Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2108 du 12 mai 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2108/XIV - Mozione: "Individuazione di azioni concrete per combattere l'uso e la diffusione di sostanze stupefacenti in Valle d'Aosta".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 49 all'ordine del giorno. La parola al collega Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Questa nostra iniziativa fa seguito ad altre che sono state presentate in Consiglio, in particolar modo dal collega Nello Fabbri, ma che vedono oggi una incisività diversa rapportata ad alcune notizie che ci hanno non solo stupiti ma preoccupati. Ci riferiamo in particolar modo alle notizie apprese a mezzo stampa di alcuni decessi improvvisi, per cause collegate all'uso o all'abuso di sostanze stupefacenti. Successiva a questi fatti di cronaca, una notizia molto preoccupante dell'organizzazione e dello svolgimento di un rave party in Valle d'Aosta, con la partecipazione di qualche centinaio di ragazzi giovani, non solo valdostani ma anche con la presenza di valdostani. Successivamente, tutta una serie di notizie che ogni due o tre giorni appaiono sugli organi di informazione: è di ieri un altro fatto di cronaca qui attorno ad Aosta. Ci sono fatti noti e altri meno noti. C'è stata una morte in un altro piccolo comune di montagna al di là della zona di Châtillon-Saint-Vincent, c'è stato Chamois e ci risulta che in bassa valle altri casi si siano manifestati, con dei giovani ragazzi che rischiano di avere danni permanenti. Sono fatti che oggi fanno rilevare, non solo con preoccupazione, ma anche con un senso di impotenza, che qualcosa non sta funzionando. Non parliamo di repressione, perché quello è un lavoro delle forze dell'ordine e anche qui come su altri argomenti abbiamo avuto modo di sottolineare che esiste un comitato, esistono delle forze dell'ordine nella loro autonomia, esiste un lavoro che viene fatto, ma quello che noi come istituzione dovremmo continuare a chiederci è che cosa si può fare.

Assessore Fosson, abbiamo avuto modo di collaborare ai tempi in cui lei era già Assessore alla sanità e avevamo cercato di sensibilizzare nelle scuole, anche con l'Assessore Lanièce e con la Presidenza nell'ultima legislatura. Abbiamo cercato di mettere in campo, soprattutto nelle scuole e nella comunità, delle campagne che forse oggi, con il senno di poi, ci chiediamo se non andrebbero riprese, riviste e potenziate. Il collega Grosjean ha sollevato in quest'aula nello scorso Consiglio l'idea di creare questo marchio ombrello Valle d'Aosta, quindi si sta investendo anche in società che si occupano di certe cose. Noi crediamo che oggi forse - lo diamo come spunto - potrebbe essere arrivato il momento di pensare a una campagna di sensibilizzazione a tappeto nelle scuole. Campagne choc: gli esperti sono più preparati di noi nel darci le soluzioni. Questo per dire che dobbiamo intervenire in qualche modo.

Quando succede un episodio scollegato o sporadico forse diamo l'attenzione dovuta, ma qui secondo noi, da come l'abbiamo percepito e da come pensiamo che anche la comunità lo percepisca, siamo in presenza di qualcosa di più grave. Viviamo evoluzioni e cambiamenti epocali anche in certi ambiti e crediamo che il divertimento, lo sballo e tutto ciò che è legato al modo di divertirsi dei nostri giovani, ragazzi e adolescenti, spesso non maggiorenni, sia sfociato purtroppo in un fenomeno oggi veramente preoccupante. Già solo l'idea di organizzare un rave party in Valle d'Aosta: io penso che non ne abbiamo mai sentito parlare, perché è una cosa che effettivamente ha dell'assurdo.

Assessore, non la stiamo a fare più lunga, perché crediamo che il fenomeno sia grave e tutti ne siamo consapevoli. Noi vorremmo conoscere e capire quale sia la situazione. Lei ce l'ha sicuramente sottomano, perché avrà certamente i dati di questi casi che si stanno manifestando, assieme a quelli che si sono già verificati. È qualcosa che oggi pare sia diffuso come qualcosa di accessibile ai più, e questo è molto grave. Al di là che sia illegale, è grave per la salute dei nostri ragazzi: qui parliamo di ragazzi che sono morti e di ragazzi che rischiano di avere danni permanenti.

