Objet du Conseil n. 2050 du 21 avril 2016 - Verbale
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Oggetto n. 2050/XIV del 21/04/2016 |
APPROVAZIONE DI MOZIONE: "IMPEGNO AD ATTIVARE UN'ATTIVITÀ DI CENSIMENTO DEI TERRENI INCOLTI". |
Il Presidente Marco VIÉRIN dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri ROSCIO, BERTIN, CHATRIAN, Chantal CERTAN, Patrizia MORELLI, BERTSCHY, FABBRI, GERANDIN, GROSJEAN, NOGARA, ROSSET e Laurent VIÉRIN, e iscritta al punto 46 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustra il Consigliere ROSCIO.
Intervengono il Consigliere GROSJEAN, l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, TESTOLIN, che deposita un nuovo testo della mozione, e i Consiglieri ROSCIO e GROSJEAN, entrambi d'accordo col nuovo testo.
IL CONSIGLIO
- nel nuovo testo presentato dall'Assessore TESTOLIN;
- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: trentaquattro);
APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE
RICHIAMATAla legge 440/1978 "Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate";
VISTA la necessità di individuare nei territori agricoli valdostani gli appezzamenti incolti o non sufficientemente coltivati al fine del loro recupero;
CONSIDERATA la difficoltà delle Amministrazioni comunali nell'attivare in maniera autonoma le procedure di individuazione e gestione degli appezzamenti incolti;
CONSIDERATO quanto già proposto anche dall'Assessore all'agricoltura e risorse naturali nel corso della seduta della III Commissione consiliare permanente del 31 marzo 2016 relativamente alla tematica;
RITENUTO necessario identificare le aree vocate e quelle incolte della nostra regione mediante una procedura che possa identificare un efficace iter di censimento;
IMPEGNA
il Governo regionale a:
1) definire i Comuni da coinvolgere nell'attività di censimento;
2) determinare, di concerto con i Comuni, quali siano all'interno dei terreni agricoli le zone vocate alle colture pluriennali e quali quelle incolte, impiegando principalmente personale tecnico del comparto pubblico;
3) attivare, in tempi brevi, una prima sperimentazione di tale attività in un'area pilota, per addivenire alla predisposizione di uno schema procedurale replicabile in tutti i territori coinvolti.
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