Objet du Conseil n. 82 du 11 février 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 82/VII - FORNITURA DEI LIBRI PER IL SERVIZIO BIBLIOTECHE E PER LA BIBLIOTECA REGIONALE PER L'ANNO 1982: - (Reiezione di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Minuzzo, De Grandis e Cout.
MOZIONE
VISTA la deliberazione di Giunta n. 5773 del 27.11.1981 con la quale si assegna ad alcuni librai di Aosta la fornitura di libri per il Servizio Biblioteche e per la Biblioteca Regionale per l'anno 1982;
ACCERTATO che le condizioni offerte da detto gruppo di librai sono meno vantaggiose per l'Amministrazione regionale di quelle di altro libraio della città;
CONSTATATO che l'offerta più vantaggiosa non tenuta in considerazione dall'Assessorato era stata presentata due mesi prima che venisse assunta la deliberazione n. 5773;
VISTO che il punto 4) della deliberazione 5773, che rinvia ad una successiva deliberazione l'impegno di spesa in attesa di definire il programma di acquisti, non è stato attuato;
il Consiglio regionale
DEL I B E R A
1) di revocare la deliberazione n. 5773 del 27.11.1981;
2) di impegnare l'Assessore alla P.I. a riconvocare i librai di Aosta per stipulare una convenzione che garantisca le condizioni più vantaggiose per l'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE: Prima di dare la parola al Consigliere De Grandis per l'illustrazione della mozione, ricordo per la memoria che quando ci sono più presentatori, uno solo può illustrare la mozione, mentre gli altri hanno facoltà di intervenire nel corso della discussione, pertanto il Consigliere De Grandis, che è iscritto a parlare quale relatore, deve fare una introduzione completa, a differenza di come si procede per le interpellanze che possono essere suddivise purché si rimanga nel limite dei dieci minuti.
Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): E' un invito ad una lunga discussione ....
PRESIDENTE: E' solo un invito ad essere esauriente in modo che il dibattito possa essere poi più completo possibile.
DE GRANDIS - (P.R.I.): La questione non è molto complessa e riguarda la fornitura di libri al Servizio Biblioteche ed alla Biblioteca regionale per l'anno 1982. Sappiamo che le trattative fra l'Assessore Viglino ed i librai sono state lunghe, controverse e ricche di momenti di difficoltà, e sono poi sfociate finalmente in un'intesa che ha dato luogo all'assunzione di una deliberazione da parte dell'Assessore alla Pubblica Istruzione. Sappiamo che molte di queste difficoltà incontrate dall'Assessore Viglino nell'iter di questa trattativa sono state portate anche in sede di Commissione consiliare permanente; sennonché si è verificato un fatto che dovrebbe giustificare, la revoca di questa delibera, per assumere una diversa posizione nei confronti dei fornitori.
E' successo che non appena un gruppo di librai si è finalmente deciso a presentare una proposta che andava incontro alle richieste avanzate dall'Assessore di ottenere facilitazioni nell'acquisto dei libri per il Servizio Biblioteche e per la Biblioteca regionale in seguito anche a questi incontri avvenuti fra l'Assessore Viglino ed il gruppo in questione, un altro libraio ha avanzato per iscritto all'Assessore delle proposte più vantaggiose per l'Amministrazione. L'Assessore ha risposto al libraio invitandolo a prendere contatto col gruppo che si era costituito, cosa che il libraio interessato non ha ritenuto di dover fare. In conseguenza di ciò, l'Assessore ha assunto la delibera senza tener conto di questa migliore offerta. Poiché evidentemente qui non si tratta di scegliere di favorire il libraio o il gruppo, ma si tratta in primo luogo di fare l'interesse dell'Amministrazione, riteniamo che questa offerta economicamente più vantaggiosa debba essere presa in considerazione; se gli altri librai lo vorranno, potranno adeguarsi a queste offerte migliori, ma evidentemente l'interesse dell'Amministrazione va tutelato, per cui è necessario che si riapra questa trattativa, per quanto lunga e defatigante sia stata. Do atto all'Assessore Viglino che ad un certo momento si possa essere stancato di questo tira e molla che non arrivava mai a conclusione, tuttavia se questa delibera venisse impugnata da un privato o da un interessato, dovrebbe comunque essere revocata, ed allora penso sia meglio che venga presa un'iniziativa di revoca da parte dello stesso Assessore che riapra la trattativa e raggiunga un accordo con i fornitori nel rispetto sia delle esigenze dell'Amministrazione di ottenere le migliori condizioni economiche di fornitura, che delle esigenze del gruppo dei librai che devono veder rispettate le proposte che avevano avanzato in modo corretto ed in tempi utili perché potessero essere accettate. Infatti questa proposta era arrivata due mesi prima che venisse assunta la delibera, per cui c'era la possibilità di chiarire meglio questa offerta, verificando se era efficace e capace di modificare le prime linee di intesa assunte verbalmente prima che venissero tradotte in una deliberazione così com'è stato fatto.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, l'esperienza ci ha insegnato che, nel corso del dibattito sulle mozioni, la discussione generale che si svolge prima dell'intervento dell'Assessore, molte volte viene poi necessariamente ripresa, perché l'Assessore apporta nuovi elementi di dibattito e di analisi. Pertanto la preghiera della Presidenza, se non avete niente in contrario, è che si dia la parola per un intervento preliminare all'Assessore, su cui poi si sviluppi la discussione generale. Con ciò si rispetterebbe lo spirito del regolamento che dice: "Una relazione; trattandosi di mozione, una precisazione del Governo e poi la discussione generale". Il Consi-glio è d'accordo? No? Vous voulez la discussion tout de suite.