Objet du Conseil n. 2451 du 8 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2451/XIV - Disegno di legge: "Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2016, modificazioni di disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione per il triennio 2016-2018".
Rosset (Presidente) - Punto n. 24 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre, ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Grazie Presidente anche per avermi dato la possibilità di intervenire adesso. Colleghi, il presente disegno di legge assesta il bilancio 2016, come di consueto, a seguito dell'approvazione del rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2015.
A ben vedere, il provvedimento di assestamento 2016 è particolare, anzitutto perché il disegno di legge interviene a valle di una variazione di bilancio che è stata approvata dal Consiglio regionale con la legge regionale del 2 agosto 2016 n. 15, recante: "Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2016-2018". Il disegno di legge di assestamento inoltre interviene oltre la metà dell'esercizio, perché nel corso di quest'anno è stato necessario rideterminare il risultato di amministrazione dell'esercizio 2015, utilizzando le nuove regole contabili previste dalla disciplina in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici contenuta nel decreto legislativo n. 118/2011. Cambiando le regole contabili, in particolare con l'introduzione del concetto della "competenza finanziaria potenziata", che prevede che gli impegni contabili siano ripartiti negli anni sulla base della scadenza dell'obbligazione, i saldi contabili del bilancio di chiusura al 31 dicembre 2015 (approvati con il rendiconto del Consiglio regionale con legge 2 agosto 2016 n. 4) non costituiscono più i saldi contabili per la riapertura al 1° gennaio 2016 e sono stati rideterminati con l'operazione di riaccertamento straordinario dei residui, così come previsto dallo stesso decreto legislativo n. 118/2011. Il risultato di amministrazione così rideterminato presenta un segno negativo per la dinamica di spostare in avanti i residui passivi e attivi. Il dato pertanto non risulta essere preoccupante, come confermato dal Dirigente del Dipartimento bilancio in sede di audizione in commissione. Pertanto l'ammortamento del disavanzo sull'annualità 2017 è stato "assorbito" senza "bloccare" la dinamica della spesa. Inoltre, il disavanzo è ammortizzato in 30 anni con un effetto di 9,3 milioni per annualità.
Il capo I dell'articolato del disegno di legge ripercorre il suddetto schema, aggiorna i residui attivi e passivi e in particolare all'articolo 5 determina le modalità di ripiano del maggiore disavanzo determinatosi al 1° gennaio 2016 a seguito del riaccertamento straordinario approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 1001 del 27 luglio 2016. Il capo II riassegna le quote di cofinanziamento regionale ai programmi europei e statali non utilizzate nell'esercizio precedente, ampliandone la competenza di oltre 51 milioni di euro. Tale riassegnazione ai sensi di legge, è già avvenuta per 48,2 milioni in via amministrativa, il che ha permesso di rendere subito disponibili queste risorse, 2,9 milioni sono riassegnati anche sostanzialmente dall'approvazione di questo disegno di legge.
