Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 170 du 31 mars 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 170/VII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1982 E PER IL TRIENNIO 1982-1984".

PRESIDENTE: Il Consiglio sta esaminando l'art. 2, allegato B, del disegno di legge 347; siamo rimasti a pag. 61.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino sulla pagina 63; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Vorrei sapere come mai in questo capitolo 25000 si registra un crollo da 340 milioni a 50 milioni, proprio nel momento in cui si richiede da ogni parte che vengano effettuati studi e ricerche sull'assetto del territorio, sulla difesa idrogeologica, sulla difesa dell'ambiente in generale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Qui si tratta di contributi che la Regione dà per la preparazione di piani regolatori. In funzione dell'impegno per la realizzazione, abbiamo fissato una cifra di 50 milioni, in quanto sono già stati stabiliti i contributi che competono a tutti - quei comuni che hanno in fase di elaborazione i piani regolatori.

Siccome prevediamo che nell'arco dell'anno più di un certo numero di piani regolatori non potrà essere approvato, dopo aver liquidato le competenze, riteniamo che 50 milioni, visto che c'è una grossa cifra di residuo, non possano essere spesi proprio perché già impegnati in ordine a quelli che sono i piani in fase di elaborazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare sulla pagina 66 il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Sul problema dell'edilizia abitativa avevo chiesto alcune cose durante la discussione generale e non ho avuto fino a d ora una risposta. Anche se sinteticamente, le voglio richiamare alla memoria della Giunta.

Il primo problema riguarda l'intervento nei centri storici consistenti. Voi sapete che la legge dei fondi di rotazione prevede interventi per i villaggi rurali; l'abbiamo modificata poi in quest'aula in modo da poter intervenire nei comuni che hanno una popolazione superiore ai 3.000 abitanti. Resta però esclusa la possibilità di intervento ad esempio nel centro storico di Aosta, e strumenti per favorire questo tipo di intervento non ce ne sono, o meglio esiste - e ne avevo accennato nella discussione generale - la possibilità di finanziare finalmente la legge n. 73, la cosiddetta legge Nebbia che prende il nome dal Consigliere che l'ha presentata, secondo la quale i comuni possono acquisire un patrimonio edilizio, che poi dovrà essere ristrutturato.

Mi sembra molto grave che con la disponibilità di risorse che tutti abbiamo riconosciuto a questo bilancio, non si sia finanziata quella legge. Altre volte, quando in Consiglio era stato sollevato questo problema, il Presidente della Giunta o gli Assessori competenti si erano sempre trincerati dietro la mancanza di fondi, pur riconoscendo l'importanza della legge, che d'altronde era stata voltata all'unanimità. Adesso i fondi ci dovrebbero essere, se non per finanziare, anche solo per sperimentare quella legge, e in questo caso basterebbe mettere 200-300 milioni.

Il secondo problema che avevo sollevato, riguarda un'eventuale integrazione regionale a favore delle cooperative edilizie, visto che questo fenomeno si sta allargando notevolmente nella regione e che i fondi della legge 457, se continueranno ad arrivare con i flussi che abbiamo visto in questi anni, saranno in grado di soddisfare la domanda esistente solo fra dieci anni, bloccando qualsiasi possibilità di domanda futura. Questi sono i due problemi relativi alla politica della casa, rispetto ai quali vorrei capire, se possibile, qual è l'opinione della Giunta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): In questa pagina c'è un articolo di notevole interesse per noi, e penso per tutto il Consiglio, ed è il capitolo 25300, di cui si era ampiamente parlato ai fini di un suo congruo rifinanziamento, prospettando anche un nuovo studio completo della problematica che concerne il tetto in lose, che crea non indifferenti polemiche all'interno dei Consigli comunali.

Crediamo che con 200 milioni di lire, di questi tempi ampiamente sottovalutate, non si possano fare grandi cose; ma il problema non è tanto dei fondi, quanto piuttosto della conservazione dei tetti in lose, ed è un problema che va posto nella sua interezza.

Si sa benissimo che la losa è diventata ormai di difficilissimo reperimento in Valle d'Aosta, e dopo l'esperienza fatta con il tetto della Chiesa collegiale di S. Orso in quel di S. Lorenzo, ci siamo resi conto che le lose provenienti da Bergamo e soprattutto da certe zone del bergamasco, hanno determinate caratteristiche che non le rendono adattabili alle nostre condizioni ambientali. Quindi pensiamo che questo problema vada completamente riconsiderato e che si renda necessaria una legge organica, completa, che preveda anche la possibilità di reperire di nuovo delle lose valdostane. Questo ultimo aspetto ci pare che sia stato dimenticato, e al limite potrebbe fornire anche nuove e ampie possibilità di lavoro, perché pensiamo che le lose, come c'erano 3-400 anni fa, ci siano ancora oggi, non è che le abbiamo già adoperate tutte.

Ribadisco che il problema va affrontato in una maniera più seria, e propongo qui brevemente un tipo di ricerca che stabilisca innanzi tutto con un censimento quante cave di lose sono ancora esistenti.

Un secondo passo sarà di incitare le imprese a ritornare in questa direzione, e infine il passo più importante, che è quello che ci interessa di più, riguarderà la localizzazione, da farsi in accordo con i comuni, di quelle zone dove si stima di dover ancora realizzare il tetto in lose. Credo che una ricerca così articolata darebbe dei risultati positivi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze, Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Sull'edilizia abitativa direi che l'acquisizione del quartiere Cogne e la sua ristrutturazione secondo certi criteri, potrebbe intanto risolvere un primo problema e favorire poi il secondo, proprio nel centro storico.

Essendo stato 15-16 anni, come il mio collega Presidente, al comune di Aosta, so benissimo qual è il problema del centro storico che non è però così facilmente risolvibile, perché la regione da sola non può metterci le mani - ci troviamo di fronte allo stesso problema del quartiere Cogne - per cui occorrerà anzitutto un confronto con il comune per evitare conflitti di competenza e successivamente bisognerà creare un consorzio.

Spero che anche in questo caso la finanziaria possa farsi promotrice di mobilitare le forze interessate per venire incontro al problema anche solo per settore; naturalmente non si potrà distruggere, per esempio, l'asse centrale della città di Aosta, per poi doverlo rifare. Bisognerà procedere con un certo grado ed avere le idee chiare.

Abbiamo iscritto la somma di 2 miliardi come rifinanziamento della legge 24 anche perché, dovendo rifare la legge, vogliamo ad un certo momento noi forze politiche diverse, sia di maggioranza che di opposizione, vedere dove stanno certi difetti e dove si può invece fare qualcosa di concreto per il problema. Lo dicevo stamani in altra occasione, sono proposizioni che il governo regionale cerca come obiettivo, e che non è detto debbano essere realizzate in pochi mesi. Il problema è complesso e difficile, il Consigliere Tonino ha posto il dito su un problema importante, quindi queste possono essere le risposte di un certo tipo.

Il problema sollevato dal Consigliere Tamone è stato esaminato dalla Giunta e credo che l'Assessore Pollicini potrà dire più di me, ma dal momento che sono stato al Turismo, conosco anch'io il problema, con il quale ho avuto a che fare già quando ero Consigliere, sia all'opposizione che in maggioranza.

Innanzi tutto so che le domande esistenti per i tetti in lose ammontano a 1 miliardo e 200 milioni, se non vado errato. Il problema sollevato dal Consigliere Tamone è importante anche per una revisione della legge, perché mi ricordo che almeno da 15 anni a questa parte, forse non ero nemmeno in Consiglio regionale che sentivo già dibattere questi argomenti, ogni volta che si è fatta la legge di sovvenzione o di contributi per i tetti in lose, a beneficiarne non sono stati i fruenti, gli aventi diritto, ma gli altri e cioè i fornitori di queste lose. Per cui come si vedeva il contributo salire di 500 lire, improvvisamente il prezzo aumentava di 500 o 600 lire, finché ad un certo momento si è creato un circolo vizioso difficile a superare se non lo si esamina a fondo.

Quanto dice il Consigliere Tamone riguardo alla ricerca mi sta bene, ci penseranno anche i Dicasteri che sono preposti a questo, sia per la tutela del paesaggio che per mantenere certe strutture nel nostro paese; però dobbiamo esaminare bene l'aspetto economico, perché vediamo in tutte le cose e non solo nei tetti in lose, che ad ogni aumento del contributo corrisponde un aumento del prezzo in un determinato ambiente, per cui a fruirne non sono coloro che hanno fatto domanda di contributo, ma coloro che forniscono il bene che si richiede.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABDO - (DC): Vorrei riprendere prima il discorso del Consigliere Tamone e poi il vecchio discorso del Consigliere Clusaz.

Quanto ha detto l'Assessore Ramera è vero, però purtroppo la questione è che dovremmo sensibilizzare un po' i nostri comuni, perché ce ne sono alcuni che dicono: "In tutto il comune ci devono essere i tetti in lose". Penso che questo oggi non sia più possibile perché purtroppo non abbiamo più tante cave.

L'Assessore Pollicini ha ragione quando si lamenta dei 200 milioni, si lamentano anche tutti quelli che nella nostra regione fanno i tetti in lose. Dove ci sono ancora cave? In Valsavarenche c'è poca roba perché purtroppo c'è il parco, la cava di Cogne è chiusa, ce n'è un po' a Morgex e poi in Valtournenche, da dove portano giù delle lose bianche. Quindi dovremo sensibilizzare i comuni su questo problema.

La Coldiretti ha fatto al riguardo un ordine del giorno, che è stato mandato alla Regione, ai Sindaci e all'Associazione Sindaci perché purtroppo quando crollano i tetti alla gente della nostra campagna, non si può più rifare il tetto in lose perché questo costa troppo caro. Allora dove veramente è necessario, viene fatto; però in certi posti, dove ci sono fienili un po' appartati, sarebbe bene riuscire a rifare i tetti con quelle tegole nere, che non so come si chiamino, almeno per non lasciare andare in rovina queste vecchie case.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI -(DP): La Sovraintendenza di fronte a questo problema ha già fatto alcuni passi, ha già preparato una bozza di legge che in sostanza consiste nel definire le zone dove è strettamente necessario avere i tetti con copertura in lose, valutando diversamente il contributo, è ovvio, perché oggi c'è una differenza di costo fra il tetto normale in tegole e quello in lose che oscilla dalla 40 alle 50 mila lire il mq.. Quindi, questa bozza di legge è già pronta, resta solo da verificarla a livello politico e vedere poi di poterla applicare, proprio perché ci rendiamo conto che, così come è impostata, comporta un costo complessivo notevole.

L'altro aspetto importante è quello di prendere atto che esiste una notevole carenza di disponibilità di lose in Valle d'Aosta. Ci rendiamo conto che le lose di Bergamo non hanno le caratteristiche necessarie per queste altitudini e situazioni climatologiche, mentre risulterebbero idonee le lose di Barge, che hanno però un costo altissimo.

Presto affronteremo il problema, perché oggettivamente non vi è la materia prima nella nostra regione, per cui in una fase successiva, presumo nell'arco di due mesi, porteremo questa proposta prima in Giunta e poi a livello di Consiglio verificheremo cosa è possibile fare per venirne fuori. Così com'è, certamente, è una situazione che deve essere modificata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Prendo atto della disponibilità dell'Assessore Ramera a venire in Consiglio per discutere sulle modalità di intervento per l'edilizia abitativa perché abbiamo delle proposte anche noi; allo stesso tempo vorrei esprimere la mia insoddisfazione per le risposte mancate.

Mi chiedo perché 2 miliardi per rifinanziare la legge 24 e neanche una lire sulla legge 73. Insisto sulla legge 73 non perché faccio le veci del Consigliere Nebbia che momentaneamente manca, ma perché quando abbiamo partorito questa legge in Commissione ci siamo entusiasmati un po' tutti, per cui non riesco a capire per quali strani meccanismi la Giunta abbia fatto scelte diverse. Così come registro il silenzio rispetto all'eventuale possibilità di integrare l'intervento per le coperture edilizie.

Sul centro storico, soprattutto quello di Aosta, non siamo d'accordo di aspettare prima l'intervento nel quartiere Cogne secondo noi, è necessario intervenire subito.

Può essere anche che con la finanziaria, che adesso ha forse fin troppi compiti, si possa fare qualcosa; però si potrebbe partire anche finanziando leggi che oggi esistono e che potrebbero favorire interventi in quella zona.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (UV): Già in precedenza ho avuto occasione di parlare con l'Assessore Pollicini, sempre sulla questione dei tetti in lose; sono d'accordo, a condizione che sul piano regionale venga ben definito dove è obbligatorio costruire i tetti in lose e dove invece c'è libera scelta; soprattutto mi interessa che questa legge preveda che ci è obbligato a costruire in lose, riceva un indennizzo pari quasi alla differenza di costo, mentre a chi lo fa liberamente vada un contributo in tutti i casi minore.

Dobbiamo anche addentrarci un po' nelle strutture architettoniche della Valle d'Aosta, per cui è molto meglio vedere ad una certa altitudine ed in certe zone dei tetti in lose, che non dei tetti in tegole rosse. A me interessa soprattutto sapere che entro la fine dell'anno finanziario siano presi degli impegni diretti a soddisfare la richiesta annuale e soprattutto le richieste che ci sono già, perché non si può obbligare della gente a costruire i tetti in lose, per cui si spende molto di più, promettendo loro un minimo di contributo, quando poi questo contributo arriva due o tre anni dopo.

Quindi, a me interessa sapere che c'è l'impegno da parte del Governo regionale in questo senso ed i soldi per pagare questi contributi; poi la Giunta, meglio di me, saprà fare la scala dei valori, se cioè deve essere soddisfatta prima una certa richiesta piuttosto che un'altra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): Vorrei dire solo poche parole su questo problema.

Si è detto qui che il tetto in lose costa troppo caro: io correggerei questa affermazione e dire che costa più caro di un altro materiale, però il tetto in lose, rispetto agli altri materiali, ha una durata più lunga, mi riferisco alla losa locale.

A questo proposito posso testimoniare, avendo avuto occasione di rifare il tetto di una casa di proprietà di mia moglie in quel di Ollomont datata 1634, che l'artigiano, che è venuto a rifare il tetto, al 70% ha conservato le lose di quella lontana epoca. Si può certo affermare che la losa ha un prezzo più elevato di altri materiali, però rispetto alla durata è un investimento assolutamente produttivo. A parte l'esempio che ho citato, basta guardarsi attorno per rendersi conto che queste coperture garantiscono una lunghissima durata nel tempo. Inoltre questo tipo di materiale meglio di altri assicura l'isolamento termico, e questo è un altro aspetto molto importante venuto in auge negli ultimi tempi.

Vorrei parlare di un argomento molto delicato, che in Valle d'Aosta non vuol essere affrontato in termini concreti, e che riguarda la tipologia architettonica.

Anche per quanto riguarda la legge urbanistica, dovremmo toccare questo argomento ed avere il coraggio di indicare quale deve essere la tipologia architettonica che consenta la concessione edilizia, cioè aldilà di certi tipi di architettura non si fanno costruzioni in Valle d'Aosta. So di fare una proposta scandalosa, mi ricordo di aver parlato di questo con l'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri, i quali mi hanno immediatamente aggredito rivendicando l'autonomia e la libertà del libero professionista di progettare, ed io mi sono permesso di controbattere che lo scempio architettonico in Valle d'Aosta - non urbanistico, perché a questo riguardo semmai le maggiori responsabilità appartengono alla classe politica - è dovuto in gran parte a queste categorie, che per lungo tempo hanno progettato nella nostra regione come se si trattasse di progettare a Casablanca o a Dakar.

Basta guardarsi attorno. Con un minimo di umiltà queste persone potrebbero rendersi conto da sole di come quei materiali e le cose costruite in un certo modo fossero, così come risultano esserlo oggi a maggior ragione, funzionali rispetto al luogo nel quale furono edificate, e la losa rientra proprio in questo discorso della tipologia architettonica, in quanto è un materiale adatto al luogo nel quale le costruzioni devono essere effettuate.

Esiste o non esiste la losa in Valle d'Aosta? La risposta a questo interrogativo ci darà la soluzione del problema. Se esiste ancora in Valle la possibilità di estrarre lose, e di questo ne sono convinto perché non risulta il contrario da uno studio relativo alle cave sfruttate in Valle d'Aosta, possiamo incrementare questo discorso, perché non mi pare utile per i motivi detti sopra importare lose da altre regioni, che con una composizione chimica dissimile alla nostra che le rende inadatte agli agenti atmosferici della Valle d'Aosta e durano dieci-quindici anni al massimo. Oltretutto finanziamo con i nostri denari posti di lavoro al di fuori della regione e questo non va bene.

Quindi invito a stabilire la capacità di produrre in regione quel tipo di materiale, che è essenziale per gli scopi che ci prefiggiamo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Tornando al discorso fatto dal Consigliere Tonino, sul problema del centro storico di Aosta, l'Assessorato sta esaminando adesso la variante n. 10 del piano regolatore del comune di Aosta - il che non vuol dire che prima c'erano 9 varianti, ma che hanno successivamente cambiato nome - è questa infatti la prima variante presentata dal piano regolatore del 1975.

In questa variante è previsto il recupero del centro storico e mi auguro che passata la variante, vi possano essere delle convenzioni fra il comune ed i privati, per le quali si possa provvedere al recupero del centro storico, anche perché oggi è difficile trovare condizioni incentivanti a questo recupero. Questo aspetto della variante è da valutare positivamente in quanto da questo strumento urbanistico si può vedere cosa si può innescare attraverso iniziative comunali, private e poi verificare cosa è necessario fare per completare questo recupero.

Sul problema delle lose, entro l'anno certamente si vedrà cosa è possibile fare compatibilmente con le esigenze finanziarie, per poter far fronte a quelle che sono ancora le esigenze di pagamento di pratiche già esaurite.

L'altro aspetto importante che è stato sollevato riguarda la tipologia dell'architettura nella nostra regione; il 18 dicembre 1981 è stata presentata in Giunta, dalla quale sarà esaminata, la bozza di legge urbanistica. Dopo essere stata elaborata dalla Giunta e dalla Commissione, questa potrà diventare uno strumento che potrà essere arricchito per quanto riguarda la tipologia, un aspetto che fino ad oggi non era previsto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Chiedo scusa al Consigliere Tonino per aver dimenticato di dargli alcune risposte, che però ritenevo comprensibili.

Per l'edilizia abitativa abbiamo stanziato 2 miliardi, oltre i 3 del quartiere Cogne: direi che sono sottostimate e l'una e l'altra cifra. Voi avete detto che è sottostimata l'entrata e quindi è facile che troveremo anche i quattrini, però proprio per l'edilizia abitativa si parla di previsione della legge 24 - lo vedete poi nella pagina di fondo in globale - quindi vuole dire che nella revisione andremo a vedere anche quelle proposte che avevate fatto a suo tempo e che magari possono trovare spazio in questa nuova legge. Non è detto: finanziamo la legge 24 così com'è, perché abbiamo visto che in questi ultimi tempi non è stata soddisfatta proprio per mancanza di domande; quindi occorre vedere meglio il meccanismo per capire dove non funziona.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Non parlo adesso in qualità di Assessore ma di ex professionista, lavoro al quale spero di ritornare al più presto perché so che i professionisti hanno molte pecche in meno dei politici.

Il discorso del Consigliere Faval francamente mi delude, perché il politico o l'amministratore possono dichiarare determinate cose a spada tratta, quando a monte sono limpidi, puliti, senza pecche. Succede invece a noi amministratori - sono stato Sindaco per otto anni e mi sono trovato ad approvare dei progetti da incompetente, perché non avevo un ufficio tecnico vicino - che se non abbiamo apparati tecnici, siamo noi che non siamo capaci di darceli, ancora noi che siamo incompetenti e incapaci di dotarci di consulenti in grado di non far deturpare i nostri paesaggi da questi professionisti che sono degli speculatori, occupati solo a fare il loro lavoro; di conseguenza la progettazione fa scempio del paesaggio.

Siamo dunque noi a livello di incompetenti, e mi permetto, per essere stato Sindaco otto anni, Consigliere per cinque anni e infine Assessore per quattro anni, di chiedere venia e di

dire che sono uno che non sa fare dell'amministrazione, non sa voler bene alla Valle d'Aosta, perché non sono alla mercè del professionista X o Y e se so fare il mio compito so anche valutare quello di cui sono capace e il potere che ho in mano; non è il professionista di Milano o di Genova o di Aosta che mi fa deturpare il paesaggio, ma sono io, amministratore, che non so salvaguardarlo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare sul capitolo 25350; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Vorrei chiedere delucidazioni in merito al capitolo 25350 "Spese per i finanziamenti sui fondi regionali di rotazione istituiti per lo sviluppo di iniziative economiche in Valle d'Aosta, Cap. 1 - Villaggi rurali".

Penso che per l'82 li ritroviamo nei fondi globali, ma vorrei avere dei chiarimenti sul perché c'è un miliardo e 362 milioni di residui passivi, come si sono venuti a creare, e di chi è la responsabilità politica, se c'è.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Mi ha fatto piacere l'intervento, perché se non lo faceva nessuno l'avrei fatto notare io. Si riferisce a quanto è detto in relazione, cioè nella revisione della legge di rifinanziamento dei fondi di rotazione bisognerà escogitare degli accorgimenti che impediscano queste lunghe giacenze di quattrini nelle banche. Questa cifra di un miliardo e 362 milioni è andata a residuo passivo proprio a causa della lentezza burocratica delle banche a portare a compimento quelle pratiche che sono già tutte impegnate da parte dell'Assessorato al Turismo, e che sono già state mandate alle banche; però le lungaggini burocratiche fanno sì che occorrano mesi e mesi perché la pratica sia definita.

Nella relazione ho detto che per tutti i fondi di rotazione vogliamo esaminare un marchingegno che faciliti l'accesso al credito di chi lo ha richiesto, in maniera che si eviti questa giacenza nelle casse delle banche.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Il problema dei villaggi rurali va tenuto presente e questo residuo è anche legato al fatto che la legge è stata congelata all'inizio del 1980, proprio perché vi era mancanza di disponibilità finanziaria. Nel corso dell'81, attraverso anticipazioni di cassa, è stato possibile completare i pagamenti delle domande che erano ancora in sofferenza per un complessivo di 5 miliardi. Dall'inizio della legge sono state finanziate 242 iniziative solo nella parte villaggi rurali, per una cifra complessiva di circa 6 miliardi. Abbiamo riaperto i fondi di rotazione al mese di giugno 1981 ed al 31 dicembre sono pervenute 92 domande per una cifra complessiva di circa 3 miliardi. Questa è la situazione venuta a crearsi.

Chiaramente, l'iter amministrativo per ottener questi prestiti si aggira sui 6-8 mesi, tant'è che sono state aperte le domande nel giugno 1981, proprio nell'ipotesi che fosse approvato il riparto fiscale, così da guadagnare quel tempo di istruttoria delle pratiche che richiede dai 6 agli 8 mesi; per cui oggi è normale un intervallo di 8 mesi fra la presentazione della domanda e l'arrivo del mutuo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare dal capitolo 26000 al capitolo 26560; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Qui arriviamo ad una di quelle pagine i cui capitoli mi sono permesso di definire "Investimenti correnti". Vorrei tirare in ballo praticamente tutti i capitoli dalla pagina 69, partendo dal capitolo 26000 "Spese per opere stradali di interesse regionale", dove abbiamo nel bilancio 1981 una cifra di 2 miliardi e 700 milioni, che mi pare sia già una cifra abbastanza sostanziosa, e 2 miliardi di residui, e questo mi pare sia un fenomeno ricorrente che vada affrontato, trattandosi qui di opere pubbliche di interesse generale, e non più di ristrutturazioni di villaggi che interessano i privati.

Questa incapacità di spendere fondi stanziati va ascritta a maggior demerito dell'Amministrazione; per il 1982 diventano 6 miliardi e 600 milioni, cifra decisamente molto elevata, e al riguardo vorrei chiedere che tipo di politica di sviluppo stradale per le strade di interesse regionale si vuole adottare con questa cifra.

"Spese per lavori di ripristino e manutenzione straordinaria di opere stradali di interesse regionale"; qui i residui sono poca cosa, 50 milioni, però anche qui si passa da 250 milioni a più di 800.

"Spese per la costruzione di opere stradali ed altre opere a mezzo di cantieri di lavoro"; anche qui la cifra praticamente raddoppia.

"Spese per la manutenzione di strade regionali per lo sgombero di neve e spese accessorie"; con una cifra di 850 milioni nel bilancio 1981 e 200 milioni di residui, ed qui, se sono spese per lo sgombero della neve, bisognerebbe vedere il modo di spenderli effettivamente questi soldi. In tal caso si prevede che per il 1982 ci sarà una montagna di neve a non finire, visto e considerato che si raddoppia il fondo.

"Spese per l'acquisto, riparazione e di manutenzione di strumenti tecnici e macchinari", da 280 milioni qui si arriva a 400, e questo aumento ha forse una sua logica, visto l'incremento dell'inflazione.

Per fare una battuta cattiva su questa pagina, dico che, visto e considerato che fanno la legge che decentra ai comuni le opere pubbliche, all'Assessore Borbey bisognava rinforzare il bilancio assessorile e quindi questa pagina è la dimostrazione di come si possa attuare la legge del compenso.

Vorrei che mi fossero spiegate le voci più importanti e qual è la politica che si vuole attuare per quanto riguarda questo tipo di lavori e di investimenti, soprattutto poi come si intende attrezzare l'Assessorato in modo che si elimini o si riduca il fenomeno dei residui passivi, perché se con un bilancio di 2 miliardi e 700 milioni abbiamo 2 miliardi di residui, non vorrei che con 6 miliardi, i residui diventassero 8 miliardi.

Infine una battuta per quanto si è detto prima: non vorrei che il problema della losa scatenasse una faida all'interno della maggioranza perché penso sia stato l'argomento più dibattuto, dove la maggioranza si è addirittura spaccata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Sono d'accordo con il Consigliere Carlassare per la questione dei residui; a mio avviso bisognerebbe che l'Assessore Borbey ce la spiegasse bene, perché in effetti non la si può accettare. Ma a parte questo, il rimanente - e risulta evidente che non capisco - lo trovo chiaro e soprattutto il capitolo 26000, a mio avviso, non è un capitolo molto strano, anzi direi che è strano che ci siano solo 6 miliardi, e aggiungo che c'è solo questa cifra perché probabilmente nell'arco degli 8 mesi che ancora ci restano prima della fine dell'anno, non se ne possono spendere di più. Ma io credo che il Consigliere Carlassare ne avesse conoscenza, solo che lui è sempre un po' in malafede quando parla contro di noi.

Questo fondo di 6 miliardi e mezzo è indubbiamente un primo fondo, perché se partiamo dalle strade delle valli laterali dalla Valgrisenche per scendere fino a Champorcher, ce n'è da vendere di lavori da eseguire seriamente per poter mantenere la popolazione di quelle zone, per far sì che le profezie dell'On. Prof. Firpo dell'Università di Perugia non si realizzino nella loro interezza, per poter dimostrare agli uomini della pianura che noi in fondo la nostra montagna la sappiamo gestire e siamo capaci di farla vivere fino all'anno 2000. Rispetto profondamente il Prof. Firpo per altre sue idee, ma per le eresie che ha rilasciato domenica scorsa a "La Stampa" ci dovremmo ribellare e scagliarci contro con tutta la nostra forza di Amministratori di un luogo di montagna.

Indubbiamente uno dei problemi da risolvere è quello delle valli laterali, che hanno delle carenze enormi che non sto qui da elencare, faccio solo l'esempio drammatico della Valgrisenche dove ci sono problemi quali quelli della salvaguardia del territorio, di cui parleremo fra qualche pagina e su cui vorrò soffermarmi ancora un attimo, o quelli reali, di necessità fisica, di modificare le strade esistenti dove certi veicoli non possono più transitare.

Da qui si potrebbe scendere, come dicevo prima, a tutte le altre strade delle valli laterali a partire dalla valle di Rhêmes a quella della Valsavarenche che hanno situazioni meno drammatiche forse di quella della Valgrisenche, ma che vanno comunque risolte. Per non parlare poi della Valle di Champorcher, dove se il problema non è risolto in questi ultimi due anni, diventa veramente un qualcosa come il "Duomo di Milano", per cui nessuno crede più che Champorcher possa essere fatto rivivere. Ritengo che l'eliminare i residui passivi, l'impegnare tutti i fondi e fare in modo che la viabilità delle valli laterali, che sono quelle nelle quali lo spopolamento si realizza nella maniera più forte, verranno tutti realizzati nel corso di quest'anno o al più tardi prima della fine della legislatura, per fare in modo che quanto diciamo, sia seguito anche dai fatti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey.

BORBEY - (DC): Io non l'ho chiesto, ad ogni modo la ringrazio Signor Presidente.

PRESIDENTE: D'ufficio.

BORBEY - (DC): Intanto dico subito che se l'anno prossimo - noi ce l'auguriamo - saremo ancora in maggioranza, vogliamo sperare che anche il Consigliere Carlassare possa in futuro entrare in maggioranza, perché tutti piano piano riconoscono che l'indirizzo di questa maggioranza è valido.

Certamente, se l'anno venturo la D.C. dovesse decidere, o per forza di cose o per sua volontà, di andare in minoranza, senz'altro mi augurerei che il Consigliere Tamone fosse il nuovo Assessore ai Lavori Pubblici. E' il mio sostituto naturale perché l'indirizzo è uguale, e questa scelta sarebbe fatta per il bene della Valle d'Aosta, per assicurare una continuità di indirizzo.

Sulle lose è un altro discorso, ma io ringrazio particolarmente il Consigliere Tamone perché ritengo che abbia toccato il tasto giusto.

Da parte sia della maggioranza che della minoranza c'è stata una perplessità: oggi il mio padre putativo - anche se ci facciamo grosse battaglie all'interno - Consigliere Bordon, ha detto: "Signori miei cerchiamo di spendere velocemente e bene questi soldi". Io ritengo che sia un discorso non logico da parte del Consigliere Carlassare, quando dice perché 2 miliardi e 700 milioni lo scorso anno e quest'anno 6 miliardi; questo vuol dire che il bilancio è aumentato.

Da alcuni anni ormai siamo veramente a stecchetto, speravamo proprio nel riparto fiscale per avere delle possibilità di spesa.

Ora l'Assessorato ai Lavori Pubblici, la Giunta, la maggioranza, hanno dato un indirizzo preciso di spesa, in modo particolare per la viabilità. Il Consigliere Carlassare ha detto nel l'intervento generale di oggi una cosa precisa: il turismo secondo lui è stato in parte penalizzato; io ritengo che da parte di tutti i Consiglieri regionali questo settore è riconosciuto come l'industria primaria della Valle d'Aosta. E' giusto? Non l'ha detto il Consigliere Carlassare, ma il Consigliere Pedrini? Bene, allora in accordo.

Abbiamo detto che turismo e agricoltura sono i cardini della nostra economia. Come si può salvaguardare la permanenza in certe vallate dei nostri valdostani? Dove potranno sopravvivere quando ci sarà la possibilità di fare un turismo integrato con l'agricoltura? Nelle zone di alta montagna, nelle valli laterali, il Consigliere Tamone diceva nella Valgrisenche, nella Val di Rhêmes, nella Valsavarenche, nella Valle di Champorcher. Abbiamo zone più fortunate dove non c'è pericolo di valanghe, e zone meno fortunate ed è lì che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.

In questi anni abbiamo avuto una lievitazione dei costi enorme per la svalutazione dei prezzi, per l'aumento dei prezzi di materiali e manodopera. Tre anni fa si poteva lavorare con costi di 300 milioni al km. in certe strade, ora siamo già a 500-600 milioni. Ebbene, l'impostazione di questa maggioranza è stata quella di dare una certa disponibilità all'Assessorato ai Lavori Pubblici. Scelta giusta, scelta sbagliata?

Badiamo bene però che un Assessorato, se il decentramento è fatto, ha ancora possibilità di operare naturalmente con le proprie capacità a livello di funzionari, solo se ci sono disponibilità finanziarie per compiere dei lavori di una certa importanza. E mi riferisco al lavoro a interesse regionale, intercomunale e comunale di un certo rilievo.

Quindi è stato deciso di dare una priorità per andare avanti con lotti di una certa importanza sulle strade regionali, sulle strade intercomunali e forse sulle strade comunali. Non voglio dilungarmi oltre perché ritengo che potrebbe essere del tempo perso.

L'ho già detto in sede di Commissione competente, l'Assessorato dei Lavori Pubblici, la Giunta regionale, presenterà un programma Lavori che penso potrà venire in discussione solo alla fine del mese, cioè il 26-27 di questo mese perché per il 7 non faremo in tempo, a meno che non ci sia un Consiglio intermedio verso il 16.

La Giunta presenterà un programma lavori sia per le spese del capitolo 26000 (6 miliardi e 600 milioni), spese di paravalanghe (sui 6 miliardi), cantieri di lavoro (2 miliardi), spese di manutenzione e sgombro neve (l miliardo e mezzo).

Teniamo ben conto, nelle spese di manutenzione, che il miliardo e mezzo non è perché lo sgombro neve sarà maggiore in quanto prevediamo che venga più neve, ma perché da 2-3 anni non facciamo più manutenzione sulle strade regionali, e di questo dovete darmene atto.

Se siamo obiettivi, in questi ultimi anni è stata fatta più manutenzione ordinaria sulle strade statali, a livello di asfalti, cunette, ecc., che non sulle strade regionali, e questo per mancanza di soldi.

Non mi soffermo di più sul capitolo strade, dico solo, per dare un esempio di bilancio, che con la revisione prezzi sugli appalti fatti nei precedenti anni, che varia dal 15% al 18%, si arriva ad un minimo di un miliardo di spesa; quindi scendiamo da 6 miliardi e 600 milioni disponibili a 5 miliardi e 6 0 0. Vi parlo, per semplificare, per non dilungarmi su tutte le altre strade, di un lotto per uscire dai tornanti della strada di Valgrisenche, sul quale, ha detto giustamente il collega Tamone, non possono salire i pullman con capacità superiori alle 20-25 persone. Quel lotto costa, per 920 metri, un miliardo di lire. Lascio a voi immaginare come sia difficoltoso fare anche solo un programma lavori quando si comincia col dire "ci sono ancora 5 miliardi e 600 milioni a disposizione, ci vuole un miliardo per fare 900 metri sulla strada di Valgrisenche", oppure "vogliamo fare gli 800 metri dell'imbocco della strada regionale per la Valpelline?". Quando voi tutti conoscete qual è questo bruttissimo ingresso e l'imbocco in mezzo al villaggio: ecco, quell'imbocco costa un miliardo. A me piange il cuore che con somme che ammontano a miliardi si possano coprire solo pochi chilometri di strada. Ma la realtà è questa; per esempio, a Champorcher occorrono ancora lavori per 4 km. di strada, e ritengo che un domani Champorcher possa vivere di turismo e di agricoltura, se gli daremo una viabilità idonea.

Vogliamo scegliere, dopo il riparto fiscale, di rinviare ancora di dieci anni questi lavori o iniziare fino da adesso? Forse sbaglio, non per deformazione professionale o perché sono l'Assessore ai Lavori Pubblici, ma vedendo come aumentano i costi, penso che sia meglio scegliere fino da adesso questa strada.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Una precisazione sulle cose dette dall'Assessore Borbey.

Intanto non ho affermato che il turismo è stato penalizzato, ma che viene considerato e trattato ormai in Valle alla stregua di una prima industria, e che le scelte fatte dall'amministrazione hanno portato ad un certo tipo di sviluppo turistico, per poli, che ha determinato un ipersviluppo di alcune località, avviando anche un processo speculativo fortissimo, e per contro l'abbandono di una serie di altre zone. Sicuramente sono contrario a creare i presupposti cui può dar luogo questo fenomeno, attraverso i quali si può ingenerare un processo di snaturalizzazione nelle popolazioni locali. Questo sintetizzando al massimo le cose che ho detto.

