Objet du Conseil n. 515 du 6 octobre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 515/VII - ISTITUZIONE Dl UNA COMMISSIONE CONSILIARE DI INCHIESTA SULLA LOGGIA SEGRETA P. 2 IN VALLE D'AOSTA. (Reiezione di mozioni).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Cout, Carral, Bajocco e Péaquin, iscritta al n. 28 dell'ordine del giorno e concernente: "Istituzione di una Commissione consiliare d'inchiesta sulle ramificazioni della Loggia segreta P. 2 in Valle d'Aosta."
MOZIONE
Al fine di chiarire, mediante verifiche presso le sedi idonee, ogni possibile dubbio in merito alla presunta appartenenza di amministratori valdostani alla Loggia P. 2. di Licio Gelli.
Con lo scopo di accertare inoltre la reale consistenza delle propaggini di tale associazione segreta in Valle d'Aosta, tramite rapporti ufficiali con la Commissione Parlamentare competente.
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D 'AOSTA
DELIBERA
di istituire, ai sensi dell'art. 24 del Regolamento interno, una Commissione consiliare d'inchiesta sulle ramificazioni della P. 2 in Valle d'Aosta, composta da 3 rappresentanti della maggioranza e 2 della minoranza.
PRESIDENTE: Do lettura della mozione iscritta al n. 29 dell'ordine del giorno, presentata dal Consigliere Carlassare e concernente: "Costituzione di una Commissione consiliare al fine di definire l'entità e la dimensione della Loggia segreta P. 2 in Valle d'Aosta"
MOZIONE
Constatato che l'Assessore regionale Ettore Marcoz ha, con le sue affermazioni in Consiglio regionale, confermato la sua affiliazione alla massoneria, senza però chiarire a quale loggia ha aderito e da chi è stato presentato; rilevato che la genericità e contraddittorietà delle affermazioni dell'Assessore Marcoz non hanno affatto dissipato i sospetti di una sua affiliazione alla P. 2, ma hanno anzi avvalorato tali dubbi;
Rilevato comunque che la P. 2 ha avuto una indubbia ramificazione in Valle d'Aosta, raccogliendo le adesioni di importanti e potenti personaggi locali;
Constatato che l'esecutivo regionale non ha ancora preso contatti né con la Commissione parlamentare competente, né con l'Autorità Giudiziaria che sta indagando sulla P. 2;
Al fine di chiarire le dimensioni valdostane del fenomeno piduista,
IL CONSIGLIO REGIONALE
preso atto della necessità di chiarire ogni eventuale dubbio su possibili rapporti esistenti o esistiti tra personalità regionali e la Loggia segreta P. 2,
DELIBERA
di costituire una Commissione composta da 5 membri, di cui nominati dalla- minoranza; con il compito di prendere ufficialmente contatti con tutti gli inquirenti che indagano nel merito al fine di definire l'entità e le dimensioni del fenomeno P. 2 in Valle d'Aosta, relazionando al Consiglio stesso gli elementi acquisiti per le opportune valutazioni e gli eventuali provvedimenti.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (PCI): Nello scorso Consiglio avevamo presentato un'interpellanza per chiedere chiarimenti all'Assessore Marcoz in merito alla presenza del suo nominativo in un elenco pubblicato dall'"Espresso".
Noi non ci siamo ritenuti soddisfatti dell'andamento della discussione e rileviamo due fatti. Il primo è che ci sono state, da parte dell'Assessore, delle dichiarazioni contraddittorie, rispetto alla sua iscrizione ad una Loggia massonica. Nella lettera al Presidente della Giunta, l'Assessore Marcoz diceva: "Non sono stato iscritto ad alcuna Loggia".
Nelle sue dichiarazioni al Consiglio, l'Assessore ha detto di essere iscritto alla Loggia di Palazzo Giustiniani di Roma. Seconda contraddizione è quella relativa all'impegno dell'Assessore stesso.
Nella lettera al Presidente della Giunta, l'Assessore diceva di essersi interessato di massoneria, di avere partecipato ad una riunione a Torino e poi, causa gli impegni di Giunta, di avere cessato ogni contatto.
