Objet du Conseil n. 610 du 12 novembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 610/VII - SOLIDARIETA' ALLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE E IMPEGNO PER ADDIVENIRE AD UN RECIPROCO RICONOSCIMENTO FRA OLP E ISRAELE. (Inizio di discussione di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Minuzzo:
MOZIONE
In questi giorni abbiamo assistito nel Paese ad una crescente fomentazione di odio nei confronti del popolo ebraico. A nulla sono valsi i richiami, pur autorevoli, che sono stati levati per arginare un antisemitismo che stava insorgendo.
Con l'attentato alla Sinagoga ebraica di Roma è ripresa in tutta la sua brutalità la violenza contro un popolo che già ha pagato con la morte e la deportazione l'odio antisemita predicato dal nazi-fascismo;
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREOCCUPATO per l'insidia dell'antisemitismo strisciante della ripresa di una discriminazione che già si era avuta nella decisione di alcune organizzazioni sindacali di boicottare i voli da e per Tel Aviv e nell'attentato di Milano;
REPRIMENDO la profonda e commossa solidarietà politica e morale alle famiglie dei colpiti, alle Comunità ebraiche italiane e in particolare a quella di Roma;
CONVINTO che la lotta all'antisemitismo sia un dovere di tutte le istituzioni democratiche;
DA MANDATO
al Presidente del Consiglio regionale di farsi interprete dei sentimenti di solidarietà alle Comunità ebraiche italiane e impegnare il Governo italiano ad operare affinché si giunga ad un reciproco riconoscimento tra OLP e Israele.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Anche questa mozione probabilmente non è più tanto tempestiva in quanto è già stata rinviata dal passato Consiglio, però ritengo sia necessario da parte del Consiglio regionale della Valle d'Aosta manifestare contro queste azioni di crescente antisemitismo che stanno venendo avanti nella nostra nazione. Qualche collega avrà da obiettare sul fatto che si dà mandato al Presidente del Consiglio di farsi interprete dei sentimenti di solidarietà alle comunità ebraiche italiane mentre si impegna il Governo italiano ad operare affinché si giunga ad un reciproco riconoscimento fra l'OLP e Israele; ma la questione del Governo attuale penso non possa inficiare questa mozione in quanto prima o poi un Governo lo si dovrà fare. Al momento, fintanto che non si andrà a nuove elezioni, questo Governo, seppure dimissionario qualora il Parlamento non gli rinnovi la fiducia, rimarrà in carica. Ritengo sia necessario, dopo tutta questa campagna montata dai media di diversa parte, manifestare la nostra solidarietà al popolo ebraico.
Il semitismo crescente, queste manifestazioni di solidarietà esclusiva nei confronti dell'OLP, hanno un po' fatto degenerare quella che era l'opinione italiana sul popolo di Israele; oltretutto non si può confondere lo Stato di Israele con la popolazione di Israele, per cui per questa mozione come per l'altra sono disponibile ad eventuali emendamenti che i colleghi Capigruppo vorranno suggerire ai colleghi Consiglieri, cosicché la manifestazione sia condotta nel modo più unitario possibile.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol.-Nuova Sin.): Nell'esprimere il mio parere su questa mozione, vorrei un po' precisare che qui si sta facendo una certa confusione fra antisemitismo, antiebraismo, sionismo, antisionismo e opposizione alla politica che sta conducendo in questo momento il Governo Begin. Ritengo che tutti debbano essere fermamente contrari a qualsiasi azione terroristica condotta nei confronti di persone inermi, quali quelle che stavano uscendo dalla Sinagoga a Roma, intente a fare qualcosa di assolutamente legittimo e non dannoso per nessuno. Sono stati colpiti dei bambini e questo fatto ce la rende ancora più ripugnante; tuttavia una parte di questa mozione non è accettabile e mi riferisco al punto dove si dice: "Preoccupato per l'insidia dell'antisemitismo strisciante". Ritengo che nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali non ci fosse quella di manifestare una forma di antisemitismo, bensì una precisa e dura condanna del comportamento del Governo di Tel Aviv, condanna che accomuna il giudizio delle organizzazioni sindacali italiane, di gran parte della popolazione italiana e dei mass media del mondo, ad una percentuale fortissima della popolazione di Israele, quella stessa che ha messo sotto accusa il Governo Begin ed i suoi ministri e li sta processando pubblicamente per il loro comportamento nei confronti della popolazione libanese e civile palestinese nei campi di Beirut. Questa mozione quindi mi va bene, con l'esclusione della parte che ho citato prima,
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Anche secondo noi bisogna apportare qualche modifica alla mozione; proponiamo che si tolga il I° comma ed il III° comma e cercherò di spiegarne il perché.
