Objet du Conseil n. 91 du 3 octobre 2018 - Resoconto
OBJET N° 91/XV - Communications du Président de la Région.
Fosson (Président) - Point 2 à l'ordre du jour. La parole à Madame le Président de la Région.
Spelgatti (LEGA VDA) - Avrei voluto iniziare questa giornata raccontando gli sviluppi del contenzioso su Roma per aggiornarvi: lo farò molto brevemente, ma poi finalmente sarà ora di prendere la parola e di parlare di altro.
Parliamo del contenzioso romano. Abbiamo le udienze fissate a novembre e le interlocuzioni, sia con la parte tecnica del Ministero dell'economia e delle finanze, sia con la parte politica del Ministero delle autonomie e soprattutto del Ministero delle finanze, stanno procedendo. Quindi il dialogo e il confronto stanno procedendo in maniera molto intensa. Adesso siamo in piena fase di trattative, per cui non ci sono novità sostanziali da poter comunicare, proprio perché siamo in una fase di piena trattativa.
Però a questo punto urge che io dica qualcosa! Oggi è per noi una bellissima giornata di sole - con il "noi" intendo parlare di una parte del governo e stavolta parlo anche per la Lega - una bella giornata tranquilla dove finalmente possiamo fare il punto della situazione di questi tre mesi, perché sta venendo fuori agli occhi di tutti, soprattutto agli occhi dei valdostani, tutto quello che è accaduto in questo periodo. In questi tre mesi io mi sono chiusa in un silenzio totale. È vero che non amo i riflettori, è vero che non amo parlare con i giornalisti, ma è anche vero quello che tutti sanno: tre anni di battaglie in consiglio comunale, una quantità enorme dal 2013 di comizi con la Lega ovunque; di certo stare zitta non fa parte del mio ruolo. Eppure c'è stato un silenzio totale, un silenzio assoluto, non solo la parte mia, ma da parte di tutti i membri Consiglieri della Lega che siedono su questi banchi. Ma la Lega di lotta, la Lega che combatte dov'è finita? Non abbiamo aperto bocca in tutti questi mesi. Abbiamo aperto bocca per rispondere a tutto quello a cui dovevamo rispondere, abbiamo lavorato sodo, eppure c'è stato un attacco inaudito da parte di tutti gli altri Consiglieri nei nostri confronti. C'è stato un continuo attacco e noi siamo stati zitti. Abbiamo continuato a lavorare a testa bassa, silenziosi, non abbiamo mai risposto neanche a tutti gli attacchi di pseudo-testate giornalistiche che ogni giorno ne inventavano una nuova. E noi in silenzio, zitti, perché abbiamo un'incrollabile fede nei valdostani!
Abbiamo un'incrollabile fede nel nostro compito. Quello stesso che i valdostani ci hanno dato, un compito di responsabilità, un compito di pensare al futuro, di guardare a quello che noi possiamo fare per questa Valle, a cercare di stare fermi in silenzio, non essendo noi a cercare di smantellare una maggioranza che abbiamo messo in piedi, perché crediamo che si debba lavorare, guardare al futuro e guardare alla nostra agricoltura, al nostro turismo, al nostro artigianato, alla meraviglia di questa Valle che ha tutte le possibilità di rialzarsi, di guardare avanti, senza stare a dare colpe all'uno o all'altro di quello che è stato il passato, perché a noi il passato non interessa. A noi interessa guardare avanti, a noi interessa fare quello per cui siamo stati chiamati qui, con senso di responsabilità. Per cui noi non abbiamo neanche tentato di difenderci, abbiamo tentato semplicemente di stare in silenzio e di cercare di lavorare e di apportare quel cambiamento che dobbiamo fare e per cui siamo stati chiamati dai cittadini a sedere su questi banchi. E, con grande senso di responsabilità, questo abbiamo fatto. Eppure abbiamo assistito a degli attacchi fuori misura, abbiamo assistito nei confronti dell'Assessore a degli attacchi indegni di un Consiglio che voglia definirsi tale.
La nostra linea è stata sempre la stessa, la linea dell'Assessore è stata sempre la stessa. L'Assessore ha parlato pochissimo, dicendo sempre le stesse cose. La risoluzione che è stata firmata - forse siete voi che non avete capito che cosa è stato sottoscritto - è l'impegno che l'Assessore ha rispettato e che ha portato avanti come un mantra dall'inizio di questo suo mandato. L'obiettivo chiaramente è sempre e solo lo stesso: quello di salvare la casa da gioco, quello di rispettare esattamente le leggi e quindi di sottoscrivere un bilancio, spendere dei soldi dei cittadini valdostani rispettando le leggi, laddove siano rispettati determinati requisiti. Questa è la linea: chiara, sempre la stessa dall'inizio!
