Objet du Conseil n. 2860 du 13 juillet 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2860/XIV - Interpellanza: "Verifica dei costi relativi ai lavori di ristrutturazione della Casa da gioco e del Grand Hôtel Billia".
Rosset (Presidente) - Punto n. 19 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Questa interpellanza parte da una questione emersa agli onori della cronaca qualche tempo fa: quella relativa ai famosi lampadari in vendita su un sito di aste di New York, lampadari che parrebbe fossero della Casa da gioco. In effetti è così, erano della Casa da gioco, ma della gestione Lefebvre, quindi non erano lampadari nuovi o comunque della gestione regionale, bensì di una gestione precedente e pertanto non interessava questo Consiglio regionale.
Per capirne di più rispetto ai lavori di ristrutturazione, ho cominciato a spulciare all'interno della Casa da gioco, perché per sapere che fine avessero fatto quei lampadari lì e da dove arrivavano ho dovuto capire quanti ce n'erano e che fine avessero fatto. Ho scoperto che i lavori di demolizione, che tecnicamente vengono definiti "strip-out" (eliminare il materiale in eccesso), sono stati fatti dalla ditta Biondi. Cosa vuol dire? Che tutte le suppellettili, tutti i materassi, piuttosto che tutte le cose obsolete all'interno degli alberghi e in parte anche al Centro Congressi, sono stati portati via da questa società che si è anche occupata, insieme ad un'altra, della realizzazione del nuovo ingresso della Casa da gioco. Quando ho visto che questa società era stata incaricata di fare questo lavoro direttamente con un'estensione d'appalto, ho cercato maggiori informazioni sulla società stessa e mi sono imbattuto in un articolo di giornale: La Sentinella della Valchiusella e delle Valli Orco e Soana, in cui c'era scritto che nel 2015 il TAR confermava l'interdittiva antimafia per la ditta Biondi, interdittiva già partita nel 2014. Cosa dice questo articolo di giornale? Dice che a questa azienda veniva data l'interdittiva antimafia - poi confermata - a seguito di un incontro svoltosi nel 2007 a casa del responsabile dell'allora locale di Cuorgnè. Cos'è il locale di Cuorgnè? È praticamente una zona di riferimento della 'ndrangheta. Il responsabile di questa zona, tale Iaria Giovanni, aveva organizzato una riunione il 28 gennaio 2007 a casa sua con una serie di imprenditori, tra cui anche i responsabili della ditta Biondi. Cercando poi su internet il materiale relativo a questo incontro, materiale che si trova pubblicamente perché fa parte delle risultanze dell'inchiesta "Minotauro", vedo uno schema di riferimento con una serie di persone che hanno partecipato a questa riunione, tra cui l'ingegnere Trasino di Aosta, che tra le altre cose lavora per la ditta SITEC. A questo punto cosa faccio? Verifico se anche la società SITEC è all'interno delle società che hanno lavorato per la ristrutturazione del Casinò e dai documenti che sono stati inviati dalla società stessa vedo che tale società si è occupata della progettazione, della direzione lavori, delle pratiche amministrative, dell'integrazione delle pratiche di progettazione, della direzione artistica e di tutta una serie di altri lavori. Sempre il responsabile della ditta Biondi ha anche fatto una collaborazione con la società Tekne di Verrès. Verifico anche questa e, anche questa, ha fatto diversi lavori, sempre all'interno della ristrutturazione della Casa da gioco.
A questo punto mi pongo delle domande e le pongo in questa interpellanza. A fronte della situazione emergente dai documenti che ho ritrovato su internet rispetto alle persone presenti alla riunione di Cuorgnè, chiedo sostanzialmente quali lavori sono stati svolti dalle società SITEC e Tekne, e per quali importi. Chiedo poi se è vero e se è possibile che per 69 mila euro di materiale dismesso sono stati pagati 1,318 mila euro, se per "buttare via" 69 mila euro di materiale la Saint-Vincent Resort & Casino ha speso 1.318.705 euro (questo lavoro è stato affidato alla ditta Biondi in modo diretto). A questo punto domando inoltre chi doveva verificare i requisiti delle aziende che hanno eseguito i lavori all'interno della Casa da gioco e poi se è intenzione di questo Governo fare le opportune verifiche rispetto ai costi dei lavori, che perizie si possono fare per sapere se tali costi erano adeguati rispetto ai lavori svolti, alla loro qualità. Tra l'altro sulla qualità dei lavori abbiamo già detto qualcosa in questa sede, però noi non siamo esperti, ci sono sicuramente persone più esperte di noi che possono specificare questo, perché se ci sono stati dei sovracosti forse è il caso di segnalarlo a chi di competenza. Se abbiamo speso più di quanto dovevamo spendere, è vero che il passato è passato, però sarebbe magari il caso di farlo presente a chi di dovere. Questo è quanto. Attendo una risposta.