Il problema che mi pongo non è sicuramente quello di creare tante Courmayeur o tante Cervinia, ma è quello che la regione si affretti a fare delle scelte programmatiche, e che gli investimenti, anche per le strade, si facciano sulla base di un piano reale di sviluppo in modo da integrare un certo tipo di turismo con un certo tipo di agricoltura. Comunque, questo è un discorso che non ha molta rilevanza per quanto riguarda questo capitolo.

Uno sviluppo stradale in zone di montagna come quello che ha avuto la Valle d'Aosta, c'è stato da pochissime parti, e vorrei fare una riflessione di carattere sociologico per capire sino in fondo quanto queste strade siano servite, così come sono state costruite, a mantenere la popolazione nei villaggi, e quanto invece, sempre per come sono state costruite, siano servite a popolarli.

Prima riflessione a cui non so dare una risposta, la pongo qui come problema.

In secondo luogo, non mi è stato risposto affatto alla domanda sui residui: se è necessario per certe vallate laterali fare dei forti investimenti, che non si sono potuti fare perché c'erano le vacche magre, perché non si è riusciti a spendere questi soldi?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Tutti gli Assessorati si sono trovati in difficoltà, in modo particolare quello ai Lavori Pubblici, che è un Assessorato di spesa; infatti abbiamo operato poco in questo ultimo anno.

Vi dico francamente che abbiamo avuto difficoltà ad effettuare i pagamenti alle imprese, proprio perché l'Assessorato alle Finanze si è trovato in difficoltà di liquidità. Il nostro apparato burocratico quest'anno ha operato ben poco a livello di direzione, perché non sono molti i 2 miliardi e mezzo a livello di un apparato come il nostro che ha 50-60 assistenti. Posso garantirvi che tutti i lavori sono oggi a completamento contabilità, e se ci sono dei residui a fine marzo, sono dei residui proprio perché ci sono difficoltà di pagamento. Sono cose che non potevo dichiarare l'anno scorso perché erano altre questioni, ma quest'anno siamo stati fermi anche come operatività per mancanza di fondi di bilancio. Vi posso garantire che a livello di Lavori Pubblici non abbiamo ad oggi residui passivi per nostra carenza, cosa che invece potevamo avere negli anni passati.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Ici nous nous trouvons face à une accusation du parti communiste faite ce matin, là où on nous disait que sur le territoire il nous manquait un projet. Au contraire, à notre avis, le projet existe, ici il est très bien concrétisé par une dépense globale de presque 13 milliards.

Je crois qu'en ce qui concerne les possibilités de dépense de l'administration régionale, on ne puisse pas aller plus loin dans une année et que finalement nous démontrerons que, dans un des secteurs fondamentaux pour la conservation de la vie dans notre région, ce gouvernement agit et est à même d'entreprendre des initiatives de valeur. Je veux également déclarer dans cette page du bilan que, pour ce qui nous concerne, nous nous trouvons face à des restes à payer plutôt importants.

Je demanderais aux Assesseurs qui sont concernés, de bien vouloir nous expliquer le motif des restes à payer qui se chiffrent à 6 milliards environ dans ces différents chapitres.

Mais par-dessus tout, on peut dire au parti communiste qu'ici on a un projet, on a des idées, on a un travail à accomplir dans l'intérêt des populations de haute montagne, qui sont concernées par ce projet.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Avevo chiesto la parola prima ancora di conoscere l'intervento del Consigliere Tamone, perché voglio riallacciarmi alle cose dette in fase di discussione generale. Ho chiesto se la regione ha predisposto una mappa idrogeologica regionale e siamo in presenza di un piano regionale per interventi relativi alla difesa da alluvioni, frane e valanghe. Aspetto la risposta, perché con ogni probabilità il Consigliere Tamone ha discusso di questo piano.

Noi il piano non lo conosciamo, sappiamo che in bilancio ci sono 3 miliardi sul capitolo 28250 e 6 miliardi sul 28510, vorremmo sapere dove si interviene, cosa si fa.

Se si sottolinea la necessità del piano, per riprendere una considerazione che faceva stamani il Consigliere Bordon, è perché il piano è l'indicazione delle risorse e l'individuazione delle proprietà. E' questo di competenza solo della Giunta? Credo che sia competenza anche del Consiglio, ed è in questo senso che chiediamo la mappa e il piano, per dare al Consiglio elementi di conoscenza ed anche elementi di giudizio.

Mi sono lasciato passare prima a pagina 71, e chiedo scusa, una serie di capitoli, tre per la precisione, che riguardano l'intervento contro le calamità, che non sono più rifinanziati. Volevo chiederne le ragioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): In pratica il Consigliere Tonino mi ha preceduto sulle cose che volevo chiedere.

Vorrei fare un minimo di riflessione su un giudizio dato dal Magistrato del Po, che per sua autorità è competente, per quanto riguarda i bacini idrici, anche per la Valle d'Aosta. Questo Magistrato consiglia, ed in alcuni casi impone, di non costruire delle arginature, perché la costruzione di argini fuori da un preciso ed accurato studio del sistema idrico e del bacino idrico può determinare dei danni molto forti a valle dell'arginatura stessa. Ora, noi ci troviamo di fronte ad un fenomeno che si è ripetuto più di una volta, di arginature che non hanno, forse sfortunatamente, impedito dei fenomeni di tipo alluvionale, ma che sono state immediatamente spazzate via dalle piene considerate dai tecnici eccezionali, ma a periodicità ventennale, quindi non eccezionalissime.

Ho avuto modo di partecipare, anche se da ascoltatore perché non ho assolutamente le nozioni tecniche sufficienti per capire tutte le implicazioni, ad una conferenza indetta dal PCI dove hanno preso la parola dei tecnici, che ritengo molto qualificati, i quali hanno sconsigliato di arginare massicciamente il corso dei fiumi e dei torrenti. Hanno invece consigliato di apprestare un assetto territoriale che consentisse alle piene di defluire nei canali di deiezione, mi pare che si chiamino così.

Ora il problema di fondo non è sicuramente l'essere contrario agli investimenti, ma quello di sapere se c'è questa mappa idrogeologica della Valle d'Aosta, se sono state confrontate ed approfondite le tesi che i vari studiosi hanno stilato in materia, in modo da evitare di fare investimenti che possano tradursi in un danno per le popolazioni che si trovano a valle, indipendentemente poi che siano popolazioni valdostane o piemontesi o di altre regioni che si trovano più a sud ancora, in quanto lavori di questo genere possono comportare un'accelerazione dei corsi d'acqua con conseguenze estremamente gravi per questa gente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Inizierei subito con il capitolo 28300 dove a residuo risulta ancora la cifra di 200 milioni. Avevo fatto la promessa in Consiglio regionale di fornire dei dati più precisi su tutta la mappa dettagliata degli studi idrogeologici del territorio, purtroppo i dati non sono ancora arrivati sia per mancanza di personale che per mancanza di elementi.

Dovremmo raggiungere i dati entro l'anno '82, in quanto ormai abbiamo studiato con i tecnici su che tipo di decollatore mettere e quali sono i tecnici, anche locali, con i quali si potranno attingere gli ultimi elementi. Visto che la mappa delle valanghe è aggiornata, la carta delle frane è stata aggiornata ultimamente, la carta della forestazione è stata fatta all'anno '81, e anche quella del suolo è pronta, su questa base è possibile avere la famosa carta o cartellino dello stato idrografico di ogni singola asta torrentizia, cosa che va iniziata e definita senz'altro entro quest'anno.

Per quanto riguarda la spesa preventivata in 3 miliardi come orientamento di spesa, sono stato obbligato a continuare l'indirizzo già dato lo scorso anno. Vogliamo ultimare i lavori iniziati gli anni precedenti in quanto in molte zone della Valle d'Aosta abbiamo già iniziato delle opere e si rende necessario rispettare la prosecuzione di questi lavori.

Verranno quest'anno ultimati i lavori nei torrenti Biel di Gressoney, Lantel di Pontey, la Magdeleine, Les Laures di Brissogne, Vallone di Basses a Verrayes, nel torrente Castello di Quart, Comboé di Pollein, Menouve di Etroubles, Gran San Bernardo di Saint-Rhémy, Clusella di Sarre, Chamois di Chamois. Sono piccoli appalti di 50-100 milioni circa, quindi si può far fronte a questo lavoro.

Per le frane invece stiamo ultimando le opere di risanamento per la frana dei comuni di Nus, Brissogne, Cogne, Fontainemore, Valtournenche, Chamois e Etroubles.

Per la difesa attiva delle valanghe sapete che ci sono solo due squadre, purtroppo, che operano in tal senso; si lavorerà nel comune di Courmayeur, La Thuile, Valgrisenche, Cogne, Ollomont, Gressoney-La-Trinité e Verrayes.

E' in programma la seconda fase che dovrebbe essere svolta nel triennio e in questa occasione si potrebbe portare in Consiglio un piano dettagliato delle opere da fare, in modo che nel triennio si potranno ultimare i lavori che stiamo adesso studiando a tavolino. Quindi porteremo queste tavole con carte delle aste e torrentizie a termine, le zone interessate sarebbero il torrente Pacula di Fontainemore, Giassit di Lillianes, Pian di Bagne di Pont-Saint-Martin, Bellet e Valbona di Donnaz, Argentiera di Bard, Terrun di Champorcher, Les Cloches di Arnaz, Grand Valley di Saint-Vincent, Avalier di Chambave, Clavalité, Fleò e Fagnane a Fénis, Bagnaire a Rhêmes-Saint-Georges, Chamois di Suisse ed altri, in modo che l'asta torrentizia, che è quanto riguarda il nostro Assessorato, sarebbe ricoperta per tutta la Valle d'Aosta.

Rimarrebbe da vedere, per quanto riguarda frane e valanghe, una parte del Comune di Rhêmes, il Comune di Ayas, Saint-Georges e la grossa frana che c'è sopra Sarre, a Ville sur Sarre. Questi sono gli interventi che come Assessorato intendiamo fare, quindi senz'altro l'anno prossimo con in mano gli elementi di cui dicevo prima, con l'apporto di tecnici esterni, in quanto come funzionari regionali purtroppo siamo carenti, potremo discutere con cognizione di causa di questi provvedimenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Ritengo di dover dare una risposta al Consigliere Tonino, il quale ha chiesto perché i capitoli 27050, 27100 e 27150 sono spariti. Una prima risposta semplicistica potrebbe essere quella di dire che ad un certo punto hanno fatto un colpo di mano i miei colleghi di Giunta, in modo particolare il Presidente dicendo: "Li togliamo, non diamo più una lira su questi capitoli". E in parte è vero perché poi all'Assessorato ai Lavori Pubblici si è detto: "Questi capitoli di competenza prettamente della legge regionale del 26 giugno 1964 - vedete il capitolo 27150 - li annulliamo e diamo competenze solo ai capitoli finanziati con leggi dello Stato - vedi capitolo 28530 - finanziato precedentemente con un miliardo della legge dello Stato, e l'altro il 28550, dove anche questo anno lo Stato stanzia per 727 milioni.

Questa è una realtà, ma ho fatto una battuta perché abbiamo riconosciuto che è inutile far rimanere dei capitoli che sono dei duplicati e quindi abbiamo annullato il 27050 ed il 27150 perché possono essere sostituiti dagli altri due.

Invece per il 27100, dove ci sono dei contributi, vale il discorso di stamani dove si entra in quel calderone del miliardo di contributi ed ho fatto l'esempio dell'ILSSA-VIOLA.

Quindi l'Assessorato ai Lavori Pubblici opererà con 2 miliardi e 300 milioni al capitolo 28530 e con 727 milioni al capitolo 28550, che sono fondi statali, e sono 3 miliardi. In effetti sono pochi, ma noi speriamo in una integrazione, anche perché abbiamo fatto richiesta al Ministero dei Lavori Pubblici per avere nuovi fondi in base all'alluvione avvenuta l'anno scorso, in modo particolare in bassa Valle; quindi se verranno fondi statali (vi ricordate la richiesta di 8 miliardi che abbiamo fatto e di cui abbiamo anche parlato in Consiglio regionale), l'Assessorato ai Lavori Pubblici potrà operare nelle aste principali (Lys, Dora Baltea in particolare, ecc.), altrimenti spero che con l'assestamento del bilancio si possano integrare i fondi. In modo particolare con questi 3 miliardi si dà per certo che opereremo in quelle zone dove abbiamo avuto dei danni consistenti: nel Lys a Fontainemore, alla confluenza del torrente Pacula ed a valle del Ponte Romano, dove già con progetto dell'Ing. Luboz abbiamo un progetto esecutivo di circa 700 milioni di spesa.

Poi abbiamo il problema della confluenza del Lys con la Dora Baltea ed è il famoso progetto di modello idraulico che abbiamo incaricato l'ENEL di fare, dove il costo sarà non indifferente e dove lo Stato entrerà al 50- 70 %, e noi rispettivamente al 50-30%.

Non concordo pienamente con quanto dice il Consigliere Carlassare, che il Magistrato del Po ed alcuni tecnici qualificati abbiano fatto determinate dichiarazioni, perché abbiamo avuto l'occasione di invitare a vedere le nostre strutture sia l'Ing. Cerruti sia il direttore Cammarata del Magistrato del Po.

E' vero che a monte bisogna fare prima di tutto uno studio del bacino e che lo studio Masoli ha fatto questi studi; concordiamo in pieno con quanto il PCI ha detto in una giornata di studio dedicata a questi problemi e cioè che occorre uno studio geologico della zona perché arginare non è sempre il toccasana, anzi può darsi che in alcune zone l'arginare provochi dei danni a valle.

Quindi, non è che diamo per scontata l'arginatura; diciamo che in certe zone, con gli studi che l'Agricoltura e Foreste ha commissionato a Masoli e con le nostre carte tematiche, è indubbia la necessità di fare delle arginature.

Mi è stato richiesto il perché dell'esistenza di determinati residui passivi; continuo a dire che sono state portate ad oggi, in questo bilancio, cifre che secondo me non corrispondono alla realtà di oggi ed oggi sono - per quanto concerne i Lavori Pubblici - diminuite del 70 o 80%, perché in questi due o tre mesi abbiamo fatto dei pagamenti enormi e le Finanze me ne possono dare atto perché hanno anche loro disponibilità di liquidità in questi ultimi due, tre mesi, anche purtroppo con la richiesta di anticipazioni da parte delle banche.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Solo per dire che quanto ha appena affermato l'Assessore Borbey è vero perché abbiamo saputo proprio adesso sui due miliardi di residui passivi della pagina precedente, che di quei due miliardi ne sono stati pagati un miliardo e 154 milioni in questi tre mesi.

Come Assessore alle Finanze dico: meno male che in un certo periodo ci sono stati anche dei residui passivi per poter andare avanti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Per chiarire due cose: non ho detto che il Magistrato del Po afferma di non fare le arginature, bensì che le arginature vanno fatte esclusivamente dove servono, e si stabilisce dove servono dopo aver fatto un attento ed accurato studio di tutta l'area.

Vorrei fare una richiesta che forse esula dal bilancio ma solo in riferimento alle ultime cose dette dall'Assessore Borbey su Pont-Saint-Martin, dove mi pare che la cosa non sia mai stata chiarita sino in fondo.

Uno degli elementi che - a detta di alcuni tecnici - ha determinato un flusso d'acqua d'una violenza tale da portare via le arginature è, oltre a possibili pecche nell'esecuzione delle stesse, che magari andremo a verificare in altro momento, il fatto che le paratoie dell'ENEL sono state alzate tutte in una volta.

L'ENEL lo smentisce: ora io chiedo se è possibile da parte degli Assessori competenti o della Giunta o di chi si vuole, stabilire una convenzione per avere un controllo preciso sul comportamento dell'ENEL in queste situazioni, di modo che la Regione, che è anche proprietaria delle acque, possa intervenire almeno per controllare cosa avviene.

Questo è importante per impedire che possano verificarsi fenomeni del genere, con il relativo "scarica barile" che segue, e con l'impossibilità di fare un accurato studio sul fenomeno, perché se le paratoie dell'ENEL erano chiuse il fenomeno ha una certa portata, se invece le paratoie dell'ENEL sono state aperte quando c'è stata l'alluvione, in fenomeno si presenta in termini del tutto diversi.

Vorrei sapere dall'Assessore se è possibile agire in questa direzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Abbiamo avuto in passato con l'ENEL dei grossi disguidi e anche delle acerrime diatribe, adesso abbiamo contatti quasi giornalieri.

E' successo quando l'impresa Ramella costruiva il Pont-Suaz che l'ENEL abbia aperto le paratoie senza avvisare nessuno. L'impresa Ramella si è trovata a bagno due volte: l'ENEL non la avvisava, apriva le paratoie e se gli operai si trovavano lì con alcune fondazioni gettate, dovevano riprendere il lavoro dopo due o tre giorni.

Abbiamo cercato di stabilire un rapporto ed attualmente abbiamo contatti settimanali; vogliamo arrivare a che l'ENEL quando ha determinati problemi suoi, risolvendo i quali può mettere in difficoltà alcune strutture che stiamo costruendo, ci avvisi con alcuni giorni di anticipo. Infatti domenica hanno dovuto aprire le paratoie - noi stiamo costruendo degli argini sulla Dora Baltea - ma hanno avvisato 5 giorni prima, così l'impresa ha potuto aprire un varco nell'alveo e far passare quel quantitativo d'acqua che l'ENEL aveva preannunciato.

Accetto l'invito quindi, in quanto si tratta di un problema di cui ci siamo veramente preoccupati, perché le imprese hanno protestato con noi, chiedendoci di metterci in contatto diretto con l'ENEL in quanto era nostro preciso compito.

PRESIDENTE: Sulla pagina 75 ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Questo capitolo della Forestazione e Difesa dei boschi, è un po' difficile da seguire per i motivi che già hanno sottolineato alcuni Consiglieri. Bisognerebbe - questa è una osservazione dell'Assessore alle Finanze fare una scelta rispetto alla suddivisione delle spese per comodità di lettura.

Stamani avevo chiesto qualcosa in relazione agli automezzi. Un anno si concentra tutto dicendo così: vediamo quanto costa tutto insieme il personale; l'anno successivo viene finanziato a parte con nuovi capitoli. Ora, avendo letto con una certa attenzione il bilancio, credo di aver capito, ma vorrei la conferma, che il miliardo e 100 milioni che c'erano lo scorso anno al capitolo 28750, si è ridotto quest'anno a 49 milioni, perché è stato stralciato il personale che è andato al nuovo capitolo 29060.

Se è così, devo dire che comunque sarebbe opportuno arrivare ad una stabilizzazione dei capitoli del bilancio.

In merito al capitolo invece, vedo che la spesa complessiva è abbastanza rilevante, sono 5 miliardi e 600 milioni, buona parte dei quali viene impiegata per il Corpo Forestale (2 miliardi per stipendi), c'è 1 miliardo e 450 milioni per il personale addetto alla conservazione dei boschi, ci sono altri 500 milioni per il personale dei vivai. Vorrei sapere dall'Assessore se è in previsione qualche tipo di riorganizzazione dell'attività in questo settore, perché la maggior parte delle spese è effettuata in modo precario.

Ad esempio, il personale dei vivai, sapendo che ogni anno esistono determinati vivai, può essere stabilizzato in qualche modo, invece di procedere con il sistema delle ore, che probabilmente fa risparmiare all'Amministrazione. Non è possibile avere un numero diverso, ma stabile, di persone impiegate? Altrimenti capita ogni anno che le previsioni saltano e bisogna fare, come lo scorso anno, ricorso alla variazione di bilancio. Cioè, in sintesi, i capitoli restano un po' nel vago e possono essere controllati solo a posteriori.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Rispondo ad una domanda del Consigliere Mafrica sul capitolo 28750, che chiede se una parte delle spese del personale è stata inserita nel capitolo 29060. Questo è dovuto al fatto che il finanziamento dello scorso anno di 1 miliardo e 100 milioni in buona parte veniva dalla legge 984, per cui come Assessorato dovevamo percepire dallo Stato fondi per circa 5 miliardi e 400 milioni. A fine anno abbiamo ricevuto un miliardo e 300 milioni, quindi tutto il discorso viene collegato a quanto lo Stato ci dirà come suddivisione di fondi.

I 49 milioni messi in bilancio sono solo quelli indispensabili per interventi fitosanitari nel bosco.

Per quanto riguarda il discorso generale, la settimana scorsa ho avuto una riunione con i sindacati, dopo la mozione presentata dai Consiglieri comunisti, per poter discutere quali erano le esigenze della Valle d'Aosta per quanto riguarda la forestazione e l'occupazione degli addetti al settore. Con i sindacati abbiamo elaborato un piano d'intervento e di richieste, in quanto dovremo comportarci di conseguenza al piano nazionale. Cercheremo di far pressione, per quanto è di nostra competenza, per ottenere un contratto nazionale che rispecchi le esigenze delle zone di montagna. Dopo che questo contratto sarà emanato dal Ministero, per la successiva applicazione, com'è detto nella mozione porteremo la questione in Consiglio regionale in modo da adeguarlo alle esigenze della Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare sulla pagina 78; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Questa pagina, che possiamo considerare deserta, vista la pochezza dei fondi stanziati, mi preoccupa.

Non so, alla voce 29300 "Contributi al Parco Nazionale del Gran Paradiso", se questa quota è fissata per legge, ma questa mi preoccupa poco. Mi preoccupa molto, invece: "Spese per propaganda ed interventi per la protezione della natura", dove abbiamo 20 milioni in bilancio per l'81 di residui e 30 milioni per 1'82.

Penso che per un problema di questa importanza, anche se non lo si può considerare un investimento, sia necessario uno sforzo finanziario ben maggiore, perché ritengo che avere la capacità di persuadere gli abitanti della Valle d'Aosta e i turisti che si trovano a passare per questo territorio, a sentire un maggior rispetto per la natura, sia una finalità da sostenere con una spesa adeguata.

Pertanto ritengo che questo capitolo andrebbe decisamente ampliato e in questo senso andrebbero formulati dei programmi precisi sia nei confronti della popolazione, soprattutto nelle scuole, che nei confronti dei turisti, studiando dei mezzi di intervento efficaci.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Non ripeto le cose dette nell'intervento di carattere generale che ho fatto ieri sulla necessità di una politica dei parchi regionali, che si differenzi da quelle proposte di legge sull'istituzione di due parchi che la Giunta ha presentato ultimamente.

Dico in due parole che quella è per noi ancora una concezione restrittiva, che tende ad imbalsamare la realtà così com'è, mentre si sta facendo strada in tutte le regioni, e noi la sosteniamo, una concezione del parco come momento di promozione dello sviluppo in zone che oggi sono emarginate, zone secondarie, soprattutto di media montagna, zone che non sono interessate da flussi turistici pur avendo dei valori ambientali notevoli.

Siccome sulle proposte della Giunta si è aperta una discussione, ed ho partecipato a riunioni dei Consigli comunali e ad assemblee pubbliche nella zona del Mont Avic, posso affermare che la richiesta degli abitanti di queste zone è quella di un parco inteso come momento di promozione e turismo alternativo; per raggiungere questo obiettivo è necessario canalizzare nel parco finanziamenti per infrastrutture e attrezzature ricettive. Per cui questa è una scelta che dovrebbe essere fatta se ci stanno a cuore queste zone, che chiamo impropriamente secondarie. Chiedo perciò per quali ragioni una politica di questo tipo non è stata iniziata dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Per una parte risponderò io, per l'altra risponderà il Presidente della Giunta.

Del contributo al Parco Nazionale per legge non se ne può fare a meno. In quanto al discorso generale fatto dal Consigliere Tonino, condivido, e parlo a titolo personale, le sue affermazioni.

Ho avuto occasione di visitare parchi al di fuori del territorio italiano e secondo la concezione moderna il parco non è solo un punto d'obbligo, ma un punto di ritrovo tra la popolazione del parco e quella al di fuori dei suoi confini.

Per quanto riguarda il tentativo che come Assessorato all'Agricoltura e Foreste stiamo portando avanti, (il Consigliere Tonino dovrebbe esserne a conoscenza), abbiamo individuato alcune zone in Valle d'Aosta dove vi sono parchi che non hanno niente a che fare con il Parco Naturale, ma che potrebbero essere un avviamento per far capire alla gente che cos'è un parco attrezzato. Attualmente abbiamo la richiesta di otto comuni che hanno individuato delle zone dove possono essere fatti questi primi tentativi. La cifra messa in un capitolo precedente è sufficiente per iniziare questo discorso.

Condivido pienamente quanto dice il Consigliere Carlassare, ma quei 30 milioni, visto che in questo campo ci siamo messi d'accordo finalmente con il turismo per evitare certi doppioni di tabelle o manifesti, sono quindi sufficienti in questo momento per la propaganda attiva che facciamo, sia nei confronti della scuola che del turista che viene in Valle d'Aosta, in quanto la fauna viene segnalata, la flora spontanea tipica viene evidenziata. Se ci fossero altre buone proposte per ulteriori iniziative in questo campo, che il Consigliere Carlassare me lo faccia sapere, e noi volentieri faremo qualcosa in questa direzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Vorrei suggerire, per esempio, di programmare una serie di conferenze. Le state già facendo con iniziative che non ha evidenziato, Assessore Marcoz? Comunque ritengo che uno sforzo maggiore in questo senso, vista anche la dimensione del bilancio, forse varrebbe la pena di farlo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Se è possibile rischiare di parlare, riferendomi a quello che il Consigliere Tonino aveva detto nella discussione generale, e forse la domanda che ha ripetuto, cioè: come mai le leggi della Giunta, che sono state depositate alla Commissione competente, comprendono una serie di vincoli, e non comprendono invece l'altra parte, quella importante di parco, sfruttamento, ecc.?

Per fare queste leggi ci siamo appoggiati ad un certo numero di esperti, abbiamo anche preso dei contatti con la Regione Piemonte, e sarebbe, anche a nostro avviso, un grave errore quello di credere che il parco si limiti alla legge istitutiva, errore tipico del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che porta qualcuno a dire: una volta che ho segnato i confini, ritorno a Roma, dopodiché lo stambecco prospera, la marmotta fischia e l'aquila vola.

Nella legge specifica per il Mont Avic è detto che la parte promozionale è fatta con lo Statuto del parco anche perché ognuno di questi parchi dovrebbe avere una vocazione specifica naturale da studiare sul posto.

Nelle discussioni che ci sono state, avevamo individuato con due esperti, uno parigino e l'altro piemontese, un museo di glaciologia sotto la seraccata del Mont Glacier, in fondo, proprio sopra i laghi del vallone di Champdepraz, in quanto la situazione naturale è tale che uscendo dal museo uno ha di fronte a sè quella che è stata la glaciazione del quaternario. Solo una parte è interessata a questo parco, ma dovrebbe essere interessata tutta perché l'altra parte è la famosa riserva Turati e noi vorremmo in seguito accluderla, favorendo una vocazione forestale fitopatologica specifica, perché è una valle tutta particolare con certe caratteristiche. Però tutto questo è demandato più allo Statuto del parco, Statuto che evidentemente sarà poi anche conosciuto e discusso.

Ritornando al tema: la legge in questione l'avevo studiata, però, in limiti che non siano quelli, purtroppo, di certe leggi-quadro dello Stato, è sempre una legge-quadro; è una legge che stabilisce che esiste un parco e da un certo punto di vista creare un parco vuol dire attirare un'attenzione eccessiva su un certo territorio, che quindi bisogna anche difendere. La parte promozionale, la parte in cui quel territorio viene trasformato in un libro da leggere per studio, per interesse, per cultura specifica, quella parte sarà fatta, d'intesa con la regione, dal Consiglio di amministrazione del parco, questa è un po' l'idea che sta sotto a quelle due leggi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Solo una domanda: questo titolo 2.2.l.10 viene chiamato "Caccia e Pesca" e vede solo contributi per la pesca.

C'era un paio d'anni fa un capitolo che interessava un contributo per risarcimento danni agli agricoltori. Non esiste più? Dove questo risarcimento avviene tramite il Comitato Caccia, questi fondi arrivano direttamente al Comitato Caccia, vengono spesi dal Comitato?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Mi risulta che l'anno scorso, a causa di piccole controversie tra cacciatori e proprietari privati, sono state prese altre decisioni

al riguardo, quindi non lo abbiamo più messo sul bilancio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Vorrei iniziare a parlare di questo importante settore dello sviluppo economico, della prima parte in particolare che riguarda tutte le strutture dell'agricoltura sotto diverse voci Assistenza Tecnica, Zootecnia. Nel fare questo, non vorrei essere fuori gioco perché se l'Assessore dovesse fare una relazione illustrativa politica, potrei prendere la parola dopo o anche non prenderla.

In caso contrario, vorrei chiedere delle informazioni.

Un breve accenno ha fatto ieri il Presidente della Giunta, in conclusione della discussione generale, alle difficoltà che questo settore sta vivendo, al continuo decadimento della nostra agricoltura, all'amara constatazione che quando sarà finita la generazione che oggi lavora ancora nei campi e nelle nostre montagne, ci troveremo di fronte ad un deserto, ad un grande deserto per la nostra dimensione regionale. Dobbiamo cercare con ogni mezzo di non arrivare ad una situazione di questo tipo.

Gli interventi previsti, ieri così brevemente accennati dal Presidente della Giunta, erano quelli di ridare una funzione calmieratrice all'agraria e si era parlato anche della formazione professionale. Sono due argomenti importanti, ma non è sufficiente illustrare solo le necessità della nostra agricoltura, perché qui è indispensabile avere anche un piano agricolo regionale, avere uno studio delle possibilità, delle risorse che il nostro territorio ci può dare. Ci pare che in questo bilancio non ci siano delle grosse innovazioni, a parte qualche leggera eccezione.

Sarà chiarito dall'Assessore ad esempio un capitolo, il 32050, che passa da 200 milioni ad un miliardo per le cooperative di meccanizzazione agricola. Può essere un momento significativo, ma mi chiedo se prima di investire questi soldi, non è stato fatto un esame della situazione regionale su come i fondi erogati in questo settore finora sono stati realmente utilizzati per la cooperazione meccanica nella nostra regione.

Ci pare di capire che tanti di questi consorzi, sorti sulla carta, non vadano incontro poi, nella realtà, al tipo di sviluppo per il quale erano nati. Questi trattori, che sono stati comperati con il contributo regionale, conta la firma di un certo numero di persone, diventano poi di proprietà esclusiva di una persona e non assolvono a nessuna funzione.

Dovremmo andare a verificare come, ad esempio, fondi impegnati dalla regione in abitazioni rurali hanno svolto la loro funzione, perché sovente si è verificato che tali fondi sono stati utilizzati per scopi di edilizia abitativa normale. Sono problemi questi che vanno affrontati seriamente con l'esame politico della situazione, al di fuori delle cifre.

Un altro problema che dobbiamo porci è quello dell'autosufficienza. Tutti i giorni ci accorgiamo che nelle parti più diverse del mondo avvengono conflitti sempre più pesanti; la nostra regione con uno studio approfondito potrebbe anche mettersi in condizione di far fronte ad una situazione - qualora si dovesse arrivare ad un conflitto mondiale - dove le risorse economiche vengono drasticamente ridotte.

Per fortuna questa non è la situazione di oggi, ma penso alle grosse disponibilità che tutta la sponda sinistra orografica della nostra regione può offrirci con delle coltivazioni di un certo tipo, con la riconversione di certi tipi di produzione, con l'installazione di serre, sfruttando la posizione molto soleggiata di tutta questa parte della regione.

C'è il grosso problema del risanamento del bestiame che ha visto negli ultimi due anni 1980-1981, un abbattimento di più di 7000 capi; l'abbattimento continua anche in questi primi mesi dell'82 e mi pare che abbiamo già superato i 4000 capi. Questa è una situazione che ha creato dei disagi enormi in una regione come la nostra, di agricoltori.

Come si pensa di affrontarlo? Non è forse giusto pensare ad un pieno coinvolgimento degli agricoltori attraverso le loro Associazioni? Questo potrebbe mettere forse in una posizione più tranquilla anche l'Assessore Chabod che, in qualità di Presidente della Coltdiretti, sovente mi sembra in difficoltà a dover difendere da una parte una categoria, dall'altra a dover prendere una posizione in Giunta.

L'Assessore Chabod prima ha affermato che pensava di proporre la possibilità di coperture di tetti con delle tegole nere.

L'argomento introdotto è di estrema delicatezza: ci sono voluti anni di discussione e di sensibilizzazione verso i comuni, gli agricoltori, i proprietari di case di montagna, per far capire che ognuno di noi deve riappropriarsi della propria cultura, del proprio modo di vivere, ed a questo scopo grandi sforzi sono stati fatti anche da parte dell'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali.

Giova ricordare che anche l'Assessore Chabod ha ricoperto questo incarico ed ha cercato di far capire ai comuni la necessità di mantenere quella che era la tipologia valdostana, di sensibilizzarli a ricoprire le loro case con i tetti in lose e a costruire balconi di legno. Andare a riproporre, se ho capito bene, la possibile copertura con tegole nere, mi pare correre il pericolo di introdurre di nuovo una mentalità che non solo farebbe svanire il lavoro fatto negli anni passati, ma ci porterebbe ad un arretramento culturale.

Sarebbe importante che l'Assessore all'Agricoltura ci facesse pervenire un'illustrazione per grandi linee di quello che si vuole esprimere con questo bilancio, di quali sono gli obiettivi, se ci si pone il problema serio del massimo sfruttamento di tutte le risorse possibili della nostra regione, di un maggior coinvolgimento della gente che opera in questo settore che, lo ripetiamo, ha trovato delle enormi difficoltà e che vede sfiduciata tanta gente.

Insomma, dovrebbe dirci in concreto quale azioni l'amministrazione regionale intende promuovere - adesso è l'agriturismo - perché abbiamo visto nei fondi globali una somma di 500 milioni a disposizione dell'agriturismo, ma non sappiamo come dovranno essere spesi, né quali sono le finalità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): In Commissione qualche Consigliere ci aveva fatto osservare che dopo l'abbandono dell'attività politica da parte del Consigliere Manganoni, il nostro gruppo non aveva molto seguito l'agricoltura. Ci siamo comunque ripromessi, anche se daremo fastidio a qualcuno e susciteremo qualche polemica, di interessarci di questo argomento e di dare la nostra valutazione. Crediamo di aver fatto già una serie di iniziative utili non solo per la nostra parte, ma per gli agricoltori. Mi permetto quindi, pur non essendo esperto in questo campo, di fare delle considerazioni politiche a cui chiedo di avere delle risposte dalla Giunta regionale.

Questa serie di capitoli relativa all'agricoltura prevede interventi e in gran parte contributi per 18 miliardi. Si ha l'impressione che questa parte del bilancio sia proprio quella in cui non si è voluto mettere le mani, anche per ovvie preoccupazioni di carattere politico, e che continua a rimanere la stessa nonostante tutti concordino in un'analisi negativa di questo settore economico.

Chiedo quindi all'Assessore all'Agricoltura se c'è intenzione di procedere in forma nuova, oppure se continueremo come sempre: massicci interventi che però non danno risultati adeguati dal punto di vista della produzione e secondo me non risolvono neanche delle situazioni.

Quando con la legge 50 - l'Assessore mi corregga se sbaglio - si fanno circa 4000 mandati, si danno contributi che vanno dalle 50 alle 250 mila lire per agricoltore, quale aiuto effettivo viene dato, se non un sollievo, certo gradito, di carattere economico? Ma qual è la politica della Giunta regionale per ciò che riguarda l'agricoltura? Questa è la domanda a cui vorrei avere una risposta da parte dell'Assessore.

