Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 635 du 15 décembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 635/81 - PRESTAZIONI DELL'ISTITUTO RADIOLOGICO VALDOSTANO PER IL SERVIZIO DI MEDICINA SPORTIVA. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dal Consigliere Carlassare:

INTERPELLANZA

VENUTO A CONOSCENZA, in seguito ad alcuni articoli apparsi sulla stampa locale, che il servizio di Medicina dello Sport, attualmente effettuato dall'Istituto Radiologico Valdostano (I.R.V.) non è conforme alle norme contenute nella legge regionale n. 19 del 13.5.1980 e nel Decreto Ministeriale del 5.7.1975;

RILEVANDO inoltre che nei suddetti articoli di stampa si afferma che l'Istituto Radiologico Valdostano non si attiene scrupolosamente alle disposizioni previste, tanto dalla convenzione stipulata dalla Regione con delibera di Giunta n. 5678 del 14.11.1980, quanto dal rinnovo effettuato con delibera n. 2465 del 15.5.1981;

INTERPELLA

la Giunta regionale per sapere:

1) quanti e quali risultati hanno dato i controlli qualitativi e quantitativi sulle prestazioni dell'I.R.V. previsti dall'art. 7 della convenzione;

2) per quale ragione nello stipulare la convenzione con l'I.R.V. non si è tenuto conto delle disposizioni contenute nel Decreto Ministeriale 5.7.1975 che prevede accertamenti differenziati a seconda delle attività sportive svolte;

3) se sono stati disposti controlli per verificare che gli accertamenti siano effettuati da personale medico e paramedico in possesso dei requisiti previsti dalla legge;

4) come avviene il controllo per verificare che l'Istituto Radiologico Valdostano effettui detti accertamenti come previsto dall'art. 3 della convenzione, solo a persone iscritte ad una federazione sportiva;

5) quali sono le considerazioni che fanno ritenere le strutture pubbliche inadeguate a fornire questo servizio;

6) quando ed in che modo è previsto l'adeguamento delle strutture pubbliche per l'effettuazione di questo servizio.

Presidente - Il Consigliere Carlassare illustra l'interpellanza. Ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - C'è una legge nazionale del 5.7.1975, che prevede e disciplina quello che deve essere l'intervento dell'Ente Pubblico per garantire i cittadini che vogliono svolgere in qualche modo un'attività sportiva. Questa legge è stata tradotta, per la realizzazione di questo servizio in Valle d'Aosta, in una legge regionale, la n. 19 del 16 maggio 1980.

Complessivamente, si può dare un giudizio positivo di questa legge; c'è da rilevare però un aspetto che, secondo me, sarebbe da dibattere in quanto in questa legge non viene tradotto integralmente lo spirito della legge nazionale che disciplina tutti gli esami e tutte le analisi, differenziandole molto bene per il tipo di attività sportiva che deve essere svolta.

L'anno scorso, con una delibera di Giunta n. 5668 del 14 novembre 1980, è stata stipulata una convenzione con l'Istituto Radiologico Valdostano affinché gli accertamenti relativi alle persone che vogliono svolgere un'attività sportiva venissero forniti gratuitamente. Questa delibera è stata fatta nello spirito di fornire rapidamente questo servizio, in quanto l'Ente pubblico non è ritenuto in grado di svolgerlo in modo ottimale. Anche su questo ci sarebbe da discutere, per valutare se effettivamente l'Ente pubblico non era in grado di svolgere questo servizio; comunque, anche questo è un aspetto abbastanza importante, ma secondario, rispetto alla interpellanza che ho presentato.

Il problema è esploso con una serie di articoli apparsi sulla stampa locale, dove venivano messe in evidenza una serie di questioni. La principale era che all'interno di questo Istituto non si sarebbe rispettato né lo spirito della legge, né le clausole della convenzione. In pratica, le accuse che sono state fatte erano essenzialmente di due tipi: di prestare un servizio non all'altezza delle necessità; l'altra accusa riguardava una condizione, contenuta nella convenzione, non rispettata: che cioè questi accertamenti dovessero essere fatti solo a coloro che svolgono un'attività sportiva e sono iscritti ad una Federazione sportiva.

