Objet du Conseil n. 2453 du 8 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2453/XIV - Reiezione di risoluzione: "Situazione relativa alle pulizie degli uffici regionali".
Rosset (Presidente) - Considerato che il punto n. 26 (PL n. 72) impegnerebbe un po' di tempo, chiederei di affrontare ancora una risoluzione se siete d'accordo...affrontiamo quindi la risoluzione iscritta al punto n. 30 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questa risoluzione torniamo a parlare del famoso, direi famigerato ormai, bando di appalto relativo alle pulizie degli uffici regionali. Un bando che ha sollevato molte perplessità da parte di diversi Consiglieri di opposizione e credo anche di alcuni Consiglieri della maggioranza. Cosa ci porta a discutere in questa risoluzione? È stata fatta una richiesta di accesso agli atti, sono state prese in considerazione tutta una serie di mancanze, segnalazioni, disservizi fatti da diverse aziende nei diversi uffici e, alla luce di quanto è stato valutato nell'insieme delle mancanze e anche delle segnalazioni e multe fatte alle varie aziende, abbiamo presentato, come Consiglieri di opposizione, questa risoluzione.
Nella risoluzione chiediamo sostanzialmente due cose: la prima è riferita ad un punto specifico dell'appalto, dove all'articolo 21, punto f), si segnala che c'è la possibilità di fare una risoluzione del contratto per le aziende in cui l'ammontare complessivo delle penali superi i 6 mila euro. Abbiamo quindi fatto una serie di calcoli, sulla base delle segnalazioni già presentate, e ci siamo accorti che ci sono almeno due aziende che superano già questo importo: la prima per una cifra ancora piccola, perché è solo a 6100 euro, la seconda invece per una cifra piuttosto importante: 23.500 euro, questo almeno è ciò che risulta dai dati che ci sono stati consegnati. Considerato che l'appalto in essere è di pochi mesi, collezionare già un numero così alto di penali ci fa ben sperare per il futuro.
Il secondo punto invece è quello di relazionare alla commissione competente da parte dell'Assessore per portare a conoscenza i commissari di ciò che sta accadendo nel dettaglio.
Questa è la presentazione della risoluzione in generale, poi mi riservo di fare un altro intervento, penso che anche i miei colleghi ne faranno, per vedere più nel dettaglio cosa sta accadendo e cos'è accaduto fino ad oggi rispetto a questo appalto, perché devo dire che ci sono delle chicche all'interno di ciò che ci è pervenuto; quindi con questo ritengo presentata la risoluzione.
Presidente - Altre richieste di intervento? Siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Penso che questa vicenda per varie ragioni abbia toccato un po' tutti quelli presenti in quest'aula. Più volte è stato manifestato questo disagio per come si è conclusa questa gara, quest'aggiudicazione in cui, nostro malgrado, si è ritenuto di dare un peso fondamentale all'offerta economica, per cui chi si è occupato di questa vicenda ha aggiudicato con dei ribassi superiori al 40 percento, in alcuni casi il 44 percento, e chi ne è uscito danneggiato in maniera veramente pesante è il personale. Più volte ci sono state iniziative in cui si è chiesto di capire qual è stata l'azione di verifica sul rispetto contrattuale, sul rispetto del capitolato di appalto e tante altre verifiche che devono essere fatte dall'ente committente. In quest'aula, Assessore in primis, ci sono state raccomandazioni, incontri: abbiamo peraltro dati che confermano che ci si è comportati in questa maniera.
Io penso che, a nome di tutta questa minoranza e a nome di questa maggioranza, si possa chiedere di passare dai proclami ai fatti e, quando dico di "passare dai proclami ai fatti", all'articolo 21, dove si parla di risoluzione del contratto, alla lettera f) c'è scritto: "ammontare complessivo delle penali superiore a 6 mila euro", pertanto i capitolati e i contratti si rispettano, se qualcuno non ha rispettato questi contratti, deve prenderne atto e si deve andare a quella che viene comunemente chiamata "risoluzione del contratto".