Nelle dichiarazioni in consiglio, l'Assessore ha invece rivendicato con una certa energia, rispetto ai metodi, alle procedure di questa organizzazione, di non essere "in sonno", quindi il fatto di essere ancora attivo. Ha detto: "Chi mi ha messo in sonno, non ha seguito la mia volontà."
Poiché queste dichiarazioni sono contraddittorie, resta infirmata, in qualche modo, la complessiva dichiarazione dell'Assessore. Questo il primo elemento che non ci ha soddisfatti.
Il secondo elemento è che la Commissione inquirente parlamentare sulla Loggia P. 2 ha disposto il sequestro degli elenchi di tutti i massoni (c'è stata una reazione poi da parte del Grande Oriente che si oppone a questa richiesta) con lo scopo di continuare le sue verifiche. Qualcuno ha sostenuto che si, faccia questa indagine per verificare se piduisti si trovino negli elenchi della massoneria. A me sembra che questa sia una argomentazione pretestuosa; mi pare ovvio che se la Commissione di indagine sulla Loggia P. 2 richiede tutti gli elenchi è perché ritiene che nuovi nominativi, gente non ancora nota come piduista, possa essere normalmente associata ad una Loggia massonica, o trovarsi in qualche altro elenco.
Quindi, chiediamo che sia istituita una Commissione del Consiglio regionale, a norma di Regolamento, che abbia questo compito specifico, di prendere contatto con la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P. 2 per accertare quale sia la reale situazione rispetto a questi elenchi e quali siano le ramificazioni della Loggia P. 2 in Valle d'Aosta.
Con questa richiesta non intendiamo ritornare su questioni già superate, ma intendiamo avere ulteriori elementi perché i chiarimenti avuti in precedenza non sono ritenuti sufficienti.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Mi viene abbastanza difficile sviluppare un intervento, visto che le motivazioni che mi hanno spinto a presentare questa mozione sono abbastanza simili a quelle illustrate dal Consigliere Mafrica.
In pratica, ritengo che su una vicenda come quella della P. 2 non possano esserci dubbi e non possano esserci zone d'ombra. Noi sappiamo che in Valle d'Aosta ci sono stati personaggi affiliati alla P. 2. quelli che sono a nostra conoscenza erano personaggi di rilievo, non nell'Amministrazione regionale o nell'ambito politico regionale, però in un settore che ha una sua rilevanza: erano primari dell'ospedale, ecc.
Sappiamo che nella logica di questa associazione a delinquere c'era il proposito di allargare le proprie ramificazioni in tutto il tessuto della società dove si potevano far valere interessi di parte.
Ritengo quindi che sia un preciso dovere, da parte del Consiglio, di fare piena luce su qualsiasi rapporto esistente tra personaggi di rilievo politico o nell'ambito dell'Amministrazione regionale che possano aver avuto contatti o che siano appartenuti ai vari livelli di questa Loggia segreta.
Ritengo anche insoddisfacenti le risposte date dall'Assessore Marcoz per un verso e le spiegazioni e delucidazioni date dal Presidente della Giunta, dove risulta che non ha fatto alcun passo nei confronti della Commissione speciale d'inchiesta del Parlamento per essere messo al corrente sull'effettiva collocazione dei nomi che sono emersi attraverso la stampa (i dati forniti erano quelli ufficiali di parecchi mesi indietro). E' quindi oltremodo importante che si faccia questa Commissione d'inchiesta, senza voler inquisire alcuno, ma al limite per poter dire, a ragion veduta, che Tizio non fa parte e non ha mai fatto parte della P. 2 e che Caio è del tutto estraneo.
Funzione di questa Commissione non è quella di indagare in prima persona perché non avrebbe né la veste giuridica, né la possibilità di poterlo fare, unicamente è quella di prendere contatti con gli enti che hanno invece questa possibilità, in modo da essere informati sull'appartenenza a questa associazione segreta di persone che risiedono ed operano, ai vari livelli, in Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione. La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (UV): Noi ci asterremo su queste mozioni perché non sapremmo come esprimere il nostro apprezzamento per queste iniziative che ricordano un po' la favola di Esopo, che io ho dovuto tradurre tanti anni fa e che iniziava "Rana Ructa et bos".