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Sono d'accordo con tutto quanto ha detto il Consigliere De Grandis, vorrei solo aggiungere la nostra posizione in questa mozione, visto che fra l'altro facevamo anche parte della Commissione che ha discusso a lungo di questi problemi e che era arrivata infine ad una determinazione. Cioè la Commissione era d'accordo che per il prossimo anno sarebbe stato opportuno rivedere in modo più organico tutta quanta la questione, ed avevamo invitato l'Assessore in questo senso a considerare anche l'eventualità di andare ad un appalto lasciando liberi quindi i librai di organizzarsi come volevano per parteciparvi. Per quest'anno l'Assessore alla Pubblica Istruzione fu invitato dalla Commissione a cercare di risolvere la questione con i librai, consultandosi eventualmente ancora con essi. Eravamo fiduciosi che la questione sarebbe stata risolta, sennonché sono sorti successivamente dei problemi che hanno condotto anche noi ad aderire a questa mozione. Esisteva la richiesta di una libreria, la quale offriva prezzi migliori per l'Amministrazione regionale, che era stata invitata a rivolgersi al gruppo librai - o meglio al responsabile del gruppo se così lo vogliamo chiamare -. La libreria in questione, che non ha creduto opportuno rivolgersi a questo gruppo di librai - che non rappresentava ormai più tutti i librai - aveva avuto a suo tempo dall'Assessore una lettera per la fornitura di libri alle Biblioteche, al termine della quale si diceva: "I librai che avranno aderito alle richieste su esposte, saranno convocati presso questo Assessorato per una precisazione delle modalità di un accordo che sarà formalizzato con apposito atto". Quindi i proprietari di questa libreria erano convinti, a quanto sembra, che sarebbero comunque stati invitati dall'Assessore a discutere meglio questo problema. Sennonché è stata adottata una deliberazione di Giunta in cui viene dato l'incarico di fornire questi libri ad un certo numero di librerie, fra le quali non è inclusa questa libreria, come già ricordava il Consigliere De Grandis. Pertanto, pur non essendo stato trattato molto ampiamente il problema in Commissione, e pur essendo arrivati alla conclusione di delegare l'Assessore a risolvere la questione, sono del parere che i fatti sorti successivamente non abbiano contribuito a risolvere la situazione, e per queste ragioni abbiamo firmato assieme agli altri Consiglieri la mozione in oggetto.
Siamo convinti che ci sia ancora tempo per un ripensamento da parte della Giunta e dell'Assessorato competente, e che non sia poi un così grosso problema ritirare questa deliberazione, nella quale si dice che verrà rinviato "a successiva deliberazione l'impegno di spesa, non appena sarà definito il programma degli acquisti". Dovendo essere ancora definito questo programma e visto che questa libreria potrebbe fare rivalere le sue ragioni, sarebbe necessario riaprire tutta la questione per cercare di definire al più presto il problema.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Ho troppa fiducia nella persona dell'Assessore alla Pubblica Istruzione Viglino per pensare che questa delibera di Giunta sia stata fatta in malafede, e sono convinto che sia invece il frutto di un momento di sconforto dell'Assessore, esasperato dalla lunga trattativa. Per questa ragione ho firmato assieme ai Consiglieri De Grandis e Cout questa mozione. Vorrei però illustrare i motivi per i quali chiediamo all'Assessore la revoca della delibera. Se l'Assessore in un certo qual modo aveva rinunciato a fare degli acquisti fuori Valle per agevolare i librai della nostra Regione, non si può certo poi giocare alla divisione di questa categoria, cosa che di fatto mi sembra stia avvenendo.
C'è stata una lettera dell'Associazione Commercianti, con la quale si proponeva un tipo di fornitura, con degli sconti del 5%, all'Assessorato alla Pubblica Istruzione per la fornitura di questi libri e a questa offerta avevano aderito quasi tutte le librerie di Aosta in grado di svolgere questo servizio. Il Capo Categoria è il geometra Turcotti Giampiero. Dopo lunghe trattative c'è stata una frattura nel gruppo, perché alcuni hanno accettato di fare delle offerte con sconti superiori al 5%, mentre altri sostenevano che non si dovesse scendere al di sotto del 5%, per cui il gruppo si è sciolto. Ricordo che in una riunione della Commissione, nella quale abbiamo avuto modo di discutere con l'Assessore di questo problema, la Sig.na Viglino addirittura non era nemmeno al corrente che era stata fatta un'offerta più vantaggiosa per l'Amministrazione regionale, dopo che si era creata questa frattura all'interno del gruppo. Allora l'Assessore con quella tempestività che la contraddistingue ha inviato, al libraio che faceva un'offerta migliore, una lettera con la quale lo invitava a mettersi in contatto con il Capo Categoria dei librai Signor Assessore, lei capirà, dopo che c'è stata una frattura del gruppo ed il Capo Categoria sta dalla parte dei librai che hanno accettato di venire meno alle direttive di tutti i librai di Aosta, mi sembra ben difficile che si possa aprire un certo tipo di discorso. Per cui, essendoci un'offerta più vantaggiosa per l'Amministrazione regionale per tutta una serie di considerazioni che ho fatto e per qualcun'altra che forse mi sto dimenticando di fare, è giusto revocare la delibera di Giunta n. 5773 datata 27.11.1981, che è molto posteriore alla data sia dell'offerta più vantaggiosa, che di quell'accordo concluso con una parte dei librai di Aosta, ed andare a riformulare la richiesta di offerta da parte di tutti i librai, tenendo conto che la lettera con la quale l'Assessore invitava i librai della Regione a fare delle offerte per la fornitura di libri alle Biblioteche, terminava con questa frase: "I librai che avranno aderito alle richieste su esposte, saranno convocati presso questo Assessorato per una precisazione delle modalità di un accordo che sarà formalizzato con apposito atto. Oltretutto questo incontro che doveva avvenire in data posteriore al 5 novembre, giorno in cui l'Assessore è venuto a conoscenza di questa offerta più vantaggiosa per l'Amministrazione regionale, non c'è stato, per cui riteniamo opportuno revocare questa delibera.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Vorrei chiedere delle precisazioni circa l'oggetto in discussione, perché per diversi motivi ho avuto occasione nel tempo di occuparmi un po' di libri. Leggendo la delibera si apprende che lo sconto effettuato dai librai è del 10%, ed ora so che i librai acquistano i volumi dalle rappresentanze editoriali, le quali praticano uno sconto variabile da Casa a Casa, ma all'incirca dell'ordine del 30-35%. Le Case Editrici concedono alle Ditte distributrici uno sconto del 40-45-50%, anche lì secondo la Casa Editrice ed il tipo del volume. Vorrei chiedere quale è la convenienza, quali sono le motivazioni, che ritengo ci siano, di attribuire ad un Consorzio di librai questo servizio di fornitura, cioè, se c'è un qualcosa che giustifichi questa percentuale di costo superiore. Diversamente il servizio biblioteche, che non so quante copie per volume acquisisca, potrebbe rivolgersi direttamente alle Case distributrici, alle Messaggerie, piuttosto che ai librai, oppure sarebbe opportuno in futuro costituire in Valle d'Aosta un Consorzio librai che effettui il servizio di distribuzione, che attualmente non esiste, e potrebbe farlo sia per i volumi in lingua italiana che per quelli in lingua francese.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Maria Ida Viglino, ne ha facoltà.
