Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 135 du 12 mars 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 135/VII - DISPONIBILITA' DI POSTI LETTO OSPEDALIERI IN VALLE D'AOSTA E PROSPETTIVE DI FINANZIAMENTI AL RIGUARDO - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Péaquin, Mafrica e Bajocco.

INTERPELLANZA

PREMESSO che, sul n.6 del 18 febbraio 1982 de "Il medico d'Italia", è stato data notizia di un'indagine condotta dagli Assessori regionali alla Sanità di cinque regioni, fra cui la Valle di Aosta, sul numero dei posti letti esistenti negli Ospedali negli ambiti di loro competenza;

RICORDATO che, in base ai dati riportati dal citato settimanale, la Valle di Aosta disporrebbe di 400 posti letto effettivi e 261 in costruzione (di cui 195 in sostituzione di quelli già esistenti) e si verrebbe a trovare (con 3,46 posti letto per 1000 abitanti) all'ultimo posto della media nazionale;

RISULTANDO inoltre che, a seguito di tale situazione comunicata al Ministero della Sanità, la nostra Regione verrebbe ad usufruire (insieme al Molise, alla Campania, alla Basilicata e alla Calabria) del riparto di 76 miliardi e 240 milioni, accantonato dal CIPE per la costruzione di nuovi posti letto;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale:

- per sapere se corrisponde al vero la notizia riportata dal settimanale "Il medico d'Italia";

- per conoscere, in caso di risposta affermativa, da dove ed in che modo sono stati ricavati i dati comunicati dall'Assessore Rollandin al Ministero della Sanità;

- per essere informati sull'entità della cifra che verrà assegnata alla Valle d'Aosta e sulla sua utilizzazione.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.

PEAQUIN - (PCI): Quando ci è capitato sotto mano il n.6 de "Il medico d'Italia" siamo rimasti un po' sorpresi nel vedere la Valle d'Aosta all'ultimo posto nella graduatoria quanto a posti letto: 3,84 per mille...(INTERRUZIONE)... 3,46 per mille, grazie per la precisazione! Come dicevo, dunque, siamo rimasti sorpresi di vedere la posizione della nostra Regione in questa graduatoria e anche un po' sorpresi - e di questo vogliamo chiedere spiegazioni all'Assessore - del fatto che i dati sono stati trasmessi al Ministero dagli Assessori, che hanno fatto indagini nelle loro rispettive Regioni. Ne "Il medico d'Italia" si dice che ci sono 400 posti letto attualmente in Valle d'Aosta e 261 posti letto in costruzione, dei quali però 195 in sostituzione di quelli già esistenti; una volta costruiti i 261 posti letto, sottraendo 195, dovremmo avere un totale di 466 posti letto, se ho interpretato bene questo conto che non mi sembra poi neanche tanto difficile.

Ora, a noi risultava da documenti precedenti dell'Amministrazione regionale, dal rapporto del CENSIS fatto nel 1978, ma anche da tutti i dibattiti che sono stati fatti, che i posti letto erano in numero superiore: dalla Direzione sanitaria mi pare che i posti letto erano stati stabiliti in 605, dal rapporto del CENSIS del 1978 in 676, comunque non siamo riusciti in verità a capire in modo preciso quanti sono i posti letto nella nostra Regione.

Ora, se si tratta di variazioni dell'ordine di poche decine, il livello di ospedalizzazione non cambia molto, però in questo caso ci troviamo di fronte a numeri molto diversi, e pertanto siamo rimasti sorpresi e ci è sembrato più che doveroso chiedere spiegazioni all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale. Peraltro, dall'allegato al Piano Sanitario Nazionale, che credo l'Assessore conosca molto bene, ci risulta che soltanto quattro Regioni - e l'avevamo già detto anche in altre occasioni - sono al di sotto di una certa percentuale di posti letto e perciò per esse è necessario un finanziamento, previsto nel Piano Sanitario tre l'80 e l'82: si tratta del Molise, della Basilicata, della Calabria e della Campania.

