Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1996 du 6 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1996/XIV - Mozione: "Interventi per la regolare composizione degli organi di amministrazione della Fondazione Film Commission Vallée d'Aoste".

Rosset (Presidente) - Punto n. 48 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione chiede la parola la consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Già nello scorso Consiglio avevamo trattato della Film Commission. Non mettiamo in discussione le sue finalità, però crediamo che enti come questo, che comunque hanno delle risorse pubbliche, debbano trattare gli argomenti e portare avanti la loro programmazione e le loro attività in modo serio, professionale e non superficiale, per un rispetto nei confronti della comunità e anche di chi li ha nominati, essendo assolutamente puntuali nel garantire trasparenza e legalità nelle azioni che fanno.

In modo del tutto casuale ci è capitato di avere sottomano un paio di sollecitazioni e di cose che sono state svolte nel 2015 da questo ente. Forse per voi sarà una cosa pretestuosa, perché vedo alcuni sorrisini anche da parte di altri assessori (non mi rivolgo a lei, assessore Perron), però noi crediamo che non sia da prendere in modo così superficiale come si sta facendo ultimamente. Anche dal dibattito che ne è uscito la scorsa volta con un'interpellanza del collega Ferrero e dalle risposte dell'Assessore, credo che sia evidente che questi enti non utilizzano tutto o una buona parte del loro budget, quindi risorse pubbliche, per la loro attività, perché risulta ormai palese che quasi l'80 percento è usato per fare stare in piedi questa struttura. Ecco perché pretendiamo che almeno quel 20 percento sia deciso e programmato in modo serio.

Abbiamo preso visione dei verbali e io non dubito che siano originali e veritieri (se dovessimo mettere in discussione anche questo!). C'era una graduatoria ed è stato pescato da quella, la Giunta ha nominato ed è stato fatto l'iter che è legalmente possibile fare. Noi poi possiamo condividere o meno, ma abbiamo capito che questo iter è stato fatto nel modo corretto. Però alla riunione dove è stato nominato il nuovo presidente di Film Commission - voi magari lo ritenete un argomento banale e pretestuoso, mentre noi crediamo che la trasparenza e la correttezza debba essere garantita da tutti gli enti che utilizzano risorse pubbliche, dal più grande al più piccolo - risulta dai verbali che non c'era neanche il numero legale. Se contiamo i presenti scritti nel verbale, si capisce che non c'era il numero legale. Non ho voglia di citare i nomi o di leggere il documento che mi è stato dato, ma potrei farlo perché ce l'ho e ne sono in possesso, per cui parliamo di cose che conosciamo perfettamente. Se questa persona fosse o meno in quella sede, noi non lo possiamo sapere. Di certo ha firmato questo verbale, ma non risulta presente. Il terzo componente su cinque, che garantirebbe il numero legale, era in collegamento telefonico e lei l'altra volta mi ha detto che era in collegamento Skype, come previsto per legge. Io leggo i verbali e, su cinque verbali del 2015, ogni tanto c'è scritto "collegamento Skype" e ogni tanto "collegamento telefonico". C'è chi è ancora più perfezionato di me nella lingua italiana, ma una differenza fra collegamento Skype e collegamento telefonico io ce l'ho. Non so lei, ma per me c'è una differenza.

A mio avviso, non può essere nominato un presidente di un ente con due persone presenti, un terzo collegato telefonicamente, uno che non si sa dov'è e l'altro assente. Io mi permetto di dire che ci vuole una certa serietà, anche se parliamo di un ente che ha solo 250 mila euro di risorse pubbliche. Sappiamo che per voi queste sono bazzecole, però per noi non è così. Credo che per molti valdostani in questo momento si tratti di un ente che gestisce delle risorse abbastanza importanti. Vorremmo che fosse gestito non solo con dei curricula importanti, ma concretamente in modo serio. Soprattutto vorremmo che queste persone - personaggi nominati da voi, perché nominati dalla Giunta; sappiamo che è legittimo e che la legge lo prevede, ma sono comunque personaggi nominati da voi - portassero avanti una programmazione che avesse una certa importanza anche sul territorio valdostano.

Io mi fermo qui. Il collega Ferrero, che è cofirmatario di questa iniziativa, sicuramente integrerà sugli altri passaggi e sul punto successivo della mozione.

