Objet du Conseil n. 361 du 8 juillet 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 361/81 - RISTRUTTURAZIONE DI ALCUNI ASPETTI DELLA "S.p.A. CENTRALE LATIERE D'AOSTE" - APPROVAZIONE LAVORI, AUTORIZZAZIONE DI SPESA.
Presidente - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz. Ne ha facoltà.
Marcoz (UV) - Ho voluto approfittare di questo Consiglio, prima della pausa estiva, per informare i Consiglieri sull'andamento delle varie relazioni che sono state effettuate e per poter provvedere, così, durante i periodi di vacanza, a far sì che il Consiglio di Amministrazione della Centrale di Aosta possa adempiere alle richieste che il Consiglio regionale in questo momento discute. Faccio menzione a tutti i Consiglieri delle singole relazioni che loro hanno ricevuto; sia in Commissione che il altre sedi, si è visto che la Centrale del Latte, e qui non scopro l'acqua calda, deve essere ristrutturata in quanto, secondo noi, il costante passivo della Centrale del Latte, sia perché deve controbattere i produttori sul prezzo del latte, e quindi svolgere un'azione di freno, sia perché è costretta ad aumentare il prezzo del latte al rivenditore, cioè al consumatore, sebbene tutti condividiamo la funzione sociale della Centrale, è necessario che si prenda una serie di provvedimenti.
Dopo le varie discussioni svoltesi in sede di Commissione, si è visto che la prima azione che si deve eseguire alla Centrale del Latte è proprio quella della raccolta del latte, non più tramite la raccolta solita, tradizionale con bidoni, ma tramite refrigerazione. Da un primo preventivo fatto dall'Assessore ai Lavori Pubblici si era vista la possibilità di realizzare una nuova parte di ricevimento della Centrale del Latte separando, quindi, il Caseificio della Centrale dalla sezione di imbottigliamento. Attualmente c'è da costruire due tramezze in mattoni per la chiusura di due porte e la chiusura della parte compresa tra il trattamento del latte e la cottura dei formaggi. Si era, poi, prevista una pensilina per il ricevimento del latte industriale ed il lavaggio dei bidoni, ma questa soluzione è stata scartata, per cui dopo un sopralluogo effettuato in Centrale, si è visto che la Centrale già dispone di un locale, cioè di una caldaia-cisterna di circa 100 quintali, utilissima e valida per fare la raccolta con i refrigeratori. Allora, come spese murarie, mentre all'inizio si era preventivata una spesa di circa 150 milioni, (punto 1 della relazione) da conti fatti sommariamente con una spesa modica - tra muratura di separazione, tra il caseificio e il reparto imbottigliamento, collegamento della cisterna preesistente con l'impianto di sterilizzazione della centrale ed i collegamenti da parte esterna - di 10 milioni si risolvono tutti questi problemi di collegamento. In sostanza si abolisce la prima parte del discorso che dicevo prima, cioè relativo alla parte di ricevimento, e si sostiene, invece, una spesa molto inferiore di quella preventivata.
Per rispondere poi al punto 2, certamente bisogna sistemare i famosi refrigeratori ai produttori. Dopo un attento esame, valutato anche assieme ad alcuni funzionari della Centrale del Latte, si è visto che a parecchi produttori, e in parte a quelli che conferiscono giornalmente, tutto l'anno, il latte, è necessario venire incontro con la messa in opera di questi refrigeratori, refrigeratori che, secondo un calcolo fatto approssimativamente dall'Assessorato, ma che eventualmente con più cognizione di causa, potrà essere fatto dal Consiglio di Amministrazione della Centrale, si valutano in numero di circa 40-50. Questo, ripeto, è il numero di refrigeratori da mettere a disposizione di questi produttori che conferiscono latte continuamente per tutto l'anno.
La spesa può aggirarsi sui 50 milioni circa, mentre, - e di questo parlo a titolo personale - è mia impressione condivisa peraltro anche dalla Giunta, che si possa vedere di diminuire la dotazione per i conferitori saltuari, cioè quelli che conferiscono solamente nei mesi invernali, in quanto è nostra convinzione che i produttori di latte dovrebbero, dove è possibile, dove hanno il caseificio, avvalersi delle latterie turnarie, in quanto il latte trasformato in fontina rende parecchio di più che il latte pastorizzato per uso e consumo alimentare. Quindi, bisogna vedere di eliminare, dove è possibile e il più possibile, i produttori che conferiscono il latte solo saltuariamente. Con una spesa sui 50 milioni, quindi, si possono acquisire questi refrigeratori, mentre, per quanto riguarda le strutture di cui ancora è carente la Centrale del Latte, oltre a quello che si era già detto, si rende, penso, indispensabile l'acquisizione di una zangola, in quanto quella attuale, dopo un lungo servizio, non è quasi più in grado di funzionare. Si rende, inoltre, necessaria una impacchettatrice e, forse, anche una titolatrice, scrematrice del latte. La spesa non dovrebbe superare i 250 milioni, in quanto una titolatrice, una impacchettatrice, una zangola, secondo i miei calcoli, dovrebbero costare al massimo sui 180/200 milioni al massimo.
L'altro discorso, conclusivo, sulla Centrale del Latte, e che ci interessa maggiormente, è quello della propaganda che si dovrebbe fare per il latte alimentare nelle scuole. Chiaramente, con la dotazione di questi apparecchi, e poi se fosse possibile durante la lavorazione del latte, bisognerebbe vedere di introdurre anche i famosi yogurt dei quali tanto si parla e che potrebbero dare un incentivo soprattutto in direzione delle scuole. Occorre, quindi, vedere la possibilità di fare anche questa opera di convincimento e di pubblicità per la Centrale del Latte. Dopo di che, visto l'andamento di quest'anno, in quanto il bilancio della Centrale si è chiuso, abbastanza positivamente , con un passivo di circa 35-37 milioni, dato che si deve sostenere un onere sociale, la Centrale dovrebbe viaggiare tranquillamente. Rimane ancora il discorso finale che è quello del capitale sociale. Analizzando con i tecnici i 220 milioni di capitale sociale che attualmente possiede la Centrale come S.p.A. che è il minimo indispensabile per poter fare una S.p.A., la richiesta alla Centrale è quella di apportare un aumento di capitale a 400 milioni. Io penso che, forse, sia più conveniente una fidejussione, in quanto, anche se noi portassimo il capitale sociale a 440 milioni, viste le disposizioni di legge che non permettono nel modo più assoluto di toccare questi fondi, potrebbe venir fuori il discorso che le banche, sapendo che la Centrale ha un capitale sociale di 440 milioni, anticipino altro denaro liquido, sempre, però, dietro pagamento degli interessi passivi. Tanto vale, allora, che la Regione si renda conto e conosca con precisione quanto si paga con la fidejussione, cioè quanto vengono a costare gli interessi passivi a questa Centrale. Ecco, facendo questa operazione e sentendo adesso le giuste osservazioni dei singoli Consiglieri, credo che, malgrado tutte le discussioni e le varie osservazioni, la Centrale del Latte si metta, per quanto è di nostra competenza e di nostro conoscimento, più o meno sulla strada di un pareggio annuale della gestione.