Quest'anno si prevedono per una serie di capitoli che vedremo poi, uno per uno, degli aumenti consistenti; questi vengono dati per continuare sulle vecchie strade o per andare su strade nuove? Anche per questo settore occorre fare delle considerazioni, così come si è fatto per tanti altri settori.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Sulla pagina 80 ho fatto una domanda alla quale non mi è stato risposto; vorrei aggiungere, se è possibile, che ho trovato quel famoso capitolo che quest'anno è scomparso. Si tratta del capitolo 30350 dello scorso anno, "Spese su contributo assegnato dallo Stato nelle spese per servizi per la Caccia ed Indennizzi agli Agricoltori per eventuali danni causati dall'esercizio della caccia" ed il capitolo d'entrata era il 29000. Di solito, anche se non c'è nessuna quota vengono sempre riportati; vorrei chiedere se è il caso di mantenere questi capitoli e di questo che è scomparso, vorrei saperne il motivo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Ho già detto prima al Consigliere Cout che lo scorso anno quei pochi danni che sono stati segnalati sono stati risolti in seno al Comitato Caccia, pertanto il capitolo non l'abbiamo più indicato.

Per rispondere molto brevemente a quanto detto dal Consigliere Péaquin ed anche dal Consigliere Mafrica, nella stesura di questo bilancio '82 come Assessorato ed anche come Giunta ci eravamo innanzi tutto preoccupati che gli obiettivi che si dovevano raggiungere mettessero in condizione soprattutto coloro che vivono nelle nostre zone di collina e di montagna di avere un reddito simile, se non più elevato, a quello dei lavoratori sia nelle altre zone, sia nelle industrie, sia in altre attività. Come diceva giustamente il Presidente della Giunta ieri, l'investimento in agricoltura all'inizio, purtroppo, non è redditizio; è un investimento che ha una visione a lunga data, i cui frutti si vedono solo dopo anni ed anni di continuo versamento di forze e soldi. In modo particolare, quindi, il bilancio rispecchia quelle strutture che attualmente in agricoltura sono strutture indispensabili.

Si pensi solamente a cosa accadrebbe se per caso non si continuasse quella politica di contributo - poi si può chiamare come si vuole - che si dà per gli impianti di irrigazione, sia a pioggia sia per canali, e per le strade poderali.

Questo è un discorso che avevo già fatto lo scorso anno e che vorrei riprendere di nuovo in quanto mi ero proposto di fare una legge per rivedere nel complesso gli appalti per le strade poderali e per i canali irrigui. Visto che c'è in discussione questo avvicendamento di finanziamenti agli enti locali, giustamente si potrebbe avere anche su questi capitoli; difatti non è che siano molto aumentati rispetto allo scorso anno in previsione che certi lavori devono essere fatti o dall'ente privato (comune) o da un consorzio di comuni o addirittura dalle Comunità montane di cui si parava ieri. Ed io condivido che certe cose siano fatte così.

Quindi, la legge è pronta e prevede certi parametri, certe percentuali, ma non l'ho ancora portata in Consiglio regionale. Anche la legge sull'agriturismo, che è già all'esame della Giunta, purtroppo non è ancora venuta in Consiglio - anche dopo l'interpellanza del Consigliere Minuzzo - perché, per mancanza di fondi, le Commissioni non ne hanno presa visione; verrà consegnata appena dopo l'approvazione del bilancio regionale alle Commissioni, quindi il Consiglio regionale discuterà sugli obiettivi che come Assessorato abbiamo proposto.

Dicevo prima che come Assessorato abbiamo cercato di continuare a dare quei contributi, che non tutti poi sono contributi, in quanto per una gran parte si tratta di opere che vengono eseguite dal contadino e che vengono fatte attraverso mutui. Infatti, nelle prime parti dei capitoli si vede che una gran parte delle somme era stata spesa per mutui già contratti e che quindi viene maturata e portata in bilancio regionale, per vent'anni se sono muti di avviamento fondiario, per quattro anni se sono mutui di conduzione, per un anno se sono mutui di acquisto di scorte morte e scorte vive.

C'è da dire che forse non tutti i trattori che la regione Valle d'Aosta ha comprato sono utilizzati in maniera ottimale, come se si lavorasse in pianura. Un esempio classico è l'imballatrice di fieno; sapendo che il tempo di fienagione in Valle d'Aosta è ridotto, è impossibile che un'imballatrice, che serve benissimo per centinaia di ettari in pianura, possa fare altrettanto lavoro in Valle d'Aosta, in quanto gli eventi atmosferici della nostra regione richiedono che ogni singola azienda, anche piccola, possieda la sua imballatrice. Quindi c'è una molteplicità di contributi che sono anche ragionevoli, in quanto questa gente lavora in un ambiente che, come tutti sappiamo, è difficile, ed è già cosa lodevole riuscire a far sì che vi resti.

Prima il Consigliere Mafrica criticava la legge 50, questo contentino che diamo all'agricoltore che lavora la campagna, innanzi tutto, è un aiuto che viene dato indirettamente per le spese correnti che deve sopportare e poi perché ci mantiene l'aria pulita ed il terreno lavorato.

E' importante anche per la salvaguardia del terreno dal punto di vista idrogeologico, perché le zone di montagna che non sono più coltivate risultano maggiormente soggette a frane, inondazioni, ecc. ed anche il turismo indirettamente ne patisce. Allora, sebbene sia un magro contributo - infatti la legge C.E.E. prevede che possa essere anche maggiorato, ma purtroppo fino ad oggi non ci è stato possibile farlo in quanto il bilancio regionale non ce lo permetteva - continuiamo a darlo, visto che ormai l'unità di conto si è modificata e anche il Consiglio regionale non è capace di venire incontro alle richieste di cui tante volte parliamo, nel campo dell'agricoltura.

Il dibattito che il Consigliere Péaquin auspicava, sta ormai avvenendo, anche se da poco tempo, in quanto abbiamo impostato diverse riunioni, ad esempio con la Coltdiretti, in cui verranno dibattuti questi problemi.

E' sorta una nuova Confcoltivatori e ben venga, affinché fra queste varie associazioni sia possibile fare il lavoro che tutti ci auspichiamo. Vogliamo spendere i soldi nel miglior modo possibile, in quanto sono soldi di tutti quanti e contribuiscono ad aiutare ed a mantenere la nostra gente in montagna.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Rifaccio mie le parole del Consigliere Mafrica e affronto l'argomento sotto il profilo politico ed in base a considerazioni generali.

Per quanto possa sembrare paradossale, l'agricoltura è un fatto culturale, non nel senso di "cultura agricola", ma nel senso di "testa". Il problema di fondo che deve affrontare la Valle d'Aosta, esistente da secoli, è lo spezzettamento della proprietà fondiaria. Con l'obiettivo prioritario che siamo tutti d'accordo di non favorire, o almeno di non accelerare, e che è lo spopolamento della montagna, non possiamo non tenere conto del fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione sovente disastrata sotto il profilo della coltura agricola, perché ci sono case da una parte, prati dall'altra, trasporti, pendenze, difficoltà, ecc. E' la tipica posizione dei valdostani per i quali non esiste facoltà di commutazione nei confronti dei fini diretti, quindi ci sono quelle divisioni all'infinito che tutti conosciamo. In una situazione di questo genere fare il discorso, in gran parte valido, della razionalizzazione delle risorse agricole considerando l'agricoltura così come deve essere, una delle tante industrie produttive di una regione, il settore primario impiegato al meglio, in questa situazione è molto difficile.

Ricordo che quando ero molto più giovane, fra le altre cose che si dicevano contro l'Alto Adige c'era anche quella del Maso Chiuso, che però ha permesso all'agricoltura dell'Alto Adige di rimanere un'agricoltura fiorente; invece l'applicazione del codice napoleonico in Valle d'Aosta ha impoverito la coltura agricola. Per recuperare una situazione del genere - e giustamente il Consigliere Péaquin ha fatto allusione alle serre, al risanamento, a colture ortofrutticole pregiate -bisogna avere degli agricoltori preparati. Infatti è inutile che scriviamo 500 milioni in capitolo per la coltivazione degli asparagi, che nel Vallese rende, quando si sa benissimo che i Valdostani, in fatto di coltivazione degli asparagi si fanno delle grosse risate.

Il Consigliere Péaquin alludeva all'importanza della scuola di agricoltura. Siamo partiti alcuni anni fa, e sono già tanti purtroppo, da una situazione vinicola disastrata. E' vero che la coltivazione della vigna è stata favorita da tutta una serie di fattori, fra cui quello che la vigna permette di avere vacanze il sabato e la domenica, a Natale e a Pasqua; mentre ad esempio l'allevamento del bestiame non lo permette. Ed è questo un dato di fatto sociologico che deve essere tenuto presente. Ma allora, il fatto di tornare a capire certi problemi presuppone una formazione professionale, una scuola di agricoltura valida. Occorre smentire - e credo di poterlo fare perché conosco qualcosa - certe false affermazioni di oggi, come quella che fare l'agricoltore può essere redditizio: è vero, è redditizio, ma a costo di sacrifici che non sono comparabili con altre posizioni. Per cui la professione più ambita dai giovani valdostani, salvo quella del croupier, è quella di bidello o di usciere, perché evidentemente lì responsabilità come quelle della conduzione di un'azienda agricola non ne esistono.

Qual è il nostro tentativo, la nostra posizione? E' quella di non rompere nell'immediato con un sistema che esista, salvo evidentemente prendere delle posizioni durissime in materia del risanamento del bestiame perché lì non si può transigere. Nelle altre questioni invece deve esserci un contemperamento, che può essere variamente misurato dal Consiglio, tra quella che è la situazione di fatto e quella a cui vogliamo arrivare. Tra l'altro ha avuto già una piccola influenza sull'agricoltura e ne avrà una sempre maggiore, il fatto che dappertutto i comuni, formando dei piani regolatori coerenti, dichiarano che certi terreni non sono edificabili.

Tra pianificazione territoriale e agricoltura corre il rapporto che corre fra ogni altro bene economico. Se i terreni sono sopravvalutati, è chiaro che cesso di fare l'agricoltore per aspettare qualcuno disposto a fare la grande speculazione; cessando questa situazione, riprenderà di nuovo il commercio dei terreni agricoli che oggi praticamente in Valle d'Aosta non esiste.

Uno dei mezzi principali, forse l'unico, per salvare l'agricoltura di montagna è quello di puntare sulla qualità, in quanto il prodotto pregiato può spuntare dei prezzi differenziati perché è migliore. Non possiamo fare un discorso di autarchia - che è il discorso di chi produce tanto ma a bassa qualità - perché se ci mettiamo su questa strada e diciamo che la Fontina è uguale ad altri formaggi concorrenziali, che non so adesso come si chiamano, abbiamo chiuso, in quanto non riusciremo mai a produrre quantitativamente a dei prezzi di concorrenza. Dobbiamo per forza puntare su una qualità diversa, e quindi non saremo mai autarchici.

Il poco vino che produciamo sta spuntando comunque con dei prezzi molto validi ed ha già una sua collocazione. Questo credo sia l'unico avvenire possibile per l'agricoltura, tenendo presente che i tempi sono tali per cui un'attività economica di questo genere ritorna estremamente importante, in quanto si sa quello che si paga in valuta estera solo per importare del bestiame che potrebbe essere prodotto qui a prezzi interessanti.

Occorre una migliore utilizzazione delle strutture esistenti, quali cooperative, caseifici, insomma tutto quello che c'è. Ci troviamo di fronte ad una crisi demografica che colpisce la alta e media montagna e che in certi casi è irrisolvibile, senza ritorno; di qui a vent'anni ci saranno dei comuni che saranno chiusi per mancanza di abitanti. Su questo punto, Consigliere Péaquin, credo non ci sia molto da scherzare, e quindi occorre passare da uno sfruttamento intensivo come è stato fatto fino a pochi anni fa, ad uno sfruttamento o estensivo o di altissima qualità localizzata. Non vedo altre soluzioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sui capitoli che vanno dal 31750 al 32200.

Vorrei avere dall'Assessore una serie di informazioni sui singoli capitoli di questa pagina, dove sono concentrati alcuni degli interventi più sostanziosi per le infrastrutture dell'agricoltura. Ad esempio, ho sentito in Commissione che esistono richieste molto superiori a quanto viene stanziato su questi capitoli. E ancora, se possibile, una breve descrizione delle strutture di una certa importanza finanziate dalla Regione, come funzionano, qual è la loro situazione, se gli investimenti regionali stanno dando dei frutti o meno.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Vorrei un'informazione sul problema dell'elettrificazione rurale: se esiste un piano e quali sono i fondi a disposizione per questo problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Per quanto riguarda il capitolo 31750, la richiesta è di 2 miliardi e 300 milioni, cioè il miliardo e 900 milioni che è a residuo passivo, viene utilizzato totalmente per la definizione dei caseifici di Arnad e di Châtillon. La nuova spesa richiesta di 2 miliardi e 300 milioni verrà utilizzata e verrà discussa in questo Consiglio l'estrema necessità che ha il comune di Aosta di decentrare certe sue attività, tipo il Foro Boario e il Prato della Fiera.

Questo verrà fatto alle porte di Aosta, ed abbiamo previsto la prima tranche di appalto del progetto - che è stato ripreso dal vecchio progetto di dieci anni fa, rivisto però con visuale moderna e che rispetto a questo dovrà essere spostato dietro il Moog, vicino all'Hôtel Valle d'Aosta - in ca. 800 milioni di lire per un primo lotto di lavori. Il rimanente dovrebbe essere speso per il sorgere delle nuove cantine sociali che sono preventivate in Valle d'Aosta. Sapete che in seguito all'ottimo funzionamento delle Caves di Donnas, altre cooperative stanno nascendo. Siamo finalmente riusciti a mettere d'accordo i viticoltori di La Salle con quelli di Morgex per il famoso vino bianco; è già stato individuato il terreno per la duplicazione della cantina sociale e adesso stiamo aspettando il progetto. Penso che entro la fine dell'anno si potrà già iniziare a fare qualcosa anche per quanto riguarda questi vini.

Poi c'è la cooperativa di Arvier per il Vin de l'Enfer il cui vigneto ormai è in piena produzione e quindi necessita di avere una cooperativa.

Un'altra cooperativa che sta nascendo molto bene è quella di Chambave: abbiamo previsto una certa cifra per quelle che per prime porteranno un progetto esecutivo.

Su questo capitolo sono stati previsti anche i depuratori per i caseifici di Saint-Marcel, di Valtournenche e di Villeneuve.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Avevo dimenticato prima di fare una domanda che pongo qui anziché aspettare di farla sui fondi globali.

Per la scuola dell'Agricoltura si prevedono 300 milioni qui, poi 500 nel primo allegato delle spese correnti e 700 nell'allegato degli investimenti per leggi ricorrenti. Penso di aver capito, ma vorrei sapere esattamente come queste somme vengono utilizzate.

Per ciò che riguarda le strade poderali, vorrei sapere qual è il costo al km. Sto facendo, per mio diletto, i grafici della produzione di strade poderali dal '60 in poi ed ho notato che le Giunte appena insediate sono sensibili a questo problema, per cui il numero dei km. aumenta; invece, al termine del mandato, c'è un decremento nel settore.

E' successo nel '67, nel '75-'76, ed anche con questa Giunta. Vorrei sapere se il nuovo riparto produrrà nuove strade poderali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Non posso rispondere subito per quanto riguarda la fondazione della scuola d'Agricoltura. In base alla convenzione fatta e approvata da questo Consiglio regionale, l'art. 3 comma b) prevede una spesa fissa di 700 milioni, in più vi è la spesa del personale che per l'anno '82 è stata valutata in ca. 800 milioni, di cui 300 già residuo passivo e 500 del fondo globale. Questa è la spiegazione del perché vi sono tre capitoli per la scuola di Agricoltura.

Per quanto riguarda le strade poderali, è difficile valutarne il costo unitario, come ha detto il Presidente. Il linea di massima, il costo della strada poderale oggi, su un terreno medio, si aggira sui 40-50 milioni per km. lineare. La richiesta delle strade poderali, e qui rientra il discorso che facevo sulle leggi che come Assessorato avevamo approntato, è rimasta ferma in quanto vorrò vedere cosa comporterà il famoso decentramento ai comuni; i lavori in corso autorizzati sono per circa 672 milioni, le pratiche complete che sono arrivate in Assessorato ammontano a 1 miliardo e 600 milioni, le pratiche di cui abbiamo richiesto un completamento si aggirano sui 3 miliardi e 900 milioni. La documentazione arrivata solamente a livello di domanda, ed ancora da esaminare, si aggira sulla cifra di 1 miliardo e 200 milioni. Abbiamo richieste per sopralluoghi su strade ancora da fare per circa 4 miliardi. Le domande che sono arrivate ultimamente e che non sono state prese ancora in considerazione per mancanza di tempo, si aggirano sugli 8 miliardi e 600 milioni. Vi sono in totale richieste di strade poderali per circa 20 miliardi.

Anche per l'irrigazione abbiamo fatto al solito la distinzione fra le richieste di canali già iniziati, quindi in via di ultimazione, fra lavori autorizzati e pratiche nuove arrivate in Assessorato; tra sopralluoghi da effettuarsi e pratiche ancora da esaminare in totale ci sono 24 miliardi di richieste.

Informo infine il Consigliere Tamone che come elettrificazione rurale siamo a buon punto; fino ad oggi la regione ha sempre avuto fondi sufficienti per quanto riguarda l'attività e l'impianto dell'elettrificazione rurale. C'è però da rilevare che l'ENEL non svolge più un certo tipo di lavoro perché gli appalti li fa direttamente l'ENEL, così i progetti e quindi anche i lavori.

La regione si limita solo a dare il contributo all'ENEL e non fa più di 300 milioni all'anno di lavoro.

Abbiamo chiesto se era possibile potenziare questa massa di lavoro in quanto come regione avevamo i fondi disponibili e ci urgeva di ultimare questi lotti che avevamo già programmato. Il 6 avremo di nuovo una riunione con il distretto dell'ENEL di Aosta per vedere se sarà possibile portare avanti questo discorso. Attualmente in programma ci sono i seguenti lavori (in fase di ultimazione):

- due lotti a Perloz

- i lavori di La Thuile, il cui progetto è già esecutivo

- un lavoro nella frazione di Arvier

- la grossa tranche di Arnad

- la tranche di Brissogne.

Sempre su questo capitolo abbiamo un allegato per fondi rurali ed acquedotti, di 200 milioni che sono sufficienti in base alle richieste; per quanto riguarda gli alpeggi, la somma messa in bilancio più o meno è sufficiente a ricoprire le richieste fatte ogni anno dai nostri contadini, in quanto già alcuni hanno richiesto, oltre ad un contributo a fondo perso, un mutuo, ritenendo questa forma più valida di quella del contributo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei fare una breve considerazione con il Consigliere Mafrica sulle strade poderali, che sono di natura estremamente differente e difficile da valutare.

E' strada poderale quella che va dal Mont Blanc a Champorcher, che è diventata poi una strada turistica; è strada poderale la strada di Perloz sopra Marine o quella dell'Envers di Montjovet.

La nostra preoccupazione, che credo sia condivisa da tutto il Consiglio, non è quella di dire no alle strade poderali, ma è quella di avere dei consorzi responsabili della loro manutenzione, anche se pagano solo il 5% delle spese; non è ammissibile infatti che si telefoni all'Assessorato dell'Agricoltura per il solo motivo che tre pietre sono cadute in mezzo ad una strada poderale e non c'è nessuno che le toglie. Il vero problema delle strade poderali non è quello della costruzione, ma dell'uso e della manutenzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Prendo atto di quanto ha detto il Presidente ed anche se la legislazione vigente non dice proprio quello che dice lui, ma prevede che per le strade poderali si dia solo il 60% o il 70% - non stiamo lì a sindacare - io troverei molto più giusto che si seguisse la proposta del Presidente, cioè si arrivasse addirittura al 100%. Tanto più che si sa come è questo 60-70%, e lei Signor Presidente, ne sarà senz'altro al corrente meglio di noi; per cui si può arrivare al 100% e fare il resto dopo, cioè .... fare il resto prima, al limite, perché è evidente che all'azione dovrebbe poi seguire anche la modifica della legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Avevo dimenticato questo ultimo capitolo 32350, dove c'è un miliardo e 200 milioni. Una parte viene spesa per gli aumenti di costi del Ru Courthaud ormai in fase di ultimazione: 5 miliardi di previsione di aumento. Il resto, 700 milioni vanno per l'acquedotto di Allein e 300 milioni per Roisan e Valpelline.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Sono obbligato ancora a dire una cosa sui rus, sui quali credo che qualcuno stia facendo uno studio. Non so chi sono i tecnici che dovrebbero studiare il problema, però per un certo periodo si è seguita quella politica di canalizzazione dei rus che definirei "selvaggia" e che crea dei problemi non indifferenti all'ambiente, come sorgenti che non esistono più, boschi che si seccano, ecc.

Qui si pone di nuovo quel problema di cui si parlava prima per le strade interpoderali, perché anche in questo caso mancano dei volontari per la manutenzione. Là dove l'ambiente naturale consente il mantenimento del ru in certe condizioni, si ha l'abitudine di intubare con tutte le conseguenze che ne derivano. Non sarebbe allora il caso di studiare di nuovo tutta la questione per ristrutturare i rus in modo diverso, intubandoli solo dove è indispensabile e dove non si può diversamente? Ma là dove l'ambiente naturale consente altre soluzioni, a nostro avviso sarebbe meglio che queste fossero mantenute. Non dico di trovare magari la soluzione più economica e quella che è più veloce a realizzarsi, ma propongo di lasciare queste cose in quanto svolgono un servizio ben più ampio che non quello di trasportare l'acqua da un punto all'altro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Nel capitolo 33860 "Spese per partecipazioni a mostre, convegni e rassegne del bestiame, esposizioni e fiere agricole per attività zootecniche", ossia fiere, premi vari delle fiere, ecc. ci sono nel 1981 70 milioni e i soliti 20 milioni di residui, nel 1982 le cifre sono state moltiplicate per 5 volte e mezzo. A parte il fatto che probabilmente ci sarà la campagna elettorale, per cui bisognerà girare un po' di più, vorrei chiedere all'Assessore Marcoz di spiegarmi un po' meglio questo aumento decisamente enorme e di giustificarlo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Vorrei tornare un po' indietro perché il Consigliere Minuzzo è andato abbastanza in fretta; vorrei solo avere delle informazioni, senza voler fare alcuna polemica, sul capitolo 32750 di pag. 92 "Contributi per l'attività interessante l'agricoltura e per l'incremento dei prodotti tipici". C'erano 890 milioni, non è che il capitolo sia stato molto incrementato perché è stato portato solo a 950 milioni, quindi con il 16% ci stiamo larghi e ne avanza. Perché c'è un residuo passivo di 333 milioni? Come mai sono rimasti questi 333 milioni indietro, cosa si vuole fare in questo settore?

L'altro capitolo è il 33450 di pag. 93 "Spese per le attività sperimentali e per la preparazione tecnico-professionale degli agricoltori", queste spese siamo convinti che siano indispensabili, d'altronde per questo proponiamo la questione della Scuola dell'Agricoltura trasformata in fondazione; però qui vedo 190 milioni, 94 milioni di residui passivi e poi, l'anno prossimo, 370 milioni. Consentitemi di saperne un po' di più.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Al capitolo 32750 ci sono 147 milioni al 1° gennaio, qui è previsto un aumento di spesa fino a 950 milioni. Su questo capitolo paghiamo i contributi per la marchiatura della Fontina e come Giunta abbiamo fatto la proposta, che verrà portata in Consiglio, sempre secondo l'indirizzo generale, di puntare alla qualità e non alla quantità, con la quale si porta la Fontina di prima qualità a lire 2.000, e quella di seconda qualità a lire 1.000 solamente. In più paghiamo interessi passivi alla Cooperativa Fontina, quindi la cifra è più o meno quella lì.

Per quanto riguarda invece le attività sperimentali, capitolo 33450, abbiamo intenzione come Assessorato di potenziare i corsi fatti già attualmente alla scuola di Agricoltura, sia il corso caseario, sia il corso per macellai. Vorremmo fare anche altri corsi dal momento che il servizio di istruzione tecnica funziona abbastanza bene, come dimostrazioni per quanto riguarda la coltura, ad esempio, di piccoli frutti che oggi in Valle d'Aosta sono molto richiesti. Quella cifra rappresenta più o meno il costo di questi corsi.

Per quanto riguarda la domanda posta dal Consigliere Carlassare sul capitolo 33860, su questo capitolo vengono pagate le manifestazioni agricole che comprendono le rassegne del bestiame, ed il Consigliere Carlassare saprà che ci sono circa 54 società di allevamento. Quindi la spesa è preventivata ed in questo Consiglio c'è un adeguamento al contributo che si dà per queste spese. La spesa preventivata è di 130 milioni.

Il mercato concorso tori, che si ogni anno al mese di ottobre, costa circa 60 milioni; la fecondazione artificiale che viene fatta in Valle d'Aosta e che viene pagata su questo capitolo, costa circa 70 milioni, l'acquisto di tori selezionati per inviarli allo zooprofilattico a Torino costa circa 40 milioni, il pagamento delle manze e dei vitelli fatti con la fecondazione artificiale costa circa 20 milioni, gli incaricati alla bollatura dei vitelli costano circa 20 milioni, la fiera di Parigi, che tutto il Consiglio ha voluto che si facesse questo anno, costa 60 milioni; il totale di queste cifre dà 450 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Al capitolo 33850 vedo che è indicata una legge dello Stato; allora lo Stato è proprio cattivo! perché mentre l'anno scorso ci dava un miliardo e 260 milioni, quest'anno ci dà solo 260 milioni. Come mai?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): L'anno scorso in base al 984 del riparto fatto fra tutte le regioni, alla Valle d'Aosta spettavano circa 5 miliardi e 400 milioni. Abbiamo ricevuto un miliardo e 300 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Vorrei sapere se queste iniziative vengono pagate solo quest'anno con questo capitolo, cioè se vengono immesse ex novo in questo capitolo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sempre sui capitoli relativi al risanamento del bestiame per verificare se i conti sono giusti. Ci sono 420 milioni al capitolo 33700, 260 milioni al capitolo 33850 e poi ancora 3 miliardi e 400 milioni nell'allegato 8: sono tutte qui le spese? C'è qualche previsione per quest'anno?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare lo Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): I 420 milioni del capitolo 33700 sono della bonifica sanitaria, per legge quindi; i 260 milioni si riferiscono sempre alla famosa 984. Su questi capitoli dovremmo ricevere altri fondi, in quanto una parte di soldi arriva ancora all'Assessorato dell'Agricoltura, mentre l'altra parte viene assegnata direttamente alla Sanità. Direi di fare una distribuzione unica in modo che un solo Assessorato si interessi di questi dati.

Per adesso sono 420 più 260 che vengono ancora sui fondi dell'agricoltura, mentre sui fondi globali abbiamo previsto una spesa per 3 miliardi e 600 milioni sulla base dei dati forniti dai veterinari - che adesso non ho sottomano - dei capi bovini macellati per singola condotta. All'allevatore viene pagato il danno subito dall'abbattimento di questi capi ed a conti fatti si arriva a questa cifra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Mi permetto di fare ancora una domanda, visto che si è parlato di "assainissement du bétail", per sapere a che punto siamo con i tempi di pagamento di questi danni agli agricoltori, perché penso che, salvo casi specifici di mucche bianco-nere di particolare qualità, il danno sia sufficientemente remunerato all'agricoltore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Credo che l'Assessore sia stato impreciso perché dei 3 miliardi e 400 milioni solo una parte è destinata all'abbattimento, mentre 1.550 milioni dovrebbero essere destinati come contributo per capi già abbattuti nel 1981. Quindi, questa parte non è legata all'abbattimento dell'82. Poi ci sono anche altri fondi, prelievo grassi, ipofertilità; quindi il risanamento del bestiame vero e proprio nel senso dell'indennizzo dei capi abbattuti dovrebbe essere di 680 milioni, più un miliardo e 300 insomma.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Anche se abbiamo 12 miliardi e 500 milioni in rosso, avendo la competenza possiamo pagare. Quando non avevamo la competenza, non potevamo neanche andare in rosso e quindi non potevamo neanche pagare. Da tre mesi a questa parte, praticamente dal gennaio, vista la legge 3 dicembre 1981 che apre certe possibilità, oggi abbiamo maturato grosso modo un miliardo e 200 milioni di interessi passivi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Vorrei sapere come mai, per esempio al capitolo 34500 ed ai successivi, non si registra niente in competenza su queste leggi dello Stato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): I contributi in conto interesse per le cooperative di produzione lavoro mi risulta che sono bloccati perché non si fanno le convenzioni con le banche. Volevo sapere se la notizia è vera, ed in tal caso quali sono le proposte per uscire da una situazione di questo tipo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz; ne ha facoltà.

MARCOZ - (UV): Le banche autorizzate per il credito agricolo qui in Valle d'Aosta sono il Credito Agrario ed il San Paolo. Fino a pochi anni fa le banche spingevano gli allevatori a fare i mutui, in quanto avevano disponibilità di fondi accantonati. Oggi che le ban che sono in difficoltà di liquidi sono state loro a non fare le convenzioni con noi. Infatti si può vedere che sono stati stipulati dei mutui dalla regione con il privato, mentre la banca ritardava a dare il mutuo per mancanza di liquidi. Dopo che le banche hanno avuto il finanziamento della Banca d'Italia, si è rimesso in moto il meccanismo del credito in agricolture e penso che i mutui andranno avanti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sulla pagina 103. So bene che per l'industria si prevedono nei fondi globali i 20 miliardi per la Finanziaria, di cui dovremo discutere.

Vorrei sapere su questa parte relativa all'industria, che di per sè mi sembra abbastanza povera di capitoli, per che cosa si intendono spendere i 2 miliardi e 700 milioni del capitolo 36300; se per iniziative già in corso o per nuove iniziative.

Poi, vorrei fare una considerazione: comincia ad essere ricorrente in Consiglio - e, se non sbaglio, è stato l'Assessore Borbey stamani a dirlo - il discorso secondo il quale i settori su cui dobbiamo puntare di più sono il turismo e l'agricoltura (cosa che anche noi condividiamo) perché ormai l'industria sappiamo com'è; e su questa seconda parte non siamo d'accordo.

Osservando il bilancio regionale anche solo le pagine dedicate all'agricoltura, notiamo la varietà di interventi, seppur criticabili nella forma e nei contenuti; invece per l'industria abbiamo un foglio solo. Da qui si ha l'impressione che la Giunta sottovaluti le iniziative che possono essere prese in questo campo, e dico questo perché il Presidente della giunta, ogni volta che si parla di programmazione, dice: Abbiamo presentato nel '79 una bozza di piano che è ancora valida, andate a rileggervi quella.

Lì si dice che bisogna mantenere un equilibrio tra i vari settori produttivi; mi pare che uno di questi settori, l'industria, nel giro di un anno abbia visto calare la percentuale di occupati molto più di quanto fosse indicato in quello stesso piano.

Pertanto, oltre a chiedere spiegazioni, rileviamo anche che non c'è nei confronti dell'industria una articolata serie di iniziative che ne favorisca il mantenimento e lo sviluppo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Una domanda molto modesta sul capitolo 36100 dove si parla di medaglie. Le medaglie costavano 10 milioni lo scorso anno, quest'anno 80 milioni. Cos'è cambiato, il metallo?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Rispondo per primo al Consigliere Mafrica.

Sappiamo bene che l'industria non va troppo bene e l'Assessore Borbey ha ragione di dire che il turismo, l'agricoltura e i lavori pubblici sono molto più importanti. Ad ogni modo, il Consigliere Mafrica sa bene com'è la questione: siccome le banche non davano più soldi, per qualunque intervento che la regione faceva ci trovavamo in grosse difficoltà. Ecco perché è venuta fuori la Finanziaria. Su quei 2 miliardi e 700 milioni che ho visto qui e di cui il Consigliere Mafrica ha parlato, abbiamo intenzione di acquistare altri insediamenti e abbiamo tante cose da vedere.

Sulla finanziaria lascerò parlare il Presidente, in quanto è molto più informato di me sull'argomento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Volevo dire al Consigliere Mafrica che concordiamo con lui sull'importanza fondamentale di un sostanziale equilibrio che deve essere mantenuto fra le diverse attività, anche perché, mentre gli investimenti in agricoltura producono a lunga scadenza, l'investimento industriale, malgrado tutti i difetti che può avere sotto un altro profilo, produce a brevissima scadenza.

In questo momento l'economia spinge di per sè, quindi senza bisogno di correttivi, verso una monocoltura turistica in Valle d'Aosta, e questo ci trova sostanzialmente contrari perché il nostro compito sarebbe proprio quello di correggere gli eccessi delle monocolture.

Detto questo, ed accettando il contributo che ci sembra in questo caso collaborativo datoci dal PCI, direi però che non è giusto chiudere il discorso finanziaria a questi capitoli, perché onestamente i 27 miliardi che speriamo di spendere quest'anno per il metanodotto non è una somma piccola, soprattutto perché la si mette tutta in una volta.

Per quanto riguarda l'altro grossissimo problema, indirettamente sollevato dal Consigliere Mafrica, adesso dico la frase molto brutalmente, poi ci saranno le correzioni: non è detto che oggi, con un certo tipo di tecnologia, industria voglia dire occupazione, perché laddove vi erano delle industrie con un alto numero di addetti, è dove il processo tecnologico è stato più rapido.

Questo significa porre di nuovo il problema della lavorazione in loco di quei prodotti che invece la Valle d'Aosta faceva semifiniti. Questo significa un ulteriore industrializzazione, più specifica e tecnica, quindi maestranze più preparate.

I 2 miliardi e 700 milioni sono, in parte, sia il pagamento di industrie o di capannoni costruiti, sia la possibilità che vuole avere la Giunta di acquisire altre aree da destinare a stabilimenti industriali. L'Assessore Chabod ha fatto un esempio: qui oggi si è leggermente sovrastimato perché dopo le lunghissime trattative eravamo quasi arrivati ad un accordo per Champdepraz che poi ci è stato soffiato all'ultimo momento. Però questo non esclude che anche in quella zona sia possibile prevedere un certo tipo di insediamento.

Comunque il discorso è quello di avere una disponibilità per nuove aree attrezzate, dobbiamo creare necessariamente delle alternative e delle possibilità di occupazione che abbiano valore, e per fare questo bisogna poter disporre di strutture stabili, di infrastrutture tipo collegamenti stradali, ferroviari, metanodotto, fonti di energia, oltre che di disponibilità finanziaria.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Ritengo che il ragionamento fatto dal Presidente della Giunta sia teoricamente condividibile; è chiaro che lo sviluppo corretto di una società, qualunque sia la sua organizzazione politica, deve tendere all'omogeneità. Tuttavia mi pare di cogliere - e vorrei sottolinearlo proprio in questo capitolo - l'enorme carenza che c'è in Valle d'Aosta per quanto riguarda le scelte programmatiche, che acquista ancora più importanza quando si va a toccare un settore così contraddittorio come quello industriale.

Quando si parla di industria in piena crisi, si dice solo una parte di verità, in quanto ci sono industrie in piena crisi, ma ci sono anche delle industrie in piena espansione, e con questo non mi riferisco solo alle industrie delle armi che in Italia sono ultrafloride e fra le più importanti a livello mondiale. Questo è noto da almeno dieci ani, da quando è stato rivelato dal giornale "Ma chi?" che tutta una serie di industrie italiane era coinvolta nel commercio delle armi. Da allora è risaputo, se non a livello di grandi masse, almeno a livello di élites politicizzate (passatemi il termine), che l'industria italiana delle armi è sofisticatissima ed ha una precisa funzione di modificare grossi stocks di armi costruite su dei tipi standards per esempio negli Stati Uniti o in Germania, per renderle poi estremamente maneggevoli ed adatte al tipo di guerra nella quale queste armi devono essere usate.

Si è scoperto, ad esempio, che per combattere un certo tipo di guerriglia in zone boscose, i jet che viaggiano a 3.000 km l'ora non servono a niente; ci vogliono gli apparecchietti fatti dalle nostre brave dittarelle italiane che con le debite modifiche riescono a bombardare il tipo che cammina lì sotto con il cappelletto in testa ed il fuciletto nascosto. Con questo chiudo l'argomento.