(Dalle ore 12:06 assume la presidenza il presidente Marco Viérin)

Viérin M. (Presidente) - La parola al consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Le osservazioni che ha fatto la collega non sono formali. Passi che nominiate i vostri cugini o figli dei vostri ex consiglieri in tutti gli organismi, passi che le commissioni siano delle faccende di famiglia in cui vengono determinate le cose. Secondo voi, tutto quello che non è penalmente rilevante, ovviamente per chi non ha etica, è ammissibile! Ma questa è una vostra visione. Però qui si parla anche della regolarità delle decisioni che vengono adottate, e in questo caso c'è effettivamente un grosso dubbio, perché non si sa se erano presenti le persone e non si sa se era regolare la deliberazione che è stata adottata. E questo fa parte di una gestione disinvolta, quasi di tipo familiare, perché poi vi trovate tutti tra di voi, tra parenti, amici e appartenenti ai partiti, che sono lì a decidere un qualcosa che diventa la riunione di famiglia.

Sulla questione della Film Commission abbiamo concordato una linea più soft, ma, a mio avviso, sarebbe un ente da chiudere. Un ente che rientra tra quei carrozzoni, tra quei soggetti sostanzialmente inutili, che possono essere tranquillamente sostituiti da una o più persone all'interno dell'Amministrazione regionale, nell'assessorato competente a svolgere quelle mansioni. Al limite, si prende un consulente, ma non si buttano via 280 mila euro per tenere in piedi una specie di circolo o per far andare in "ferie" il direttore. Alla fine, a livello di riscontro, in Valle d'Aosta di questi 280 mila euro che cosa rientra? Non si riesce a capire.

C'è innanzitutto l'esigenza di fare chiarezza sull'attività che viene svolta. Se questo è semplicemente un sistema per dare quattro contributi a fondo perso - che in questo periodo gridano veramente vendetta! Diamo contributi a fondo perso ai film, quando vediamo delle tragedie a livello locale; sono stati tolti contributi a fondo perso dappertutto e invece li lasciamo ai film - io dico che un semplice ufficio regionale, per l'esperienza che ho di quasi trent'anni in amministrazione, sarebbe in grado di svolgere il lavoro di questa Film Commission. Con un dirigente responsabile, si fa una struttura normale, si evita di sempre delegare e si individuano le persone, così periodicamente non bisogna mettere il figlio di questo e il parente dell'altro. È anche una questione di trasparenza e sarebbe un passo avanti, che si chiede in questo senso.

Iniziamo a potare l'albero, perché i rami secchi ormai sono tanti. E sapete che a tenere i rami secchi sugli alberi, lo guardi da lontano e l'albero sembra bello imponente, ma poi arrivi sotto e alla fine prima o poi il ramo secco ti cade in testa. Vediamo quanto volete aspettare.

Qui chiediamo semplicemente un po' di chiarezza e di correttezza nelle regole, che devono essere rispettate da tutti. Non siamo al circo equestre e quando si fanno delle commissioni ci sono delle regole da rispettare: non è che si dà un colpo di telefono, poi vieni e firmi dopo. Se è richiesta una maggioranza, un minimo legale deve essere rispettato, se no le decisioni adottate non sono valide. Così per le spese: facciamo un ragionamento e un monitoraggio sull'attività di questo ente, e vediamo se è il caso tranquillamente di liquidarlo, perché effettivamente la spesa di 280 mila euro attualmente, a vedere anche i risultati, grida vendetta.

Presidente - La parola al consigliere Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Questa mozione ci dà la possibilità di esprimerci sulla questione Film Commission. Diverse iniziative sono state portate all'attenzione di questo Consiglio in questi ultimi mesi e partiamo dal presupposto che la Film Commission nasce con una legge votata all'unanimità di questo Consiglio. Noi non abbiamo sottoscritto questa mozione, pur condividendo molte delle cose che sono scritte, perché non concordiamo sul fatto che questo sia un ente da sopprimere, e spiegheremo perché. Avevamo intuito che dietro alcune iniziative c'è un obiettivo legittimo, ma che non ci può vedere partecipi, perché il nostro ruolo è nel migliorare il funzionamento di questo organismo.

Abbiamo fatto nascere la Film Commission e voglio ricordare che l'unica regione in Italia che non ce l'aveva era la Valle d'Aosta. C'eravamo interrogati su come costruire questo ente, che a fronte di un euro investito crea e genera almeno trenta volte le ricadute sul territorio, in termini di professionalità utilizzate e di investimenti. La prima produzione che facemmo in Valle d'Aosta fu Il peggior Natale della mia vita nel castello di Gressoney, che oggi fa più visitatori rispetto al castello di Sarre. Tanto per avere un parametro, negli anni basta misurare quali sono stati i flussi di interesse per Gressoney castello e Gressoney comunità.