Presidente - È aperta la discussione. Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Noi siamo favorevoli ad una prima ristrutturazione della Centrale del Latte, quale quella qui illustrata.
Anche nella relazione, infatti, si dice che si ritiene di individuare, almeno per ora, determinati interventi, però vorremmo chiedere alcuni chiarimenti circa una più chiara interpretazione del testo allegato.
Sul problema, per esempio, dei 50 refrigeratori circa, ci sembra, - e qui vorremmo sapere qualcosa di più anche in base alle caratteristiche di questi refrigeratori - che l'importo previsto sia, forse, insufficiente; quindi desidereremmo avere un chiarimento circa le modalità di raccolta del latte - difatti, nella relazione si parla di raccolta di una sola volta al giorno, a giorni alterni - il tipo di impianti che verrebbero installati, se questi impianti vengono installati nelle sedi dei diversi produttori, o in sedi separate.
L'altro aspetto che ci sembra importante, al quale si dovrebbe, forse, maggiormente fare attenzione, è quello relativo alla pubblicità, al consumo e al miglioramento della distribuzione, come si dice nella relazione, con particolare riguardo alla media e bassa Valle. Ora, risulta che la distribuzione in tutta la Regione è piuttosto carente, pur essendoci una notevole richiesta, in particolar modo, nei periodi a più forte affluenza turistica. C'è un grosso smercio di latte sterilizzato, forse anche per il costo minore, ma in confezioni da un litro e da mezzo litro, e in pochissime località, invece, si trova il latte pastorizzato della Centrale del Latte di Aosta e, quando si trova, è sempre in quantità molto ridotta, proprio perché la distribuzione è insufficiente e non è sufficientemente capillare.
Un'altra domanda che vorrei fare riguarda la possibilità di vendere il prodotto in confezioni da mezzo litro, poiché molto latte sterilizzato viene acquistato proprio perché è disponibile in confezioni più ridotte, particolarmente utile alle persone sole - ricordiamoci che il numero delle persone sole è in continuo aumento percentuale - mentre invece la confezione della Centrale del Latte è di un litro soltanto.
Gradirei avere risposte su questi argomenti, pur premettendo che, in linea di massima, siamo favorevoli al provvedimento, ritenendo che questa attrezzatura debba essere potenziata e portata a livelli di efficienza notevoli, in modo da costituire un efficiente servizio pubblico.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Non ho sentito nella relazione che ha fatto l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, sufficientemente chiara, una premessa che è indispensabile, secondo noi, ed è che la Centrale del Latte deve, anche gradualmente, ritornare a svolgere la sua funzione originaria che era, e resta, quella di garantire al consumatore un alimento sano; per raggiungere questo obiettivo la Centrale del Latte provvede al trattamento igienico e sanitario del latte. Sappiamo tutti, lo abbiamo detto parecchie volte, che nella storia della Centrale del latte di Aosta sono stati commessi alcuni errori che io chiamerei di impostazione. Il primo è sicuramente quello di aver voluto accorpare in un solo edificio la lavorazione del latte alimentare e la lavorazione dei prodotti caseari.
Altro elemento che, più volte si è detto, è stato negativo ed ha pesato sulla situazione della Centrale, è quello di un aumento che si potrebbe definire incontrollato dei conferimenti che ha portato, in alcuni periodi, ad una accumulazione di eccedenze che hanno avuto delle punte, a quanto mi risulta, anche di 120 quintali circa di latte al giorno. Allora, i problemi, secondo noi, sono essenzialmente due, deve essere detto con chiarezza, questa è la premessa che, secondo noi, andava fatta: la prima è di ritornare a privilegiare la produzione di latte e dei derivati freschi del latte, eliminando il caseificio e facendo in modo che i conferimenti eccedenti siano convogliati presso i caseifici di Saint-Marcel e di Villeneuve che appositamente sono stati costruiti per la trasformazione del latte... (interruzione fuori microfono)... Cosa vuol dire? Io sto dicendo semplicemente questo: che le eccedenze di latte debbono essere convogliate verso altre produzioni tipiche dei caseifici che sono a Saint-Marcel e a Villeneuve, dunque, il problema di scelta produttiva della Centrale è legato anche ad una scelta di eliminazione di queste eccedenze. Questa dovrebbe essere l'impostazione di base, che molte volte abbiamo discusso anche nelle Commissioni. La proposta di ristrutturazione dovrebbe essere, naturalmente, conseguente, e noi, in effetti, ci eravamo allarmati quando abbiamo visto una cifra di 150 milioni per la separazione del caseificio dai reparti che producono e trasformano il latte, perché ci sembrava sostanzialmente una scelta che voleva mantenere il caseificio potenziando questo tipo di produzione. Secondo noi, è indispensabile, invece, e non è detto con sufficiente chiarezza, che la produzione di toma e di fontina deve cessare all'interno della Centrale: su questo vogliamo sentire quali sono le opinioni della Giunta regionale. Quello che oggi viene chiamato caseificio dovrebbe, in effetti, trasformarsi in un reparto in cui si producono i derivati freschi del latte. Rispetto alle proposte di oggi sono evidentemente interventi minimi e necessari. Alcuni di questi interventi sono estremamente opportuni: l'istituzione dei centri di raccolta e di refrigerazione del latte, in modo particolare, la necessità di pubblicizzare il consumo del latte, di migliorarne la distribuzione, di fare un'opera promozionale, sono elementi, indubbiamente, indispensabili, mentre non chiediamo all'Assessore competente perché si erano previste, o si sono previste, cifre così grosse dal momento che ho sentito nella relazione introduttiva, in effetti, che i lavori di ristrutturazione muraria costeranno una decina di milioni, anziché 150; se ho ben capito anche il problema della sostituzione, della revisione delle attrezzature della Centrale dovrebbero costare molto meno di 250 milioni. Sembrano anche eccedenti i 100 milioni per gli impianti di raccolta e di refrigerazione del latte. La richiesta che voglio fare è, appunto, se è intenzione dell'Assessore modificare oggi queste cifre e, in caso contrario, perché si indicano delle cifre così elevate nella delibera.
