Objet du Conseil n. 2366 du 5 octobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2366/XIV - Petizione: "No ai tagli sulla scuola di tutti".
Rosset (Presidente) - Punto n. 22.01 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione della petizione, ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Abbiamo deciso, sentiti anche i Capigruppo di minoranza, di leggere integralmente la relazione che poi è stata approvata a maggioranza in V Commissione, quindi do lettura dei lavori svolti dalla commissione e di quanto abbiamo relazionato.
In data 21 giugno 2016 è stata presentata alla Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, una petizione popolare per conto del Comitato SOS École VdA sottoscritta da 2535 cittadini per richiedere che non vengano effettuati tagli alla scuola secondaria di primo grado. A norma del suddetto articolo 36, l'Ufficio di Presidenza con deliberazione n. 71 del 5 luglio 2016, nel decidere sulla ricevibilità e ammissibilità della petizione, ne ha avviato l'istruttoria con richiesta di informazioni al Presidente della Regione in quanto legale rappresentante della Regione, all'Assessore all'istruzione e cultura in quanto competente in materia di istruzione e politiche scolastiche e alla commissione consiliare competente in materia di servizi sociali.
Il Presidente della V Commissione consiliare permanente Servizi sociali, con lettera in data 28 settembre 2016 (prot. n. 6484), ha comunicato alla Presidenza del Consiglio le seguenti risultanze degli approfondimenti svolti: "Oggetto: Petizione no ai tagli sulla scuola di tutti. In relazione alla petizione in oggetto, presentata in data 21 giugno 2016 e assegnata alla V Commissione in data 6 luglio 2016, mi pregio comunicarLe le risultanze del relativo iter d'esame svolto dalla stessa. In data 22 luglio 2016 la commissione ha deliberato di audire il professor Venturella, primo firmatario della stessa a nome e per conto del Comitato SOS École VdA, e l'Assessore competente in materia dopo la pausa estiva dei lavori del Consiglio regionale. Antecedentemente a tale data, precisamente l'8 luglio 2016, è stato assegnato all'esame della commissione il disegno di legge regionale n. 90, recante: "Disposizioni per l'armonizzazione della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), con l'ordinamento scolastico della Valle d'Aosta", diventato poi legge regionale n. 18 del 3 agosto 2016, che ha impegnato la stessa a concentrare le riunioni nel mese di luglio, soprattutto per effettuare un'analisi approfondita dell'articolato e per sentire le categorie interessate dal provvedimento legislativo, tra cui anche i rappresentanti del Comitato SOS École VdA, in modo che potesse essere approvato nell'adunanza consiliare del 27 luglio 2016 ed entrare quindi in vigore prima del nuovo anno scolastico.
In data 9 settembre 2016, in risposta all'invito a partecipare ad un'audizione in commissione, il professor Venturella e la professoressa Girardi hanno inviato una lettera, con la quale hanno riferito quanto segue: "I sottoscritti docenti, in nome e per conto del Comitato SOS École VdA, in merito alla prevista audizione in commissione, ritengono questa convocazione offensiva nel metodo, irricevibile nei tempi e paradossale nel merito, in quanto tutti i principi enunciati nella delibera di Giunta n. 93 del 29 gennaio 2016, a cui la petizione faceva riferimento chiedendo una pausa di riflessione, sono stati ormai puntualmente declinati nella legge regionale n. 18 del 3 agosto 2016, in brevissimo tempo e durante la sospensione delle attività didattiche, in completo disprezzo della volontà di più di 2500 cittadini valdostani firmatari della petizione stessa. Le applicazioni della riforma non sono mai state condivise con i docenti malgrado le dichiarazioni pubbliche di senso contrario e le istituzioni scolastiche non hanno attualmente né le risorse, né le competenze per un'attuazione efficace e seria dei principi peraltro condivisibili".
