Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 187 du 7 avril 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 187/VII - RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER IL PROBLEMA DEI CONFINI DEL PARCO NAZONALE DEL GRAN PARADISO NELLA VALSAVARENCHE - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Mafrica e Cout:

Visto che il Prof. Mario Rey è stato costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso a seguito di una comunicazione giudiziaria emessa dalla Pretura di Aosta per omissioni di atti d'ufficio;

Considerato che il provvedimento dell'Autorità Giudiziaria prende spunto dal mancato spostamento delle paline che delimitano i confini del Parco nella zona della Valsavarenche, così come previsto nell'infausto decreto ministeriale Marcora del 1977;

Ricordato che per ricercare una soluzione al problema dei confini del Parco nella Valsavarenche lo scorso anno, fu istituita una Commissione ristretta di cui faceva parte il Presidente della Giunta Avv. Mar io Andrione per la Valle d'Aosta;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) quante volte si è riunita la Commissione citata in premessa e quali risultati si sono potuti concordare in tale sede;

2) quali proposte avanza la Giunta regionale al fine di ottenere un provvedimento che stabilisca la definitiva perimetrazione del Parco sulla base della attuale palinatura.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Le recenti dimissioni del Prof. Mario Rey da Presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso ripropongono un problema che è rimasto da risolvere almeno per quanto riguarda l'atteggiamento che sta tenendo il Ministero interessato circa la definizione dei confini.

Ora, noi abbiamo già altre volte detto in quest'Aula che ci sembrava sufficientemente chiara la legge regionale sulle oasi, e abbiamo detto altre volte che, se ci fosse stata volontà politica di riconoscere quanto storicamente si è determinato su quel territorio, il Ministero potrebbe produrre un nuovo decreto che puntualizzi la situazione dei confini del Parco, in pratica abrogando il decreto del Ministro Marcora del '77, che in fondo in fondo è stata l'inizio di un inasprimento dei rapporti. A suo tempo il Presidente della Giunta aveva informato il Consiglio della composizione di una Commissione ristretta, istituita dal nuovo Ministro dell'Agricoltura, senatore Bartolomei, Commissione che aveva, se ricordo bene, il compito di individuare le forme per arrivare ad una soluzione del problema in attesa dell'emanazione della legge-quadro, legge che tutti sappiamo non potrà essere varata in tempi brevi.

La comunicazione giudiziaria e le successive dimissioni ripropongono il problema in termini quanto mai attuali, nel senso che o ci apprestiamo a sostituire il Presidente del Parco ogni mese, ogni due mesi, in presenza di successive comunicazioni giudiziarie, o si raggiunge tra le Regioni e lo Stato un accordo di quieto vivere; e siccome il compito di quella Commissione è stato ed era appunto quello di ricercare una intesa, chiediamo al Presidente della Giunta che cosa si è concordato, quante volte la Commissione si è riunita, di che cosa si è discusso.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta.

ANDRIONE - (U.V.): In questa tormentata e, sotto certi profili, incredibile vicenda, bisogna fare, come del resto ha fatto il Consigliere Tonino nella sua illustrazione, un passo indietro; se ricordo bene già nel '74 la Regione aveva istituito un'oasi che nel '75 era stata riproposta proprio al fine di dimostrare che siamo tutti d'accordo quando si tratta di difendere certi valori faunistici, ciò che rappresenta lo scopo principale, direi unico, dell'esistenza del Parco.

All'inizio delle ostilità, quando credevamo ancora alla buona fese di certi personaggi, abbiamo provveduto a formare una Commissione, che ha proposto quella che è poi diventata la legge 11 maggio 1976, n. 15; legge che a nostro avviso è pienamente valida, come ho avuto modo di dire in diverse occasioni, e interpretabile in una sola maniera: se necessario, il Consiglio potrà farne una interpretazione autentica, cosa questa che sembra dia molta noia. Successivamente, è stato emanato un decreto, a nostro avviso nullo e comunque impugnato per conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale già nel giugno del '77; il giudizio tuttora pende, e penderà probabilmente ancora a lungo a dimostrare la verità dell'assunto della certezza del diritto! Ma questi, direi, sono dei particolari!