VIGLINO Maria Ida - (U.V.): Je vais être obligée, pour que le Conseil puisse juger la motion, de rappeler un peu l'histoire de ces pourparlers. Je profiterai ensuite pour dire ce que les Conseiller Cout et Minuzzo ont répété à deux reprises. Ils ont dit: "Lorsque l'Assesseur Viglino a écrit aux libraires, il y avait à la fin de la lettre cette phrase: "I librai che avranno aderito alle richieste su esposte, saranno convocati presso questo Assessorato per una precisazione delle modalità di un accordo che sarà formalizzato con apposito atto". Mais ils n'ont pas mentionné la date de cette lettre, écrite le 25 mars 1981; en revanche la lettre de la librairie qui offrait un meilleur pourcentage de plus, a été expédié le 21 septembre, lorsque il y avait eu au moins trois rencontres avec les libraires à l'Assessorat.
J'ai voulu préciser ce fait, pour qu'on ne croie pas qu'après avoir écrit cette lettre, je n'ai pas convoqué les libraires. Au moins trois réunions s'étaient déjà tenues avec tous les libraires qui ont voulu intervenir, je ne peux pas quand même aller les chercher chez eux et les attrapper par les cheveux pour les apporter à l'Assessorat.
Je ne vous parle pas des réunions qui ont eu lieu auparavant, étant donné la lettre officielle que j'ai adressée à tous les libraires le 25 mars 1981. Il faut dire avant tout que nous avions suspendu, pendant presque un an, l'achat des livres et ce qu'on appelle en librairie le service "nouveautés", afin de pouvoir restructurer un peu le service bibliothèque.
Donc, ma lettre du 25 mars reprenait la question et demandait aux libraires un service "nouveautés", la fourniture de tous les catalogues etc., et concernant l'escompte, demandait l'escompte de 15%. D'ailleurs, le Président saura mieux que moi vous informer à propos des pourcentages, et là je me permettrai de donner une réponse immédiate au Conseiller Nebbia.
Je sais que nous pourrions avoir des pourcentages bien plus élevés, que ceux que nous avons actuellement, mais dès que nous essayons de nous fournir à l'extérieur - et dans mon histoire on verra ce qui est arrivé - beaucoup de Conseillers disent que notre devoir est celui de maintenir des places de travail dans la Vallée d'Aoste, et de faire en sorte que les impôts soient payés ici. C'est une des raisons pour lesquelles, à un moment donné, nous avons concordé sur ce 10%.
Après l' envoi de la lettre du 25 mars à tous les libraires qui font partie de l'Association régionale, et la librairie qui a écrit le 21 septembre fait partie de cette Association, il y a eu le 1er avril, une réunion de tous les libraires. Dans cette réunion, dont j'ai ici le procès-verbal, tous les libraires s'engageaient à reproposer l'escompte maximum de 5% sur toutes les fournitures, à demander certaines conditions techniques de restitution, de payement, etc., et il y avait également ce petit paragraphe: "In mancanza di risposta da parte della Regione, i librai deliberano di non accordarsi per forniture di libri in modo individuale".
A la suite de cela, j'ai eu d'autres réunions avec eux, et de nouvelles discussions. Alors, après les avoir nouvellement convoqués, j'ai dit: "Il n' est pas possible que vous présentiez encore le 5%, alors que par la lettre du 25 mars il vous était demandé un escompte de 15%". Il faut dire qu'il n'y avait plus que ce point en discussion, tous les autres ayant été réglés. Finalement le 3 août, croyant sincèrement les avoir convaincus, je reçois une nouvelle lettre, dans laquelle on répète à peu près ce qui avait été dit déjà le 1er avril, c'est à dire, à nouveau le 5%, et "non allacciare singolarmente, direttamente o indirettamente, contatti con l'Assessorato o comunque a non accondiscendere ad eventuali proposte di trattative". Cela a été signé par un certain nombre de libraires, y compris la livrairie qui m' a écrit le 21 septembre suivant. Le 17 août j'ai répondu à cette lettre et j'ai adressé:
"Al Presidente dell'Associazione regionale ecc., Sindacato Librai e Cartolibrai di Aosta.
Oggetto: Fornitura di libri per le biblioteche.