In data 16 settembre 2016 è stata audita l'Assessore all'istruzione e cultura Emily Rini, la quale ha riferito di non avere nulla da aggiungere in merito alla tematica in questione, ritenendo che la stessa fosse già stata ampiamente discussa sia nel corso dell'iter legislativo del disegno di legge regionale n. 90, sia nell'audizione svolta in commissione ex ante la presentazione del disegno di legge, precisamente in data 13 maggio, in cui erano state affrontate puntualmente le osservazioni sollevate dal comitato. Ha rimarcato comunque che la raccolta delle firme è antecedente alla presentazione dell'articolato, quindi, avvenuta in un periodo nel quale non era ancora chiara e definitiva la volontà del Governo regionale e non vi era un testo definitivo su cui discutere e soprattutto in un momento in cui, peraltro, si prospettava inizialmente l'applicazione tout court della legge nazionale.
Ha fatto presente che le questioni sollevate dal comitato, che mettevano in discussione dei punti cardine della riforma scolastica in questione - e che sono stati oggetto di quesiti referendari a livello nazionale - sono stati superati con l'approvazione della legge n. 18 del 2016. Ha precisato che è stata accolta una buona parte dei rilievi fatti sia dal comitato che dai sindacati e che con questi ultimi è stato svolto un lavoro proficuo. Ha sottolineato infine che solo la Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano nel legiferare in materia si sono discostate da quanto è previsto dalla legge statale.
Nella riunione in data 28 settembre la commissione conclude nei termini l'iter di discussione sulla petizione approvando, a maggioranza, la presente relazione.
Nel trasmetterle la relazione medesima, la commissione chiede alla Signoria Vostra di volerla cortesemente iscrivere la petizione - come oggi fatto - all'ordine del giorno del Consiglio."
Concluderei la lettura della relazione dicendo che lascio la parola ai Commissari per illustrare e completare quanto è stato letto e approvato a maggioranza, poi evidentemente nel corso del dibattito ci sarà la possibilità di integrare le posizioni politiche sulla conclusione dell'iter di questa petizione.
Dalle ore 11,02 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Président) - La parole à la collègue Certan.
Certan (ALPE) - Collega Bertschy, è vero che la relazione della commissione che lei ha letto è stata approvata a maggioranza, ha detto prima: a larga maggioranza, ma semplicemente perché siete una larga maggioranza, perché noi, come gruppi di opposizione, abbiamo votato contro, soprattutto contro il metodo, più che sulla relazione, con cui sono stati portati avanti i lavori di questa petizione. Come ogni petizione, credo che vada preso in considerazione soprattutto il fatto che dei cittadini si siano attivati e abbiano chiesto un'attenzione particolare riguardo ad alcune problematiche, come tutte le petizioni. Credo che questo loro diritto di chiedere attenzione riguardo ad una criticità sia stato violato dalla nostra V Commissione perché li abbiamo auditi dopo che era già stata votata una legge, anzi li abbiamo auditi una prima volta, ma sulla petizione li abbiamo auditi a settembre, perché noi ad agosto abbiamo ritenuto...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...noi, come commissione, non noi gruppi di opposizione, ma la nuova larga maggioranza ha deciso che poteva essere rinviato a settembre dopo le vacanze.