Questa legge nasce all'unanimità con l'intento di avere un ente che si raccordi con l'Amministrazione al cento percento, tant'è che, da una prima ipotesi di nomine politiche all'interno del Cda, si ricorderanno i colleghi che io andai in Commissione e proposi di mettere nel Cda i coordinatori dei due dipartimenti dell'istruzione e cultura e del turismo, d'accordo con l'assessore Marguerettaz. Questo per dire che era una legge che nasceva inquadrata sotto l'Assessorato istruzione e cultura, ma che era condivisa tra i due assessorati e che aveva l'intento di promuovere la Valle d'Aosta, le sue bellezze naturalistiche, monumentali, culturali, rurali e agricole attraverso le produzioni cinematografiche, piccole e grandi; e quella di valorizzare anche i produttori locali, piuttosto che le maestranze e tutto l'indotto che c'è attorno al mondo del cinema. Tanti interessanti progetti e non vorrei ricordare Avengers, che è stato un colosso, quindi da un film iniziale fino ad arrivare a una miriade di iniziative. Questo per dire che, secondo noi, la Film Commission è un ente che bisogna far funzionare in base alla sua legge, ai suoi obiettivi e a tutto ciò che deve avere come mission, ma che è un ente che rimane fondamentale in una regione a sviluppo turistico come la nostra.

Detto ciò, anche noi abbiamo vissuto male tutte le vicissitudini all'interno della Film Commission. Le nomine dei due coordinatori erano andate di pari passo con quelle di due persone che erano i massimi esperti in Val d'Aosta di cinema, Luciano Barisone e Carlo Chatrian, tant'è che quest'ultimo ci abbandonò perché fu nominato in altre sedi e in altre vesti in festival più importanti. Avevamo trovato un equilibrio che metteva al riparo da scelte politiche, intese come ingerenze, però ci doveva essere un raccordo con la filosofia regionale e i coordinatori rappresentavano e continuano a rappresentare questa garanzia. È chiaro che ci sono invece poi stati problemi di nomine, di revoche e di consulenze che non hanno fatto bene alla Film Commission. Oggi quello che ci interessa è dare la possibilità a questo organismo di lavorare serenamente, di concerto con l'Amministrazione, perché è chiaro che in questo momento non è così e possiamo anche capirlo. Abbiamo appreso anche noi nell'ultimo Consiglio di certe cose e vorremmo tutti assieme risolvere ed evitare che ci siano questioni che non funzionano.

Per quanto ci riguarda, come ho anticipato, noi condividiamo parte delle osservazioni che in questi mesi sono state espresse, su qualcosa che probabilmente non è stato gestito bene nei rapporti tra di voi: ricordiamo la questione del direttore che poi avete cambiato e c'erano stati dei problemi emersi sui giornali. Noi non vogliamo entrare nel merito, perché quello che ci interessa è che oggi qui si dica se ancora si crede nella Film Commission. Se ci si crede ancora e tutti assieme si cerca di farla ripartire con i crismi e con la serenità, con il clima migliore che bisogna ricostruire, allora noi ci siamo. Se invece ci sono altri intenti che non conosciamo, ci riserveremo le nostre valutazioni. Però noi crediamo che oggi vada ritrovato lo spirito originale e originario che aveva visto la nascita della Film Commission, e vorrei anche ricordare tutta una serie di possibilità che questo ente può rappresentare con investimenti che sono stati anche ridotti negli anni. Eravamo partiti con certi investimenti e negli anni si è sempre, anche in quel settore, razionalizzato e tagliato, ma malgrado questo i risultati sono arrivati, perché le produzioni cinematografiche e la promozione della valle ci sono state, quindi non bisogna dire che all'interno di questo organismo le professionalità presenti non abbiano lavorato bene, perché su questo non ci troverete d'accordo.

Presidente - Siamo sempre in discussione generale. Ci sono altre richieste di intervento?

Chiudiamo la discussione generale. Per la replica la parola all'assessore Rini.

Rini (UV) - Torniamo ancora sul tema della Film Commission ed entrerei nel merito della mozione per poi fare alcuni ragionamenti di carattere più generale, riallacciandomi anche alle ultime osservazioni fatte dal collega Laurent Viérin.

In relazione alla mozione, soprattutto per quanto riguarda la prima richiesta, si precisa che il consiglio d'amministrazione della fondazione si è riunito nei termini di legge, segnatamente nel rispetto del proprio statuto. Infatti il 10 agosto 2015 il consiglio d'amministrazione si è tenuto alla presenza di tutti e tre i consiglieri della fondazione: Carla Stefania Riccardi, Roberto Domaine e Franco Rina. La collega Certan ha giustamente riportato quello che io avevo ipotizzato nella scorsa seduta, poiché non avevo avuto indicazioni specifiche da parte dell'ente stesso: quando lei ha fatto riferimento a telefonate, io avevo presupposto che si trattasse di Skype, perché quando si fanno delle riunioni non in presenza fisica, queste devono essere fatte per mezzo di Skype e non ovviamente di una telefonata. Ciò che può aver tratto in inganno i proponenti della mozione è il fatto che nella prima parte del verbale della seduta del 10 agosto, laddove si dà atto dei presenti, non viene citato puntualmente Franco Rina. Ma la mancata citazione di questo membro è una mera dimenticanza, tant'è che poi negli altri passaggi del verbale vengono riportati proprio gli interventi di Franco Rina durante questa seduta, e ciò ne testimonia l'effettiva presenza. Che di errore di scrittura si tratti, è la stessa Film Commission a confermarlo e come tale ovviamente se ne assume anche la responsabilità. Io vi riporto quello che ci è stato comunicato. Peraltro, hanno inviato a me e al collega Marguerettaz anche il parere legale che hanno chiesto in merito a questa vicenda, che sarà poi mia premura farvi avere. Al massimo si tratterà di correggere e puntualizzare meglio il verbale, ma, come anche da parere legale che ci hanno allegato, non viene messa in discussione la validità della procedura di nomina del presidente Rina.