Oggi, nel nostro silenzio, non siamo stati noi a spaccare tutto questo. Abbiamo chiesto ogni giorno di poter lavorare, così non è stato, ma agli occhi di tutti emerge chiara una cosa: siamo riusciti a compattare tutta la vecchia politica contro di noi. Siamo riusciti a ricompattarvi tutti. Siete tutti contro di noi! Eppure noi siamo stati in silenzio, siamo stati tranquilli, abbiamo lavorato, non abbiamo fatto sparate, non ci siamo difesi, non abbiamo contrattaccato. Non abbiamo fatto niente. Siamo stati semplicemente lineari. Questo ha fatto sì che voi siate qua a urlare ogni giorno contro di noi. E la cosa più assurda è che vedremo, durante lo svolgimento di tutti i punti all'ordine del giorno, che siete voi a chiedere a noi su qualsiasi punto che cosa abbiamo fatto.
La domanda che sorgerà nei cittadini valdostani pian piano e sempre di più, come un'onda che travolgerà tutto quanto, sarà: ma chi è stato al governo fino a ieri e chi ha creato ogni singola situazione che porterete alla nostra attenzione e di cui oggi venite a chiederci conto su come l'abbiamo risolta? Chi l'ha creata: l'avete creata voi stando al governo o l'abbiamo creata noi che siamo appena arrivati? Ogni singolo giorno e a ogni singola iniziativa i valdostani cominceranno a porsi questa domanda. E cominceranno a porsi la domanda: ma sono stati in grado di lavorare, hanno potuto lavorare, hanno potuto fare quello che volevano fare? I valdostani capiranno! E se non capiranno, comunque noi abbiamo la coscienza a posto di chi guarda a degli ideali, di chi guarda al futuro, di chi ha l'incrollabile certezza del fatto che non importa quante mazzate ti prendi dietro la testa, non importa quante ingiurie ti prendi, non importa il reagire per voler dimostrare di essere più bravo, di essere capace, di voler dimostrare qualche cosa. Noi non abbiamo bisogno di dimostrare niente, non abbiamo neanche voluto difenderci e continuerò a non farlo, perché non c'è bisogno, perché è il nostro silenzio che vi sta portando a reagire in maniera convulsa come state facendo adesso, con le vostre parole - con le vostre parole! con le vostre parole! - che sono l'esatto contrario rispetto a quello che noi abbiamo fatto.
Noi guardiamo avanti, noi continuiamo a lottare per i cittadini valdostani, noi continuiamo a lottare per poter dare delle risposte concrete. Risposte concrete! Non queste parole, perché la gente è stufa di sentire solo parole, parole e parole! Per questo noi stiamo zitti e in silenzio, con dignità di fronte a tutti gli attacchi che ci rivolgerete. Noi continueremo con la nostra linea e continueremo a lottare per poter dare delle risposte ai cittadini. Non so chi sarà in grado di permetterci di farci fare questo, ma non ha importanza, noi con dignità siamo qui. Avremmo potuto tranquillamente sederci sui banchi dell'opposizione dal primo momento, ma abbiamo voluto assumerci l'onere, pur sapendo di tutte le difficoltà che avremmo incontrato, di cercare di cambiare le cose e questo cambiamento, come si vede, non ce lo lasciate fare. Il problema però è vostro!
Adesso voi continuerete con le parole: parole, parole e parole! Ma non ha importanza. Noi siamo qui, fermi, determinati, perché nel tempo il cambiamento arriverà! Perché i valdostani sanno che hanno bisogno di risposte concrete e sono stufi di questo modo di fare politica, sono stufi di questi giochi di palazzo, sono stufi di questi giochi della politica. Hanno bisogno di sapere che cosa faremo per le imprese, cosa faremo per il turismo, cosa faremo per l'artigianato, per l'agricoltura, per dare delle risposte concrete, cosa faremo per i nostri giovani che vanno via dalla Valle d'Aosta. Questo i cittadini vorranno e noi, fermi, tranquilli, sereni e determinati, andremo avanti.
Presidente - Volevo solo sottolineare come in democrazia il confronto è proprio basato sulle parole, sul dialogo e quest'Aula vuole rispettare il confronto democratico pacato, ma il confronto fa parte della logica democratica.
La parola al consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Presidente Fosson, le voglio solo chiedere se siamo ancora in Consiglio regionale o se siamo già in campagna elettorale e in un'altra aula. Quello della presidente Spelgatti è evidente che non è l'intervento del Presidente della Regione, ma di un presidente di partito che parla ai valdostani lanciando la sua ennesima campagna elettorale. A livello nazionale la campagna elettorale la si fa contro l'Europa e contro i migranti, qua la si fa contro quelli che non lasciano fare qualche cosa alla Lega. Il problema è che la Lega ha dimostrato di non saper fare niente.