Io mi ricordo che le chiesi, Assessore, anche di verificare la congruità dei ribassi: ormai siamo già oltre, non si possono più fare questi passaggi, ma si può almeno far rispettare un contratto. Non penso ci sia altra strada sinceramente, perché se in sei mesi si è arrivati a queste penali, non si può pensare di andare avanti cinque anni. È inutile ripetersi, rischieremmo di ripetere ancora, noi le chiediamo se questa maggioranza ha intenzione di far rispettare un contratto e un capitolato d'appalto secondo il quale in questo momento ci sono tutti gli estremi della revoca. Dovesse esserci un'altra interpretazione, fatecela sapere perché è difficile veramente capire come ci si può non mettere a difendere una categoria che...nel mese di maggio 26 dipendenti hanno preso 378 euro di media di stipendio.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per aggiungere qualche piccolo elemento all'illustrazione fatta dai colleghi. Collega Perron, qua lei sa molto bene com'è la situazione; se vogliamo distinguere, c'è il lato tecnico: il capitolato, le regole e noi oggi con questa risoluzione le diamo la possibilità di uscire da un'impasse. Con l'Assessore Marguerettaz su questo tema più volte, con dei ruoli diversi, avevamo affrontato delle difficoltà, ma poi le difficoltà, una volta che si decide di affrontarle, bisogna poi prendere il toro per le corna e decidere una soluzione. Qui la criticità è sotto gli occhi di tutti, noi oggi vi diamo una via d'uscita, c'è la possibilità, per quanto riguarda il punto n. 1: "di verificare che le società aggiudicatrici non abbiano già superato tale importo e, qualora ciò sia già avvenuto, di procedere alla rescissione del contratto verso le società che hanno superato tale soglia". È un discorso di volontà, se le condizioni ci sono. Se oggi lei ci smentisce e ci dice che ad oggi le condizioni non ci sono, sia dal lato contabile che dal lato giuridico, quindi delle regole assunte dall'Amministrazione regionale...
Il secondo punto invece mi sembra più banale e più semplice: quello di "relazionare alla commissione competente al fine di portare a conoscenza dei commissari la situazione in essere". Sul punto n. 1, collega Perron, se ci sono le condizioni e se i suoi uffici hanno già verificato che le società aggiudicatrici hanno già superato questa soglia, ci sono tutte le condizioni dal punto di vista politico per rescindere il contratto. Noi oggi vi diamo una via d'uscita, probabilmente il bando vi è scappato di mano, può succedere, succede nelle migliori famiglie, quindi può succedere su un tema non dico delicato, perché può succedere su tutti i temi, siamo qua e abbiamo anche un ruolo: quello di migliorare un contratto magari scritto non benissimo e la via di uscita soprattutto sul punto n. 1 mi sembra quanto meno interessante. Se può essere il momento giusto prima della finanziaria darvi anche una via d'uscita su un bando su un appalto che magari è stato scritto un po' così...penso che, dal punto di vista politico, ci sia ampia possibilità per dare contezza e gambe a quello che noi oggi vi proponiamo.
