Objet du Conseil n. 2382 du 6 octobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2382/XIV - Reiezione di mozione: "Reperimento di risorse per garantire un'occupazione adeguata ai lavoratori svantaggiati dei cantieri forestali".
Rosset (Presidente) - Con 26 Consiglieri presenti possiamo iniziare i lavori. Ripartiamo dal punto n. 25 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Questa nostra mozione nasce dall'esigenza di partire da quell'atto importante che è stato il disegno di legge regionale n. 21 del giugno 2014, in cui in quest'aula si trovò un accordo condiviso da tutti finalizzato all'autorizzazione e alla realizzazione di interventi straordinari diretti a favorire l'occupazione di lavoratrici di età superiore a 45 anni e di lavoratori di età superiore a 55 anni per limitazioni fisiche, per problematiche socio-familiari, che siano svantaggiati nell'inserimento nel mercato del lavoro, nell'ambito dei cantieri agricolo-forestali, di cui alle leggi n. 44 del 1989 e n. 67 del 1992. Dopo tre anni noi riteniamo che questo segnale importante che la politica valdostana, quest'aula ha voluto fare propria e condividere nel 2014, debba fare un po' il punto della situazione. Mi pare sia agli occhi di tutti, sia risaputo che quel minimo di giornate lavorative annue (67) previste all'interno di questo disegno di legge, di fatto siano ad oggi risultati assolutamente inadeguati, insufficienti per quello che può essere il mantenimento di una famiglia. Per tornare agli aspetti che avevamo esaminato anche ieri in alcuni passaggi legati al fatto che un minimo di garanzia di salario mensile vada a tutela dello stato sociale - il welfare valdostano e soprattutto la famiglia valdostana - e tenuto conto dell'intervento di condivisione delle difficoltà che stanno vivendo questi lavoratori effettuato da parte di chi ha risposto per il Governo regionale, che ho apprezzato, noi abbiamo pensato che fosse il momento di dare un segnale forte.
Teniamo conto che questa mozione è stata scritta ancora prima che venisse approvato il DEFR 2017/2019 da parte della Regione, e posso dire che è assolutamente in linea con quanto nel DEFR è stato previsto a livello regionale, perché leggiamo: "inoltre, per il mantenimento del territorio a salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, la cura e il mantenimento dell'assetto idrogeologico e forestale, oltre che per la promozione e la tutela delle vocazioni produttive del territorio, la Regione si propone di consolidare il programma di interventi volti alla manutenzione e alla realizzazione di infrastrutture agricole e forestali". Per cui, pur non avendo ancora letto il DEFR, noi abbiamo pensato di chiedere a questa Assemblea di dare un segnale forte e che si passi dal minimo di 67 giornate garantite dal disegno di legge n. 21 a 101. Se poi all'interno delle risorse del bilancio regionale si potesse avere anche qualche giornata in più a noi va bene, però ci sembrava che il minimo fosse questo, proprio perché temiamo che con tre mesi di lavoro non si possa pensare di garantire il mantenimento di una famiglia, benché ci siano alcuni mesi di cassa integrazione.
C'è un'altra difficoltà: 67 è un limite talmente preciso e basso che, qualora qualcuno lo raggiungesse, non maturerebbe neanche la parte legata al discorso contributivo, per cui riteniamo veramente di dare un segnale forte. Vogliamo farlo adesso, non in occasione di un eventuale emendamento al bilancio regionale, e spieghiamo anche il perché: perché vorremmo proprio che questo fosse un percorso condiviso da tutta questa Assemblea e vorremmo evitare che magari alla presentazione di qualche emendamento sulla finanziaria ci venisse detto che non c'è copertura, oppure che abbiamo sbagliato imputazione di spesa e non ci sono le risorse. In questo momento state lavorando sul testo del bilancio regionale, per cui se condividiamo tutti questo tipo di scelta, come io penso, è il momento di dimostrare e prendersi un impegno, e già nella proposta di bilancio - che andremo ad esaminare quando ce la presenterete - che ci fosse un passaggio, un riconoscimento importante per un settore che, negli anni, a volte è stato esaltato, ma a volte è stato anche criticato. In questo momento, però, proprio perché parliamo di lavoratori che con l'avanzamento dell'età se erano già svantaggiati prima lo saranno sempre di più in futuro, pensiamo che un segnale di questo genere dimostri equità e attenzione ad un mondo che quest'aula ha voluto dare con il disegno di legge n. 21 del 2014, un segnale importante.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Il collega ha già illustrato la mozione che abbiamo presentato insieme, mozione che parte anche da lontano, nel senso che questo tema si discusse molto nella passata legislatura; in questa legislatura invece si è fatto un passo indietro, condiviso anche dal nostro gruppo, quando si è sottolineata la possibilità di reperire delle soluzioni.
Vorrei riallacciarmi un po' al passaggio che abbiamo fatto ieri con il collega Donzel sulla fame dei posti di lavoro, sull'obbligo che ha questa Assemblea di creare le condizioni, di trovare nuove soluzioni, sulla volontà di mettere sul tavolo delle idee. Ieri abbiamo parlato di imprese private, di artigiani che hanno voglia di investire, di creare posti di lavoro, di far crescere la nostra società. Oggi, invece, prima che sia troppo tardi rispetto al momento in cui si discuterà la finanziaria - che è la programmazione di tutto il 2017 - ci è sembrato obbligatorio, moralmente e non solo, andare a dire con questa mozione che c'è lo spazio per creare delle condizioni per i lavoratori svantaggiati, per avere un margine più ampio. La discussione politica è avvenuta nel 2014, l'abbiamo inserita nelle premesse; si è fatto un passo indietro, si è detto che si possono ricreare delle condizioni con paletti diversi, con funzioni diverse, anche con numeri diversi.
Con questa mozione noi oggi non vorremmo rilanciare, ma che ci fosse un impegno politico. Mancano due mesi alla discussione della finanziaria, indubbiamente il Governo ci sta lavorando, ne siamo certi, quindi c'è spazio per inserire una copertura più ampia per questi lavoratori svantaggiati. In maniera molto laica, ma nello stesso tempo molto precisa, noi riteniamo che questo sia un impegno tutto politico; di tecnico non c'è nulla, è tutta una questione politica, indubbiamente è una scelta di natura politica, perché la questione è una cosa ma poi bisogna scegliere e creare certe condizioni.
Assessore Testolin, noi auspichiamo veramente che ci sia da parte sua e della maggioranza una presa di posizione forte, perché ci sono tutte le condizioni per preparare il terreno e per preparare la finanziaria, per reperire qualche soldo in più al fine di garantire giornate importanti a queste fasce svantaggiate. Oltretutto queste battaglie le abbiamo fatte anche con i colleghi che ora siedono tra i banchi della maggioranza, le abbiamo fatte in maniera anche forte all'inizio di questa legislatura - questo non è però un discorso di primogenitura o secondogenitura - e noi riteniamo che la buona politica debba dare delle risposte. Ci sono le condizioni, ci sono le risorse, è il momento in cui la buona politica può fare la differenza e andare a cucire veramente una parte svantaggiata della nostra società.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Innanzitutto vorrei fare una cronistoria di tutta la vicenda dei cantieri forestali. Questa vicenda è iniziata in modo nefasto nel 2010/2011. L'articolo dell'Ansa datato 11 ottobre 2010, che ho qui, riporta che si cercava di far accettare lo spostamento di questi operai forestali nella Società di servizi, il Presidente del CELVA e il Governo regionale con i sindacati volevano portare questi operai nella "Salvaprecari", come si chiamava allora, e invece non hanno portato un bel niente. Questo è stato il primo passo.
Il secondo passo è stato anche quello dal 2013 di un lavoro corale di tutta la minoranza per ripristinare questi cantieri, ma soprattutto - come diceva giustamente il collega Gerandin - per riportare quelle persone svantaggiate nei cantieri forestali, perché ormai avevano un'età elevata e per permettere loro di finire la carriera lavorativa. Nel 2013 è iniziato questo lavoro che ha portato all'assunzione di questi operai con un'età inferiore; poi, sempre di più, anche nel 2015, abbiamo visto questi operai che sono passati dai 55 anni ai 50 anni per gli uomini e sempre ai 45 per le donne, si è cercato di aiutarli nel loro percorso.
Adesso con il DEFR si è cercato di aiutare sempre più queste persone. Il collega Gerandin ha letto giustamente quella parte in cui si dice che si vuole intanto lavorare per l'ambiente naturale. Noi ci troviamo per esempio con il problema della processionaria, per cui abbiamo presentato un piano dove nei mesi più freddi di dicembre, gennaio e febbraio si dovrà intervenire per il taglio dei nidi; finora l'abbiamo dovuto fare con gli operai a tempo indeterminato perché erano gli unici che potevamo utilizzare, ma sono molto pochi, pertanto si potrebbero utilizzare queste persone nei cantieri per tali lavori.