Parliamoci chiaro: alcuni punti che venivano messi in evidenza in questa petizione è vero che sono stati affrontati dal DL n. 90 approvato a luglio; è vero anche che questa petizione è nata sulla delibera della Giunta regionale n. 93 del mese di gennaio e questa delibera era una delibera molto ricca che metteva in piedi tutto un sistema scolastico e formativo completamente diverso, che in parte è stato ripreso dal DL n. 90, in parte no. Ci sono tanti aspetti su questa delibera, quindi la petizione riprendeva soprattutto quella delibera: ecco perché andavano auditi prima. Non è vero che la legge poi della chiamiamola "Buona scuola valdostana" che il Consiglio a larga maggioranza ha approvato a luglio riprendeva e in qualche modo superava questa petizione, alcuni aspetti rimangono comunque ancora in piedi. A mio avviso, quindi, come commissione consiliare, ma anche come amministratori, era nostro compito - dico "nostro" perché purtroppo alla fine ci siamo finiti tutti dentro nella commissione - ma è compito di una commissione consiliare audire, ascoltare e prendere più informazioni possibili nel rispetto di questo ruolo. Siamo tutti cittadini, collega Bertschy, ce lo siamo detti tante volte: siamo tutti uguali e quindi, quando più di duemila cittadini si attivano, credo che si debba portare rispetto perché crediamo che abbiano delle motivazioni serie per doversi attivare in questo modo e raccogliere delle firme. Su tutto il resto che è stato scritto e detto certo ormai...in patois si dice: l'è caze bouillón pe le mor [traduzione letterale dal patois: "è quasi brodo per i morti"], nel senso che comunque sia si è deciso di non procedere...si è detto: "in più non si sono neanche presentati a settembre, quindi non abbiamo potuto udirli a settembre". Io credo che a volte ci sia una parola che è quella del rispetto e della dignità: ad un certo punto, quando ormai si capisce che una cosa è volutamente chiusa e non si vuole ascoltare nessuno, alla fine è chiaro che anche i cittadini firmatari di questa petizione hanno deciso di abdicare e di dire: "vabbè, la delibera n. 93 rimane in piedi", il succo della storia è che questa delibera non è stata revocata. La DGR n. 93 non è stata revocata e i vari aspetti della delibera rimangono attualmente in vigore, quindi, a mio avviso, è stato fatto un altro - uno dei tanti che in questo Consiglio vediamo fare da questa maggioranza regionale - errore di democrazia.
Président - La parole au collègue Cognetta.
Cognetta (M5S) - Ho partecipato anch'io ai lavori della commissione, ovviamente non sono d'accordo sulla relazione finale, ho espresso i miei dubbi, soprattutto su tutto ciò che non è stato scritto all'interno di questa relazione al Presidente di commissione collega Bertschy e alla commissione stessa. Qui dentro non è stato riportato che l'Assessore e la Giunta a luglio hanno di fatto stravolto le regole che normalmente si svolgono all'interno di questo Consiglio e hanno saltato a piè pari quello che è normalmente l'iter che si segue quando si approvano delle leggi. Di fatto il nostro Consiglio è stato esautorato, ve ne siete fregati delle duemila e passa persone che hanno firmato questa roba, così come di tutti gli altri docenti che avevano detto che les adaptations e tutto quanto collegato a questa riforma non andava bene.
È compito della maggioranza governare, è compito dell'opposizione dire cosa c'è che non va nel governo delle cose, però se non si dà neanche la possibilità di dire questo, voi capite che diventa del tutto inutile questo Consiglio. Come ho già detto molte altre volte e come anche venne poi discusso nell'ambito del Consiglio in cui si approvò la legge, l'atteggiamento che ha avuto l'Assessore Rini rispetto a questa cosa è stato un atteggiamento poco democratico. Ebbi modo di presentare quest'ordine del giorno, venne fuori che effettivamente fu così; quando chiesi al collega Presidente di votare questo e di aggiungerlo a questa relazione, venne fuori una discussione in commissione molto ampia dalla quale poi si è usciti dicendo: "vabbè, noi ce la votiamo così com'è e chi se ne frega di tutto quello che dite", la sto semplificando per il pubblico fuori, scusate se non uso sempre dei termini meravigliosi.
Risultato: viene fuori una risposta a ciò che era la petizione, che è semplicemente un elenco di ciò che è accaduto, omettendo che però a luglio si è fatto un blitz della maggioranza e si è cercato di far passare qualunque cosa. Non so se vi ricordate cosa abbiamo approvato nell'ultimo Consiglio di luglio e di cosa abbiamo discusso; le commissioni si susseguivano un giorno dopo l'altro e non c'era nessuna possibilità di fare alcun tipo di approfondimento, e così è stato, d'altronde poi abbiamo visto quello che è successo dopo anche su altre leggi.