Cara Presidente, la voce che circola nei corridoi è che lei può essere avvocato, ma per ora non ha l'esperienza amministrativa per gestire una macchina così importante come quella dell'Amministrazione regionale: ha paralizzato il sistema! Lei ha paralizzato il sistema. E non è questione di essere più o meno bravi. Gestire una macchina così complessa è argomento complicato e lei non si può permettere di venire qua a fare la vittima.
La vittima siamo noi e sono i cittadini che stanno aspettando che voi facciate partire una macchina che avete fermato. Nei due periodi di riferimento avete fatto almeno un centinaio di delibere in meno di quelle che sono state fatte l'anno scorso. Siete fermi a discutere della nomina di una società partecipata da due mesi. Possiamo fare un elenco su tutto. I cinque dipendenti che ieri ha incontrato l'assessore Aggravi io li ho incontrati il giorno prima; e parliamo di Feletti, non di casinò. Possiamo fare l'elenco di tutto.
Lei non usi quella poltrona per fare campagna elettorale, la usi per amministrare. Sia corretta nei confronti delle persone che sono state elette come lei. Io non so se la nostra è vecchia politica. Io so che a Roma la Lega ha governato con Berlusconi e oggi siamo in quella situazione. La politica è politica: vicino a lei ha un vicepresidente che fa politica da quarant'anni e che io rispetto per la sua carriera, per il lavoro che ha fatto, ma fa politica da quarant'anni come la fanno tante persone qua dentro. Non si permetta di dire che lei non riesce a fare delle cose, perché qualcuno non gliele fa fare. Voi non fate delle cose per due motivi: per questione di inesperienza e per questione di mancanza di coesione sui temi. Ne ha citato uno prima, ma ne potremmo citare a migliaia. Se oggi le famiglie valdostane che portano i bambini all'asilo nido stanno risparmiando dei soldi, è per i provvedimenti che abbiamo fatto noi, e risparmieranno 500 mila euro quest'anno! Quindi non si permetta di dire che tutto quello che ha trovato non funziona.
Siete andati su ogni palco quest'estate a fare discorsi di cose preparate e fatte, ma lì non avete detto che tutto non funzionava. È chiaro che uno che viene incaricato assessore o presidente si trova le cose che funzionano e le cose che non funzionano. È quello il ruolo del governo: gestire le cose che funzionano e migliorarle ancora; prendere le cose che non funzionano e cercare di metterle a posto. Ma smettetela di dire che la Valle d'Aosta è tabula rasa e bisogna ripartire da zero. Ci sono tante cose che stanno funzionando negli assessorati e altre che sono da fare. Però voi avete bisogno di dire che solo voi siete capaci di fare le cose, solo voi siete i migliori, solo voi parlate ai valdostani. Non è questo il modo di affrontare una maggioranza (ma non è un problema nostro) e non è il modo di affrontare colleghi che, come lei, sono stati eletti e non hanno avuto l'ondata nazionale per prendersi i voti, la campagna mediatica che avete avuto alle spalle; noi i voti ce li siamo conquistati qui nei nostri territori.
Smettetela di fare le vittime, smetta di fare la vittima! Qui si amministra, si governa e che sia chiaro, visto che parliamo di mercimonio, collega Manfrin, che l'UVP non farà la stampella a maggioranze zoppicanti, anzi, già ferme al distributore per fare benzina. Mi pare che ci sia qualcuno che lo crede. Magari non la avvisano di tutto, collega Manfrin, ma si capisce che siete un po' confusi già nel vostro, pensate se poi potete occuparvi del resto! Ma lei non si preoccupi della politica, poi la avviseranno. Comunque l'UVP non farà da stampella a governi che sono fermi. Sia chiaro!
Presidente - La parola al consigliere Baccega.
Baccega (UV) - Ho chiesto la parola per la prima volta, perché sono fortemente indignato dalle parole della presidente Spelgatti, perché ancora non ha chiesto scusa ai valdostani, non ha chiesto scusa rispetto a un'affermazione pesantissima che ha fatto ai valdostani e viene qui a dirci che lei ha una fede incrollabile nei valdostani.
La Presidente ci dice che si è chiusa nel silenzio totale. Io ho preso atto di questo parziale silenzio e poi entrerò nel merito di momenti in cui non è stata silente, ma ha attivato la sua campagna elettorale, forte di una campagna elettorale che è ancora in corso a livello nazionale, promossa dal suo mentore Salvini. Perché c'è una forte mancanza di argomenti per poter comunicare, una mancanza dovuta alle cose non fatte, una mancanza di presenza sul territorio, una mancanza di presenza sui dossier. Avete tagliato nastri tutta l'estate su cose che abbiamo messo in piedi noi: bello così!