Per quanto riguarda la seconda richiesta, presumo che sia una violazione delle disposizioni normative e anche statutarie, perché quella di chiedere a noi di ripristinare il precedente contratto e compenso del direttore va al di là delle nostre competenze, poiché ai sensi dell'articolo 9 dello statuto questo compito spetta al Cda della fondazione e quindi non è una competenza politica.

Qua si concludono le risposte meramente tecniche e di riporto di informazioni che ci avete chiesto. Ora credo che sia invece necessario fare due considerazioni di carattere più prettamente politico.

È stato ricordato quanto questo organismo possa avere una ripercussione concreta sul territorio, e credo che sia significativa la presenza all'interno del Cda dei due coordinatori, per la parte cultura ma anche per quella del turismo, perché ovviamente le ricadute sono importanti. Credo che non sarebbe corretto, in questa sede e in questa occasione, non ricordare però anche i risultati che sono stati portati a casa in questi ultimi tempi.

Proprio in questi giorni, tutti voi avete avuto modo di vedere una presenza cinematografica importante. È una presenza importante sul nostro territorio, che peraltro - lo dico con soddisfazione - è dislocata su tutto il territorio, non solo nella città di Aosta. Si sta girando la serie televisiva legata al personaggio di Rocco Schiavone, che andrà su Rai2 in prima serata, che avrà quindi un ritorno importante d'immagine per la Valle d'Aosta, ma che sta avendo anche un ritorno importante economico per gli operatori della nostra regione. Io credo che sia giusto puntualizzare e dire se ci sono cose perfettibili e migliorabili, ma è anche corretto sottolineare i risultati. Così come la realizzazione di Kingsman con Colin Firth che sta girando a Courmayeur, un kolossal a livello di Avengers, perché è una produzione importante. Come anche le troupe indiane presenti sul territorio, che si collegano anche a certi rapporti che sono stati intrattenuti.

Si sta cercando di investire e sicuramente si può fare meglio. Riprendendo quanto ho ricordato durante l'ultimo Consiglio, dico che indubbiamente è necessaria un'analisi approfondita di questo settore. I dati che avete citato, anche noi vogliamo approfondirli meglio e capirli in un'ottica di razionalizzazione delle risorse. Stiamo parlando in questi giorni di settori importanti - abbiamo parlato di scuole e ne parleremo ancora - quindi ovviamente siamo intenzionati a rivedere anche questo settore in un'ottica più complessiva, più globale, più approfondita, per capire, come peraltro ha ricordato il collega Ferrero, come rendere più efficace, efficiente e performante questo ente. Senza dimenticare però quelli che sono i risultati e le ricadute sul territorio, anche in questa prima parte del 2016, che sono stati mesi importanti sotto questo aspetto.

Per questa ragione noi, accogliendo i tanti suggerimenti che sono stati fatti in quest'aula, ci asterremo su questa mozione, perché va al di là delle nostre specifiche competenze. Non confondiamo la superficialità con la puntuale consapevolezza del proprio ruolo e quindi degli oneri e degli onori che ne conseguono.

Presidente - La parola al collega Ferrero per la replica.

Ferrero (M5S) - Purtroppo c'è una specie di scontro di mentalità. Vorremmo fosse acquisita quella dell'economizzare le energie, sfruttare le professionalità all'interno dell'Amministrazione regionale e, se possibile, eliminare o comunque ridimensionare il fenomeno delle società partecipate, perché effettivamente abbiamo visto che i risultati non sono così entusiasmanti.

Si parla di ritorno per gli operatori, ma sono tutti effetti che alla fine è difficile quantificare. C'è una troupe che sta girando un film, una seconda che ne sta girando un altro e adesso, per giustificare i sei giorni di trasferta in India del direttore Tonino, si dice che sono venuti anche gli indiani in Valle d'Aosta. Allora io vi chiedo, dato che non li ho visti, se erano degli Apache, dei Comanche o dei Sioux, perché si sono nascosti bene o se ne sono andati sulle montagne. Tra un po' vedremo i pigmei, perché inviterete anche loro. Bisogna anche essere credibili, quando si sostengono certe cose.