La legge regionale, come d'altra parte la legge statale, prevede altri due tipi di accertamento per altre due categorie, che sono i ragazzi in età scolare che intendono svolgere in qualche modo un'attività sportiva, e gli amatori che vogliono svolgere un'attività sportiva a livello assolutamente non competitivo. Per questi casi, è prevista una visita del medico di base che percepisce un compenso, mi pare di mille lire per ogni mutuato, per svolgere questo tipo di visite. Tale medico se ritiene di dover riscontrare delle anomalie, può richiedere espressamente tutta una serie di visite che devono essere svolte presso gli Enti pubblici.

Lo spirito di questa interpellanza voleva essere quello di avere una delucidazione precisa sulle cose che effettivamente sono avvenute lì dentro, di come l'Assessorato e la USL abbiano accertato che il comportamento di questo istituto è stato conforme alla legge e alla convenzione; di sapere infine in che modo e con quali tempi si intende riportare all'interno del servizio pubblico questo tipo di servizio che attualmente viene fornito, anche se gratuitamente, da un Ente privato.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rolllandin (UV) - Innanzitutto va precisato che il riferimento contenuto nella premessa dell'interpellanza al decreto ministeriale del '75, è stato la base che ha inspirato le cartelle allegate alla legge. Pertanto, quanto previsto dalla normativa statale (a parte che non sarebbe stato possibile non prevederlo) è contenuto appositamente nelle disposizioni della legge regionale a cui si fa riferimento.

Quello che invece, non mi sembra corrispondente al vero è che la legge regionale sia la traduzione di tale decreto. La legge regionale è una legge che ha come ispirazione un altro tipo di impostazione: la possibilità cioè di controllare a qualsiasi livello e indipendentemente dall'età, l'attività ricreativo-sportiva. Pertanto, si tratta di un contesto più ampio di quello contenuto nel decreto del '75.

È altrettanto chiaro che al momento dell'applicazione della legge, teniamo conto delle sollecitazioni di tutte le federazioni sportive, che si trovano a dover fare questi esami al di fuori della nostra Regione, poiché non c'era la possibilità di attenersi a queste normative della legge e di fare gli esami a livello locale.

Va fatta ancora un'altra precisazione. Successivamente al '75, con la nuova convenzione, si dava la possibilità di utilizzare il medico generico, mentre prima si trattava solo di visita specialistica con il medico sportivo.

Questo, però, non comportava automaticamente l'utilizzo di questo strumento senza pagamento. Per questo motivo è stata fatta già a livello locale una convenzione con i medici, che dall'anno prossimo non sarà più necessaria, in quanto la nuova convenzione, che dovrebbe entrare in vigore a livello normativo dall' '82, prevede la possibilità dell'utilizzo del medico di fiducia gratuitamente anche per questa attività, mentre finora si prevedeva questo utilizzo, però dietro compenso.

Rispondendo, poi, punto per punto all'interpellanza, devo dire che nel periodo dal 15 novembre '80 al 31 ottobre '81 sono stati sottoposti a visita 5582 atleti di cui 68 non ritenuti idonei: questo è quanto è stato comunicato.

Per quanto riguarda le ragioni della stipulazione della convenzione con l'I.R.V., penso sia chiaro che non è stata una scelta in concorrenza con la parte pubblica; al contrario, si è subito provveduto per un'applicazione della legge, a prevedere di fornire gli strumenti necessari agli esami previsti dal decreto 75 per gli atleti. Dobbiamo però tener conto dell'altro grosso limite (e qui mi riferisco a uno degli ultimi punti, in cui si chiedono le prospettive) che non è tanto di locali e di mezzi diagnostici, ma degli specialisti. Dobbiamo infatti tener conto che i medici che già operano in ospedale hanno un vincolo orario per prestare la loro opera al di fuori della parte pubblica: compensare questa disponibilità che attualmente non c'è, era quindi il problema, è stato necessario perciò ricorrere alla parte privata.