Cerchiamo di fermare, per quanto riguarda la prevenzione, la sensibilizzazione, non so che cosa si possa effettivamente mettere in campo. Noi crediamo che oggi ci siano delle società e dei professionisti che si occupano di questo e a cui affidarsi, al di là degli psicologi e dei dirigenti, dei funzionari, degli amministratori e di tutto quello che fa parte del sistema. Ci ricordiamo che in Francia, sulla questione degli incidenti stradali, a un certo punto ci fu la decisione choc di pubblicare le fotografie dei morti di incidente lungo i cigli stradali. Le campagne sui pacchetti di sigarette hanno quell'idea: le società che vendono fumo vengono obbligate a pubblicare le foto del tumore ai polmoni.

Sulla questione della diffusione e dell'abuso di sostanze stupefacenti, con l'accessibilità che c'è, con l'evoluzione di quel mondo, da quello che leggiamo sui giornali, bisogna intervenire con modalità diverse, riuscire a capire questi ragazzi e prevenire quello che poi potrebbe diventare un problema della società, che già si sta manifestando con tutto il suo impeto e la preoccupazione che ha generato.

Presidente - La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Riprendo anch'io per rinforzare quello che ha detto già molto bene il collega. Ricordo benissimo che nella discussione qui in aula sono state riportate le azioni già poste in essere durante questi anni da parte di tutte le istituzioni, a partire da quel famoso tavolo di lavoro che si occupa di questo gravissimo problema, e che purtroppo non ha avuto l'effetto di desiderato.

C'è stata una grossa recrudescenza a partire dall'inizio dell'anno. Sappiamo che il numero di accessi al Serd è notevolmente aumentato. Ce lo ha comunicato con un grido d'allarme il nuovo direttore del Serd: addirittura più di sessanta nuovi accessi dall'inizio dell'anno.

Probabilmente quelle campagne e quell'informazione che è stata fatta fino adesso, pur essendo lodevole negli intenti, non è stata sufficiente. Purtroppo sappiamo che questa recrudescenza è anche legata alle nuove droghe che sono in uso, soprattutto presso i giovani e per lo sballo serale, queste metanfetamine che purtroppo hanno un'azione devastante e che probabilmente non sono abbastanza conosciute dal pubblico giovanile. Non è abbastanza conosciuta la reale pericolosità di queste nuove droghe, il cui facile accesso e la cui apparente facilità di assunzione non è sufficientemente promulgata, soprattutto a livello della platea dei giovani.

Come diceva il collega, ci sono sicuramente dei sistemi più aggressivi. Sto pensando, per esempio, al mandare in rete attraverso il web quelle che sono delle forme scioccanti dei danni che possono provocare queste sostanze. Oltretutto, attraverso il web è possibile arrivare a una platea vastissima di giovani e di raggiungerli con una frequenza velocissima e costante. Per cui, se effettivamente vogliamo combattere - come diceva il nostro Presidente - per avere una gioventù sana, dobbiamo ricorrere a dei mezzi nuovi, più incisivi e soprattutto riuscire a investire delle risorse importanti proprio per combattere questo tipo di fenomeno. Più di una volta lei, Assessore, ci ha ricordato che è di estrema importanza l'azione di prevenzione a livello di sanità. Io credo che in questo campo sia veramente necessario intervenire in profondità e investendo delle risorse notevoli.

Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, chiudiamo la discussione generale. Per la replica, la parola all'assessore Fosson.

Fosson (UV) - Risponderemo a questa mozione in due: io per la mia parte sanitaria e la collega Rini per la parte culturale e scolastica, che ha una fondamentale importanza.

Io credo che i recenti fatti confermino quanto già avevamo discusso con il collega Fabbri, che il problema si sia aggravato e sia più pesante. Forse chi pensava che noi fossimo un'isola felice, diversa da tutto quello che succede in Italia, si è convinto che non è più così. Noi ci preoccupiamo e ci rendiamo conto che il fenomeno è grave. In una trasmissione televisiva l'altro giorno si diceva di quanto il problema sia gravissimo in tutta Italia. Questa presa di coscienza che il fenomeno qui sia più grave, che bisogna fare qualcosa di nuovo, che bisogna ripartire, è profondamente radicata.

L'altra volta dicevo che se nel 2014 sono stati ottanta i giovani che si sono rivolti al Serd, in questi primi quattro mesi dell'anno siamo arrivati a novanta, forse anche perché c'è un servizio diverso. Ci scopriamo di fronte a un problema grave e difficile, a volte con una sensazione di impotenza, perché non si sa bene come prendere il toro per le corna. Però i recenti dati, ma anche quello che il direttore del Serd va dicendo in giro in modo enfatico, ci stanno convincendo che qualcosa è cambiato e qualcosa si è aggravato. La nostra società, anche i nostri giovani, faticano a vivere quella che era la nostra realtà di montagna: una situazione geograficamente diversa, aperta allo sport, alla natura e all'attività. Anche le nuove droghe - lo diceva il collega Fabbri - incidono pesantemente in questa diffusione maggiore, perché hanno dei costi diversi, sono più accessibili e si possono comprare su internet.