Qui si trattava semplicemente di iniziare a mettere dei paletti, perché i risparmi sono possibili e 280 mila euro non sono da buttare via. È giusto che ci mettiate i coordinatori, ma a questo punto abbiamo del personale che precedentemente era utilizzato per mansioni che adesso sono sparite all'interno della Regione: destiniamolo a fare un ufficio interno della Film Commission. Io non dico che l'obiettivo dell'ente -la mission, come si dice adesso - non debba essere perseguito o che non sia interessante, ma facciamolo in economia. Iniziamo a togliere queste cose, iniziamo a togliere un po' di poltrone, perché i soldi - lo abbiamo dimostrato con i numeri - vanno per il personale, che noi invece abbiamo già all'interno dell'amministrazione, vanno per pagare dei consulenti, dei direttori che sono nominati. Riusciamo a fare un taglio? Non si mette in discussione il fatto che nello statuto della Film Commission ci siano degli obiettivi che sono interessanti, ma facciamolo in economia.

Era questo il messaggio che con la collega Certan volevamo mandare. Anche perché - in questo caso ci è stato spiegato che si è trattato di un errore - si rischia sempre quella mancanza di trasparenza che poi alimenta sicuramente dei sospetti nei consiglieri di opposizione, che sono già sospettosi e diffidenti di loro, ma anche nei valdostani che vedono lì 280 mila euro e il figlio di quello o di quell'altro. Lo dico anche per voi: se volete iniziare a dare un segnale di trasparenza, iniziamo, ma non perché bisogna buttare la croce su qualcuno, a mettere una crocetta su qualche partecipata e a vedere di assicurare comunque il reinserimento eventuale del personale; se dobbiamo prendere un consulente, una persona brava, lo prendiamo e lo paghiamo, perché ci deve dare qualcosa in cambio come ritorno.

Era questo il messaggio che forse non è stato colto ed è andato nel vuoto. Speriamo che al di là dell'astensione ci sia l'effettiva volontà di dare uno sguardo a tutte queste realtà. Perché poi abbiamo vissuto in passato anche dei paradossi. Abbiamo parlato di Avengers e del kolossal, però poi alla fine sapete cos'è successo: anche lì è finito come per i due Tor e c'era il Forte di Bard che ha scippato gli Avengers alla Film Commission. Anche lì abbiamo fatto una brutta figura, perché due strutture, una di nomina regionale e l'altra in cui c'è il Presidente della Regione, si contendono la primogenitura di aver portato questo o quello. Chi è andato a parlare con il regista o con chi doveva organizzare? È stato Accornero o è stato quello della Film Commission, direttore pro tempore? Non si sa. E allora si scatenano anche queste sovrapposizioni. Poi - per carità! - nei titoli di coda del film si ringrazia il presidente Rollandin: mi fa anche piacere vederlo, però poi la figura non è tanto da Avenger, perché ci siamo mantenuti un pochettino più bassi.

Peccato, perché anche qui un pochettino più di coraggio ci voleva. Ne bastava poco, ma tant'è. Lo avete risparmiato forse per altre cose ancora più importanti. Lo vedremo in futuro.

Presidente - La parola alla consigliera Certan per la replica.

Certan (ALPE) - Lei ha fatto due considerazioni, assessore Rini, ma non so se ha avuto un lapsus freudiano. Lo ricordava il collega Ferrero: Avengers, quando serve per riqualificare il lavoro della Film Commission, è stato prodotto grazie a loro, altrimenti ufficialmente è stato il Forte di Bard. Oggi lei ci ha confermato che era Film Commission, ci fa piacere.

Solo una piccola puntualizzazione. Questa mozione non chiede che Film Commission sia smantellata. Io in premessa ho detto che il gruppo Alpe con questa mozione voleva proprio riconoscere il valore e anche l'autonomia che deve avere Film Commission. Ecco perché sosteniamo che debba essere qualcosa di autonomo e non nella struttura dell'Amministrazione regionale. Che ci siano due coordinatori delle strutture interessate, è a mio avviso un valore aggiuntivo e un modo per coordinare l'attività. E su questo condividiamo. Quindi la composizione teorica di questo ente è fatta bene. Noi non diciamo che non ci siano delle regole o che non ci sia una legge fatta bene. La legge c'è, ma il problema è poi come si lavora con queste regole ed è su questo che credo ci sia una visione diversa dalla sua, Assessore. Se avrà voglia di condividere con noi in Commissione quali sono le sue idee per renderla più efficace ed efficiente, come ha detto lei, noi ci saremo e ci troverà sempre, perché ci siamo sempre stati, come lei sa.