Tornando al nostro discorso, va sottolineato proprio in questo capitolo come sia necessario fare delle scelte programmatiche precise, perché fare degli investimenti nell'industria - come l'acquisizione delle aree da adibire a sviluppo industriale - può significare gettare i soldi dalla finestra, se si sbaglia il tipo di investimento. Sarebbe assolutamente impensabile ad esempio pensare di impiantare adesso un'altra industria siderurgica in Valle d'Aosta. C'è da fare inoltre una serie di scelte per quanto riguarda alcuni tipi di industrie che sono correlate alla realtà socio-economica valdostana, per cui si potrebbero affrontare certe lavorazioni che trovano poi immediato impiego anche in sede locale, non solo, ma in situazioni analoghe - butto lì la frase perché non ho fatto studi approfonditi: gli impianti funi-viari - va fatta anche una scelta precisa per il tipo di contatti da prendere e delle infrastrutture da creare per facilitare l'insediamento di industrie che abbiano una naturale collocazione nel nostro territorio tenendo conto della nostra posizione geografica

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (DP): Vorrei fare solo due considerazioni, ad integrazione di quanto ha detto il Consigliere Carlassare nel suo intervento.

La tradizione industriale della Valle d'Aosta, più a livello artigianale che non industriale vero e proprio, risale ad un passato lontano, e mi riferisco a secoli or sono, quando già esisteva una dimensione industriale nella nostra regione.

La seconda considerazione è che le presenza della grossa industria, che non ha interessato in particolare la Valle d'Aosta ma gran parte -: e l'arco alpino, non è una presenza scelta, me subita, dal momento che la grande industria pesante della pianura si è venuta a collocare sulla montagna perché ha trovato qui materie prime, e ancor più fonti d'energia: mi riferisco all'Energia elettrica, all'utilizzazione dei salti d'acqua sulle montagne. Questa presenza è stata fondamentale per le conseguenze che ha avuto sulle popolazioni di montagna, e vorrei consigliare a questo proposito la lettura di due bellissimi volumetti di Nuto Revelli "Il mondo dei vinti", dove l'autore ha sottolineato il dilemma che si è posto alle popolazioni di montagna in seguito all'insediamento della grossa industria: o subire questa presenza o morire.

In realtà le uniche regioni alpine che sono sopravvissute e si sono successivamente sviluppate sono state quelle che hanno avuto questa presenza dell'industria pesante, chimica o siderurgica.

Il Presidente della Giunta ha sottolineato un aspetto positivo: è fondamentale per la Valle d'Aosta non solo per il suo equilibrio economico interno, ma anche per il mantenimento di un suo potere decisionale, una certa presenza nel settore industriale. Qual è allora il vero ruolo dell'industria? E quello di volano occupazionale.

Da alcuni anni la progressiva crisi in Valle d'Aosta della vecchia struttura industriale - intendo quella di tipo pesante sviluppatasi fra le due guerre mondiali - pone oggi all'Amministrazione regionale il problema di come giungere alla diversificazione e riqualificazione dell'industria in Valle.

A questo punto vorrei fare alcune considerazioni che avranno forse il solo valore di aprire dei fronti di riflessione.

Le industrie adatte all'ambiente montano sono pochissime, per non dire nessuna. Meglio sarebbe dire: stiamo attenti a creare delle industrie inquinanti, che occupino superficie troppo estesa, perché ci costringerebbero a grandi opere di sbancamento. Dobbiamo sfuggire alla tentazione di credere é che, certe industrie siano adatte alla montagna: se ci mettiamo a fare gli impianti di risalita installiamo un'industria meccanica neppure tanto raffinata, se facciamo l'industria dello sci, si tratta pur sempre di un'industria chimica.

Allora dobbiamo avere il coraggio di suggerire delle ipotesi più valide, quelle per esempio più legate al paesaggio e all'uomo presente sulla montagna. A questo proposito vorrei che si pensasse alle centinaia di giovani che escono con il loro diploma in Valle d'Aosta e che, come giustamente è stato sottolineato, non avendo sbocchi appetibili, aspirano a diventare "usciere" (metto fra virgolette senza deprezzare questa funzione), e pur di trovare un impiego si rivolgono all'Ente pubblico, che in questo caso esercita una funzione rassicurante di certezza del posto di lavoro, anche se non valorizzante le loro capacità.

Per affrontare il problema dell'occupazione oggi in Valle d'Aosta, si deve tener conto che la regione investe una notevole quantità di denaro per la istruzione, ed ogni anno dalle nostre scuole in Valle d'Aosta e dalle Università di Torino, Milano, esce un consistente numero di diplomati e laureati. Considerando i possibili sviluppi del settore industriale, le soluzioni al problema vanno ricercate laddove: 1°) il problema dei trasporti risulta un fatto secondario; in questa direzione vanno ricercate le industrie ad alto sviluppo tecnologico; 2°) un'attenzione particolare dovrebbe essere indirizzata verso l'industria della ricerca che è un'industria di grande valore e di sicuro avvenire, in grado anche di valorizzare l'energia umana della nostra regione.

Per l'ultima considerazione mi ricollego ad altre affermazioni fatte ieri a livello programmatico dal Presidente sul ruolo dell'Ente regionale in questa vicenda.

Dobbiamo, su questo tema, essere molto realisti in quanto non è che la regione, una volta fatti i capannoni e studiate le formule di leasing e di incentivo, abbia automaticamente ottenuto la presenza di industrie intatte. L'industria è tenuta in piedi ed è sostenuta nel suo meccanismo dall'iniziativa privata. Quindi, se è vero che ci possono essere da una parte gli sforzi della regione, è altrettanto vero che dall'altra c'è chi può aderire o meno a queste proposte. A meno che non si ipotizzino altre ipotesi estremamente pericolose, come ad esempio quella della regione che propone se stessa come operatore-imprenditore, cosa non augurabile, viste le esperienze che hanno fornito le industrie pubbliche a livello nazionale.

Basta guardare i bilanci di queste industrie per spaventarsi perché le enormi passività accumulate dell'industria di Stato diventano costi che la collettività deve assorbire.

Altra via è quella di chiedere alle aziende dello Stato di venire in Valle d'Aosta. E' una via piuttosto pericolosa perché a questo punto vi è la possibilità, di tipo politico e non controllabile, che la dilatazione, l'espansione o addirittura la presenza di queste aziende sia sottoposta non tanto ad un interesse politico, ma ad un interesse partitico.

Il suggerimento che mi sento di sottoporre a questo Consiglio è che la regione si ponga con gli strumenti più moderni per catturare delle iniziative ad alta qualità tecnologica, calibrate

anche sui dimensionamenti (penso ad aziende di tipo medio e medio-piccolo). Questo tipo di scelta verrebbe a porsi in modo coerente al bisogno reale dei nostri giovani di avere degli sbocchi occupazionali ed un avvenire che valorizzi le loro capacità piuttosto che costituire occasioni di sottoccupazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon; ne ha facoltà.

BORDON - (DC): E' giusto che non si facciano oggi interventi troppo telegrafici perché stiamo trattando argomenti che non riguardano solo le barbatelle di famosa memoria, ma dei problemi che entrano nel tessuto della Valle. Non sono intervenuto prima sull'agricoltura per non far perdere del tempo, tanto più che in molte occasioni qui ci ripetiamo, ma ora vedo che ci sono degli interventi tutti ugualmente interessanti, per cui ritengo sia compito di chi rappresenta in questo Consiglio una parte degli elettori valdostani, di dire la sua.

Ritengo che tutte le idee siano opinabili e tutte rispettabili, però potrei fare a meno di ribadire questo mio concetto perché quando si parla di determinati argomenti, una certa diplomazia, una certa politica, una certa inversione dell'esplicazione, è necessaria, ma non quando si parla di bilancio, di economia, di cifre, di risultati, di spesa. Pertanto ripeto quello che ho detto stamani e cioè che mi batterò accanitamente perché non ci siano più insediamenti industriali in Valle. Il perché è semplicissimo. L'intervento del Consigliere Lanivi è uno dei suoi soliti interventi studiati, ben preparati; mi sono sempre complimentato con lui per gli studi che ha fatto, per la preparazione che ha. Ha toccato quello che poteva essere lo sviluppo elettrico di determinate zone, che ha un'influenza enorme sulla produzione, sull'industria, quindi su questo settore non mi resta da aggiungere nient'altro.

Però, è obbligo per noi amministratori regionali imparare che nessuno è infallibile, ed in tanti anni di amministrazione abbiamo visto quello che abbiamo fatto, abbiamo sempre portato tutti la nostra pietra per la costruzione della Valle d'Aosta; però io ho imparato in questi dieci, quindici anni, che anche quando eravamo di parere contrario ed abbiamo seguito determinate maggioranze per insediamenti industriali in Valle d'Aosta, abbiamo sbagliato. Sono i dati ad indicarcelo e vi invito a riflettere un momentino sugli insediamenti industriali che abbiamo avuto in Valle.

E' bellissimo dire, Consigliere Lanivi, scegliamo un'industria che si adatti al luogo; ma quante volte qui dentro abbiamo preso a modello la Svizzera per creare anche in Valle delle piccole industrie non inquinanti, come l'orologeria o meccanismi di precisione? Ma sono tutte attività queste che non si creano dall'oggi al domani, perché discendono attraverso generazioni. A me piace pensare, specie in questi momenti quando si parla di cose finanziarie, che "Primum vivere, deinde philosophari" e latinista come sono (non come il Presidente della Giunta) lo traduco, cioè per prima cosa mi compero la cucina economica per farmi la pastasciutta, poi il quadro di Picasso o di chi altro, me lo suggerirà poi l'Assessore Pollicini. Ma che oggi si possano qui prevedere insediamenti di industrie adatte al luogo, me lo auguro e lo auguro a voi, ma in tanti anni non ci siamo riusciti, anche con dei suggerimenti l'uno migliore dell'altro.

Ritorniamo a queste famose industrie in Valle d'Aosta. Non dimentichiamo che nel 1936 si divideva la società nazionale Cogne e fra i giovani valdostani di allora - perché eravamo giovani anche noi nel '36 - ce n'erano alcuni che dicevano che la Cogne doveva essere chiusa, perché costituiva l'arma con la quale il fascismo voleva italianizzare la Valle d'Aosta. Abbiamo vissuto quei momenti, abbiamo difeso la Cogne, che doveva funzionare ed andare avanti, con le miniere di Cogne, con gli acciai speciali, che avevamo studiato attraverso la scuola, competitivi con gli acciai svedesi, con 2.000-2.500 operai; cioè il rapporto fra miniera e base. Qui si è pompato, si è voluto aumentare l'industria, e poi con il periodo della militarizzazione, dal 1939 e per tutti gli anni della guerra, siamo arrivati ad avere 8.000 operai alla Cogne. Tra questi c'era anche gente che non aveva mai visto né la pala né un badile, ma che erano venuti qui per scansare il militare. Da allora è nato tutto uno scompenso per quel settore che è all'industria in Valle d'Aosta.

Ma non basta: qui, sotto la pressione di determinate correnti, abbiamo voluto, ad esempio, cominciare a comprare il terreno ed a regalarlo. Poi ci siamo detti tutti, non comperiamo più i terreni per regalarli alle industrie, ma facciamo i capannoni, almeno rimarrà qualcosa in mano alle amministrazioni, e così abbiamo fatto.

Stamani, esagerando, ho parlato di rubinetterie, ma li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni i risultati di determinate industrie forzate in Valle. Non li invento mica, ogni tanto abbiamo il dispiacere, che ci tocca tutti, di vedere in tribuna delle masse di operai e di operaie che devono per forza essere aiutati.

Quali risultati positivi abbiamo avuto? In bassa Valle, dove li abbiamo bene aiutati ed abbiamo fatto tutto il possibile, oggi dobbiamo constatare quante difficoltà ci sono, anche se riconducibili ad una crisi europea per il petrolio, ma questa è la realtà.

Sosterrò sempre - conterò per uno finché sto qui - che dobbiamo fare tutti i sacrifici possibili per aiutare le industrie che abbiamo già e che abbiamo voluto; finanziaria o non finanziaria, anche se dovremo sovvenzionare qualche impresa che è qui in Valle e che ha qualche difficoltà, sperando che migliorando la situazione nazionale ed internazionale, migliori anche la loro. Un problema enorme sarà quello della Cogne e ci saranno discussioni di capitali enormi su industrie nazionali, che erano già qui.

Mi aspetto che determinate industrie della Valle, che stiamo spingendo adesso, ripeteranno quello che è accaduto sempre fino ad oggi: 100 operai, devo ripetermi perché non si inventano queste cose, poi 50 operai. "Assumeremo il resto in futuro, spesa pro capite 150-200 milioni" diceva il Consigliere Mappelli qui l'altro giorno parlando di determinate aziende fuori Valle. Qui non siamo ancora arrivati a quel livello, ma ci arriveremo andando avanti così. Va bene per un anno, un anno e mezzo, generalmente due anni, poi cominciano a ricattarci sotto il pericolo di una disoccupazione: "Signori, non possiamo più andare avanti, chiudiamo", e di fronte alle 50-60 persone che si devono mandare via o in cassa integrazione, il Consiglio regionale ha ceduto. 0 perché è giusto che sia così, o perché politicamente non può farne a meno, o perché c'è la gara fra i partiti per aiutare uno più dell'altro come è sempre accaduto, ma questa è la realtà. Quindi, le industrie che ci sono già in Valle devono essere aiutate, ma non se ne dovranno creare delle nuove.

Adesso arriverà la finanziaria; ora non dico che qui arrivino tutte le imprese che fuori sono decotte, ma se quando vengono qui, trovano che si danno dei capannoni ben fatti, che costano miliardi, a dei prezzi di affitto bassissimi - perché noi siamo contenti di averli qui - si sistemano da noi e dopo un po' di tempo che ci sono, se non riescono ad andare avanti, avendo bisogno di capitali di investimento a basso tasso di interesse, allora loro pagano il 20-22-24% di interesse e la regione viene incontro per l'8-10%. Quindi, un impresario, che naturalmente non viene qui solo per bersi l'aria della Valle d'Aosta ma per un profitto, pensa così: "Io non avrei proprio bisogno di andare ad impiantare un'azienda in Val d'Aosta, però se lassù riesco ad ottenere dei capitali a migliori interessi, sarei scemo a non chiederli".

In base a queste considerazioni voi, che parlavate prima dell'agricoltura, mi sapete dire qual è la manodopera, qual è il giovane disposto ancora a vivere in alpeggio, con la sveglia alle 4 del mattino, costretto in un ambiente disgraziato, senza un orario preciso, senza la possibilità di dire ad una mandria di starsene tranquilla e di non mangiare perché è Natale o Pasqua, sotto tiro tutto l'anno, senza la possibilità di andare il sabato o la domenica a divertirsi. Ma il giovane valdostano non è mica più scemo di un altro! Se gli riesce, va in una fabbrica o in uno stabilimento dove guadagna probabilmente di più; l'unica molla per questa vita può essere l'attaccamento ad una tradizione valdostana, la preferenza per un lavoro in libertà, anziché l'obbligo di timbrare il cartellino, ma non mi vorrete mica paragonare il sacrificio di un nostro contadino con quello di chi lavora in uno stabilimento? E poi ci si stupisce se non troviamo più personale in alpeggio: ma dovrebbero essere tutti tonti! Almeno diamogli tutto quello che si può avere come guadagno. Però adesso sto divagando, come faccio sempre, ma per quello che mi concerne, finché sarà possibile, nuovi insediamenti li sconsiglierei.

Quindi, arrivati ad un certo momento, uno è perplesso e dice: diamo tutto quello che si può in agricoltura, perché i giovani che ancora vogliono continuare ad andarvi, abbiamo almeno questo vantaggio; poi, il Consigliere Lanivi vi ha detto bene, si considerano industrie ed impianti funiviari, che io vorrei chiamare turismo. Mi batterò però affinché tutti i denari che possiamo stanziare siano destinati in agricoltura, perché i contributi che diamo, anche se non sempre colpiscono giusto, vanno per il 90% a quei valdostani da sempre attaccati alla loro terra.

Sono stupito nel sentire che il contributo dato all'agricoltura non quadra molto bene, quando poi magari sbattiamo via dei miliardi per altre cose. Quindi, in agricoltura, il massimo di quello che possiamo dare; segue naturalmente il turismo, il commercio e l'artigianato, e poi potremmo fare altre considerazioni e le faremo a tempo e luogo. Ma voglio prendere qui, sotto la mia responsabilità e a nome personale, posizione perché non si abbiano nuovi insediamenti salvo casi eccezionali, quali quelli citati dal Consigliere Lanivi dell'industria adatta al luogo, ed aiutare al massimo quelli ci sono.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Avevo fatto prima alcune considerazioni sull'industria; devo dire che questo ultimo intervento del Consigliere Bordon, che ha il pregio di essere stato molto chiaro, denota una posizione che definirei conservatrice e del tutto inaccettabile, almeno per la nostra parte.

Riprendo i dati citati dal Consigliere Lanivi: nel 1970 avevamo un'industria con il 50% degli occupati, all'inizio dell'81 la percentuale è calata al 37%, e gli ultimi dati conosciuti parlano del 32% di occupati. Da queste percentuali dobbiamo rilevare che non stiamo conservando quello che avevamo, ma stiamo andando alla rotta più assoluta; quindi l'equilibrio, che riteniamo valido, deve essere riportato almeno a livelli che abbiano un determinato senso, perché se l'equilibrio viene ritrovato con un'industria che non ha un peso specifico e che è di nessuna consistenza, è un equilibrio non opportuno, anzi pericoloso.

Penso che quanto ha detto il Consigliere Bordon sia condiviso da molti, però porta in sè una visione anti-industriale che dobbiamo ritenere di fatto praticata dalla Giunta regionale nei confronti della grande industria, per cui si rinuncia a fare degli interventi dicendo che sono problemi più grossi di noi.

Si è pensato di risolvere il problema con la finanziaria. Anche noi al riguardo abbiamo grosse perplessità e ci auguriamo che la parte critica che viene da forze della stessa maggioranza permetta almeno di procedere su quella finanziaria con i piedi di piombo e con le dovute cautele.

Abbiamo scritto nel nostro programma quadro che preferiremmo una soluzione diversa dalla finanziaria, in cui la regione interverrebbe con proprio capitale di rischio, trasformandosi di fatto in un imprenditore; abbiamo parlato di una società per azioni a maggioranza pubblica, per la ricerca di mercato, l'assistenza tecnologica, le imprese, la promozione delle vendite, l'accesso al credito. E' nostra opinione che dovremmo avere una società per azioni di servizi all'industria, mentre la parte finanziaria dovrebbe essere vista nell'ambito dei fondi di rotazione rivedendone i meccanismi, perché quello che non ha funzionato, a nostro giudizio, è il controllo, la struttura e non tanto il principio dei fondi di rotazione

Se la maggioranza, o la Giunta, pensa veramente le cose che dice il Consigliere Bordon, lo si dica in modo chiaro, di modo che l'opinione pubblica valdostana lo sappia; quando si fa la assemblea con le operaie della Fortuna West, non possiamo andare tutti i capigruppo in passerella ed impegnarci a voler fare questo e quest'altro, quando poi di fatto la sparizione dell'industria in Valle d'Aosta viene vista come un fatto positivo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon; ne ha facoltà.

BORDON - (DC): Con molta cortesia il Consigliere Mafrica mi ha esposto il suo punto di vista, che io rispetto, però quello che non approvo è che abbia invertito il senso di quello che ho detto.

Ho affermato di non essere favorevole a nuovi insediamenti, ma disposto a tutti i sacrifici di questo mondo per mantenere quelli che ci sono. La Fortuna West se non sbaglio è proprio uno di quelli che dobbiamo portare avanti, anche se ci costerà molto; anzi ho ribadito che se la regione non potrà prendere certi provvedimenti come ente pubblico, lo farà con la finanziaria.

Vorrei contraccambiare il Consigliere Mafrica con una piccola cattiveria: qualche volta ho l'impressione che si vogliano gli insediamenti industriali in Valle d'Aosta, sapendo in anticipo che poi non andranno bene, quasi per pilotare il malcontento che ne seguirebbe. Consigliere Mafrica, non è vero? E invece sì, perché ad un certo momento questo malcontento non lo avete mica provocato voi, lo dico chiaramente, ma bisogna essere molto precisi nelle affermazioni.

Abbiamo constatato negli anni scorsi quanto è accaduto adesso. Allora togliamo via quest'ombra che non deve esistere, perché se esistesse sarebbe gravissima, in quanto saremmo favorevoli a creare un qualcosa destinato a non durare, solo per far nascere il malcontento sarebbe il colmo!

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Mi sembra che siamo andati molto fuori del seminato, ma anche questa - come dice il Consigliere Bordon - è un'opinione personale.

Il problema è per le pagg. 103-104 in relazione ai fondi globali, quello che si vuole fare per l'industria. Vorrei rassicurare il Consigliere Bordon che la Regione Valle d'Aosta mette a disposizione dei capannoni, ma non darà mai, neanche in percentuale, quello che è costume dare in Italia all'industria, specie al di sotto di un certo parallelo. Purtroppo certe abitudini fanno sì che gli imprenditori abbiano ormai stabilito come un diritto che la mano pubblica intervenga, come si dice in termine elegante.

A parte forse qualche estremismo di linguaggio, fra quanto ha detto il Consigliere Carlassare e quello che ha esposto il Consigliere Lanivi molto bene, non ci sono poi delle grosse differenze. E' estremamente contraddittoria - ha definito il Consigliere Carlassare - la posizione dell'industria in generale con le possibilità che si hanno di programmazione.

Il Consigliere Lanivi ha detto che interessa soprattutto che siano delle industrie ad alto valore aggiunto - non ha usato questa espressione ma il senso è questo.

Sull'identikit che ci è stato suggerito del tipo di industria compatibile con la nostra regione, dove è fondamentale il valore aggiunto, e cioè l'industria piccola e pulita, non ci sono da spendere molte parole; mentre il dibattito politico si deve svolgere su due punti, di cui uno già richiamato, e cioè che per fare delle nozze bisogna essere in due. E' perfettamente inutile - parafraso quanto diceva il Consigliere Lanivi prima - scrivere che saremmo molto contenti di avere l'I.B.M. o la SEIKO, americana o giapponese, disponibili a venire in Valle d'Aosta, perché poi fra lo scrivere quello che sarebbe opportuno per noi e l'attuarlo c'è di mezzo una grossa differenza.

Il secondo punto che deve essere sottolineato è che se per grande industria si intende la Cogne, ripetiamo ancora una volta che siamo perfettamente disponibili a discutere dei livelli occupazionali ed a vedere quello che si può fare, anche nella logica - mi sia permesso di dire fra virgolette - "ottocentesca", e d'altra parte se uno tiene conto della veneranda età che ha il nostro decano ci sono anche delle logiche in queste cose.

Non voglio anticipare la discussione che faremo al momento della finanziaria, ma in quell'occasione pregherà il Consigliere Mafrica di spiegarmi bene di che razza di mostro ha fatto il ritratto stasera, perché il servizio tecnologico che va perché dovrebbe andare, dalle lavorazioni siderurgiche a quelle alimentari, passando attraverso i tessili per venire ai chimici, le ricerche di mercato e l'Assistenza, ad un certo momento mi è venuto il batticuore: qui veramente andiamo a fare qualcosa di molto grosso che rischia di essere anche molto inutile. Opinione personale, come dice sempre il nostro ottocentesco Consigliere Bordon. La nostra opinione - condivisa da certe grandi forze politiche in un famoso discorso nel Parlamento italiano - è che si individuino dei responsabili industriali a cui dare il supporto, che in questo momento per ovvi motivi è solo di tipo finanziario, rendendoli così responsabili.

Quando qualcuno investe 3 o 4 miliardi di lire e riceve un aiuto per 2 miliardi, ha quel prodotto che ha e paga le tasse alla sacrosante Regione Valle d'Aosta che finanzia, e non credo che ci sia a quel punto lì da piangere su certi investimenti, anzi. Rimanderei questa parte del discorso al momento della discussione sulla finanziaria, perché siano chiaramente precisate le differenti posizioni.

Mi interesserebbe fare due piccole chiose brevissime a quello che ha detto il Consigliere Lanivi: la prima è che la ricerca è purtroppo cosa veramente costosa e deve essere fatta ai giusti livelli; anche se non ho conosciuto Emilio Chanoux padre, so che una delle sue più grosse preoccupazioni era quella della piccolezza della Valle d'Aosta e ne aveva parlato in una famosa riunione. E' il numero che non produce certe cose: è perfettamente inutile che 114.639 abitanti si mettano a parlare di ricerca ad un certo livello o di Università.

La seconda chiosa che mi sembra importante per quel che ha detto il Consigliere Lanivi, è che, parlando di occupazione, abbiamo dei vincoli nei confronti dell'occupazione femminile, in quanto è vero che le donne sono uguali agli uomini, ma la siderurgia pesante e il lavoro notturno ad esempio non sono ancora distribuibili sul territorio nella stessa maniera. Di conseguenza, quando si parla di scelte, occorre tenere presente tali vincoli, perché se da un punto di vista puramente intellettuale si dovrebbe dire no al settore tessile perché è in crisi, sulla base di questi vincoli dobbiamo invece fare quel discorso che è l'unico in grado di dare un'occupazione, di rispondere cioè ad un dato tipo di domanda. Tutti questi limiti messi insieme portano poi a certe scelte che vorremo approfondire in occasione della prossima discussione sulla finanziaria.

ORE 19.55

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FAVAL

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Forse vale la pena di spendere qualche parola e qualche minuto ancora per approfondire questo tema che ritengo sempre più importante nella situazione di crisi in cui ci troviamo.

Vorrei precisare che il mio pensiero rispetto ai rilievi che mi ha fatto il Consigliere Lanivi: quando parlo di un'industria che si adatti alla realtà valdostana, intendo una realtà socioeconomica con le sue caratteristiche geografiche; non parlo sicuramente di un'industria che si adatti alle bestie. So benissimo anch'io che la Valle d'Aosta ha una sua realtà geografica e ne ho fatto riferimento quando ho detto che si trova decentrata rispetto ad un contesto industriale italiano; allo stesso tempo però potrebbe trovarsi centrale rispetto ad un'analisi di tipo geo-economica diversa.

Un fatto che, forse ingiustamente, per la Valle d'Aosta non è mai stato pienamente evidenziato è come la nostra regione abbia avuto sin dagli albori dell'industrializzazione una tradizione di forte industria. Un minimo di ricerca ci porta a conoscere che la più importante industria pesante del Regno Sabaudo era collocata proprio qui, in Valle d'Aosta, ed erano le officine Gervasone. Chiusa questa parentesi storica, vorrei far rilevare come si debba tener conto, quando si vanno a creare i presupposti per lo sviluppo di un certo tipo di industrializzazione, che il discorso di facilitare solo ed esclusivamente quelle industrie ad altissimo valore aggiunto, può trasformarsi in una scelta estremamente pericolosa, che non si traduce poi in sviluppo di occupazione reale, perché le industrie a tecnologie molto avanzate possono avere un altissimo valore aggiunto, ma occupare pochissime persone.

Ritengo che la nostra scelta dovrebbe andare verso un tipo di industria che, pur non essendo molto avanzata dal punto di vista tecnologico, abbia però la prerogativa di creare intorno a sè dell'indotto, tenda per sua natura ad aumentare i livelli occupazionali, come è il caso ad esempio dell'industria meccanica, che difficilmente entra in una crisi profondissima fino a scomparire e per sua natura tende ad occupare nuove persone.

Se facciamo un minimo di esame di come si è andato sviluppando il tessuto industriale nel nostro paese, vediamo che le zone dove c'è stato un effettivo processo di industrializzazione - e che continua ancora senza creare grandissimi squilibri - sono proprio quelle zone dove si sono sviluppate delle industrie con queste caratteristiche. All'interno di questa realtà poi giustamente si devono favorire quelle industrie tecnologicamente più avanzate, che sono in grado di garantire quel più alto valore aggiunto sia per la collocazione geografica che per il costo dei trasporti. Ma l'obiettivo primario che dobbiamo porci con degli investimenti che facilitino l'industrializzazione in Valle d'Aosta, è soprattutto quello di garantire un'occupazione dignitosa e proiettata nel tempo.

Un'ultima riflessione mi porta a precisare meglio una battuta che avevo messo lì sull'industria legata allo sci. Ritengo che facilitare un tipo di insediamento di gente o di aziende in un settore che esiste già in loco a livello artigianale, potrebbe garantire quella diffusione del tessuto industriale che richiede anche meno investimenti.

Prendiamo l'esempio del "Gatto delle nevi": è un'industria che non richiede un'enorme quantità di manodopera, però probabilmente alcune centinaia di occupati in una realtà come quella valdostana si potrebbero trovare. Noi abbiamo creato i presupposti per un tipo di investimento industriale legato alla realtà della Valle d'Aosta, che non squilibra niente e che tende a svilupparsi con dell'occupazione indotta, perché si creano delle industrie anche intorno a questo: lo stesso discorso si può fare per le funivie, per gli impianti di risalita e via di seguito, tenendo presente che questo discorso non deve costituire una alternativa, o essere inserito in un'azione politica che faciliti in qualche modo il ridimensionamento - che definisco feroce - dei livelli occupazionali della Cogne, perché corriamo il grosso rischio di trovarci il prossimo anno con una nazionale Cogne ristrutturata, in grado di coprire il mercato, ma con un livello occupazionale che si aggira non più sui 7.000 occupati ma sui 2.000.

A quel punto avremmo creato una situazione di shock, a cui difficilmente saremmo in grado di rispondere senza dover necessariamente trasformare tutti gli interventi nel settore industriale da parte della Regione, in interventi che sovvenzionano alla meglio qualsiasi proposta ci venga fatta, purché garantisca dei posti di lavoro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Mi ero preparato ben sei pagine sull'industria, ma ormai è stato detto tutto e a me non resta più niente. Vi ringrazio.

Rispondo solo al Consigliere Tamone sul cap. 36100. Qui c'è il piano delle rivendite di giornali, il piano dei distributori di carburante, che è studio di fattibilità del teleriscaldamento, su questi 80 milioni, e poi ci sono le consulenze varie. Ci sono solo 5 milioni per gettoni di presenza.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): A pag. 105, cap. 36550, "Contributo regionale per l'incremento ed il miglioramento dell'attività delle imprese artigiane", il contributo passa da un miliardo a 500 milioni, ci sono 450 milioni nei residui e mi sembra che 500 milioni vengano messi poi nel fondo di rotazione.

Chiedo se, in base a queste leggi esistenti, ci sono state così poche domande da far avanzare questi soldi, se invece le pratiche vanno a rilento, se ci sono delle pratiche ancora da esaudire, e come si vogliono affrontare i grossi problemi di credito degli artigiani che hanno visto delle difficoltà con l'Artigiancassa in questo ultimo periodo. In definitiva, quali sono stati i giudizi che hanno portato la Giunta a fare questa scelta di dare dei contributi, invece che in questi capitoli, sui fondi di rotazione per gli artigiani.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): In parte mi ha anticipato il Consigliere Cout; vorrei sapere come possono esserci 450 milioni di residui quando sappiamo benissimo che all'inizio dell'anno non venivano più erogati i soldi perché, a detta dei funzionari dell'ufficio, non vi era più disponibilità finanziaria.

Inoltre, visto che 500 milioni vengono impiegati come fondi di rotazione per gli artigiani, chiederei all'Assessore come dovrebbero funzionare e come sono stati stornati i 500 milioni rispetto al bilancio 1981.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Rispondo subito al Consigliere Cout. Questi 500 milioni sono in conto capitale, e li abbiamo messi per quel famoso milione e mezzo che diamo agli artigiani a fondo perso, perché tutto il resto per l'artigianato va sui fondi globali, come fondo di rotazione.

Per tutto il resto invece, voi sapete che mandavamo le pratiche alle banche, le quali tenevano lì un bel po' di tempo e ogni tanto ne passavano qualcuna perché il tasso di riferimento era troppo basso. Adesso sembra che abbiano accettato la nostra convenzione di passare dai 10 ai 20 milioni per gli artigiani, dai 20 ai 30 per i commercianti, in base alle leggi 41 e 59.

Le banche hanno firmato, però quella convenzione dobbiamo ancora portarla in Giunta.

Per l'Artigiancassa dobbiamo aspettare che passi la legge finanziaria dello Stato; alla Regione saranno assegnati 3 miliardi e mezzo con i quali riusciremo a coprire tutto l'80 e l'81 poi incominceremo con i fondi di rotazione dell'82. Speriamo solo che passi presto la legge finanziaria.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Vorrei sapere dall'Assessore in base a cosa ha calcolato i 500 milioni in conto capitale e i 500 milioni in conto interesse. Non riesco a capire come possa dire che i 500 milioni sono stati finalizzati esclusivamente per il conto capitale, quando vediamo chiaramente scritto a pag. 105, cap. 36550: "Contributi regionali per l'incremento ed il miglioramento dell'attività delle imprese artigiane" - legge regionale 6.6.1977, n. 41; non parlo delle modifiche perché sono solo modifiche di carattere finanziario, salvo quella del 9.6.1981 che ha avuto una sostanziale modificazione nella quantità di intervento regionale, dico però che questa legge prevede conto capitale e conto interesse.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Vorrei chiarire al Consigliere Minuzzo che siccome non abbiamo ancora i fondi di rotazione - abbiamo solo la legge - il bilancio deve essere ancora approvato. Questa legge 41 è ancora in vigore e dobbiamo andare avanti con questa. E' un po' quello che capita all'Assessore Borbey per il decentramento. Quando avremo la legge sui fondi di rotazione, finirà la legge 41.

I 500 milioni non sono finalizzati in questo, perché se dovremo andare avanti ancora un bel po', nel caso che la legge sui fondi di rotazione tardi ad essere approvata, questi 500 milioni, sia in fondi capitale che come mutuo, andranno avanti così. Volevo anche rispondere, a titolo di informazione, al Consigliere Minuzzo sulla questione della Confidi, che fino adesso abbiamo girato 3 miliardi e 800 milioni per gli artigiani, 7 miliardi e 200 milioni per i commercianti, 12 miliardi per gli industriali: in tutto sono 23 miliardi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Per quanto riguarda il commercio, vorrei chiedere all'Assessore che risposte dà a due questioni che avevo sollevato nell'intervento generale di ieri.

La prima riguarda la realizzazione di un Centro Esposizioni: siccome ci è stato spiegato che l'inserimento di alcune cifre nei fondi globali ha anche il valore di un segnale verso la costituzione di future società - e per la realizzazione di un Centro di questa natura si era parlato anche di una possibile società - notiamo che manca il segnale nel bilancio e chiediamo la ragione per cui non è prevista nessuna possibilità di spesa in quel senso.

La seconda questione è se la Giunta pensa a delle strutture che si rivolgano a forme associative per i dettaglianti. Uno degli elementi di discussione oggi fra i commercianti è proprio quello della ricerca di forma associative e di strutture che permettano l'aggregazione dei punti di vendita esistenti.

Un'esperienza di questo tipo sta andando avanti a Pont-Saint-Martin e penso che possa essere allargata anche ad altre parti della regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Ringrazio il Consigliere Tonino di avermi ricordato questo; lui sa che abbiamo partecipato questo autunno al "Comptoir" di Martigny, al quale abbiamo invitato anche i Sindaci ed i Presidenti di tutte le categorie delle Associazioni. Purtroppo i sindaci non hanno risposto in gran numero al mio invito e sono venuti solo in due. Senza dubbio vedrei molto bene un Centro Esposizione, una Fiera permanente in Valle; però la regione non può fare da sè in questo, per cui ci vorrà la partecipazione in modo particolare dei comuni, dei commercianti e delle varie associazioni.