Quello che vorrei infine sottolineare, Assessore, è che se già attualmente si sente all'interno delle scuole che ci sono dei grossi limiti rispetto a ciò che si cerca di mandare avanti, probabilmente tutta questa riforma andrà ulteriormente riformata, perché se poi non si riesce ad applicare, se poi, com'è stato detto, era soltanto una prova, se poi, come si è visto, non si hanno i fondi, se poi, come si sa, le scuole hanno dei grossi limiti da un punto di vista economico e quindi non riescono a rispondere effettivamente ai bisogni degli allievi, piazzare lì in mezzo questa roba è stata assolutamente una cosa inutile, superflua e soprattutto dannosa. È chiaro poi che la larga maggioranza, o stretta, quello che c'è, fa quello che vuole fare, però che voi come Consiglio proponiate alla fine di un iter un documento di questo tipo...facevate prima a non scrivere nulla, a dire semplicemente che la petizione non vi interessava e come tale è stata trattata, anche perché la petizione - le ricordo - faceva riferimento ad una delibera antecedente alla legge, poi si è cercato di fare tutto assieme e questo è il risultato. Io le consiglio, come ho detto nel Consiglio di luglio, di diventare un pochino più "democratica" e di coinvolgere maggiormente le commissioni. Qualche suo collega ogni tanto la fa questa cosa e, quando la fa, guarda caso le tensioni in aula scendono, non so se ve ne siete accorti. Su altri argomenti si viene in commissione, si discute, si fa il nostro lavoro e spesso si smussano anche degli angoli o in qualche modo migliorano alcune decisioni: quando è possibile, chiaramente. Lei invece questo atteggiamento non lo vuole avere, non l'ha mai avuto e continua a creare tensioni, prosegua pure così, tanto lo sappiamo qual è il suo scopo finale.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Già i colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto alcune osservazioni su questa relazione e vorrei fare anch'io alcune riflessioni. Se si legge la relazione, così com'è stata letta dal Presidente Bertschy, vi è un susseguirsi di date per cui sembra quasi che è nell'ordine delle cose che gli eventi siano andati così: non si poteva fare diversamente, ad un certo punto è successo che è arrivata la petizione, ma, ahimè, i contenuti della stessa sono stati superati dalla legge sulla Buona scuola, i cui esiti sono ancora da venire per cui andremo a verificare se è stato opportuno a tutti i costi voler approvare a luglio, oppure se era meglio aspettare un po' di tempo per approfondire, ma questo lo vedremo in seguito. Al di là di questo, sembra quasi che sia nell'ordine delle cose che sia andata così, c'è stata la legge sulla Buona scuola, per cui ad un certo punto è diventato inutile, sono state superate le richieste che venivano fatte dalla petizione e da migliaia di cittadini. Nella relazione sulla petizione manca una cosa essenziale a nostro avviso: ed è il motivo per cui poi non si è trovato l'accordo neanche su come scrivere questa sorta di verbale ed è un fatto che l'esautorazione della petizione è avvenuta per una scelta: nessuna legge divina obbligava ad arrivare in aula alla fine di luglio ad approvare la legge sulla Buona scuola, è stata una scelta della maggioranza, legittima ma che noi non abbiamo condiviso. Noi avremmo voluto che perlomeno fosse ribadito questo, che fosse ben chiaro, altrimenti sembra quasi che nell'ordine delle cose non si sia potuto dare seguito ad una petizione. Ovviamente si poteva tranquillamente discutere, vi erano tutti i tempi e le modalità per poterlo fare e si poteva anche tranquillamente dire di no, non è questo il punto. In commissione vi erano punti di vista diversi, chi riteneva che occorresse dare seguito, chi no, ma non è questa la questione: è che, a nostro avviso, a 2500 cittadini bisognava rispondere prima che nei fatti con una legge si superassero le cose che erano state chieste. In questo senso la risposta che è stata data prima con la legge, poi oggi con questa relazione, risulta quasi offensiva nei confronti di chi ha firmato e che noi, per questo motivo, riteniamo di dover prendere le distanze e dover esprimere la nostra contrarietà sia su com'è stata scritta questa relazione, sia sui modi che sono stati usati prima per fare la legge e per l'iter che è stato seguito in commissione.