Io ritorno sui primi due punti. Mi dispiace, ma questi sono dei punti dequalificanti per la nostra Regione, perché rispetto a questo noi non possiamo sostenere ciò che si realizza in Valle d'Aosta, di fronte a dei dubbi enormi di questo tipo. Sul secondo punto, lei dice che non è compito nostro ma del Cda ripristinare un contratto e un compenso precedente del direttore, ma al primo punto noi chiediamo di revocare la nomina di quel presidente e quindi di quel consiglio di amministrazione. Ecco perché chiediamo anche di revocare quel compenso che quel Cda ha permesso.

Il teatrino di quel Cda era fra due persone: uno nomina l'altro che a sua volta aumenta lo stipendio al primo, perché giustamente lo ha nominato. Il tutto dietro il cappello di sua maestà il Presidente della Regione, perché viene confermato nel verbale: "Il presidente sottolinea inoltre come la residenza diversa rispetto al luogo di interesse rappresenti un valore aggiunto - giusto, perché non è detto che debba essere residente in Valle d'Aosta - conclude il suo intervento ringraziando il Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin per la nomina ricevuta". Quindi la nomina è arrivata con la benedizione dall'alto; non del Cda, ma la benedizione dall'alto, perché questo è quello che io leggo sul verbale! Allora mi stracciate questo verbale e mi dite che questo non è vero, e io posso anche capire che non sia vero, ma è questo quello che c'è scritto sul verbale!

Non leggo neanche il punto n. 2 e vado al punto n. 3: "Conferma di carica del direttore". Tra i due personaggi, una volta nominato uno, poi si conferma lo stipendio all'altro e si modifica il contratto. "Il presidente sottopone al Cda alcune questioni". Giustamente, è appena stato nominato da cinque minuti, ha ringraziato il Presidente Rollandin - perché questo è quello che io leggo - quindi inizia a sottoporre due questioni. "Chiede di confermare la direzione della fondazione a Igor Tonino, giunto al termine dei sei mesi di prova, e di modificare i termini del contratto di quest'ultimo - sono cinque minuti che questa persona è stata nominata - trasformandolo da part time a full time e adeguando di conseguenza il compenso economico". Qual è la motivazione? "In considerazione dell'ottimo e proficuo lavoro svolto e delle ore giornaliere dedicate all'attività... Ritiene ragionevole tale richiesta..." e il Cda approva. Nell'altro Consiglio, assessore Rini, lei ci ha detto che questa trasformazione da part time a full time è stata fatta perché mancava personale e c'era pure un amministrativo che era, se ricordo bene, in gravidanza.

Questo è quello che noi chiediamo di non vedere più e chiediamo di revocare! Non chiediamo di stracciare la Film Commission. Non abbiamo detto che la legge è fatta male e non abbiamo detto che Film Commission non ha un valore. Magari non sta lavorando in modo efficace ed efficiente, però non abbiamo detto che deve essere smantellata. Noi chiediamo che le cose vengano fatte in maniera non superficiale e in modo adeguato. Voi vi astenete su questo? Non fa niente: astenetevi! Questo è un verbale che a noi risulta essere illegittimo e per noi è nullo. Poi voi nominatevi, fatevi tutte le cose che credete, tanto è vostra responsabilità. Noi ne abbiamo discusso e molto pacatamente vi abbiamo detto che continuare a lavorare in questo modo non va bene. Sarà solo un errore di trascrizione? Bene, allora chi ha un aumento da part time a full time può controllare i verbali e chi li firma nell'amministrazione pubblica è responsabile. Se questo è il modo di iniziare di un Cda, beh, meno male e grazie tante! Siamo proprio contenti di vedere che c'è una grande competenza! Neanche i verbali di una pagina e mezza sono fatti in modo adeguato!

La mozione voleva solo porre l'accento su questo: basta a Cda superficiali, basta a continuare a prendere tutti per incompetenti!

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Direi che la discussione ci mette nella condizione di chiarire meglio la nostra posizione, perché ci sono state due valutazioni un po' diverse. Il collega Ferrero legittimamente ha una sua visione di come dare forza e sviluppo alle idee della Film Commission. La collega Certan invece, fedelmente al testo della mozione, fa le sue rimostranze rispetto alle domande fatte e alle conoscenze dell'argomento che ha e che riporta. Noi vorremmo essere solo chiari sul fatto che la Film Commission la vorremmo vedere crescere, risparmiando tutto quello che c'è da risparmiare.