Il nostro obiettivo era anche quello previsto nell'accordo politico fatto con l'entrata in maggioranza, di avere una maggiore attenzione verso questa categoria. Proprio per questo presentiamo un emendamento alla vostra mozione che vorrei leggervi per sottoporvelo, perché secondo noi va nella direzione della vostra mozione. Parto direttamente dall'impegno, perché le premesse le condividiamo, non si possono non condividere: "a dare corso, come previsto dal programma di maggioranza e dalle priorità di investimento previsti dal DEFR, nella parte dedicata all'agricoltura, all'innalzamento delle giornate lavorative per i lavoratori svantaggiati dei cantieri idraulico-forestali e dell'edilizia, al fine di garantire al più ampio numero di lavoratori possibile, con rispetto dell'attuale tipologia di prestazione lavorativa, di accedere alle misure di sostegno previste per i lavoratori stagionali". Questa è la proposta della maggioranza che è in linea con quanto voi ci avete proposto con la vostra mozione; adesso l'avrete sottomano, perché la stanno distribuendo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Chiederei una breve sospensione per poter leggere l'emendamento che ci avete proposto e poi riprendere i lavori.
Presidente - La sospensione è concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 9:21 alle ore 9:30.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Abbiamo letto e analizzato con attenzione la proposta di emendamento alla mozione che abbiamo presentato. Prima di tutto, vorremmo ringraziare la maggioranza dello sforzo fatto nel condividere il discorso delle premesse della mozione.
Entrando però nell'analisi più diretta di quello che è l'impegno, il nostro impegno era riferito ad avere una risposta concreta nei numeri su quella che per noi era una situazione di grande disagio di questi lavoratori e delle loro famiglie. Nell'impegno che il collega Nogara ha letto e ci ha consegnato, invece, quando si dice "a dare corso come previsto nel programma di maggioranza e a quanto previsto dal DEFR" che avete presentato, a noi pare non ci sia alcuna novità. Sarebbe quanto meno curioso che la maggioranza ci proponesse di non dare corso a quanto previsto dal programma di maggioranza e, ugualmente, di non dare corso a quanto previsto nel DEFR, che comunque è un documento di maggioranza attualmente all'analisi delle commissioni.
Noi siamo partiti dal fatto che all'interno del documento vedevamo un segnale importante in questa direzione, ma era un segnale di intendimento, che peraltro condividiamo: quanto c'è scritto su questo potremmo anche votarlo, però a condizione che ci sia eventualmente un comma 2 in cui ci si prende un impegno "politico" in quest'aula di mettere le risorse necessarie per arrivare a quel minimo di giornate che permettano di dare un segnale diverso; sennò rimane esclusivamente un ripetersi di quello che è già previsto all'interno del DEFR che ha presentato la maggioranza, perché su questo non c'è alcun impegno politico. Noi chiediamo di reperire a bilancio le risorse, invece qui si dice che, se ci saranno, andremo in questa direzione e, qualora ci fossero, attueremo quello che è previsto all'interno del DEFR.
Nessun problema da parte nostra a condividere quanto è stato scritto in questo emendamento, ma a condizione che ci sia anche un impegno, da parte del Governo regionale e di chi lo voterà, di reperire le risorse necessarie affinché questo avvenga realmente e nei numeri che noi riteniamo minimi per una società civile tutte le volte che manifestiamo le difficoltà nel mondo occupazionale. Tenete conto che sono lavoratori svantaggiati che con l'aumento dell'età saranno sempre più difficilmente collocabili nel mondo del lavoro, anche per chi magari si arrangiava in questi anni con qualche lavoretto extra, perché con la crisi che c'è in questo momento non esiste neanche più il lavoretto extra. Bisogna dare un segnale forte, un impegno in questo senso affinché noi vediamo già nella fase di predisposizione del bilancio cifre e risorse per risolvere questo che noi riteniamo un problema non più procrastinabile.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Collega Nogara, io ero presente la scorsa legislatura quando si decise di distruggere questo settore dietro una velina e ci si nascose dietro alle normative nazionali che oltretutto non ci avrebbero obbligato, e da lì è partita la ronfla [traduzione letterale dal patois: il ritornello] per distruggere questo modello. Correva il 2010 - lo diceva molto bene lei citando l'Ansa - anno in cui si discusse moltissimo in quest'aula, e il messaggio subdolo veicolato all'esterno, in Valle d'Aosta, è stato che lo Stato cattivo centrale non ci permetteva più di mantenere i quasi mille operai. Da lì poi il ragionamento, il nostro gruppo aveva provato anche a presentare una proposta di legge, stava cambiando un mondo, c'era l'allora Assessore Isabellon che guidava questo Dicastero e si cercavano comunque delle possibili soluzioni.
Voglio solo terminare illustrando le motivazioni per cui secondo noi non è sufficiente l'emendamento che ci avete proposto, perché i numeri non mentono. Con la vostra proposta - io non so se c'è la possibilità di modificare il vostro emendamento - noi non abbiamo avuto e non abbiamo la forza di poter elaborare perfettamente quante risorse ci andrebbero sul 2017 per garantire quanto abbiamo scritto all'interno della nostra mozione, altrimenti l'avremmo messo, collega Nogara. Ecco perché non è sufficiente il termine "a reperire". Se non ci sono certezze, abbiamo visto come vanno a finire le cose generiche in quest'aula, più volte: tutte le volte che sono state approvate mozioni anche di buon senso non sono mai andate nella direzione auspicata. Non so se ha disturbato magari il fatto di fare qualche piccolo accenno al 2010, dato che ero presente, ma ora non ci interessa neanche più, ci interessa il 2017, tant'è vero che abbiamo presentato questa mozione due mesi prima della discussione della finanziaria. Come dicevo prima, i numeri non mentono e oggi era forse la giornata per impegnare il Governo regionale a reperire le risorse; "almeno 101" era un ragionamento che voi tutti conoscete.
La controproposta: noi non possiamo mantenere le 101 giornate perché non ci sono i soldi, mancano le risorse. Assessore Testolin, discutiamone, affrontiamo un dibattito politico sui fatti, questo ci interessa. In merito all'impegno che ci avete proposto, capite che i due passaggi fondamentali: uno a dare corso - e ci mancherebbe che non diate corso a ciò che avete scritto sul programma di maggioranza, sarebbe grave ci fosse scritto che non diamo corso al programma di maggioranza! - e, il secondo, "a garantire al più ampio numero di lavoratori possibili", dicono tutto e dice niente, questa è un po' la riflessione. Non so se qualcuno della maggioranza condivide, ma forse in questo momento occorrerebbe inserire qualche certezza in questo atto. Al di là di quello che avete inserito nel DEFR e che abbiamo letto qualche giorno fa, oggi può essere il momento per scrivere per una volta nero su bianco qualche certezza per il 2017, dato che abbiamo due mesi davanti prima di approvare la finanziaria 2017/2019.
Presidente - Siamo ancora in discussione generale; se c'è ancora qualcuno che intende prendere la parola lo faccia ora, perché poi non è più possibile emendare, altrimenti chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Noi non siamo qui per raccontare storie o a mettere per iscritto una cosa senza avere l'intenzione di attuarla; visto che la discussione del bilancio è fra due mesi, noi dobbiamo anche un po' capire come maggioranza quali sono le disponibilità. Lei adesso ci parla di cantieri forestali, e sa benissimo quanto è stato fatto dal nostro gruppo per i cantieri forestali, lo sa sicuramente bene, ma ci sono anche tutti i settori dell'Amministrazione regionale che hanno bisogno di interventi: dall'agricoltura, all'edilizia, all'industria, alla sanità, tutto quello che abbiamo, e pertanto è chiaro che bisogna cercare di far quadrare i conti. Qui non si vuole poi giocare dicendo che abbiamo scritto che aumentiamo il più possibile le giornate ai lavoratori dei cantieri forestali per cui, aumentando di due o tre giornate, abbiamo risolto il problema, nessuno qui sta a questo tipo di giochetti.
Lei poi è partito dal 2010, e qui mi riferisco anche a quanto detto dal Consigliere Gerandin sul grande disagio. Il grande disagio è stato creato proprio nel 2010/2011, disagio al quale abbiamo cercato di tacconare in questi anni, e che lo dica il Consigliere Gerandin mi fa un po' strano, perché del 2010 - io prima sono stato molto soft - c'è anche questo articolo dell'Ansa in cui si riporta che il Presidente del CELVA, Gerandin, andava dai sindacati a discutere proprio su queste cose per eliminare i cantieri forestali: lì c'è stato un grandissimo disagio, perché erano 1.000 i lavoratori rimasti a casa in quel momento! Questa è la prima parte.