Esiste una Commissione d'inchiesta parlamentare che ha dei poteri specifici, che può svolgere la sua funzione perché le leggi le riconoscono tale funzione.
In questa materia vorrei sapere cosa la Commissione consiliare, anche prendendo come braccio secolare il Consigliere Attilio Rolando, che quando vuole sa fare male alla gente, ripeto, cosa può inquisire. Non so ... Mi interroga ... punta il dito e dice: P. 2!
A questo proposito, mi viene in mente la bellissima vignetta di Chiappori apparsa su "La Repubblica" dove ci sono due personaggi uno nero e uno bianco che giocano a battaglia navale. Il nero dice: P. 2 e il bianco dice: colpito.
Quali sono i poteri di questa Commissione? Soddisfazione o meno da parte degli interroganti. Abbiamo detto che per quanto ci concerne, risulta, o se preferite, non risulta nel pubblico elenco di piduisti un nome che faccia parte di questo Consiglio.
Non credo che la Commissione in questione abbia i poteri per interrogare Gelli o Sindona o Ortolani, magari ci sarebbe l'occasione per fare un viaggio a Montevideo, a New York o a Ginevra, che è più vicina e quindi costerebbe anche meno.
Di conseguenza, questa Commissione d'inchiesta è esattamente come un bicchiere d'acqua tiepida: non ha alcun significato. Forse uno ce l'ha: quello di tenere in vita un piccolo rumore sollevato da un articolo de l' "Espresso", che pubblicava una lista di nomi, specificando che si trattava di massoni più o meno sonnolenti e che era stata trasmessa, a chi di dovere, per stabilire se vi erano collegamenti illegittimi da parte dei promotori della P. 2 con il Grande Oriente, e cioè se vi era qualcuno che era stato captato come massone credendo di essere da una parte, e invece si trovava nell'altro elenco.
Così almeno romanamente viene spiegata l'inchiesta. A noi è stato detto diverse volte che i partiti nazionali hanno un grande ruolo ed hanno antenne, per non di più, in quel di Roma, e non riusciamo a capire perché in quest'occasione questi partiti nazionali non possano avere dai loro rappresentanti in quella Commissione, che ha gli effettivi poteri specifici, tutti i doverosi atti di informazione su quella che era la P. 2 in Valle d'Aosta, che va dai primari ai Colonnelli, passando attraverso Consiglieri o quello che è, questo a noi non interessa.
Ripeto, perché ci tengo, che per quanto ci riguarda ci rifiutiamo sempre di fare la caccia alle streghe.
Se qualcuno ha dei dubbi o delle prove, o anche degli abbozzi di prove, degli indizi, per favore, prenda carta e penna e in bella scrittura scriva al Procuratore della Repubblica, che è tenuto per legge a trasmettere alla Commissione Parlamentare di inchiesta i risultati delle sue indagini in materia; dopo di che, evidentemente, tutto quanto verrà alla luce secondo i canali previsti dalle leggi vigenti e non secondo cervellotiche Commissioni d'inchiesta, composte da Consiglieri che non hanno alcun potere in materia.
In particolare, non hanno nessun potere di interrogare cittadini italiani sulla loro appartenenza o meno all'Azione Cattolica, ai Boy scout, a Federazioni Giovanili Socialiste o al Circolo Massone di Torino, perché l'interrogato in questione ha tutto il diritto di rispondere con una sonora pernacchia al quadrato, quindi P. 2. Questo è il motivo per il quale noi ci asteniamo dalla votazione di queste mozioni.
PRESIDENTE: Altri chiedono la parola? La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Sono convinto che questa Commissione non voglia essere molto di più di un bicchiere d'acqua calda; magari un bicchiere d'acqua calda ogni tanto può anche fare bene allo stomaco!
Tra l'altro, questa Commissione, e mi pare di averlo precisato molto bene nel mio intervento, non avrebbe nessuna possibilità di inquisire chicchessia. Funzione di una Commissione di questo genere è stabilire dei contatti che non siano solo quelli che derivano dal fatto che si possano leggere le circolari ufficiali per poi venire qui a citare certi dati, ma contattare non a livello di inquisizione, ma a livello ufficiale, chi ha i mezzi e l'autorità per approfondire queste indagini.