Con la nostra interpellanza vogliamo chiedere all'Assessore se corrisponde al vero quanto scritto sul n.6 de "Il medico d'Italia"; in caso affermativo, se questa è la verità, chiediamo all'Assessore come sono stati ricavati questi dati relativi ai 400 posti letto e quale eventualmente sarà la cifra destinata alla Valle d'Aosta per venire incontro alla mancanza di posti letto. Chiediamo inoltre, sempreché sia giusto quanto affermato dal bollettino, quali sono gli scopi di questa richiesta di finanziamento: se quello di avere fondi per aumentare i posti letto in Valle d'Aosta, oppure quello di ottenere fondi da dirottare al Mauriziano per cominciare a dare attuazione a quanto previsto dalla convenzione fatta un anno fa dal Consiglio, e dalla quale non abbiamo più avuto notizie (per inciso: saremmo grati all'Assessore se potesse darci informazioni in merito, senza costringerci sempre a fare delle interpellanze), oppure quello di procurarsi finanziamenti per intraprendere una nuova strada, ossia quella di cominciare a pensare a nuovi posti letto di proprietà della Regione, abbandonando la strada intrapresa con il Mauriziano, magari perché si scorgono difficoltà insormontabili.

PRESIDENTE: L'interpellato è l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, che ha facoltà di parola.

ROLLANDIN - (UV): Per chiarire questo punto vanno fatte alcune precisazioni sull'iter che ha portato a queste determinazione.

Innanzitutto, mi scuso per l'assenza di ieri e ringrazio per aver voluto spostare a questa mattina la continuazione della discussione sugli oggetti all'ordine del giorno. L'assenza era dovuta alla mia presenza in Consiglio Sanitario Nazionale, ed è in questa sede che è stato fatto un grosso lavoro preparatorio alla formulazione del Piano.

Ora, facendo un passo indietro, dobbiamo dire che una delle principali preoccupazioni della Giunta era quella di ottenere i finanziamenti per poter svolgere quelle opere di edilizia ospedaliera che fin dall'inizio si erano concretizzate in un determinato programma che la Giunta aveva presentato e che comprendeva: completamento del "Beauregard" e ristrutturazioni interne, con costruzione della Piastra e del l'ex-palazzina degli infettivi, oltre a varie sistemazioni interne, senza parlare dei servizi, tipo dialisi, che pure facevano parte di questo programma. Per poter avere questi finanziamenti bisognava dimostrare quale era la nostra reale situazione.

Il punto di partenza è stata la legge n.496, che è quella relativa al Piano Sanitario Nazionale: in questa legge si fa menzione della situazione e si richiamano, come ricordava il Consigliere Péaquin, le condizioni dell'edilizia ospedaliera in generale; si tiene conto delle conoscenze ministeriali a questo proposito e, nel parlare delle spese in conto capitale del Fondo sanitario nazionale, si dispone: "Nella determinazione delle spese in conto capitale sono da considerare le seguenti indicazioni prioritarie: tendere gradualmente a superare le condizioni di arretratezza delle Regioni meno attrezzate, specie meridionali; adeguare le strutture e le attrezzature extra-ospedaliere anche mediante la riconversione di quelle ospedaliere eccedenti; potenziare le strutture aventi più diretta attinenza con i progetti-obiettivo definiti dal Piano". Poi: "Data la carenza di informazioni analitiche aggiornate sulla disponibilità esistente, sui fabbisogni stimati, sui costi unitari di predisposizione di nuove strutture e di rinnovo delle attrezzature, le valutazioni formulate in questa prima elaborazione di Piano hanno di necessità un valore indicativo. Peraltro, l'art.51 della 833 definisce come elemento essenziale ai fini della ripartizione delle risorse in conto capitale che sarà effettuata dal CIPE le indicazioni contenute nei Piani regionali. Dati i limiti sopra ricordati a questa condizione metodologica posta dalla legge, le valutazioni concernenti le spese in conto capitale vengono espresse in forma complessiva per l'intero triennio in attesa che l'acquisizione di nuove informazioni e la conoscenza dei contenuti dei Piani regionali consentano una più specifica proposta di annualizzazione distinta per Regioni". Poi si indicano le quattro Regioni che a quel momento, secondo le conoscenze ministeriali, avevano carenza di posti letto: il Molise, la Campania, la Basilicata e la Calabria. Infine, si cita la fonte dei finanziamenti, che era l'accantonamento di quei 280 miliardi. Questo è il punto di partenza di questa procedura. Nello stesso prospetto, per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta, si dice che i posti letto sono 666, ma per il calcolo della percentuale si sono sommati i posti letto della Valle d'Aosta e del Piemonte: c'è un asterisco in fondo che spiega che, il conteggio tra i posti letto era fatto unitamente per le Regioni Valle d'Aosta e Piemonte. Naturalmente su questa base noi abbiamo fatto presente che la nostra situazione è leggermente diversa; abbiamo fatto un conteggio dei nostri posti letto e abbiamo cominciato a dimostrare quali erano le nostre condizioni.

