Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2093 du 11 mai 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2093/XIV - Interpellanza: "Potenziamento dell'assistenza medica territoriale".

Rosset (Presidente) - Punto n. 38 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Collega Fosson, abbiamo letto attentamente la delibera n. 359, quella approvata dal Governo regionale il 18 marzo 2016, avete fatto conferenze stampa in questi giorni su cosa intendete fare, quali le motivazioni. Noi avevamo già scritto nero su bianco l'iniziativa, ma riteniamo utile comunque avere qualche informazione in più, e non solo, capire bene qual è il disegno. In questi mesi, soprattutto durante il dibattito della nostra finanziaria a dicembre, c'eravamo confrontati parecchio sui servizi al territorio, quindi abbiamo cercato di confrontarci sui punti di forza che il territorio ha tuttora a livello di servizi, ma ci eravamo anche confrontati sulle criticità. Ci mettete in campo da pochi giorni un nuovo progetto pilota, mi sembra che possiamo definirlo così, si vede che con la primavera termina l'inverno e bisogna provare a fare qualcosa, questa volta ci sono due soldi non utilizzati l'anno scorso, perché il progetto pilota che avete messo in campo è stato abbastanza disastroso, ma è importante riconoscerlo, io dico sempre che solo chi non fa non può sbagliare, chi fa ogni tanto può anche sbagliare. È positivo che in primavera, cambia l'aria, abbiate deciso di mettere in campo un progetto pilota per avviare degli ambulatori medici di assistenza primaria ad accesso diretto per il periodo dal 1° aprile 2016 al 31 dicembre 2016. Avete siglato un accordo integrativo regionale e avete utilizzato, o pensate di utilizzare i risparmi ottenuti in conseguenza della non attivazione dell'ambulatorio dei codici bianchi presso il Pronto soccorso di Aosta, nonché - e questa è la seconda parte di cui vorremmo capire qualcosa di più - attraverso una razionalizzazione, perché il termine "razionalizzazione" sul territorio fa sempre paura quando si parla di servizi, per la gestione degli istituti dell'assistenza domiciliare programmata e dall'altra parte dell'assistenza domiciliare residenziale. Vorremmo quindi capire un po' meglio il termine "razionalizzare".

Come dicevo prima, un anno fa, sempre in primavera, il discorso dei codici bianchi, il nuovo servizio che ci è costato circa 80 mila euro, che sappiamo com'è andato - ne abbiamo parlato mi sembra a dicembre -: è stato chiuso dopo pochi mesi di attività per i ridicoli numeri degli accessi. Sicuramente questa volta avrete fatto analisi, proiezioni, elaborazioni, layout scientifici per capire il perché andare a fare queste operazioni a Morgex, ad Aosta, a Châtillon e a Donnas. Non abbiamo dubbi, ma lo chiediamo così almeno il collega Fosson ci aiuterà a capire meglio qual è il progetto.

Alcune domande che fanno parte dell'iniziativa che abbiamo presentato. Quattro sedi, orari ridotti, prima gli orari del progetto ex pilota che è stato subito chiuso, era dalle 8:00 alle 20:00, invece in questo nuovo disegno gli orari vanno dalle 12:00 alle 18:00, se è giusto, o dalle 14:00 alle 20:00. Finanziato quindi dalla non attivazione dei codici bianchi e dalla razionalizzazione della gestione degli istituti dell'assistenza domiciliare programmata e dall'assistenza domiciliare residenziale, chiediamo quindi i dati di tali accessi dei primi quattro mesi del 2016.

Oltre a quello, collega Fosson, chiediamo quale sia il motivo razionale alla base della scelta dell'attivazione della fascia oraria 12:00-18:00, tranne per Aosta dalle 14:00 alle 20:00, e se questa scelta sia giustificata dai dati di maggior accesso in Pronto soccorso. Immagino che abbiate sicuramente delle simulazioni o delle certezze scientifiche che vi hanno portato a fare queste scelte. Lei lo sa meglio di noi che fino alle 14:00 ogni paziente può contattare direttamente il medico curante e solo dalle 20:00 prende servizio il medico di continuità assistenziale. Mi corregga se sono andato fuori dal seminato, però è per capire, nel momento in cui avete deciso di architettare il nuovo disegno sul territorio, se si va in quella direzione. Vorremmo capire con il termine "razionalizzazione" alla fine dove pensate di tagliare sul discorso della domiciliarità, a fronte del nuovo servizio che intendete mettere in campo nei quattro ambulatori pomeridiani.