L'aumento delle giornate si farà sicuramente e, se si può, si porteranno anche verso la pensione quelle persone che sono ad un anno o due anni dal pensionamento, si cercherà di portarle proprio alle 101 giornate, però ora non si può prendere l'impegno qui, in aula. Gli operai in questo momento sono 330 e lei dice che non ha gli elementi per, ma gli elementi se vuole li recupera in 10 minuti: quest'anno gli operai che hanno lavorato sono stati 218, però ce ne sono 330 che hanno la possibilità di entrare in questo programma, perciò non si sa mai quanti sono effettivamente, perché si aprono le graduatorie e si chiede "chi è disposto a"; magari qualcuno non ha più intenzione di lavorare nei cantieri, qualcuno ha trovato altri lavori, però non si sa il numero preciso. Dire che portiamo tutti a 101 giornate è un impegno che se poi non riusciamo a mantenere è ancora peggio, perché si danno delle illusioni! Noi ci prendiamo l'impegno che sicuramente le giornate aumenteranno per quegli operai che stanno per andare in pensione, si cercherà in tutti i modi di accompagnarli e portarli alle 101 giornate, proprio per evitare quello che sta succedendo adesso: che chi va in pensione deve ancora versare un qualcosa per potervi andare.
Per quanto riguarda la disoccupazione, la disoccupazione è sui due anni; è chiaro che meno si lavora e meno si prende di disoccupazione e viceversa, ma questo è un impegno che noi ci siamo presi al momento dell'accordo e ce lo prendiamo qui, in aula, dicendo che questa cosa la vogliamo portare avanti. Sono 218 quest'anno? Se un altr'anno sono meno li possiamo aiutare di più, mentre se sono di più avremo delle difficoltà, ma vi assicuro che senz'altro non stiamo ad aumentare di una giornata per mantenere l'impegno che abbiamo preso, cerchiamo di aumentare al massimo le giornate. Questo è l'impegno che vogliamo portare, e non c'è nessun giochetto, nessuna ronfla [traduzione letterale dal patois: il ritornello] come dice lei, non c'è proprio niente. Onestamente, dirle adesso che prendiamo degli impegni con dei numeri sulle giornate o quant'altro, non possiamo farlo, semplicemente per onestà verso questi lavoratori, solo per quello.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Le parole del collega Nogara mi hanno spinto a fare un ragionamento, perché noi stiamo parlando di una mozione e di un emendamento che dicono due cose un po' diverse. Mentre nella nostra c'è la voglia e l'impegno a garantire a tutti coloro che con la legge regionale n. 21 sono stati inseriti all'interno di questo discorso, nella proposta dalla maggioranza non c'è un numero preciso, come giustamente ha detto il collega, perché non si conoscono esattamente i confini, il perimetro entro il quale muoverci.
Sa qual è però il problema, collega Nogara? Siccome la conosco, non è che non credo alle sue parole, io credo alle sue parole, ma non credo a quei signori là, non ci posso credere, e sa perché? In questi ultimi tre anni ne ho letti tanti di impegni così, l'ultimo è quello dell'unica gara. Avevo fatto io la battuta ed è così che è andata a finire; adesso speriamo che si faccia davvero un'unica gara, vediamo chi la fa però! Qui il discorso è lo stesso: quando voi scrivete "al fine di garantire al più ampio numero di lavoratori possibile"...ma potrebbero essere due, ho soldi solo per due! Siccome abbiamo capito qual è il gioco, e non lo imputo a lei ma lo imputo al Governo, perché lei non è il Governo, ed è questo il punto fondamentale per quanto mi riguarda, non posso dar luogo a questo impegno che è estremamente aleatorio.
Di quello che poi è successo nel 2010, nel 2011 o nel 2012 potremmo parlarne per degli anni, magari parleremo più avanti di quello che succederà tra breve, è sempre scritto nel DEFR rispetto ad altri lavoratori, però non possiamo da un lato fare promesse che non possiamo mantenere e dall'altro fare editti che non servono a nulla. Questo suona così: suona come una cosa che serve un po' a tranquillizzare i lavoratori, che ci pensiamo noi, e poi alla fine non ci pensiamo. Parliamo di persone con una scolarità molto bassa, con un'età molto avanzata, con un reddito molto basso che non trovano lavoro, e noi siamo preoccupati di questo. Per questo abbiamo messo un impegno preciso e specifico: perché vorremmo, al di là dei programmi, che si andasse nella direzione di aiutare i più deboli. So anch'io che qui dentro ci sono persone che magari non se lo meritano fino in fondo, o negli anni ci sono state persone che non se lo sono meritate fino in fondo; questo non sta a me giudicarlo, la situazione adesso è questa, e io cerco di darle un'aggiustata per quello che posso. Sono però un po' stanco di vedere questi impegni così generici, tutto qua.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Non pensavo di intervenire su questo argomento, però credo che la discussione sia interessante e ogni tanto sia importante anche riportare quanto è avvenuto.
Riguardo alla mozione hanno già parlato benissimo i colleghi, però credo che siamo di fronte al secondo atto della distruzione del settore forestale in Valle d'Aosta, il primo è avvenuto nel 2010. Il collega Chatrian non voleva disturbare andando a citare il 2010, ma in realtà è stato citato da altri.
Collega Nogara, io mi rendo conto che lei non abbia responsabilità concrete in questo momento, e probabilmente neanche le aveva nel 2010, però oggi è un po' il portavoce di questo Governo e decanta quanto è stato fatto in questi anni per i cantieri forestali e per i forestali. Noi intanto sappiamo che alcuni Assessori già nel 2010 hanno votato per far stare a casa 500 lavoratori, e sono gli stessi, noi sappiamo che è stato fatto questo! Abbiamo sentito che 500 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e su di loro abbiamo sentito di tutto, altro che le ronfle [traduzione letterale dal patois: i ritornelli]! Abbiamo sentito dire che alcuni erano pure poco lavoratori, che ce n'erano troppi, ma la realtà è che sono stati scaricati perché in quel momento non c'erano più risorse. Qui non è un raccontare storie, qui è raccontare anche un po' di verità; è vero che non c'è memoria in Valle d'Aosta e spesso si dimenticano le cose, però credo che ci siano ancora adesso penose situazioni - e lei lo sa benissimo, perché la conosce meglio di me la realtà - lei sa benissimo che ci sono lavoratori e famiglie che stanno ancora boccheggiando adesso per questo 2010.
Oggi crediamo che gli impegni flou come "noi lavoriamo al massimo per poter", un Governo che "lavora al massimo per poter" lo trovo imbarazzante, per non usare anche parole più grosse! È quasi vergognoso sentirsi dire che stiamo lavorando al massimo, ma non si inserisce nell'emendamento nessun parametro, nessuna certezza. Si sta cercando di utilizzare di nuovo il bel guinzaglio del 2010: questo è di nuovo un guinzaglio con il bell'anello, e si tengono di nuovo lì i lavoratori. Lei ha detto che metterete il massimo, ma quanto? Dieci, quindici, cento, centocinquanta... "dipenderà da". Iniziamo con l'andare a togliere le cose superflue che ci sono in questa Regione e le risorse usciranno per i lavoratori, ma non solo per questi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Visto che qualcuno ha voluto fare chiarezza sul passato, mi pare corretto riprendere tutti i passaggi.
Collega Nogara, forse lei ha sbagliato interlocutore, nel senso che non ero io a decidere nel 2010 di cancellare i cantieri forestali, ma è qualcuno di questa maggioranza a cui lei ha dato fiducia entrando in maggioranza; per cui quello che è stato detto lo riferisca a chi ha scelto nel 2010 di cancellare i cantieri forestali sulla base dei presupposti che non sto a ripetere, mi pare che il collega Chatrian li abbia già elencati. Le ricordo che in quell'occasione, quando ero Presidente del CELVA, ad una proposta di cancellare i cantieri forestali - e me ne assumo tutta la responsabilità - abbiamo ragionato all'interno su qual era la soluzione per poter dare un po' di continuità. Lei sa benissimo che non sono mai stato un fautore di quelle agenzie o società create per gestire personale, ma a fronte della possibilità di mandare a casa del personale forse il male minore era comunque farlo riassorbire da qualche società. Questo è quanto ci siamo permessi di dire, ma non è una decisione nostra. Non hanno mai interpellato il CELVA per vedere se era possibile o meno prorogare i cantieri forestali o dare un futuro agli stessi. Sinceramente mi pare del tutto fuori luogo fare riferimento ad una cosa che io personalmente non ho mai condiviso né come Consigliere, né come Presidente del CELVA, né come Sindaco.