Un ultimo aspetto riguarda il tipo di azione che intende fare la Giunta per pubblicizzare il consumo del latte nelle scuole. Si tratta di una cosa di notevole importanza, secondo noi; probabilmente, se viene fatta bene questa distribuzione del latte nelle scuole, si ha un incremento di circa 12 quintali di produzione di latte al giorno, rispetto ai circa 80 quintali di produzione attuale. Si tratterebbe, perciò, di un incremento notevole che andrebbe nella direzione che noi auspichiamo, cioè di un potenziamento del settore del latte alimentare a discapito, invece, di lavorazioni del caseificio che sono state, soprattutto alcune, dai dati che abbiamo finora avuto, tutt'altro che redditizie.
Ecco, la domanda è questa: in che modo, con quali tempi, con quale piano si intende portare avanti questo discorso di distribuzione del latte nelle scuole?
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Visto che la situazione della Centrale del Latte non è così allarmante come lo era anni fa, e da centinaia e centinaia di milioni di deficit si sono ridotti al 1980 a poco più di 30 milioni, penso che non sarà il caso di ricominciare tutto il discorso sulla Centrale del Latte, se va bene, in quanto S.p.A., se andrebbe meglio in quanto cooperativa, se fosse il caso di regionalizzare o cose di questo genere. Ritengo che sia più giusto parlare, in questo momento, di una ristrutturazione per dare una possibilità a questa Centrale di migliorare il suo funzionamento o poter ancora ridurre questo deficit che ha e anche, ad un certo punto, di svolgere l'attività per la quale era sorta. Sulle proposte presentate dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste noi, evidentemente, come già detto in Commissione, siamo d'accordo, e l'unica cosa che facciamo rilevare anche noi, come è stato fatto rilevare da altri, è che per i nuovi ricevimenti di latte la spesa di L. 150 milioni è esagerata, in quanto, in quella Commissione, tra funzionari dell'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste ed il responsabile della Centrale del Latte si era previsto che il lavoro per il nuovo ricevimento dovrebbe costare poco più di una decina di milioni o, al massimo, venti milioni.
Sulla refrigerazione del latte siamo d'accordo, perché non solo è una questione di funzionalità, di riduzione di lavoro e di personale, ma è anche una questione di leggi sanitarie.
Quanto all'aggiornamento delle attrezzature, riteniamo che esso sia giusto in quanto richiesto esplicitamente già da tempo da parte del Consiglio d'Amministrazione.
La commercializzazione e la pubblicità: la cosa ci lascia piuttosto dubbiosi perché, giustamente, si viene a dire che le capacità lavorative sono di 120-130 quintali di latte alimentare al giorno, ma se ne lavorano e se ne vendono solo 80. Allora, a che serve, ad un certo punto, se non si vuole lavorare questo latte, se non si vuole distribuirlo, fare della pubblicità? Non mi risulta che ci sia bisogno di pubblicità, basterebbe non distribuire questo latte giustamente come diceva Nebbia, solo ad Aosta e nel circondario, ed in totale in poco più di 10 Comuni su 74. Se la distribuzione del latte fosse fatta, non dico in un modo più razionale, ma con altri sistemi, non a ore fisse, forse non ci sarebbe bisogno di tanta pubblicità,e a questa distribuzione basterebbe affiancare la distribuzione del latte nelle scuole e nel famoso "Bar Bianco", centro di distribuzione e di pubblicità di prodotti della Centrale di Aosta.
Un'altra cosa che ci terrei a sottolineare, e che forse può spiegare perché la Centrale del Latte va meglio, è che ultimamente il Consiglio di Amministrazione ha fatto un po' più il Consiglio di Amministrazione e un po' meno, diciamo, il braccio lungo delle Amministrazioni regionali. Riteniamo che il Consiglio di Amministrazione debba avere la possibilità di funzionare, in quanto Consiglio di Amministrazione, ed avere un'autonomia finanziaria. Bisogna, inoltre precisare, in merito a queste voci che correvano in senso contrario alla Centrale del Latte, che esse erano dovute alle scelte del prezzo politico del latte, però bisognerebbe spiegare qualcosa in merito al latte acquistato dalla Centrale. È vero che ci sono state, da parte dell'Amministrazione regionale, delle imposizioni, se così le possiamo chiamare, per l'acquisto di latte in più, ma era altrettanto vero che questo latte non veniva né lavorato ad Aosta, in certi periodi né venduto ad Aosta. Addirittura il latte della centrale in certi periodi veniva rivenduto fuori Valle ad un prezzo inferiore a quello al quale era acquistato qui ad Aosta. Quindi, giustamente, Tonino dice: scelte anche sbagliate fatte dall'Amministrazione della Centrale del Latte nel passato.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Questo progetto di ristrutturazione era stato diffuso anche nella III Commissione consiliare permanente. Mi dispiace che non ci sia il Presidente della Commissione, perché in quella sede aveva espresso un parere di questo genere: che non si esprimeva alcun parere su questo progetto, fintanto che non fosse stata presentata una proposta esecutiva sulla ristrutturazione della Centrale del Latte.
Di fatto mi sembra che questa non sia una ristrutturazione della Centrale del Latte, qui mi sembra che autorizziamo la Giunta a spendere un bel po' di milioni, per l'esattezza 580 milioni, per farne ciò che vuole, tenuto conto anche delle dichiarazioni fatte dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, in fase di illustrazione di questo oggetto, quando ha detto che i costi sono inferiori, almeno mi sembra di aver capito, di quelli che sono proposti in delibera.
Detto questo ritengo che nell'ambito di una ristrutturazione globale della Centrale del Latte, si debba esaminare anche la questione deficitaria che attualmente sta attraversando la Centrale del Latte, perché io ritengo che non possiamo andare ad una ristrutturazione della stessa con un impegno di spesa per ristrutturazioni varie, senza conoscere gli indirizzi della Giunta regionale e del Consiglio regionale sulla questione del capitale sociale della Centrale del Latte.
Sappiamo che ogni anno andiamo a dare dei contributi per ripianare, in un certo qual modo, il deficit della stessa, dando atto, comunque, certamente che l'attuale Consiglio di Amministrazione ed il suo Presidente sono arrivati a un deficit che si può definire accettabile per quella che, secondo noi, è la funzione che la Centrale del Latte dovrebbe svolgere.
Detto questo, ritengo che l'unica cosa chiara di cui noi siamo in possesso, è quella prevista al punto 2 della delibera dove si parla di refrigerazione e raccolta del latte.