Visto che il fenomeno è apparso anche nella nostra regione e ritengo sia unanimemente considerato come negativo, in tutte le direzioni in cui si è sviluppato, e quindi avrebbe proprio questa funzione di stabilire determinati collegamenti che non siano la confidenza dell'amico o la telefonata del compagno di partito, ripropongo proprio questo bicchiere d'acqua tiepida, che forse non risolverebbe grandi problemi, ma potrebbe far passare il dolore di stomaco a chi, bene o male, potrebbe essere coinvolto ingiustamente, in una situazione di questo genere.
Il fatto che il Presidente della Giunta dica di astenersi mi fa piacere. Se volesse far piacere ancora di più al sottoscritto, potrebbe votare a favore. Non capisco perché non voti contro, se vede questa Commissione in modo così negativo ed inutile come ha detto.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (PCI): Il consiglio che ci ha dato il Presidente della Giunta non può essere preso in considerazione, come esponenti di parte e non come Consiglieri.
La nostra proposta era che una Commissione del Consiglio regionale, quindi con una certa veste di ufficialità, prendesse contatto con un organismo che opera in modo collegiale: la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla Loggia P. 2.
Soltanto con quella veste si possono avere informazioni ufficiali da una Commissione i cui membri sono tenuti al segreto istruttorio.
Quindi, io credo che non sia una questione di rapporti all'interno dei partiti nazionali, ma se si ritiene opportuna una verifica di questo tipo o no, primo elemento di giudizio. E se si vuole dare a questa verifica carattere di ufficialità o meno. Gli elementi a nostra disposizione finora non confermano la presenza di Consiglieri regionali nella Lista P. 2, però non disponiamo di elementi a sufficienza per negarlo.
Per questo avevamo chiesto questo tipo di verifica. Se si è d'accordo la si fa, altrimenti pazienza.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
MINUZZO - (PSDI): Per annunciare il voto contrario alle mozioni per motivi ben precisi.
Per quanto concerne la mozione presentata dal partito comunista è stato lo stesso collega Mafrica, in sede di replica, a dire che non hanno alcun elemento per poter avvalorare l'istituzione di una Commissione del genere, in quanto appunto non ci sono né elementi positivi, né negativi nei confronti di membri di questo consesso.
Partendo da come è stata presentata la mozione del gruppo comunista, ritengo che a tale stregua i gruppi comunisti di tutte le assemblee elettive dovrebbero presentare delle mozioni analoghe al fine di andare a verificare se in quelle assemblee vi sono dei legami con la P. 2. Quindi questo è il motivo per il quale non votiamo questa mozione, per la genericità con la quale è stata presentata.
Per quanto riguarda invece la mozione del Consigliere Carlassare, siccome non condividiamo assolutamente le premesse, in quanto le dichiarazioni fatte dall'Assessore Marcoz a noi sono state sufficienti per eliminare eventuali dubbi creati da l'"Espresso" e ritenendo quindi che ogni cittadino italiano sia libero di aderire a qualsiasi organizzazione che non abbia scopi sovversivi, riteniamo che questa mozione non sia da votare, per cui annunciamo il nostro voto contrario a tutte e due le mozioni concernenti la questione P. 2.
PRESIDENTE: Ci sono altre dichiarazioni di voto?
Metto in votazione la mozione iscritta al n. 28 dell'ordine del giorno, presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Cout, Carral, Bajocco e Péaquin che ho letto in precedenza:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26; votanti: 9; favorevoli: 8; contrari: 1; astenuti: 17 (Andrione, Borbey, Bordon, Clusaz, De Grandis, Fosson, Lustrissy, Mappelli, Marcoz, Martin, Nebbia, Pollicini, Ricco, Rollandin, Tamone, Viglino, Voyat).
Il Consiglio non approva.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione iscritta al n. 29 dell'ordine del giorno, presentata dal Consigliere Carlassare e letta in precedenza:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26; votanti: 9; favorevoli: 8; contrari: 1; astenuti: 17 (Andrione, Borbey, Bordon, Clusaz, De Grandis, Fosson, Lustrissy, Mappelli, Marcoz, Martin, Nebbia, Pollicini, Ricco, Rollandin, Tamone, Viglino, Voyat).
Il Consiglio non approva.
