranno ancora da scegliere, ma ritengo che siano molto interessanti per questi aspetti che vi dicevo.
Per quanto riguarda i tempi, ovviamente al momento diventa difficile fare delle previsioni per il semplice fatto che le risorse ancora non ci sono e sono comunque risorse importanti, che andranno reperite nei prossimi anni, io spero anche con fonti di finanziamento extra bilancio regionale. Abbiamo però avuto la disponibilità da parte del Convitto Chabod a continuare a ospitare il CRIA fino all'anno scolastico 2027-2028 compreso, quindi abbiamo comunque un paio d'anni ancora di ossigeno, poi chiaramente una soluzione ponte comunque andrà trovata, perché questi lavori sicuramente non saranno terminati per fine 2028, non avendo ancora ad oggi una copertura economica definita.
Per venire a una risposta sintetica rispetto alla domanda, quindi, se l'acquisizione di quell'area e di quell'immobile sia da ritenersi come soluzione definitiva per il CRIA, mi sentirei di dire sì, perché, ripeto, le progettazioni che sono in corso vanno in quella in quella direzione e, secondo me, anche in una direzione, dal punto di vista tecnico-ingegneristico, molto interessante, anche per le evoluzioni successive anche dell'ITPR.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) - Grazie Assessore. Innanzitutto mi fa piacere, non avevo dubbi, che condividiamo l'importanza del CRIA e soprattutto lo sviluppo che ha, anche perché è una scuola, senza togliere nulla alle altre, che ha una valenza mi vien da dire anche sociale, di una rilevanza non indifferente.
Mi preoccupano, ma credo che si intuisse anche dalla sua espressione, le tempistiche, nel senso che, se addirittura siamo nella fase in cui ancora bisogna reperire le risorse, rischiamo di parlare di parecchi anni prima di arrivare a una soluzione definitiva. La soluzione tampone con il Convitto, che conosco bene, c'è. È una buona convivenza, peraltro e, tra l'altro, la rettrice del Convitto ha avuto la reggenza anche l'anno scorso, nel passato anno scolastico, quindi conosciamo abbastanza bene i termini. Mi chiedevo solo, ma può darsi che non abbia capito io: le risorse non ci sono per quali fasi? Perché in effetti al momento c'è solo la progettazione di base. Okay, immaginavo. Questo ovviamente aumenta ulteriormente la preoccupazione. Credo che non ci sia da dire nulla. La sede io non la conosco, ovviamente, però mi fido assolutamente della sua valutazione sul fatto che almeno ci siano già due proposte valide come alternative. Credo che la flessibilità, in un'epoca appunto di sviluppi e contrazioni di scuole, possa avere anche un vantaggio, perché effettivamente con un piccolo intervento si possono poi utilizzare degli spazi o per un'istituzione o per l'altra. Grazie comunque della risposta.
Presidente - Colleghi, se siete d'accordo, farei una pausa sino alle 17:30. I lavori consiliari sono sospesi.
La seduta è sospesa dalle 17:13 alle 17:34.