Non potete dire assolutamente che è colpa degli altri, perché abbiamo appena approvato un bilancio nello scorso Consiglio, durante il quale l'assessore Aggravi ha detto che era fatto bene, un bilancio che ha riassunto tutti i percorsi che sono stati fatti nel 2017, ma adesso c'è il bilancio del casinò che vi mette in difficoltà e allora diciamo che è colpa degli altri. L'unica volta che ha parlato, Presidente, rispetto al casinò ha detto che l'unico modo per salvarlo era di sostituire l'amministratore unico con un consiglio di amministrazione di amiche e amici degli amici. Questo non ci è piaciuto, non è questo il modo.
Voglio tornare su quello che sarebbe stato l'oggetto delle mancate comunicazioni. Non è vero che lei è stata silente! Perché, sull'onda del salviniano pensiero, lei il 27 luglio annunciava alla Valle d'Aosta in pompa magna: annullata l'assegnazione di nuovi migranti grazie al tempestivo intervento della Presidente della Regione Nicoletta Spelgatti. Tutti silenti su questo argomento, perché è difficile parlare di migranti, ma io non ho paura di parlarne. Tutti quanti ci siamo chiesti: dove le avranno ricollocate queste venticinque persone, quale regione avrà accolto questi venticinque migranti? È la curiosità legittima di un consigliere regionale. Li avranno lasciati in mare, sono ricoverati in porto? Non lo sappiamo. Allora, mi sono preoccupato, attraverso un 116, di chiedere quali erano le disposizioni nazionali che assegnavano alla Valle d'Aosta venticinque migranti, ho chiesto le copie delle verifiche delle strutture regionali che non avevano disponibilità di accoglienza, ho chiesto copia di tutta la corrispondenza intercorsa tra la Regione e il Ministero rispetto a questo passaggio. La risposta di un dirigente è stata: "la documentazione richiesta riguarda il sistema di accoglienza dei cittadini stranieri, ne consegue che la peculiarità valdostana delle funzioni prefettizie, attribuita al Presidente della Regione, induce a ritenere che l'esercizio di dette funzioni e gli atti che ne conseguono non possono costituire oggetto del sindacato ispettivo dei Consiglieri regionali. È pertanto da ritenersi non sussistente tale diritto, nel caso in cui gli atti...". Siamo dei Consiglieri regionali e in questo Consiglio regionale di migranti abbiamo parlato spesse volte. Altre Giunte hanno detto di non essere in grado di accogliere migranti perché in quel momento non c'erano le disponibilità effettivamente, ma avevamo tutta la documentazione a disposizione. Abbiamo più volte parlato in questo Consiglio dell'hotel Lanterna rispetto al trasferimento dei migranti. Mi appello a lei, presidente Fosson: le ho scritto una lettera nei giorni scorsi e mi auguro che da tale istanza vengano fuori realmente i provvedimenti che io ho richiesto, altrimenti saremmo quasi autorizzati a pensare che questa è un'altra fake news, come quella che ha predisposto ieri il collega Manfrin rispetto a un deputato del PD su Facebook - è un'altra inciampata del "re del web" - parlando di borse di Prada. Stiamo vivendo questo momento surreale in questo Consiglio.
Concludo dicendo semplicemente che sono lieto che finalmente vengano affrontati tutti gli altri temi, dopo cento giorni di silenzio assoluto o di parziale silenzio rispetto a temi che evidenzieranno il pressappochismo di questa Giunta, pur se non di tutti i componenti, la conduzione di questa Giunta, la mancanza di attenzione, la mancanza di impegno rispetto a certi temi. Verranno fuori esaminando gli ottanta punti.
Presidente - La parola al consigliere Testolin.
Testolin (UV) - Per rafforzare, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto il collega di movimento ha detto poc'anzi. Presidente Spelgatti, adesso capisco chi ha parlato di clima surreale: qualcuno lo ha espresso ieri in una seduta della vostra maggioranza, qualcun'altro lo ha espresso in Aula questa mattina. Il clima surreale deriva da due aspetti fondamentali. Uno è che voi avete coscienza di aver fatto poco, se non niente, perché nei dieci minuti in cui oggi ha preso la parola il termine più utilizzato è stato "fatto niente" e "fermi", li avrà ripetuti almeno una quindicina di volte, il che denota in coscienza una consapevolezza che in determinate iniziative o si arriva in ritardo o non si è mossa foglia.