Dalle ore 18:37 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Presidente) - È aperta la discussione generale. Chi vuole intervenire? Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Pensavo anche ad un intervento dell'Assessore, perché ritengo che, rispetto a questo assestamento di bilancio, comunque qualche spiegazione andrebbe fatta. Essendo l'assestamento di bilancio, proverò a spiegarlo, per quel poco che ho capito io, chiaramente non essendo competente in materia. Un assestamento di bilancio che deriva da una misura, a mio parere, molto opportuna: io a volte sono stato uno di quelli che ha criticato anche l'azione del Governo italiano, ma in questo momento non posso che prendere atto che è stata un'operazione di trasparenza e di pulizia che ha messo in piedi il Governo Renzi, nel senso che, in previsione di quello che sarà il vero documento di programmazione dei prossimi anni, vale a dire il bilancio di cui parleremo nei prossimi Consigli, di fatto mette in piedi un sistema in cui obbliga gli Enti locali - quando parlo di Enti locali, non mi riferisco solo ai Comuni, ma anche alle Regioni e quant'altro - a fare pulizia dei propri bilanci: li obbliga nel senso di fare quel riaccertamento dei residui attivi e passivi che negli anni sono stati nel contesto italiano il salvadanaio da cui attingere, perché sappiamo benissimo che l'avanzo di amministrazione viene determinato da una differenza tra residui attivi e residui passivi, per cui nella pubblica amministrazione si è usato attingere a queste risorse. Ci tengo a sottolineare che ci sono delle differenze: negli Enti locali questo avanzo di amministrazione era vincolato in conto investimenti, per le Regioni c'era la possibilità di utilizzarlo sia in conto investimenti che in spesa corrente, per cui è stato un avanzo di amministrazione in disponibilità e fortunatamente tra le clausole preliminari a questa verifica una di queste era che gli enti che si avviavano a questo pareggio di bilancio nell'anno precedente non potevano utilizzare l'avanzo di amministrazione. Questo è quanto è successo anche per la Valle d'Aosta che, rispetto ad altre realtà, arriva a questo passaggio con in alcuni casi due anni e qualcuno tre anni di ritardo, perché ci sono stati enti sperimentatori che hanno iniziato tre anni fa: qualcuno nella regola ha iniziato due anni fa, noi arriviamo dopo tre anni.
Il ragionamento che voglio fare è che, a mio parere, avremmo dovuto avere un approccio leggermente diverso a questo documento, avere un po' più di attenzione preventiva su questo. La Regione in questi anni in cui le disponibilità di bilancio erano legate al famoso Patto di stabilità ha speso nel 2014 circa 60 milioni di avanzo di amministrazione, nel 2015 circa 150 milioni di avanzo d'amministrazione, l'ha fatto rispettando le regole del Patto di stabilità ma con poca attenzione a quello che poteva essere questo passaggio a cui avremmo dovuto comunque, nostro malgrado, arrivare a fare. I dati che derivano da questo conteggio finale dicono che la Valle d'Aosta ha chiuso con un avanzo di amministrazione mi pare di 168 milioni, comunque ho qui il dato e lo può sicuramente vedere.
Tra le altre cose il Governo nella finanziaria diceva che, detratto quello che era questo avanzo d'amministrazione, se c'era un eventuale disavanzo, era possibile diluirlo in 30 anni, quello che ha fatto la Regione. Questo conteggio finale che ci troviamo di fronte in questo momento, a mio parere, è sicuramente frutto delle difficoltà avute nel passato di avere da parte dello Stato il trasferimento di tutta una serie di risorse che la Valle d'Aosta aveva già conteggiato nei bilanci precedenti. La mia preoccupazione da profano è che quando leggo che, detratto l'avanzo d'amministrazione dell'anno precedente di 217 milioni, me ne trovo ancora 278 da prevedere in finanziaria per 30 anni a 9,2 milioni...la prima preoccupazione è stata capire, all'atto in cui il Governo avesse restituito queste risorse alla Regione o avesse trasferito queste risorse dovute alla Regione, cosa ne sarebbe stato di queste risorse. È per quello che io pensavo in un suo intervento, Assessore, perché è importante capire questo passaggio. Ho avuto rassicurazioni in merito, lo possiamo leggere da questi dati che emergono dalla finanziaria dello Stato: mi pare che in otto anni sia previsto il trasferimento di questi residui da parte dello Stato, questi residui non saranno in disponibilità...la mia preoccupazione era che fossero in disponibilità al di là del credito o debito, della minusvalenza che andavamo a ricoprire nei 30 anni. Io dico che per nostra fortuna non è così, nel senso che i trasferimenti dello Stato andranno ad essere incassati, incamerati e andranno a ridurre questi 272 milioni, per cui la cosa mi tranquillizza da questo aspetto e non saranno in disponibilità, per cui non sarà un indebitamento di 30 anni: sarà un indebitamento che, se vengono rispettati i patti dello Stato, probabilmente finirà nel 2023-2024 e da una parte avremo questa certezza. Io dico: per fortuna ancora una volta che queste sono regole ferree date dalla finanziaria dello Stato. Lo dico perché ho provato a fare un ragionamento su quella che sarà veramente la cartina di tornasole del bilancio della Regione e noi ce l'avremo nel 2017 - penso che lei me lo possa confermare, Assessore - quando nel bilancio consolidato transiteranno anche le nostre partecipate, transiteranno anche quelle che erano le nostre controllate e capiremo la reale situazione debitoria della Valle d'Aosta.