Nel prendere atto della decisione dell'Associazione Librai Valle d'Aosta, comunicata con lettera protocollo ecc., informo che questo Assessorato si rivolgerà ad altri fornitori per le prossime ordinazioni di libri destinati alle Biblioteche.
Invito tuttavia codesta Associazione a rivedere per il futuro le proprie posizioni, in considerazione del fatto che lo sconto richiesto è ampiamente giustificato ecc.".
Je ne souhaitais pas une rupture définitive, mais le 19 août j'ai adressé une commande de livres d'environ une dizaine de millions à une librairie de Turin, qui m'a fait tout de suite un escompte de 20%.
Après cela, le 2 septembre, M. Genestrone, Président de l'Association des Commerçants, a demandé une rencontre qui a eu lieu le 2 septembre, où il m'a fait part de l'impossibilité de faire des commandes hors de la Vallée d'Aoste. On a reparlé des pertes de places de travail du fait que les libraires payaient leurs impôts ici, c'est à dire, toutes les questions que j'avais déjà acceptées et c'est ici que j'ai repondu: "Ecoutez, si vous voulez arriver à quelque chose, demandez aux libraires de faire un effort. Nous avons demandé 15%, ils continuent à maintenir 5%, ce qui est impossible d'accepter".
Vers le 9 septembre, il y a eu une réunion des libraires, qui ont rediscuté ce point, et un groupe de libraires a proposé 10%. J'ai donc reçu ce groupe vers le 15 septembre, avec lequel nous avons finalement pris des accords. Nous avons dit: "Dans ces conditions là vous allez prendre des contacts avec le service bibliothèque pour résoudre les problèmes techniques en suspens. Nous vous demandons un service "nouveautés" complet, parce que si on sait ce que service "nouveautés" veut dire, on comprend tout de suite qu'une seule librairie ne pourra jamais à elle seule faire un service "nouveautés" pour toutes les maisons d'édition qui existent. Je peux vous dire que seulement de très grandes librairies de Milan et peut-être de Turin, pourraient effectuer un service "nouveautés" complet, parce que c'est presque impossible, compte tenu de l'état actuel de l'édition en Italie, qu'une librairie puisse à elle seule garantir un tel service. C'est pourquoi l'Administration a toujours préféré s'adresser à un groupe de libraires, plutôt qu'à une seule librairie.
A la suite de cela, j'ai été convoquée par la 5ème Commission, afin d'examiner la question et la lettre personnelle de l'autre librairie datée du 21 septembre m'a été remise plus tard du fait de son passage au service bibliothèque. La personne dirigeant cette librairie, a téléphoné non pas à l'Assesseur - et pourtant tout le monde sait que l'Assesseur est disponible - mais à des employés, ceux-ci me l'ont dit et alors je les ai chargés de dire à cette personne de contacter le groupe qui s'était formé et avec lequel nous avions déjà pris des accords".
Vous savez je n'ai pas l'intention d'expliquer l'art et la manière de faire des compromis, car j'ai la vieille habitude de l'honnêteté de nos ancêtres; lorsqu'on s'accorde sur un problème, la parole est donnée et j'avais dit que désormais, pour n'importe quelle question, je me serais adressée au groupe qui s'était créé. Comme la personne ne s'adressait pas au groupe et du moment que nous n'avions pas encore délibéré en Junte, le 5 novembre j'ai retenu qu'il y avait encore le temps d'inviter par écrit cette personne afin qu'elle puisse s'adresser à ce groupe et conclure. A un moment donné, le groupe m'a informé que cette même personne ou bien ne s'était pas adressée ou ne lui avait pas écrit. Le groupe m'a dit également ceci: "L'Administration a tous les droits de s'adresser à une seule librairie, si elle lui offre un meilleur escompte". Celui qui avait été fait par la librairie en question, était de 12% sur quelques maisons d'édition, mais 10% pour toutes les autres. Nous avons jugé, qu'il était préférable de s'adresser, tout en perdant 2% sur quelques maisons d'édition, quand même au groupe qui nous assurait un service total "nouveautés", plutôt que d'engager à nouveau des pourparlers. Cela je l'ai expliqué dans une réunion de la 5ème Commission, et c'est alors que des membres de la même Commission - M. Tamone était présent à la réunion - m'ont dit textuellement:
Pour cette année laissez comme cela, et du moment que le groupe avait demandé un contrat de deux ans, on m'a dit de le reduire à un an afin de reprendre les pourparlers au plus vite. Il me semble que ces pourparlers avaient assez duré, car ils avaient commencé au début de l'année 1981 et s'étaient terminés à la fin de l'année 1981. Donc, j'estime avoir agi en pleine bonne foi et en toute conscience et c'est pour cela que je demande à la majorité de repousser cette motion.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Je regrette que dans l'histoire complète, précise, documentée, que M.elle Viglino a faite, n'ait pas été cité le rôle que j'ai joué et que je tiens à le confirmer, dans cette histoire, parce que M. Nebbia malheureusement n'a pas été assez baîllonné selon l'expression heureuse de M. Mafrica ce matin. Nous espérions que il nous aurait pas ôté le plaisir de dire au Conseil régional que normalement les remises sur les livres sont de 25% à 30% pour les gros achats. Et comme il nous arrive d'acheter à titre personnel des livres dans plusieurs librairies, sans que personne ne dise rien, en demandant une remise, on vous accorde de 10% a 15% sans discuter. Mais cela évidemment appartient à un autre ordre d'idées. M.elle Viglino pourra confirmer, comme elle a beaucoup de conscience - parfois nous trouvons qu'elle en a trop - ce que je lui avait dit: "Pour les raisons exposées avant, c'est à dire, on donne une préférence à ceux qui travaillent à Aoste, ou bien on nous accorde 15% et nous acceptons l'exclusivité des libraires valdotains, ou bien 10% et nous sommes libres d'acheter des grosses commandes à l'extérieur. Telle était la formule proposée.