Sul resto non voglio poi entrare nella polemica, non è assolutamente interessante perché alla gente non interessa, sappiamo benissimo tutti da chi vengono prese le decisioni e quelle che contano. Noi siamo qui a discutere su un qualcosa che alla fine interessa a pochi, perché se poi chi decide è sempre la stessa persona o le stesse persone non cambia molto. Mi interessa molto di più confrontarmi sull'impegno che avete scritto voi: non c'è un passaggio, che sia uno, sul discorso dell'impegno a reperire risorse; si dice "se ci saranno", "se le avremo cercheremo di", ma è un impegno molto aleatorio, è un impegno che impegna senza impegnare, che non dà alcun tipo di certezza. Io sono molto preoccupato perché, se è pur vero che ci sono persone più vicine alla pensione e che necessitano di qualche rassicurazione in più, non penso che chi è alla vigilia della pensione debba essere più tutelato dalle 101 giornate rispetto a chi magari mancano 5 o 10 anni alla pensione debba continuare a vivere con 67 giornate o poco più.
Noi vogliamo che tutti questi lavoratori, proprio perché disagiati, abbiano un minimo di diritto ad avere una garanzia per arrivare in famiglia e dire che non lavorano solo tre mesi all'anno, ma cinque, e che con un po' di disoccupazione magari riescano a sostenere la famiglia. Io sono convinto che su questo siamo in linea e ci crediamo; è questa la distinzione, questa non volontà di prendere un impegno politico preciso, perché poi alla fine ci facciamo solo un po' più di pubblicità e presentiamo un emendamento, quando poi sappiamo già, noi che abbiamo fatto un po' di anni in minoranza insieme e ne abbiamo presentati, che ci viene detto che non c'è copertura finanziaria, che abbiamo sbagliato ad imputare, oppure che togliamo a qualcuno per dare a qualcun altro. Proprio da quell'esperienza che abbiamo vissuto assieme come minoranza, penso che prenderci adesso l'impegno di reperire le risorse sia un percorso lineare, chiaro, così non andiamo più a vedere la primogenitura, se uno è bravo e l'altro non lo è. Questo disagio che diamo alle famiglie è un problema reale, quindi ci prendiamo l'impegno e la battaglia va nel senso di quello che abbiamo portato avanti insieme fino ad oggi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Credo che come sempre si tenda a mascherare dietro le parole obiettivi che sono invece molto chiari. Abbiamo fatto opposizione, ce l'ha ricordato il collega Gerandin, abbiamo fatto tutti delle esperienze. Dietro a certe mozioni c'è evidentemente l'interesse dei contenuti ma c'è anche quello più diretto delle persone da coinvolgere, e a volte si sfiora il populismo proprio perché non si hanno poi le responsabilità di allocare le risorse. Ricordando le esperienze bisogna ricordarsele tutte, anche quando si sapeva che si andava un po' oltre confine; poi ci si trova a riallocare le risorse, capita di vincere le elezioni da qualche parte e si comincia a fare i conti con i cordoni che ci sono, tipo i capitali in questo periodo, quindi si fa quel che si può.
Io ritengo che fare politica sia la giusta misura di tutto. È giusto uno stimolo delle opposizioni, forse è giusto anche andare oltre rispetto a certi toni, anche perché poi tanti di noi oltre a fare politica sono amici nella vita, certe cose rimangono un po' e ti portano a fare considerazioni che possono persino dare fastidio, però qui bisogna essere seri per quello che ci riguarda in questo momento e dare continuità all'impegno politico che abbiamo assunto alcuni mesi fa. Noi abbiamo smesso di chiedere e di dire "vogliamo", quella parola forte, collega Gerandin; noi vogliamo, ma ci confrontiamo e ci misuriamo con le forze che abbiamo per provare ad ottenere il massimo per le persone che ci chiedono di raggiungere dei loro obiettivi. Certo, il giorno che la penseremo tutti in maniera uguale forse sarà più facile raggiungere obiettivi per alcune fasce di elettorato o di cittadini bisognosi e non raggiungerli per altri. La misura qui è data da sette gruppi che hanno sensibilità diverse, e anche questa discussione mi dà un po' questa impressione, perché stiamo intervenendo in particolare da questa parte, però più tardi sentiremo.
Sui forestali si è detto tanto come si è detto tanto su altre situazioni. Noi crediamo che ad un grosso problema di legge sia stata data allora una risposta non sufficiente, ma oggi giustamente guardiamo il 2017 e cerchiamo di migliorare quanto fatto nel 2014. Voi potrete dire alla fine di questa discussione che avete chiesto per tutti i 300 lavoratori le 101 giornate e noi saremo quelli che non ce l'hanno fatta. Quando avremo finito di discutere il bilancio, vedremo però se la vostra discussione sarà stata inutile e se la nostra forza sarà stata quella di riuscire a fare il possibile per dare soddisfazione a più lavoratori e a più famiglie, perché poi parliamo di "famiglie". Sappiamo bene che soprattutto in certe zone il problema è ancora più forte, la crisi dell'edilizia si sta facendo sentire con tutta la sua efficacia, forse ancora più di altre crisi, e le persone hanno bisogno di risposte, soprattutto in certi territori.
Mi dispiace che si tenda a squalificare un impegno che non può essere un impegno economico di bilancio. È un impegno politico, è una mozione politica, non è una delibera, non è un articolo di legge del bilancio. Voi avete cercato di sfruttare al massimo la posizione non avendo poi la responsabilità di riallocare le risorse, e noi vi rispondiamo dicendo che è un tema portato sul tavolo della maggioranza in fase di discussione e di alleanza, riportato puntualmente nel DEFR, come impegno politico, e che oggi si comincia a lavorare per capire quante risorse avremo. Mi pare che se c'è tutto questo vuol dire che c'è la continuità del discorso. Ognuno pesa poi le parole come vuole, collega, ma noi stiamo cercando di fare il massimo per portare avanti un progetto per i lavoratori che ne hanno bisogno come per le piccole imprese edili, i piccoli artigiani, tutte quelle categorie che con la prossima mozione ritorneremo a mettere in discussione. Chi di noi non incontra almeno un artigiano alla settimana che ti dice che non ce la fa più, che non ha più lavoro, che non riesce più ad andare avanti? Per fortuna, a volte per sfortuna, la Valle d'Aosta è talmente piccola che le situazioni vengono all'attenzione di tutti. Facciamo attenzione a fare un lavoro serio nei confronti di tutte le categorie; se abbiamo risorse per dare risposte, le dobbiamo dare alle persone che ne hanno più bisogno.
Sono d'accordo con quello che diceva la collega Certan rispetto al superfluo: dove c'è del superfluo, soprattutto in questo bilancio che sarà il più difficile perché è l'ultimo attraverso il quale partecipiamo al risanamento della finanza pubblica, dovremo fare attenzione a non sprecare delle risorse e a cercare di arrivare alle persone che ne hanno bisogno. Evitiamo quindi di dividere come sempre la gente, le persone, le categorie, i lavoratori tra coloro che sono più bravi e meritevoli di risposte e coloro ai quali invece non si vogliono dare. L'impegno che ci prendiamo è serio e l'intenzione di emendare la mozione era per coinvolgervi, tanto da qui a due mesi sveleremo le carte: o ci saranno i soldi per dare le risposte e vedremo quali saranno, o non ci saranno, non è un altarino che può durare tanto tempo. Da qui a breve le discussioni inizieranno e inizieranno sulle cose ancora più concrete delle mozioni politiche.
Ringrazio i colleghi di maggioranza per aver accettato la discussione, per aver fatto un discorso serio per provare ad emendare questa mozione; speriamo di trovare un po' tutti insieme la giusta misura per dare una risposta ai lavoratori idraulico-forestali e a quelli dell'edilizia, come ha raccontato bene ieri l'Assessore Baccega, e a queste categorie che sono sicuramente svantaggiate.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questo tema credo sia molto delicato, il tema del lavoro è un tema sensibile, così come quello della ricollocazione dei lavoratori svantaggiati, che tra l'altro si incrocia in questo caso anche con quello delicatissimo della tutela del territorio e dell'ambiente. Non dobbiamo dimenticare che è vero che parliamo di lavoratori svantaggiati, ma parliamo anche di persone che quotidianamente contribuiscono a mantenere il nostro territorio, i nostri sentieri, i nostri boschi integri, e quindi contribuiscono a mantenere uno dei nostri atout, uno dei nostri patrimoni più delicati in buona condizione.
Il nostro gruppo, come è noto, si è sempre speso per il tema dei cantieri forestali. Il collega Donzel, nella scorsa legislatura, credo abbia anche fatto, per quanto nei numeri possiamo esprimere, delle battaglie in questo senso. L'interesse da parte del gruppo che qui oggi rappresento è sui lavoratori e su questa particolare categoria, ma è anche sul tema più generale della tutela del territorio, credo che non ci siano dubbi. Oggi questo è un tema che ci sentiamo di poter affrontare in maniera assolutamente tranquilla.