Unica cosa chiara, diciamo, in quanto c'è una delibera del Consiglio di Amministrazione, mi sembra, o una presa di posizione del Presidente della Centrale del Latte , che dice che dal primo agosto non si ritira più il latte, se non verranno installate queste celle di refrigerazione nei centri di raccolta del latte. Questo potrebbe anche andare bene, però tutto il resto che è spiegato in delibera, ritengo che non sia assolutamente sufficiente per esprimere un parere positivo, o negativo che sia, per quanto è di nostra competenza su quella che, secondo la Giunta, viene chiamata la ristrutturazione della Centrale del Latte. Poi, quando si parla di commercializzazione e pubblicità del latte, mi sembra che sia stato fatto rilevare da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, mi pare il collega Tonino, che la Regione Valle d'Aosta è al secondo, o al terzo posto fra le Regioni per quanto riguarda il consumo di latte pro-capite annuo. Fintanto che noi facciamo della pubblicità per il consumo del latte, come sta facendo la CEE attualmente, chiaramente, non andiamo incontro alle esigenze della Centrale del Latte, perché evidentemente, se la Centrale pubblicizza il consumo del latte, l'eventuale incremento del consumo non riguarda quello acquistato alla Centrale del Latte, per cui il fine non è raggiunto.
Un'altra cosa di cui sono venuto a conoscenza solo recentemente, circa 20 giorni fa, è il fatto che la Centrale del Latte si limita alla commercializzazione dello yogurt che non è produzione della Centrale, ciò mi ha abbastanza stupito, anche perché ritengo che scrivere sulle bottiglie: "yogurt della Centrale del Latte" quando poi viene fatto non so in quale paese del Piemonte, mi sembra che sia una cosa poco corretta. Se poi a questo aggiungiamo che capita sovente che questo yogurt, oltre a non essere della Centrale del Latte, addirittura non si trova nelle latterie, o nei punti di vendita, come è successo recentemente che per quattro giorni non si trovava yogurt nei punti di vendita, ecco che le perplessità aumentano.
Probabilmente ci sono altre cose che sarebbero da dibattere, però, ritengo che tutto questo discorso della Centrale del Latte non possa essere contenuto su un foglietto a due facciate, nelle quali c'è una specie di relazione su quello che intende fare la Giunta e poi ci sono 15 righe di cifre con le quali la Giunta chiede l'autorizzazione a spendere dei soldi a giustificazione di questa ristrutturazione.
Noi riteniamo che, a meno che l'Assessore non ci dia una spiegazione nella replica... (interruzione fuori microfono - incomp.)...
... Le relazioni, Sig. Assessore, sono fatte da studi tecnici e io ritengo che quelle relazioni riguardino gli indirizzi della Giunta regionale, perché allora, a questo punto, prendiamo la relazione fatta dallo studio svizzero, prendiamo la relazione fatta da altri Istituti, e poi vediamo.
Io sto parlando di indirizzo della Giunta regionale. Non abbiamo alcuna relazione della Giunta regionale sulla Centrale del Latte, se non questo foglietto. Io ritengo che questo foglietto allegato all'ordine del giorno non sia un indirizzo valido che consenta ai Consiglieri regionali di votare a favore o contro, una ristrutturazione della Centrale del Latte, così come è stata prospettata con questo allegato.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti. Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - La centrale del Latte, o "S.p.A. Centrale Laitière d'Aoste", è una voragine che ha già inghiottito molto denaro pubblico. La delibera che ci viene proposta, - e in questo non posso che trovarmi d'accordo con chi mi ha preceduto criticando la Giunta in questo senso - non può essere considerata valida, perché non tiene conto, al contrario di quanto afferma l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, cercando di calmare il collega Minuzzo, non contiene, dicevo, assolutamente, quelle che sono state le implicazioni, per esempio, dello studio fatto dagli svizzeri. Gli svizzeri ci hanno detto chiaramente: se voi volete risolvere il problema, siccome avete una percentuale di lavoratori che è superiore a quella di qualsiasi altra Centrale del Latte rispetto al prodotto lavorato, dovete togliere del personale, o aumentare il latte che lavorate. Questo ci hanno detto, molto chiaramente. Ecco come hanno risolto loro il problema. Non dico che questa sarebbe stata la soluzione ideale dal mio punto di vista, però noi, rispetto a questo punto, da parte della Giunta, non ci vediamo proporre niente e anche le altre relazioni esaminavano non tutto e compiutamente il problema del consumo del latte in Valle d'Aosta.
Sono cose che ho già detto in Commissione. Noi non siamo contrari a che ci sia una ristrutturazione della Centrale del Latte, anzi, sarebbe ora che finalmente questa Centrale, che tanti problemi ha procurato, trovi - visto anche che c'è un Consiglio di Amministrazione che è riuscito a portare avanti un certo tipo di discorso, a migliorare, almeno apparentemente, le condizioni del bilancio della Centrale - il modo di mettere la parola fine ad una serie di errori dovuti a responsabilità diverse che riguardano i politici, i tecnici e gli stessi conferitori. Ognuno di questi gruppi ha le responsabilità proprie. Mettiamo la parola fine, ma non ripetendo le cose che ci erano state dette molto tempo fa. Io non vorrei sbagliarmi, ma sono convinto che se vado a cercare in mezzo a tutte le scartoffie che riguardano la Centrale del Latte, io ritrovo questa proposta di delibera, se non proprio identica, comunque molto simile ad una prima proposta che si era stata portata all'esame nella Commissione Consiliare permanente Sviluppo Economico.
Io chiedo all'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz come può pretendere che noi votiamo la delibera quando lui stesso ci dice che la cifra di 150 milioni di cui al primo punto, e che troviamo, poi, puntualmente, al punto 2 del deliberato, resta quella che è, quando lui stesso ci dice che la cifra di cui ha bisogno non è questa. Io non capisco, tanto per fare un discorso che esula dalla Centrale, ma che si riferisce semplicemente alla gestione del bilancio, come può permettersi l'Assessore Marcoz di tenere dei fondi bloccati, in misura molto superiore a quelle che sono le necessità sue, in un momento in cui i soldi, purtroppo, vengono a mancare e abbiamo delle difficoltà per la gestione normale dell'andamento dell'Amministrazione.
Naturalmente, questo vale anche per tutti gli altri punti perché le cifre, ci è stato detto dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, non sono quelle che sono scritte sulla delibera. Questa è stata consegnata ai Consiglieri e fa parte del primo ordine del giorno; abbiamo ricevuto quasi venti punti nuovi. L'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz ha dato una delibera, nei termini normali, ma poteva benissimo provvedere a far pervenire al Consiglio, insieme agli allegati suppletivi che sono arrivati in ben due riprese successive, una spiegazione e una proposta di modifica della delibera stessa che ci viene chiesto di votare.