Dalle ore 11,21 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Non ci sono altre richieste di intervento, chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.
Rini (UV) - Torniamo in quest'aula a parlare del tema della riforma scolastica, credo che sia una buona occasione quella della discussione del testo di questa petizione anche per compiere e fare insieme alcune precisazioni: la prima fondamentale è che dobbiamo dividere bene, io ho ascoltato con molta attenzione e con molto rispetto, farò mie anche le suggestioni che mi sono state fatte, ma ascoltavo le parole del collega Cognetta che parlava di difficoltà nell'applicazione di una riforma. Io vorrei ricordare che questa riforma non è ancora entrata in vigore, entrerà in vigore nel 2017 e 2018. La prima grande precisazione quindi è: differenziamo due percorsi che sono ben distinti, che hanno radici e genesi ben distinti e percorsi ancora più diversi: il percorso degli adattamenti linguistici che sta andando avanti, è iniziata la sperimentazione con alcune criticità che stiamo cercando di risolvere e con un dialogo che stiamo cercando di intensificare in primis con i docenti, quindi non solo per il tramite dei dirigenti scolastici, ma cercare di ascoltare le istanze di coloro che operano nella scuola. Qua stiamo parlando di adattamenti, di una sperimentazione che quindi porta con sé gli elementi della gradualità e del monitoraggio, che quindi è in corso e che addirittura abbiamo chiesto un primo riscontro a sole tre settimane di attività da parte delle istituzioni scolastiche, la nota è arrivata entro il 30 settembre, entro metà della prossima settimana avremo le prime risultanze per sapere passo dopo passo come andare a calibrare meglio, come modificare, come aggiustare questo percorso importante dal punto di vista linguistico. Ce lo chiede il nostro Statuto, non ci siamo inventati un percorso nuovo, non abbiamo voluto fare cose diverse da quanto già si stava facendo peraltro in tante istituzioni. Questo è un percorso.
Oggi parliamo di un'altra questione: la riforma della scuola. Anche qui vorrei ricordare che non è nata da una mia volontà, del Governo, dei colleghi, di quest'aula, ma a livello nazionale è stata approvata una riforma che ha stravolto completamente l'immagine della scuola italiana, una riforma che ha preoccupato fortemente tutti coloro che a diverso titolo operano e lavorano all'interno della scuola, anche a livello valdostano ci ricordiamo tutte le proteste che sono state portate avanti negli anni. Ormai sono due anni che parliamo della riforma della Buona scuola a livello nazionale. Da subito, come Regione Valle d'Aosta, ci siamo detti preoccupati, seriamente preoccupati per la prima bozza: era ancora solo una bozza di intenti, non era nemmeno un articolato, che il Governo nazionale aveva sottoposto all'attenzione delle istituzioni scolastiche. Da subito abbiamo cercato di organizzare una serie di incontri, anche nella regione Valle d'Aosta, con gli insegnanti e con tutti coloro che, come dicevo prima, a diverso titolo operano all'interno della scuola. È iniziato un lungo percorso, a volte di dialogo più proficuo, a volte di dialogo meno proficuo, questo si può sempre fare meglio, anzi, io aggiungerei che si deve sempre fare meglio, quindi faremo tesoro anche di quanto avvenuto in passato. Cosa ha deciso la Regione Valle d'Aosta su questa riforma, che non è una riforma nata da una volontà di questo Governo regionale? Noi se non avessimo legiferato, quella riforma sarebbe diventata legge anche sul nostro territorio, e io non sto qui a ricordare, perché le conoscete molto meglio di me, quali sarebbero state le ripercussioni oggettive sul mondo scolastico e soprattutto direi sul modello scolastico Valle d'Aosta: quel modello che innanzitutto vuole garantire le piccole scuole di montagna, le piccole realtà e che ha una conformazione territoriale come la nostra. Andare ad applicare l'ambito, la scelta discrezionale da parte del dirigente scolastico senza nulla togliere alla competenza e alla professionalità proprio dei dirigenti