Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 499 du 6 octobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 499/VII - CRITERI DI ASSEGNAZIONE DI BORSE DI STUDIO AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO PROFESSIONALE REGIONALE DI CHATILLON. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare:

INTERPELLANZA

Sabato 18 settembre è apparsa sulla pagina regionale del quotidiano "La Stampa" un'intervista rilasciata dal Preside dell'I. P. R. di Châtillon, Pierre Grosjacques.

Tra le altre cose affermate dal Prof. Grosjacques facevano spicco alcune affermazioni riguardanti l'assegnazione delle borse di studio agli studenti di detto istituto ed il loro utilizzo.

Testualmente l'articolo suonava così: "... Un'altra particolarità dell'I.P.R. di Châtillon è l'aver destinato i soldi delle borse di studio (assistenza scolastica) a questo tipo di attività. Le borse di studio istituite quest'anno (6 da 150 mila lire; 6 da 100 mila lire e 24 da 50 mila lire), saranno consegnate agli studenti a condizione che prendano parte alla "settimana azzurra". "La decisione è stata presa - conclude il Prof. Grosjacques per evitare che i soldi dati dalla scuola servissero a comprare o a mantenere il motorino. Ci è sembrata una scelta giusta e costruttiva...".

Ritenendo che l'assegnazione e l'utilizzo delle borse di studio non possono essere sottoposti alla discrezionalità del Preside della scuola, ma debbono seguire precise disposizioni:

INTERPELLA

l'Assessore alla Pubblica Istruzione per sapere:

1) con quale criterio di valutazione del merito degli allievi vengono assegnate dette borse di studio;

2) se vengono assegnate e se sono previste borse di studio per studenti di famiglie bisognose.

3) se è nei poteri del Preside imporre che gli studenti aventi diritto alla borsa di studio debbano, per riceverla, obbligatoriamente partecipare alla "settimana azzurra";

4) se non ritiene che nel caso di effettiva indigenza delle famiglie, sia una grave forzatura imporre che la utilizzazione della borsa di studio venga destinata ad un'attività scolastica, pur valida in generale, ma comunque non obbligatoria.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Premetto che l'iniziativa mi trova d'accordo e sono favorevole al fatto che nei vari Istituti si organizzino delle settimane azzurre o verdi, cioè delle attività scolastiche da svolgere fuori sede con gruppi organizzati.

Non mi è piaciuto però l'aspetto impositivo che concerne l'obbligatorietà dell'utilizzo delle borse di studio per questa attività.

Ritengo, innanzi tutto, che non si possa obbligare nessuno a svolgere una qualsiasi attività, che può essere anche molto utile, ma che non rientra nei programmi scolastici obbligatori ed inoltre che i criteri di assegnazione delle borse di studio debbano seguire essenzialmente due strade: la prima, del merito degli allievi, e questo prescinde dal fatto che vadano o no a fare questa settimana azzurra; la seconda, delle necessità delle famiglie che mantengono i ragazzi a scuola con dei sacrifici, ed anche in questo caso non si può pretendere che la famiglia rinunci ad un utilizzo delle borse di studio, che può essere ritenuto più corretto e necessario e che le borse di studio siano vincolate al fatto che i ragazzi vadano ad effettuare questa settimana azzurra.

Ribadisco che è lunghi da me sollevare il problema che non si debbano prendere queste iniziative, vorrei però che l'Assessore mi desse delle risposte in merito a queste problematiche che non riguardano l'iniziativa, ma piuttosto la discrezionalità del Preside, di utilizzare queste borse di studio secondo dei criteri che, a mio avviso, non sono quelli che dovrebbero guidare l'assegnazione di queste cifre.

PRESIDENT: L'Assesseur à l'Instruction Publique, M. Ida Viglino demande de parler, elle en a la faculté.

VIGLINO - (UV): Je regrette de devoir commencer par une critique envers le Conseiller Carlassare qui démontre toujours une certaine préparation des arguments.

Il affirme qu'il n'approuve pas que le Directeur impose quelque chose; de ce fait je dois me persuader qu'il n'a pas lu les décrets délégués, car autrement il y aurait trouvé une réponse à son problème sans besoin de faire une interpellation à l'Assesseur. En effet, à l'article 6 du D.P.R. 416 "Attribuzioni di Circolo o di Istituto e della Giunta esecutiva", on dit que "Il Consiglio di Circolo o d'Istituto, fatte salve le competenze del collegio dei docenti, ha potere deliberante per quanto concerne l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola nei limiti della disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:.... d) Criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche."

Donc, e Directeur, après avoir réuni un Conseil d'établissement, qui a fixé les lignes à suivre pour cette activité extra-scolaire, n'a fait que appliquer des critères déjà établis, ainsi que, en se comportant d'une manière différente, on aurait pu l'accuser "d'omissione di atti d'ufficio".

Or, ces critères proposaient que la somme allouée pour l'assistance scolaire soit dévouée à cette activité.

Toutefois, j'ai fait moi-même une petite enquête pour pouvoir mieux répondre à cette interpellation; il résulte que presque tout l'établissement ira faire cette semaine maritime.

Auprès des familles qui ont renoncé à envoyer leurs enfants à cette semaine - selon l'enquête faite par le Directeur lui-même - il n'y a absolument pas une question financière, car toutes les bourses allouées par le Conseil d'Institut pour cette activité, n'ont pas été attribuées; il en reste encore un certain nombre.

Entre parenthèses, plusieurs familles ont décidé de ne pas envoyer leurs enfants car ils sont en train de redoubler la classe, donc c'est une petite punition à leur égard, pour qu'ils se appliquent d'avantage.

D'autre part, en s'agissant de fonds d'assistance scolaire en général, le profit de l'élève est pris en considération seulement lorsqu'il y a un cas - qui est très rare - de parité absolue entre deux élèves; à ce moment-là, si les revenus sont les mêmes, les charges de famille sont les mêmes, le Conseil d'Institut alloue la bourse de étude à l'élève qui a mieux travaillé.

L'administration régionale agit également de cette façon, lorsqu'elle attribue des bourses d'étude; il n'y a aucune série de bourses d'étude qui est allouée sur la base du profit de chaque élève: ce sont les fameuses bourses d'étude portant le nom d'un valdôtain, qui ont été fixées sur un avis de concours approuvé par le Conseil.

Donc, je pense que les inquiétudes du Conseiller Carlassare n'ont pas lieu d'être, car je partage l'avis que les bourses d'étude doivent aller aux familles nécessiteuses; dans ce cas, aucune famille nécessiteuse a été laissée de côté.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Mi fa piacere che si sia tenuto conto anche di altre esigenze, quali ad esempio quelle derivanti da situazioni familiari.

Può darsi che sia una mia interpretazione conseguente alla lettura di questa intervista, della quale mi ha colpito negativamente l'atteggiamento impositivo nei confronti degli allievi di far usufruire di queste borse di studio solo coloro che partecipassero a questa attività scolastica fuori sede; ma ritengo che sia necessario considerare il problema molto più in positivo e non in maniera così impositiva.