Anche questi sono temi comunque importanti, stiamo parlando di posti di lavoro, di dignità del lavoro - lo diceva molto bene prima il Consigliere Gerandin - ma soprattutto in questo caso, scusate, se abbiamo un contratto che ci dà questa possibilità, io direi di giocarci la partita e chiederei ai Consiglieri di maggioranza la possibilità di sostenere questa risoluzione, in modo da dare un mandato al collega Perron che, dal punto di vista politico, ci sono tutte le condizioni, se dal lato tecnico ci sono già, di rescindere il contratto e di preparare un nuovo bando.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Solo per aggiungere uno spunto di riflessione all'aula. In mezzo a tutta quanta la documentazione che mi è pervenuta relativa alle mancanze, ai problemi, ai disservizi creati alle varie società ho trovato una lettera di una di queste che risponde ad una sollecitazione fatta da lei, Assessore, riferita al fatto che la società stessa aveva dei problemi nel rispettare gli impegni di appalto. La società non si giustifica, ma fa una semplice analisi economica di com'è andata e mette a confronto il vecchio appalto con il nuovo. In particolare viene fuori che mentre nell'appalto della gara 2010-2015 l'euro a metro quadro che veniva speso dalla Regione per fare il servizio di pulizia variava da un minimo di 1,21 euro ad un massimo di 2,01 euro, nell'appalto in gara dal 2015 al 2020 si è passati da un minimo di 0,77 euro ad un massimo di 1,37 euro, con un ribasso che alla fine in termini pratici supera in alcuni casi il 55-60 percento. A questo punto l'Amministratore delegato di quest'azienda fa un ragionamento secondo cui se nel settore servizi di pulizia il 90 percento del costo del servizio è dato dal costo del personale e voi abbassate in maniera così drastica l'importo iniziale e noi per concorrere facciamo un ribasso ulteriore, è chiaro che poi in trattativa sindacale si devono andare a cambiare i contratti dei dipendenti e in più ridurre le ore di lavoro, e lì vengono fuori tutti i problemi. Ho esempi di persone, di lavoratori che in un'ora devono pulire 520-550 metri quadri e cinque bagni. Ho addirittura esempi di società che poi tentano di rifarsi sui lavoratori, questa è la cosa più incredibile: non mi si dà il tempo per pulire, quando l'Amministrazione giustamente denuncia che la pulizia non è stata effettuata, la società si rifà con il lavoratore stesso, e questo chiude il cerchio. Assessore, bisogna in qualche modo cercare di trovare una soluzione e noi l'abbiamo suggerito in questa risoluzione.
Credo che i dati parlino da soli, può darsi che abbiamo sbagliato noi i calcoli e quindi sicuramente lei ce lo farà notare e ci correggerà. Mi pare abbastanza chiara la tabella che ho fatto, però sono fermo a quando sono stati dati i dati, che è verso fine settembre, poi magari da ottobre le cose sono cambiate. La situazione che abbiamo in mano noi, dai calcoli che abbiamo fatto, è quella che le ho citato prima, quindi se prende atto della situazione e ci spiega qual è la sua intenzione, siamo qui.
Presidente - Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per dire che sono certamente sensibile a tutte le argomentazioni che avete evocato, che vanno nella direzione di cercare di fare tutte le azioni possibili per la tutela dei lavoratori. Collega, non sto a rievocare le risposte che credo anche in modo molto puntuale avevo dato quando erano state fatte le interpellanze. Solo per dire che alla data attuale solo alcune delle ditte aggiudicatarie hanno superato la soglia dei 6 mila euro di penale. Premesso che fra le ditte ci sono anche delle forti differenze sul tipo di penale che viene contestata, molte delle quali sono riconducibili alla mancata organizzazione capillare che è stata riscontrata soprattutto nei primi mesi di avvio del servizio. Il servizio - questo non a giustificazione - è migliorato nel tempo: oggi il servizio quotidiano è svolto regolarmente con a volte dei piccoli disservizi, che, quando ci vengono segnalati, cerchiamo di correggere e vengono ripristinati abbastanza velocemente, quasi nell'immediato. Permangono delle difficoltà per i servizi periodici: la pulizia dei vetri, la ceratura dei pavimenti, che spesso - lo ammetto - sono dovute ad una mancata organizzazione da parte delle ditte.
Il punto saliente però è questo: la rescissione del contratto non è automatica, è una facoltà che viene data all'Amministrazione regionale che, qualora sussistano queste condizioni, può procedere in tal senso. Sono sensibile quindi ai ragionamenti che avete fatto, ma è una decisione che va ponderata con molta attenzione, pur essendo prevista una norma nel capitolato molto chiara in tal senso. Vorremmo evitare, nel momento in cui procediamo ad una scelta di questo genere, di incorrere in altre problematiche legali magari molto più pesanti, che potrebbero derivare dalla risoluzione dei contratti. Sotto questo profilo, sono quindi in corso robusti approfondimenti legali da parte degli uffici competenti, stiamo valutando sia da un punto di vista tecnico, sia dal punto di vista giuridico con molta attenzione tutte le possibili conseguenze che potrebbero derivare dalla rescissione dei contratti; nel contempo stiamo anche studiando le procedure da porre in atto. Nel momento in cui dovessimo risolvere i contratti, dovremo essere pronti e avere già predisposto tutti i documenti per affidare temporaneamente, e in via d'urgenza, il servizio e al contempo partire con la nuova gara.