Ad ogni modo mi impegno ad organizzare, appena il bilancio sarà approvato, un incontro fra i sindaci, le varie associazioni, i Consiglieri regionali e tutte le categorie interessate.

Il sindaco di Saint-Christophe ha detto di essere disposto a partecipare e può mettere a disposizione dei terreni.

Sulla questione dei dettaglianti a Pont-Saint-Martin, come dice il Consigliere Tonino, si stanno organizzando e spero che questo lavoro vada avanti. Abbiamo inviato una lettera all'Associazione Commercianti proprio per invitarli ad organizzarsi in tal senso. Ma poiché non posso io, in qualità di Assessore, andare là ad organizzare queste cose, abbiamo informato per iscritto tutte le associazioni (industriali, commercianti, artigiani) che l'Assessorato è disposto a collaborare anche per la questione della riqualificazione degli stessi commercianti.

Aspettiamo delle risposte.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Chiedo all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini di evitarmi di ripetere la richiesta che ho fatto ieri, spero che si sia preso degli appunti.

Siccome si tratta di impostazioni ed indicazioni che riteniamo in certo qual modo innovative, abbiamo detto ieri che in questo senso si perde un'occasione. In tutto questo capitolo del bilancio dedicato al turismo ci sono dei piccoli aggiustamenti, poco significativi rispetto all'importanza del settore.

Abbiamo detto, è vero, che non si può puntare solo sullo sviluppo del turismo, che è necessario consolidare la industria, riqualificare l'agricoltura; tuttavia un settore così importante, che sta tirando bene come questo, oggettivamente è stato un po' penalizzato.

Ho fatto alcuni esempi: l'intervento per le operazioni pubblicitarie è molto basso, così come è poco comprensibile il calo da 810 milioni a 330 nel capitolo 37150 che riguarda l'organizzazione delle manifestazioni promozionali. Si ha l'impressione che si sia operata una certa sottovalutazione anche dalla mancanza di novità, di nuove indicazioni, soprattutto nei confronti di quelle forme nuove di turismo sempre più richieste nelle città, quali il turismo associato, organizzato, aziendale, ecc.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Occorre fare due considerazioni: la prima è che il progetto di spesa per il turismo ha due obiettivi principali: 1°) la creazione dove non esiste niente; 2°) là dove c'è qualcosa, il rafforzamento dell'immagine turistica della regione, valorizzando soprattutto le zone non ancora sviluppate nel settore turistico. Quindi cerchiamo, proprio nel nostro obiettivo principale, di far conoscere quella parte di Valle d'Aosta ancora sconosciuta, quella non ancora compromessa.

E' necessario rafforzare le campagne pubblicitarie, oggi c'è una concorrenza davvero vivace nel campo del turismo, tant'è che si inventano stazioni dal niente, proprio perché questo settore è uno dei pochi non in crisi, ma anzi con prospettive di aumento. E per ricordare l'esigenza di un intervento sul piano della promozione, faccio presente che lo scorso anno siamo stati l'unica regione ad avere avuto, durante l'estate, un miglioramento di presenze del 2.9%. Nel resto dell'Italia, i dati sono stati forniti dal Ministero del Turismo, c'è stata una riduzione del 10%; ma poiché per quanto riguarda gli arrivi - cioè guardando anche l'effettiva presenza turistica - si trattava di persone che hanno ridotto il tempo di soggiorno, la riduzione della presenza turistica è stato in complesso del 20%.

Questa regione ha invece registrato un aumento del 2.9%; c'è stato un calo del turismo straniero ma per contro l'aumento di quello nazionale, che sta a dimostrare l'efficacia della nostra attività pubblicitaria.

Esistono in altre regioni degli investimenti decisamente più massicci dei nostri, ma abbiamo dalla nostra parte il vantaggio di avere una regione particolarmente attraente, con delle suggestioni che già da sole rappresentano la migliore pubblicità.

E' indubbio però che pur non cadendo in quella monocoltura del turismo a cui faceva cenno il Presidente prima, non bisogna sottovalutare l'importanza di un settore che oggi interessa, nel periodo di stagione alta internale, 11.000 persone, proprio perché è un'attività che ha ancora prospettive di sviluppo. Ha superato momenti di difficoltà, non dimentichiamo che la crisi gravissima dell'industria, non ancora risolta, ha trovato nel turismo una fonte di assorbimento almeno parziale, assieme al terziario.

Non dimentichiamo un grosso fenomeno che è quello del ridimensionamento della Cogne, che continuerà ad andare avanti; siamo tutti convinti che nell'arco di 6-10 anni gli attuali 4.500 dipendenti saranno ridotti. Facendo un rapporto, quando nel 1946 questa città aveva 24.000 abitanti, la Cogne aveva 7.400 dipendenti; oggi la città ha 39 mila abitanti e l'azienda ne ha 4.900: si tratta di una riduzione da una parte del 40% del personale, dall'altra dell'aumento del 40% della popolazione della città, senza tenere conto della "cintura" che è aumentata notevolmente.

Di fronte a questa situazione, con l'industria in crisi e l'agricoltura in difficoltà, il turismo rappresenta assieme al terziario l'unica prospettiva di sviluppo a tempi brevi; quindi bisogna dedicargli molta attenzione perché è un meccanismo delicato.

Non possiamo pensare che solo perché da noi ci sono le più belle montagne d'Europa, automaticamente abbiamo la più grossa suggestione di richiamo. Occorre tener presente la delicatezza di questo mercato; non dimentichiamo che per esempio all'ultimo show dell'offerta turistica a Londra, la Svizzera era presente con l'offerta delle settimane bianche ridotte dalle 70.000 alle 100.000 lire rispetto all'anno precedente.

Esiste un differenziale tra sterlina e lira italiana; ma, se di fronte all'odierna difficoltà di contenere i prezzi a causa dell'inflazione che li fa aumentare, stiamo fermi sulla qualità, siamo già dei perdenti. Dobbiamo allora aumentare l'offerta se non attraverso la concorrenzialità sui prezzi, attraverso il miglioramento della qualità.

La pubblicità è un altro aspetto di estrema importanza perché dobbiamo farci conoscere; infatti è necessario considerare che stiamo operando decisamente, e gli effetti si sono visti da quei dati che ho menzionato prima, così come sono nettamente positivi i dati di quest'anno, non raffrontati però a quelli dello scorso anno che è stato particolarmente negativo per mancanza di neve, ma rapportati con i dati dell'anno precedente, che è stato un buon anno.

Quest'anno abbiamo superato quelle stesse percentuali, quindi siamo in una situazione soddisfacente anche se occorre insistere e restare presenti su tutti i mercati del turismo, in tutte le pubblicità.

Teniamo presente che la pubblicità è costosissima: durante l'ora di centro della pubblicità televisiva, le 20.30, il costo al minuto è di 74 milioni, nelle ore precedenti invece di 48 milioni. Un terzo della pagina nel Corriere della Sera costa 13 milioni di pubblicità al passaggio, sulla Stampa 7 milioni, sull'Espresso 8 milioni.

In televisione non siamo presenti direttamente per questi alti costi, però la nostra presenza in TV avviene lo stesso attraverso manifestazioni internazionali di carattere sportivo: ad esempio la Coppa del Mondo di Pila ci ha dato 50 minuti di presenza diretta in Eurovisione, poi Dribbling la sera del sabato, la Domenica Sportiva e 300 articoli scritti su quella manifestazione. C'è stato un notevole ritorno a questo tipo di investimento che, fra l'altro, è stato anche aiutato da una interessante sponsorizzazione, in quanto le grosse manifestazioni costano, ma hanno anche un grosso richiamo di pubblicità.

Il 13 dicembre avremo la Coppa del Mondo di slalom speciale maschile a Courmayeur che avrà un ritorno pubblicitario decisamente superiore, prima di tutto perché non c'è mai stata una gara di slalom speciale maschile in Valle d'Aosta, secondo perché è la prima gara di slalom speciale dell'annata, terzo perché si fa all'inizio della stagione. Cerchiamo quindi, con la nostra limitata disponibilità finanziaria, di fare il massimo di interventi.

Esiste inoltre una serie di interventi che non sono solo quelli di investimento e sono rappresentati da proposte che abbiamo fatto. Non è esatto parlare di mancanza di novità verso nuove forme di turismo, perché quando il comune di Aosta ha fatto la sua colonia a Cervinia e la regione a Sanremo, non è stata la Liguria a predisporre una struttura collettiva per gli anziani della Valle d'Aosta, ma la Valle d'Aosta - o il comune di Aosta. Così come è avvenuto in qualche città d'Italia, che i comuni hanno realizzato degli ostelli della gioventù e poi li hanno dati in gestione all'Associazione Albergatori della città; anche noi abbiamo mandato una lettera all'Associazione valdostana degli albergatori, per vedere se erano interessati a gestire una struttura fatta ad ostello della gioventù. L'Associazione degli albergatori non ha risposto ed è ovvio che se la regione assume volentieri nuovi impegni, non può però fare lei stessa l'albergatrice.

Esistono iniziative per quanto riguarda il collegamento Acque Fredde - Cogne; entro la prima settimana di aprile dovrebbero essere pronti i capitoli d'appalto: l'appalto delle carrozze, l'appalto delle opere civili, l'appalto dell'armamento, l'appalto della parte elettrica. Si tratta quindi di considerare queste iniziative di grosso richiamo turistico, così come ci rendiamo conto ad esempio che esiste un problema connesso al collegamento Aosta-Pila. Però posso dirvi che ci sono state riunioni fatte alla presenza di tutti gli Enti economici delle città della Valle d'Aosta, delle associazioni imprenditoriali artigiane, alle quali la regione si è dichiarata disponibile ad intervenire in questo tipo di investimento fino al 49%; non c'è stata risposta da parte di nessuno di questi Enti.

Quindi, le iniziative ci sono, ma non si può far carico di tutto e sempre alla regione perché occorre che ci sia anche il supporto dell'iniziativa privata.

Sotto questo aspetto c'è un intervento, che a me pare interessante, come non c'è dubbio sul problema che riguarda gli impianti di risalita che ci sia da parte della regione un indirizzo diretto a quelle zone considerate attualmente "secondarie", perché c'è un intasamento assurdo e controproducente nelle due grosse stazioni dove la regione non ha investito una lira - parlo delle funivie del Cervino - mentre sta spingendo ed è quella che tutto sommato fa da supporto di partenza per le altre iniziative nella valli laterali. Non si possono risolvere in un solo colpo tutti i problemi; ad esempio per il collegamento Acque Fredde - Cogne c'è ancora da risolvere la questione delle pertinenze, perché il Ministero dell'Industria considera la galleria ancora pertinenza della miniera, ma pare ci siano prospettive di risolvere, entro breve tempo, anche questo ulteriore problema.

Il progetto, che è stato finito nei suoi particolari, prevede 300 giorni di lavoro solare per la realizzazione dell'opera del collegamento.

Per quanto riguarda il collegamento Aosta-Pila, la regione ha dimostrato buona volontà negli studi che ha fatto fare per vedere le diverse ipotesi di collegamento; chiaramente occorre un finanziamento perché quest'opera viene a costare intorno ai 10 miliardi. Occorre che si facciano carico anche gli altri Enti e non solo la regione.

Per scendere al particolare dello sdoppiamento del cap. 37150, se si guarda bene c'è scritto a fianco dell'ultima cifra che è stato sdoppiato in due con il 37160, tenuto conto poi che la riduzione è stata fatta anche perché si è rafforzato il primo cap. 37100, delle azioni promozionali, rispetto alle azioni tese al miglioramento dell'offerta turistica.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino sulla pag. 109; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Per la pag. 109 credo siano effettivamente irrisori i fondi destinati al potenziamento delle attrezzature sportive. Sono nei fondi globali due miliardi e mezzo per gli interventi diretti e 500 milioni per interventi in contributo.

Dicevo stamani che con 2 miliardi si costruisce una piscina; nel famoso piano approvato in questo Consiglio, tra le opere prioritarie, figura una piscina-palestra nel comune di Verrès. Chiedo se questi 2 miliardi e mezzo vanno lì, altrimenti dove vanno, cosa si intende fare?

Certo è che è molto poco; questo è uno dei capitoli che merita in futuro un aumento.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Prima di tutto non possiamo dimenticare che questo bilancio entrerà in funzione al mese di maggio e, quindi, oggettivamente fra progetto e tutto non sarà spendibile una cifra molto alta, questa va detto.

Lo stesso vale per il problema della piscina-palestra di Verrès, fra progettazione e tutto non abbiamo la convinzione che sia facile spendere tutto anche perché non intendiamo fare dei residui passivi. E' una cifra modesta, però teniamo presente che si fanno i passi in ordine alle disponibilità finanziarie ed alla redditività nell'arco di tempo previsto dal bilancio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sulla pag. 111, sui mezzi di trasporto, vorrei sapere esattamente i 5 miliardi del cap. 38050 come verranno destinati.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Nel capitolo c'è una legge per la ripartizione che è già passata in Giunta e che porteremo al più presto in Consiglio; cioè si ripartiscono 4 miliardi e 197 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Sulla pag. 121. Aspettavo le risposte dell'Assessore per le domande che ho fatto stamani in base ai vari capitoli. Se si preferisce fare le domande capitolo per capitolo io comincio di nuovo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): Stamani sono state fatte alcune considerazioni generali sul problema dell'Assistenza Sanitaria, sul quale - detto per inciso - se volessimo, potremmo parlare per ore, sia perché altri problemi hanno occupato quel tempo, sia perché questo settore è preliminare su tutti gli altri.

Sulla questione della spesa, uno dei primi aspetti che è stato sottolineato e che è stato giustamente agganciato, da parte del Consigliere Péaquin, al discorso del piano sanitario, ormai è dato per scontato che a livello di singole regioni non si può più aspettare il piano sanitario nazionale per stabilire i propri piani sanitari regionali. anche se per legge, in base agli articoli 54-55, si dovrebbe seguire quella sequenza logica.

Ormai, già diverse regioni si sono indirizzate sulla predisposizione di questi piani, in altre siamo già in fase di approvazione, in altre ancora, ormai scattata questa procedura, si sta lavorando a livello locale per la predisposizione di questo piano che nel nostro caso si pensa di poter portare in discussione prima dell'estate, dopo aver naturalmente fatto tutte le riunioni che devono essere fatte, con le varie organizzazioni e forze socia- li interessate a questo problema.

Tengo a precisare che quando si parla di piano sanitario regionale, si parla giustamente di obiettivi. In gran parte delle leggi che sono state fatte si porta la dizione in anticipazione di quello che è il piano, perché i vari settori rappresentano già determinati obiettivi, indicano come si deve procedere, quindi di fatto sono delle parti di piano. Se andiamo a scomporre i singoli piani regionali, per ogni settore si individuano determinati obiettivi e si danno finalità ben precise. Quello che manca in alcuni di questi, è soprattutto l'individuazione dell'organico, cosa di non facile acquisizione, in quanto mancando la pianta organica non si sapeva ancora quale era il passaggio definitivo in questi vari organismi. A questo piano si sta lavorando e penso di poterlo portare prima delle vacanze estive.

Per il discorso dell'U.S.L., il 1° agosto ha preso il via il passaggio definitivo delle funzioni delegate alla U.S.L., ma tenuto conto delle difficoltà che sono state registrate nell'individuare con obiettività i compiti per determinati settori, che non sono ancora ben chiari, nemmeno a livello nazionale, il nuovo approntamento non è così semplice né automatico, in quanto non è che dalla somma dei vari settori d'intervento se ne ottiene uno; si devono ricomporre invece i vari organi-mi per arrivare poi ad una ridefinizione dei singoli fattori.

E' stato accennato anche all'esigenza, che deve essere sentita da parte delle regioni, di dare una risposta alle necessità con servizi adeguati, e penso che il lavoro che si sta portando avanti, sia a livello di strutture ospedaliere che a livello di servizi sul territorio, sia proprio in questa linea.

E' chiaro che non tutte le realizzazioni possono rispettare certi tempi tecnici; dobbiamo tenere conto che siamo una delle poche regioni che ha potuto predisporre e portare avanti un determinato piano ospedaliero, perché le altre aspettano ancora i fondi di investimento, che sono quelli registrati con gli anni e che si sono rimandati di bilancio in bilancio.

Si faceva cenno stamani al problema del personale: teniamo conto che con la legge regionale che è stata approvata, il personale è confluito in un unico ruolo regionale, per cui le contestazioni del personale, i ricorsi al T.A.R., non avvengono solo in Valle d'Aosta. Ci sono dei problemi riguardanti inquadramenti, situazioni anomale preesistenti, che hanno avuto un iter piuttosto difficile nel quadro di questi accordi integrativi; ci sono state delle difficoltà che a poco a poco si stanno appianando.

Si è fatto riferimento allo stato di agitazione del personale ospedaliero; c'è stata anche stamani una riunione proprio per chiarire alcuni punti che erano legati a determinate normative che purtroppo stanno accavallandosi a livello nazionale. Se si prende una delibera in un determinato momento e dopo un mese avviene un cambiamento normativo a livello nazionale, si è costretti a prendere in considerazione la nuova normativa.

Questo ha determinato in particolare una delle ultime agitazioni, in quanto è successo che dopo aver preso la delibera con una determinata motivazione a gennaio, è uscita a febbraio la nuova legge - sia la pubblicazione della legge regionale sul personale sia la normativa dell'art. 12 - per cui abbinando i due sistemi la vecchia delibera non andava più bene, perché faceva riferimento a delle graduatorie ormai non più valide. Questo ha determinato la bocciatura della delibera, quindi una serie di ulteriori difficoltà.

Nel momento in cui è stata presa la delibera non era possibile conoscere questa difficoltà - che ripeto oggettiva - perché la normativa è uscita a fine febbraio, dopo che la delibera è stata presa. La delibera è stata presa all'esame il 9 marzo e la pubblicazione della legge è stata il 3 marzo sulla Gazzetta Ufficiale, quindi, chiaramente, non si poteva non tener conto di questa difficoltà. E' la stessa cosa se poi analizziamo le singole voci e se parliamo dei vari servizi che sono entrati a poco a poco in funzione.

Va detto che la carenza di personale (che è stata anche oggetto di interpellanze, di chiarimenti, soprattutto a livello di carenze di personale paramedico) riguarda non tanto i medici generici ma piuttosto i medici specialisti; e questa carenza ha portato qualche difficoltà, per esempio nel funzionamento del Pronto Soccorso. Però, da qui ad enfatizzare subito un problema specifico come è stato quello dei due medici che hanno stazionato per una settimana nel Pronto Soccorso, dicendo che si trasforma il Pronto Soccorso in una giungla di degenza, in una astanteria per medici, ce ne passa, quando i medici stessi che prestavano il servizio di guardia medica erano stati avvisati con una settimana di anticipo di spostare i centralinisti, perché si dovevano imbiancare quei locali.

Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, il regolamento va avanti; sono stati istituiti gli organismi che devono prendere in considerazione i singoli punti, e questi si sono riuniti regolarmente, segnalando le possibili integrazioni a livello medico che possono ricoprire i posti vacanti e che si stanno in questi giorni svolgendo in concorso proprio per queste coperture.

Il problema della Croce Rossa che è stato qui accennato, sta diventando sempre più grave quanto più si allontanano da parte dello Stato i tempi di attuazione veri, nel senso che l'applicazione dell'art. 70, che doveva avvenire entro la fine dell'80, è ancora adesso da vedersi, per cui ci siamo trovati a dover tenere conto delle difficoltà interne obiettive della Croce Rossa, che è provvista di uno Statuto specifico, è commissariata e gestita in modo autonomo ed ha un bilancio su cui la regione non può intervenire in nessun modo. Però la regione sa che ad esempio per la Croce Rossa rinuncia a 209 milioni per l'82 per gestire un servizio su cui la regione dovrebbe avere potestà di integrazione e invece non ce l'ha perché non può chiaramente mettersi a questo livello.

La stessa cosa vale per il problema autistico; si stanno adesso espletando tutti i vari procedimenti concorsuali per fare i concorsi per barellieri ed autisti che potranno determinare l'organico, di cui alla legge regionale, e coprire i posti vacanti.

Sui consultori familiari, istituiti da una legge stralcio che non è legata al finanziamento globale, c'è da dire che le difficoltà a livello distrettuale si sono avute nel momento in cui molte di quelle situazioni che si erano verificate in precedenza e che erano state sopportate, si sono poi presentate come incompatibilità.

Il personale specialistico che lavora a livello dei singoli consultori non poteva esercitare per quel numero di ore che era necessario e nel contempo mancava il numero di specialisti per svolgere determinate funzioni.

Al problema della medicina sportiva la soluzione si è avuta finalmente con l'uscita di quel decreto che ha tolto la necessità di fare degli esami superflui, ed era questo il punto carente, aldilà delle note polemiche o delle vicende che si sono avute, del vecchio decreto, il quale parlava di radiografie che erano necessarie per tutte quelle attività.

In base a questo si era dovuto, purtroppo, far ricorso ad una serie di esami che avevano portato quegli inconvenienti che ben conosciamo.

Col nuovo decreto all'Assessorato si è provveduto a non ratificare una convenzione e si è già potuto attuare, quando c'era già la legge regionale, la normativa che ci permette di essere l'unica regione in Italia che potrà fare questo passo. E' già stato consultato al riguardo il Comitato di cui all'art. 10 della legge 19, proprio per vedere le procedure da seguire per dare attuazione a questa parte, tenendo conto delle difficoltà che ci sono ancora come parte pubblica.

L'U.S.L. in questo momento di transizione non ha ancora la possibilità di utilizzare i medici della struttura pubblica per fare questo servizio ed inoltre non è ancora in grado di fare tutti gli esami; quelli esclusi vengono fatti a regime di convenzione, che è poi una logica accettata da tutti. Teniamo conto che siamo l'unica regione a non avere determinate strutture convenzionate; tutte le altre regioni hanno laboratori ed ambulatori convenzionati. Questa regione è l'unica che non ha questo incremento enorme di spese e le lotte fatte in questo campo non sono indifferenti, come tutti ricorderanno.

Stesso discorso vale per il problema della graduatoria: ancora l'altro giorno c'è stato a Bologna un incontro a cui hanno partecipato i rappresentanti dell'Assessorato dell'U.S.L., in cui si è discusso ad esempio del problema dell'associazionismo, sorto a livello di regione; si è visto che, a parte le poche regioni che hanno predisposto l'atto associativo, tutte le altre hanno la grossa difficoltà di dare pratica soluzione a questo problema, non essendoci negli elenchi questa disponibilità di attuare quanto è previsto specificatamente dalla convenzione.

Un altro grosso problema, cui faceva cenno il Consigliere Péaquin stamani, è quello della tossicodipendenza; citava il cap. 39900 dove si porta uno stanziamento ridicolo in rapporto alla gravità del problema. Il 27 aprile a Roma è di nuovo previsto un incontro proprio per la riparametrazione della spesa in questo campo.

Se permane questo atteggiamento rispetto alla tossicodipendenza, è chiaro che non si potrà mai pretendere che a livello locale si attui una politica di freno alla tossicodipendenza; sinora siamo andati avanti a palliativi, a metadone, perché quella era la soluzione tampone che frenava la crisi di dipendenza e permetteva comunque di superare una determinata situazione.

Adesso - citava il Consigliere Péaquin - l'incontro che c'è stato a livello degli Interni-Sanità per il problema della tossicodipendenza, ha fatto rilevare che tutta questa rete, non va dimenticato che l'azione contro la tossicodipendenza non è iniziata in Italia ma in America e in altri paesi dove da trent'anni si sta lottando con tutti i mezzi per cercare di ridurre l'azione propria delle droghe sia leggere che pesanti - non ha dato buoni risultati.

Erano tutti palliativi quelli che di volta in volta abbiamo riportato da altri paesi e ci siamo imposti, come l'applicazione di una legge che costituiva, unica cosa positiva, un metodo coatto per arrivare ad individuare in ultimo il tossicodipendente. Si doveva poi stabilire il grado di tossicodipendenza, sul quale nessuno si è mai messo d'accordo, e fermiamoci qui per non toccare temi più ampi, quale quello ad esempio della fame nel mondo il quale, insieme alla tossicodipendenza, è un problema a livello internazionale.

La tossicodipendenza non si risolverà mai con la politica attuata a livello regionale, per individuare o evitare le possibilità di spaccio. Il problema si può risolvere solo a livello internazionale e avevamo cercato di farlo con un cambio di coltura nel famoso triangolo d'oro dove avviene la produzione delle droghe. Il tentativo però è stato un fallimento perché le regioni interessate non hanno accettato, malgrado le possibilità d'intervento, di cambiare tipo di coltura ed anche ultimamente c'erano delle feroci guerre in queste zone per il monopolio della produzione di droga.

Per quanto riguarda il problema accennato stamani dal Consigliere Péaquin, mi sono anche limitato a non intervenire precedentemente quando altri hanno accennato alle questioni del risanamento del bestiame. Se mi fosse permesso, invece di celebrare l'anniversario di Garibaldi celebrerei l'anniversario di Koch. Cento anni fa veniva scoperto il bacillo della tubercolosi ed io farei due giornate per questo grande studioso e non un'ora per Garibaldi. Questo lo dico a chiare lettere.

In Germania, paese più evoluto, si sono fatte due giornate di manifestazioni in onore di quegli studi per la tubercolosi. Voglio ricordare che nel 1982 50 milioni di persone muoiono ancora per questo morbo e qui si fa della demagogia quando si dice come mai si devono eliminare gli animali ammalati.

Non mi interessa ora il discorso facile ed elettoralistico per cui tutti stanno cercando di prendersi il loro pezzettino di carne umana o bovina che sia, ma qui ci si deve decidere: o si chiede l'intervento di tutti per risolvere definitivamente il problema, oppure si abbassa la testa e si dice che abbiamo paura di perdere voti e che siamo tutti per i poveri agricoltori, perché chi invece vuol difendere la salute degli uomini non è per gli agricoltori; questo non l'ho capito. Poi quando c'è la gente ricoverata bisogna tacere perché sono cose che non devono essere divulgate.

In Valle d'Aosta abbiamo un numero di ammalati di tubercolosi pari quasi alle medie di certi paesi sottosviluppati. Malgrado tutto questo, parliamo degli interventi contro la fame nel mondo. Propongo invece di destinare questi soldi per il risanamento, così abbiamo risolto il problema.

Il Consigliere Péaquin difende in modo perentorio e giusto la legge 47 sugli interventi assistenziali. Io penso che ci debba essere l'impegno di rivedere questa legge che per certi aspetti può essere superata. La cosa più grave che sta venendo fuori è che di nuovo si vuole la struttura per anziani, fra i quali non ci sia però il dimesso dall'Ospedale psichiatrico che va a turbare l'armonia.

Ho qui un elenco di strutture, di progetti già fatti che entrano nella risposta a quei 2 miliardi e mezzo che devono essere ancora regolamentati per legge, di come intervenire a livello di distretto. Finché si fanno i proclami per dire che non si può portare l'assistenza ad un certo tipo di malati e non si può inserire il dimesso dall'Ospedale psichiatrico perché mancano le strutture alternative, sono tutti d'accordo; quando si parla poi di farle si tirano tutti indietro, perché quando c'è la struttura, nessuno li vuole.

Stesso discorso per l'inserimento lavorativo. Si diceva giustamente che nel momento in cui era stata fatta la legge per l'inserimento lavorativo non erano stati previsti dei fondi per l'anno scorso. Si sono interpellate per lettera tutte le ditte presenti in Valle, si è fatta una commissione che ha parlato direttamente con i singoli interessati e, solo ultimamente, nella zona che il Consigliere Péaquin conosce, è venuta fuori la possibilità di formare una cooperativa, di andare in direzione di questo discorso di inserimento.

Tutte le imprese che hanno fatto le richieste e che sono state contattate, tranne alcune imprese edili, dove il tipo di handicap non è dei più idonei, in quanto si doveva per quell'inserimento lavorativo superare il 67%, tenuto conto dell'abbinamento zona con il tipo di handicap, non sono andate aldilà di un impegno iniziale; in realtà non li ha voluti nessuno. Andrà intensificata anche l'opera di propaganda a livello locale con le ditte, cercando di spiegare quali sono le motivazioni: al momento la situazione è questa.

E' una salvezza che ci sia una USL sola e non due, perché dove ce ne sono di più si stanno scannando, perché da una parte c'è l'Ospedale e dall'altra non c'è per cui dalla divisione della fetta di bilancio devo gestirmi X lire tu invece X2, perché il mio è più grande del tuo e per questo si stanno facendo le lotte, senza contare che noi qui abbiamo un numero limitato di dipendenti che può occupare certe posizioni funzionali. All'interno si sta facendo la guerra per avere quelle posizioni anche quando, magari, non c'è la competenza, ma c'è il diritto perché si è in posizione abdicale; invece quello che sa fare il suo lavoro, magari viene boicottato. Questo è un sistema di lavoro che non esiste solo a livello locale ma dappertutto, perché anche a livello di Consiglio di amministrazione si vorrebbe fare, più che amministrazione, politica in senso negativo.

Ho detto prima che si potrebbe andare avanti anche per delle ore e si potrebbe parlare del problema della medicina del lavoro in fabbrica, dell'organizzazione della medicina sul territorio, della medicina preventiva che non è più scolastica, ma rientra con la medicina del tipo di età. La scuola è solo un momento di attività, è un momento organizzativo che facilita l'approccio con determinati problemi della salute.

Determinati aggiornamenti sono stati già fatti e programmati assieme alla scuola. Tornando al problema della tossicodipendenza è molto valida, per questo tipo di patologia, la collaborazione fra insegnanti e corpo medico e paramedico. Mi sembra che questo tipo di integrazione sia utile ed importante.

Stessa cosa vale per un discorso di assistenza nei vari centri turistici. L'assistenza che viene data in questi centri deve essere più qualificante; non deve essere lasciato al caso il pericolo che si corre andando a sciare. E' giusta la campagna di informazione preventiva per evitare che sulle piste da sci succedano certi incidenti, ma è anche giusto che si sappia su chi far riferimento se questi accadono.

C'è un progetto che verrà studiato come Giunta per tener conto dell'esigenza di qualificare il turismo anche da questo punto di vista, perché dove si dà assistenza immediata e qualificata si dà anche un'immagine che vale più di cento Caroselli.

Ho lasciato per ultimo, non per importanza ma perché ha già uno svolgimento, il capitolo dell'edilizia ospedaliera. Questa tiene conto di un programma che è stato vistato all'inizio della legislatura, che si sta portando avanti a poco a poco e che tiene conto di una risistemazione dell'ospedale generale, indipendentemente da quella che è la proprietà. A questo proposito ho già detto in altre occasioni che per conto nostro avevamo fatto una proposta che aveva una sua logica ed era vantaggiosa per la regione, teneva conto delle nostre esigenze e di esigenze che altri vogliono sostenere.

A parte le polemiche di presentazione, era una soluzione che poteva portare indubbi vantaggi. Ora questa, purtroppo, non ha avuto l'esito che tutti speravano. Sta di fatto che a livello locale le previsioni di tempo per arrivare al limite di posti letto si stanno allungando.

Il Beauregard è molto avviato come opere e costruzione, per la Piastra, sassi vari permettendo, si è ripreso a scavare, la Palazzina degli Infetti avrà la copertura del tetto alla fine del mese prossimo, manca poi la risistemazione interna.

Nel richiedere i finanziamenti abbiamo seguito quella procedura che è stata avviata e che ci ha portato alla possibilità di poter utilizzare dei fondi che erano inutilizzati, senza togliere niente a nessuno, in quanto le regioni che hanno partecipato, hanno firmato questo accordo in quanto loro non erano in grado di spendere aldilà di questa cifra.

Per il discorso del Poliambulatorio della bassa valle, penso sarà sufficiente a coprire le esigenze di quella zona; manca il Poliambulatorio nella zona di Morgex, che verrà previsto nel piano che è già stato comunicato anche alle forze sindacali e che verrà discusso prima di essere portato alla discussione generale. Avrà poi il suo corso per i finanziamenti e per il completamento e assistenza sanitaria.

Teniamo presente che un aspetto non indifferente, di cui sovente non si tiene conto, è l'aspetto organizzativo che è difficile da portare avanti in questi tempi, dove ogni tre mesi esce un decreto o una legge nuova.

Ad esempio, prendiamo la parte assistenziale, quanti decreti sono usciti? A questo proposito va detto che c'è stato, in un primo tempo, una disinformazione in quanto la gente, soprattutto abitanti dei villaggi, che non conosceva queste leggi, non aveva fatto domanda. Poi c'è stata un'opera di sensibilizzazione alla rovescia, da parte di certi patronati che hanno fatto fare la domanda per l'invalidità a tutto il villaggio, dal bambino di otto anni all'adulto di ottanta.

Sono queste le tristi cose che hanno portato a dei ritardi, ad accumuli vergognosi; d'altra parte per ogni richiesta fatta occorre fare la visita, e si ritarda così l'aiuto alla gente che ne ha veramente bisogno.

L'azione che è stata fatta per farsi pagare certe pratiche è indegna di qualsiasi persona che abbia un minimo di responsabilità. Malgrado avessimo raddoppiato le commissioni - abbiamo fatto una commissione anche in bassa valle - non abbiamo trovato medici che ci volessero andare, perché il gettone di presenza è l. 3000 all'ora; e poi magari si sentono insultati da coloro ai quali viene respinta la domanda

E di chi è la colpa se la domanda è respinta? Il Patronato non ha colpa perché ha fatto tutte le pratiche, le colpe dunque vanno all'Assessore ed al medico che ha fatto la visita. Ci vuole un minimo di buon senso. Queste sono cose gravissime che hanno ritardato l'iter destinato solo a certe categorie e non a tutti gli sfaccendati, in quanto molti presentano la richiesta di assegno di accompagnamento perché dicono che non ci vedono più e si presentano di persona a portare i documenti.

Il discorso delle terme è un problema delicato all'ordine del giorno del prossimo Consiglio, così come verrà portato in discussione, molto probabilmente, un ordine del giorno sul discorso della Croce Rossa. Sulle terme c'è da ripetere quanto ci siamo già detti alcune volte e cioè che in base alla riforma, e tutte le federazioni e i vari organismi che raggruppano le industrie termali lo hanno precisato, le terme hanno un loro fondamento in quanto possono garantire un aspetto terapeutico riabilitativo, oltre agli annessi e connessi legati ad un aspetto turistico che è indubbio, ed all'aspetto occupazionale che ne deriva, perché al momento in cui c'è stata la ventilata chiusura delle terme c'è stato un sollevamento generale, per cui si è fatta marcia indietro e tutto è tornato come prima.

Il discorso delle terme è delicato in quanto lo sviluppo che ha sul territorio e la possibilità di richiamo termale devono poter integrare delle attività locali, non potendo contare su certi richiami che altre zone hanno in quanto possiedono sviluppo e qualità di acque superiori. A noi va bene sviluppare le Terme Pré-Saint-Didier e Saint-Vincent, che devono essere inserite a livello locale per un discorso che è essenzialmente curativo e riabilitativo. In questo senso devono avere lo sviluppo con gli accertamenti che sono stati fatti e che saranno portati avanti per determinare anche la possibilità di intervento in questa direzione; cioè, prima di tutto, in base alle possibilità di utilizzo regionale, oltre che integrazione di determinati servizi che devono avere, in quanto stazioni turistiche con certe esigenze.

Chiaramente dobbiamo abbinare le esigenze, sapendo che sono finiti i tempi in cui per le terme c'era quel discorso permissivo per il quale tutti potevano usufruirne?.

ORE 20.55

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE DOLCHI

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Ho appreso da un giornale che leggo spesso che in Consiglio comunale è stata presentata una mozione che tende alla revisione della legge n. 2 del 1980; vorrei sapere dall'Assessore se c'è qualche intenzione di questo tipo, visto che a livello di Consiglio comunale tutte le forze politiche dalla DC al PSI ed anche all'Union Valdôtaine o almeno al momento del voto, hanno espresso la volontà di riformare gli organi di gestione dell'U.S.L., rilevando dei difetti.