Abbiamo cominciato a mandare alla Programmazione ospedaliera i nostri progetti per l'edilizia ospedaliera in Valle, che comprendevano, come ho detto prima, la ristrutturazione del Beauregard, con le finalità che abbiamo detto, quindi riconversione dei posti letto dell'ex-maternità, la Piastra, gli infetti e, come extra-ospedalieri, il poliambulatorio di Donnas. Su questa base, il 19 maggio 1980, trasmettevamo all'Ufficio Programmazione tutta la documentazione relativa a questi dati. Lo stesso ufficio con lettera del 9 giugno 1980 ci rispondeva dicendo: "In riscontro alla lettera 19 maggio 1980 di codesto Assessorato concernente la documentazione degli investimenti di strutture sanitarie della Regione, si prende atto del carteggio, e si assicura di avere intrapreso le opportune iniziative per ottenere dal Ministero del Bilancio l'assegnazione delle somme in conto capitale, anche con provvedimenti frazionali, in favore delle Regioni che hanno già prodotto la documentazione istruttoria"; si chiedevano poi ulteriori documentazioni. Il 17 giugno 1980 questo primo carteggio "Trasmissione documenti investimenti strutture sanitarie Regione Valle d'Aosta" veniva integrato con la presentazione di nuove infrastrutture. Poi c'era il discorso della nuova bozza di Piano che si stava attuando e che prevedeva un determinato conteggio per quanto riguarda i posti letto; ed è su questa base che si è svolta quell'analisi che porta alle definizioni di cui "Il medico d'Italia" dava notizia e che ricordava prima il Consigliere Péaquin.

Voglio ricordare ancora che in una precedente riunione di questo Consiglio si era data notizia di una prima assegnazione di 6 miliardi da parte del Consiglio Sanitario, che aveva recepito le necessità della Valle; io lo avevo comunicato in questa Assemblea, ed è ricordato nei verbali del Consiglio Sanitario, dove si dice che alla Valle d'Aosta sono assegnati 6 miliardi.

Poiché le Regioni del Sud non avevano ancora mandato la documentazione, non ci fu la definitiva delibera di assegnazione del CIPE; questa slittò ancora fino ad arrivare alla definitiva assegnazione, con decreto, dei 9 miliardi e 309 milioni di cui penso sappiate già perché appunto ne è stata data notizia.

Ora, come si è arrivati alla definizione di questi 9 miliardi? Nel calcolo dei posti letto noi abbiamo tenuto conto che la Regione è proprietaria attualmente dei posti letto della maternità, che sono 196; per quanto riguarda il discorso sempre aperto con l'Ordine Mauriziano, con la sentenza del Consiglio di Stato abbiamo avuto la triste sorpresa della questione della proprietà di quei posti letto. Nel calcolo noi abbiamo fatto presente la situazione giuridica di proprietà dei posti letto e abbiamo detto quali sono i posti letto in Valle, riportando il censimento che ricordava il Consigliere Péaquin e che fa riferimento alle segnalazioni ufficiali del Direttore sanitario, con i posti letto distinti per ordine all'interno dei singoli reparti dove attualmente si svolge l'attività di cura. Il dato complessivo risultava di 609 posti letto. Il Piano richiedeva espressamente che i posti letto che contavano su rapporti convenzionali, e che quindi non erano di proprietà regionale, dovevano essere conteggiati al 50%; difatti, nella relazione che è stata mandata all'Ufficio Programmazione noi abbiamo specificato quali sono i 609 posti letto e ne abbiamo descritta esattamente la sede: in via Saint-Martin de Corléans abbiamo dichiarato 196 posti letto, poi abbiamo detto quali erano gli altri posti letto della sede di Viale Ginevra, specificando che c'erano posti in nuova costruzione e posti che all'interno di quella sede non erano definiti (la legge 833 parla espressamente di una convenzione che dovrebbe essere fatta per l'utilizzo di questi posti letto che non sono di proprietà regionale): abbiamo dichiarato quindi che quelli non sono di proprietà regionale e che dovevano essere conteggiati nel modo indicato espressamente dal Piano Sanitario. Difatti il Piano Sanitario dispone: "Per quanto riguarda la disponibilità dei posti letto, la dotazione media nazionale risulta largamente superiore al fabbisogno espresso dal parametro empirico del 6 per mille; solo quattro Regioni - il Molise, la Campania, la Basilicata e la Calabria - posseggono una dotazione inferiore ai 6 posti letto per mille abitanti, includendo nel computo dell'esistente i posti letto degli ospedali pubblici generali e specializzati ed il 50% dei posti letto degli istituti privati convenzionati". Questa è la dizione a cui ci siamo riferiti per dire che nella nostra Regione la situazione della proprietà non è ancora risolta; nella lettera ufficiale che abbiamo mandato abbiamo spiegato questo fatto, dicendo che i posti letto occupati sono 609, di cui di proprietà quelli della maternità; per gli altri, siamo in attesa di risolvere il problema della convenzione o comunque di definirne la proprietà, perché in base alla sentenza del Consiglio di Stato non risultano attualmente di proprietà della Regione. E questo è detto chiaramente, quindi non abbiamo assolutamente segnalato cose diverse dalla realtà, e teniamo conto che tutta la questione è stata discussa in Consiglio sanitario e accettata da tutte le regioni, anche se la somma che era stata assegnata alla Regione Valle d'Aosta è stata tolta a quella destinata alle altre Regioni. L'Ufficio Programmazione ha fatto accertamenti su quella che era la disponibilità, c'è stato un sopralluogo per vedere quali sono le sedi ospedaliere e cosa vuol dire la riconversione dei posti letto.