Non vorremmo - questo è un po' il centro della nostra iniziativa - che tutto questo disegno presentato, progettato e messo in campo vada a scapito dei residenti delle vallate laterali. Lei sa che nell'accordo che avete firmato avete anche parlato di finanze, di modifiche all'interno anche di accordi di natura economica, avete inserito il discorso anche dei turisti, avete inserito comunque anche delle nuove rimodulazioni, non vorremmo che l'anziano di Torgnon, per esempio, o di qualunque altro Paese delle vallate laterali non si recasse in questo caso a Châtillon...quindi tagli su chi non ha altre alternative che farsi curare a casa. Questo è l'esempio per capire qual è stata la strategia, perché se non si capisce qual è la strategia...vorremmo capire il disegno con cui avete messo in campo questo nuovo progetto pilota, che dovrebbe durare dal 1° aprile 2016 al 31 dicembre 2016. Spero di essere stato abbastanza chiaro.

L'obiettivo finale è quello di capire questa razionalizzazione, perché des deux l'une, mancando da una parte...che non sia il gioco delle tre carte, garantite quattro nuovi medici di ambulatorio di assistenza primaria nella vallata centrale a scapito delle vallate laterali, non so se sono andato fuori strada, magari ho detto delle cose non corrette, però, dal punto di vista politico, non vorremmo che - già nella vallata centrale i servizi sono garantiti molto di più che non in tutte le vallate laterali e ci sembra che con quest'impianto che state mettendo in campo, perché ormai è partito... - coloro che avranno un disservizio saranno proprio gli abitanti delle vallate laterali.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'Assessore Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Le conferenze sono state fatte perché l'accordo con i medici era stato siglato a febbraio. Mi dispiace che lei banalizzi questo progetto, che ha un razionale che non è solo nostro. Se lei legge l'articolo 5 del Patto della salute, o decreto Balduzzi, dice che tutta l'assistenza sul territorio sarà trasformata in un'aggregazione di medici. Non è un progetto primaverile, è un progetto a cui stiamo dietro almeno da dieci anni, perché non è stato facile convincere tutti i medici di assistenza primaria a dare dei turni aggiuntivi, perché questo è un servizio aggiuntivo.

Qual è il razionale? L'importanza del territorio. Io pensavo che lei fosse contento di questo perché finalmente si cambia il tipo di assistenza territoriale portando il medico di famiglia fuori dal suo ambulatorio in cui stava solo qualche ora per portarlo addirittura in un poliambulatorio. Con chi si cambia quest'organizzazione sul territorio? Con coloro i quali lavorano sul territorio con il medico di famiglia, con il professionista, con una grande professionalità finora forse poco utilizzata proprio per una frammentazione di compiti. Il medico di famiglia ha dei problemi di rintracciabilità, questo è segnalato da tutti: ecco perché abbiamo implementato questo progetto, che è sperimentale e su cui io penso che sia un primo passo a cui tutte le altre Regioni guardano per rendere più accessibili le cure primarie. Un medico di famiglia darà come servizio aggiuntivo la sua presenza dalle 12:00 alle 18:00 nel poliambulatorio di Aosta e questo anche perché si è legati all'apertura del poliambulatorio stesso. La continuità assistenziale parte dalle 20:00 nei giorni feriali e alle 14:00 solo nei giorni festivi. Quindi chi non riesce a trovare il suo medico di famiglia ha la possibilità di trovarlo in quattro poliambulatori gratuitamente, a sua disposizione in questi orari, per una ricetta in più, per una medicazione, per un certificato. È quindi sicuramente un servizio maggiore che il medico di famiglia dà, cambiando proprio completamente tipo di organizzazione.

Perché nei poliambulatori? Anche questo è importante, perché noi abbiamo quattro grossi poliambulatori che al pomeriggio non erano utilizzati completamente, dove c'è intanto la tecnologia, c'è la possibilità per il medico di famiglia di prescrivere una radiografia e gli esami del sangue e c'è l'infermiera. È una presa in carico del malato che passa da un singolo ambulatorio ad un poliambulatorio, dove c'è anche lo specialista ospedaliero. Finalmente questo è un grosso passo di integrazione. Ecco perché le assicuro che su questo si è lavorato e ha lavorato molto soprattutto il nuovo servizio di medicina territoriale.

