Objet du Conseil n. 2213 du 22 juin 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2213/XIV - Interpellanza: "Interventi per l'eliminazione dei benefit a favore dei dirigenti delle società partecipate dalla Regione".
Rosset (Presidente) - Punto n. 13 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questa interpellanza cerco di porre all'attenzione di questo Consiglio la situazione relativa ai costi aziendali dei dirigenti, prendo ad esempio quelli della società SITRASB nell'anno 2015 e metto all'attenzione anche gli eventuali benefit aggiuntivi che, anche se magari di contratto, portano a delle cifre che sinceramente sono ragguardevoli. In particolare, ci sono due dirigenti in questa società che per l'anno 2015 hanno avuto un costo aziendale il primo di 180.677 euro e il secondo di 176.912 euro. A queste cifre poi si aggiungono una serie di benefit quali l'auto aziendale, il carburante, l'assicurazione auto, l'assicurazione vita, l'assicurazione infortuni, il canone del telefono, per un totale per il primo di 11.422 euro e per il secondo di 12.551 euro, portando così il totale del primo a 193.670 euro di costo aziendale annuo e per il secondo a 188.784 euro di costo aziendale annuo.
Le dico subito, Presidente, che questo è solo un esempio, ho previsto una ricognizione tra tutte le società partecipate e controllate e molte mi hanno già risposto, quindi sarà mia cura nei prossimi Consigli fare un quadro più ampio della situazione. Le dirò anche che queste cifre non sono le più alte: ci sono già dirigenti che prendono ben più di questo.
Cosa chiedo in questa interpellanza? Al di là del discorso esclusivamente politico e dei termini con i quali è scritta l'interpellanza, io le chiedo solamente se le sembra giusto. Facciamo un piccolo ragionamento politico: è vero che il lavoro va pagato ed è altrettanto vero che le professionalità debbono essere riconosciute, su questo sono d'accordo con lei, però dobbiamo correlare in qualche modo gli stipendi e i benefit al lavoro che si fa, perché altrimenti diventano dei privilegi e questo lei sa meglio di me che è uno dei casi. Siamo in una situazione economica che non è brillante, ragioniamo sempre di tagli e io già più di una volta le ho detto che forse dovremmo ragionare anche sulle entrate: riuscire a far aumentare ciò che dalle società partecipate e controllate entra nel bilancio della nostra Regione. È importante questo perché più soldi entrano e più soldi abbiamo a disposizione per permettere a tutti di lavorare meglio, per aiutare chi è in difficoltà e per far funzionare al meglio la nostra macchina.
Io credo che una persona che già ha un costo aziendale di 180 mila euro e che magari abita a cinquanta metri dal luogo di lavoro forse non ha bisogno dell'auto. Io sono il primo che, per esempio, sui costi dei politici si batte giornalmente, però poi leggo queste cifre e mi rendo conto che la mia è una battaglia quasi stupida, perché, rispetto a quanto prendono i politici, a quanto prendono certi dirigenti, c'è da fare una riflessione, perché diventa quasi ridicolo anche per noi, anche per lei. Facciamo discorsi di tagli e poi non guardiamo laddove c'è molto di più, perché poi c'è anche un altro discorso da fare: mentre noi politici andiamo e veniamo, questi Signori restano lì per sempre. Presidente, forse dovremmo fare un ragionamento più ampio, i benefit andrebbero tolti: se uno ha bisogno dell'auto, prende l'auto dell'azienda e fa il viaggio che deve fare e poi torna a casa. Io mi chiedo se c'è l'autostrada tra l'ufficio di Aosta e il Tunnel del Gran San Bernardo, non mi sembra che ci sia, quindi quando uno prende i soldi per l'autostrada, diventa parecchio...magari può fare il giro da Saint-Vincent, d'altronde non spendere benzina...può farlo, però diventa abbastanza ridicolo, lei comprenderà.
Vi è quindi da fare un ragionamento sul fatto che i dirigenti siano a tempo indeterminato, forse dovremmo cominciare a pensare che i dirigenti non possono essere a tempo indeterminato. Forse i dirigenti devono avere un incarico anche loro e dopo un po' valutare i risultati e se li avessero valutati in questa società, magari non li avrebbero riconfermati alla luce di ciò che poi sta accadendo. In buona sostanza quindi io le chiedo che lei possa in qualche modo fornire un indirizzo, un qualcosa che dica di dare una stretta a questi privilegi perché sono veramente esagerati.