Da queste posizioni la Regione non recede, anche per il fatto che in base ad autorevolissimi pareri di giuristi, da quel punto di vista dovremmo essere- dico "dovremmo" perché qui tutto è possibile - in una botte di ferro. Contemporaneamente però è avvenuta una notevole variazione nell'atteggiamento del Consiglio di Amministrazione del Parco nei confronti di questo problema, perché da un Consiglio di Amministrazione che avallava qualsiasi, diciamo pure il termine, iniziativa fuori delle norme si è arrivati ad un Consiglio di Amministrazione attento alla realtà e disposto a collaborare con le Regioni interessate. Qui si inseriscono vicende varie, che il Consigliere Tonino conosce bene, all'interno del Consiglio di Amministrazione: comportamenti abbastanza strani, denunce che sono chiaramente strumentali e che poi vedremo anche come e quando vengono fuori; per contro, c'è la ricerca da parte della Regione Valle d'Aosta, d'intesa con la Regione Piemonte, di un'altra posizione che non sia quella semplicemente dell'affermazione di un principio di diritto, ma la ricerca di un "modus vivendi" onorevole, che rispetti le reciproche competenze.

In questo senso, dopo due incontri con il Ministro competente Bartolomei, è stata creata una Commissione composta dall'Assessore Rivalta per la Regione Piemonte, dal Prof. Rey, Presidente del Parco, dal Dott. Sandrini in rappresentanza del Ministro, e da me. Dopo un esame ampio della situazione si è deciso di proporre al Consiglio di Stato un quesito circa l'applicabilità di certe norme e l'applicabilità di piani regolatori.

Il mese scorso, io ho qui la data del 14 marzo, ma deve essere il 12, il Consiglio di Stato ha emesso un'ordinanza interlocutoria nella quale ci sono delle cose che sono criticabili - ne darò poi copia al Consigliere Tonino - ma mi interessa leggere alcune cose che invece chiariscono bene quelle che sono le posizioni. "Il Ministro dell'Agricoltura e Foreste riferisce che sono insorte alcune perplessità circa l'interpretazione da dare nel quadro attuale della legislazione ad alcune norme speciali riguardanti il Parco Nazionale del Gran Paradiso, con particolare riferimento alla disciplina dell'attività edilizia nel territorio del Parco" - e qui c'è un errore, perché in realtà si parla di territori che non sono nel Parco - "e dei poteri esercitabili in materia da parte degli organi preposti alla cura del Parco stesso.

Il problema si pone perché il Parco, costituito nel '22, era amministrato originariamente dall'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali" - e qui dice anche come è stato creato e con quali scopi specifici - "con il concorso di una apposita Commissione consultiva, mentre nel '47 è stato costituito l'Ente Autonomo del Parco, dotato di potere di gestione e altresì di potere regolamentare (soggetto peraltro quest'ultimo all'approvazione del Consiglio della Valle d'Aosta e del Ministero dell'Agricoltura)." - il che spiega perché il Parco non abbia mai voluto regolamenti, è chiaro! - "Il Ministero chiede pertanto se l'attribuzione di tali poteri regolamentari implichi ...." - ecc. ecc. - "La sezione peraltro, considerata la rilevanza giuridica della materia, anche al fine di avere una compiuta conoscenza delle varie e diverse tesi avanzate dagli Enti territoriali interessati, chiede che il Ministero trasmetta i pareri ...."; insomma qui si è fatta un'interlocutoria per accumulare una enorme quantità di materiale e guadagnare del tempo.

Le dimissioni del Prof. Rey non implicano un cambiamento di politica, perché al suo posto è stato eletto Deorsola; ho avuto una riunione sia con il vecchio che con il nuovo Presidente, con l'Assessore Rivalta, con gli esperti nominati dalle due Regioni, l'architetto Gambino e l'architetto Bellone, e con gli altri due esperti proff. Socco e Jaccod. Tutte queste Commissioni concordano nell'interpretazione nonché sul fatto che questa soluzione può essere data, ma che comunque sarebbe temporanea. Oggi il Ministero, finalmente, convintosi che è assolutamente impossibile espropriare totalmente la competenza in materia urbanistica ad un Comune, parla, riprendono lo stesso concetto della nuova legge, di zone pre-Parco, che si chiamano anche oasi o in un altro modo.