Avec les explications données par M.elle Viglino, un groupe de librairies ayant accepté 10%, nous avons souscrit ce contrat pour un an, nous maintenons ce contrat et la personne qui intervient après a changé les termes du contrat que nous avons accepté.
Par conséquent, nous Junte régionale avons agi d'une façon claire. Si à ce jour quelqu'un nous proposait 15%, nous n'accepterions pas, car un contrat est en cours. L'année prochaine, sans vouloir faire de mal à M.elle Viglino, nous referons les mêmes propositions à tous et si un libraire propose une remise plus forte, nous sommes partie prenante. Mais pour le moment et jusqu'à échéance du contrat, nous sommes tenus d'accepter une remise de 10%. Cela veut dire que nous achèterons à Aoste ce que nous désirons avec un escompte de 10%, et si nous passons une grosse commande, elle sera faite avec un escompte de 25%, etc., car nous sommes libres d'acheter où nous décidons.
Voilà, les termes du contrat.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): L'Assessore Maria Ida Viglino non ha fatto che confermare le molte difficoltà di questa trattativa, però alcuni punti restano ugualmente oscuri. La lettera è stata inviata il 25 marzo 1981, alla quale è seguita una prima riunione con i librai il 1° aprile 1981. In quella occasione i librai fanno un'offerta del 5% e sottoscrivono un verbale nel quale - se non ho capito male - è compreso un comma, dove si dice che i librai si impegnano a non fare nessuna offerta di carattere personale. Non so quale sia la validità di un impegno di questo genere - che l'assenza di un solo libraio metterebbe in dubbio - soprattutto quando un gruppo di librai viene tranquillamente meno a questo impegno (poco m'importa che sia uno o tre o cinque o sette) e fa una proposta che differisce da quella concordata il 1° aprile 1981. Quindi ammesso che questo impegno fosse valido, se sottoscritto da tutti liberamente, senza limitazione della libertà personale, una volta che è rotto, perché non mantenuto da uno o più librai, non vedo perché non debba ricostituirsi il diritto per gli altri di fare delle offerte per proprio conto; è questo un punto che mi è oscuro e che vorrei capire. Alla libreria che aveva fatto l'offerta più vantaggiosa, anziché rivolgere l'invito a mettersi d'accordo con il gruppo di librai che avanzavano proposte diverse, occorreva soprattutto dare la possibilità di esprimere compiutamente e più articolatamente la sua proposta, per fare poi una successiva verifica. E' vero che un libraio da solo non può dare tutte quelle garanzie richieste per la fornitura come sostiene l'Assessore, ma è altrettanto vero che neanche un gruppo di librai riesce a darle, perché sotto l'aspetto scientifico vorrei sapere quali forniture possono assicurare le librerie locali rispetto alle esigenze di un servizio biblioteche e di una biblioteca regionale. Il riferimento alla grande libreria di Milano o di Torino può andare bene, ma certamente quelle librerie non possono essere sostituite da un "pull" di librerie della Valle d'Aosta. Mentre invece ritengo che attraverso il catalogo qualunque libraio può essere in grado di reperire presso le Case Editrici tutti i libri che gli vengono commissionati dalle biblioteche. E' questo modo di procedere che ha messo in condizioni di inferiorità un libraio rispetto agli altri ed il punto dolente della questione, oltre a quello di un minore interesse dell'Amministrazione regionale per una trattativa di questo tipo, rispetto alla possibilità di aprirne un'altra di tipo più vasto. Chi ci dice che l'intervento di questo libraio e della sua proposta non potesse far modificare la proposta globale avanzata dall'altro gruppo di librai? Posso ammettere, come ammette la Sig.na Viglino, che era inopportuno affidare tutta la fornitura ad un unico libraio e gliene dò atto; però forse la sua convocazione e la presa in considerazione della sua offerta, messa in concorrenza con quella dell'altro gruppo, avrebbe potuto sortire effetti migliori.
Ecco il punto che duole non essendo stato specificato nella lettera scritta al libraio che aveva fatto questa offerta, che era già in atto un accordo anche se verbale, ma dal quale non si poteva più recedere, che sarebbe stato poi perfezionato con un atto ufficiale come la deliberazione, è logico che il libraio ha sentito di avere subito un trattamento diverso dagli altri.
E' giusto quello che lei, Assessore, dice, che quando dà una parola, la mantiene e me ne compiaccio, ma se questo lo avesse comunicato per scritto al libraio che aveva fatto l'offerta, probabilmente tutta la questione moriva, o almeno lei si metteva in una botte di ferro. Così non è in questo momento, per cui ritengo che il libraio sia in grado di impugnare questa delibera.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Su un'affermazione dell'Assessore, per ciò che riguarda i lavori della Commissione, non posso concordare pienamente.
L'Assessore dice che la Commissione alla conclusione di questi incontri era d'accordo di chiudere la faccenda per questo anno e di riprendere in esame tutto quanto il prossimo anno. La questione non stava esattamente in questi termini, perché proprio in quella riunione della Commissione è stato sollevato il problema della libreria che aveva fatto un'offerta diversa e l'accordo è stato allora che l'Assessore per questo anno avrebbe cercato, eventualmente facendo ancora una riunione con i librai, di risolvere questo problema in particolare. Il problema, lo ricordo bene, era stato sollevato dal Consigliere Minuzzo, e l'Assessore aveva preso conoscenza di questa nuova richiesta e non è vero che la discussione in Commissione si chiudesse semplicemente sul fatto che questo anno non se ne doveva più parlare, dando un taglio a tutto quello che era successo fino a quel momento. La cosa era invece un po' più articolata.