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian per la risposta; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Rispondo alla prima domanda che il collega mi pone: "quali lavori o servizi sono stati svolti dalla società SITEC, Tekne S.r.l. e per quali importi complessivi rispettivamente". Da quanto mi è stato relazionato dall'azienda, la società SITEC S.r.l., in associazione temporanea d'impresa con altri professionisti, è stata incaricata di espletare attività nell'ambito delle opere di cui al piano di sviluppo approvato dal Consiglio regionale in data 15 aprile 2009. Gli incarichi affidati e gli onorari spettanti alla SITEC S.r.l. risultano essere i seguenti: progettazione esecutiva, direzione, contabilità ed assistenza lavori inerente la realizzazione delle opere di riqualificazione architettonica, strutturale e impiantistica relativi alla Casa da gioco, nonché all'ampliamento delle sale da gioco per un importo complessivo pari ad euro 624.900, più IVA; direzione di esecuzione della fornitura di arredi su misura relative alle sale da gioco, per un importo complessivo pari ad euro 11.760, più IVA; progettazione preliminare e definitiva redazione degli elaborati per l'esecuzione dei lavori della nuova centrale termica, per un importo complessivo pari ad euro 94.308, più IVA; direzione, misura, contabilità e assistenza lavori inerenti l'effettuazione delle opere di realizzazione della nuova centrale termica, ivi comprese le migliorie tecniche ed economiche offerte in sede di gara dall'esecutore per un importo complessivo pari ad euro 287.645. Non risulta invece aver mai operato per la Casa da gioco la società Tekne S.r.l., impresa di costruzioni non più attiva. Probabilmente intendeva riferirsi alla Tekne S.p.A., società di ingegneria di Milano, capogruppo del raggruppamento che ha redatto il progetto del Grand Hôtel Billia e del Parc Hotel, ma i soggetti sono del tutto differenti, hanno differenti strutture societarie e partite IVA diverse.
La seconda domanda: "se le operazioni di smontaggio, carico e messa al piano degli arredi mobili delle camere d'albergo e degli strumenti tecnici del Centro Congressi, il cui valore a libro dei cespiti era di 69 mila euro, sono costate alla società 1,318 milioni e sono state effettuate dalla società Biondi come integrazione all'appalto relativo ai lavori". La società precisa che l'importo di euro 1,318 milioni risulta comprensivo di IVA e riguarda due contratti di affidamento alla ditta Biondi S.p.A., e precisamente: l'esecuzione delle opere di strip-out, demolizione e rimozione nell'ambito dei lavori del Resort per complessivi euro 1,77 milioni più IVA; l'affidamento dell'attività smontaggio, carico, messo a piano e smaltimento di una parte degli arredi mobili dell'hôtel per complessivi 110 mila euro, sempre più IVA. La società precisa inoltre che l'importo di euro 69 mila corrisponde al valore di vendita che Casino ha fatturato alla ditta Biondi per gli arredi dismessi e non, come indicato nella domanda, il valore a libro cespiti. L'importo citato di euro 2,725 milioni, comprensivo di IVA, è relativo invece al contratto di appalto per l'esecuzione dei lavori del nuovo ingresso del Casino de la Vallée affidato alla società Biondi, costituita in ATI. La quota di competenza della ditta Biondi S.p.A. è pari ad euro 1,1 milioni, quindi è un "di cui".
La terza domanda: "chi era e quali operazioni di verifica dei requisiti ha fatto il responsabile del procedimento o la direzione generale della società in ordine ai partecipanti alle gare d'appalto". Il responsabile del procedimento, avvocato Rosario Scalise, in merito alle verifiche dei requisiti in capo ai partecipanti alle gare d'appalto, ha prodotto una nota in cui precisa che la Biondi S.p.A. ha stipulato il contratto il 24 agosto 2011 e ha concluso ogni rapporto contrattuale con la Casino S.p.A. nel corso dell'anno 2013. L'interdittiva antimafia a carico dell'impresa, a cui fa riferimento l'interpellanza, è stata emessa il 13 maggio 2014, quindi l'anno successivo alla cessazione del rapporto con la Casa da gioco. In particolare, con riferimento alla ditta Biondi, il responsabile del procedimento - che in questo caso è l'avvocato - precisa: "Prima dell'affidamento è stato chiesto il nullaosta dell'allora vigente normativa antimafia e sono state compilate le schede informative da consegnare all'Osservatorio dei lavori pubblici. Prima degli affidamenti, e in concomitanza con il pagamento, sono stati acquisiti i certificati di regolarità contributiva, retributiva e fiscale da parte delle autorità competenti; i cantieri sono stati gestiti con scrupolo, con particolare riferimento ai subappalti - questo è quanto certifica il responsabile - alle notifiche e agli organi di controllo (Ispettorato del lavoro, ASL) e alle verifiche periodiche dei collaudatori della direzione lavori e del coordinatore alla sicurezza. Per quanto riguarda la SITEC S.r.l., pare non risulti che tale società sia stata colpita da interdittiva... - questo è quanto mi certifica il responsabile - ... in ogni caso, il responsabile del procedimento dichiara che sono state compilate le schede informative da consegnare all'Osservatorio dei lavori pubblici". Qualora al collega interessasse prendere visione di tutta la documentazione relativa alle verifiche e ai controlli da me elencati poc'anzi, il responsabile del procedimento Scalise dichiara che è a disposizione.