scolastici, che sono stati i primi ad avere delle forti perplessità, soprattutto su un territorio come il nostro di prossimità e anche molto ristretto a livello numerico e di conoscenza quindi personale tra i soggetti coinvolti, sono stati i primi proprio i dirigenti scolastici ad esprimere osservazioni di preoccupazione in merito a questa previsione. Dicevo, cosa abbiamo fatto a livello regionale? Ci siamo subito attivati, abbiamo chiesto, e devo ringraziare in questo caso il Governo nazionale per il tramite del Ministro Giannini che si è recato in Valle d'Aosta, che ha firmato un primo protocollo d'intesa con la Regione Valle d'Aosta. Bisogna ricordarlo perché questa attenzione non è scontata, abbiamo visto in tanti altri settori come, ahimè, talvolta si fa fatica ad essere ascoltati dal Governo nazionale; in una piccola realtà come la nostra è venuta, abbiamo firmato questo protocollo. Protocollo di cui allora si metteva in dubbio il valore. Avete ragione, non aveva nessun valore giuridico, aveva un valore di intenti politici. Cos'è successo però? A soli due mesi e mezzo - e questo è un tempo che va sottolineato - è stata approvata una norma di attuazione, che invece supera l'intento politico e diventa norma, che ci ha permesso e ci ha dato la base per poter legiferare e discostarci in maniera totale dalla legge nazionale. Io credo che questo sia un elemento che, sicuramente per mancanza di comunicazione nostra, non riusciamo a fare uscire, ma io ringrazio anche i colleghi delle forze di opposizione perché soprattutto nelle discussioni in V Commissione è emerso questo riconoscimento di un lavoro, che poi è stato corale, che non appartiene all'Assessore o solo al Governo; siamo riusciti a mantenere il nostro sistema, discostandoci da tutto il resto del territorio italiano, solo noi e la Provincia autonoma di Bolzano. Se questo non è un risultato e se questo non è un buon risultato per la scuola, io francamente rimango un po' basita, ma credo che questo l'abbiamo anche condiviso. Si possono poi migliorare i metodi, ha ragione, però questo è stato il risultato e questa riforma, che entrerà in vigore nel 2017, quindi ricordo che non è ancora entrata in vigore, permetterà di mantenere il sistema, per esempio, quello che tanto preoccupava i docenti, di reclutamento dei docenti, così com'è avvenuto in passato e così come ha sempre dato degli ottimi risultati. Quando noi abbiamo cominciato a parlare di questa riforma, ci abbiamo tenuto fortemente a ricordare che per noi la Buona scuola è già la nostra scuola, perché la scuola valdostana è una scuola che ha dimostrato in tanti settori...vi ricordo un settore per esempio: la scuola dell'infanzia, un segmento che nel testo della riforma nazionale non è stato nemmeno preso in considerazione, che invece, in quanto il primo tassello, il primo passaggio, il primo elemento di contatto che i nostri ragazzi incontrano nella loro vita e nel loro percorso scolastico, per noi è fondamentale e per noi è eccellenza e infatti lo abbiamo previsto nella norma.
La collega Certan parlava di violazione di richieste perché non abbiamo ascoltato la voce di questi cittadini. Io vorrei ricordarle, io ho il massimo rispetto, ho letto con molta attenzione il testo della petizione, anche noi siamo preoccupati di questo percorso, collega; anche noi parliamo con le persone sul territorio e mi creda che sentiamo forte la responsabilità delle scelte che stiamo portando avanti, forte questa responsabilità...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...certo, meno male e ci mancherebbe che non sia così e credo che l'abbiamo dimostrato con i fatti, con quello che le ho appena detto! Non è stato facile fare questo percorso, non è stato facile avere l'approvazione di una norma di attuazione - come le dicevo prima - in meno di tre mesi e non è stato facile portare avanti una legge con coraggio, e l'abbiamo fatto come aula del Consiglio regionale, lo ricordo ancora una volta, una legge che prende un cammino totalmente diverso dal resto del territorio nazionale con i pro e con i contro...