Un'osservazione che facciamo noi è questa: c'è stata una grande battaglia fra le forze politiche al momento dell'elezione dei rappresentanti, ci si è litigati per fare avere a questa forza politica tanti rappresentanti nell'Assemblea; poi, oggi, è stato detto che non è stato raggiunto il numero legale, quindi la convenzione fra U.S.L. ed I.R.V. non è stata approvata per questo motivo. Anche a livello di Comitato di Gestione la battaglia è stata feroce, forse più che l'Assemblea. Di fatto vorrei sapere dall'Assessore se qualcuno dei rappresentanti del Comitato esercita questa attività per il tempo necessario, perché non è una responsabilità da poco. Se quindi, aldilà di queste cose - perché poi all'opinione pubblica che ci siano tanti Comitati o unionisti in quegli organismi non interessa per niente - non ci sia invece, valutando l'effettiva funzionalità di queste strutture, l'opinione di andare ad una revisione che le renda più efficienti e che dia la possibilità a chi si occupa di queste cose di farle nel modo più serio possibile, senza avere il marchio di un partito dietro.

Ho un'ulteriore domanda per un'altra legge: quella che istituiva i distretti. Anche per i distretti abbiamo l'impressione che si sia litigato tanto per avere gli eletti nei distretti, ma poi forse perché o sono troppi o per altri motivi, in realtà non sono all'altezza dei compiti loro attribuiti.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): Sui litigi per farsi eleggere il prossimo anno daremo prova di quanto si possa litigare anche noi, quindi immaginiamo un po' che esempio diamo a quelli che devono essere eletti ai distretti, anche se forse la cosa è meno succulenta perché anzitutto è stato chiesto a quanto ammontava il gettone di presenza. Questo è sintomatico; la gente ormai - a parte certi partiti che forse hanno il privilegio di avere gente che ha una maggiore dedizione e maggior tempo libero - ha il proprio lavoro e se deve sacrificare il suo tempo, è giusto che almeno le spese di viaggio vengano compensate.

Per il discorso dei distretti, sulla legge n. 2, se si fa riferimento all'U.S.L., certi problemi non sono da imputare all'organizzazione ed alla formazione della legge: quando qualcuno mi dimostrerà il contrario, andiamo pure a discuterne. Ma attenzione, non è che si modifica la funzionalità di un sistema cambiando la norma che ne porta alla determinazione, cambiamo solo il modo di litigare; se è questo il discorso non ci sto. Se andiamo a verificare quali sono stati i motivi, vedremo che il problema di fondo non è quello del sistema organizzativo della legge; questo sono pronto a dimostrarlo.

Stesso discorso vale per il distretto; il distretto è un'altra organizzazione dei Comuni, è un'associazione minima, un sottomultiplo dell'U.S.L. che, voglio ripeterlo, ha una funzione essenzialmente partecipativa. So bene che la partecipazione, come la programmazione, è un termine abusato di cui tutti si riempiono la bocca. Quando si crea un organismo, lo abbiamo sperimentato per l'anno internazionale dell'handicappato, tutti sono pronti a partecipare, quando si fanno poi le riunioni, non c'è più nessuno. Lo stesso succederà per l'anno dell'anziano, per tutti i Comitati che quando si tratta di eleggere sono tutti presenti ma non così quando si fanno le riunioni, perché allora nessuno ha più tempo.

Per il distretto il problema non è di come è organizzato, ed un primo sintomo reale che il distretto funziona è il discorso che è stato fatto per il Centro di Medicina preventiva. Lì, lo diceva il Consigliere Péaquin prima, ci sono state delle punte di stasi, dovute non tanto alla difficoltà di partecipazione, ma alla difficoltà di avere gente che portasse avanti il discorso.

Tutto quello che si fa per gli anziani e per gli handicappati, lo si fa a livello di distretto ed è molto produttivo; certi distretti lavorano molto bene, altri meno perché manca questa forza aggregatrice. Ma quello non è un difetto della legge, ma di chi vi partecipa.

L'U.S.L. finora ha lavorato molto bene, perché c'erano e ci sono molte difficoltà nel portare avanti un discorso di aggregazione di servizi con gente che ha già un meccanismo di ragionamento settoriale e alla quale si chiede di cambiare la propria mentalità, dopo che per tanti anni, magari, ha lavorato sempre in un determinato modo.

L'U.S.L. non nasce oggi, ma è la somma di determinati organismi, quindi voglio sottolineare - ma, penso che il PCI ne sia a conoscenza - quali sono le difficoltà incontrate, anche dalle altre regioni, a questo riguardo; non perché se da altre parti le cose non funzionano allora dobbiamo consolarci, ma solo per dire che le difficoltà esistono. Quindi al momento non ritengo che questi presupposti ci siano.

Leggo sempre quella pubblicità che all'Assessore Pollicini costa tanto; infatti volevo dargli un consiglio: che si abboni al "Travail" che gliela farà gratis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): La discussione non può essere continuata a quest'ora; resto dell'idea che anche il modo con cui è organizzato tutto questo insieme ha qualche rilevanza, ma prenderemo delle iniziative e ne discuteremo a quel momento.

Vorrei invece fare alcune domande sul capitolo 41650 "Spese per interventi assistenziali a favore di soggetti handicappati psicofisici, nonché di ciechi e sordomuti", dove si passa da 220 milioni a 800 milioni; vorrei sapere come vengono spesi questi soldi.

Sui capitoli 41900, 41950, 42000: i primi due capitoli sono "Contributi per l'assistenza ai minori", il terzo è di nuovo "Contributi per assistenza ai minori presso colonie estive marine e montane". Mi interessa soprattutto il primo: ho l'impressione che qui si spendano cifre rilevanti con metodi direi tradizionali; ne chiedo conferma all'Assessore perché mi capita di vedere sovente delle delibere in cui ci sono interventi di questo tipo. In sostanza chiedo come mai per l'assistenza ai minori si spende in queste, che ritengo spese correnti, di contributi o alle cliniche o a famiglie, rispetto invece al capitolo 42400 in cui ci sono solo 160 milioni per centri a carattere più sociale, per un intervento che forse può essere ritenuto migliore. Ho l'impressione che si faccia più dell'assistenza, in poche parole, rispetto all'organizzazione di un servizio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): Va fatta una precisazione di fondo: la scelta fatta è stata essenzialmente quella di evitare nel modo più assoluto l'Istituto. In questa scelta c'è stato un grosso salto di qualità; prima di tutto c'è stata l'integrazione fra quella che era l'attività svolta dall'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale con quella svolta durante l'anno dalla Pubblica Istruzione, intervenuta al momento della predisposizione e quindi dell'accordo fra gli interventi da fare in relazione ai minori che sono da assistere, dove una volta si poteva con unica soluzione dare la maestra aggiunta o queste forme.

In certi casi si è visto che era produttivo un certo numero di ore di maestra aggiunta, ma anche un certo numero di ore fatte da personale essenzialmente di tipo assistenziale, cioè che potesse tenere il bambino e che fosse di aiuto alla famiglia nelle ore integrative.

Questo è un grosso problema perché non ci sono solo le ore di integrazione. Lo stesso discorso vale per i ciechi e sordomuti, laddove c'è la riunione dei tre capitoli, dove si fa riferimento agli interventi delle nuove leggi per le pensioni erogate. Ma il principio fondamentale è stato quello di evitare al massimo il ricorso; difatti molti comuni sono riusciti con questa forma a tenere il bambino vicino alla famiglia. E questo mi sembra che sia un risultato da non sottovalutare.

Per quanto riguarda gli altri capitoli, il 41900 e il 41950 "Contributi assistenza minori non handicappati", questi sono previsti nei casi di famiglie in difficoltà, dove abbiamo quella forma di assistenza omo ed eterofamiliare, che man mano che raggiungono l'età per l'applicazione della legge 18 di cui accennavo prima, vengono ridimensionate. Però, disgraziatamente, il numero di questo tipo di assistiti è ancora molto elevato. Abbiamo, soprattutto in certe zone, situazioni familiari ancora molto penose, dove l'allontanamento dalla famiglia è deciso dal Tribunale, quindi si deve intervenire.

In più abbiamo l'intervento che facciamo a livello di Aosta, per quel centro per minori ed adolescenti che vengono affidati dai tribunali, dove interveniamo sempre per il discorso minori.

La stessa cosa vale per le colonie estive marine e montane. A questo proposito penso che l'intervento della regione in questo ambito sia utile, in quanto permette ai ragazzi di andare per un certo periodo estivo alle colonie. L'aumento chiestoci per l'anno in corso è stato del 35%. Appellandoci al buon Spadolini, abbiamo detto che noi non potevamo aumentare oltre il 16% e siamo riusciti a rimanere entro gli aumenti delle rette del 16%, che adesso sembra sia stato accettato.

Teniamo conto che ci sono colonie estive marine e montane e che queste ultime sono aumentate; i soggiorni vengono esaminati dai singoli comuni con buoni risultati, teniamo conto che anche qui c'è il discorso degli handicappati. Penso che molti abbiano avuto occasione di vedere cosa è stato fatto nella zona di Pont-Saint-Martin e di Perloz; in queste zone è stata svolta un'attività lodevole, ben impostata, per far passare il periodo estivo ai bambini che non hanno altre possibilità.

Il capitolo 42400 "Centro di assistenza ai minori" si giustifica in questi termini: finora le previsioni di spesa per il Centro assistenza minori sono legate all'attività che si pensa possa entrare in vigore nell'anno '82. Finalmente dovrebbe entrare in vigore il Centro di assistenza, in quanto, a poco a poco che ci sono le strutture, dovrebbero entrare in funzione anche i centri. Se viene notato, qui di residui passivi ce ne sono molto pochi; questo perché di solito le cifre che sono state prese, tranne alcuni casi di pagamenti ancora in ritardo, in generale sono state preventivate e spese.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 43400. Le spese per il personale sono ovviamente le più rilevanti nel settore della Pubblica Istruzione, però mentre gli aumenti per il personale docente e insegnante sono intorno al 30%, per il personale del convitto, in pratica, sono inconsistenti. Vorrei sapere dall'Assessore se c'è una riduzione del personale o se c'è una previsione sottostimata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Vous devez savoir que ce personnel dépend de la région et on m'a transmis des calculs, car c'est le bureau du personnel qui s'occupe de ce personnes.

A l'Instruction Publique nous avons seulement la gestion du personnel enseignant. Le bureau du personnel a effectué ces calculs sur les mêmes bases de celles des autres dépendants de la région. M. Vitali m'a dit que, dans les fonds globaux, naturellement, ce personnel est compris au moment où l'on fera la révision des contrats.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Vorrei chiedere all'Assessore, per quanto concerne specificatamente il capitolo 43600 e poi anche per il 43650, se ha definito per i vari organi amministrativi, ovvero Comune, Regione, Consigli di Circolo o d'Istituto, in base alle loro competenze, le spese che devono sostenere per il funzionamento corretto della scuola, perché capita sovente che al momento di dover fare delle richieste al comune per una qualsiasi cosa, questi non fa altro che scaricare le responsabilità alla Regione o ai Consigli d'Istituto o di Circolo. Quando poi si contesta il fatto che certe spese non sono di competenza del Consiglio di Istituto o di Circolo, allora certamente la competenza diventa della Regione. Questo da parte dei Comuni; succede poi che lo stesso discorso viene fatto anche in senso inverso.

Ricordo che alcuni mesi or sono l'Assessore ha dichiarato in Consiglio regionale che avrebbe emanato una circolare con la quale avrebbe specificato queste competenze. Poiché quello che dico è cosa recentissima, avendo avuto non più tardi di 15 giorni fa una discussione con i funzionari del Comune di Aosta in merito ad acquisti di materiale per il secondo circolo didattico, del quale sono Presidente, i quali affermano di non aver mai visto questa circolare, tant'è che testualmente mi hanno detto di aver richiesto un parere all'Assessore; approfitto per chiedere alla Sig.na Viglino se ha emanato questa circolare, se è possibile averne una fotocopia e se è vero che il comune di Aosta le ha fatto recentemente una richiesta per essere messo a conoscenza di quelle che sono le effettive competenze dei comuni in merito alle spese da sostenere per il funzionamento della scuola.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Sempre in riferimento a questo capitolo 43600, ci sono 650 milioni per quest'anno, in più nei fondi globali ci sono altri 100 milioni. La domanda è questa: sentendo alcuni Consigli di Istituto, sembra che ci siano molte volte delle difficoltà a stare nel bilancio che poi deve essere presentato e di conseguenza anche la tendenza da parte di molti a fare delle richieste maggiori. Vorrei chiedere all'Assessore se le risulta che tali richieste ci sono effettivamente state e se si pensa comunque che i Consigli d'Istituto e gli Organi collegiali possano con gli incrementi di spesa che ci sono funzionare adeguatamente in base alle cifre che ci saranno in bilancio.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Je n'ai, peut-être, pas beaucoup de mémoire, mais il me semble avoir remis à M. Minuzzo, il y a environ 4 ou 5 mois, une copie de cette circulaire, car la circulaire a été faite. J'ai d'ailleurs l'intention de donner une réponse à la commune d'Aoste, en lui rappelant que cette circulaire définissait exactement les compétences de la région et les compétences des communes. Première demande.

Quant à la demande de M. Cout, vous savez, c'est toujours la même histoire: plus on donne de l'argent et plus on en veut. En ce moment la région distribue des sommes qui sont nettement supérieures à celles que l'Etat distribue pour le fonctionnement des organismes collégiaux. Chaque fois qu'un Conseil d'Institut réclame, j'aimerais connaître les motivations. En effet, on me pose des questions sur les subventions extraordinaires, mais ce sont des dépenses que l'Assessorat prend à sa charge. En effet pour compléter des laboratoires, aucun Conseil d'Institut ne dispose des quarante ou cinquante millions nécessaires à ce moment-là, mais je donnerai à M. Cout une photocopie de ce que le Ministère a distribué pour l'année 1981, et vous verrez que la région est beaucoup plus généreuse, peut-être même trop généreuse.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Al capitolo 44300 "Spese di trasporto alunni" da 1C0 milioni diminuiscono a 60: c'è qualche altro storno o si prevede una diminuzione?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Prendo spunto dal capitolo 44150 "Spese per l'assegnazione gratuita dei libri di testo" per far rilevare un fatto abbastanza importante: per motivi didattici gli studenti che frequentano le nostre scuole, sovente, mentre studiano la storia e la geografia della Valle d'Aosta, vengono portati a visitare i numerosi castelli castelli della nostra regione ed in queste occasioni viene fatto loro pagare il biglietto di ingresso ai vari castelli. A me questa sembra un'assurdità, anche perché queste gite didattiche non vengono a costare poco, in quanto che al biglietto di ingresso di lire 500 per ogni castello - ma va tenuto presente che approfittano di una giornata per poter visitare almeno un paio di castelli - bisogna aggiungere le 2.000 lire di pullman; per cui una giornata didattica di visita ai castelli costa all'alunno L. 3.500-4.000.

Siamo d'accordo che si debba pagare il mezzo di trasporto, è invece da esaminare se si debba anche pagare il biglietto di ingresso ai castelli in un momento didattico.

PRESIDENTE: Chiede di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Je veux simplement dire que la Junte avait été d'accord pour établir ce prix d'entrée; je reconnais que c'est un moment didactique, mais j'estime que si on demande un petit effort au point de vue de la participation, cela peut être aussi un moment d'éducation de l'enfant.

Il me semble que ce n'est pas excessif de faire payer 500 lires l'entrée d'un château, alors que dans les poches de nos enfants on trouve le plus souvent 1.000, 2.000 ou 3.000 lires, données par la famille pour passer la journée.

Il y a maintenant la question posée par le Conseiller Mafrica: cette diminution est due à la décentralisation aux communes, parce que nous ne donnerons plus les pourcentages prévus, pour acheter les moyens de transport scolaires, les cars de ramassage, cela étant compris dans cette décentralisation.

Cette somme représente actuellement le transport de nos écoles aux salles de gymnastique, par exemple de l'Institut technique commercial jusqu'à Via Liconi, du Lycée scientifique jusqu'au Quartiere Dora et celui que nous ferons dès que la salle de gymnastique de Arnad sera prête, car à ce moment-là nous transporterons aussi les écoles secondaires supérieures de Verrès afin de faire les leçons d'éducation physique dans des salles décentes.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Dichiaro che non sono d'accordo con le questioni di principio datemi in risposta dall'Assessore Viglino a nome della Giunta.

Ripeto che non sono le 500 lire di ingresso al castello, ma il mezzo di trasporto che costa; lo scorso anno un pullman per una giornata costava lire 180.000; quest'anno lire 260.000, costo che va diviso per 55 bambini: Assessore, a lei che è forte in matematica lascio fare il conto.

A queste 5000 lire va poi aggiunto il costo dell'ingresso ai due castelli, il costo per la merenda al sacco, che però non calcoliamo perché dovrebbe essere consumata a casa, per cui chi ha due figli spende per una giornata di scuola - come di fatto è - 10.000 12.000 lire. E' una questione di principio, non di educazione. Se il mezzo pubblico costasse meno di quanto costa attualmente, potrei essere d'accordo di fare pagare il minimo, purtroppo bisogna tener conto anche di questo fattore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Vorrei chiedere all'Assessore sul capitolo 45050 di quali costruzioni per edifici scolastici si tratta, vi sta la rilevanza dell'importo che è di 7 miliardi e mezzo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Vorrei sapere se fra le opere è prevista la ristrutturazione dell'Istituto per geometri, onorata scuola a cui appartengo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE: Pour des raisons d'ordre électoral, je demande la question de l'école de Variney.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (DC): Ho già detto che, per quanto riguarda questo capitolo, l'Assessorato ai Lavori Pubblici assieme alla Pubblica Istruzione ed agli altri Assessorati - perché l'Assessorato ai Lavori Pubblici è il braccio e gli altri Assessorati sono la mente - presenterà il piano lavori concordato con tutta la Giunta e speriamo che ci sia spazio da parte di tutto il Consiglio. Le opere più grosse saranno: il completamento di tutte quelle scolastiche in corso d'opera, in modo particolare la scuola media di Villeneuve, per un miliardo e 350 milioni, la scuola di Arnad per 350 milioni e altre piccole cifre per altri lavori.

Giustamente il Consigliere Tamone diceva che è già stato ultimato due anni fa il primo lotto della scuola media di Variney per la Comunità montana n. 3, occorre ancora una spesa di 3 miliardi di lire per il secondo lotto, che comprende: la palestra, la piscina (la piccola piscina scolastica e per gli anziani), la mensa per gli studenti. Tutto il resto è a livello di competenza dell'Assessorato alla Sanità. Quindi ad occhio e croce il conteggio è che il 35% è di competenza dell'Assess.to alla Pubblica Istruzione ed il 65% dell'Assessorato alla Sanità; pertanto mi auguro si raggiunga in Giunta un accordo fra i due Assessorati affinché l'Assessorato ai Lavori Pubblici - che è il braccio - possa appaltare con due fondi previsti dal capitolo: il 35% nel 54050 ed il rimanente sul capitolo dei due miliardi e mezzo che vedrete sul fondo globale dell'Assessorato alla Sanità.

Verrà presentato un piano perché, giustamente, come tutti voi avete sempre criticato, non possiamo andare avanti a piccoli lotti per volta, a perizie suppletive, cioè con un discorso non programmato. Vi anticipo alcune altre opere quali la palestra Cogne, forse una scuola materna a Pollein, due scuole materne a Verrayes e Saint-Pierre, o almeno alcuni lotti, la ristrutturazione della scuola elementare di Pont-Saint-Martin del costo di 300 milioni circa perché il tetto è in pessime condizioni, una nuova tromba di scale per il costo di 300 milioni.

Il discorso della scuola di Issogne non troverà spazio su questo capitolo ma nella ristrutturazione di edifici scolastici di proprietà regionale. La scuola geometri sarà nel programma lavori, perché è già nella bozza di programma, per un lotto da 800 milioni a un miliardo - se potremo appaltare a fine agosto può darsi che sia inferiore, però l'appalto sarà sempre di una certa cifra - rinviando forse al successivo provvedimento il finanziamento se dovremo partire a settembre-ottobre, perché i progettisti fra 15 giorni presenteranno due soluzioni di massima ed entro un altro mese e mezzo daranno gli esecutivi. Speriamo che questo avvenga, anche senza dar colpa ai progettisti.

La giunta si è arrestata un momento davanti al progetto che era un po' faraonico e prevedeva altre strutture oltre l'Istituto per geometri; poi si è deciso di definirla solo come struttura per geometri, anche perché l'area è un po' ristretta, con vincoli per le ferrovie, ecc.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Je proteste un peu sur ce que M. Borbey a dit lorsque il a parlé de "il braccio e la mente", parce que j'ai la vague impression que "il braccio" j'ai dû essayer de le lui faire voir avec le poing fermé même, car la "mente" de M. Borbey n'a pas beaucoup de sympathie pour le constructions scolaires.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Al capitolo 45475 "Contributi per la gestione e funzionamento di altre iniziative scolastiche, ivi compresi i corsi per studenti-lavoratori" si passa da 150 milioni a 300 milioni con un residuo di 100 milioni. Per queste iniziative sono state fatte delle richieste precise, ci sono delle iniziative particolari che l'Assessorato pensa di portare avanti?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Je dois dire que ce chapitre faisait partie d'une série, d'ailleurs c'est indiqué dans une des colonnes 45450 e 45500, et nous avons voulu diviser ainsi en quatre chapitres pour pouvoir permettre une meilleure compréhension du bilan.

La question du reste est à revoir parce que ce résidu était calculé approximativement par rapport au chapitre unique qui existait dans le bilan précédent. Lorsque nous avons redivisé les choses, nous avons tenu comte de certaines dépenses et nous avons vu qu'il fallait faire une augmentation assez nette pour pouvoir mettre ensemble des dépenses qui étaient sur les deux chapitres précédents. Cela était la meilleure redistribution de ce chapitre unique que nous appelions le chapitre "calderone" et qui comprenait également toutes les subventions que nous donnions aux communes pour certaines de leurs activités scolaires.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (PRI): Volevo chiedere all'Assessore Viglino come mai al capitolo 46410 c'è un finanziamento così ridotto per l'Istituto di Ricerche e Sperimentazione; ci sono qui 5 milioni di lire di competenza ed altri 10 milioni nei fondi globali. Poiché quando si è discussa l'istituzione di questo istituto mi sembrava ci fosse al riguardo un notevole interesse, mi pare che i 5 milioni che gli sono stati destinati non costituiscano una base economica sufficiente a farlo funzionare. Se la memoria non mi tradisce c'era una vecchia sovvenzione dello Stato di 110 milioni, che poi è decaduta perché l'istituto è diventato regionale, oppure questi si aggiungono alla sovvenzione statale? Vorrei un chiarimento di questo tipo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO -(UV): Cet institut n'est jamais devenu régional; il a été crée régional et cela sur la base d'un article de la loi 196. D'autre part, la somme qui est indiqué ici, sert simplement pour son fonctionnement, c'est-à-dire, pour payer les jetons de présence, pour payer les indemnités aux personnes qui doivent venir de l'extérieur pour les réunions.

Lorsque l'institut aura préparé son plan pour l'année scolaire 1982-83, un plan qui sera examiné par la Junte régionale, et si c'est le cas, approuvé par la Junte régionale, à ce moment-là le financement sera donné pour l'exécution du plan. Ici c'est simplement un calcul approximatif que nous avons fait, pour les dépenses que je vous ai signalées.

Il est évident que si ces dépenses seront plus élevées, alors nous rectifierons la somme qui pour cette année a été indiquée comme vous avez dit.

Mais cela n'a rien à voir avec l'activité de l'institut qui demandera certainement une décentralisation de quelques centaines de millions.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Questo settore si intitola Musei, Beni Culturali ed Ambientali. Probabilmente, impropriamente Musei, perché in realtà di attività che interessano i Musei ce ne sono poche, esclusa quella della ricerca archeologica.

Vorrei chiedere invece quali sono i progetti di creazione di nuovi Musei, in particolare, che fine ha fatto quella proposta, avanzata dal Consigliere De Grandis, di un Museo di Scienze Naturali per il quale fu presentato anche un progetto operativo e a che punto sono i lavori per l'utilizzo della proprietà regionale di Piazza Roncas.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Per quanto riguarda il problema dei Musei, sarà finalmente liberata, anche se a caro prezzo, la zona ancora occupata da un deposito di mobili.

Esiste un progetto per la trasformazione di questo edificio in Museo e si sta lavorando adesso nei limiti del possibile; non appena l'edificio sarà liberato, si inizierà il vero e proprio lavoro di ristrutturazione. Per quanto riguarda invece il Museo di Scienze Naturali, al momento non abbiamo ancora disponibilità per poterlo realizzare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei solo aggiungere che per il Museo di Scienze Naturali sta venendo uno strame dal letto che sembra quasi come quei corteggiamenti difficili che certi uccelli fanno alla femmina, perché noi presentiamo una proposta e quelli dicono che non va bene, poi passano tre mesi e non se ne parla più. Al quarto mese altra proposta, non va bene di nuovo. Volevo aggiungere che come giunta siamo intenzionati a comperare qualcosa, ed abbiamo già delle idee precise in merito, per collocare la collezione François Cerise, di cui viene fatto dono.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sul capitolo 47160 "Spese per la difesa del patrimonio culturale". C'erano 1700 milioni, sono a residuo 1950 milioni, sono in competenza 1100 milioni. Vorrei sapere questi residui a quali opere si riferiscono ed a cosa fanno riferimento le previsioni di competenza.

PRESIDENTE: Chiede di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Si tratta di impegni già assunti con gli appalti per opere che dovremmo ultimare forse quest'anno, ed una serie di altri interventi che abbiamo in corso, per i quali esistono già gli impegni come appalti. Anche se i lavori sono in ritardo, le cifre sono già state impegnate.

Per quanto riguarda i lavori da effettuare quest'anno a livello di progetto, abbiamo i lavori del criptoportico, la copertura della Villa Romana, la Torre del Lebbroso, che verrà ristrutturata ed aperta al pubblico per mostre, il castello di Fénis, a cui doveva essere rifatto il tetto, il castello di Aymavilles, la chiesa di Santa Maria a Villeneuve e la sistemazione del campanile della chiesa parrocchiale di Châtillon, che sta crollando.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Je voudrais demander à l'Assesseur Pollicini s'il peut donner un renseignament sur la destination de la Maison Forte de Runaz.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Esiste un'ipotesi di destinazione, perché abbiamo fatto alcune proposte ed avuto degli incontri in sede comunale, per farne un Museo Esposizioni per la Valgrisenche, o per farne laboratorio di mobilio. Non ci siamo trovati d'accordo.

Esistono altre ipotesi: una, formulata dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, per farne un centro di documentazione; l'altra, di segnarla all'Associazione albergatori valdostani i quali potrebbero farne un ostello per la gioventù. Attualmente siamo fermi in attesa della destinazione definita la quale faremo la sistemazione interna.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Il capitolo 47450 prevede 50 milioni per palestre, impianti ed attrezzature sportive scolastiche; poiché mi sembra di capire dal codice che si tratta di spese correnti per la manutenzione, vorrei sapere se si tratta di spese normali o di spese di investimento.

Poi, voglio chiedere se gli investimenti per le palestre scolastiche sono compresi nei 2 miliardi e mezzo di cui si parla nei fondi globali. Fortunatamente no, e siccome tutti hanno fatto richieste locali, ricordo che a Pont-Saint-Martin un plesso scolastico che comprende le scuole medie e le scuole medie superiori, Liceo e Geometri, sprovvisto di palestra. Utilizzano come palestra un salone che oltre a non avere le dimensioni regolamentari, non è neppure salubre, secondo l'opinione di molti.

Chiedo se fra i programmi per le palestre scolastiche c'è la previsione della costruzione della palestra di Pont-Saint-Martin.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Vorrei informare il Consigliere Tonino che l'edilizia scolastica non fa parte del settore del turismo.

Casualmente la piscina di Saint-Vincent è diventata scolastica perché per tre anni consecutivi è stata sottratta la parte di spesa per le infrastrutture turistiche sportive, per poter finanziare quella struttura che è venuta a costare 2 miliardi e 200 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE: - (UV): Ici je vois que les frais pour les piscines continuent à augmenter avec une dimension qui n'est pas simplement arithmétique mais exponentielle. Je pense qu'on devrait faire une réflexion sur ce point, parce qu'il semble que dans le programme que nous avons approuvé on prévoit d'autres piscines en Vallée d'Aoste.

Ici on doit se poser des questions: avant tout, comment ces piscines sont employées et si les frais des piscines doivent continuer à augmenter de telle sorte? Et alors, s'il sera le cas d'en prévoir, et là je conteste aussi une certaine façon la petite piscine de l'école de Variney, que je vois valide seulement si nous arrivons à convaincre les gens à employer ces structures qui ne sont pas seulement sportives, à mon avis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Mi associo sostanzialmente alle osservazioni fatte dal Consigliere Tamone; le convenzioni stipulate fra la regione e gli attuali gestori sono quantomeno discutibili nel senso che qualunque spesa, fatta a qualunque titolo, viene coperta con continui esborsi della regione.

Non so se sia questo il metodo più idoneo per invogliare i possibili gestori interessati ad un risultato, il meno passivo, per questa attività.

Quando la gestione è organizzata in questo modo, non so se si hanno dei dati di misura effettivi di quante sono le spese; in sostanza il deficit, senza troppi distinguo, viene coperto dalla regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (DP): E' stato dimostrato che gli investimenti in questo settore sono altrettanti denari sottratti agli investimenti per la sanità. Secondo me c'è da dire solo questo: i ragazzi della Valle d'Aosta hanno bisogno di questo tipo di struttura.

Il problema è quello del riscaldamento dell'acqua, che è uno dei liquidi più costosi da riscaldare.

A questo riguardo occorre fare un discorso molto attento: personalmente non rimpiango i denari spesi quando sono spesi bene e non esistono degli sprechi evidenti, però qui il prezzo politico per l'accesso alle piscine costituisce un risparmio sugli investimenti per la sanità. Questo è un dato certo, aldilà del fatto sportivo agonistico.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Dico che, per quanto mi risulta, la convenzione che regola i rapporti tra regione e gestori è improntata su dei parametri che premiano, o dovrebbero premiare, il risparmio e quindi il contenimento dei costi.

La piscina di Saint-Vincent, recentemente inaugurata, ha una conduzione per conto della regione, pertanto tutte le spese sono eguagliate dai nostri funzionari. Il prezzo di accesso è di lire 2.000, e quello che più incide è il costo di riscaldamento, anche se poi esiste un costo del personale.

Abbiamo verificato il costo di piscine gestite all'esterno di questa regione, che è in tutte identico al nostro, e lo stesso vale per i prezzi, con la differenza che laddove ci sono delle conduzioni di piscine che hanno uno equilibrio fra costi e ricavi, là vi è il lavoro nero, non gestito però dall'ente pubblico.

In questi casi le piscine sono date in gestione a delle società sportive le quali non rispettano le norme di legge che invece l'ente pubblico deve rispettare, per cui i bagnini sono solo dei nuotatori e non sono stipendiati.

Ma tutte le piscine da noi visitate, gestite dall'ente pubblico, hanno uguale a noi il deficit, i costi sociali ed i prezzi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Mi sono fatto dare una convenzione, è una delibera di Giunta che stabilisce queste cose; comunque verificata quella delibera che attribuisce a quella società la gestione se non vuoi chiamarla convenzione per indicare il termine dell'accordo - ho potuto accertare che in pratica ricorre ogni mese una nuova assegnazione d: denaro. Mi sembra che siamo arrivata a 140 milioni già nei pochi mesi cui effettivamente è stata aperta, cioè da novembre a marzo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI - (Indipendenti - PLI): Non entro nel merito dell'argomento perchè già tante altre volte ho detto il mio pensiero; vorrei soltanto ricordare all'Assessore, affinché lo ricordi alla Giunta, che c'è una piscina in bassa valle di 33X15,50 che è stata offerta sia alla Comunità montana che alla regione valdostana.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Ben: Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Indubbiamente il costo della piscina di Sain-Vincent è maggiore delle altre, perché è una palazzina dello sport, vi è anche una palestra e, poiché come sapete riscaldare l'aria è un costo altissimo, qui chiaramente i volumi da riscaldare sono più del doppio. Costa di più, ma non la cifra che ha detto adesso il Consigliere Mafrica. E' intenzione della Giunta offrire, dopo il primo anno sperimentale, la gestione al comune, vedremo poi come intervenire. D'altra parte la prospettiva di fare anche delle altre strutture deve riguardare anche la comunità, non solo la regione che deve farsi comunque e sempre carico quando invece cerca di dare ad altri la gestione delle proprie.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei fare solo due brevissimi appunti: uno, si è mantenuto stabile il prezzo del biglietto mentre aumentava normalmente il costo del combustibile.

E' comunque in aumento in quelle piscine, non ancora in quella di Saint-Vincent, perché è stata appena aperta al pubblico.

Secondo, l'unica speranza seria di avere dei risparmi qui sopra è riposta nel metanodotto, almeno per quelli della bassa valle, Saint-Vincent, Aosta, mentre per quelli di Pré-Saint-Didier, evidentemente, no.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Voglio cogliere l'occasione per rispondere al Consigliere Nebbia che aveva parlato, nella discussione generale, della piscina di Pré-Saint-Didier. Adesso la piscina di Pré-Saint-Didier è stata inserita nelle settimane bianche, negli alberghi, tant'è vero che nel mese di gennaio e nel mese di febbraio ha avuto un'affluenza pari quasi a quelle di Aosta proprio per queste combinazioni e alberghiere e dello sci.

Nel programma per le nuove piscine, c'è la piscina di Verrès che dovrebbe già decollare quest'anno come fase iniziale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Al capitolo 49150 su questa legge - la decisione 71 del '66 - ci sono 20 milioni a residuo, non c'è la previsione né per l'81 né per l'82: cosa sono questi?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Al capitolo 50800 si quintuplica il fondo riservato alle spese impreviste. Credo si possa dire che occorre essere molto previdenti in questo caso per prevedere tali spese impreviste; siccome in realtà questi fondi servono per aggiustare le cose, credo che - a meno di ragioni specifiche - qui si stia un po' esagerando.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Nelle pagine precedenti, se ben ricorda il Consigliere Mafrica, sono stati praticamente tolti dei capitoli per eventi calamitosi, ed abbiamo messo la previsione di questi eventi in questo capitolo per spese impreviste. Erano a pag. 71 i capitoli che abbiamo eliminato, c'erano 840 milioni lo scorso anno e li abbiamo portati qui, visti certi eventi che sono avvenuti.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 28; favorevoli: 20; contrari: 8

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

Art. 3

(Erogazioni al Consiglio regionale)

I fondi iscritti nello stato di previsione della spesa ai capitoli 2000C e 20050 sono messi a disposizione del Consiglio regionale mediante mandati di pagamento da commutarsi in quietanza di versamento nel conto aperto presso l'istituto bancario gestore del servizio di cassa del Consiglio stesso.

PRESIDENTE: In proposito non è che voglia fare un intervento che non mi compete, in quanto non ne ho la possibilità regolamentare. Voglio solo far presente al Consiglio che questo è un titolo che lo riguarda direttamente, ed anche come la situazione difficile sul piano finanziario della Regione si trasferisca anche sulla cassa della contabilità della Presidenza del Consiglio, la quale ha ancora da pagare residui passivi del 1961 per oltre 120 milioni.

Da qui l'augurio per il voto di questo art. 3, in quanto dei 400 milioni che dovevano essere versati per i primi 4 mesi ne sono stati versati solo 200 milioni e se non verranno fatti dei versamenti entro il mese di aprile, la Presidenza del Consiglio non sarà in grado di pagare le spese obbligatorie e questo i signori Consiglieri sanno cosa può significare.

