Objet du Conseil n. 2370 du 5 octobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2370/XIV - Interrogazione: "Stato di attuazione del Progetto Lavanda".
Rosset (Presidente) - Punto n. 8 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola l'assessore Bianchi, ne ha facoltà.
Bianchi (UV) - Con riferimento all'interrogazione in oggetto, la risposta che fornirò è frutto di un lavoro congiunto tra l'Assessorato territorio e ambiente e l'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali, che sin dall'ottobre del 2013 hanno lavorato per predisporre e avviare un progetto che consentisse l'attuazione di azioni volte a favorire l'utilizzo di pannolini lavabili nelle strutture con servizi rivolti alla prima infanzia. Per quanto di competenza dell'Assessorato al territorio, evidenzio l'importanza di questo progetto alla luce della sicura riduzione della produzione di rifiuti da avviare allo smaltimento in discarica, così come peraltro richiesto dalle disposizioni comunitarie vigenti. Si tratta di assolvere agli obblighi della normativa vigente per quanto attiene gli obiettivi di raccolta differenziata e di massima riduzione del rifiuto da conferire in discarica, in funzione alla gerarchia fissata dall'Unione Europea.
Ci sono state diverse attività e incontri con vari soggetti potenzialmente interessati al coinvolgimento nel progetto, fin dal dicembre del 2014. L'effettiva realizzazione del progetto negli asili nido ha incontrato una battuta d'arresto proprio in conseguenza del processo di riforma attuato all'interno degli asili nido, sul quale non entro nel merito (rapporto operatori bambini 1 a 6 o 1 a 8, età da nove a sei mesi e via dicendo). Però tutti i portatori di interesse hanno sottolineato come l'introduzione di questi pannolini lavabili comporterebbe, soprattutto nella fase di startup, un maggiore onere a carico degli operatori, quindi non si è ritenuto opportuno di caricare i servizi di tale incombenza, in questo periodo in cui si sta rivedendo e riorganizzando.
L'Assessorato territorio e ambiente, al di là delle difficoltà incontrate con il progetto sopra richiamato, ha comunque ritenuto di fare rientrare nelle politiche di riduzione della produzione dei rifiuti anche azioni puntuali che afferiscono alla promozione dell'utilizzo di pannolini lavabili. Si richiama a tale proposito quanto riportato nel programma regionale di riduzione dei rifiuti, allegato al piano regionale di gestione dei rifiuti, vista anche l'incidenza che la presenza di pannolini rappresenta: è stato calcolato circa un 7 percento, rispetto ai rifiuti avviati allo smaltimento. La Regione ha quindi previsto, nel citato programma regionale, la possibilità di avviare iniziative diverse di promozione dell'utilizzo dei pannolini lavabili, ivi compreso, qualora diventasse attuabile in un secondo momento, il Progetto Lavanda.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Devo dire che non sono molto soddisfatto della risposta, non tanto perché ho sentito cose che già erano state dette, ma perché qui la questione è: si fa o non si fa? Correva ancora l'anno 2013, quando in un primo momento sembrava che ci fossero dei problemi a livello sanitario, finché a un certo punto arrivò un documento - me lo aveva fornito l'Assessore Fosson, a firma del direttore del dipartimento, quindi di una figura tecnica - secondo il quale vi erano evidenti vantaggi ambientali e di costi complessivi per le famiglie e per la collettività, senza alcun rischio per la salute del bambino. Anzi, il documento diceva che ci c'erano dei vantaggi proprio per la salute del bambino e concludeva sottolineando che sarebbe importante costruire un percorso graduale non limitandosi all'impiego dei pannolini, ma estendibile anche ad altri aspetti ecosostenibili, in modo da arrivare a un cambio di mentalità da parte delle famiglie, degli operatori sanitari a contatto con l'area pediatrica, supportati anche da una formazione e informazione a loro dedicata. Sono passati tre anni (questo documento è dell'ottobre 2013) e non posso che constatare che siamo ancora lì: di fatto questa cosa non è partita.
Richiamo la questione risaputa - l'ha detto anche lei, Assessore - che ormai, aumentando la raccolta differenziata, il conferimento in discarica è di altre frazioni e i pannolini sono il 7 percento. La stima è che, più o meno, ogni bambino produca una tonnellata di pannolini all'anno, con dei costi annui di smaltimento che, lavorando in quella direzione, potrebbero essere tranquillamente dirottati su altre cose.
Assessore, a un certo punto le cose o si fanno oppure si tolgono anche dalla carta, perché è inutile metterle nel piano di riduzione, se poi rimangono lì, passa la legislatura e non si realizza nulla. Per cui, o veramente ci sono dei passi, se no non posso che rilevare che a oggi questo è rimasto sulla carta, non ci si è schiodati da lì e nulla è stato fatto, nonostante tutta la documentazione tecnica dica che vi sono innumerevoli vantaggi ambientali ed economici.