(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, c'entra perché qui stiamo parlando della riforma della scuola, non degli adattamenti e non di altri percorsi, di quella riforma che entrerà in vigore nel 2017. In questo testo di legge, io ho ricordato durante l'audizione che queste raccolte firme - e non vorrei che venissero travisate le mie parole o non comprese - , di cui abbiamo il massimo rispetto, sono state raccolte ex ante presentazione del nostro testo. In seguito ad una delibera, vero, una delibera che diceva cose in parte diverse. Certo, purtroppo non possiamo accontentare tutte le richieste di ogni singolo caso e ce ne dispiacciamo, però non possiamo farlo. Quando si porta avanti una riforma della scuola e mi creda, collega Certan, per me in primis ma per tutto il Governo, e per tutta la maggioranza, sarebbe stato più facile e politicamente più opportuno non mettere mano a settori così. Lei lo sa e lo sappiamo bene tutti che ci vuole coraggio a mettere mano con responsabilità...
(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, potevamo anche far applicare la legge nazionale, lo sa meglio di me. Con coraggio quindi abbiamo cercato di fare il meglio, non potendo accontentare ogni singola richiesta, per il modello scolastico valdostano.
Dicevo, la raccolta firme è ex ante presentazione di questo testo; nel testo che abbiamo proposto abbiamo cercato davvero di recepire tutte quelle che erano le suggestioni recepibili. Se poi il problema fondamentale è l'ora di tecnologia, però c'è qualcosa che non va. Questo è sicuramente un elemento di novità, ma è un elemento marginale di una scelta didattica ben precisa, questa sì che è legata all'altro processo degli "adattamenti", dove andiamo a dire: perché qua non possiamo più permetterci di fare solo belle parole, alle belle parole devono seguire i fatti, abbiamo detto che implementiamo la conoscenza, lo studio della lingua inglese soprattutto nelle materie scientifiche, con questo provvedimento cerchiamo di andare a dare gambe a quella che può e deve essere una bella idea, andando ad implementare proprio la formazione nella materia scientifica, ma è un aspetto molto marginale.
Io concludo dicendo che con serietà e con impegno abbiamo cercato davvero di portare avanti una riforma che vada davvero a soddisfare e a garantire perché abbiamo cercato di mantenere cristallizzato il nostro sistema, discostandoci da tutto il resto del territorio nazionale tranne la Provincia di Bolzano, che ha ancora un sistema diverso. Tra l'altro, questo testo di legge - e vorrà pur dire qualcosa - va a superare i quattro quesiti referendari che sono stati presentati a livello nazionale. Se questo non è ascoltare quelle che erano delle preoccupazioni che, se abbiamo legiferato in questa maniera, evidentemente condividevamo, delle preoccupazioni del tutto legittime del corpo docente e lo sono ancora di più in un territorio come il nostro, credo che ci sia stata la volontà di porre davvero al centro il nostro sistema scolastico, che, come dicevo prima, è un sistema che ha dimostrato negli anni essere un sistema di eccellenza. Noi quindi questo abbiamo cercato di fare e ripeto che la riforma entrerà in vigore l'anno prossimo; noi crediamo che dimostrerà poi con i fatti di essere una riforma che garantirà e continuerà a garantire quel livello di istruzione eccellente che ha dimostrato di saper fare proprio sul territorio valdostano.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta per...?
Cognetta (M5S) - Per mozione d'ordine. Mi sembra che non ci sia la votazione in aula su questo atto, quindi non posso più intervenire, però, siccome l'Assessore mancherà domani, se io volessi presentare una risoluzione per approfondire quanto detto dall'Assessore, potrei farlo? No. Allora le chiedo gentilmente se possiamo continuare la discussione, quindi fare delle repliche su ciò che ha detto l'Assessore perché sono impossibilitato a rispondere in questo momento, non so se è chiara la mia richiesta.