Ho fatto una breve premessa perché ormai c'è una cassa parallela al discorso del bilancio regionale, che è la gestione speciale: noi in questi anni - un breve riepilogo penso che me lo permetterà, Assessore - abbiamo avuto 95,4 milioni di indebitamento in gestione speciale nel primo anno; abbiamo avuto 40 milioni nel secondo anno con scadenza del rimborso nel 2033, questi sono debiti che dovremo riconoscere, anche se sono in gestione speciale; abbiamo ancora i 20 milioni del Casinò e io questo prospetto l'ho fatto prima ancora di avere la lieta novella del bilancio; abbiamo 40 milioni di stipula di contratto BEI da parte di Finaosta con possibilità di ulteriori 60 milioni, quindi con 100 milioni in totale, con scadenza 30 giugno 2017. In quella data capiremo qual è l'effettiva situazione economica di questa Regione. A me piace aggiungere anche quelle che io ho sempre definito - poi ne parleremo, quando discuteremo dell'articolo 19 - le imposte anticipate del Casinò che annualmente ci vengono propinate solo per non andare ad una ricapitalizzazione. Non ultimo ci tengo a sottolineare che se i risultati sono questi, è perché la Regione ha fatto anche l'operazione avanzo di amministrazione degli Enti locali, perché per due anni la Regione ha portato a casa non so la cifra esatta ma penso una quarantina di milioni, per cui da una parte abbiamo gli Enti locali che hanno un obbligo di conto investimenti, che vengono in parte alleggeriti di 40 milioni, il tutto per avere una certa disponibilità finanziaria da parte della Regione. Questa è un'analisi chiaramente, io non ho uffici a disposizione, però mi sono deliziato a leggermi e non voglio dire nessuno dei dati delle 1084 pagine dell'assestamento di bilancio, ma anche sulla cancellazione di questi residui ci sono delle cose molto interessanti da vedere. Vengo solo su un aspetto riferito al quadro generale sui residui passivi: quelli che la Regione dovrebbe in parte erogare, che sono di 26 milioni e la gran parte di questi residui passivi sono legati ai FOSPI che anni fa, essendo finanza locale, venivano riversati di nuovo nelle casse dei Comuni e di cui si è persa traccia.
L'ultimo aspetto che ci tenevo a sottolineare è un passaggio che lascia un po' di amaro in bocca, Assessore, è quello dei debiti fuori bilancio. Sono 711 mila euro, per cui mi dirà: "cosa volete che siano", ma è un discorso di forma e di sostanza. Io mi ricordo che non più tardi di tre mesi fa sono stati riconosciuti dei debiti fuori bilancio, è stata portata in commissione, ci è stata data copia di una lettera fatta dal responsabile finanziario in cui si raccomandava di fare la ricognizione, che la finanziaria è molto precisa e che non sarebbe più stato possibile spendere risorse se non a fronte di impegni. Alcuni sono frutto di sentenze, e questo è indubbio, ma altri sono frutto di...ne leggo qualcuno: spese fornitura energia elettrica mese di agosto 2016, spese servizi di pulizia agosto-settembre 2016, ne dico solo qualcuno a caso, nel senso di dire che non c'è rispetto, non c'è controllo perché non si può chiudere una porta e dire: non ne apriamo più. Saranno magari cifre minimali, ma significa che non c'è controllo nella pubblica amministrazione, che qualcuno continua a fare quello che vuole. Queste sono regole che vanno rispettate, anche per cifre minime. Pertanto torno a dire che non è accettabile un discorso e un comportamento che regolarmente ogni tre mesi ci troviamo a riconoscere debiti fuori bilancio. Ci sono tante cose da dire su un assestamento come questo, però io penso che la vera partita si giocherà sul bilancio, sul quale vedremo qual è la prospettiva del futuro della Valle d'Aosta.