Tutti quanti ripetono che bisogna avere latte fresco, ma io non ho ancora sentito dire dall'Assessore quali sono le reali esigenze della popolazione valdostana rispetto al consumo del latte fresco. È stata fatta un'indagine in questo senso? Queste cose le abbiamo chiese in Commissione.
Quello che spiace è che tutte le volte si è costretti a rifare le stesse domande senza ottenere delle risposte. Io dico: a cosa ci è servito spendere dei soldi per tutti questi studi, quando poi non si risolve il problema conferitori-Centrale, che è quello che ha sempre provocato tutti i disagi.
Credo che questo lo abbiano, ormai, capito anche i sassi. Io non ho alcuna esperienza in questo settore, l'ho ammesso in più riprese, ma informandomi attraverso interrogazioni con risposta scritta, vedendo quale è stato lo sviluppo di questa Centrale, penso che il nodo centrale del problema sia quello, appunto, del conferimento e dell'impossibilità di poter lavorare quantitativi adeguati di latte.
È chiaro che, poi, se si vuole inserire il problema Centrale all'interno della Regione e si vuol dare il latte, come credo sia giusto, a tutti i cittadini della Valle d'Aosta, dobbiamo anche cambiare nome a questa Centrale e chiamarla Centrale del Latte della Valle d'Aosta e non più di Aosta.
Io sono d'accordo: il latte deve arrivare in tutti i Comuni: ci sono per fortuna dei Comuni dove si beve il latte fresco, quello veramente fresco che io vorrei poter bere al posto di quello pastorizzato, perché credo che sia più adatto all'organismo di un essere umano, ma comunque, visto che ormai il progresso è arrivato dove è arrivato e si considera latte fresco non quello appena munto, ma quello pastorizzato, mi pare giusto che questo arrivi in distribuzione in tutti i Comuni della Regione. Però, se noi non sappiamo neppure qual è il fabbisogno, e io, lo ripeto, l'ho chiesto molte volte in Commissione e in quest'aula e non ho ancora ricevuto risposta, se non sappiamo quello di cui abbiamo bisogno come facciamo a programmare la ristrutturazione della Centrale?
Questa Giunta continua ad affrontare i problemi con approssimazione, a seconda delle spinte che vengono da un settore o da un altro. Questo problema della Centrale del Latte si trascina da mesi; c'è gente che ha la buona volontà di arrivare alla conclusione, ma purtroppo da parte politica non si fa alcun tentativo serio per risolvere il problema. Ripeto, questa pagina non è una cosa seria; qui mi ritrovo l'importo di 150 milioni per il ricevimento del latte, tale importo si riferiva a un progetto che, quando io l'ho visto, mi sono messo a urlare in Commissione, perché ho detto che non è possibile che si spendano 150 milioni per fare delle cose del genere, cioè una tramezza e una pensilina. Sono cose pazzesche e noi ci ritroviamo a dover impegnare questa stessa cifra.
Chi mi dice che poi la soluzione non sarà quella, magari anche contro la volontà dello stesso Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte? Quindi, stando così le cose, io, già da adesso, dico che non voteremo a favore di questa delibera, non voterò contro perché sono convinto che qualcosa si deve fare, però non è con l'approssimazione che si risolvono i problemi, non è impegnando più di mezzo miliardo senza dare spiegazioni. Occorre elaborare un progetto che spieghi bene che cosa si intende fare, dando chiare indicazioni. Per esempio, anche circa il tipo di refrigeratore, bisogna spiegare in che modo si effettuerà la raccolta del latte, c'è tutta una serie di domande che restano con il loro bel punto interrogativo e non hanno avuto risposta.
Va bene, facciamo maggior pubblicità, perché ci sia un maggior consumo di latte, il latte è un alimento completo, che fa bene, d'accordo, ma questi 80 milioni come intendiamo spenderli? C'è un programma per questa pubblicità al latte pastorizzato? Il latte nelle scuole? Benissimo, ma ho visto, per esempio, certi manifesti, mandati alle scuole superiori, che invitano i ragazzi di 18 anni a mettere una crocetta se e quando devono il loro bicchiere: queste sono cose che vanno bene alle scuole elementari, dove il bambino impara metodicamente a gestirsi, ma un ragazzo di diciotto anni che va a mettere la crocetta sulla sua mucchina con i quadrati, è chiaro che scriverà delle sconcerie anziché fare la crocetta.
Quindi, cerchiamo di avere dei piani precisi, cerchiamo di fare delle cose serie, non di fare sempre delle cose approssimative tipo quei "campanili" che fanno certi giocatori quando rinviano, perché qui è arrivata una palla e l'Assessore la ributta indietro, perché poi la realtà tragica di questi problemi è questa: arriva una palla e qui c'è qualcuno che la rinvia, poi dall'altra parte si ributta la palla e da questa parte la si rinvia, ma nel frattempo i problemi diventano sempre più gravi.
Anche se la gestione di quest'anno è stata migliore, è evidente che c'è un tentativo di migliorare le cose, ma, se noi non interveniamo in modo serio, l'anno prossimo avremo, molto probabilmente, nonostante tutti gli sforzi del Consiglio di Amministrazione, di chi lavora in questa Centrale, dell'Assessorato dell'Agricoltura Foreste che fa la sua parte, un situazione di crisi perché non ci sono programmi validi.
Ormai di inviti ne ho fatti tanti, credo di essermi stancato da solo a fare inviti - figuriamoci poi se questa Giunta prende in considerazione gli inviti della Nuova Sinistra - ma io non voglio perdere la buona volontà, non voglio saltare un fosso che è quello di considerare istituzioni un luogo nel quale non si possa proprio mai riuscire a combinare niente di buono. Non ho ancora intenzione di saltarlo questo fosso. Quindi, rivolgo l'invito a tornare a settembre, non per un esame di riparazione, ma per dimostrare che questa Giunta sa fare delle scelte serie.
La Giunta ha la possibilità, in via d'urgenza, di assumere i poteri del Consiglio; se, prima della ripresa dei lavori del Consiglio dopo la pausa estiva, troverà una soluzione che ritiene adeguata può benissimo sottoporre alla Quarta Commissione permanente per lo Sviluppo Economico quelli che sono i suoi intendimenti e, nel frattempo, tramite deliberazione, può procedere immediatamente alla realizzazione di questo piano che, però, ci deve essere, non deve essere ridotto ad una paginetta, perché, se togliamo l'intestazione e scriviamo con una macchina da scrivere con un carattere più piccolo, questa diventa una paginetta.