La differenza tra la nostra impegnativa e l'impegnativa dell'opposizione è stata spiegata molto bene dai colleghi intervenuti prima di noi. Noi abbiamo fatto posizione lungamente per molti anni e, come dice bene il collega Bertschy che ha anche lui esperienze in questo senso, la differenza tra governare il bene pubblico e governare le risorse e quindi mettere la firma nei provvedimenti di spesa e nei bilanci da chi fa opposizione è una differenza che conosciamo molto bene. È normale che chi fa opposizione giochi un po' al rialzo nel definire le richieste, e che chi governa abbia comunque la consapevolezza che non può fare delle promesse ma deve essere con i piedi per terra, per cui ciò che viene garantito non può essere trasformato in una promessa che magari non può avere la realizzazione.
Siccome questo tema noi l'abbiamo inserito nel programma elettorale con il quale ci siamo presentati nel 2013, l'abbiamo ribadito nel programma di legislatura e nell'accordo del 2015 con il quale siamo entrati in maggioranza, e l'abbiamo approfondito ulteriormente e ribadito con i colleghi dell'UVP, è normale e logico che su questo programma, e quindi su queste indicazioni, il nostro gruppo, così come i gruppi con i quali abbiamo condiviso la necessità di attenzionare in modo particolare questo settore, si siano presi un impegno di tipo politico affinché la soluzione di questo problema fosse la soluzione il più possibile - è qua la differenza - ampia. La differenza è sulla disponibilità economica. Qua noi parliamo di lavoratori svantaggiati, di lavoratori oltre i 45-50 anni nel caso degli uomini, di lavoratori che si avvicinano all'età della pensione, ma che sono di difficilissima ricollocazione, spesso sia per il livello di scolarità che per l'età, età nella quale difficilmente si può essere ricollocabili.
È naturale che intervenga nel dibattito l'idea dell'accompagnamento alla pensione per quanto possibile e ovviamente, nei limiti delle disponibilità - sulle quali poi faremo dei ragionamenti anche in termini di allocazione - l'attenzione sarà rivolta anche verso i lavoratori svantaggiati che magari non sono vicinissimi all'età pensionabile, ma che lavorano comunque in questo settore. Sono lavoratori di cui comunque la collettività in qualche modo si prende e si prenderà carico, perché tutte le misure di sostegno: dal reddito minimo di inclusione, alle misure di sostegno alla povertà e i vari altri contributi sono comunque sempre misure che rientrano nell'ambito del bilancio pubblico. Credo quindi che la preferenza da parte del nostro gruppo e di tutta la maggioranza sia quella di favorire le politiche di lavoro attivo più che l'assistenzialismo; il ragionamento va in questo senso, e aggiungo qualche elemento alla discussione: sicuramente più che non creare le condizioni affinché ci sia gente che poi debba ricorrere a forme di sostegno del reddito che comunque sarebbero investimenti e spesa pubblica a fronte magari di un nulla, a fronte di un non impegno, in alcuni casi minimo, in altri fondamentale, perché parliamo di categorie spesso magari provate anche da un punto di vista fisico. L'età ovviamente non aiuta, quindi sono categorie che non possono magari essere impegnate in lavori particolarmente pesanti.
È ovvio che noi non siamo oggi qua a promettere, ma ad assumerci un impegno politico nero su bianco. Non possiamo pertanto dire 101 ore, avremmo anche potuto dirne 150 o 130, avremmo potuto dare dei numeri anche noi, ma non possiamo oggi assumerci tali impegni, perché responsabilmente chi governa si assume quelli di cercare di soddisfare e di conciliare il più possibile - fermi restando i ragionamenti che ho fatto prima - l'esigenza di impiegare le persone in lavori utili alla collettività, con l'esigenza anche sociale di supportare determinate categorie.
Concludo dicendo che potrebbe sembrare, per coloro come i colleghi dell'opposizione che hanno la necessità di individuare dei numeri, di voler individuare dei cancelli precisi con un impegno flou, ma a nostro parere questo è tutt'altro che un impegno flou, è un impegno scritto nell'accordo di legislatura, è scritto nel DEFR e noi lo onoreremo anche in sede di bilancio.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri; ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Anch'io vorrei fare due piccole considerazioni su questa discussione che ci ha preso profondamente tutti, perché riguarda un argomento molto importante che coinvolge tante persone e tante famiglie, com'è stato ricordato.
Io qui voglio ricordare che nessuno di noi, opposizione e maggioranza, ci dimentichiamo di questi lavoratori e delle loro difficoltà. Abbiamo voluto riscrivere l'impegno di questo atto consiliare, e non è un impegno di comodo, un'ipocrisia o - come dice il collega Cognetta - un qualcosa con cui rimediare attraverso un qualcosa di fasullo, assolutamente; è un impegno serio, anche se inevitabilmente non può essere accompagnato da numeri certi, perché non possiamo averne. La matematica, come ricordava lei, caro collega Chatrian, ha dei numeri precisi che in questo momento non possiamo dare. Questo non preclude però l'impegno che c'è in questa nostra modifica, un impegno a trovare in qualche modo l'ampliamento della soluzione di questo problema per questi lavoratori che hanno bisogno dell'appoggio del Consiglio e dell'amministrazione pubblica per risolvere i loro problemi. Questo impegno mi sembra che ci sia, quindi non vedo la difficoltà nell'accettare questo emendamento. Spero che, assumendo questo impegno da parte del Consiglio, ci sia poi la possibilità di controllare che venga attuato e in qualche modo risolto il problema di queste persone, almeno in parte, almeno per alcune di queste famiglie.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli; ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Un breve contributo a questa interessante discussione, tra l'altro fatta con toni mi pare molto tranquilli. Non vedo il populismo dietro questa discussione, come invece sosteneva il collega Bertschy; vedo l'impegno di tutti a cercare soluzioni, sicuramente in modi diversi e da punti di vista diversi, ad un problema che ci coinvolge tutti. Non sono così convinta, collega Fabbri, che questo problema abbia preso profondamente tutti in quest'aula; mi pare che il dibattito si stia svolgendo molto in questo angolo dell'emiciclo, chiamiamolo così.
Noi non possiamo condividere il vostro impegno, perché non fissa alcun parametro, alcun dato preciso. Questo dire "al fine di garantire al più ampio numero di lavoratori possibile" è assolutamente vago. Io vedo piuttosto del populismo qui dietro che non rispetto al nostro impegno, dove noi quanto meno abbiamo cercato di dire quali sono le persone destinatarie dell'impegno, i lavoratori svantaggiati di cui al disegno di legge regionale n. 21: noi abbiamo fatto questa proposta. Come controproposta, invece, riceviamo un impegno molto buonista; sicuramente ci sono delle buone intenzioni, ne siamo convinti, anche perché su questo argomento si gioca molto sulla credibilità della vostra scelta del passaggio in maggioranza, per cui noi siamo convinti che ce la metterete tutta per portare a casa dei risultati, e giustamente. Votare però il vostro impegno per noi sarebbe un atto di fede assolutamente non serio, non siamo proprio nella condizione di poterlo fare.
Siamo ancora in discussione generale e, visto che la premessa la condividiamo tutti, forse potreste trovare una soluzione che vada a fissare dei parametri, perché io non credo che voi non abbiate contezza del bilancio: se non ce l'ha la maggioranza contezza del bilancio, chi la deve avere? Lo saprete fino a che punto si può arrivare e quindi fino a che punto si possano dare garanzie ai lavoratori. Questo "ampio numero di lavoratori possibile" per noi non è assolutamente accettabile. Proviamo invece a scrivere delle soglie che magari non sono quelle che vi portiamo noi? Però non possono essere un impegno così, ad agire bene... ma poi sappiamo le scelte come vengono fatte molto spesso: senza criterio, sulla base di conoscenze personali. Il discorso del clientelismo credo che in quest'aula da questa parte l'abbiamo fatto e l'abbiamo condiviso tutti.
Noi chiediamo che l'impegno sia esplicitato in modo più preciso, perché anche nel DEFR si fa un passaggio: "mantenimento del territorio, salvaguardia del paesaggio agrario, cura e mantenimento dell'assetto idrogeologico forestale, promozione e tutela delle vocazioni produttive del territorio... la Regione si propone di consolidare un programma di interventi volti alla manutenzione e alla realizzazione delle infrastrutture agricolo-forestali", ma questo non è un impegno puntuale, è un impegno politico, una linea di indirizzo; però, da qui a dire che nel DEFR è contenuto un impegno puntuale mi pare che ci sia una differenza.