Il I° comma dice: "In questi giorni abbiamo assistito nel paese ad una crescente fomentazione di odio nei confronti del popolo ebraico"; credo che questa sia, anche per le caratteristiche complessive che ha la popolazione italiana, un'accusa non rispondente al vero. C'è in Italia una forte tensione di solidarietà nei confronti di un popolo come quello palestinese, che da trent'anni è senza patria, senza un territorio dove vivere e che cerca di essere riconosciuto in quanto tale, di aver diritto ad una sede stabile in cui vivere. Tuttavia, i sentimenti di solidarietà della popolazione italiana nei confronti di questi diritti del popolo palestinese ed il sentimento di condanna per i massacri compiuti a Beirut non possono essere considerati come elementi di antisemitismo. Vedo una distorsione in questo tipo di giudizio che probabilmente è stata fatta propria da una parte degli israeliti che vivono in Italia, ma che non corrisponde al vero. Gli Italiani possono avere molti difetti ma non siamo mai stati molto sensibili a pregiudizi di tipo razziale. Il fatto che il Papa e il Presidente Pertini abbiano ricevuto Arafat non ha nulla a che vedere con campagne di tipo antisemita; è solo un riconoscimento nei confronti di un dirigente politico, di una popolazione che sta lottando per suo diritto alla sopravvivenza ed all'esistenza. Ed anche le iniziative prese dalle organizzazioni sindacali secondo me rispondevano a quello stesso spirito.
Credo che si possa condannare l'antisemitismo, ogni atto di terrorismo; in particolare esprimere alle famiglie colpite davanti alla Sinagoga di Roma, tutta la solidarietà del Consiglio regionale, ma che non si possa con la votazione della mozione avallare un giudizio che secondo me è errato. Come gli Israeliti chiedono che si distingua fra sionismo ed ebraismo, fra le iniziative del Governo di Begin e la volontà complessiva del popolo israeliano, allo stesso modo crediamo che loro, per non essere sottoposti a giudizi errati, dovrebbero distinguere fra gli atti terroristici che possono essere promossi da una parte del popolo palestinese o da alcune organizzazioni, ed invece quella che è una lotta più complessiva di un intero popolo che ha rinunciato attraverso la sua organizzazione principale a forme di lotta terroristiche, e quindi si debba da parte delle comunità israelitiche italiane, come poi è stato fatto, non avere questo giudizio sugli atti compiuti da esponenti religiosi o politici italiani. Quindi siamo d'accordo nel condannare nel modo più fermo sia il risorgere dell'antisemitismo, che gli atti di terrorismo compiuti da gruppi palestinesi; non crediamo che si possa con una pennellata unica dare una tinta complessiva a cose molto differenti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Modificare i termini "in questi giorni" mi sta bene, perché di fatto oggi non stanno succedendo queste cose. Per replicare anche al Consigliere Mafrica, dopo l'attentato alla Sinagoga di Roma ci sono stati altri attentati contro Circoli o Case ebraiche, quindi se vogliamo variare i giorni in mesi, non è questo il problema: il concetto è che queste manifestazioni hanno continuato ad essere.
Per venire incontro a quanto ha chiesto il Consigliere Carlassare, al I° comma va bene chiudere la frase dopo "Preoccupato per l'antisemitismo strisciante".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Chiedo, se fosse possibile, una breve sospensione per concordare un testo, perché ritengo che in questa mozione il problema trattato, che pur condividiamo, sia affrontato in modo abbastanza superficiale. Eventualmente, quando si discutono le leggi, due o tre Consiglieri si riuniscono per mettere a punto la mozione. Se poi si vuol lasciare così, mi asterrò dalla votazione.
PRESIDENTE: La proposta del Consigliere Lustrissy mi sembra valida. Procediamo con le mozioni, quando affronteremo le leggi, i Consiglieri Lustrissy, Mafrica, Minuzzo e Carlassare possono senza allontanarsi dall'aula per motivi di numero cercare insieme la soluzione.