Teniamo conto infatti che i posti letto dell'Ospedale Beauregard non sono di nuova costruzione - e lo abbiamo specificato, anche "Il medico d'Italia" lo riporta - ma di riconversione; quindi il finanziamento è per la riconversione dei posti letto, che trovano una sistemazione giusta con il completamento del Beauregard. Non abbiamo posti letto in eccedenza da occupare, che sono necessari, e il finanziamento per questi 196, che adesso saranno sistemati al Beauregard, era indispensabile perché altrimenti non potevamo portare a compimento questa nuova struttura; quindi il finanziamento che è arrivato è destinato a questo scopo e alla costruzione della Piastra, per arrivare al valore stabilito del 6 per mille. Poi ci sono anche i posti letto di nuova costruzione, che sono in tutto 66 e che sono relativi a nuovi servizi.

Quindi, tutta la procedura che ha portato a questo conteggio rispetta la procedura di piano che ho letto prima - questa è la seconda bozza di piano, quindi della legge 496 - in base alla quale ci è stato chiesto di formulare le nostre richieste come Regione Valle d'Aosta. Penso che sia legittimo anche per la Valle d'Aosta avere almeno il completamento delle opere esistenti; noi non abbiamo chiesto di superare il limite del 6 per mille!

Teniamo presente poi che deve essere risolto il discorso a cui accennava prima il Consigliere Péaquin, del Mauriziano; per risolverlo, abbiamo stilato una convenzione, con la quale si proponevano determinate soluzioni, che però non hanno ancora trovato una conclusione. Come ho detto altre volte, ci è stato permesso di sbloccare la situazione del personale e della gestione, perché su questi due punti c'è stato un accordo col Mauriziano, ma non è stata risolta definitivamente la questione della proprietà: per noi era possibile la soluzione della permuta, con l'acquisto della proprietà definitiva da parte della Regione e la possibilità per il Mauriziano di costruire un nuovo ospedale.

L'importante per noi è di arrivare alla proprietà definitiva dell'ospedale di viale Ginevra, tenendo conto che comunque i posti letto della sede di viale Ginevra più i posti letto del Beau-regard non superano il 6 per mille, che è il limite nazionale. Il discorso quindi che è stato fatto per il finanziamento non riguarda il problema del Mauriziano o di altre strutture al di fuori delle due sedi che ho ricordato.