Io più vado avanti a vedere certi dati e più mi rendo conto che si è perso un po' il senso della misura in tanti posti in questa Regione, quindi, al di là della risposta tecnica, io vorrei da lei una risposta politica su questo, perché magari potremmo finalmente cominciare a dire che certi ambiti sono effettivamente messi alla luce del sole ed effettivamente si cerca di sistemarli non più soltanto a parole o aspettando a volte interventi esterni.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Non credo si possa nascondere che su una serie di considerazioni che lei ha fatto non si può che essere d'accordo: su una serie di situazioni che si sono stratificate negli anni e che in qualche modo hanno avuto delle posizioni, che di fatto non sono mai state oggetto di considerazione generale, ogni società viaggia per conto suo, facendo le proprie considerazioni sui premi. Io adesso le dico alcune considerazioni generali, però sulla considerazione politica che lei chiedeva, un ragionamento va fatto, al di là di quello che adesso le dico sulla legge, su come abbiamo impostato la questione dei benefit, già ci sono state indicazioni con la legge n. 13 del 2014, che prevede all'articolo 9 che nel momento del primo rinnovo successivo al 1° gennaio 2015 i fringe benefit non possono superare il 10 percento del trattamento, però questo non elimina quei differenziali che sono sicuramente da prendere in considerazione.
La cosa che lei ha sottolineato è di farne anche una valutazione di merito, nel senso che se tu sei bravissimo, è giusto che ti riconosca anche che hai lavorato bene, che c'è un ritorno; se invece le cose non sono così, devo anche riconoscere non solo che non ti do di più, magari provo anche a dire che forse non sei adatto a fare quello, cosa che non succede mai. Sono dell'idea che, mentre facciamo la legge sulle partecipate di un certo tipo, dobbiamo anche immaginare di fare un confronto e dire: "partiamo da questa situazione", non dico che dobbiamo piallare tutto, ma darci il tempo per intervenire in maniera tale che il concetto che abbiamo appena espresso in qualche modo sia validato e confrontabile, perché quello è l'aspetto più delicato, viceversa non succede mai niente.
Le limitazioni che abbiamo detto di quella legge si applicano ai titolari di incarichi dirigenziali e tutte queste cose che lei sa...una serie di fringe benefit (benefici accessori) sono una componente in alcuni casi della retribuzione e confluiscono nella busta paga, e questo è già un aspetto diverso rispetto ad altri che invece non lo sono; in genere esiste comunque un canone a carico di chi li percepisce, per i lavoratori sono soggetti a imposizione fiscale, ma non per tutti. In secondo luogo il decreto legislativo recante "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica", di cui si attende la pubblicazione, quindi la legge Madia e così via, prevederà regole e criteri per determinare il limite massimo del trattamento annuo onnicomprensivo riferito alla remunerazione degli amministratori, dell'organo di controllo, dei dirigenti e anche dei dipendenti delle società controllate. Questo è quanto le dovevo dire e che lei sa già, però mi sembra che la parte che interessa sia il fatto che, come le dicevo, c'è l'intenzione di fare questo lavoro mettendo a conoscenza tutti e facendo un ragionamento che non sia legato ad un aspetto che sia tranchant, ma che possa essere in qualche modo ragionevole e soprattutto razionale nei confronti dei risultati che si possono ottenere.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - La risposta politica mi sembra corretta, Presidente Rollandin; neanche io sono a favore del taglio indiscriminato perché non ha senso, si rischia di penalizzare chi fa un buon lavoro e di magari tenere delle zavorre che dovremmo invece eliminare. Presidente, però dobbiamo fare in maniera tecnica il discorso, dobbiamo in qualche modo dimenticare, perché lei ha detto giustamente che è una cosa che si è stratificata negli anni e che ognuno ha viaggiato per i fatti suoi, ha ragione. Il punto però è che, secondo me, non dobbiamo valutare le questioni politiche quando andiamo a toccare queste persone, perché sennò diventa tutto inutile. C'è una deficienza anche nei controlli, io sto notando: negli organismi di controllo delle società partecipate e controllate che ci sono in alcuni casi c'è stata un'enorme inefficienza. Questo è un problema su un problema ancora più grande, perché le società non devono essere controllate direttamente da noi politici, ci sono organismi di controllo, ma se essi non fanno il loro mestiere, qualcosa dobbiamo farla anche noi, non possiamo semplicemente dire che va tutto bene.
Dobbiamo anche impedire il ragionamento del mantenimento dei diritti acquisiti quando questi diritti sono diventati privilegi, perché è vero - lei ha ragione - in alcuni contratti è previsto, ma non è che bisogna per forza applicarli: i contratti si fanno e si possono togliere delle cose e si firmano; se uno è d'accordo, firma. Se vogliamo fare seriamente questo lavoro e per "seriamente" intendo dire dimenticandoci le amicizie politiche, il gagliardetto, lo stemmino che uno ha addosso, nessun problema, se invece lo dobbiamo fare alla luce delle amicizie, è inutile che facciamo questo discorso, però ormai va fatto, Presidente, perché io poi le porterò dei dati e lei converrà con me che certe cose urlano vendetta e dobbiamo dare una sistemata grossa: le nostre società devono diventare più efficienti, più efficaci, i lavoratori devono essere tutti lavoratori utili: dall'usciere al Direttore generale e tutti devono lavorare per il bene delle società. Per anni purtroppo non è stato così, ma avevamo tanti soldi da buttare...adesso basta.