Per venire incontro anche ai ragionamenti che faceva lei, collega Cognetta, uno degli elementi centrali del nostro esame, anche di tipo giuridico, è focalizzato sulla clausola sociale, in particolare sul ruolo che avrebbero gli attuali lavoratori delle ditte aggiudicatarie. Si tratta qui di comprendere quale potrebbe essere in modo molto chiaro il destino di questi lavoratori: vengono riassunti tutti nel caso in cui si proceda ad un subentro? Vengono mantenuti gli stessi parametri contrattuali? Lo stiamo verificando con molta puntualità per non incorrere in altre problematiche. Lo dico perché, dall'analisi che abbiamo fatto finora, molte volte - e diversi tribunali hanno ribadito questa linea di comportamento - nei diversi gradi di giudizio quando ci sono state delle cause in questo senso, e peraltro anche l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici (ANAC) ha confermato questo, non è questa una clausola automatica e generalizzata per tutti i lavoratori. Il Consiglio di Stato quindi dice addirittura che la clausola sociale va interpretata nel senso che: "l'appaltatore subentrante deve prioritariamente assumere gli stessi addetti che operavano alle dipendenze dell'appaltatore uscente a condizione che il loro numero e la loro qualifica siano armonizzabili con l'organizzazione di impresa prescelta dall'imprenditore subentrante". Solo per dire che non vorremmo, procedendo in questo senso, incorrere in altre problematiche simili ma di altra natura.
Certo è che la tutela dei lavoratori per noi rappresenta una priorità, io chiedo di poter ancora approfondire con attenzione questo aspetto e soltanto dopo che avremo finito gli approfondimenti di tipo legale, procedere all'adozione dei diversi provvedimenti possibili. Io quindi, a fronte di questo impegno, oggi non sono nella condizione di assicurare al Consiglio che si possa procedere ad una risoluzione dei contratti. Prendo l'impegno, questo sì, a relazionare in modo molto approfondito in seno alla commissione, dove, collega Cognetta, fuori anche dalle norme regolamentari c'è la possibilità di entrare nel merito della discussione, anche supportato da legali; quando la commissione vuole, vengo, facciamo un'analisi completa e poi vediamo quali decisioni prendere. Oggi non sono, detto molto serenamente, nella condizione di prendere un impegno di questo tipo, cioè di procedere ad una rescissione di questi contratti per le motivazioni che ho cercato di portare a vostra conoscenza.
Presidente - Siamo ancora in discussione. Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Grazie Assessore. Io mi limito a leggere quello che c'è scritto nell'articolo 21 sulla risoluzione del contratto: "l'Amministrazione si riserva di risolvere il contratto senza bisogno di assegnare previamente alcun termine per l'adempimento e previa raccomandata con ricevuta di ritorno all'aggiudicatario nei seguenti casi...", al punto f) c'è: "ammontare complessivo delle penali superiore a 6 mila euro". Ora, capisco che in questo momento probabilmente ci riferiamo principalmente ad una ditta, perché l'altra è al limite, forse ha appena superato, ma è al limite. Pertanto per chi ha superato abbondantemente - e parliamo di cinque volte - l'ammontare io penso che non ci siano dubbi che si debba procedere in questa direzione, altrimenti evitiamo di scrivere i capitolati speciali di appalto. Vogliamo modificare leggermente l'impegno? Vogliamo dire di non procedere immediatamente, vuole prendersi qualche settimana per dirci come intende eventualmente procedere all'identificazione o al procedimento per aggiudicare? Per noi il discorso della revoca è indubbio. La clausola sociale di cui lei mi parla, Assessore, dovrà prevederla all'interno del nuovo capitolato come normalmente viene prevista all'interno di un capitolato speciale di appalto. Credo che questa sia una regola, per cui non può lei prendersi un impegno in questo momento sulla clausola sociale. Lei può prendersi l'impegno di dire ai suoi dirigenti di prevedere che la clausola sociale abbia un passaggio ben chiaro all'interno del prossimo capitolato, è ovvio che sia così.