Se vi è la volontà di arrivare a definire in modo più puntuale dei criteri, allora forse il discorso può arrivare ad una sintesi, altrimenti credo proprio che ognuno voterà il suo impegno e non vi sarà alcun punto di contatto.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Borrello; ne ha facoltà.
Borrello (SA) - Un piccolo contributo perché la tematica che stiamo trattando in questo momento è molto importante, soprattutto per gli impatti sui lavoratori rispetto alla programmazione della loro vita quotidiana e lavorativa. Ho avuto modo di ascoltare gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, ed è emersa la volontà comune di cercare di affrontare il problema, volontà comune che viene manifestata all'interno di quest'aula, per quanto riguarda i colleghi dell'opposizione, con un atto di indirizzo politico, strumento ovviamente opportuno per quanto riguarda la manifestazione delle vostre istanze.
Con questo emendamento noi vogliamo però sottolineare il fatto che noi abbiamo già avuto modo, all'interno della maggioranza, di analizzare questo problema e di dare qualche indirizzo politico chiaro all'interno del DEFR. Questa proposta di emendamento, sottoscritta anche dal gruppo che rappresento in questo momento, è legata essenzialmente a dare un segnale chiaro che c'è la volontà di andare a risolvere il problema. Tale volontà è però caratterizzata dalla responsabilità di chi governa, e chi governa deve fare le valutazioni con il bilancio, con le problematiche reali legate agli aspetti di carattere finanziario. Da qui noi abbiamo voluto sottoscrivere questo emendamento, per dare un segnale chiaro: la volontà è di andare a risolvere la problematica non tanto per questioni di giochi politici, quanto perché il problema di questi lavoratori è reale e vi è sensibilità da parte di tutti i componenti di quest'aula consiliare.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, quindi dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin; ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Intervengo in replica perché le indicazioni emerse in fase di discussione generale, che hanno visto alcune esplicitazioni e riflessioni condivise da tutta la maggioranza, rispecchiavano quella che era ed è l'intenzione del Governo di assumersi un impegno preciso per continuare a sostenere questo tipo di attività e questo tipo di lavoratori. Sempre pensando all'interesse dei lavoratori e per trovare delle soluzioni, in questi anni abbiamo cercato di reperire risorse importanti per continuare a garantire a tutti i lavoratori che ne avessero diritto - quindi a tutti gli uomini e alle donne superiori a una certa età - di poter essere tutelati da un numero di giornate prefissato. Questa è la serietà oggi espressa da alcuni Consiglieri di maggioranza, i quali si sono fatti carico di presentare un emendamento che non vuole essere evasivo, ma serio, per delle analisi puntuali che in questo momento non possono essere fatte conti alla mano, perché - ce lo siamo detti nelle riunioni di maggioranza - le risorse che sarebbero necessarie per garantire ai 330 aventi diritto over 45/over 55 rispetto ai 226 che hanno aderito a questo piano del 2016 potrebbero effettivamente rappresentare degli importi troppo elevati per garantire 101 giornate a tutti nel prossimo bilancio. Credo che questo aspetto possa e debba essere analizzato in fase di costruzione del nuovo bilancio, conti alla mano, con quelle che saranno le possibilità di intervento sulle fasce più deboli, quindi quelle più vicine all'età pensionabile.
Mi permetto in questo frangente di fare un altro tipo di riflessione: quello che dice il DEFR è importante, perché, oltre all'aspetto sociale che giustamente ricopre anche questo tipo di iniziativa, va anche nell'ottica di garantire determinati interventi sul nostro territorio. Tali interventi vengono garantiti dall'allestimento di squadre forestali utilizzando la graduatoria di questi operai forestali, quindi attivando i piani straordinari, ma anche coinvolgendo tutta una serie di attività gestite dalle esternalizzazioni come le società, le aziende (principalmente edili) che, anche loro, per una clausola sociale hanno l'obbligo di assumere i lavoratori pescando all'interno della graduatoria riferita alla categoria degli operatori forestali. L'aspetto è quindi duplice: dare risposte sul territorio e darle con le risorse che abbiamo.
Lo scorso anno, secondo me, è stata fatta una scelta lungimirante da parte del Governo regionale, della Presidenza e dell'Assessorato delle finanze in primis: reperire, tramite mutui specifici, le risorse per attivare i cantieri forestali, il che ci ha permesso di risparmiare le risorse per continuare ad attivare le attività di piano straordinario che invece vengono sostenute direttamente dai fondi del bilancio regionale. Rimango pertanto su quanto veniva spiegato giustamente prima dal collega Bertschy: ci dovremo confrontare, ancora per quest'anno, con un Patto di stabilità importante.
Quello che si vuole dire con il DEFR è che ci sarà la massima attenzione nel sostenere ancora queste risorse che andranno a finanziare l'esternalizzazione dei cantieri forestali con interventi affidati alle ditte, le quali indirettamente portano comunque un beneficio anche agli operatori del settore forestale, perché quest'anno sono stati 86-90 gli operai assunti dalle ditte per due, tre, quattro mesi, a seconda del tipo di attività che andavano a svolgere, quindi questi vanno ad aggiungersi ai 226 assunti con il piano straordinario. Nel suo concetto il DEFR cerca di dare una visione complessiva della problematica: da una parte, dare delle risposte al territorio per il suo mantenimento, per la sua salvaguardia, per gli interventi richiesti dalle Amministrazioni comunali e dai consorzi in primis, per la salvaguardia idrogeologica del nostro territorio e, dall'altra, dare una garanzia occupazionale ad una categoria assolutamente importante che bisogna accompagnare con le risorse a disposizione. Le risorse a disposizione non sono riferite ad un Assessorato o ad un altro, perché ce lo siamo chiariti, le risorse sono quelle che tutti ben conosciamo: se si prendono da una parte si spostano dall'altra, non c'è il giochino delle tre carte in cui dall'altra si rispostano ad un altro tipo di iniziativa.
La nostra è quindi una scelta di serietà, andremo sicuramente a garantire quello che ci siamo proposti con questo emendamento, che è quello di cercare di aumentare le giornate lavorative soprattutto per le fasce più deboli, ma con una visione complessiva delle risorse finanziarie a disposizione e delle necessità di queste persone che andranno ad essere impiegate. L'impegno politico, quindi, secondo me è tutt'altro che banale, è molto preciso ed è scritto sia nell'emendamento alla mozione, sia nel DEFR, che ha voluto essere più onnicomprensivo possibile per cercare di gestire nel miglior modo le potenzialità di implementazione sia delle esternalizzazioni che del mantenimento delle opere in gestione diretta.
Per quanto riguarda la presentazione della mozione, sinceramente mi dispiace che non ci possa essere una condivisione su questi principi che sono veramente simili, perché l'idea è quella di andare a lavorare per agevolare il più possibile l'avvicinamento alla pensione di tutta una categoria di lavoratori, ma anche quella di dare risposte sul territorio, che seriamente vogliamo continuare a dare con le risorse finanziarie che abbiamo a bilancio. La condivisione sarà comunque precisa e puntuale sugli sviluppi di questa tematica: ci sarà la presentazione di piani, così come è avvenuto nelle scorse annualità, e ci saranno risorse destinate a questo tipo di interventi. Credo che questa sarà la dimostrazione che ad una scelta politica corrispondano scelte amministrative di pari grado.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per chiarire due aspetti che nell'ambito della discussione forse sono stati sottovalutati. Il primo: il DEFR è un documento che viene presentato per la prima volta, non è un documento contabile, ma dà degli indirizzi. Negli indirizzi - come è stato ricordato da tanti - noi abbiamo ripreso proprio i punti che fanno parte di un accordo e di una serie di valutazioni fatte a suo tempo e portate avanti puntualmente con il DEFR, documento che verrà discusso a breve e che dà le linee per il bilancio. Oggi, chiaramente, con le modifiche in atto, le cifre in bilancio non sono ancora ripartite per ogni singolo settore e per ogni singola voce, perché altrimenti non avrebbe senso il DEFR, che fornisce delle indicazioni, sei o sette punti che vanno ad inserirsi in modo più puntuale, tra i quali c'è il tema di cui stiamo parlando. Ho ascoltato anche le valutazioni sul trovare le soluzioni, le soluzioni sono esplicitate in questo modo. Io non penso che oggi sia possibile indicare dei numeri riguardo a valutazioni che devono essere fatte unicamente con la legge di bilancio, con la legge di stabilità, non è possibile fare altrimenti! Qualcuno si stupisce perché non c'è contezza del bilancio, ma il bilancio si sta facendo tenendo conto delle valutazioni, degli indirizzi approvati da questo Consiglio e sui riscontri dal punto di vista economico finanziario che abbiamo: le entrate, le possibilità, le disponibilità. Alcune discussioni sono ancora in atto, vedi alcune problematiche nella sanità, perché legate anche a modifiche che in questo campo stanno avvenendo, per cui se ne discute; stessa cosa dicasi su altre tematiche, per possibili interventi e modifiche strutturali che dovranno essere attuati dalle società. È tutto un insieme di cose che, sicuramente, avrà un impatto molto importante. Questo era un impegno.