I controlli degli accertamenti sono legati agli esami che venivano fatti e alle tabelle che ci venivano inviate; inoltre, il controllo veniva fatto dai Presidenti delle società in applicazione all'art. 3 della convenzione. Dall'esame di questo problema affrontato nella Commissione prevista dalla legge regionale, è emersa una certa responsabilizzazione dei Presidenti, che inviano le richieste all'Istituto per gli esami con l'identificazione dei soggetti che devono essere sottoposti a tali esami; si controlla così che vadano a fare gli esami solo quelli indicati.

Per i pagamenti e per vedere che non ci siano state delle inosservanze, il controllo è stato concesso anche a uno dei rappresentanti, il quale metteva in dubbio questa procedura. È andato a vedere quello che succede, quali sono le schede, come vengono mandate, come vengono fatti i controlli e penso non abbiano trovato nulla di irregolare.

Le considerazioni che fanno ritenere le strutture pubbliche inadeguate sono quelle di non avere disponibilità di specialisti. È stata adesso fatta una richiesta specifica al responsabile del servizio n. 4 che contatti i 4 o 5 medici specialisti, attualmente presenti in Valle, per conoscere la loro disponibilità a prestare questo tipo di servizio. Dopo di che, se il numero di ore sarà sufficiente a soddisfare i bisogni, tutto si svolgerà nel centro che dispone di macchinari adeguati. Mi sembra non si possa aggiungere altro, in quanto la risposta è legata alla disponibilità degli specialisti.

Presidente - Il Consigliere Carlassare intende replicare. Ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - A mio avviso, c'è tutta una serie di cose che va approfondita e chiarita. Intanto, la legge regionale, nell'allegato C alla legge stessa - che stabilisce la tipologia delle analisi, degli esami e delle visite che debbono essere effettuate dagli atleti - non prevede l'esame radiologico, mentre mi risulta che tutte le persone che sono passate dall'Istituto Radiologico Valdostano abbiano effettuato anche tale esame. Questo è un aspetto poco simpatico, non solo perché viene a costare di più all'Ente pubblico, ma anche perché dal punto di vista della salute, meno esami radiologici un individuo fa, meglio è. Questo, secondo me, è un elemento da tenere abbastanza presente.

Pertanto, sarebbe opportuno stabilire come mai vengono effettuati a tutti gli esami radiologici quando, proprio nella tabella della legge, questo non è previsto. Al massimo, si potrebbe fare rientrare nella dicitura "altri esami" però penso che se non sono stati inseriti come esami d'obbligo nella tabella prevista dalla legge, altri esami debbano essere effettuati su precisa indicazione.

Ho qui la fotocopia di una documentazione che riguarda una serie di esami effettuati nei primi mesi di quest'anno. Francamente, mi trova dubbioso nel ritenere che tutte queste persone abbiano le caratteristiche richieste dalla legge e dalla convenzione, ossia quelle di essere iscritte ad una federazione e di svolgere attività sportiva agonistica.

Mi trovo davanti delle persone di 71 anni e delle persone di 7 anni: questo mi lascia perplesso sul fatto che siano stati effettuati effettivamente tutti quegli accertamenti previsti dalla convenzione che potrebbero anche risolversi in una rottura del contratto. Questo istituto infatti, non ha ottemperato all'art. 3 che prevede che l'Istituto Radiologico Valdostano, prima di effettuare le prestazioni, è tenuto a controllare l'identità del soggetto da visitare, il possesso della residenza in un Comune della Valle d'Aosta, la sua iscrizione alla federazione sportiva.

Questi sono momenti che vanno controllati molto bene, sia perché c'è in ballo un discorso di quattrini che l'Ente pubblico sborsa; sia, più importante ancora, il discorso che riguarda gli esami radiologici e il fatto che essi possano essere dannosi alla salute dei soggetti.