Metto in approvazione l'art. 3 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:

Art. 4

(Fondo di riserva per le spese obbligatorie)

L'elenco delle spese obbligatorie, di cui al terzo comma dell'art. 38 della legge regionale 7.12.1979, n. 67, è annesso alla presente legge (allegato 6).

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessorato alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento dal fondo di riserva di cui al cap. 50750 di somme da iscrivere, sulla base di quanto stabilito dall'art. 38 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, ai capitoli compresi nell'elenco di cui al comma precedente.

Metto in approvazione l'art. 4:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:

Art. 5

(Fondo di riserva per le spese impreviste)

Ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 39 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, sono considerate spese impreviste quelle indicate nell'elenco n. 7 annesso alla presente legge.

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento di somme dal fondo di riserva per le spese impreviste, di cui al cap. 50800, per l'iscrizione delle stesse in capitoli di spesa, non inclusi nell'elenco di cui al precedente art. 4 a fronte di spese di assoluta necessità nell'ambito delle funzioni regionali e che non impegnino i futuri bilanci.

Metto in approvazione l'art. 5:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35: favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:

Art. 6

(Riassegnazioni di residui perenti)

Ai sensi dell'art. 38, secondo comma, della legge regionale 7.12.1979, n. 68, è iscritto al capitolo 50810 dello stato di previsione della spesa, apposito fondo per la riassegnazione dei residui passivi dichiarati perenti agli effetti amministrativi e reclamati dai creditori, secondo quanto disposto dall'art. 64, terzo comma, della legge stessa. I prelevamenti di somme dal predetto fondo e la loro reiscrizione in appositi capitoli di spese obbligatorie, sono effettuati con provvedimenti della Giunta regionale su proposta dell'Assessore alle Finanze.

Metto in approvazione l'art. 6:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7:

Art. 7

(Assegnazioni di fondi statali)

Ai sensi dell'art. 42 della legge regionale 7.12.1979, n. 68, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare variazioni al bilancio per l'esercizio 1982, per l'iscrizione di somme derivanti da assegnazioni dello Stato destinate a scopi specifici in appositi capitoli della parte entrata e nei corrispondenti capitoli della parte spesa.

I provvedimenti della Giunta regionale sono comunicati al Consiglio entro 15 giorni dal loro perfezionamento.

Metto in approvazione l'art. 7:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 8:

Art. 8

(Determinazione di spese in base a legge di bilancio)

Le autorizzazioni di spese per l'esercizio 1982 concernenti leggi regionali attualmente in vigore, che regolano attività ed interventi di carattere continuativo o ricorrente e che rinviano la loro determinazione alla legge di bilancio, sono disposte dalla presente legge negli importi indicati in corrispondenza di ciascun capitolo di spesa di cui all'allegato stato di previsione della spesa.

Metto in approvazione l'art. 8:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 35; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 9:

Art. 9

(Allegati al bilancio annuale)

Sono approvati i seguenti allegati al bilancio per l'anno finanziario 1982: Allegato 1: quadro di classificazione della spesa regionale; Allegato 2: quadro generale riassuntivo delle entrate e delle spese;

Allegato 3a: prospetto delle entrare derivanti da assegnazioni dello Stato con specifico vincolo di destinazione in base all'art. 9 della legge 16.5.1970, n. 281 e da assegnazioni in corrispondenza di delega di funzioni amministrative a norma dell'art. 4, secondo comma della legge costituzionale 26.2.1948, n4;

3b: prospetto delle spese, distinte per capitoli, aventi le destinazioni di cui alle assegnazioni predette;

Allegato 4: prospetto delle spese per l'adempimento delle funzioni normali e delle spese per ulteriori programmi di sviluppo;

Allegato 5: prospetto delle spese classificate secondo l'analisi funzionale (sezioni) ed economica (categorie);

Allegato 6: elenco delle spese obbligatorie;

Allegato 7: elenco delle spese impreviste;

Allegato 8: elenco dei provvedimenti legislativi in corso per ciascun fondo globale;

Allegato 9: elenco delle garanzie fideiussorie principali e sussidiarie prestate dalla regione;

Allegato 10: dimostrazione della formazione del saldo finanziario presunto dall'esercizio 1981.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica sull'allegato n. 8; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Credo che qui convenga riprendere a leggere pagina per pagina. A pag. 223 vorrei sapere il fondo "Interventi nel settore dei trasporti" esattamente a quali spese previste corrisponde.

PRESIDENTE: Chiede di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (DC): Sono una parte di quei famosi 6 miliardi che dovremo introitare dallo Stato; abbiamo introitato solo questi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin; ne ha facoltà.

MARTIN - (UVP): Vorrei sapere brevemente cosa si intende fare con il miliardo destinato all'Agraria regionale, se c'è già qualche progetto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): L'Agraria si trova oberata dai rapporti con le banche che le impediscono di svolgere la sua normale funzione, perché dovendo pagare una certa quantità di interessi non può funzionare come calmiere.

Di conseguenza, l'intenzione della Giunta è quella di proporre al Consiglio regionale una legge che preveda per l'Agraria un fondo di rotazione e la possibilità di un fondo di esercizio, per poterla rendere indipendente dai problemi del credito e metterla in grado di affrontare il mercato nelle condizioni migliori per poi svolgere la funzione per la quale è stata creata.

Questa legge verrà portata in discussione ed a quel punto sarà il Consiglio a dire se vuole ancora avere l'Agraria o no. L'alternativa è questa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Contributi alle Associazioni culturali: 108 milioni; di quali Associazioni si tratta?

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): Ceci concerne le refinancement de la loi que nous avons votée l'année dernière sur les subventions et les associations culturelles. Je suis certaine que le Conseiller Carlassare se rappellera que lorsque j'ai présenté cette loi, avec des montants qui étaient vraiment au minimum, j'ai dit que la Junte voulait affirmer ur principe, mais que, dès le nouveau bilan approuvé, nous aurons refinancé cette loi. La somma indiquée représente le refinancement pour chacune des Associations culturelles incluses dans la pièce jointe A de la loi sur les associations culturelles.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Sempre a pag. 224, pongo due domande, una all'Assessore Pollicini e l'altra all'Assessore Viglino.

All'Assessore Pollicini chiedo se l'aumento di 115 milioni come contributi alle Associazioni sportive non è un po' limitato, visto che da anni si è fermi sostanzialmente alle stesse cifre.

Avendo una disponibilità finanziaria così elevata, non si poteva, o non si potrà in seguito, andare ad un aumento?

Dall'Assessore Viglino invece vorrei sapere come mai rispetto ai 190 milioni previsti nella parte ordinaria per le biblioteche, qui ce ne sono 410 in più.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): L'aumento è, secondo me, adeguato e mi pare che questo trovi una valutazione idonea anche da parte delle Associazioni sportive in quanto questa proposta è da considerare non certamente l'impennata, per cui ad esempio si arriva a delle cifre eccessive, ma un aumento modesto ed allo stesso tempo abbastanza equilibrato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino; ne ha facoltà.

VIGLINO - (UV): La loi sur les bibliothèques est une loi unique, en effet c'est la loi n° 30, mais elle se rapporte à trois chapitres et en particulier le 45800, où nous demandons un refinancement de 240 millions, car la somme indiquée par la loi, qui est de 1976, évidemment ne peut pas couvrir les nécessités actuelles de la programmation pour les bibliothèques. La loi indiquait 110 millions en 1976. Avec l'augmentation du coût des livres et avec le projet que nous avons pour de nouvelles initiatives, la Junte a accepté d'indiquer 240 millions pour re-financer cette partie.

Ensuite, nous avons un refinancement de 175 millions pour les contributions aux communes qui construisent des locaux pour bibliothèques, qui font des restructurations et la loi avait prévu 200 millions pour trois années consécutives. Donc il faut le refinancer.

Ensuite nous demandons, toujours pou les bibliothèques, chapitre 45900, un refinancement de 170 millions, afin de pouvoir intervenir auprès des communes avec des subventions qui soient beaucoup plus proches des dépenses réellement effectuées.

L'année dernière a été une année très difficile pour les bibliothèques, vu le manque d'argent et les communes ont dû renoncer à des activités culturelles, car nous étions dans l'impossibilité de couvrir les 75% que la loi autorise.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT - (PCI): Alla fine degli interventi a carattere generale, si legge "Interventi per l'adeguamento della rete televisiva". Nella Commissione speciale per l'informazione, dopo una lunga discussione sulla necessità di adeguare questa rete televisiva, avevamo alla fine pensato di chiedere un incontro con il Presidente della Giunta per sapere a che punto si era con il superamento della convenzione del '74, con la nuova convenzione che probabilmente si dovrà preparare.

Forse anticipo alcune cose, ma vedo qui 600 milioni per questo adeguamento. Vorrei sapere se ci si riferisce ad interventi che potranno essere visti già con la nuova convenzione o se è

una cosa diversa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (PCI): Per la Centrale del Latte è previsto un aumento di capitale sociale di 200 milioni. Siccome in una discussione fatta in quest'aula la Giunta aveva affermato che un aumento di capitale sociale non serviva a niente, in quanto non portava ad un miglioramento della liquidità, ed aveva parlato di un fondo oppure di una garanzia fideiussoria per la Centrale, volevo capire se si è cambiata idea o se sono cambiate le condizioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Vorrei chiedere di che iniziative sono gli interventi nel settore dell'agriturismo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Je retiens que l'annexe n° 8 est très important, parce qu'il contient vraiment l'engagement de cette administration.

Je voulais poser simplement une question sur le problème de la fondation pour l'agriculture, afin de savoir à quel point nous en sommes avec la bâtisse, parce que là maintenant vous avez construit le premier corps du bâtiment, mais désormais on devrait penser à abattre l'ancien pour terminer le nouveau.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): La semaine prochaine nous avons la réunion pour définir le plan de la nouvelle bâtisse de la 2ème partie et abattre l'ancien.

Per quanto riguarda gli interventi per la rete televisiva, avevamo 725 milioni di debiti con la RAI, ne abbiamo pagati 125; questi 600 milioni sono quelli che restano.

Vi informo fin d'ora per quando verrete a parlarmi del futuro piano che per adesso le cose sono ancora in alto mare, anche perché le idee RAI cambiano abbastanza sovente.

Per quanto riguarda la questione del la Centrale del Latte, non ricordo chi e quando abbia mai detto di dare un fondo alla Centrale del Latte. La fideiussione è un'altra questione e riguarda l'esercizio. Comunque, qui come al solito, anche se meno di altri anni, ci sono delle perdite di esercizio che si riportano sul capitale. Quando il capitale scende al di sotto del terzo, per obbligo del Codice Civile, bisogna rifinanziarlo. Visto che praticamente l'unico proprietario delle azioni della Centrale del Latte è la Regione, in quanto il comune di Aosta non ha più coperto la sua parte che poi era minima (5%), l'intero aumento del capitale tocca a noi. Le condizioni alla Centrale del Latte sono migliorate in quanto è diminuito il numero dei conferitori della Valle d'Aosta e, di conseguenza, è diminuita la differenza di costi fra stalla e ricavi generali, è diminuito il deficit.

L'unica soluzione possibile, seria, per la Centrale del Latte - ed al riguardo era stato fatto uno studio da una Commissione particolare - consiste ancora una volta nel responsabilizzare coloro che la gestiscono, perché non serve eliminare tre o quattro persone; occorre piuttosto stabilire quali sono i rapporti economici fra costo del prodotto e vendita.

Sappiamo benissimo che in tutte le città del mondo, quando la Centrale del Latte è gestita con certi criteri, ci si guadagna. Evidentemente il guadagno è inferiore quando la quantità prodotta è inferiore, però i 70 q.li giornalieri della Centrale del Latte, entro certi limiti, sarebbero sufficienti.

Ogni volta che spostiamo il prezzo del latte, lo facciamo per una serie di parametri dove finiamo sempre per punire regolarmente la commercializzazione, perché come ho ripetuto migliaia di volte, gli altri tipi di latte danno al venditore più di quanto non possa dare quello della Centrale del Latte, a meno di non portare il prezzo fuori mercato, cioè più in alto. Questo è il motivo di quei 200 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE - (UV): Mi ero preparato un discorso di sei pagine, che però non leggo; comunque voglio dire all'Assessore Pollicini, in quanto la domanda che intendo porre lo concerne direttamente, che il cap. 37585 "Rifinanziamento L.R. 16.5.1977, n. 36: contributi per piste sciistiche" ha impegnato per un'ora e mezza di discussione noi del "Comité exécutif de l'Union Valdôtaine", che siamo rimasti un po' scandalizzati dal fatto che l'Assessore Pollicini non fosse riuscito ad ottenere dal governo regionale un finanziamento maggiore per questa voce.

Secondo noi la soluzione delle piste sciistiche è essenziale se vogliamo dare a questo settore - che riveste una grande importanza assieme a quelli dell'agricoltura e dell'artigianato - una base fondamentale per la nostra regione. D'altronde l'Assessore Pollicini in questo campo ha operato in maniera molto dinamica, riuscendo ad acquisire alla Regione Valle d'Aosta alcune manifestazioni sciistiche ad altissimo livello, e di questo bisogna dargliene atto. Per queste ragioni non abbiamo capito come mai la Giunta non gli avesse concesso di più.

Si sono fatti due ordini di discorsi: 1°) riguardo alle stazioni che non hanno ancora piste, le quali in questo momento hanno anche meno lavoro. Sono situate nella media montagna, sono le meno frequentate e sono, in effetti, più difficili da fare decollare. 2°) di ordine fondamentale, se vogliamo che la nostra regione si inserisca definitivamente in quel circuito bianco, necessario in questo momento a far conoscere ed apprezzare la Valle d'Aosta da un punto di vista propagandistico con l'uso dello sport dello sci, per il quale è indispensabile che siano create certe strutture di piste che invece attualmente noi non abbiamo.

E' evidente che questo discorso deve essere affrontato a livello regionale. Ci rendiamo anche conto che la partecipazione a questi tipi di discorsi da parte di coloro che dal turismo traggono anche degli utili è ancora molto labile. In altre parti dell'Italia, indubbiamente, la partecipazione in questi casi è diversa, più grande; il sud Tirolo dovrebbe essere sempre preso ad esempio. I valdostani invece sono molto più difficili da convincere.

Ma è evidente che con 200 milioni in questo settore non si fa niente. Forse l'Assessore Pollicini lo sa meglio di me; il Sestrière, se ha voluto quest'anno garantirsi i campionati italiani, ha dovuto spendere 360 milioni per ristrutturare una vecchia pista di sci in modo da renderla agibile. Lo sport dello sci, a nostro avviso, ha una veste particolarissima per la nostra regione che andrebbe ridiscussa ed anche ampliata in questo Consiglio.

Per la discesa libera il problema è quello della sicurezza; il nostro Assessore lo sa molto bene. Ci sono stati dei drammi lo scorso anno in Valle d'Aosta e quest'anno al di fuori della Valle, che hanno toccato atleti di grandissimo valore, come Leonardo David ed altri: un giovane è morto a Pila, un altro ad Ayas è morto pochi giorni fa in una gara di discesa libera. Questa prova è difficile, d'altronde non può essere eliminata perché è una delle prove che caratterizzano questo sport; ragione per cui riteniamo, anche per motivi di sicurezza, che la Valle d'Aosta dovrebbe essere dotata di queste infrastrutture. Ad esempio, per la discesa libera abbiamo solo la pista "Renato Rosa" di Pila, che per le sue lunghezze e le sue caratteristiche va bene solo per le donne, mentre per i maschi non può neanche essere riconosciuta a livello internazionale.

Quindi, è chiaro che siamo carenti e che dobbiamo adoperarci in tal senso se vogliamo ottenere di fare in Valle quelle gare di cui la nostra regione ha bisogno per essere riconosciuta a livello mondiale, perché la Valle d'Aosta viene identificata troppo spesso con il Monte Cervino, il che è troppo poco avendo anche altre bellezze da proporre.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Su questo argomento sento di dover criticare quanto ha detto il Consigliere Tamone, e cioè il fatto che queste iniziative promozionali servono alle località turistiche note e che, in ultima analisi, alla Regione Valle d'Aosta ne derivi abbastanza poco.

Mi permetto di chiedere al Consigliere Fosson se anche lui, a nome della D.C., è d'accordo con la critica che il Consigliere Tamone ha fatto alla Giunta, dicendo che all'Assessore Pollicini hanno dato veramente poco con 200 milioni.

A questo punto saremmo al completo ed all'unanimità contro la Giunta potremmo raddoppiare lo stanziamento all'Assessore Pollicini.

La domanda che volevo fare riguarda il finanziamento della L.R. 28.12.1981, n. 85 "Barriere architettoniche". La cifra di 230 milioni viene stanziata sulla base di un ipotetico bisogno, si tratta di uno stanziamento del tutto sperimentale per iniziare a rodare questa legge, oppure ci sono già delle idee abbastanza precise sul tipo di intervento che bisogna fare?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI - (Indipendenti - PLI): Mi ha fatto molto piacere sentire dal Consigliere Tamone che l'esecutivo dell'Union Valdôtaine ha tenuto presente questo problema, che è uno dei principali per quanto riguarda il turismo. Proprio stamani sono andato dall'Assessore Pollicini per fargli questa 'remarque'. L'Assessore lo può confermare. I 2C0 milioni devono indubbiamente essere aumentati, anche sulla base di quanto è stato detto su Sestrière, che è esatto.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI - (DP): Quando si fa un bilancio occorre tenere presente anche il contemperamento delle esigenze complessive.

La richiesta fatta dopo l'analisi della situazione era 700 milioni; questo per dire che mi faccio carico delle mie responsabilità, analizzo i problemi, faccio le proposte. In seguito, la Giunta, a suo insindacabile giudizio e con la sua altissima saggezza, non sempre da me riconosciuta, ha deciso per 200 milioni, ma il problema lo considero anch'io.

Non dimentichiamo che grazie a questa legge, lo scorso anno, che è stato carente di neve, si è potuto sciare in pochissime zone solo perché c'era stato quel lavorio delle piste che ha consentito di sciare con solo 30 cm. di neve.

E' certo di grossa importanza il problema della presentazione di una pista ben fatta, ed è un problema che visto in modo diverso; non c'è dubbio che il discorso complessivo di industria turistica fa fatica a penetrare nella mente di tutti e lo sforzo comune sarà quello di farlo penetrare in chi deve poi decidere di assegnare o 700 o 200 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Per dire che effettivamente potrà essere rivisto se vi saranno altre disponibilità, ma anche che tutto è necessario ed importante, e non è detto che debba essere fatto tutto. Non solo, la cosa che più mi ha colpito, perché qualche volta dovrei essere più presente al "Comité exécutif" dell'Union Valdôtaine, avendone il tempo, è stata una nota importante in quello che ha detto il Consigliere Tamone da non sottovalutare, pur riconoscendo l'importanza di quanto è stato detto a parte. E' ora di finirla di mettere tutto e sempre a carico della regione.

Quando c'è stata in questo Consiglio la famosa polemica, durata un intero pomeriggio, per la pista di bob, si è detto che non c'era partecipazione popolare e che invece ci deve essere, anche se in minima parte. E' una questione che a noi sembra importante; lei mi insegna che il contributo è un sistema particolare che richiede un certo sforzo anche da un'altra parte. Non solo, ma abbiamo dato e continueremo a dare dei contributi sia per la formazione delle piste che per la loro conservazione estiva, ed a questo scopo con diversi Consiglieri presenti abbiamo fatto dei sopralluoghi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): La cifra che è stata messa sulle barriere architettoniche

è questa perché la legge è in fase di applicazione, quindi è in relazione quelle che possono essere le richieste per l'applicazione di questa legge, dove sono previsti interventi nel settore sulla base degli adeguamenti fatti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Se questa cifra è stata stanziata sulla base di un'esigenza che si ritiene di coprire almeno in questo periodo, oppure se è uno stanziamento che tiene conto della sperimentalità di questa legge che è appena fatta, e che dovrà essere applicata, per cui tutta una serie di esigenze potranno anche essere modificate, aumentate, corrette.

Vorrei sapere se si ha già un'idea del tipo di intervento che bisognerà fare complessivamente nelle strutture pubbliche di competenza della regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): La risposta è legata al secondo tipo di intervento, cioè al discorso della sperimentazione di questa legge. Ho portato prima un altro esempio di leggi di questo settore, dove è dimostrato quanto sia difficile sensibilizzare anche chi può sfruttare questi strumenti; quindi la cifra relativamente modesta che è stata messa in relazione al momento di sperimentabilità della legge, tenendo conto di quali potranno essere gli interventi dal momento in cui viene approvato il bilancio in poi.

In seguito verrà esaminata la possibilità di spesa in questo settore in relazione a quelle che possono essere le domande, in quanto questa legge è stata appena approvata. Quindi, è una cifra che francamente non ha dei presupposti validi per dire ci sono tot richieste, in base alle quali abbiamo messo quella. Se volessi fare un discorso di comodo potrei dire: è stato chiesto un miliardo, sono stati dati solo 230 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Due domande su questa ultima pagina: sulla protezione civile vorrei sapere se la Giunta intende portare qualcosa in Consiglio o intende continuare tutto a livello di Giunta; sul metanodotto vorrei sapere se esistono diverse copie della convenzione, perché ieri il Presidente ha letto qualche frase, ed invece persone che si interessano del settore mi hanno riferito di una convenzione in cui sarebbe previsto un sistema diverso per i pagamenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Per la protezione civile siamo, se ricordo bene le tappe, a questo punto: sono stati ordinati i materiali, è stata scelta la ditta che fornirà i materiali in base al piano, entro una decina di giorni dovrebbero essere date le disponibilità delle bande dei canali per le comunicazioni, si faranno le prove.

Non ho capito invece qual era la domanda del Consigliere Mafrica, e cioè se il piano è stato ordinato.

L'Assessore Rollandin ha capito? Allora risponderà lui.

PRESIDENTE: Chiede la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (UV): In relazione ad una interpellanza che è stata fatta su questo problema, mi ricordo che era stata data notizia del piano presentato da parte di quegli esperti che avevano lavorato in Giunta. Siccome il discorso aveva una certa esigenza, da parte della Giunta era stata fatta la scelta di dar subito mandato poiché le procedure erano estremamente lunghe. Pertanto la giustificazione di questa spesa è in relazione all'urgenza che c'era di mandare avanti il piano, che verrà presentato poi in Consiglio con tutti i dettagli.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Faval; ne ha facoltà.

FAVAL - (UV): Una brevissima integrazione a quanto è stato detto dal Presidente della Giunta.

Come era stato previsto, le centraline meteorologiche che sono installate per quello studio che i componenti della Commissione Energia conoscono bene, faranno parte integrante del servizio della Protezione Civile. Questo è molto importante se si tiene conto che in particolari periodi dell'anno, vale a dire in inverno, queste contribuiranno a dare a questo servizio tutti gli elementi conoscitivi per quanto riguarda la neve e le eventuali valanghe, ed in parte risponde alla domanda che in precedenza aveva fatto il Consigliere Tonino sulla prevenzione delle valanghe, anche se, come tutti gli esperti sostengono, il fenomeno neve, pur essendo stato allo studio per molto tempo, è veramente uno dei problemi più difficili da prevedere.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Artigiani e Commercianti): Vorrei avere delle precisazioni sulla legge n. 24 del 30 novembre 1965 - sarebbe la famosa legge che dava 16 milioni per acquisto, alloggio, ammodernamento della casa, ecc. - 2 miliardi mi sembrano qui estremamente esigui come cifra, dovendo tenere presente una certa inflazione dopo tre anni che è rimasti praticamente ferma, e l'interesse naturalmente elevatissimo rispetto ai tempi del '79-'80.

Vorrei sapere se questo è solo u: piccolo incentivo, con la prospettiva di variazione che aggiunga altri fondi o se il concentramento viene fatto ne: quartiere Cogne.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): A parte che di questo articolo abbiamo già discusso ieri, oggi, chiarendo che nella revisione della legge si vedranno tante cose, vorrei però fare presente che quei 2 miliardi non servono per dare mutui di 16 milioni a ogni richiedente, ma sono per contributi in abbattimento del conto interesse.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Artigiani e Commercianti): So che con l'ultimo rifinanziamento, che risaliva ancora al'79, 4 miliardi e mezzo, abbiamo soddisfatto 270 domande, cioè quando c'era un limite di l0 milioni con una concorrenza del 4% di interesse.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Quando abbiamo rifinanziato, allora, abbiamo speso 450 milioni - successivamente aumentati a 900 milioni - per soddisfare tutte quelle domande che tuttora non sono soddisfatte. Praticamente c'è carenza di domande - ed ho già spiegato che andremo ad una revisione della legge - proprio perché c'è una difficoltà a contrarre ì mutui con le banche.

Nel rifare la legge vedremo tutti insieme certi accorgimenti che vogliamo portare nell'edilizia abitativa, per favorire sia quelli che desiderano avere l'alloggio, sia gli imprenditori che intendono costruire.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 9:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 34; favorevoli: 26; contrari: 9

Il Consiglio approva.

Do lettura dell'art. 10:

Art. 10

(Bilancio pluriennale)

E' adottato e approvato il bilancio pluriennale per il triennio 1982/1984 annesso alla presente legge (allegato C).

Metto in approvazione l'art. 10:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 34; favorevoli: 25; contrari: 9

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 11:

Art. 11

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Anche se la giunta ha presentato il bilancio in ritardo, per non ostacolare la volontà del Consiglio, votiamo anche noi l'art. 11, relativo all'urgenza.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Ramera; ne ha facoltà.

RAMERA - (DC): Dato che è l'unica possibilità, dieci secondi mi si perdonino.

Poiché stamani mi hanno dato 10 in condotta e 0 in profitto, dico che preferirei essere considerato un mediocre. Il 10 in condotta mi offende, perché ho sempre avuto 7 in condotta a scuola e non vorrei, invecchiando, averlo qui.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 11:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti e votanti: 34; maggioranza: 18; favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge.

Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (PRI): Nel corso della discussione, articolo per articolo e capitolo per capitolo, ho preso la parola molto raramente e solo per chiedere alcuni chiarimenti di carattere marginale, perché ritenevo di avere esposto le mie valutazioni sul bilancio compiutamente nel corso della discussione generale.

In questa sede mi preme richiamare alcune cose, anche sulla base di quanto è stato detto nel corso di questi due giorni di discussione. Se non sono intervenuto così frequentemente sui vari capitoli, nonostante in passato abbia fatto notevoli interventi per quanto riguarda i residui passivi o le scelte dei finanziamenti singoli, non l'ho fatto per due ragioni: prima di tutto mi sembrava del tutto inutile e ripetitivo insistere sui singoli residui, in quanto la valutazione a mio avviso delle motivazioni che provocano i residui, dovrebbe essere fatta più compiutamente in sede di bilancio consuntivo; poi perché annetto una notevole importanza a quella famosa revisione della legge di spesa che è in corso e che è stata richiamata un po' da tutti i gruppi consiliari - e questo mi ha fatto piacere perché è stata riconosciuta come una esigenza reale.

A questo proposito voglio informare il Consiglio, perché nessuno dei rappresentanti della Giunta lo ha fatto, che questa revisione non è giacente orizzontale in un cassetto come alcune leggi del Parlamento, ma sta camminando, anche se non sta correndo.

Sia l'Assessore Ramera che il ragioniere capo sono stati da me continuamente assillati, forse mi avranno mandato un bel po' di accidenti, perché si accelerasse questo lavoro, notevolmente oneroso, che è stato completato per quello che riguarda le leggi dell'ultimo decennio, dagli Assessorati all'Agricoltura e ai Lavori Pubblici ed alla Sanità, mentre spetta ora ai singoli Assessori esaurirlo con tutta una serie di valutazioni e rilevazioni che riguardano i loro Assessorati, sulla dinamica della spesa di queste leggi e sull'efficacia prodotta dagli interventi fatti da queste leggi. Mi risulta che fra breve saranno pronte anche le revisioni per gli altri Assessorati, ed in quel momento, con in meno tutti questi elementi, valuteremo quali sono le leggi da rivedere, quali quelle da abrogare, le nuove leggi da fare che comprendano tutta una serie di interventi più efficaci ed incisivi capaci di indurre ulteriori elementi di investimento da parte di altre forze economiche.

In questa sede vorrei rimarcare che le critiche che ho fatto a questo bilancio, le ho fatte con estrema franchezza ma anche con il preciso obiettivo di fare delle proposte, e non con l'obiettivo contrario di voler denigrare quello che è stato fatto. Ho espresso il mio apprezzamento soprattutto per quanto riguarda gli investimenti di notevole portata ed ho anche messo in evidenza che a mio avviso la parte più difficile non è quella che è stata fatta, ma quella che si deve fare; vale a dire che c'è voluto un certo impegno per riuscire ad elaborare questo progetto di bilancio in questo modo, impegnandosi soprattutto negli investi

menti di notevole importanza, occorre adesso un impegno ancora maggiore per riuscire a realizzare quello che ci si è posti in animo da fare. Raggiungere questi obiettivi ho già detto che non sarà facile perché non dipendono solo dalla volontà dell'esecutivo e della Regione, ma comportano anche il concorso di volontà esterne alla regione che non sarà facile riuscire a fare convogliare in tempi brevi, anche perché questo bilancio 1982 parte con 4 mesi di ritardo, per le ragioni che tutti conosciamo.

Sotto questo aspetto vedo il progetto di bilancio dell'82, ne apprezzo il valore, ho detto quali sono a mio avviso le ombre, ma certo non mancherà nel corso della legislatura di fare un certo tipo di azione perché questo impegno non venga mai meno per la realizzazione degli obiettivi che ci si è dati. Vorrei anche dire che nel corso del dibattito che c'è stato nella Commissione Affari Generali, ho sentito che è intenzione dell'Assessorato alle Finanze chiedere periodicamente ai singoli Assessorati a che punto sono con gli impegni di spesa e con le spese, per avere davanti quegli indici di realizzazione che consentono all'Assessorato alle Finanze di verificare qual è la capacità di spesa dei singoli Assessorati.

Questo è molto importante perché consente di verificare dove ci sono lentezze e difficoltà nella spesa, e serve anche per tenere all'erta i vari Assessori, i quali, nel caso in cui non riuscissero a spendere i fondi che gli sono stati destinati, non solo avranno dei solleciti da parte o del Presidente della Giunta o dell'Assessore alle Finanze, ma addirittura potranno correre il rischio di vedersi stornati quei fondi che verrebbero girati ad altri settori dove invece la spesa riesce ad essere effettuata.

Per queste ragioni voterò a favore di questo progetto di bilancio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (UV): Vorrei fare con due brevi considerazioni il punto della situazione, tenendo conto delle numerose critiche politiche ed amministrative, che sono state fatte.

E' la prima volta, dopo numerosi anni, cioè da quando è stata trasformata l'IGE in IVA, che la regione ha di nuovo un bilancio, o perlomeno ha dei criteri di bilancio come competenza che sono proporzionali alle sue capacità di spesa ed a quelli che sono i compiti regionali.

Questo evidentemente pone alla Regione una serie di problemi di adattamento e di strutture ed anche una serie di problemi di ideazione e di capacità di porre al giusto livello quelli che devono essere gli interventi: il tutto in una situazione - non deve essere dimenticata - di grave crisi perdurante, senza, per quanto sia dato di vedere in questo momento, delle possibilità di uscita dal tunnel.

La politica, d'altra parte, ha le sue regole ed è un fatto dinamico, come è già stato sottolineato - e lo ripeto anch'io.

Attraverso questa legislatura, che è giunta all'ultimo anno, abbiamo assistito a dei movimenti politici che non sono né delle prese di ostaggio, né delle conversioni sulla via di Damasco, perché prima di entrare in Giunte con i democratici popolari abbiamo presentato delle liste per le elezioni legislative, credo anche eleggendo un deputato e un senatore.

Prima che il PSI dichiarasse di far parte di questa maggioranza, abbiamo con quel partito ed altri formato una maggioranza in comune di Aosta, e questo secondo una certa logica politica che poi inevitabilmente o sfocia in rottura da una parte, o in accordo dall'altra, perché non si deve stare in mezzo ad una guado per un tempo indefinito.

Per cui dividendo in due parti il breve sermone, vorrei dire alle forze di maggioranza ed alle forze che lealmente lo hanno sostenuto, anche se de posizioni più critiche e distanti de una vera e propria organicità con le altre forze, che l'approvazione di questo bilancio costituisce un passo in avanti ed al tempo stesso uno stimolo, e che di conseguenza il saperlo insieme gestire deve diventare l'obiettivo comune a tutti noi che apparteniamo e questo tipo di schieramento.

Allo stesso modo siamo coscienti che è doveroso che la critica che viene fatta da parte dell'opposizione, deve essere da noi per quanto possibile capita e recepita, per cui un certo tipo di collaborazione da posizioni assolutamente differenti deve esistere, non in funzione di un accordo superficiale, ma in funzione di un corretto gioco democratico secondo il quale queste critiche, a volte acerbe e secondo noi anche ingiuste, devono avere il loro peso ai fini di questa collaborazione.

E' nostra convinzione, ma potrei dire è mia assoluta convinzione, che o la regione riesce a mutare - e non a mutare nel senso di proporre continuamente nuove cose - il rapporto politico-amministrativo con la popolazione valdostana, o rischiamo veramente di arrivare ad una regione autonoma, ma non per le ragioni profonde, morali e spiriturali, che hanno giustificato la nostra autonomia, ma solo perché ha una capacità di spesa di un certo numero di miliardi. Per quanto ci riguarda, non vogliamo arrivare a questo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin; ne ha facoltà.

MARTIN - (UVP): Il bilancio regionale che abbiamo esaminato in questi due giorni è certamente un bilancio molto ricco, specie se rapportato a quello del 1981, e lo è grazie alla felice risoluzione del riparto fiscale, che ci consente di introitare i 7/10 delle imposte erariali riscosse in Valle d'Aosta per l'81 e l'82 ed il 9/10 delle stesse imposte a partire dal 1983.

Il gettito di questi tributi per effetto del riparto fiscale si è fatto sentire in maniera favorevolissima, passando dai 147 miliardi del 1981, ai 416 miliardi del 1982 con un aumento percentuale dell'82%.

Senza voler ricordare le traversie subite da quella che è oggi diventata la legge 690, e senza voler ricordare i diversi contributi che tutti i gruppi consiliari hanno dato per la felice risoluzione del riparto fiscale, mi pare giusto sottolineare che la maggioranza regionale con l'approvazione della legge 690 ha centrato il suo maggiore e principale obiettivo, ridando l'autonomia finanziaria ad una regione che stava rischiando il collasso economico.

Lo scorso anno, in occasione della approvazione del bilancio '81, avevo asserito che il nostro movimento non aveva prestato eccessiva attenzione alla stesura di quel bilancio che consideravamo un semplice strumento contabile, stante la pochezza delle entrate a fronte di impegni di spesa in continuo aumento. Ed avevo anche affermato che l'attenzione sarebbe stata senz'altro maggiore quando si fosse trattato di indirizzare nei giusti canali le cospicue entrate del riparto fiscale perché a quel punto il bilancio si sarebbe tramutato da strumento contabile a strumento di governo della maggioranza regionale.

Il giudizio che diamo dell'impiego di questo denaro in questo bilancio è sostanzialmente positivo; vi sono, è vero, alcune iniziative che ancora non ci convincono appieno, come ad esempio l'agraria regionale per la quale, comunque, attendiamo di vedere il progetto che il Presidente Andrione ha detto poco fa di presentare fra non molto, e vi sono dei settori, in particolare quello del turismo, verso il quale avremmo preferito che si fosse compiuto uno sforzo finanziario maggiore.

Ma è giusto tuttavia riconoscere che le grandi linee che avevamo indicato sono state seguite e che le scelte prioritarie più importanti, che erano alla base dell'accordo di maggioranza, sono state rispettate. Sono scelte che, d'altronde, hanno trovato d'accordo, almeno in linea di principio, le stesse forze dell'opposizione, e non potrebbe essere altrimenti essendo le stesse frutto di discussione e di dibattiti che ci hanno impegnati nel Consiglio regionale e fuori e che sono di fondamentale importanza per l'economia e la società valdostana. D'altronde, se è vero che la regione dispone oggi di una buona disponibilità finanziaria, è altrettanto vero che è nostro dovere quello di impiegare al meglio queste risorse per permettere una crescita economica, sociale e culturale della regione.