Per ciò che riguarda l'unione che avrebbe dovuto esserci fra i librai, alcune cose sono state già dette dal Consigliere De Grandis, ed io vorrei aggiungere che l'unità è saltata proprio con l'offerta fatta dal libraio, dopo che l'Assessore aveva fatto presente che era stata presentata dall'esterno una proposta che raggiungeva il 20% di sconto. Dopodiché rimanendo ormai solo un gruppo di librai che offriva lo sconto del 10%, non si poteva più parlare di unità, quindi a questo punto era da valutare se questi librai potevano rappresentare anche tutti gli altri rimasti fuori, o se questi ultimi - che potevano essere altrettanto o addirittura più numerosi - avrebbero potuto al limite fare un'offerta diversa. Tant'è vero che un'offerta è venuta da una libreria, ed è vero quanto il Presidente della Giunta dice, che un'ulteriore proposta fatta quando un contratto è già in corso, non deve essere più tenuta in considerazione; però quando è stata fatta questa deliberazione di Giunta - che sarebbe in pratica la stipula del contratto con i librai - si poteva prima sentire questa libreria, che invece è stata semplicemente invitata a rivolgersi al libraio che coordinava il gruppo in cui essa non si riconosceva, mentre le era stato promesso alcuni mesi prima di essere sentita dall'Assessore.
E' proprio per il fatto di non essere stata convocata che non si è rivolta al Sig. Turcotti. Spettava all'Assessore dirle che il 12% di sconto su 7 Case Editrici ed il 14% su altre tre o quattro Case Editrici, il 15% sulle Grandi Opere ed il 10% su tutte le restanti edizioni, era un'offerta che non poteva essere tenuta in considerazione. Questa libreria non ha più saputo niente, salvo avere la conferma che per questo anno non le sarebbe stato passato nessun ordine in quanto questa deliberazione la vede esclusa da una eventuale fornitura di libri.
La richiesta del libraio mi sembra legittima e l'unico modo oggi per far fronte al problema che si è presentato, è di ritirare la delibera e di farne un'altra.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Mi sembra giusto non sprecare fiato più di tanto, visto l'appello fatto dall'Assessore, tuttavia, a seguito di certe cose dette dalla sig.na Viglino, ritengo necessarie alcune precisazioni.
Punto primo: il fatto che l'Assessore abbia fatto una lettera datata 25 marzo, non ha nessuna importanza, perché io in data 2 settembre, ho chiesto un incontro nella Commissione in quanto la vertenza dei librai era tutta aperta. Per cui sottolineare che lei aveva scritto questa lettera il 25 marzo, per fare intendere - se ho ben capito il suo pensiero - che la lettera arrivata il 21 settembre era un po' troppo in ritardo, lo ritengo giusto, anche perché in data 4 settembre c'è stato un incontro convocato dal Sig. Genestrone (come ha detto lei) nel quale una parte del Gruppo ha deciso autonomamente di rompere l'accordo del 5% e di fare delle offerte personali. E' chiaro che non c' era un accordo di non fare delle offerte personali, ma fintanto che rimaneva il presupposto del 5%, non appena qualcuno di questo gruppo - cioè quattro librerie su sette - decide di fare un'offerta diversa, viene meno l'unitarietà e ognuno è libero di fare quel che crede.
Punto secondo: non darei giudizi sulle librerie di Aosta, perché su questo piano, come lei ritiene giustamente di poter dare dei giudizi, anch'io penso di poterlo fare e ritengo che fra le librerie, a cui è stato assegnato il servizio, alcune siano più che altro delle cartolibrerie. Quindi non affronterei questo discorso di professionalità e qualità dei librai della Valle d'Aosta, perché allora sarebbe da verificare a chi è stato affidato questo servizio. E' chiaro che poi l'Assessore insieme alla Giunta è liberissimo di fare quello che crede, anche se questo modo di gestire la cosa pubblica non è corretto, seppur fatto in buona fede. Ci sono state delle cose che non sono state fatte in modo molto chiaro a causa forse di alcuni commercianti o forse dell'Assessore troppo preso dai suoi impegni, forse del Presidente della Giunta, visto che anche lui ha detto di avervi partecipato in qualche modo. D'altra parte non c'è niente di strano, lo ha detto anche l'Assessore Rollandin nella passata adunanza del Consiglio, tutti possono sbagliare, compiere delle leggerezze in buona fede, per cui non vedo il perché non si debba rivedere una delibera di Giunta e poi presentarne un'altra. Non sarebbe poi la prima volta. Oltretutto questa non è neanche venuta in Consiglio, non so il perché, l'abbiamo trovata per caso.
Era una presa d'atto?
PRESIDENTE: Possiamo considerare chiusa la discussione generale; a questo punto possono ancora parlare l'Assessore competente ed il Presidente della Giunta, se lo ritengono.
Ha chiesto di parlare l'Assessore Maria Ida Viglino, ne ha facoltà.
VIGLINO Maria Ida - (U.V.): La grande différence entre le Conseiller Minuzzo et moi-même c'est que je suis absolument convaincue d'avoir agi dans l'intérêt de l'Administration et ainsi je vais d'abord reprendre les arguments de M. De Grandis, qui me reproche de ne pas avoir communiqué à cette librairie qu'il y avait déjà des accords avec le groupe. Ma lettre du 5 novembre dit textuellement:
"Oggetto: Forniture di libri biblioteche.
In riferimento alla vostra lettera del 21 settembre 1981, comunico che, avendo stipulato questa Amministrazione un accordo con il Gruppo librai per la fornitura di libri alle biblioteche, sarebbe opportuno contattare il Sig. Turcotti responsabile del suddetto gruppo".