Dalle ore 18:47 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Qualche considerazione, poi ascolteremo, almeno per quanto riguarda il nostro gruppo, le considerazioni che ci farà l'Assessore competente su questo documento. Io direi che, dal punto di vista tecnico, il collega ha già bene esplicitato le criticità, quindi faccio qualche ragionamento di natura politica se può essere utile al dibattito. La sintesi di questa operazione è che la nostra Regione dovrà comunque pagare nei prossimi 30 anni questi 278 milioni di euro. Possiamo declinarlo in maniera diversa, ma questa è la sintesi che vorrei fare. Come ripianare questo disavanzo: circa 9 milioni di euro per all'anno per i prossimi 30 anni. Le responsabilità, perché poi altrimenti entriamo nei tecnicismi che forse non è neanche il nostro ruolo...siamo stati un po' scarsi? Il ragionamento di natura politica è legato a questo: se questo debito da onorare è così alto, collega Perron, probabilmente siamo stati un po' scarsi tutti, a livello di amministrazione io parlo, a livello di ente pubblico. Faccio un ragionamento quanto meno dal 1981 ad oggi, il momento in cui abbiamo avuto anche delle risorse importanti, perché poi il dato politico finale nelle briglie interne della nostra Amministrazione, della suddivisione delle strutture, delle "enne" strutture suddivise al suo interno, Patto di stabilità, possiamo inserire nel dibattito qualsiasi cosa...alla fine probabilmente la responsabilità è alta perché non abbiamo utilizzato tutte le risorse e tutti i soldi a disposizione, soprattutto nel momento in cui ce n'erano, dove c'erano grandi possibilità di grandi investimenti. Oggi il tecnicismo che viene obtorto collo deciso dallo Stato ci obbliga oggi ad approvare questo documento che è tutto tecnico se vogliamo da una parte, dall'altra, però, ha delle responsabilità politiche enormi, o quanto meno importanti. Questo è un po' il ragionamento che vorrei fare con voi, che ci porta a dire, come gruppo ALPE, che non è solo un discorso di approccio, non è solo un discorso di verifica, non è solo un discorso di tecnicismo ma probabilmente, e su questo noi, grazie alle professionalità che ha il Consiglio regionale, abbiamo avuto modo di comparare cosa hanno fatto e cosa stanno facendo le altre Regioni a Statuto speciale e le altre Regioni a Statuto ordinario.
Non mi dilungo, come ho detto prima proprio perché la politica su questo documento ha delle responsabilità molto importanti. Non voglio neanche entrare nel ragionamento di tipo tecnico, perché c'è un obbligo dello Stato che ci impone di approvare questo documento, un documento pesante per la Valle d'Aosta, un documento che dovremo onorare e costerà comunque 9 milioni di euro circa all'anno. Questo è il dato finale. Il dato politico quindi è che a monte qualcosa non ha funzionato, la responsabilità è politica, a valle però vuol dire che nei prossimi 30 anni ci sarà ancora un debito da onorare di circa 9 milioni di euro all'anno.
Detto questo, sinceramente siamo interessati ad ascoltare attentamente come il Governo regionale vuole illustrare questo disegno di legge.
