Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 282 du 24 février 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 282/XVII - Interrogazione a risposta immediata: "Aggressione al personale sanitario".

Aggravi (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Punto 8.03 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Come non sarà sfuggito ovviamente a quest'aula e a chi ci segue, nella notte fra il 18 e il 19 febbraio si è purtroppo verificato un evento che esecrabile è dire poco, ovvero un'aggressione ai danni degli operatori e dei lavoratori del settore sanitario che operano all'ospedale Parini, a opera di un soggetto, peraltro già noto anche alle Forze dell'ordine, che ha colpito, oltre che con sputi, anche con colpi di altra natura, il personale presente, che poi è stato ovviamente immobilizzato e messo nella condizione di non nuocere. Alla luce di questo, abbiamo letto anche quello che ha dichiarato il direttore sanitario Mauro Occhi, che ha detto che l'azienda monitorerà nel tempo per studiare eventuali ulteriori misure di contenimento visto che, nonostante la dimensione del fenomeno ridotta, noi abbiamo riportato i dati di aggressione al personale sanitario, sono segnali da non sottovalutare, sempre secondo quello che è stato detto appunto dal dottor Occhi, che ha aggiunto: "Sono comportamenti violenti non tollerabili e richiedono la massima attenzione". Proprio alla luce di questa necessaria massima attenzione, formulando ovviamente la nostra solidarietà al personale sanitario aggredito, chiediamo con questa iniziativa di comprendere quali azioni siano state messe in atto per garantire la sicurezza fisica e psicologica del personale sanitario operante in Valle d'Aosta.

Presidente - La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) - L'episodio, come da lei richiamato, avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 febbraio presso il Pronto soccorso dell'ospedale Umberto Parini, è un fatto grave, che condanniamo con fermezza. Esprimiamo di nuovo piena solidarietà al medico, all'infermiera, all'OSS e agli agenti delle Forze dell'ordine che sono stati coinvolti. La sicurezza degli operatori sanitari è una priorità, ne abbiamo già parlato in quest'aula, senza la tutela di chi lavora nei nostri presidi non è possibile garantire il diritto alla salute dei cittadini. Come già ricordato, appunto, il fenomeno dell'aggressione al personale sanitario è oggetto di attenzione a livello nazionale, tanto che il legislatore ha inasprito le pene e ha reso questi reati perseguibili d'ufficio, anche in Valle d'Aosta il fenomeno esiste e non va sottovalutato.

L'azienda USL ha messo in atto diverse misure: una procedura operativa interna per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza; attività di formazione specifica sulla gestione del conflitto e delle situazioni ad alta tensione emotiva; campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte all'utenza, che sono disponibili a chiunque frequenti l'ospedale, da questo punto di vista; oltre 200 dispositivi di videosorveglianza installati nei presidi sanitari e una collaborazione costante e continuativa con la Questura, che ha consentito interventi tempestivi nei casi più critici. Sappiamo però che strumenti tecnologici e presidi di sicurezza da soli non eliminano il rischio. Per questo è allo studio un ulteriore sistema di allarme dedicato al pronto soccorso, insieme al rafforzamento del supporto degli operatori coinvolti in eventi traumatici. È infatti evidente che il tema richiede un approccio strutturale, fatto di prevenzione e formazione, collaborazione con le Forze dell'ordine, responsabilità istituzionale nel linguaggio pubblico. Le tensioni legate ai servizi sanitari non possono e non devono tradursi in aggressione verso chi ogni giorno opera con professionalità e dedizione alla salute e al benessere della nostra e della propria comunità. L'attenzione dell'Assessorato è alta e costante e continueremo a sostenere l'azienda nell'adozione di misure concrete per garantire la sicurezza fisica e psicologica del personale sanitario, nella consapevolezza che tutelare gli operatori significa tutelare l'intero servizio sanitario pubblico regionale.

Cogliamo anche l'occasione per richiamare tutti i soggetti decisori a un contegno istituzionale sempre più volto alla comprensione e al sostegno a tutti gli operatori medici, sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali per evitare a nostra volta di partecipare all'attività di indistinto attacco contro la sanità, una narrazione generalizzata e continuativa sulla sanità in termini di operato quotidiano volto sempre e solo a renderne evidenti i problemi o le criticità non aiuta i facinorosi a mantenere un giusto equilibrio.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA CDA) - Assessore, era partito tanto bene, condividevo tutto quello che lei aveva detto, ha dovuto chiudere dicendo che fondamentalmente non si può criticare la sanità sennò qualcuno si sente legittimato ad aggredire il personale sanitario. Mi dispiace, Assessore, su questo ovviamente non siamo d'accordo: non siamo d'accordo perché è chiaro che credo che faccia anche parte del nostro lavoro formulare delle critiche, delle osservazioni e anche delle proposte.

Sulla questione invece relativa ai presidi tecnologici è giustissimo, servono a fotografare il momento in cui si compiono delle violenze e, come giustamente ha detto, ovviamente non sono sufficienti. Sicuramente un pulsante di emergenza può essere una risposta, anche fare in modo che ci sia un presidio maggiormente… come dire? (incomprensibile) e operativo all'interno della struttura potrebbe avere una sua risposta.

Per il momento la ringraziamo. Ci auguriamo di poter continuare a formulare le nostre osservazioni in futuro.