Je voudrais souligner que, lorsque nous faisons des accords avec un groupe, il n'y a pas seulement les droits de la Région mais il y a aussi les droits du groupe qui peuvent se résumer ainsi: "Le groupe de libraires entend accepter 10% d'escompte, au lieu de 5%, avec la Région, mais il demande des garanties, c'est à dire si jamais il y a d'autres libraires intéressés, nous demandons que ce soit à nous que ces libraires s'adressent'.
Lorsque j'ai envoyé cette lettre, la délibération n'étant pas encore faite, je voulais ainsi inviter cette librairie à rentrer à nouveau dans le groupe. D'ailleurs, j'avais rediscuté les pourcentages avec le groupe, qui m' avait dit: "Nous acceptons le 10%, mais pour le 12% nous nous retirons et vous traiterez directement avec une seule librairie (celle qui m'avait répondu le 21 septembre)". Je répète, il est vrai que cette librairie proposait huit Maisons d'édition avec 12%, et sur Einaudi et Libri inglesi di importazione, elle proposait 14%, et pour ces textes l'Administration a toute liberté et ce n'est pas 14%, qu'on nous accorde, mais 25%. Et ce: commandes iront vers d'autres librairies.
"Sconto del 10% su tutte le restanti edizioni, sconto del 15% su tutte le Grandi Opere".
Mais savez vous que déjà depuis deux ans, nous avons 30% sur "Le Grandi Opere"?
En effet celles-ci sont exclues de notre contrat, c'est à dire nous avons proposé à ce groupe de libraires: "Si vous êtes d'accord de nous faire le même escompte comme nous avons à l'extérieur pour "Le Grandi Opere", nous passerons à travers vous; autrement nous sommes entièrement libres. Comme l'a dit le Président.
Donc, je ne pense pas que cette offre soit tellement bonne pour renoncer à un groupe de sept libraires qui représentent 125 Maisons d'édition, pour en avoir un seul, qui me propose huit Maisons d'édition et des escomptes sur le reste, alors que nos propres escomptes sont bien supérieurs.
A M. Cout je dis que je regrette, mais j'avais cru vraiment comprendre (je ne sais pas si M. Tamone avait compris comme moi) que désormais, après des pourparlers qui avaient duré presque un an, la Commission m'avait demandé de dire au groupe que l'accord n'était plus établi pour deux ans, mais pour un an seulement.
Il n'a pas été facile d'obtenir ce que j'ai obtenu, moi-même ayant insisté longuement sur cet accord de deux ans. Si j'ai obtenu l'accord sur un an en toute bonne foi, c'est parce que cette question avait été soulevée par la 5ème Commission. Si je me suis trompée, je le regrette.
Désormais je vais acheter un enregistreur et toutes les réunions de la 5ème Commission je les ferai enregistrer, car en effet, le verbal a été assez vague.
Je voulais dire au Conseiller Minuzzo que "non ho affatto dato dei giudizi sulla professionalità dei librai". J'ai seulement dit, que le service "nouveautés" est très complexe, et une seule librairie ne peut pas nous donner les garanties d'un bon service "nouveautés". Bien sûr, j'aurai préféré avoir tous les libraires et pouvoir distribuer nos commandes dans toutes les librairies. Je ne suis pas responsable si après maintes réunions, un groupe de libraires n'a jamais voulu offrir plus de 5%.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Forse la Sig.na Viglino mi ha scambiato per l'avvocato della libreria che ha fatto un'offerta diversa, mentre io qui faccio l'avvocato dell'interesse pubblico ed esercito un dovere, più che un diritto, di controllare l'operato dell'esecutivo.
Siccome l'Assessore alla Pubblica Istruzione si è particolarmente soffermato su percentuali, interessi, convenienze, su aspetti cioè che nei particolari mi riguardano in maniera relativa, mentre mi interessano nella loro globalità, direi che la questione non si è spostata dai termini che la rendono impugnabile. Vale a dire, Assessore, che la famosa lettera da lei indirizzata a questa libreria, con la quale la prega di rivolgersi, per fare la. sua offerta, al gruppo di librai che si è già formato e con il quale ha stipulato un accordo, sta a significare, è vero, che c'è un accordo in corso, ma anche che questo accordo è modificabile, altrimenti con che scopo il nuovo offerente si rivolgerebbe a questo gruppo di librai? Non avrebbe senso.
Quindi o a questo contratto era ancora possibile apportare delle modifiche, o lei ha dato una risposta imprudente, perché se non era modificabile, lei ha preso in giro il libraio a cui ha risposto di rivolgersi a quel gruppo, il quale allora gli avrebbe detto di andare fuori dai piedi, che quel contratto lo avevano già concluso.
La questione si pone in questi termini e questo è secondo me il tallone di Achille della deliberazione, che la rende impugnabile, per cui in questo momento la cosa migliore è ritirarla e rivederla. Lei è convinta di essere nel giusto e di avere agito nel modo più corretto, ed io gliene posso anche dare atto, però se ci sono tutte queste osservazioni, qualcosa che non gira c'è, ed io non so quale vantaggio abbia la Amministrazione a dover difendere domani in giudizio una delibera di questo genere. Sono convinto che ci andremo solo a fare una brutta figura anche perché fra l'altro mi pare lei abbia detto una cosa abbastanza grave, cioè questo gruppo di librai ha preteso ad un certo momento che non si aprissero trattative con altri. Ma costoro volevano il monopolio? Con quale diritto hanno tali pretese, che lei avrebbe dovuto respingere anziché accettare? Per queste ragioni voto a favore della mozione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Ho ascoltato quanto hanno detto sia l'Assessore Viglino che il Presidente della Giunta, ho esaminato la delibera che mi pare non preveda con rigidità una fornitura in esclusiva da parte dei librai. Di conseguenza la Giunta regionale, a seguito di questa discussione, può interpretare che le condizioni per la fornitura di libri di una certa qualità sono di un certo tipo, con lo sconto previsto "dalla delibera, e che l'Amministrazione regionale ha facoltà di rivogersi ad altri fornitori - si dice così nel testo - che garantiscono le migliori condizioni.