Avremo modo di analizzare tema per tema nelle interpellanze e nelle interrogazioni che sono state sottoposte, per evidenziare quanto, da un punto di vista amministrativo, ci siano state delle criticità nell'affrontare certi dossier, probabilmente - come ha detto il collega Bertschy - per una mancanza di conoscenza degli stessi, per una mancanza di lungimiranza dal punto di vista programmatorio, per una mancanza di lungimiranza che deriva dalla presentazione di un programma assolutamente sommario e anche dall'incapacità fino a oggi di presentare le linee prospettiche per traguardare i prossimi tre anni, ma avremo modo di parlarne all'interno di questo Consiglio.
L'altro passaggio è ribadito anche dal movimento dell'Union Valdôtaine. Qua non si vogliono mettere in evidenza gli aspetti negativi di cui ogni valdostano può prendere atto quotidianamente rispetto alle proprie problematiche, che è il risultato dell'inattività del governo regionale in questi tre mesi. Nell'Union Valdôtaine nessuno ambisce a fare a scatola chiusa dei ribaltoni, ben conoscendo il percorso che ci ha portato negli ultimi cinque anni a confrontarci con il territorio in situazioni di precarietà. Se si dovessero presentare i presupposti per cambiare qualcosa, lo si farà con tutta l'attenzione a non incorrere nuovamente nelle criticità che hanno toccato il passato, ma che in questo momento caratterizzano il vostro operato. Anche l'Union Valdôtaine non farà da stampella per nessuno. Si metterà in gioco, se sarà il caso di farlo, come si è messa in gioco in questo momento di opposizione per sottolineare tutte le cose che non vanno, per cercare di stimolare l'attività di un governo che non è in grado di guardare avanti, un governo che quotidianamente non ha una certezza né da un punto di vista politico né da un punto di vista amministrativo. Un governo che, con le parole della sua Presidente, dimostra tutta la debolezza di un percorso che probabilmente pensava diverso, di un percorso che non è in grado di affrontare, che non è attrezzato ad affrontare, perché mancano tutta una serie di fondamentali per dare delle risposte concrete alla Regione.
Chiudo questo passaggio, perché all'interno del comizio che lei ha fatto in questo inizio mattinata ci sono delle parole che mi hanno toccato particolarmente. Quando parla di attenzione al popolo, di attenzione ai valdostani, mi piacerebbe ricordare la sua assenza quando nel mese di agosto per la prima volta aveva la possibilità di dimostrare ai valdostani un vero attaccamento a quelle che sono le sue origini, alla sua storia, alle sue peculiarità. Aveva la possibilità di recarsi a Rhêmes-Notre-Dame e ad Introd per partecipare alla Rencontre valdôtaine: un appuntamento particolarmente importante per tutta quella gente che, nonostante abbia dovuto emigrare, ha sempre nel cuore la patria natale e ha la possibilità una volta all'anno di confrontarsi con il territorio valdostano. Proprio lei, signora Spelgatti, che questo vissuto dovrebbe conoscere, perché anche lei arriva da una famiglia che ha conosciuto l'emigrazione nel tempo, si è fatta negare di fronte a questa opportunità. È una cosa a mio avviso molto grave che tocca tutta la comunità valdostana. Così come ha toccato anche l'assenza dell'Assessore all'istruzione e cultura. Sono momenti fondamentali per la vita di una comunità, sono momenti che vanno sottolineati con la presenza e con la vicinanza, cosa che lei non ha fatto in quel momento e continua a non fare adesso.
Presidente - La parola alla consigliera Russo.
Russo (M5S) - Vorrei riportarvi le domande che mi hanno posto in questi giorni i cittadini che ho incontrato e sono persone che non hanno sostenuto solo il Movimento 5 Stelle ma anche altre forze politiche presenti in quest'Aula. Ho incontrato mamme, commercianti, avvocati, dipendenti pubblici e mi hanno chiesto: è vero quello che sta succedendo in Consiglio regionale? Come è possibile che trentacinque consiglieri regionali eletti per definire il futuro della Valle d'Aosta non riescono a capire che i giochi di potere e le reciproche accuse, la denuncia di ciò che è passato non interessa a nessuno? A chi è fuori di qui, a me e a noi del Movimento 5 Stelle interessa solo che si inizi a lavorare con serietà per il bene della nostra regione.
Presidente - La parola al consigliere Nogara.
Nogara (UVP) - La presidente Spelgatti ha esordito oggi dicendo che non ha parlato per tutta l'estate, perché veniva da un sacco di comizi. Probabilmente non ha capito che i comizi sono finiti e si doveva cominciare da subito a giugno a lavorare. Quello che lei oggi ha detto in quest'Aula è stato un vero comizio per una campagna elettorale. Poi lei non ha neanche parlato come Presidente della Regione, ma come presidente della Lega, come presidente del movimento, perché solo voi siete gli eletti e siete quelli che lavorate quaranta ore al giorno e via di questo passo. Guardi che tutti si lavora, ci si dà da fare, si fa quello che si può, però, quando si lavora tanto e non si conclude niente, non serve a molto: sarebbe molto meglio magari lavorare poche ore al giorno e dare delle risposte.
