Objet du Conseil n. 93 du 18 février 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 93/VII- RITARDI NELL'ATTUAZIONE DELLE PROCEDURE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI EDILIZIA ABITATIVA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Bajocco e Mafrica:
Ancora una volta le procedure per la realizzazione degli interventi di edilizia abitativa, previsti dalla legge n. 457, segnano nella nostra Regione degli incredibili ritardi;
Ad oltre 13 mesi dalla data di localizzazione di 90 alloggi nella città di Aosta, il Comune non è ancora riuscito ad assegnare le aree necessarie alle cooperative e all'Istituto autonomo case popolari;
Tenendo conto che tale assegnazione deve essere effettuata entro il 5 marzo prossimo, pena la perdita di un finanziamento statale di 3 miliardi ed 860 milioni, e ricordando che tali ritardi si ripercuotono con grave danno economico per i soci delle cooperative, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
- quali sono le cause che hanno prodotto così gravi ritardi;
- che ruolo ha svolto la Giunta regionale per accelerare le procedure relative a tali finanziamenti;
- in che modo si intende operare, nel futuro, per abbreviare i tempi che intercorrono fra la destinazione dei finanziamenti e la costruzione delle abitazioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Nell'interpellanza chiediamo di conoscere quali sono le cause che hanno portato a così gravi ritardi nell'assegnazione delle aree necessarie per realizzare i programmi di edilizia abitativa della legge 457, ed in proposito voglio ricapitolare un po' queste date in modo che il Consiglio sia al corrente di quali sono i termini della questione.
In Consiglio regionale il progetto di localizzazione dei fondi - era un programma quadriennale - è stato approvato il 31.10.1980. Si discuteva però sul contenuto del progetto già da qualche mese ed i lavori della Commissione speciale che si occupa di questi problemi, presieduta dall'Assessore Borbey, aveva in effetti deciso sulla localizzazione due mesi prima. Il Comune di Aosta doveva perciò essere al corrente dei contenuti del progetto quadriennale almeno dall'ottobre 1980. La comunicazione della localizzazione del programma costruttivo è stata fatta invece dalla Giunta regionale solo il 7 gennaio 1981, con un ritardo che è abbastanza incomprensibile, mentre per le difficoltà di edizione del Bollettino Ufficiale della Regione il provvedimento in questione è stato pubblicato il 10 febbraio 1981, un mese dopo la lettera di comunicazione al Comune di Aosta. Il Comune di Aosta aveva da quel momento 60 giorni di tempo per individuare le aree e 14 mesi per concedere la concessione edilizia alle cooperative in modo da dare inizio ai lavori. Ed è qui che si registrano dei ritardi molto gravi dei quali evidentemente non chiediamo conto a questa Giunta regionale perché non c'entra. Un esempio sono i cinque mesi di tempo impiegati dal Comune di Aosta per la predisposizione del piano di zona. Naturalmente tutte le procedure che sono venute dopo hanno risentito di questo ritardo, tant'è che ormai siamo vicini alla scadenza in oggetto e non ci sono ancora tutti i provvedimenti necessari per l'assegnazione delle aree agli interessati e per la concessione edilizia. Questa è la vicenda che ha interessato queste ultime cooperative.
Nell'interpellanza però non ci fermiamo a chiedere se e cosa ha fatto la Giunta per accelerare queste procedure, vorremmo chiedere anche che intenzioni ha per il futuro, e voglio ricordare che il progetto non a caso era quadriennale, nel senso che localizzava anche i finanziamenti relativi al biennio 1982/1983, i quali - se le mie informazioni sono esatte - dovrebbero essere distribuiti fra le varie Regioni in queste settimane. Pertanto a giorni dovremmo venire a conoscenza dei fondi a disposizione per il biennio 1982/1983, e siccome i Comuni - in particolare il Comune di Aosta, che già nel 1980 aveva l'indirizzo di fondi localizzati nel suo territorio per i quattro anni - non si sono mossi ancora, corriamo il rischio di ripetere questa defatigante serie di procedure, che alla fine comportano dei ritardi o almeno fanno sì che i programmi inizino anni dopo il momento in cui si è deciso di localizzare. Questo comporta dei danni alle stesse cooperative edilizie per la naturale lievitazione dei costi, stante il fatto che poi il plafond di mutuo agevolato rimane naturalmente quello stabilito negli anni precedenti.