Quando lei mi parla di dignità delle persone, le leggo solo un passaggio di una comunicazione fatta dal dirigente, in cui si dice: "con la presente si comunica che, a seguito del sopralluogo dello stabile - e non dico quale -, non tutti i locali vengono puliti con la frequenza indicata in capitolato, in quanto un'addetta con 2 ore e 40 minuti giornalieri è notevolmente in difficoltà a pulire indicativamente 12 bagni, 1035 metri quadri di ufficio, 360 metri quadri di corridoi, atri suddivisi su 6 piani". Se questa è la dignità delle persone!
(interruzione dell'Assessore Perron, fuori microfono)
...ho capito che c'è la contestazione, ma si proceda! Come si può permettere ad una ditta che ha questi numeri di affidare 2 ore e 40 ad una persona? Non possiamo accettare una cosa del genere! La dignità delle persone, scusi! L'abbiamo sostenuto noi questo, abbiamo voluto che comunque si andasse nella direzione di rivedere questo, adesso abbiamo le possibilità, c'è la contestazione e quant'altro, no, dobbiamo ancora verificare. Vuole che modifichiamo, che ci prendiamo 15 giorni per capire qual è il percorso? Gli diamo 15 giorni, ma poi qualcuno dovrà giustificare perché non si procede. È chiaro che non è un suo atto, su questo non c'è ombra di dubbio, però occorre prendere l'impegno politico di chiedere al dirigente di procedere in questa direzione...
(nuova interruzione dell'Assessore Perron, fuori microfono)
...impegno lei, in quanto Assessore, in questo momento rappresenta il Governo regionale, noi impegniamo il Governo regionale affinché dia indicazioni al dirigente di procedere al rispetto di un contratto, nel rispetto delle persone. Risposte come queste che ho letto sono inaccettabili e giustamente il dirigente...io dico chapeau a chi ha fatto queste cose qua. Io non sto dicendo che il dirigente non l'ha fatto, però in questo momento bisogna procedere. Basta fare dichiarazioni di buone intenzioni, si procede, perché è inaccettabile in una società civile una cosa del genere!
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Per portare avanti un po' il ragionamento che ha cominciato il collega Gerandin: quando un lavoratore è costretto in due ore a fare quello che ha appena citato e si fa una contestazione alla società, al di là dei soldi di penale, andrebbe fatto un ragionamento a questa società, andrebbe detto: "forse dovete mettere altri lavoratori". Non è possibile riuscire a fare nei tempi richiesti quel tipo di pulizie. Questo però non si può fare ed è questo che fa cascare il discorso sulla dignità delle persone. Comunque sia, al di là dei soldi, come ci sono delle persone che lavorano, queste non sono per nulla tutelate. È sempre la stessa azienda alla fine che in qualche modo supera di gran lunga ciò che è il lecito: andare a pulire un ufficio e non dare le necessarie attrezzature per pulirlo è una cosa inconcepibile. Come si fa andare a pulire un magazzino e non dare l'aspirapolvere? Siamo a questo livello qui.