Se poi lei pensa che sia campato per aria, mi permetta di ricordare che, il Patto della salute all'articolo 5 del 2014 prevedeva proprio che l'assistenza sul territorio dei medici di famiglia si sposti dal singolo ambulatorio, fermo restando il mantenimento del rapporto fiduciario, per un lavoro insieme, un lavoro in team, con la tecnologia. Non solo, se lei guarda la contrattazione nazionale che sta avvenendo adesso tra l'Ordine dei medici e il Governo, è tutta orientata sul mutamento dell'assistenza sanitaria di base in questo senso. Oggi a Montecitorio c'è una manifestazione, perché nel progetto del Governo c'è addirittura quello di inserire la continuità assistenziale dentro queste aggregazioni. Oggi c'è questa manifestazione perché la proposta del Governo è di limitarla a 16 ore, su cui noi non siamo d'accordo chiaramente, quindi i nostri pazienti avranno un servizio aggiuntivo. Non trovano il loro medico? Hanno quattro postazioni dove potranno trovare gratuitamente un medico a loro disposizione. Abbiamo scelto i medici più esperti, perché sono i medici più scelti, più conosciuti proprio per far partire in un certo modo l'esercizio sull'analisi di tutte queste prerogative governative, anche perché quattro accessi così "prevarranno" sicuramente sull'accesso al Pronto soccorso rispetto ai codici bianchi, anche se questo non è un servizio di emergenza: è un servizio gratuito, sarà un servizio anche per i turisti, come lo fu la guardia medica turistica. I turisti pagano una quota al medico che li visita, utilizzando questi ambulatori, e il tutto avverrà in questo modo.

È stata una proposta siglata da tutte le sigle sindacali dei medici di famiglia. Se lei va a vedere gli accordi integrativi, erano sette anni che non firmavano più tutti una stessa proposta, quindi non è solo un lavoro primaverile, tra l'altro, ne avevamo parlato a lungo anche in V Commissione. L'accordo riprende e anticipa un progetto nazionale ed è una prima riorganizzazione dell'assistenza territoriale, su cui noi siamo molto contenti e ringrazio i medici di famiglia per la loro disponibilità. Hanno capito che al momento l'assistenza da dare è diversa. Pensi che cosa sarà, per esempio, la prevenzione, la presa in carico, e la gestione del malato cronico. Lei mi chiede quale sarà il futuro. Il futuro di queste aggregazioni sarà proprio di inserire il pediatra, poi si sposteranno anche dai poliambulatori, ma abbiamo voluto iniziare da lì.

Arrivo alla sua preoccupazione che è quella di qualche altro medico. Non è che con questo togliamo un altro tipo di assistenza, assolutamente no. Questo è un servizio integrativo, estensivo, non sostitutivo. Rimane il rapporto fiduciario tra medico e paziente, che non viene toccato. C'è per convenzione l'obbligo del medico di andare a fare delle visite domiciliari. Sulle residenziali, come lei sa, sono le visite che si facevano nelle microcomunità anche probabilmente per un errore nostro, c'erano delle disparità enormi. C'è chi visitava 20 pazienti residenziali in un sabato mattina - poi io le do i dati - intendendo la visita il passare da letto a letto in una microcomunità. Noi abbiamo detto: "continuerete a farle, magari le farete anche di più, ma abbiamo fatto uno schema per cui saranno autorizzate". Queste aggregazioni che in futuro io spero, ma è così l'andamento nazionale, verranno potenziate, permetteranno che i singoli medici possano avere più tempo per fare l'ambulatorio nel Paese di Torgnon, per fare più visite domiciliari soprattutto alle persone che rientrano in questi schemi; i medici saranno autorizzati di sei mesi in sei mesi, non più di anno in anno, proprio per dare una maggiore flessibilità. Tutto ciò è sperimentale, e quindi valuteremo rispetto a una costruzione molto diversa rispetto alla gestione che era stata fatta per i codici bianchi ma che non è andata bene e che lei ricordava. È una costruzione su cui tutta l'Italia si sta spostando. Il medico di famiglia con le sue capacità non ha più senso che lavori da solo due ore al giorno. Le aggregazioni dei medici di famiglia e soprattutto queste presenze nei poliambulatori saranno il futuro della medicina territoriale anche in una regione come la nostra, utilizzando i poliambulatori e lavorando con lo specialista, avendo più tempo per le visite domiciliari.