Mi voglio riferire subito a quanto ha detto la collega Russo. È vero, bisognerebbe darsi da fare e lavorare, ma è tutto un problema in seno alla maggioranza. Lei, presidente Spelgatti, ci ha detto "parlate, fate, dite", ma guardi che noi non abbiamo fatto assolutamente niente: è tutta la sua maggioranza che sta dando questo spettacolo alla Valle d'Aosta. Mi piacerebbe d'ora in avanti in quest'Aula sentire fare dei nomi e dei cognomi, perché qua si continua a dire "la vecchia politica! Quello che è stato fatto prima...!". Come giustamente ha già detto il mio collega, intorno a lei di vecchia politica ne ha finché ne vuole e sono persone che sono da rispettare perché hanno lavorato tantissimo.
Qui ci troviamo delle new entry che fanno i fenomeni, che vengono qua e ci spiegano come dovrebbe essere la politica e fanno anche delle affermazioni importanti. Io vorrei sapere noi cosa veniamo a fare qua in questo Consiglio, perché per il consigliere Manfrin è tempo perso, tanto voi fate quello che volete come maggioranza. Se approviamo una risoluzione o una mozione, tanto poi è la maggioranza che decide quello che vuol fare! Anche se la votano, Manfrin, perché poi escono di qua e dicono "li abbiamo presi un po' in giro".
Mi piacerebbe sapere qual è il nostro ruolo. Io ho sempre pensato che il ruolo principe fosse quello del Consiglio. Qui si discute tutto e qui si prendono le decisioni importanti, come diceva la consigliera Russo. Noi abbiamo preso delle decisioni con delle risoluzioni o delle mozioni, in questo caso rivolte all'assessore Aggravi, ma, Assessore, non ce l'ho assolutamente con lei, perché è un dato di fatto che la Presidente non è adeguata per il ruolo che sta ricoprendo. Ma non lo dico io! Lei dice che noi parliamo e parliamo, ma guardi che queste affermazioni non sono venute da noi, sono venute dalla sua maggioranza.
Continuare a nascondersi e a trincerarsi dietro il fatto che non si fa niente, che non è stato fatto niente! Guardi che l'assestamento di bilancio era la cosa più importante che si doveva fare, ma non siete ancora riusciti a deliberarlo in Giunta. Quando pensate di spendere questi soldi? Quanto non useremo di questi soldi? Che poi tutti questi soldi sono stati lasciati da noi, non è che sono stati lasciati da altri. Si informi, sono soldi che sono a bilancio. Poi, lei che sorride sempre a queste affermazioni, sorrideremo insieme quando tanti di questi soldi non verranno usati.
Mi riallaccio anche a quanto detto da diversi miei colleghi. Tutto quello che avete fatto finora, tutti i nastri che avete tagliato: non vi ho mai sentito dire una volta che la passata legislatura è stato organizzato questo, è stato organizzato quest'altro. No! Grandi discorsi: noi siamo per, noi vogliamo questo e quell'altro!
Io vorrei chiedervi, come ho già fatto prima, di fare nomi e cognomi, perché a un certo punto lei parla di attacchi indegni: mi dica da chi sono venuti degli attacchi indegni. Lei non ha mai detto niente - peccato che non l'abbia fatto, perché altrimenti avremmo avuto degli spunti in più per parlare - ma vorrei sapere chi sono tutti quelli che si riferirebbero alle cose non fatte bene, alla vecchia politica: chi? Perché per voi è comodo continuare a sparare e a dire, però voi siete di un immobilismo incredibile, eppure continuate a dare la colpa agli altri. Non è il caso di fare le vittime! Io mi ricordo, quando abbiamo fatto le consultazioni e lei, Presidente, a me e al collega Viérin ha detto: non lasciateci in minoranza perché, se saremo in minoranza, faremo un'opposizione che qui in Valle d'Aosta non si è mai vista. Ecco, non abbiamo mai visto un governo come il suo!
Presidente - La parola al consigliere Bianchi.
Bianchi (UV) - Non avevo intenzione di intervenire, avendolo già fatto prima, però alcune riflessioni sono dovute. Lei, Presidente, interviene dicendo: il passato non ci interessa, noi siamo per il cambiamento, i cittadini hanno voluto noi, la vecchia politica, si cerca di amalgamare perché noi vogliamo cambiare e loro non vogliono cambiare. Questo è un po' il sunto del suo intervento.