Sappiamo tutti che ci sono all'interno della Film Commission dirigenti e dipendenti pubblici, quindi non sono state fatte scelte per andare in direzioni diverse. Alla Film Commission vorremmo dare tutta l'attenzione del caso, perché non è il momento di spendere soldi e di mandare la gente in giro se non c'è interesse. Diverso è dire che il Cda sta operando male o sta facendo altre cose, perché sono scelte che sinceramente rivengono a chi ha nominato queste persone e che devono essere riportate al livello politico del Governo.

Mi è parso che qui oggi si sia andati su più piani. Chiariamo, quindi, qual è il tema definitivo di discussione, così almeno capiamo anche noi come esprimerci. Se ci stiamo esprimendo sul tenere e portare avanti la Film Commission, noi siamo per valorizzarla e farla crescere. Se ci stiamo esprimendo su altri argomenti, è un altro discorso.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Ho aspettato che il Presidente della Regione tornasse in aula, perché questa mozione è stata illustrata dalla collega Certan e poi abbiamo ascoltato le poche frasi dell'assessore Rini, ma invece vorrei fare due considerazioni di natura politica, presidente Rollandin.

Ieri sera c'erano trecento persone ad ascoltare il nostro Consiglio regionale, per l'argomento legato alle microcomunità. Questa mattina abbiamo discusso di nuovo di risorse, di sforzarsi di evitare gli sprechi, di cercare di stanare e, se ci sono delle porcherie, di azzerarle. Qui mi sembra che i pasticci siano tanti. Non è un discorso di incompetenza, perché lei il disegno ce l'ha sempre chiaro ed è sempre il più lucido di tutti. Tanto è vero che all'interno di quei verbali c'è scritto chi è il più lucido, a qui puì deuhe merci [traduzione dal patois: a chi dire grazie], perché poi la giostra è quella. È da quarant'anni che lei è qua dentro e conosce molto bene il modello. Non è un discorso di incompetenza, perché qui è tutto voluto: qualche mese fa avete deciso che il signor Tonino doveva raddoppiare il suo compenso. Perché dobbiamo dirci le cose, altrimenti c'è qualcosa che non funziona e chi è fuori non ci capisce più.

Questa mattina sui social qualcuno ha osservato che o la maggioranza racconta delle balle, oppure siamo noi a farlo, perché le risorse ci sono ancora oppure no? Quanto è larga questa coperta? Mi fermo alla coperta, presidente Rollandin, e alla domanda che c'è scritta qua all'interno di questa mozione. Non vado oltre alle considerazioni che ha fatto l'Assessore, perché non ci ha risposto, ma perché non può rispondere, ma perché non è lei che ha deciso questo, perché il cappello l'ha messo lei, presidente Rollandin, anche su questo. Più tardi discuteremo di caccia: ha messo di nuovo lei il cappello sulla caccia! E discuteremo se è il comitato, lei o qualcun altro. Ieri non ha neanche replicato l'assessore Fosson, ha lo ha fatto lei. È venuto lei da noi a parlarci di questa cosa, dicendo che non c'è nessuna ipotesi. Lei ha in mano la situazione. Allora è con lei che dobbiamo interloquire, non con Rini, non con gli altri. È per questo che ho aspettato la sua presenza in aula.

Capite che chi ci ascolta mentre discutiamo della Film Commission si chiede se Alpe è d'accordo o no, se Ferrero è d'accordo o meno, se Viérin è d'accordo o no. Ma qui non è più un discorso di essere d'accordo o meno: qui Tonino doveva raddoppiare il proprio stipendio e quindi avete trovato la soluzione per raddoppiarlo, altrimenti la chiusura del cerchio non c'è. Non è che noi siamo incompetenti; un po' scarsini e un po' rurali, sì, ma proprio incompetenti del tutto, no. Dato che non accettiamo la presa in giro, diciamo che l'iniziativa andava in quella direzione. Il Governo siete voi, la maggioranza siete voi, decidete voi, però cercate di fare le cose più o meno chiare, e soprattutto spiegateci che di cento, cinquanta, sessanta o settanta vanno per i dipendenti. Prima andava il quaranta, adesso va il settanta, perché avete deciso di cambiare le carte in tavola. Finisce lì la discussione! Poi chi è deputato deve fare meglio - ci mancherebbe! - però la partenza di tutto è quella.

Nel pomeriggio discuteremo del settore della caccia. C'è stato un percorso, ci sono stati comunque numerosissime riunioni e il metodo di lavoro è sempre lo stesso: lei manda avanti Fosson sulle cose, prima su emergenza e urgenza, poi sul 118, poi sul pronto soccorso, poi sugli asili nido, poi sulla microcomunità, ma alla fine l'interlocutore è lei, perché è lei che decide. Ma allora è tutto più semplice: noi cerchiamo di rapportarci con lei e di portare le nostre proposte, tentiamo di pungolare dove possiamo, però non accettiamo che vengano date delle risposte come quella che ci ha dato poc'anzi l'assessore Rini, perché non ci facciamo prendere in giro. Qua dietro c'è il raddoppio dello stipendio del signor Tonino! Non siamo proprio così stupidi da non capire qual è il disegno. Dovete pagare dei debiti di qualcos'altro?