Assessore Marcoz, non si possono fare le cose a questo livello, non si può continuare a giocare a ping-pong, a ributtare la palla: o si assume una responsabilità, oppure non deve venire in Consiglio con delle cose di questo genere.
Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare sull'argomento.
Do, quindi, la parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (UV) - Mi riallaccio alle ultime parole del Consigliere Viberti: ognuno si assume le proprie responsabilità. Noi ce le siamo assunte. All'inizio del discorso sull'illustrazione della situazione della Centrale del Latte, ho anticipato che non mi resta possibile fare dei preventivi per conoscere la spesa della ristrutturazione; i 150 milioni erano frutto di quello studio fatto dall'Assessorato dei Lavori Pubblici su cui si preventivava giustamente, secondo il loro punto di vista, tutta la ristrutturazione anche del piano della Centrale del Latte.
Quindi, il costo era senz'altro giustificabile, ma poi, con successivi sopralluoghi, si è visto che è inutile fare certe spese, per cui la spesa che dicevo all'inizio è sufficiente.
Comunque, tutto quanto deve essere portato in Consiglio ogni volta che si delibera, non è che oggi noi autorizziamo la Giunta a fare una spesa del genere. Se si legge al punto 3 si dice anche che si impegnano i successivi esercizi finanziari in quanto oggi in bilancio non ci sono fondi fermi.
Dei 100 milioni una parte serve per ripianare il capitale sociale di quest'anno, di 37 milioni di passivo, gli altri rimangono per realizzare l'opera indispensabile: la refrigerazione del latte.
Al Consigliere Tonino rispondo dicendo che, sui 150 milioni di cui parlavo all'inizio per la refrigerazione, voglio lasciare ampio mandato al Consiglio di Amministrazione che finora, almeno tutti così hanno detto, ha fatto qualcosa di buono. Quindi, diamogli la possibilità di continuare su questa via, non voglio imporre le scelte sui refrigeratori. I refrigeratori vanno installati convocando 4 o 5 produttori assieme facendo un certo tipo di scelta. Però io non voglio imporre la scelta come Assessorato, non avrei neanche le competenze, e poi anche la competenza dovrei esercitarla sul tipo di refrigeratore? Io ho qui cinque o sei offerte di refrigeratore, però il lato tecnico lasciamolo a chi è competente, a chi gestisce la Centrale del Latte, quindi al Consiglio di Amministrazione.
Volevo solamente obiettare al Consigliere Tonino, a proposito del caseificio della Centrale del Latte, che in un vostro diagramma ho visto un'ascesa costante, diciamo quasi a punta, mentre è diminuita la passività della Centrale del Latte. Ciò vuol dire che il latte lavorato nel caseificio ha portato ad una diminuzione dei costi della passività della Centrale del Latte.
Il Consigliere Nebbia, invece, mi chiedeva come mai non è possibile fare il mezzo litro; è una vecchia richiesta, si era tentato di fare il mezzo litro con una macchina che serviva precedentemente, però la richiesta di mercato ed i costi che la Centrale deve assumere per fare il mezzo litro sono enormi, quindi tale produzione non era remunerativa. Questo è il primo discorso. In secondo luogo, con la nuova macchina che si è acquistata si fa solamente più latte, cioè la macchina riuscirebbe a fare latte a pacchetti da mezzo litro, però non riuscirebbe a chiuderli, quindi c'è anche una difficoltà tecnica da questo punto di vista.
Quanto al discorso della pubblicità del latte nelle scuole riconosco che un programma ci vuole e bisogna farlo, però penso di poter dire, in questo momento, che cosa pensa di fare l'Assessore alla Pubblica Istruzione con i vari Presidi delle varie sezioni dislocate in Valle d'Aosta, cioè che tipo di programma si vuole fare.
Lo yogurt, chiaramente diceva prima il Consigliere Minuzzo, bisogna vedere di farlo qui da noi, quindi ci vuole una macchina che rientra nei costi dei 250 milioni, costi preventivati di massima che devono essere di nuovo sottoposti al giudizio del Consiglio regionale. Non è che la Giunta con la delibera di oggi può spendere questi soldi liberamente.
Per chiudere diciamo che questa delibera è solamente composta di un foglio, ma è un foglio che riassume anni di incontri e sintetizza sei perizie, cioè non si potevano dire tante cose di più.
Chiedo scusa Consigliere Minuzzo, se mi permetto di rammentarti che nell'ultima riunione della Commissione fatta il 4 giugno u.s. nell'esprimere il giudizio di massima, così leggo nel verbale, tu dichiaravi di essere d'accordo in linea di massima.
Comunque, chiarite le intenzioni della Giunta contenute in questa delibera, io pregherei il Consiglio di approvare il provvedimento.
Presidente - Colleghi Consiglieri, per completare la situazione dal punto di vista formale, prima di dare la parola al Presidente della Giunta, mi corre l'obbligo di dire al Consiglio, lo ha ricordato l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, che l'Assessorato alle Finanze non ha indicato l'impegno di spesa per mancanza di fondi.
Pertanto, tutti i successivi provvedimenti riguardanti la parte spesa, dovranno essere adottati con provvedimenti ad hoc.
La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Ci sono degli argomenti in questo Consiglio che portano jella e la Centrale del Latte è uno di quelli. Si fanno, infatti, delle discussioni che mi sembrano non solo disordinate, ma marginali rispetto al problema concreto. Qui vi è un'indicazione di massima su alcune opere necessarie per sistemare dei locali che sono vecchi - sono stati costruiti, se ricordo bene, nel 1956 - per rinnovare le attrezzature e sono state aggiunte delle spese di ammodernamento per i refrigeratori e per ripianare i 37 milioni, e poi occorre stabilire una previsione di spesa, da discutere, per propagandare il latte.
Le considerazioni che sono state svolte, riguardano invece, quello che non è ancora stato definito, cioè la gestione della Centrale del Latte. Ora, a costo di apparire noioso, mi permetto di ripetere quanto è stato detto in questa aula diverse volte e cioè che la gestione è sempre una questione di costi, e che la Centrale del Latte è nata in un periodo legislativo in cui esistevano le zone bianche e la raccolta del latte è stata fatta ed è continuata a essere fatta secondo quella legislazione che adesso non è più in vigore. Di conseguenza, c'è un vizio d'origine, poiché, visto che il latte in Valle d'Aosta può essere trasformato, a certe condizioni e con certi lavori, in un prodotto pregiato, cioè in formaggio fontina, per cui il latte trasformato in formaggio fontina vale lire x, c'è una tendenza a voler pagare il latte alla stalla più o meno al valore del latte trasformato.