Non dobbiamo infatti farci delle illusioni, non siamo certamente una regione senza problemi; al contrario, la crisi economica e morale, che da alcuni anni ha colpito lo Stato italiano, ha raggiunto anche noi.

Le nostre industrie stentano a piazzare i loro prodotti, la nostra maggiore azienda si dibatte in una crisi senza precedenti, costretta a lavorare i prodotti sui quali è già certa in partenza una perdita anche consistente, e alle prese con una ristrutturazione massiccia senza però avere ancora ricevuto un quattrino dallo Stato, pur essendo state emanate per l'occasioni leggi speciali, e dovendo quindi ricorrere continuamente al credito bancario a tassi proibitivi, esponendosi così finanziariamente in misura sempre maggiore.

Il settore tessile è in piena crisi, le ore di cassa integrazione dell'81 sono salite a livelli record; abbiamo avuto in questi due giorni la compagnia di alcune lavoratrici della SIV, ultima azienda entrata in crisi. La nostra agricoltura è certamente una delle più povere, soprattutto in relazione al tipo di territorio, ma non per questo va dimenticata per l'importanza che riveste anche per lo sviluppo di altri importanti settori.

A questo proposito vorrei dire all'Assessore Marcoz che non sono d'accordo nel continuare ad elargire contributi inconsistenti come a volte succede; sono invece del parere che l'Agricoltura vada aiutata e vadano ancora aumentati questi contributi ma per delle cifre per cui valga veramente la pena.

E' un discorso molto difficile, che dobbiamo però avere il coraggio di fare, in quanto dobbiamo smettere di abituare i nostri agricoltori a diventare, come tante altre categorie, degli assistiti e dobbiamo invece riportarli alla loro mentalità risparmiatrice.

Dando loro dei contributi inconsistenti non risolviamo certo i loro problemi, al contrario, abbiamo un consistente dispendio di energie per la regione. Quindi, sono d'accordo con quanto diceva il Consigliere Bordon che la nostra agricoltura va aiutata ancora di più di quanto si faccia adesso, ma cominciamo ad aiutarla con delle cifre che abbiano almeno 4 zeri, quella al di sotto non servono a niente.

La crisi morale che ha colpito l'Italia e che sembrava fortunatamente esclusiva competenza delle grandi città industriali, della capitale e del meridione, è esplosa anche in valle con gli ultimi tristi avvenimenti che tutti ricorderete, facendoci notare che furti, violenze e sequestri ci sono anche da noi e che, purtroppo, il giro della droga è diventato una triste realtà anche per la Valle d'Aosta, sulla quale faremo bene tutti quanti a meditare ed a proporre idonee soluzioni.

Ecco quindi la necessità di impiegare nel modo migliore le entrate del riparto fiscale, per togliere da questo stato di crisi generale la nostra regione. La scelta del metanodotto per quanto riguarda le industrie è certamente molto importante. La Cogne, se vuole salvarsi, deve puntare su due direzioni principali: la riduzione dei costi ed il perseguimento della qualità del prodotto. Con il metanodotto, entrambi questi obiettivi possono essere raggiunti.

La finanziaria può probabilmente essere un altro utile strumento per aiutare l'industria; non conosciamo esattamente i termini dell'operazione, per cui ci riserviamo di esprimerci non appena i contorni saranno più delineati.

Il problema del decentramento era una delle basi dell'accordo di maggioranza stilato nel 1979; non aveva potuto essere affrontato prima per la mancanza dei fondi necessari, ma è un problema che sentiamo particolarmente, per cui riteniamo positivo averlo affrontato con uno sforzo finanziario anche notevole.

La viabilità, pur con tutti i problemi indotti creati dal tipo di progetto e dal tipo di tracciato che ancora non sono stati completamente definiti, deve essere veramente affrontata di punta e se il mezzo più idoneo sarà quello di fare il primo passo in merito al finanziamento, ebbene questo passo dovrà essere fatto, perché è impensabile continuare a far vivere nel terrore le migliaia di persone che percorrono la statale 26 o che vivono ai bordi della statale stessa.

E, per quanto riguarda la viabilità, non scorderei nemmeno la statale 27 che, seppure in misura minore raggiunge in certe località punte di pericolosità altissime.

Chiederei pertanto all'Assessore ai Lavori Pubblici ed al Presidente della Giunta di impegnarsi presso l'ANAS affinché vengano almeno realizzati quei lavori che i sindaci dei comuni interessati avevano a suo tempo sollecitato.

Detto questo, annuncio il mio voto favorevole per il bilancio 1982.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI - (Indipendenti - PLI): Avevo preparato un intervento abbastanza lungo, quanto meno una premessa alla dichiarazione di voto che avevo annunciato, ma vista l'ora ritengo solo di dover accennare ad alcune cose che avevo già detto ieri sera.

Mentre nei grossi problemi siamo perfettamente d'accordo - e mi richiamo appunto a quanto ho già detto - in alcune voci sono indicati dei rivoli che ci lasciano perplessi e che seguiremo senz'altro da vicino, perché dovranno essere messi a disposizione della pubblica utilità e non già di persone singole o cricche appositamente create.

Uno che seguiremo da vicino in modo particolare è quello degli speciali incarichi, perché non riteniamo che determinate cifre possano essere spese con una voce soltanto, senza dei chiarimenti che il Consiglio sarebbe bene vedesse di volta in volta.

Vorrei fare una precisazione per quanto riguarda la Camera di Commercio: forse ieri sono stato frainteso in quanto avevo detto che sono favorevole alla Camera di Commercio oppure ad un organismo che, se anche non si chiama con lo stesso nome, sia preposto ugualmente a quei compiti che le Camere di Commercio assolvono in tutta Italia; invece non esistendo nella nostra regione la Camera di Commercio, questo organismo ha delle lacune che tutti, da artigiani a commercianti, fino a quelli che frequentano questo ambiente, purtroppo hanno dovuto constatare sino ad oggi.

Tornando alla dichiarazione di voto, direi che indipendentemente dalle varie opinioni, abbiamo fatto parte di questa maggioranza non già in senso partitico, quanto invece di amministrazione regionale: vi tengo a sottolinearlo in modo particolare perché certe pastette fatte all'ultimo minuto non riscuotono né le nostre simpatie né tanto meno() quelle dell'opinione pubblica.

E' chiaro che la nostra approvazione del bilancio costituisce una "scelta di campo" - dico scelta di campo fra virgolette - che deve trovare una risposta logica da parte delle forze di maggioranza.

E' altresì evidente che non possiamo non approvare il bilancio che recepisce le richieste fatte dai liberali per anni ed anni, come la superstrada Aosta-Courmayeur, il metanodotto, che per primi abbiamo richiesto ed in particolare la finanziaria, per cui già ci battemmo soli soletti, contrariamente a quanto qualcuno ha affermato in quest'aula, più di dieci anni fa.

Ciononostante, vogliamo come sempre chiarire che seguiremo attentamente i vari contributi ad opere sotto i 100 milioni, che non devono essere calcolate - come già ho detto precedentemente - come somme di sottogoverno o da dispensare prima e durante le prossime elezioni regionali e ci dissociamo fin d'ora e denunceremo tutto quanto riterremo non valido per la collettività valdostana.

Vorrei aggiungere pertanto che, in questo ultimo anno di amministrazione, voteremo a favore di tutti quei sani provvedimenti che abbiamo esaminato in bilancio e che riteniamo debbano essere affrontati decisamente non solo sulla carta, ma anche nella realtà dei fatti, così come siamo pronti a votare contro tutto ciò che riterremo non valido e dannoso per la popolazione della nostra regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (PCI): Le dichiarazioni di voto sono tutte un po' scontate e anche ripetitive ma fanno parte dei doveri dei diversi gruppi consiliari, quindi anche noi ribadiamo concetti che abbiamo già affermato.

Non condividiamo l'impostazione di questo bilancio, innanzi tutto per come è stato preparato. L'Assessore Ramera si è preso l'impegno per il bilancio 1983, e glielo ricorderemo, di portarlo nei tempi dovuti e di consultare preventivamente le organizzazioni sindacali e le altre associazioni. Per questo bilancio una consultazione preventiva non è avvenuta, mentre invece uno sforzo per raccogliere stimoli, idee, suggerimenti avrebbe potuto essere utile.

Il secondo elemento che ci porta a giudicare negativamente il bilancio è il mancato ricorso al metodo della programmazione, cosa che viene dichiarata in modo esplicito. Continuiamo a ripetere che non abbiamo un'idea utopistica della programmazione, che pensiamo a fatti concreti, a piani di intervento, a progetti obiettivi da discutere e da verificare, ed in questo senso - almeno per quanto ci riguarda come forza politica - abbiamo cercato con alcune proposte, che abbiamo denominato Programma-quadro quinquennale '82-'86, di confrontarci con la popolazione, di dare dei suggerimenti anche alle forze di maggioranza.

Pensiamo che non sia stato inutile quel lavoro, almeno sotto l'aspetto del controllo esercitato dall'opposizione anche sull'entità delle entrate.

Si possono poi avere diverse opinioni sul fatto di scrivere o meno gli arretrati '81 tutti nel bilancio di quest'anno e anche nel bilancio dell'anno successivo, ma il fornire le dimensioni delle entrate regionali secondo noi è servito a tutti e ci pare anche che abbia dato qualche frutto per una sostanziale verifica fra le nostre previsioni e quelle che si possono fare complessivamente in questo caso.

Dobbiamo dire anche che alcune proposte da noi inserite nel nostro programma assieme anche ad altre forze, le troviamo nelle proposte della Giunta; per queste ovviamente in sede di discussione dettagliata ci sarà anche il nostro contributo, cioè un giudizio positivo.

Quello che invece, sostanzialmente, ci porta ad un giudizio negativo sul bilancio è il fatto che non si è voluto, in presenza di una novità rilevante come l'aumento del 130% delle entrate, andare a tentativi di revisione dei tradizionali meccanismi di spesa.

L'anno scorso abbiamo detto qualche volta che si sono fatte 7000 delibere; io come Consigliere d'opposizione impiego molto tempo anche solamente a leggerle; mi chiedo come faccia la Giunta a produrre così tante delibere e per quanto tempo discuta su ogni delibera.

Ma la Giunta, lo scorso anno, ha anche emesso 45000 mandati di pagamento; mi chiedo quanti ce ne saranno quest'anno.

Sono questioni che potrebbero essere superate se invece di disperdere la spesa pubblica la si concentrasse in interventi di più grosso respiro; questo non lo si è voluto fare soprattutto perché, ad un anno dalle elezioni, non si sono voluti correre dei rischi. Tuttavia una innovazione in questo senso dovrà prima o poi essere fatta nell'interesse non solo delle forze d'opposizione, ma in difesa della solidità stessa della società e dell'economia valdostana.

Per quello che riguarda alcune considerazioni di carattere politico, penso di dover dire che si può non essere soddisfatti dell'autonomia valdostana; ci sono da distinguere però due versanti di questa autonomia, in quanto si può non essere soddisfatti perché si ritiene - e noi questo lo condividiamo - che lo Stato o più precisamente il Governo non lascino al popolo valdostano tutta l'autonomia a cui, per la sua storia, ha diritto.

C'è però un altro versante dell'autonomia, che è quello del modo con cui questo popolo riesce ad esprimere il proprio governo.

Riteniamo che con un riparto di questa consistenza, dal punto di vista finanziario almeno, non abbiamo più niente da rivendicare nei confronti dello Stato e che molto della nostra autonomia dipenda da come noi utilizziamo le risorse di cui disponiamo.

Per quel che riguarda i poteri, la battaglia deve continuare perché molti poteri che la regione ha nel suo statuto non vengono ancora utilizzati. Quindi, crediamo che anche in questo modo di intendere l'autonomia si debba andare, aldilà della pura critica, alle responsabilità - che pure ci sono - dello Stato e del Governo e che si debba guardare più in profondità di come si opera nella nostra regione.

Abbiamo l'impressione anche ancora non si sia superata un'impostazione che sta lentamente trasformando sempre più la regione e l'esecutivo regionale in una specie di banca, di agenzia per sovvenzioni a disposizione di tutti i gruppi sociali e di quelli che hanno possibilità di chiedere per le più diverse ragioni. Questa situazione deve essere superata altrimenti non ci potranno essere interventi veramente efficaci.

Qualcuno diceva stamani che le nostre critiche lasciano il tempo che trovano, nel senso che sono già all'interno di proposte fatte dalla maggioranza. Devo obiettare che questo è un rilievo puramente dialettico perché in realtà noi non condividiamo molte delle proposte avanzate non nel bilancio, ma nell'iniziativa generale della Giunta. Non condividiamo il tipo di politica industriale, ed è venuto fuori oggi in modo chiaro che ci sono delle concezioni differenti; non condividiamo quella che riteniamo un'inerzia che comincia a diventare dannosa nel settore dell'agricoltura; nel turismo non condividiamo neppure quel puntare gli interventi, che per alcuni aspetti sono dinamici, solo su una serie di centri e per iniziativa già collaudate, trascurando zone e strati interessati ad uno sviluppo turistico differente.

Abbiamo anche molte perplessità sul modo di intendere determinati servizi, per cui a volte si punta più alle quantità che alla qualità dei servizi stessi.

Quella che abbiamo fatto è una critica che riteniamo alternativa rispetto all'impostazione della maggioranza; anche per il decentramento il ricordare sempre la funzione delle Comunità montane non è un puro ricordo o nostalgia di un ruolo che queste potrebbero avere, ma è un intendimento per una gestione diversa della cosa pubblica in Valle d'Aosta.

Crediamo perciò di avere in questi giorni esercitato il nostro ruolo di opposizione e non abbiamo neanche l'impressione che la maggioranza si sia allargata e consolidata in questi ultimi tempi e nel corso di questo dibattito.

Mi sono anche fatto un'idea di tipo fisico che le opposizioni abbiano tensioni interne tali che quando una maggioranza si allarga tende poi a scindersi come avviene per le gocce d'acqua che assumono un volume troppo rilevante, per cui allargandosi la maggioranza aumentino anche i contrasti e le difficoltà di organizzare in obiettivi convergenti tutte le diverse proposte e le diverse posizioni.

In questo senso devo dire che ci sono stati da parte degli Assessori in questi giorni segni di stanchezza, l'unico che non li abbia dati è l'Assessore Chabod. Li voglio considerare però non solo dei sintomi di stanchezza personale, ma anche delle difficoltà che in qualche modo riflettono una complessità di rapporto all'interno della maggioranza che tiene - dal nostro punto di vista politico - aperte delle possibilità per soluzioni differenti.

L'aumento del bilancio ovviamente aumenta la responsabilità della maggioranza e, al tempo stesso, anche quella dell'opposizione; noi abbiamo fatto in questa occasione un lavoro puntuale, non siamo rimasti a pure critiche di schieramento, ma siamo entrati nelle diverse voci del bilancio, facendo delle considerazioni anche sui diversi capitoli.

Crediamo che questa responsabilità continueremo ad averla presente per l'ultimo anno e con questo lavoro pensiamo di svolgere il ruolo che è stato attribuito dagli elettori alla nostra forza; ruolo di un punto di riferimento per una gestione democratica del potere regionale differente.

E' anche nostra opinione che se veramente si vuole cambiare, pur con il tempo dovuto e con tutte le cautele, il modo di governare la regione, senza dover rinviare il piano di sviluppo di anno in anno, occorrerà prima o poi tener conto che un contributo valido e serio può essere dato solo da un accordo con la nostra forza politica.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Artigiani e Commercianti): Dopo aver sentito attentamente l'esposizione fatta dall'Assessore Ramera in apertura ed alcune puntualizzazioni del Presidente della Giunta, non mi posso dichiarare soddisfatto nel suo dettaglio, anche se questo documento di bilancio non è altro che un complesso di programmi che devono concretizzarsi successivamente attraverso leggi e regolamenti, eccetto per quella parte di spese correnti per la normale gestione amministrativa.

Quest'anno, per la prima volta, abbiamo un bilancio di oltre 400 miliardi; purtroppo per un verso o per l'altro, come di consueto, per i settori economici e produttivi non si va oltre il plafond degli anni precedenti, pur riconoscendo, a parole, la necessità di dare sostegno e promozione a tali settori.

Per questi ed altri motivi il sottoscritto si asterrà dal voto sul bilancio preventivo 1982, valutando successivamente ciò che la Giunta proporrà nei vari disegni di legge, tipo finanziaria, fondi di rotazione ed in genere il credito alle piccole e medie aziende a sostegno dell'occupazione.

Questa mia astensione vuole essere uno stimolo all'attuale Giunta regionale che vuole cedere nelle sue funzioni, rifiutando quel comportamento democratico ed emarginando le forze minori, qualificate spesso come cani sciolti, espressione cui in questi ultimi tempi ha fatto ricorso l'Union Valdôtaine, dimenticando che proprio il sottoscritto, esponente degli Artigiani e Commercianti valdostani, in alcune occasioni ha avuto un peso determinante a sostegno della Giunta ed all'approvazione di importanti provvedimenti.

Tutto ciò è stato fatto senza patteggiamenti e con l'unico obiettivo di ottenere da questa Giunta benefici a favore degli operatori economici minori che hanno un peso notevole nell'economia regionale. Le aspettative sono state disattese.

All'Assessore all'Industria, Commercio ed Artigianato ho chiesto più volte, in fase di stesura di bilancio, un incontro con l'U.I.A.V.A. da me rappresentata, per dare un contributo di idee e per portare a conoscenza le istanze avanzate dalla categoria artigiana. Tutto ciò è rimasto come di consueto lettera morta. Non c'è quindi da stupirsi nel prendere conoscenza di quanto ha poi dichiarato in questi giorni il capogruppo D.P.; ne consegue da una valutazione oggettiva che questa maggioranza usa metodi assolutistici concretizzati da pochi esponenti dell'attuale maggioranza.

Tornando poi al rifiuto dell'incontro con l'U.I.A.V.A., non posso non rilevare come l'Assessore operi scelte di pura convenienza elettoralistica, e non aggiungo altro perché a buon intenditore ....

Non sto a dettagliare i vari interventi a pioggia ed a fondo perso, laddove per mantenere un posto occupazionale nell'industria valdostana si sperperano centinaia di milioni; decine di milioni vengono poi elargite a favore della cosiddetta informazione sportiva, per giustificare la concessione di denaro pubblico ad personam e forse per accogliere suffragi in determinati settori di vita regionale.

Nel settore edilizio, visto il rifinanziamento della legge 24 per la costruzione di alloggi economico-popolari, mi auguro che in tempi brevi la Giunta appronti un regolamento per darne immediata esecuzione.

Per le ragioni suesposte riconfermo la mia astensione del voto sul bilancio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Il motivo dell'opposizione a questo bilancio l'ho già esposto ampiamente durante tutto il giorno; vorrei solo ribadire un giudizio di carattere politico generale, che mi pone l'obbligo di votare contro questo bilancio e contro l'operato di questa Giunta.

A mio avviso, questa maggioranza aldilà delle affermazioni autonomistiche che vengono adoperate spesso e volentieri non è nient'altro che la proiezione periferica, che si è adattata alla realtà locale, delle forze politiche che gestiscono l'azione del Governo a livello nazionale. Sono le stesse forze politiche, si muovono nella stessa logica e difendono gli stessi interessi.

Questa notevole massa di soldi che è derivata dal riparto fiscale poteva essere adoperata per iniziare ad impostare una serie di scelte economiche e sociali che si contrapponesse seriamente e pesantemente all'indirizzo dello sviluppo determinato dalle linee politiche delle forze predominanti a livello nazionale. Così non è stato.

Ribadisco il mio voto contrario, anche se penso di non suscitare sorpresa, come invece ha fatto l'astensione del Consigliere Berti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (DP): Le considerazioni che i Democratici Popolari hanno fatto su questo bilancio già le abbiamo svolte nel corso della discussione generale.

Vorrei qui prendere le mosse un attimo dalle dichiarazioni fatte dal Consigliere Bordon, che oggi a ritrovato la "verve" abituale del Consigliere puntuale, diligente e che è riuscito anche con una felice intuizione a risvegliare dai sonni il nostro Cicerone e che se è vero che "errare humanum est" ed il "perseverare diabolicum" non vorrei fare l'esegesi oggi del diabolicum ciceroniano. Senza invocare la teologia della Santa Inquisizione, credo, per completare il discorso del Consigliere Bordon, che sia utile anche risvegliare dai sonni l'amato Plinio il Vecchio il quale alcuni tempi prima di passare a miglior vita, proprio nella saggezza dell'età, così come oggi ha fatto il Consigliere Bordon in questo Consiglio, ebbe modo di dire che in ogni circostanza della vita dobbiamo sempre essere implacabili con noi stessi.

Per cui, se c'è una considerazione logica e finale del discorso molto abile sul piano politico fatto dal Consigliere Bordon, ed una conseguenza naturale di questi giorni di discussione di bilancio, è quella che le cose dette ed i rilievi fatti trovino poi una puntuale rispondenza in quello che andremo a fare nel corso dell'attuazione del bilancio che stiamo per approvare.

Per cui, più che alla qualità del bilancio, che è il frutto di scelte politiche che presumono a monte delle volontà ben determinate, baderemo in questo anno di attività alla sua funzionalità, richiamandoci alle cose che già abbiamo avuto modo di dire e che l'Assessore tutto sommato ha già evidenziato nella sua relazione, in modo che questa spesa preventivata e gli obiettivi che ci siamo prefissi trovino puntuale rispondenza nell'attività concreta dell'Amministrazione regionale.

Credo anche che sia un esempio, questo del nostro Consiglio regionale, di fronte a situazioni ben diverse dalla nostra: sarà forse per la fortuna che in Valle d'Aosta abbiamo un solo dicastero che si occupa delle finanze regionali, mentre a livello nazionale purtroppo il bilancio è conteso fra diversi dicasteri, per cui risulterebbe mancante nella previsione del bilancio statale una somma poco vicina ai 9000 miliardi. Noi abbiamo registrato un fenomeno inverso perché abbiamo accertato delle entrate superiori che prudentemente abbiamo rateizzato in due anni, e questo è un altro elemento di valutazione in favore del comportamento della regione, di fronte allo spettacolo che il Parlamento ed il Governo stanno dando, di questi tempi, di discussione di legge finanziaria davanti all'intera nazione.

Per concludere voglio anche riaffermare che l'apporto dei Democratici Popolari in questa maggioranza è sempre stato un apporto collaborativo, seppur dialettico com'è nel nostro costume, perché non abbiamo l'abitudine di nasconderci dietro alle cose.

A questo punto vorrei dire che il parlare di egemonia in contrapposizione ad un rapporto dialettico sia una interpretazione arbitraria dei rapporti di maggioranza, in quanto se è vero quello che è stato constatato e detto, l'egemonia è proprio l'antitesi della democrazia.

Noi crediamo nella dialettica e nei confronti delle forze di maggioranza e nei rapporti con l'opposizione in questo Consiglio, ma rifiutiamo le valutazioni che ci vedono totalizzati o egemonizzati all'interno di una maggioranza, perché se dovessimo fare questa constatazione, è altrettanto chiaro che l'egemonia è il presupposto genetico dell'antidemocrazia e della dittatura.

Non credo che in Valle d'Aosta ci si possa ritrovare ad avere, nonostante le difficoltà che si riscontrano nell'operare quotidiano, rapporti di tale natura all'interno delle forze di maggioranza, per cui crediamo che dalle discussioni fatte, dalla franchezza del dialogo e dalla discussione anche produttiva che si è svolta in questi giorni in Consiglio, si possano trarre quelle conclusioni che già sono state tratte dal Presidente della Giunta e dall'Assessore alle Finanze affinché questa maggioranza possa realizzare in forma collaborativa, anche con le forze di opposizione, quegli obiettivi che si è proposta di realizzare con la approvazione di questo bilancio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (UV): Stamani il Consigliere Bordon diceva che l'opposizione forse avrebbe avuto bisogno di qualcuno della maggioranza che l'aiutasse a contrastare il grande numero ed il grande bilancio che è stato presentato.

Noi abbiamo seguito il suo consiglio e soprattutto l'Union Valdôtaine ha vivacizzato un po' il dibattito puntualizzando, chiedendo dei chiarimenti ed anche degli impegni alla Giunta.

Abbiamo quindi dimostrato di non avere le lingue tagliate, anzi a volte di averle anche taglienti. Continuando in tutti i casi su questo passo, verremo a ribadire alcuni nostri concetti nei confronti dell'opposizione; per il momento vogliamo dire che questo bilancio, pur con qualche puntualizzazione, ci soddisfa perché è un bilancio come devono essere tutti i bilanci: serio, onesto, che non nasconde niente. Grazie, evidentemente, alla legge 690, che tutti abbiamo voluto e per la quale tutti abbiamo operato e che, secondo noi, ci spettava di diritto, quest'anno abbiamo avuto a differenza de - gli altri anni un bilancio che, come diceva il Presidente, rispecchia le necessità della Valle d'Aosta.

A dimostrare la validità di questo bilancio sta il fatto che anche delle forze che non fanno parte della maggioranza o che ne fanno parte in senso critico a partire dal 1978, come il PRI, hanno annunciato il loro voto favorevole.

Mi auguro che questo possa essere anche un inizio più chiaro e completo di collaborazione con quelle forze che finora, pur partecipando e collaborando con la maggioranza, non erano mai state chiare e a volte veramente critiche.

Questo bilancio, a nostro avviso, caratterizza la linea della maggioranza ed indica un segno politico ed amministrativo. Rispecchia puntualmente quello che è il programma di questa maggioranza, lasciando da parte le spese di investimento che vanno a coprire quei finanziamenti già richiesti con leggi precedenti e andando a vedere quelle parti finanziate con i fondi globali, cioè quelli che noi chiamiamo i punti più qualificanti della spesa, lungamente dibattuti, dei quali mi limiterò ad elencare solo i più importanti, come i contributi ai comuni; la legge dei 5 miliardi e la legge dei 19,5 miliardi; il servizio della protezione civile, che anche da parte dell'opposizione è stata riconosciuta una cosa valida; il collegamento Quart-Courmayeur, di cui il PCI si è rivendicato promotore, ma non so fino a che punto questo possa essere vero perché quando ho sentito parlare il PCI di partecipazione della regione forse si parlava solo di circonvallazione del comune di Aosta.

Nel settore abitativo, il quartiere Cogne, la costituzione di una finanziaria regionale, nei confronti della quale tutti siamo ancora più o meno preoccupati sul come farla e, successivamente, di come farla ben funzionare, visti anche i precedenti che ci sono nelle altre regioni.

Il metanodotto, che come è stato spiegato, pur non essendo una panacea che possa risolvere tutti i problemi dell'industria in Valle d'Aosta, sarà comunque un qualcosa che andrà ad alleviare lo stato sofferente delle industrie regionali. Questo è un primo finanziamento di quelli che per noi del la maggioranza sono i punti prioritari.

Sulla questione delle accuse mosse in questi giorni dall'opposizione nei confronti della maggioranza e dell'Union Valdôtaine, queste argomentazioni evidentemente non ci fanno cambiare idea su come amministrare e formare un bilancio.

Il PCI dice che questo bilancio è sottostimato; ma se andiamo a vedere gli anni precedenti, nel 1980 il PCI ci diceva che il nostro era un bilancio gonfiato e poi si è dimostrato che non lo era per niente; nel 1981, per contro, visto che forse aveva sbagliato l'anno precedente, ci dice che il bilancio è sottostimato ed è stato smentito dai fatti, in quanto poi le entrate che dovevano esserci, sono state inferiori a quelle previste.

Il PCI ci dice che avrebbe fatto altre scelte, ed io sarei stupito del contrario; sta a vedere però se le loro scelte sarebbero state migliori o peggiori delle nostre. Ma a giudicare da quello che è successo nei posti dove il PCI amministra, sono convinto che le scelte si sarebbero rivelate peggiori.

Quello che più ci dispiace è sentire le false accuse mosse soprattutto all'Union Valdôtaine, perché sono delle accuse fatte in malafede da forze politiche che a volte hanno beneficiato della benevolenza e della democrazia dell'Union Valdôtaine. Ci si accusa soprattutto di arroganza, laddove noi vorremmo dimostrare che l'Union Valdôtaine - come anche questa maggioranza - non è stata arrogante nei confronti dell'opposizione.

Lo faceva notare il Consigliere Bor-don, ricordando che è stato eletto Presidente del Consiglio un membro dell'opposizione, che a noi va bene soprattutto per la persona che ricopre la carica.

Dove l'Union Valdôtaine ha la maggioranza assoluta, ha chiesto la partecipazione delle altre forze politiche, e così ha fatto anche nelle Comunità montane dove ha la maggioranza relativa. Potremmo fare ugualmente il discorso dell'Unità Sanitaria Locale, dove l'Union Valdôtaine con la Democrazia Cristiana avrebbe avuto la maggioranza e con i Democratici Popolari la maggioranza assoluta; eppure anche lì c'è stata un'apertura alle altre forze politiche.

Vorrei invece andare a vedere il comportamento del PCI in quelle amministrazioni dove è in maggioranza assoluta; ed io credo che non sia liberalitario e democratico come quello che si chiede a noi. Allora a questo punto è il caso di dire, se mi permetti Consigliere Bordon, che il bue dà del cornuto all'asino.

C'è poi un altro fatto ancora: si viene ad accusare questa maggioranza e l'Union Valdôtaine di non essere dei democratici, di non accettare la collaborazione, però ci sono delle forze che pur avendo collaborato, una volta andate all'opposizione, quelle cariche di controllo democratico - come le chiama qualcuno - si sono ben guardate dal rimetterle nelle mani della maggioranza, dicendo che non erano di loro competenza.

Vogliamo denunciare apertamente in questo Consiglio anche la presunzione di certi Consiglieri e di certe forze politiche che credono di avere la verità in tasca e pretendono, in quanto facenti parte di un'esigua minoranza, di dettare legge ad una larga maggioranza; questa si che è un'arrogante presunzione.

La perla di tutte le dichiarazioni ci viene dal Consigliere Carlassare, quando evidentemente lui, ispiratore di libertà e di democrazia, viene a dirci che il Consigliere Fosson ha salvato l'On. Rumor.

Io sono di quelli che dicono che la democrazia e la libertà sono molto difficili da applicare perché a volte dipende da che parte del banco si sta, e cioè se la democrazia e la libertà le si devono ricevere o concedere.

Il Consigliere Carlassare mi ha dimostrato che per lui non è importante che una persona facente parte di una Commissione inquirente giudichi secondo la documentazione e secondo coscienza, ma deve giudicare a priori sulla base della sua appartenenza politica.

Se uno fa parte della D.C. e dell'Union Valdôtaine deve essere da condannare, se invece è di un altro partito, è da salvare. Tengo a precisare che questa non è la nostra concezione di applicazione di libertà e di giustizia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (PSDI): Vorrei fare alcune puntualizzazioni che mi sembrano doverose.

Innanzi tutto il 10 in condotta e lo 0 in profitto all'Assessore Ramera non volevano suonare assolutamente ad offesa, ma volevano solo essere una constatazione dell'impegno profuso dall'Assessore in questo ricco bilancio, che non deve essere pubblicizzato per non creare gelosie ad altre regioni, ma che di fatto non ha apportato assolutamente niente.

A nostro avviso questo bilancio potrebbe essere un documento programmatico di legislatura, di ampio respiro, che se portato al dibattito dell'assemblea - a seconda dello stato d'animo in cui può trovarsi un Consigliere al momento del voto - potrebbe avere la astensione e forse, perché no, il voto a favore.

Ma, non essendo un documento programmatico, questo allora è un bilancio velleitario, irrealizzabile, perché da parte di questa maggioranza, di questa Giunta, non c'è stata la capacità di predisporre dei progetti concreti prima che ci arrivasse il riparto fiscale, del quale sono due anni che parliamo, ne abbiamo approvato uno un anno fa in Consiglio regionale la bozza, quindi c'era tutto il tempo di predisporre qualcosa di concreto da allegare.

Dobbiamo dare atto all'Assessore Rollandin che ieri ha portato una proposta di legge sullo smaltimento dei rifiuti ed oggi abbiamo visto che nel bilancio sono previsti 2 miliardi per attuare quella legge. Peraltro, abbiamo sentito dei collegamenti Aosta-Pila e abbiamo visto che già da tempo il Consigliere De Grandis ha preparato delle indicazioni di massima che non sono mai state approfondite. Lo stesso discorso vale per la finanziaria, poiché il Consigliere Nebbia ha detto che sono già 12 o 15 anni che il PSI ha presentato un progetto, era allora abbastanza facile rispolverarlo e portarlo già in discussione.

Per cui, ritengo che questo bilancio, aldilà delle grosse cifre finali, non possa trovare la nostra adesione.

Dalle dichiarazioni di voto dei colleghi che mi hanno preceduto, salvo il Consigliere Berti che finalmente si è scoperto, nel senso che ha detto di astenersi a votazione segreta e non si è accorto che ha votato per tutto il giorno a favore di questo bilancio, ritengo che l'ammucchiata abbia avuto completamento.

Devo dire che peraltro questa diventa un'ammucchiata senza arte né parte, a differenza di ciò che è avvenuto al Comune di Aosta, dove può anche esserci una maggioranza ampia, quasi assembleare, ma che a nostri avviso è stata creata - e noi vi abbiamo partecipato - con il preciso obiettivo di creare una forte area delle forze laiche e socialiste ed in modo particolare c'è un accordo ben preciso assieme al PSI, per poter creare un polo fra le forze laiche che svolga un ruolo di centralità nell'ambito di quell'amministrazione.

In questa amministrazione, nonostante le divergenze che possono esserci e che ritengo abbastanza superficiali e dovute probabilmente ad incomprensioni di non so quale natura, proseguiremo sulla strada che abbiamo imboccato al comune di Aosta, cercando di raggiungere tale obiettivo.

Detto questo, ribadisco il voto contrario del mio partito al bilancio, come avevo già annunciato nella discussione generale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

NEBBIA - (PSI): Vorrei fare questa dichiarazione di voto per evitare errate interpretazioni circa la nostra posizione, perché di volta in volta ci è detto che non dichiariamo cosa votiamo perché non siamo completamente d'accordo, ma dobbiamo farlo, oppure - come stamani - ci siamo scoperti improvvisamente iscritti all'Union Valdôtaine e dobbiamo chiedere al Consigliere Mafrica i motivi di questa argomentazione.

Per evitare errate interpretazioni, affermiamo di votare a favore del bilancio con le motivazioni che sono state esposte in premessa alla discussione generale, dichiarando che apparteniamo ad una maggioranza, non apparteniamo ad un esecutivo, ci interessa la gestione di questo bilancio ed operiamo di conseguenza.

Relativamente alle dichiarazioni fatte da altri Consiglieri, il nostro partito è un partito che fa politica e quindi è sempre disponibile ad avere tutti i contratti ed i rapporti necessari con gli altri partiti e movimenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON - (DC): Mi pare che tutto quanto sia stato detto, anzitutto dall'Assessore Ramera e da coloro del gruppo DC che hanno preso la parola, per cui non si possa che trarre una conclusione: la D.C. è un partito facente parte integrante di questa maggioranza, dove ha precise responsabilità; è partito rispettoso dell'autonomia, è regionali

sta ed in questo senso ha operato sia per il nuovo riparto fiscale della Valle d'Aosta che per la stesura di questo bilancio che ritiene quindi soddisfacente. Per questi motivi vota a favore.

PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato a votare per votazione segreta sul complesso della legge.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 35; votanti: 34; astenuto: 1 (Berti); favorevoli: 22; contrari: 12

Il Consiglio approva.