Questa è la direzione attuale anche se sarà difficoltoso farla accettare dagli abitanti della Valsavarenche, perché la sola parola "Parco" li fa saltare in aria in preda a degli odii furiosi; a noi non interessa tanto la questione dei confini, che deve essere assolutamente sdrammatizzata, ma deve essere ben chiaro che le zone antropizzate in materia urbanistica devono rispondere alle norme valide per tutti i Comuni d'Italia, e non c'è un signore il quale pensosamente stabilisce ciò che uno possa fare e l'altro non possa fare. Questo è il problema di fondo e su questa tesi siamo tutti concordi, ivi comprese le Comunità di montagna della zona piemontese.

Ultimamente, è stata creata una nuova Commissione, d'intesa fra le due Regioni, e con la collaborazione dell'Istituto di Geografia Alpina di Grenoble, anche in relazione al Parco della Vanoise per presentare uno studio specifico in materia; questo è già iniziato e dovrebbe essere, almeno sotto il profilo scientifico visto il numero dei partecipanti e la loro qualità, definitivo; è necessario infatti chiudere la bocca a certe associazioni che si dicono naturalistiche e che non lo sono per niente, perché gli scopi che perseguono non sono assolutamente scientifici.

PRESIDENTE: Il Consigliere Tonino per la replica ha facoltà di parlare.

TONINO - (P.C.I.): La prima questione è che ci sembra di dover rilevare che la Commissione istituita dal nuovo Ministro all'Agricoltura, Bartolomei, abbia ottenuto dei risultati di poco significato; il quesito rivolto al Consiglio di Stato ha probabilmente degli spunti interessanti e indubbiamente, a mio avviso, il fatto rilevante è che i regolamenti adottati dall'Ente Parco debbono essere soggetti all'approvazione delle due Regioni; perciò l'indicazione che altre volte si era data in questo Consiglio, di andare al più presto a regolamenti che riguardano la gestione del Parco ma sopratutto tutta la parte urbanistica e le competenze urbanistiche all'interno del Parco, è indubbiamente la strada che deve essere seguita; se c'è un orientamento di questo tipo nel nuovo Consiglio di Amministrazione del Parco, bisogna che la Regione faccia di tutto perché si arrivi immediatamente a discutere delle cose.

Io sono dell'avviso che in effetti, il problema dei confini, così come è posto oggi, è il primo problema; se però riusciamo a discutere delle modalità di gestione, questo diventa un secondo problema, che non accantonerei ma che tuttavia è di secondo piano rispetto alla situazione di oggi. Sul " piano politico, perché non chiediamo la sospensione del decreto Marcora?

ANDRIONE - (U.V.) - Presidente della Giunta: Perché adesso invece di prendere il decreto Marcora, prendono la cartina al 200.000, allegata al 23, dove la linea rappresenta circa 220 metri lineari sul terreno e dicono che loro vogliono applicare quella, perché non possono superare una legge con un decreto regionale. Questo mi sono permesso di dirlo anche al Ministro dell'Agricoltura e Foreste Marcora in maniera piuttosto vivace!

TONINO - (P.C.I.): Noi dovremmo da questo punto di vista essere molto fermi e continuare a chiedere la sospensione di questo decreto; tra l'altro un atteggiamento diverso del nuovo Ministro dell'Agricoltura avrebbe potuto avere inizio da quell'atto di buona volontà. Comunque, in conclusione, io credo che per parte nostra sia necessario mantenere due livelli di azione: sul piano politico, tentare di arrivare al più presto alla soluzione della questione dei confini, chiarendo la portata della nostra legge regionale; dall'altro lato, dare il massimo contributo al Consiglio di Amministrazione dell'Ente Parco, che ha effettivamente cambiato atteggiamento, affinché si arrivi ad una regolamentazione che sia approvata e condivisa dalla popolazione locale.

ANDRIONE - (U.V.) - Presidente della Giunta: .... ma la guerra che si fa ai Presidenti, viene fatta proprio perché hanno preso una posizione in un certo senso!

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 18 dell'ordine del giorno.