Io ho parlato non in senso repressivo ma costruttivo con il nuovo Questore ma è tutto un fenomeno che si fatica a circoscrivere. Sicuramente la cannabis è ancora, dal punto di vista epidemiologico, la droga più usata, però esiste oltre alla cannabis naturale quella alterata, con presenza di metadone o altre sostanze stimolanti, che si chiama amnèsia, particolarmente diffusa e pericolosa, perché nella sua combustione si sprigionano fumi tossici che portano i ragazzi alla psicosi, e quindi al ricovero in psichiatria d'urgenza. Questo non siamo ancora riusciti a farlo capire: non è soltanto un problema di sballo, ma che dallo sballo si arriva a delle conseguenze per la salute veramente importanti. Al secondo posto, dopo le canne, ci sono tutte queste droghe sintetiche da sballo che costano pochissimo, allucinogene, che vengono utilizzate per sballarsi ed eccitarsi durante una festa, un rave party, una serata in discoteca. Tra queste: Md, ecstasy, ketammina. Di alcune di queste droghe sintetiche ne vengono prodotte cento tipi nuovi ogni anno, per cui sono difficilmente controllabili anche dall'autorità e acquistabili anche in rete.

Il problema è che cosa fare. Sicuramente quello che è già stato fatto bene e a lungo nelle scuole, non è più sufficiente e bisogna trovare delle modalità nuove per incidere sulla limitazione di questo fenomeno, di cui stiamo prendendo coscienza. La mozione chiede di mettere in atto misure concrete. Noi abbiamo orientato il nuovo Serd molto di più verso questa attenzione ai giovani, piuttosto che al vecchio eroinomane che ha bisogno di un'attenzione alla persona, per cui negli ultimi tempi è mutata proprio la sua organizzazione. In particolare, il Serd ha aperto un servizio di accoglienza ai giovanissimi utenti. C'è un numero telefonico e un accesso diretto nell'ambito della struttura per tutti i giovani che, dopo uno sballo, un episodio o per una cronicità, hanno la possibilità di un accesso diretto alla struttura del Serd, senza prenotazioni, mutue o liste di attesa. All'accesso telefonico rispondono sempre un assistente e un educatore, anche nei giorni festivi. Questo servizio di nuova istituzione sta portando anche all'emergere di un sommerso, di cui prima non ci rendevamo conto. I numeri che vi citavo prima, riprendono anche tale diversa possibilità di accesso a questo servizio. Per i giovani che si rivolgono lì, come conseguenza è stato aperto anche un servizio di gruppi settimanale, in cui vengono coinvolte le famiglie.

Si sono cercati dei partner: anche questa è una cosa nuova. Associazioni di volontariato che si dedichino, attraverso una collaborazione con il Serd, in modo più specifico a questo problema. C'è una collaborazione con il Csv, con il Centro delle famiglie in cui si fanno delle conferenze, con il Coni e anche con gli sportivi. Quest'ultima è una posizione nuova del Coni che si accorge della necessità di affrontare con esperti questo discorso. Ho firmato proprio in questi giorni un accordo con la Cittadella dei giovani. Siamo ripartiti anche con il "camper della salute", che avevamo già utilizzato anni fa, sempre con degli operatori del Serd attraverso delle presenze il sabato e il venerdì sera nelle discoteche, fuori dalla discoteca, proprio perché ci sia una formazione sul campo, una possibilità di contattare un educatore e anche di avere qualche possibilità di analisi sull'alcol. Anche questo è un servizio che era legato alla creazione di giovani volontari che si assumessero la responsabilità di educare i loro coetanei. Infine, le serate, che organizzativamente non sono facili, ma che si stanno svolgendo in tutte le biblioteche della regione, proprio per presentare il fenomeno e i nuovi dati, per confermare che dobbiamo muoverci.

Sul fatto poi di essere più aggressivi, questo mi trova d'accordo. Si sta lavorando anche con il Ministero per una pubblicazione addirittura di immagini del giovane che diventa psicotico, del giovane che da uno sballo deve poi essere ricoverato in strutture psichiatriche.

Il nostro punto di vista è di una grande percezione della gravità del problema. La mozione è uno stimolo per tutti a fare di più, a fare in modo diverso, rendendoci conto che è una realtà molto difficile da combattere, ma che va affrontata in modo molto deciso.

Il secondo aspetto è altrettanto importante, forse ancora di più. È l'aspetto culturale della presenza nelle scuole di personale formato e che sappia incontrare i giovani. Lo facevamo già in passato, ma questa volta bisogna ripartire ed è quello che stiamo facendo, in accordo con l'Assessorato alla pubblica istruzione.