Questa è la storia della documentazione che è stata trasmessa e accettata e che ci ha permesso di poter usufruire di questi fondi, perché altrimenti noi saremmo ancora bloccati, come altre Regioni, che aspettano ancora di muovere un dito per le strutture ospedaliere. D'altra parte, non sto nemmeno a dirlo perché è chiarissimo, l'opera che costava un miliardo, adesso ne costerebbe due, e quindi se noi dovessimo partire adesso col discorso del Mauriziano, o degli infettivi, o della Piastra dovremmo rivedere tutti i conti, e vorrebbe dire non avere più disponibilità né per contare su entrate future per questi interventi; essendo invece la nostra una delle poche Regioni che aveva i progetti esecutivi pronti, abbiamo chiesto che ci fosse subito l'impegno di spesa per finire queste opere: ripeto ancora che per il Beauregard si tratta di riconversione di posti letto e non di costruzione di nuovi, cosa che è stata specificata chiaramente nell'invio dei documenti alla Programmazione nazionale. Per i posti che devono essere ancora costruiti e che riguardano in particolare gli infettivi - nella ricostruzione della nuova palazzina c'è un aumento di posti letto oltreché una sistemazione migliore - si tratta di programmazione regionale che poi ha trovato supporto a livello nazionale e ha dato inizio all'iter per il finanziamento.

Quello che sorprende nel dato del 3,46 per mille, si giustifica con il fatto della proprietà e del conteggio che è stato richiesto per la programmazione e che è oggetto espressamente di legge; non è che noi abbiamo dichiarato di avere solo 400 posti letto, abbiamo detto invece che fra posti letto di proprietà non possiamo contarne 609 perché non tutti sono nostri. Quindi, un conto è la situazione giuridica che ci permette questo conteggio e un conto è la situazione di fatto; ci mancavano 66 posti letto nella media nazionale perché all'inizio la Valle d'Aosta era considerata insieme al Piemonte; e poi teniamo conto del discorso che il Beauregard doveva essere finito, e per finirlo era necessario avere i fondi per questa riconversione. Quindi questa è la situazione e queste sono le ragioni per cui si è verificata in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Replica il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Ieri il Consigliere Nebbia aveva affermato una cosa che non avevamo capito e cioè che noi in alcuni casi avremmo fatto, anziché delle battaglie politiche, delle questioni personali. Se si riferiva alle cose che noi mettiamo in campo di fronte alla politica sanitaria dell'Assessore Rollandin, è fuori strada. Io credo che con questa interpellanza abbiamo dimostrato, stando alle cose che ha detto l'Assessore, che egli ha seguito una procedura molto confusa e discutibile su una materia abbastanza importante. Non so se corrisponda al vero, ma ci risulta anche che siano stati fatti dei passi nei confronti della RAI perché non si desse notizia di questa interpellanza, ma questo ce lo dirà poi in privato l'Assessore.

Allora, che cosa si evince dalle dichiarazioni dell'Assessore? Che per avere dei finanziamenti necessari a completare le strutture ospedaliere di cui già abbiamo discusso in altre occasioni, lui ha cambiato le carte in tavola ed ha ottenuto dei finanziamenti contando i posti letto dell'Ospedale per metà, questa è la verità! I posti letto - ha detto - sono stati contati al 50% perché quelli del Mauriziano sono considerati convenzionati. Noi abbiamo fatto tutta una battaglia d'accordo con l'Assessore per dimostrare che l'ospedale doveva essere una struttura regionale; però quando ci conviene, quei posti letto (e probabilmente dal punto di vista formale tutto è in ordine) li contiamo per metà! E il risultato è che noi otteniamo di partecipare a una distribuzione di fondi tra le Regioni che hanno carenza di posti letto con un argomento formale, con un conteggio formale che è quello ... INTERRUZIONE ...

ROLLANDIN - (U.V.): Non è formale, è sostanziale!

MAFRICA - (P.C.I.): Io ricordo che quando si discuteva del riparto fiscale le forze della maggioranza avevano fatto conteggi di tutti i tipi per dimostrare che la Regione Valle d'Aosta aveva già ottenuto quanto le toccava e non poteva andare oltre le altre Regioni; qui, pur essendo questi dei posti letto su cui gli ammalati sono degenti, li contiamo per metà; rinunciamo quindi da una parte alla battaglia che abbiamo fatto perché il Mauriziano perdesse la proprietà di questi posti letto e dall'altra, appunto, contiamo a metà dei posti letto esistenti! Potrà anche essere una impostazione valida; pur di aver quattrini si può far di tutto, e se anche dal punto di vista formale - poi l'Assessore probabilmente ci potrà far avere la documentazione - non metto in dubbio che sia ammirevole, però dal punto di vista della sostanza, del numero dei posti letto realmente esistenti in Valle d'Aosta e dei rapporti di bisogno tra la nostra Regione e altre Regioni, abbiamo in questo caso seguito una procedura discutibile.

PRESIDENTE: Allora, come stabilito, passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 21 dell'ordine del giorno.