Vorrei anche dire, quando si parla di impegni, che gli impegni presi sono stati puntualmente garantiti e attivati: quando si è parlato di un impegno per fare un programma straordinario, abbiamo presentato la legge; quando per l'agricoltura abbiamo detto che c'era l'esigenza di provvedere in particolare in questo momento con un intervento straordinario, abbiamo presentato la variazione e sono stati messi a disposizione 2 milioni per le mostre, per gli indirizzi in ambito agricolo. Quando noi abbiamo preso un impegno qui, l'abbiamo mantenuto. Qui oggi non si poteva che presentare l'emendamento, è chiarissimo ed è un indirizzo specifico che va nella direzione auspicata, io immaginavo, da tutti. Mi stupisce che non si approvi questo emendamento, perché è l'unica cosa che si può fare oggi. Non possiamo fare delle variazioni di bilancio, non possiamo indicare dei numeri che devono avere la copertura, perché non è possibile! Semplicemente non è possibile, quindi è inutile insistere.
Riguardo a chi menzionava il 2010, vorrei anche ricordare la discussione avvenuta in quest'aula, quando avevamo chiesto se c'erano proposte alternative e la proposta alternativa era stata quella di costituire delle cooperative. Di cooperative ce ne sono state, dei lavoratori ne hanno costituite, ma non sono state la soluzione per tutti. L'unica alternativa era stata questa. Cerchiamo di essere onesti sulla discussione di allora, sulle prospettive e sulla soluzione che comunque è stata trovata, ma non perché il problema l'avessimo creato noi, noi non avevamo creato nessun problema! E non è vero che c'erano alternative, perché ripeto, in quest'aula è stato discusso e non c'erano alternative. Sulla base di questo, senza tornare indietro perché non ci aiuta, credo che la discussione di oggi faccia capire che l'indirizzo ricordato dai colleghi è chiaro, chiarissimo, e noi su questo lavoriamo, prima per l'approvazione del DEFR - e questo è specificato - e poi per la formazione del bilancio.
Sotto questo profilo noi ribadiamo l'intenzione di impegnare le risorse necessarie per dare una soluzione a questi problemi poiché - come hanno detto i colleghi - questo ha un risvolto, sì, sociale, ma anche ambientale, che tutti riconoscono, perché è giusto ricordarlo: è giusto che ci sia un ritorno. Diceva prima il Consigliere Nogara che ne avremo bisogno anche per i piani contro la processionaria; ora non voglio ripetere cose che altri hanno detto meglio di me, però voglio solo ricordare che su questo tema noi ci prendiamo l'impegno di mantenere - al di là dell'approvazione o meno - quanto esplicitato con l'emendamento, lo faremo comunque. La Consigliera Morelli diceva poi che non abbiamo specificato quali sono i lavoratori, ma anche noi nell'emendamento l'abbiamo detto: i lavoratori svantaggiati! Stessa parola, stessa dizione! Non credo che ci troviamo su piani diversi di lavoro, il metodo è lo stesso. L'unica cosa impossibile a dire oggi è che mettiamo 100, 1 milione, 800 mila, ed è la ragione per cui ci siamo presi l'impegno di andare in quella direzione, che mi sembrava fosse un passo importante.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Abbiamo ascoltato attentamente le parole dell'Assessore e del Presidente; la temperatura aumenta perché si inizia a parlare di bilancio, ma è giusto che sia così. Abbiamo dei ruoli diversi, io lo ribadisco soprattutto anche per chi ci ascolta, perché altrimenti non si capiscono fino in fondo le discussioni all'interno di quest'aula.
Assessore, noi siamo da sempre contrari al gioco delle tre carte. Sappiamo che, nel momento in cui si affrontano dei temi, si tratta il tema in questione e poi c'è quello della visione generale, altrimenti tutte le volte dovremmo fare una premessa di mezz'ora; abbiamo fatto dei bilanci in altre sedi e ognuno di noi ha avuto le sue esperienze. Si parla di un tema, però, e noi abbiamo cercato a più mani di scrivere questa mozione per discuterlo; poi è normale che, per quanto riguarda la visione generale, possiamo far rientrare tutti i settori e tutto il bilancio regionale della prossima finanziaria 2017/2019.
Presidente Rollandin, quando noi del gruppo facciamo dei riferimenti sul fatto che non ci fidiamo fino in fondo su certe mozioni approvate qua è perché abbiamo la prova di mozioni assunte da questo Consiglio a cui non si è dato corso. Questa è la nostra opinione, ma neanche tanto, perché se fosse solo un'opinione si fermerebbe lì, invece è verità: mozioni approvate da questo Consiglio, in questa legislatura, non hanno trovato attuazione. Lei lo sa, potrei citarne diverse partendo dalla Casa da gioco e passando per altri settori per i quali all'interno di questo Consiglio abbiamo approvato mozioni politiche. Ecco perché per noi era fondamentale, colleghi di maggioranza, inserire qualche dato all'interno di questa mozione.
Il Presidente Rollandin ci dice che qui non stiamo parlando di variazioni di bilancio, ma nessuno lo fa, stiamo parlando del 2017. Il nostro obiettivo su questo tema sono le persone svantaggiate che rientrano all'interno di una certa legge; stiamo parlando di un argomento, non della visione generale del bilancio. Indubbiamente il Governo sta elaborando, cercando di cucire, di reperire delle risorse e di mettere in campo nuovi strumenti con le società partecipate. Tutto vero.
Quello che noi abbiamo cercato di argomentare dalla nostra posizione con questa mozione - e penso che serva da stimolo anche per il dibattito della finanziaria - era questo: quest'anno, 2016 (l'Assessore è stato molto chiaro), sono state 226 le persone che hanno avuto modo di lavorare grazie a questa piattaforma, a questa legge, a questo aiuto che il Consiglio ha deciso di dare onorando 1,6 milioni di euro circa dal bilancio regionale, 330 erano i lavoratori potenziali (almeno questi sono gli ordini di grandezza che ci ha dato l'Assessore).
Noi avremmo gradito anche un'argomentazione da parte vostra, Consiglieri di maggioranza, non solo una discussione tra ALPE e UVP, per noi non è sufficiente, collega Nogara; anche se ha cercato di argomentare l'emendamento, io capisco la sua posizione, mentre lei capisce la nostra proposta immagino. Se era troppo grande il numero 101 per mille ragioni, vista la situazione, la criticità, la visione generale, se l'Amministrazione regionale non poteva onorare questo per 300 persone, oggi c'era comunque la possibilità di scrivere qui nero su bianco più 40, più 50 percento rispetto al 2016 di quei 1,6 milioni. Mi sembra di aver ascoltato attentamente quando lei ha illustrato la posizione del Governo, ora io cerco solo di argomentare, perché è giusto, altrimenti parliamo lingue diverse. Noi oggi avremmo voluto scrivere nero su bianco che c'era un impegno scritto, perché stiamo parlando di risorse, dei nostri 1.000 milioni di euro annui da destinare per il 2017, che su "questo tema" ci fosse un impegno del Governo regionale a reperire il 50 percento di risorse in più per tutte le motivazioni e per i principi che condividiamo: ambiente, sociale, persone svantaggiate, persone vicine alla pensione. Tutti questi elementi ci facevano portare ad impegnare il Governo regionale inserendo una valutazione di natura certa: questo era il nostro obiettivo.
Voi capite perfettamente, anche se i Consiglieri di maggioranza non sono interessati a questo tema, che non possiamo approvare il vostro emendamento così com'è stato scritto. Non possiamo dare una delega in bianco, collega Nogara. Noi vi abbiamo dato la possibilità di emendare la nostra mozione, ma non c'è stata la possibilità di inserire nulla all'interno, questo è il motivo per cui noi non possiamo accettare l'emendamento che ci avete proposto. Eventualmente si poteva inserire un doppio impegno: il vostro, che secondo noi era di buon senso, e il nostro, in cui invece c'era un reperimento vero e concreto con dei numeri per il bilancio 2017.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Fa piacere che abbiamo recuperato i giusti toni e che si sia parlato nel merito della questione in maniera corretta, facendo uscire tutti gli elementi. Come dice bene il collega Chatrian, anche per chi ci ascolta a casa, è giusto chiarire le questioni.