Le ricordo che lei è da quando si è insediata che parla. Non ha mai parlato in Valle d'Aosta, ma l'ha sempre fatto fuori dalla nostra regione parlando di marciume. Però mi permetta, se il passato non ci interessa, perché dà la colpa a chi sedeva tra i banchi del governo prima di lei? Faccia vedere la differenza! In cento giorni non ha scaricato un disegno di legge, niente! Tutti gli ambiti sono fermi, immobili, in un immobilismo amministrativo. I suoi stessi Assessori lo dicono in giro: siamo fermi!
Cambiamento: secondo me c'è stato. Ma invece di andare avanti siamo tornati a quella che chiamiamo la Prima Repubblica - gliel'ho ricordato prima - con gli incarichini agli amici degli amici, anzi, ai compagni di lista.
Lei dichiara: "i cittadini hanno voluto noi". Glielo avevamo già ricordato: lei non l'hanno voluta i cittadini! È stato un accordo di poltrone fatto nel mese di maggio! I cittadini non hanno voluto lei, tutt'altro! Anzi, glielo ripeto un'altra volta, questa maggioranza (che non esiste più) aveva meno voti dell'opposizione. Questo avrebbe dovuto farla riflettere. L'esplosione di questa maggioranza non è colpa delle opposizioni, ma è perché tra di voi avete fatto un accordo che non poteva stare in piedi e che è saltato per l'immobilismo suo, Presidente. Poi ultimamente chiaramente diventa buona anche l'Union Valdôtaine sotto l'aspetto politico. Novanta giorni fa "mai parleremo con l'Union Valdôtaine", comunque in maniera ufficiale, invece oggi anche l'Union Valdôtaine va bene, pur di rimanere lì seduti sulle poltrone del governo. Magari non lo fa lei direttamente, manda qualcun altro, manda il suo vicepresidente. Ma questa è la realtà.
La vecchia politica si rimette insieme - e viva la vecchia! - perché lei è immobile e le forze autonomiste hanno veramente a cuore la Regione Valle d'Aosta. Ecco perché forse sarebbe opportuno che le forze autonomiste si sedessero intorno a un tavolo per fare qualcosa.
Presidente - La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (IC) - Ancora una volta, dall'inizio della legislatura in cui questo Consiglio è operativo, assistiamo a un estenuante dibattito che non è senza conseguenze sull'attività amministrativa. Io vorrei esprimere un disagio, come ha già fatto la collega Russo, che credo sia quello di molte persone che sono all'esterno di quest'Aula. Un disagio perché la maggioranza, sorta faticosamente tre mesi fa, è già esplosa; un disagio perché io credo che questo accada anche perché abbiamo un sistema elettorale che a mio avviso è inadeguato. Già la scorsa legislatura ci sono stati tanti e troppi cambiamenti di maggioranza e ora stiamo per assistere a un'altra situazione molto simile. C'è in tutto questo una mortificazione di progettualità e di progettazione, che è ciò di cui questa Regione ha estremamente bisogno e che da troppo tempo sta mancando.
Noi non abbiamo sostenuto questa maggioranza raffazzonata e non abbiamo intenzione di sostenerla. Ma allo stesso modo temiamo fortemente il ritorno di chi in quest'Aula ha governato per tanto tempo e per cui abbiamo avuto l'esperienza di riconoscere un malgoverno. Io credo che sia il momento di cercare di essere chiari, perché qui noi stiamo assistendo a un dibattito tra leghisti da una parte e unionisti, di un tipo e dell'altro, dall'altra parte. La collega Russo, come qualcun altro prima, ha richiamato al lavoro. Per quello che può essere significativo in un momento come questo, in cui tutto sta cadendo a pezzi, forse, se ci occupiamo di quello per cui siamo stati convocati questa mattina e con le due giornate di Consiglio, faremmo una figura un po' meno pessima di quella che stiamo facendo di fronte a tutta la comunità valdostana.
Presidente - La parola al consigliere Viérin.
Viérin (UVP) - Ci aspettavamo ancora qualche intervento dai banchi della maggioranza, visto che è interessante il dibattito che la leghista Spelgatti ha lanciato in quest'Aula, trasformandola in un luogo di comizi. Condivido con i colleghi del Movimento 5 Stelle e con la collega Minelli che l'indegno spettacolo, che si sta dando da più sedute in quest'Aula, esiste. Chiederemmo semplicemente di cibler verso chi oggi è il vero responsabile di questa situazione, cioè la Presidente di questa non-maggioranza, di tutta l'incapacità di gestire un'amministrazione e di portare avanti i dossier, perché poi è di questo che dobbiamo parlare.