Presidente - Collega Cognetta, mi dispiace ma io sto al Regolamento: se lei presentava la risoluzione prima della chiusura della discussione generale, sì, ora non è più possibile. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Io posso presentare risoluzioni fino all'ultimo punto all'ordine del giorno, poi se non c'è l'Assessore a rispondere...è questo il problema, perché non è che devo presentarla adesso, o sbaglio? Se non ci sarà l'Assessore, come faccio quindi a presentare una risoluzione se poi l'Assessore non potrà rispondermi sulle parole dette dall'Assessore?
Presidente - Un conto è una risoluzione generale, ma su un punto all'ordine del giorno lei lo presenta in fase di discussione generale, prima della chiusura della discussione generale...parlo della petizione...
Cognetta (M5S) - Io non ho detto un ordine del giorno, ho parlato di una risoluzione, che è una cosa diversa. Ripeto: se volessi fare una discussione e portare una risoluzione entro la fine di questo Consiglio, sarei impossibilitato in quanto l'Assessore non è presente, per cui chiedo: si può continuare questa discussione fino ad esaurimento per evitare la presentazione di una risoluzione visto che l'Assessore non ci sarà?
Presidente - In Capigruppo si è accordato di discutere i punti riguardanti l'Assessore Rini in mattinata; l'articolo 36 sulle petizioni prevede che l'esame in Consiglio può concludersi con l'approvazione di una risoluzione, ma deve essere presentata prima della chiusura della discussione generale; siamo sulla petizione. Mi dispiace, collega, non posso...è stata presentata adesso una risoluzione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Lei sa che abbiamo affrontato questo tema ieri nella Capigruppo, noi abbiamo dato la disponibilità ad anticipare quasi dieci punti in mattinata. L'Assessore non sarà presente questo pomeriggio e domani, da come abbiamo capito, non potremo presentare delle risoluzioni perché mancherà l'Assessore competente, noi abbiamo presentato una risoluzione adesso con qualche minuto di ritardo, chiederemmo a lei, Presidente, visto e considerato che l'Assessore non sarà presente questo pomeriggio e domani di affrontare un discorso di metodo di lavoro, gradiremmo avere la possibilità di affrontare...soprattutto dopo le repliche che ci ha dato, nel momento in cui lei ha già giustamente chiuso la discussione generale. Le chiediamo da un punto di vista istituzionale, visto e considerato che, secondo noi, l'Assessore è andata completamente fuori dal tema della petizione, del dibattito, gradiremmo per chi ci ascolta quanto meno perché lei questo pomeriggio non ci sarà e neanche domani...gradiremmo spiegare ai valdostani che ci ascoltano che stiamo discutendo di altre cose.
Presidente - Ripeto: il Regolamento prevede che una risoluzione nel merito alla petizione può essere presentata prima della discussione generale; io capisco che si possono presentare risoluzioni durante la giornata, ma non sulla questione riguardante il merito della discussione. Questa risoluzione che è stata presentata ora è fuori dal Regolamento, non è ricevibile: è questo il problema di fondo, a meno che non si vada a modificare radicalmente l'impostazione del Regolamento. Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Il motivo è lo stesso del collega Cognetta, mi sarebbe piaciuto poter discutere nel merito, ma evidentemente lei è molto rispettoso del Regolamento e quindi non si può discutere il merito della questione e ci dispiace di questo.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Mozione d'ordine per la stessa motivazione del collega Cognetta e del collega Roscio. Crediamo che nella risposta dell'Assessore Rini ci siano stati dei fraintendimenti di cose che ho detto io, perché alcune cose sono state travisate: io non avevo parlato di quello, la questione di metodo l'ho fatta sulla legge, ma l'ho fatta anche sulla commissione, quindi, quando lei ha citato alcuni passaggi, io non li avevo intesi in quel senso. Se noi quindi non possiamo più replicare, perché così è, il dogma è quello, questo vi dà l'idea in che contesto noi lavoriamo anche in commissione.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, il Consiglio prende atto.