Presidente - Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Francamente non ho molto da aggiungere all'illustrazione del relatore La Torre, nel senso che la relazione è molto puntuale e spiega anche in che modo la Regione pensa di adempiere a questo che è un obbligo - voglio ricordarlo - perché l'attività di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi è un'operazione che tutte le amministrazioni pubbliche hanno dovuto fare ed è un'operazione una tantum, non è una cosa che si fa con regolarità. Questo è stato un obbligo per il passaggio alla nuova contabilità definita "armonizzazione dei bilanci". Il riaccertamento che abbiamo dovuto fare quindi è consistito nel riesame di tutti i residui attivi (crediti) e tutti i residui passivi (debiti), ovviamente escluse le partite di giro, che hanno costituito lo stock dei residui al 31 dicembre dell'ultimo anno del regime di contabilità. Il risultato di quest'attività è stato un risultato che la Giunta regionale ha approvato con una delibera, dove tutto è definito nel dettaglio: la n. 1001 del 27 luglio scorso. Questa delibera ridetermina il risultato di amministrazione al 1° gennaio: un avanzo di 217 che viene rideterminato con la spalmatura in un disavanzo di 278 milioni. Questo deriva dall'effetto dell'eliminazione dei residui attivi e passivi che migliora, dal mio punto di vista, il risultato, nel senso che nell'attività di riaccertamento sono stati stralciati più residui passivi che attivi.
L'altro aspetto consiste nel differimento dell'importo dei residui attivi e passivi e la creazione del fondo pluriennale vincolato che ne deriva, che incidono per un effetto combinato negativamente sul risultato. Il disavanzo quindi è un disavanzo che trova copertura, ai sensi dell'articolo 3, comma 16, in massimo 30 esercizi annuali. Il disegno di legge che presentiamo prevede una destinazione in quote costanti di 9,3 milioni di euro. Copertura che viene assicurata dalla riduzione dei trasferimenti Finaosta previsti per l'ammortamento del mutuo con la Cassa depositi e prestiti, in considerazione di quello che è un più lento andamento delle operazioni di spesa per gli anni 2016 e 2017. Nel 2018 il trasferimento a Finaosta era stato previsto in incremento, da un punto di vista di atteggiamento molto cautelativo, immaginando una riduzione del contributo al risanamento della finanza pubblica nazionale. Da questo punto di vista, quindi il risultato tiene conto della conseguenza di questa operazione di riaccertamento: lo spostamento in avanti degli stessi. Io non credo che bisogna pensare che questo disavanzo - lo dico molto serenamente, colleghi - sia dovuto al fatto che le spese sono maggiori delle entrate, anzi per la nostra Regione l'importo totale dei crediti è superiore a quello dei debiti. Da questo punto di vista, quindi la fotografia di dinamica della spesa e la fotografia di quello che è stato nel tempo un atteggiamento, a mio modo di vedere positivo, che non richiama nessuna lettura negativa della citata dinamica della spesa della nostra Regione.
Termino con un ultimo ragionamento. C'è un credito che è quello più importante che è stato spostato in avanti: quello delle accise dal 2011 al 2014. Ne parlo perché nella legge di stabilità che noi ovviamente ci auguriamo veder confermata in quella che sarà la sua approvazione lo Stato puntualmente ha dato attuazione a quel famoso punto n. 7 dell'accordo, di cui si parlava prima, firmato il 21 luglio 2015 tra il Presidente della Regione e il Ministero dell'economia, determinando l'ammontare delle accise da corrispondere alla Regione per un importo complessivo di 448 milioni di euro: 74 milioni sono per l'anno 2017, 65 milioni di euro per ogni anno dal 2018 al 2022, e infine 45 milioni di euro l'anno 2023. A questo occorre aggiungere 120 milioni di euro, di cui 50 milioni già trasferiti a marzo 2016, 70 milioni di euro - le notizie sono queste - in arrivo entro fine novembre; il tutto fa l'importo di 568 milioni di euro, così come avevamo concordato con la Ragioneria generale dello Stato a marzo di quest'anno. Per dire che anche in finanziaria - noi ci auguriamo che venga approvato così - trova puntuale rispondenza quello che è un accordo con lo Stato.