La collega Spelgatti ci ha detto che oggi c'è il sole, come ci aveva detto che avrebbe ricercato il bello (probabilmente non l'ha trovato); noi vediamo solo nebbia, collega Spelgatti. La nebbia delle non-azioni che voi avete fatto e sono state ricordate. La variazione di bilancio nel mese di luglio avrebbe dato la possibilità, anche con risorse che voi avete detto non erano poi tante, di rilanciare alcuni settori, perché nel periodo di ordinaria amministrazione non si poteva fare l'atto di variazione al bilancio. Dopo tre mesi lei è venuta oggi di fatto a giustificarsi per tutto ciò che non è stato fatto, riconoscendo che invece alcune cose a cui eravate interessati le avete fatte e siete stati molto rapidi nel farle, per piazzare amici e parenti.
Di silenzio noi ne abbiamo visto ben poco. Noi abbiamo scelto di lasciarvi lavorare. Alla ripresa chiaramente ci siamo espressi, ma durante tutta l'estate le opposizioni, almeno quella autonomista, è rimasta silente ad ascoltare lei che andava nei comizi leghisti a screditare la Valle d'Aosta e a vedere i suoi selfie a Roma (quelli che non piacevano al collega Gerandin) per la questione finanziaria, degli incontri con colleghi o ministri nei corridoi che diventavano trattative per la questione finanziaria. Abbiamo invece ascoltato il non-silenzio dell'assessore Aggravi, perché lei, presidente Spelgatti, non può venire qui a dire che tutti sono stati zitti in questa maggioranza, perché l'assessore Aggravi ha passato l'estate sui social a parlare di casinò. Il dibattito è stato suscitato dall'assessore, mentre noi avevamo semplicemente in questa ripresa chiesto delle cose, ma tanto è stato.
La politica di trovare a tutti i costi un nemico oggi viene portata in quest'Aula, dicendo che non vi si lascia lavorare. Quindi noi le diciamo, collega Spelgatti, di fare un'ennesima riunione di maggioranza e di capire perché non riuscite a lavorare, ma non venite a scaricare su quest'Aula la vostra inesperienza, incapacità o anche il vostro immobilismo, perché il venire qui a scaricare sui colleghi che non hanno responsabilità e che non hanno ruoli di governo l'incapacità che avete di portare avanti i dossier, noi lo troviamo veramente assurdo. Sicuramente lei in parte è stata in silenzio, ma ha fatto tanto parlare i valdostani, almeno in qualche sagra dove avete utilizzato pure le auto blu: sicuramente i valdostani lo hanno visto e hanno parlato di questo.
In Valle d'Aosta non esiste l'elezione diretta, lo ha ricordato il collega Bianchi, quindi i valdostani non hanno scelto qualcuno che oggi, in modo indottrinante, viene a cercare di trasferire i motti di un movimento che noi rispettiamo, ma che sono una cosa diversa rispetto a maggioranze o a progetti di governo che dovrebbero esistere. Non capiamo, per esempio nella schizofrenia della vostra azione, come un collega che è presidente del governo e responsabile del movimento della Lega, prima voti una risoluzione e dopo faccia un comunicato per dire che quella cosa non si farà. Questi sono i paradossi che si devono sapere fuori da qui.
Noi siamo qui per cercare di capire quello che state facendo, quello che dovrete portare avanti, per discutere con voi se questi provvedimenti che voi porterete ci vedono d'accordo o meno. Ma oggi, Presidente, nelle sue comunicazioni ha dimenticato di dire la cosa più importante: voi non avete più i numeri e lo state dimostrando anche oggi all'inizio di questa seduta consiliare. Quindi, come abbiamo fatto nella seduta precedente, vi invitiamo a farvi un esame di coscienza e a venire a dire in quest'Aula se avete o non avete i numeri per portare avanti i dossier amministrativi di cui la Valle d'Aosta ha bisogno o se avete ancora i numeri per andare avanti, sapendo che da questa parte non ci sarà disponibilità a fare inciuci o a fare stampelle per un progetto che aveva la sua dignità, la sua capacità in quello che voi avevate detto di portare avanti e che, se non avete più la forza di portare avanti, dovete prenderne atto, perché noi ci chiediamo questi ottanta punti come saranno discussi, Presidente. È un governo che - è stato sancito dalla Presidente nel suo intervento - non ha né la forza né i numeri, perché una parte della maggioranza non la lascia lavorare. Però questi dibattiti fateli al vostro interno, tornate in Aula quando e se avrete i numeri, ma non continuate a tenere la Valle d'Aosta in ostaggio per le vostre beghe politiche e per le spartizioni che probabilmente non riuscite a fare.