Presidente - La parola all'assessore Rini.

Rini (UV) - Ringrazio il collega Laurent Viérin, perché porta questo tema soprattutto dopo i casi di cronaca delle ultime settimane, che non possiamo ovviamente ignorare. In realtà, da mesi stiamo lavorando in forte sinergia con l'Assessorato alla sanità, ma anche con tutti gli operatori del territorio, penso alle forze dell'ordine. C'è davvero un gruppo di lavoro operativo che sta cercando di mettere in atto tutte quelle che possono essere delle azioni mirate, poi monitorate anche nei loro sviluppi, perché il rischio degli ultimi anni è stato quello di fare diversi progetti a spot, che però poi non hanno avuto un raccordo generale, un raccordo globale che potesse permettere anche di compiere queste azioni in maniera capillare e monitorata sul territorio. Credo che questa sia la strada da seguire.

Con il dottor La Martora del Serd stiamo portando avanti una serie di iniziative importanti, rivolte non solo ai ragazzi, perché sicuramente lì dobbiamo intervenire, ma anche agli insegnanti e alle famiglie, proprio per cercare di costruire quella rete di cui tanto parliamo, ma che dobbiamo essere in grado davvero di costituire.

Ovviamente noi siamo favorevoli a questa mozione e il nostro sarà un voto convinto, proprio per cercare tutti insieme di trovare la sinergia giusta per porre le basi, e penso soprattutto alle istituzioni scolastiche, quindi laddove i nostri ragazzi si formano, per trovare davvero la strada giusta per cercare di arginare il più possibile questo triste fenomeno.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Voglio ringraziare gli Assessori e il Governo per questa disponibilità. Prendo atto che c'è una presa di coscienza che le cose sono cambiate rispetto alla situazione che noi tutti conoscevamo e che siamo, e saremo, a disposizione anche per dare la nostra disponibilità con idee e proposte, sapendo che se c'è un tavolo condiviso e concertato, potrà avere efficaci soluzioni. Soprattutto - noi battiamo su questa cosa - una campagna choc a tappeto, che sensibilizzi la comunità, i genitori, le famiglie, i ragazzi, la scuola, il mondo del divertimento, i locali e tutto ciò che è legato a questo che può diventare un dramma. Siamo quindi disponibili al raccordo e seguiremo con attenzione, sapendo e ricordando, Assessore, che non c'è troppo tempo da perdere, quindi auspichiamo che le azioni siano anche imminenti.

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Chiaramente il nostro gruppo sosterrà questa iniziativa. Purtroppo spesso si parla di queste tematiche e di questi gravi problemi solo quando succedono dei casi eclatanti. Ci si ricorda di questo solo nei momenti in cui purtroppo è già troppo tardi. Ma chi lavora a stretto contatto con i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, le famiglie e i genitori, credo che siano a contatto ogni minuto con queste problematiche.

Ringrazio il collega Fabbri per la competenza con la quale è intervenuto, perché credo che abbia anche evidenziato alcuni aspetti. Credo che non sia solo una questione di sensibilizzazione, perché non serve a nulla sensibilizzare se non si creano alternative interessanti per questi ragazzi, che si trovano di fronte a una vita, molto diversa da quella che ha preceduto i social network e quant'altro, nella quale si ritrovano completamente e sempre stimolati, o comunque portati a essere attivissimi.

Ecco perché apprezzo l'intervento dell'Assessore Fosson, ma anche dell'Assessore Rini, perché credo sia una questione culturale. Noi dobbiamo intervenire a livello culturale. A livello sociale si interviene nell'emergenza, ma a livello culturale lo si fa a lungo termine. Solo intervenendo a lungo termine e cambiando a livello culturale una mentalità, quindi non solo sensibilizzando, ma creando alternative sane, noi potremo risolvere questo problema. Al di là del fatto che si è anche continuamente e sempre sollecitati attraverso programmi televisivi su morti, su uccisioni e anche su lati molto negativi legati alla vita - sono aspetti imprescindibili e legati fra di loro - io credo che i ragazzi debbano avere un'alternativa. Spesso ci dimentichiamo di questo, la scuola se lo dimentica, la famiglia se lo dimentica, la società se lo dimentica e spesso ce ne dimentichiamo anche noi e ci ricordiamo solo di fare delle iniziative, quando succedono purtroppo fatti irreparabili. Quindi credo che su questo si debba intervenire, ma con una programmazione a lungo termine.

Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo procedere alla votazione. Dichiaro aperta la votazione.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.