Ho presentato alcuni emendamenti, credo abbiamo anche chiarito molto serenamente in commissione qual è stato l'atteggiamento su questi debiti fuori bilancio. In alcuni casi la Regione ha contestato e sospeso alcune fatture ad AVDA - ho fornito in commissione una serie di chiarimenti - su diversi incarichi affidati per lavori con realizzazione della nuova aerostazione passeggeri terminale; con sentenza - lei lo citava, collega Gerandin - il Tribunale di Torino ha condannato la Regione al pagamento di due fatture e questo genera ovviamente debiti fuori bilancio. In altri casi si tratta di ripetizioni di contratti di lavoro a tempo determinato oltre i 36 mesi: assistenti alle mostre e operatori di sostegno; in altri casi sono gli impiegati forestali in servizio da più anni, qui c'è stata una reiterazione del contratto di lavoro a tempo determinato in alcuni casi per anche più di 10 anni. La giurisprudenza è cambiata, com'è cambiato l'atteggiamento della Cassazione: si è deciso di conciliare, evitando quindi il risarcimento nella misura massima, evitando di dover corrispondere le 12 mensilità oltre le spese di 5 mila euro, questo ha generato un altro debito. Per il resto concordo con lei che una sana e perfetta amministrazione non genererebbe altre spese. Noi, come Dipartimento, abbiamo sollecitato più volte tutti gli Assessorati e tutti i Dipartimenti ad un puntuale e rigoroso controllo della spesa, chiedendo anche che non vengano fatte spese in assenza di impegni prioritari che possono condurre ad un'autorizzazione. Ho documentato in commissione, ci sono stati alcuni disguidi che non si devono ripetere. Credo che nell'esercizio di un'amministrazione possano essere considerati fisiologici, perché, da questo punto di vista, ci sono a volte delle piccole disfunzioni nel funzionamento di un'amministrazione che credo non generano nessuna questione particolare, tant'è che adesso vengono regolate da un punto di vista normativo, è assolutamente trasparente, con una norma di legge.
Termino dicendo che ci sono delle responsabilità politiche. Io credo che il sistema Valle d'Aosta nella sua complessità, soprattutto se comparato con altri, guardando anche indietro anche nella dinamica della spesa sia stato un sistema efficace ed efficiente, nel senso che ad oggi constatiamo - e credo che non molte amministrazioni possono farlo - di avere più crediti che debiti. La Regione quindi, da questo punto di vista, non deve pagare materialmente per un disavanzo, perché le risorse sono accantonate, non saranno né impegnate, né tanto meno pagate.
Presidente - Ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Non c'è molto da aggiungere, nel senso che probabilmente in altri termini abbiamo detto più o meno le stesse cose. Volevo solo ricordarle che nell'operazione che è stata fatta lei ha detto che sono stati cancellati più residui passivi che attivi; è il contrario: sono stati cancellati più residui attivi che passivi, però comunque il risultato, dal punto di vista generale, è indubbio: ci sono più attività che passività, questo è da riconoscere.
Detto questo, dispiace un po', perché lei citava altre realtà, ci sono delle realtà, per esempio: Bolzano, Friuli Venezia Giulia, che non hanno avuto bisogno di accedere all'indebitamento, è bastato l'avanzo. Capiamo anche che sono delle realtà che non avevano quei pregressi rispetto allo Stato e per correttezza ci tengo a sottolinearlo.
Ci tenevo a chiarire un'unica cosa rispetto al suo passaggio: gli 448 milioni che lei ha detto che saranno riconosciuti nella finanziaria dello Stato non saranno in disponibilità sul bilancio regionale, chiariamocelo subito, così almeno togliamo ogni sorta equivoco. Sono dei trasferimenti che la Regione sarà obbligata per - anche se il termine non è esatto - estinguere anticipatamente i 228 milioni. Anche se non si potranno modificare nelle varie finanziarie i 9,2 milioni, però ad un certo punto ci sarà una linea in cui i trasferimenti copriranno questa minusvalenza e da questo punto in avanti ci saranno le disponibilità. La mia era una preoccupazione; non è così semplice da capire questo sistema di contabilità, però a me preoccupava che queste risorse trasferite dallo Stato fossero in disponibilità. Non è così e sono assolutamente tranquillizzato da questo, perché, per fortuna, lo Stato prevede che ci siano questi tipi di garanzie e che non possano essere utilizzati.