Possiamo fare dei ragionamenti e tutelare ovviamente i lavoratori, perché mi sembra il minimo, però forse dobbiamo darci un termine a questo tipo di ragionamento perché ormai siamo talmente oltre anche nei disservizi che non c'è molto altro da aggiungere. L'azienda la conosce benissimo, fa anche delle vessazioni che non hanno nessun tipo di dignità proprio. Diamoci un termine, Assessore, categorico, valutiamo con gli uffici, con gli avvocati, con l'Ufficio legale, con tutta la struttura enorme che abbiamo e troviamo una soluzione definitiva perché quello che c'è scritto qui, se è ancora questa la situazione, è talmente chiaro che non c'è tanto altro da aggiungere. Ho degli esempi qui dentro che veramente fanno rabbrividire. È certo che noi, come Amministrazione, abbiamo fatto un errore quand'è stato fatto questo appalto, ma non possiamo mantenerlo per cinque anni nel terrore di quello che potrebbe succedere. L'abbiamo già visto cosa succede: chi lavora lì veramente è trattato meno di uno schiavo, quindi la invitiamo effettivamente a mettere un termine.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Appurato, dopo aver ascoltato attentamente la replica dell'Assessore, che una ditta ha già superato, questo è un mandato in più che le diamo: ha la copertura politica proprio per rescindere. È normale poi, Assessore, che, per rescindere un contratto, non basta la copertura politica, ci mancherebbe, ci vanno le condizioni di natura tecnica giuridica, che in questo caso ci sono tutte, lo diceva anche lei condividendo le nostre analisi e proposte. Se dobbiamo emendarlo, se dobbiamo modificarlo, io chiederei veramente...perché la nostra intenzione, collega Perron, è trovare una soluzione alternativa.
L'azienda che ha già sforato quindi deve andarsene per tre motivi: il primo è il discorso del personale, della dignità e del rispetto del lavoratore; il secondo è legato alla qualità; il terzo comunque è legato al fatto che alla fine noi rimaniamo veramente, come Amministrazione regionale, con il cerino in mano. Se da parte vostra quindi ci sono le intenzioni, chiediamo eventualmente una sospensione di qualche minuto, si va ad emendare e modificare, comunque si trova una sintesi...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...inserendo una data certa e sicura e noi siamo disposti ad andare in quella direzione. Noi abbiamo solo un obiettivo: la rescissione del contratto con quest'azienda, e lei ha la copertura di natura politica.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - L'intervento dell'Assessore mi è parso coerente con gli impegni che abbiamo preso: non vogliamo confondere il piano amministrativo con quello politico, quindi siamo completamente allineati su questa posizione e l'impegno che ci si era presi in maggioranza era di venire in commissione a relazionare nel più breve tempo possibile. Oggi mi pare che emerga dal dibattito - perché altrimenti qua è inutile che ci parliamo - la proposta di emendare il punto n. 1, mantenendo distinto il piano politico da quello amministrativo, credo che almeno vada preso in considerazione, sennò è inutile che qui si interviene. Se l'impegno è di tipo politico, a mio avviso, almeno per quello che ci riguarda, lo vogliamo valutare perché di questa vicenda ne abbiamo parlato per 10 volte in Consiglio regionale, lo abbiamo sostenuto dall'opposizione ed è un argomento che prima o poi dovrà trovare una sua soluzione, se è un impegno di tipo politico; se è un impegno di tipo amministrativo, in maggioranza abbiamo detto che non ce lo possiamo assumere. Cerchiamo quindi di capire qual è la direzione che si vuole prendere, anche perché sono stati portati elementi che in maggioranza sinceramente non erano a conoscenza e sono qua oggi. Le chiederei, Assessore, di capire, piuttosto riarticoliamo la proposta: se è una cosa che si può fare, noi sinceramente abbiamo intenzione di ascoltarla.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Chiederei la concessione di una breve sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - La sospensione è concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 19:55 alle ore 20:16.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Intervengo per indicare il fatto che, come gruppi di opposizione, abbiamo deciso di mantenere la nostra risoluzione. Prendiamo atto dell'impegno datoci dall'Assessore, però restiamo fermi sulla nostra posizione, quindi non c'è nessuna modifica che vogliamo mettere in atto rispetto alla nostra risoluzione, pertanto chiediamo di votare la nostra risoluzione.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, possiamo mettere in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 27 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Con questa votazione i lavori odierni si concludono e riprenderanno domattina alle ore 9:00. La seduta è sospesa.
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La seduta termina alle ore 20:18.