(Voce fuori microfono)

Se vuole intervenire, potrà farlo e la ascolterò attentamente. Ma da quello che ho potuto leggere, l'unico disegno che ho letto, al di là dei pasticcini e delle telefonate (non mi fermo a quelle quisquilie), l'obiettivo era di raddoppiare lo stipendio e lo avete raggiunto.

Votiamo insieme questa mozione e ripartite con la Film Commission, dando gambe e corso a quelle che sono le vostre priorità.

Presidente - La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Le affermazioni del collega Chatrian non meritano grande attenzione, perché sono delle provocazioni. Se risponde un assessore e io non lo faccio, si dice: come mai? perché non dicono come la pensano? Se rispondo io, allora...! Io ho risposto ieri, come ho fatto altre volte, a integrazione di quello che viene detto dall'assessore, come si fa in tutte le amministrazioni di tutto il mondo.

Questi discorsi ormai sono una cosa trita e ritrita, collega Chatrian, e non fanno più effetto, perché lo dite da sempre, pur sapendo che non è così! Nella risposta della collega Rini, in cui mi riconosco, c'è tutto quello che doveva essere detto. Se pensate che questo aumento di stipendio fosse la finalità, siete completamente fuori strada.

Credo che qualcuno che è intervenuto in questa discussione, abbia messo il punto su due cose sostanziali. Noi riconosciamo il ruolo della Film Commission. Poi questo ruolo può essere interpretato, visto e collegato con qualcosa piuttosto che con qualcos'altro, può essere gestito ancora meglio, tutto possibile, ma l'idea della Film Commission è stata ottima e riteniamo che porti degli ottimi risultati. Questo è il senso. Sul discorso dello stipendio è stato detto il perché dell'aumento fatto dal consiglio d'amministrazione e si è anche spiegato come mai oggi non si può fare la marcia indietro che voi chiedete. E questo è tutto.

Io capisco che si voglia cercare comunque di sollecitare, però state andando fuori tema. La questione qui è chiarissima e la risposta è quella. Noi crediamo nella Film Commission, siamo disponibili e stiamo lavorando per vedere come inquadrare l'attività, i due Assessorati stanno lavorando in questo senso, e io credo che la risposta sarà credibile e andrà nella logica che è stata spiegata. Questo è quanto.

Stesso discorso vale per tutti gli altri interventi, che sono legati alle scelte della maggioranza. Questo voglio ricordarlo: sono scelte della maggioranza, non di A piuttosto che di B. Poi ognuno risponde per il proprio settore. Se invece si vuole leggere apposta tutto questo come una volontà di far emergere quello che a voi piacerebbe, dico che non è così. Mi dispiace deludere questa grande fantasia, ma non è così.

Presidente - La parola al consigliere Chatrian, per dichiarazione di voto.

Chatrian (ALPE) - Per sostenere l'iniziativa che abbiamo presentato. A differenza del collega Rollandin, io sono abituato a leggere i documenti e sono abituato a dire carta che canta, perché quando qualcosa c'è scritto sul documento, io lo leggo. Nel documento ho letto che ringraziano lei, presidente Rollandin, per l'operazione che è stata fatta nel Cda. Non ringraziano né Rini, né il Governo, né la maggioranza e quindi posso permettermi di fare tranquillamente una battuta in Consiglio regionale? Lei fa le sue battute e, se permette, per adesso non decide ancora cosa diciamo noi e cosa dico io. Lei decide per lei e io decido per me quello che posso dire, se posso!

Io ho letto che il nuovo consiglio d'amministrazione ringrazia non la maggioranza, non Follien, ma ringrazia il presidente Rollandin, di conseguenza anche per il doppio stipendio del signor Tonino. Posso dire cosa c'è scritto e leggerlo al Consiglio regionale e ai valdostani? Sì, grazie! Lei non è d'accordo, ma così c'è scritto.

Presidente - Colleghi, possiamo procedere alla votazione. Votazione aperta.

Votazione chiusa.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti : 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 28 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, M. Viérin, Bertschy, Fabbri, Gerandin, Grosjean, Nogara, Rosset, Viérin L.)

Il Consiglio non approva.

Colleghi, sospendiamo i lavori. È in distribuzione il testo di una terza risoluzione e il nuovo testo di quella sui contributi per le aziende agricole. È in distribuzione anche un emendamento inerente la mozione che discuteremo alla riapertura dei lavori, alle 15:30. Quando inizieremo i lavori, provvederemo anche all'iscrizione delle risoluzioni.

La seduta termina alle ore 12:55.