Ora, noi dichiariamo ancora una volta di essere assolutamente contrari a questo metodo, non solo per quanto riguarda i costi della Centrale del Latte, ma perché esso costituisce un'indebita concorrenza alla fabbricazione di fontina.
Il conferimento di latte prodotto in Valle d'Aosta rappresenta più o meno un terzo del venduto, forse un po' di più, dalla Centrale del Latte, e le perdite sono tanto inferiori quanto più si può acquistare del latte, diciamo in genere, all'estero, mentre alla stalla costa meno, anche per una questione di quantità e di trasporto.
È evidente che il latte pastorizzato non può essere distribuito su tutta la Regione Valle d'Aosta, perché per vendere cinque o sei litri di latte pastorizzato dalla Centrale Laitière nel Comune di Gressoney, giornalmente il costo del trasporto che farebbe sì che quel latte dovrebbe avere più o meno il prezzo di vendita di 5.000 lire al litro. Evidentemente, in certe località, per quantità di consumo, per altri motivi anche orografici, dovrà essere venduto del latte a lunga conservazione e non del latte pastorizzato, che è a breve conservazione e quindi non può essere accumulato in grande quantità per la vendita. Successivamente vedremo in questo Consiglio quali sono le possibilità reali per lo sviluppo delle Centrale, per cui, anche secondo quanto detto dalla Giunta e da molti Consiglieri, è auspicabile che si arrivi quanto prima a conferimenti di latte 365 giorni all'anno, 366 negli anni bisestili. Questo perché? Perché il numero di conferitori di questo genere è effettivamente inferiore e può essere giustificato un aiuto indiretto.
Il prezzo del latte alla stalla in Valle d'Aosta, infatti, è superiore al prezzo del latte franco porto quando viene dalla Normandia. Evidentemente, questo sistema può essere adottato tanto più facilmente e tanto più seriamente, quanto più saranno sviluppati i caseifici che potranno utilizzare il latte proprio in Valle d'Aosta, in produzioni pregiate e di conseguenza, dando una remunerazione a quel latte superiore a quella che ha il latte alimentare.
Senza un sistema di questo genere saremo perennemente in crisi sui due fronti. Intanto valga in questa materia l'esempio del parmigiano che, come sapete tutti, ha avuto alti e bassi con pesanti ripercussioni proprio su quegli stessi produttori di latte che, invece, credevano in un primo tempo di avere trovato una soluzione ai loro problemi. Di conseguenza, questa delibera non è che preveda un ammodernamento delle strutture attuali. Quando avremo i mezzi si potrà ripartire per un'intera ristrutturazione del settore.
Quanto detto oggi per la Centrale Laitière dovrà essere ripetuto in un discorso molto più approfondito e molto più difficile per la Cooperazione Fontina e per altre attività agricole parallele.
Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare?
Possiamo considerare con ciò chiusa la discussione generale e passare alla dichiarazione di voto?
Allora, con gli interventi dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz e del Presidente della Giunta si è chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Le dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta proprio al termine del suo intervento hanno, per così dire, confermato le mie perplessità ed i miei dubbi. Mi sembra, che le parole dette dal Presidente della Giunta abbiano il significato, nel portare questa delibera al nostro esame, di insabbiare il problema della Centrale del Latte: lo ha detto lui stesso, la cosa dovrà essere portata in Consiglio per discuterne.
Intanto, si può dire che il Consiglio ha deliberato 570 milioni per la ristrutturazione della Centrale del Latte, poi possiamo dire che questi 570 milioni non ci sono, ma che comunque, quando ci saranno inizieremo questa ristrutturazione. Detto questo, io ritengo che nell'ambito di questa ristrutturazione debba essere considerata anche la questione della distribuzione che, a mio avviso, potrebbe essere collegata con la raccolta, si tratta cioè di attuare un servizio promiscuo raccolta-distribuzione che consentirebbe di ammortizzare certi oneri. È antieconomico fare due servizi nettamente disgiunti, per lo meno per alcune località, le più lontane della nostra Regione, per cui possiamo, in un certo qual modo, fornire il prodotto della Centrale del Latte anche a zone lontane da Aosta; il Presidente a questo proposito ha fatto l'esempio di Gressoney.
Per questi motivi ci asteniamo sulla votazione di questa delibera, appunto perché riteniamo che ci sia voluto proporre detta delibera per zittire tutte le voci che si sono levate sul problema della Centrale del Latte.
Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Io sono d'accordo con il Presidente della Giunta che ha definito questa discussione sfortunata. In realtà, più che di un discussione si è trattato di aria fritta, nel senso che noi oggi non decidiamo niente; questo ho capito alla fine della discussione. Noi non decidiamo un piano di ristrutturazione - ormai più nessuno ha osato chiamarlo in questi termini - ma decidiamo alcuni piccoli interventi dei quali la maggior parte non si fanno perché non ci sono i soldi. Se ho ben capito l'unica cosa che si dovrebbe fare è quella di intervenire subito nell'istituzione dei centri di raccolta e di refrigerazione del latte; questo ho ben capito dalle parole dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz. Ci auguriamo che sia così, perché quello è oggi l'intervento necessario. È necessaria la riunione dei conferitori, per il resto, invece, non si decide niente.
La ristrutturazione, di cui tanto si è parlato in questo Consiglio, non è venuta fuori, perché noi sicuramente non intendiamo per ristrutturazione semplicemente l'intervento su alcune opere murarie, o su alcuni macchinari. Per noi la ristrutturazione significa analisi della produzione e interventi su tutto il sistema produttivo e commerciale della Centrale, riducendo alcune produzioni, potenziando altri tipi di produzione.
Questo discorso, purtroppo, non solo non c'è stato, ma la risposta dell'Assessore Marcoz mi è sembrata anche abbastanza ambigua. In sostanza, io sono riuscito a capire che questo è un intervento piccolo per lasciare le cose come stanno, per fare un modestissimo intervento, senza fare alcuna di quelle scelte che nella premessa avevo detto, scelte che, secondo noi, sono indispensabili per tornare alla funzione originale della Centrale, potenziando certe produzioni a discapito di altre. Non si chiude oggi, perciò, la discussione sulla Centrale, ma credo che l'argomento rimanga aperto. D'altronde lo stesso Presidente della Giunta ha annunciato che bisognerà discuterne più a fondo in altre occasioni. Noi siamo, evidentemente, d'accordo sulla necessità di avere un equilibrio sui prezzi, tra prezzi di vendita e costi di produzione. Siamo anche dell'avviso che molte delle difficoltà del passato erano dovute a questa disparità tra prezzi di vendita e costi di produzione.