Non vorrei che passasse il messaggio che se uno non approva una mozione si ferma tutto e i cantieri della forestale non avranno le risorse. Noi abbiamo documenti che pilotano le azioni che ci porteranno al bilancio; il documento è quello del DEFR, alle spalle del quale c'è un programma di maggioranza di 27 punti che tra l'altro sono già ripresi nell'accordo precedente con il PD, quindi ci sono gli impegni verso i cantieri forestali come per tutti gli altri impegni. Oggi non abbiamo trovato la dizione politica o il messaggio politico per poter votare insieme un documento, un ulteriore impegno politico che avrebbe dimostrato l'unione tra minoranza e maggioranza, maggioranza che comunque sta lavorando in questa direzione, tant'è che questa discussione la riprenderemo con le commissioni e in fase di discussione sul bilancio.
La serietà da parte nostra sarà pertanto nel dare continuità e soprattutto risorse a questo impegno, perché poi senza le risorse sono tutte parole al vento. Mi sembra corretto sottolineare - come è stato detto da tutti - che c'è l'interesse per dare una migliore risposta ad una situazione che pesa su una categoria svantaggiata e a questo punto noi continueremo. Visto che l'emendamento non viene accettato sul nostro percorso, la discussione fra i gruppi di maggioranza sarà nella formulazione della proposta di bilancio, dove vedremo quante risorse in più riusciremo ad allocare su questo capitolo e quale tipo di risposta riusciremo a dare.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per dichiarazione di voto sulla mozione, visto che, come ha detto adesso il Consigliere Bertschy, c'è questa situazione, noi ci asterremo.
Vorrei solo specificare, ancora una volta per chiarezza, che ogni numero corrispondeva ad un finanziamento necessario per sostenere quell'aumento. Non essendo possibile inserire qui degli emendamenti finanziari, in quanto non abbiamo la possibilità di farlo per le ragioni che ho spiegato, è evidente che non abbiamo potuto indicare delle cifre. Anche quando discuteremo del DEFR, non parleremo ancora di cifre, voglio anticiparlo, perché il documento contiene degli indirizzi ben chiari ma non i numeri, che verranno successivamente riportati nella legge sul bilancio. Non era possibile, è stato chiesto anche agli uffici competenti e non si può fare.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Presidente Rollandin, io penso che la risposta per cui noi dobbiamo mantenere quell'impegno della mozione ce l'abbia data proprio lei. Lei ha detto molto correttamente che il DEFR non è un documento contabile ma di indirizzo, ed è proprio questa la motivazione: noi non abbiamo mai detto che il DEFR doveva contenere delle cifre. Noi abbiamo detto che la nostra mozione, pur essendo scritta prima, di fatto era in linea con gli indirizzi del DEFR. Presidente, lei ha perfettamente ragione nel dire che nel DEFR non possiamo mettere delle cifre perché è un documento di indirizzo, per cui se l'abbiamo chiesto o se mi sono espresso male chiedo venia, ma non avevamo intenzione di inserire nulla nel DEFR.
Seconda considerazione: tra i compiti della minoranza non c'è quello di presentare alcuna proposta di variazione di bilancio, per cui la nostra non era una proposta di variazione di bilancio, poiché non chiedevamo alcun tipo di impegno contabile al momento. La nostra richiesta era un impegno politico per reperire, in sede di discussione e di predisposizione di bilancio, delle risorse in più che noi riteniamo fondamentali per cercare di ovviare ad una situazione di reale difficoltà. Capiamo anche che probabilmente l'impegno sui 226 lavoratori attuali rispetto ai 330 potenziali poteva magari influire in maniera determinante, avrebbe avuto un impatto sul bilancio regionale, ma ci saremmo accontentati di condividere magari con voi una percentuale di aumento di queste risorse; se poi non si arrivava a 101 giornate si poteva metterne qualcuna in meno.
Lei sa benissimo che se non parliamo prima di queste problematiche, prima che venga predisposto il bilancio di previsione, ne parleremmo sempre a babbo morto, rischieremmo davvero di fare populismo. A noi invece sembrava corretto dirlo prima della predisposizione del bilancio, soprattutto tenuto conto che è una preoccupazione condivisa, perché mi pare sia questo quanto è emerso da quest'aula: tutti siamo preoccupati sul numero minimo di queste giornate, sul fatto che crea disagio alle famiglie, pertanto se c'è un intento comune è meglio parlarne prima. Altrimenti qualcuno potrebbe osservare giustamente che, se lo chiediamo con un emendamento e poi non c'è copertura finanziaria, non ci sono possibilità di avere risorse disponibili. Parlarne prima, a nostro parere, era un atto di coerenza, non populista come qualcuno ha voluto dire. Essendoci una reale difficoltà, noi chiediamo che ci sia un atto politico di indirizzo. Sappiamo benissimo che una mozione non impegna in maniera cogente, soprattutto dal punto di vista contabile: di mozioni che sono state più o meno interpretate o comunque disattese ce ne sono, però era un atto importante, dato che si è in fase di predisposizione del bilancio.
Abbiamo mai detto, Assessore Testolin, che a noi piace fare il gioco delle tre carte? Mai. Assessore, lei ha detto che al Governo non piace fare il gioco delle tre carte, ma probabilmente si ricorda male: quando avete approvato il bilancio di previsione, in cui il mese dopo con la variazione di Giunta avete tolto 10 milioni alle pensioni di invalidità per darne 10 in più ai Comuni, è stato detto in quest'aula che si faceva il gioco delle tre carte, peraltro confermato dal fatto che in assestamento avete dovuto recuperare i 10 milioni, sennò da settembre non si pagavano più le pensioni. Non siamo pertanto noi a sollecitare il gioco delle tre carte.
Noi vogliamo che a cifre reali corrispondano impegni reali, soprattutto crediamo che sia quanto mai opportuno essere sensibili - non solo a parole - alle reali difficoltà che si stanno incontrando in questo momento sul territorio. Il collega Bertschy l'ha detto: probabilmente ci sono delle zone della Valle che sono forse un po' più toccate da queste difficoltà oggettive. Pertanto noi crediamo che in questo momento un impegno politico, che non è contabile, che non è una variazione, che non è una modifica del DEFR, sia quanto meno un atto importante, soprattutto perché condiviso da quest'aula, poiché a me pare che nessuno si sia espresso fuori da questa necessità. Nel vostro emendamento non c'è nulla. Se vogliamo c'è qualche novità, nel senso che rispetto al DEFR viene identificato che c'è la volontà di aumentare le ore lavorative, questa novità l'ho letta e la recepisco, ma non c'è alcun riferimento ad un impegno, seppur politico, di aumentare in percentuale o quant'altro. Non c'è nessun riferimento ad un discorso contabile in previsione del bilancio.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Volevo solo fare due considerazioni sugli ultimi interventi effettuati in quest'aula. Io non capisco una cosa, nel senso che con l'emendamento presentato l'atto politico di indirizzo c'è, non è perché l'abbiamo presentato noi come maggioranza che non è un atto politico. Voi avete detto che non vi fidate di quello che si fa, le ragioni le ha spiegate il Presidente, ma con questo atto politico noi abbiamo voluto esprimerci in aula dicendo che andiamo in questa direzione. La discussione che stiamo portando avanti in quest'aula, in questo momento, è proprio la dimostrazione che se ne vuole parlare prima del bilancio. Siamo a due mesi dal bilancio, stiamo discutendo da tre ore su questa cosa, si è preso in quest'aula un impegno politico che viene espresso con un emendamento, e io penso che più di così non si possa fare!
Si parla di condivisione: noi abbiamo condiviso, ma potevate anche voi condividere quanto abbiamo scritto noi, la cosa può essere da entrambe le parti! Dopo che lo abbiamo messo sul DEFR, che si è espresso con un atto politico, che si è messo nero su bianco la volontà che abbiamo, ci chiedete la condivisione con quanto avete scritto voi... ma potevate averla voi nei nostri confronti, perché stiamo dicendo le stesse cose! Sembra quasi che si parli tutti della stessa cosa, si voglia andare tutti nella stessa direzione, però alla fine non si è d'accordo sul votare gli emendamenti o le mozioni di uno o dell'altro.
Noi, come gruppo dell'UVP, in questi anni abbiamo portato avanti fin dall'inizio della legislatura questa battaglia per gli operai forestali, come con tutta la minoranza; non siamo qui a voler prendere in giro nessuno, siamo fiduciosi e consapevoli di quello che è stato scritto in questo emendamento, e siamo sicuri che quanto scritto verrà portato avanti. Queste sono le nostre convinzioni, perciò noi saremmo veramente soddisfatti se voi della minoranza condivideste con noi quanto è stato scritto, perché è una cosa scritta in onestà e con la volontà di portarla avanti.
Presidente - Se non ho capito male, non c'è da parte dei proponenti della mozione l'intenzione di emendare l'impegno. A questo punto, se non ci sono altre richieste di intervento, mettiamo in votazione la mozione come è stata presentata.
La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rollandin, Rosset, Testolin, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