L'ultima domanda: "se è intenzione del Governo regionale di avviare, avvalendosi anche di esperti del settore, una verifica sui costi dei lavori di ristrutturazione svolti presso la società". Le comunico che la nuova governance aziendale, in relazione a segnalazioni di potenziali vizi relativi ai lavori di ristrutturazione, ha convocato l'avvocato Scalise, essendo stato il responsabile unico del procedimento, al fine di richiedere formali deduzioni allo stesso ed al tecnico collaudatore, ingegner Blanc, ciò al fine dell'accertamento dei vizi occulti o in parte già appalesati. Al termine di tali attività, l'azienda, dopo aver incontrato i vari responsabili valuterà la percorribilità di un'azione civile di accertamento tecnico preventivo (in gergo tecnico "ATP"), ai sensi degli articoli 696 e 696 bis del Codice di procedura civile per garantire la genuinità dell'accertamento tecnico con lo scopo di evitare costi e tempi di un'eventuale potenziale causa in merito.
Se è di suo interesse, le posso fornire per le vie brevi un prospetto di sintesi con le indicazioni dei professionisti e delle aziende che hanno ricoperto incarichi di responsabilità per i lavori di ristrutturazione ed il valore dei compensi contabilizzati.
Dalle ore 17:16 assume la presidenza il Vicepresidente Fosson.
Fosson (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta per la replica; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Presidente, se poi mi lascia il prospetto con la nota mi fa una cortesia.
Per quanto riguarda la società Tekne, in effetti, avendo io un prospetto con solo il nome, non sapevo se fosse una S.r.l. o una S.p.A., quindi ben venga che siano due ditte diverse. Per quanto riguarda SITEC e Biondi, è vero che l'interdittiva è partita nel 2014, ma è anche vero che questo procedimento si è aperto nel 2011, quindi era in itinere mentre lavorava per il Casinò, il che ci lascia comunque aperti diversi interrogativi. Le cifre che ho citato mi sembrano invece corrette.
A questo punto, Assessore, proprio per essere d'aiuto a chi sta valutando se i lavori sono stati eseguiti in maniera corretta o meno, o a chi sta valutando quanto è accaduto all'interno della società, dovrebbe magari lasciare anche ciò che ci è stato consegnato a suo tempo dalla società Magellan, che è venuta in Commissione dicendoci diverse cose rispetto ad un surplus di attività di domotica, piuttosto che di altri fornitori utilizzati per sistemare le cose all'interno del Billia. In particolare all'interno di questa relazione, che è agli atti e alla quale lei può accedere, si cita che sono state messe più placche di quanto era necessario, che per le unità di trattamento aria si è utilizzata una marca con costi molto elevati, non necessaria, e così via sui termoconvettori e su tutta un'altra serie di cose per quanto riguarda le stanze del Parc Hotel. Quella che ci ha lasciato questo professionista è una lettura molto interessante, è agli atti, e credo che avvalori in qualche modo la possibilità che forse un qualche spreco ci sia stato. Le due cose messe assieme fanno comunque pensare che forse non tutto è stato eseguito nella perfetta regola d'arte. Nulla da dire al professionista avvocato Scalise, per carità, non voglio assolutamente contrastare ciò che lui giustamente ha fatto, però a me è bastata una semplice ricerca su internet per trovare un documento del 2011, non ci voleva chissà che. Che poi certe questioni siano perfette dal punto di vista estetico non c'è bisogno di dirlo, Assessore! È normale, se io devo fare certe operazioni, che queste siano perfette dal punto di vista puramente formale. Nella sostanza gli interrogativi però restano: sono comunque stati affidati così, a fronte di 69 mila euro di materiale.
Faccio solo una considerazione nel poco tempo che mi rimane. Gli arredi dismessi non erano tutti in gravi o in brutte condizioni, si potevano utilizzare anche altre modalità. Per esempio, per portare via determinate cose, si poteva tranquillamente magari chiamare la Caritas, cosa che succede spesso quando le persone dismettono gli arredi, o altre organizzazioni simili, e probabilmente non ci sarebbe costato così; lei dice 1,077 milioni più IVA, più 110, ma io l'ho fatto più facile il calcolo e mi è venuto 1,318 milioni di euro; siamo lì comunque, ben più di 1 milione di euro, abbondantemente. Si poteva fare un'opera di altro tipo, ci sarebbe costata magari 1 milione di euro in meno e forse non saremmo qui a discutere di quanto è accaduto. Lei mi lasci per cortesia ciò che ha e io le lascio quanto è comunque agli atti della Commissione, che si è riunita a gennaio di quest'anno.