La mia preoccupazione è di trovarci magari con delle risorse trasferite dallo Stato utilizzate nel bilancio regionale e tenerci magari il debito di 278 milioni, come ha detto il collega Chatrian, per 30 anni, un'intera generazione. La cosa mi preoccupava non poco, questo è quanto. Sul resto non posso che sottolineare ancora una volta che non è un metodo quello di utilizzare risorse senza l'iter che prevede la legge, non è una legge valdostana, ma basta avere un percorso. Possono anche essere poche migliaia di euro, però significa che c'è qualcuno che non rispetta le regole. Non possiamo più permettercelo, ragione in più quando avremo il pareggio di bilancio: attenzione, perché sarà ancora peggio la cosa.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - A nome del gruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste, vorrei anticipare il voto favorevole a questa legge, a questo provvedimento che, com'è stato spiegato sia dal relatore che dall'Assessore, è un adempimento dovuto da questa legislazione, questa legge n. 118 che ci obbligava buoni ultimi, perché effettivamente in altre Regioni italiane era già stata fatta negli anni precedenti, a questa pulizia in fondo del nostro bilancio. Certamente, è un'approvazione che arriva dopo avere superato la sorpresa della prima lettura, perché chiaramente per i non addetti ai lavori e anche per quelli che ci stanno seguendo, che magari hanno l'occasione di prendere in mano questa legge, questo balletto tra una positività di bilancio di 220 milioni a una perdita di bilancio di 270 milioni ha lasciato un attimino interdetti noi della II Commissione e credo un po' tutti i Consiglieri. Ci sono delle ragioni profondamente tecniche, che poi sono state delucidate e che ci hanno un po' tranquillizzato su questo tipo di provvedimento. Nel provvedimento sono anche previsti altri tipi di interventi, soprattutto per quanto riguarda i fondi europei che ci permettono di utilizzare ancora di più dei residui che ci derivano dagli anni precedenti, anche questo è un aspetto positivo. Prendiamo atto di tutto questo che è contenuto in questa legge, ci auguriamo che questo nuovo modo di affrontare il bilancio sia finalmente un modo più limpido, più trasparente negli anni futuri proprio perché abbiamo sistemato tutto questo retaggio che ci derivava dal tipo di amministrazione precedente.
Quello che ha già detto il Consigliere Gerandin è che questo tipo di debito di 9 milioni e rotti previsti per 30 anni in realtà poi si ridurrà man mano che lo Stato, come ha detto l'Assessore, farà fronte ai suoi impegni, per cui noi diamo parere favorevole a questo provvedimento legislativo.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, possiamo procedere con la votazione articolo per articolo. Cominciamo con la votazione dell'articolo 1. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti : 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Stesso risultato. Articolo 3. Stesso risultato. Articolo 4. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 27
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 5. Stesso risultato. All'articolo 6 c'è l'emendamento n. 1 della II Commissione sostitutivo dell'articolo. Non ci sono richieste di intervento, dichiaro aperta la votazione sull'articolo 6 così emendato. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 27
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 2 della II Commissione. Metto in votazione l'articolo 7 come emendato. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 27
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 8. Stesso risultato. Articolo 9. Stesso risultato. Articolo 10. Stesso risultato. Articolo 11. Stesso risultato. Articolo 12. Stesso risultato. Articolo 13. Stesso risultato. Vi è l'emendamento n. 3 della II Commissione che sostituisce gli allegati A e B. Stesso risultato. Allegato C. Stesso risultato.
Metto in votazione il disegno di legge nel suo insieme. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti : 34
Favorevoli: 27
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