Oggi alcune cose sono migliorate in senso positivo, da quel punto di vista, però nella gestione bisogna mettere mano anche, lo abbiamo detto, a deficienze produttive, a problemi produttivi dell'azienda.
Io, per esempio, posso ricordare che eliminando le lavorazioni sul latte tiepido, così come è stato definito, possono essere subito evitate operazioni che sono costose e che occupano personale eccedente, come la lavatura dei bidoni, la pesatura, ecc. Eliminando questo tipo di produzione noi avremmo probabilmente tre addetti in meno all'interno della Centrale. Allora, il problema della struttura della Centrale si pone in termini diversi. Sono tutti aspetti, questi, che, secondo noi, debbono essere affrontati. Invece, non sono affrontati in questo documento, che è insufficiente, approssimato, che non dice niente e non ci fa decidere niente.
Questa è la sostanza delle cose.
Anche noi ci asteniamo, ci asteniamo perché non siamo assolutamente soddisfatti di questa proposta, anche se riconosciamo che vi sono contenuti quei piccoli interventi immediati che potevano essere fatti alcuni mesi fa, senza tanti studi, senza tante ricerche, interventi che già altre volte avevamo indicato come indispensabili.
Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Avevamo premesso che, in linea di massima, il parere era favorevole, dando, però, a questo parere favorevole un senso limitato rispetto al provvedimento così come viene presentato. Praticamente, almeno così come lo abbiamo inteso, siamo di fronte a un incremento del fondo di dotazione dell'azienda, perché il Consiglio di Amministrazione a giudizio, mi pare unanime, ha bene operato, incremento che il Consiglio di Amministrazione può utilizzare per migliorare quelle caratteristiche dell'azienda attualmente carenti.
Quindi, in questo senso, e sono in questo senso, il nostro parere è favorevole. È chiaro che riteniamo il problema molto importante, che debba essere affrontato in toto e che si debba presto arrivare ad una discussione del Consiglio sulla riorganizzazione complessiva di tutto questo settore. Per inciso vorrei solamente ricordare che l'aspetto della commercializzazione e della distribuzione potrebbe e dovrebbe essere affrontato in modo diverso - mi riferisco alla distribuzione capillare - in quanto non ritengo sia sempre necessario che la distribuzione sia esclusiva, ma può essere attuata appoggiandosi, eventualmente, a reti già esistenti. Il prodotto, in sostanza, può essere distribuito assieme a moltissimi altri prodotti, per cui anche i piccoli Comuni o le piccole Comunità della Regione potrebbero avere quella quantità necessaria di latte pastorizzato, che oggi non hanno, a prezzi decisamente competitivi.
Se vediamo che i prodotti lattiero-caseari freschi sono distribuiti ovunque, non vedo perché non possa essere fatto altrettanto anche per il prodotto della Centrale del Latte. Quindi, ripetiamo che il nostro parere favorevole è limitato a sanare solamente le carenze attuali, a fare in modo che attrezzature ormai vecchie vengano rinnovate con quei minimi indispensabili, necessari miglioramenti, volti alla raccolta e alla distribuzione.
Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Voyat. Ne ha facoltà.
Voyat (UV) - Noi, evidentemente, votiamo a favore perché siamo convinti che quanto stiamo per votare, verrà fatto. L'interpretazione che diamo noi, a quanto è stato detto dal Presidente della Giunta e dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, è che c'è la volontà di fare quanto è scritto nelle delibera, anche se, evidentemente, speriamo che la cifra che qui è scritta sia molto inferiore, come già dicevo all'Assessore, al costo reale.
Riteniamo, inoltre, che questo provvedimento che oggi dobbiamo votare, sia solo l'inizio di quello che si deve fare nella Centrale del Latte. Questo sarà l'intervento, chiamiamolo così, "pensante" perché comporta dei finanziamenti, comporta delle spese. Gli altri interventi che dovremo fare in seguito, evidentemente, non comporteranno impegni finanziari, perché saranno limitati. Si parla, ad esempio, di aumento di capitale sociale, ma io penso che per la Centrale del Latte, sarà la catena della distribuzione, perché è inutile che si dica che si deve fare la pubblicità. Ma a che serve la pubblicità se non abbiamo il latte? A che serve la pubblicità in tutta la Valle se il latte viene distribuito solo in 18 comuni? Volete spiegarmi a che cosa serve questa pubblicità se non viene distribuito il latte? Cominciamo a distribuirlo, cominciamo a dare la possibilità alla gente di comprare il latte, dopo di che si potrà anche ampliare la distribuzione.
Ma volete spiegarmi perché il latte lavorato dalla Centrale del Latte qui ad Aosta non deve essere distribuito ad Ivrea oppure in altri piccoli Comuni, giustamente come diceva Nebbia, collegandosi a delle ditte specializzate e che distribuiscono questi prodotti?
Sinceramente qui c'è la volontà di affossare questa società, non si vuol dare possibilità a questa gente di andare avanti. Mi si viene a parlare del latte all'estero, ma c'è qualcuno che si rende conto di queste cose? Il latte che viene comprato in Francia arriva qui dopo tre o quattro giorni, quindi è trattato con dei conservanti, viene distribuito sul mercato il quinto giorno: e qui si parla di latte fresco?
Giustamente, però, ritengo che il latte possa essere acquistato nelle zone di Ivrea, o a Torino, o in altre Cooperative, in Piemonte, ma sinceramente non mi permetterei mai di continuare l'esperienza che è stata fatta dalla Centrale del Latte. Che risulti o meno sui libri contabili, questo non lo so: un giorno si partiva per distribuire questo latte, il giorno dopo si faceva il giro a ritirare il latte perché era avariato. Cerchiamo un po' di renderci conto di queste cose! Parlare di 80 milioni di pubblicità è assurdo.
Io spero che non vengano spesi perché non servono a niente, se non c'è il prodotto sul mercato.
Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare.
Tanto per la chiarezza ribadisco che qualsiasi successivo provvedimento riguardante la parte spesa dovrà essere adottato in modo formale.
Metto in approvazione l'oggetto di cui al punto n. 9 dell'ordine del giorno.
Esito della votazione:
Presenti: 23
Votanti: 17
Magg. Richiesta: 12
Favorevoli: 17
Astenuti: 6 (5 comunisti, ad eccezione di Bajocco e Carral assenti dalla votazione e il PSDI Minuzzo)
Il Consiglio approva.
Presidente - Il Consiglio sospende qui i suoi lavori che riprenderanno oggi alle ore 16 con la trattazione dell'ordine dell'oggetto di cu al punto 10 dell'ordine del giorno.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13.