Questi sono i problemi che il succedersi di ritardi e di inadempienze ha portato alla luce, rispetto ai quali chiediamo qual è l'opinione della Giunta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Devo delle scuse al Consigliere Tonino perché non gli avevo risposto ad una domanda posta precedentemente. Bisogna dire che ha dato lui stesso le risposte; in attesa della legge quadro sui parchi in cui sta rivivendo la legge regionale della oasi della Valsavarenche sotto la forma - com'è chiamata adesso - di zone pre-parco, ma uguale nella sostanza, del diffondersi cioè della flora e della fauna e dell'esclusione di competenze urbanistiche ad organi che non ne hanno e che non possono averne; in attesa di questo quindi, così come fa qualsiasi Ministero e come fa normalmente il Governo, nell'esistenza di numerose leggi - in questo caso anche cronologicamente successive e susseguentesi a delle distanze enormi le une dalle altre - il Consiglio di Stato in sede amministrativa dà una interpretazione, ed invece di fare la causa al Consiglio di Stato - cioè in sede giurisdizionale - si ottiene dal Consiglio stesso un parere che poi può essere applicato dall'Amministrazione e dagli Enti interessati - in questo caso dal Parco - e che risolve temporaneamente il problema grave della concessione edilizia singola oppure pianificata.
Già il Consigliere Tonino ha detto che le inadempienze ed i tempi impiegati dal Comune di Aosta non sono di nostra competenza. Il Presidente della Giunta è responsabile di un ritardo dovuto al fatto della presentazione di opposizioni motivate a delle aree espropriate. Ho firmato tutti i decreti relativi, alcuni giorni fa; d'altra parte, per questioni di correttezza amministrativa, ho dovuto istruire la pratica e di conseguenza avere i documenti necessari. Malgrado questo ed i vari tentativi fatti, vi sono già dei ricorsi al TAR che dovranno essere discussi; anche se penso che arriveremo ad una naturale soluzione, la situazione non si presenta ancora del tutto definita secondo certi profili.
Per quanto riguarda la parte della mozione, che mi è sembrata la più interessante, dove si chiede cosa intenda fare la Giunta per operare più rapidamente possibile: sul piano pratico esistente attuale concentriamo i nostri sforzi sul quartiere Cogne; d'intesa con tutti i Presidenti di Regione - quindi non si tratta di una questione limitata solo alla nostra Regione - chiederemo una riforma della 457 nel senso di ottenere dei fondi in modo meno burocratico. Quindi sono due le strade che seguiremo, quella pratica, per avere un'idea dove concentrare più rapidamente possibile tutti i fondi, quella legislativa - teorica ma altrettanto necessaria - per ottenere la modifica della 457.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Rispetto alla vicenda di queste cooperative, ci auguriamo che effettivamente si riesca a chiudere entro i termini; ciò nonostante non possiamo non sottolineare che questi termini sono diventati troppo lunghi, e la causa dei ritardi sta in parte nella macchinosità della 457 e tante volte abbiamo detto in Consiglio che questa legge deve essere rivista.
Tuttavia nella legge ci sono due cose da mantenere, che sono quella di un canale di finanziamenti regolari, cosa che, come dimostrano purtroppo le vicende del decreto Nicolazzi, è stata ampiamente disattesa, e seconda questione fondamentale è che nel settore dell'edilizia le Regioni ed i Comuni debbono programmare, ed i ritardi verificatisi in questo ultimo biennio nell'applicazione della 457 stanno proprio nella mancanza di un minimo di programmazione nella nostra Regione. Diceva il Presidente della Giunta che adesso noi concentreremo gli sforzi sul quartiere Cogne; siccome non esiste un solo strumento già predisposto per intervenire in quel quartiere, ancora una volta quando arriveranno i fondi ci risentiremo in questo Consiglio e ripeteremo questa successione di date e di ritardi, perché questi problemi si affrontano bene solo se la Regione in collegamento con i Comuni sa dare un minimo di programmazione. Il piano si chiamava quadriennale e dava indicazioni di spese per un quadriennio. Per il primo biennio si sta cercando adesso di spendere i fondi, non si è fatto ancora niente nella predisposizione di strumenti per il secondo biennio, e questo è un difetto che dipende non tanto dalla 457 bensì da noi.