Se questa interpretazione, che mi pare sia quella data dal Presidente della Giunta, è giusta, la delibera nonvincola l'Amministrazione più di tanto, pertanto da questo punto di vista non è necessario ritirarla, ma è indispensabile che sin da domani, visto che la delibera si riferisce all'anno 1982, si inizino nuove trattative non coinvolgendo solo dei Consorzi di librai, che sono limitati, ma convocando un maggior numero di librai, che formino però un'Associazione - e non di fornitura al dettaglio - perché l'utile da parte loro, se si rivolgono direttamente alle Case editrici, è lo stesso identico, con uno sconto maggiore per la Regione, che se si rivolgono invece ai distributori generali. Quindi la Regione potrebbe avere quegli sconti di cui si parlava in precedenza del 25-30%, ed il margine per le librerie sarebbe pur intorno al 20%, senza nessun svantaggio. D'altra parte verremmo a dotare la Valle d'Aosta di una struttura commerciale di qualità e livello più elevato rispetto all'attuale. A queste condizioni riteniamo che la delibera, in quanto è già stata formulata in una certa maniera, non sia da ritirare, però è chiaro che per i prossimi anni i presupposti dovranno essere decisamente diversi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE: - (Democrazia Proletaria Nuova Sinistra): Ritengo che questa delibera sia da ritirare in quanto sussistono tutte le condizioni perché si faccia un ricorso e che questo ricorso sia accettato. Per questa motivazione, al di là dell'andamento della trattativa, anche per fare accelerare tutta la questione, sono d'accordo con la mozione, per la quale voto a favore.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
COUT: - (P.C.I.): Oltre a fare la dichiarazione di voto, devo dire che non abbiamo potuto prendere visione del verbale della Commissione: purtroppo non abbiamo ricavato elementi certi (non siamo noi che dobbiamo redigerlo). Se non sbaglio, una volta venivano registrate le riunioni di Commissione, e si potrebbe tornare a questo sistema; devo dire che non credo però sia così semplice la traduzione su carta di quanto si dice o comunque la verbalizzazione. Per quanto è stato detto in Commissione, mi sono basato non sui miei appunti, ma su quelli del Segretario rogante della Commissione, che dovrebbe essere il più imparziale. A me è sembrato che in Commissione la questione si fosse svolta nei termini che ho detto; all'Assessore, invece in un altro modo.
Ho sentito anche altri membri della Commissione che hanno confermato la mia impressione, comunque la questione è controversa.
Vorrei solo aggiungere che la discussione non era così semplicemente chiusa. Alla fine si è detto di lasciare per quest'anno la questione in questi termini, cercando però di sistemare le cose, perché era stato sollevato un problema in Commissione.
Per ciò che riguarda il nostro voto favorevole, anche a noi sembra che le osservazioni ultime fatte dal Consigliere De Grandis siano in fondo quelle da tenere in considerazione. Per come si sono svolte le cose, non mi sembra che un gruppo di librai potesse ergersi ad unico gruppo incaricato di tutelare gli interessi di tutti gli altri librai nei confronti dell'Amministrazione, per ciò che riguarda una fornitura di libri, per cui a quel punto una qualsiasi altra proposta avrebbe dovuto essere tenuta in considerazione. Una diversa proposta è stata avanzata, checché ne dica l'Assessore: lo sconto del 10% è stato fatto su tutte le edizioni, sconti maggiori sulle Grandi Opere o sui testi in inglese, ed il 12% su almeno altre edizioni; in ogni caso le condizioni proposte erano più favorevoli e l'Amministrazione avrebbe dovuto tenerne conto. Inoltre, trattandosi di questione delicata che riguarda sia l'interesse dell'Amministrazione regionale ma anche l'interesse dei singoli, vorrei proporre ai sensi dell'articolo 67 del Regolamento interno, di procedere alla votazione per scrutinio segreto a nome dei colleghi Consiglieri Carlassare, Bajocco, Mafrica, Tonino, Minuzzo e mio.
PRESIDENTE: C'è una richiesta di votazione segreta formulata da sei Consiglieri regionali.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
TAMONE - (U.V.): Sono convinto che non dovrei intervenire in una discussione di questo genere, che mi sembra sicuramente abbassi il tono ed il livello dei lavori di questo Consiglio. Però siccome sia l'Assessore Viglino che altri hanno voluto dire la loro verità, anch'io dico la mia.
Dopo aver discusso per lunghissime riunioni la questione delle forniture di libri alle biblioteche, quando con l'Assessore si era concluso finalmente il discorso, si era detto in Commissione chiaramente che per quest'anno le forniture andavano fatte secondo la proposta della Sig.na Viglino. Di questo sono arcicerto. Essendo il problema complesso, lo si doveva poi discutere e riprendere in toto, ma per quest'anno - i Consiglieri Minuzzo e Cout che sono sempre stati presenti possono ricordarselo - la questione si era definita così. Questo è quello che ho sentito, discusso e di cui sono ben certo. Questo non esclude che la discussione vada ripresa, come ho detto prima.
Quindi noi della maggioranza, o almeno noi dell'Union Valdôtaine, voteremo contro questa mozione, perché non ci sembrava neppure il caso di proporla.
PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sulla mozione iscritta all'oggetto n. 20 per votazione segreta.
Esito della votazione a scrutinio segreto
Presenti: trenta; votanti: ventinove;
astenuto: uno (Pedrini); favorevoli: undici; contrari: diciotto.
Il Consiglio non approva.