Io le darò i dati dell'ADR, che va comunque rivista per quello che le dicevo. Tutti i sindacati medici per la prima volta l'hanno siglata, io penso che, anche se questo è un servizio sperimentale, è quello verso cui non solo noi vogliamo andare, ma tutta l'Italia.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Collega, non mi metta in bocca cose che io non ho detto. Io non ho detto che avete buttato à la bonne franquette un progetto sul tavolo, anche perché stiamo parlando di servizi al territorio. Mi spiace solo che lei non abbia assolutamente risposto alle domande puntuali, perché con gli annunci e con i buoni propositi non si muove la classifica. Noi le abbiamo chiesto: "quali analisi dei bisogni sanitari dei cittadini sia stata fatta nell'ottica di migliorare la risposta sul territorio e da quali dati derivi tale necessità". Mi sembra che in italiano sia scritto abbastanza bene. Ci spieghi un layout, una simulazione che avete fatto, le motivazioni che vi hanno portato, dal punto di vista scientifico, a questa soluzione. Lei ha deciso per una risposta più generale e non puntuale perché la domanda ci sembrava molto puntuale. Dato che usciamo da un progetto pilota sui codici bianchi andato molto male...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...lo so che non è la stessa cosa, ma i risultati sono stati pessimi, avremmo gradito avere una risposta più scientifica, più tecnica per toglierci quei dubbi che noi avevamo cercato di dire nell'illustrare l'iniziativa.

Due considerazioni. Lei sa che il fascicolo sanitario non è ancora a regime...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...sto parlando di noi, non posso parlare per altre Regioni, lei lo sa. Da una parte mi dice: "mettiamo in pista questi quattro ambulatori gratuiti per dare più servizi", e questo è l'annuncio, poi invece andiamo all'atto pratico, lei sa che ad oggi il fascicolo sanitario non è a regime, lei sa che il software dei nostri medici di famiglia non parla ancora la stessa lingua per i quattro poliambulatori che dovranno già essere operativi con il software Millennium. Lei sa perfettamente...oltretutto solo pochi giorni fa aveva anche annunciato ad un'iniziativa di un collega, che in tale accordo era prevista anche la presenza del pediatra, ad oggi non c'è ancora, per cui sono tutti degli annunci.

Noi non abbiamo detto che questo progetto lei l'ha buttato giù, o i suoi tecnici l'hanno buttato giù in maniera superficiale, noi le stiamo dicendo che questo progetto non sarà operativo. Non vado oltre perché c'è scritto nell'accordo che avete siglato voi, fra tre mesi vi chiederemo i risultati e ci direte quanta classifica avete mosso nelle vallate laterali, nei quattro poliambulatori con questi nuovi orari, ma non solo, anche il discorso economico avete modificato. Lei lo sa perché tutte le sigle hanno sottoscritto l'accordo. Lei lo sa meglio di me soprattutto, perché io non sono del settore: perché avete rivisto, rimodulato indubbiamente oneri e onori. Un dubbio ce l'ho, se posso dire e questo dubbio ci rimane: perché privilegiare il medico di famiglia che ha già centinaia e centinaia di pazienti? Mi rimane il dubbio. Se ha già numerosissimi pazienti, come potrà far bene l'altra parte incasellata e incastrata nei quattro nuovi poliambulatori territoriali nella vallata centrale? Questo mi rimane come dubbio. Capisce che è difficile capire dove sono i tagli e come potete mettere a regime nel giro di poche settimane questo nuovo servizio pilota che avete messo in campo. Le ho anche detto quali sono oltretutto le difficoltà: che ad oggi il fascicolo sanitario non è ancora a regime per nulla, il discorso del software che non parla la stessa lingua per i medici di famiglia, quindi per questi quattro poliambulatori. Poi quando lei diceva che è tutto gratuito...secondo lei, all'interno di questi poliambulatori si faranno anche degli esami direttamente tipo lastre? Faccio una domanda molto semplice. Aiuterà questa parte qui tutta quella parte di pronto soccorso? Io qualche dubbio ce l'ho ancora, comunque noi l'unica possibilità che avremo è verificare nel giro di due mesi la veridicità del progetto che avete messo in campo. Ci spiace molto però che alla domanda n. 1, che era quella scientifica di dati e di analisi, perché, prima di mettere in campo un ennesimo progetto pilota, viste le ristrettezze economiche, avremmo gradito avere due dati e soprattutto due analisi dei bisogni del territorio, ma soprattutto, come le ricordavo - lei scuote la testa, collega -, nelle vallate laterali. A me questo è un dubbio che rimane e indubbiamente non mi ha fugato da questi dubbi nel rispondere in maniera così generica su un progetto, che comunque va a modificare l'assetto territoriale.