Objet du Conseil n. 1973 du 5 avril 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1973/XIV - Interpellanza: "Iniziative per contrastare la diffusione della flavescenza dorata della vite".
Follien (Président) - Punto n. 28 dell'ordine del giorno. Pour l'illustration la parole au Conseiller Grosjean.
Grosjean (UVP) - Merci Président. Bonjour à tous.
Lunedì scorso c'è stata una riunione con i viticoltori e l'Assessore è venuto a spiegarci un bel po' di cose, ma di flavescenza non si è parlato, se non per una domanda specifica che è uscita alla fine da parte dei viticoltori. C'era stato un passaggio interessante, per cui avevo pensato di ritirare la mia interpellanza, però prima di farlo ho voluto rileggere la risposta che mi aveva dato l'Assessore il 18 novembre 2014, quando chiedevo con insistenza di prendere la situazione in mano. La situazione sta peggiorando, fra un po' saremo come l'insetto dei boschi, la famosa "processionaria", ma questo non dà fastidio alle persone, non dà fastidio agli animali, dà fastidio solo ai viticoltori e probabilmente non c'è tanto da preoccuparsi.
In un suo passaggio lei mi rispondeva: "siamo inoltre in attesa dei risultati di alcune prove che si stanno facendo in Valle in collaborazione con diversi soggetti tra cui l'Institut agricole e alcune aziende private, per sperimentare una micorrizazione del vigneto adulto con tecniche semplici". Visto che l'altro giorno abbiamo fatto la riunione dei viticoltori e lei è venuto a raccontarci tutti i suoi programmi, visto che io non ho più tanto la memoria buona, ho voluto rileggere questo passaggio e le chiedo dove, con chi e quali sono queste aziende, e quando verranno fuori i risultati, perché qui il problema, Assessore, è che bisogna prendere delle decisioni, non che bisogna aspettare dei risultati! È un suo classico: tutte le cose che chiediamo vanno avanti anni. Nei cicli dell'agricoltura se perdi 15 giorni o un mese hai perso un anno! Certi interventi vanno fatti in momenti specifici.
L'altro giorno non ci ha dato comunicazione, quindi oggi, oltre alla richiesta dell'interpellanza, vorrei una risposta anche su quello che lei mi aveva detto il 18 novembre 2014. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Grazie Presidente.
Anch'io avevo preparato una risposta in funzione dell'interpellanza, considerando che la scorsa settimana ci siamo trovati in una riunione specifica che, secondo me, era il luogo deputato per discutere determinate tematiche molto più tecniche, mentre all'interno del Consiglio regionale non sono un professore dove posso farmi carico di passaggi anche evolutivi nel trattamento di determinati aspetti sintomatici che, sinceramente, non dipendono tanto da una volontà, ma da dati che vengono acquisiti nel tempo e che danno la possibilità di applicazione o meno.
Convengo con lei, così come discusso l'altro giorno, che su un'iniziativa secondo me più che corretta ci debbano essere a questo proposito, come su altri, dei passaggi soprattutto per andare a sensibilizzare il problema tra le persone maggiormente coinvolte e che devono magari fare più attenzione per evitare che ci sia un espandersi di questo tipo di fitopatia all'interno del nostro territorio. Dall'altra parte, per rispondere altrettanto puntualmente alla sua richiesta senza andare a fare delle disamine che già conosciamo e che in parte sono quelle legate alla lotta obbligatoria - lì non decisa dall'Amministrazione regionale o dall'Assessorato all'agricoltura della Regione Valle d'Aosta, ma evidentemente da un decreto ministeriale - siamo andati a reperire anche i dati sulla sperimentazione, e quelli li leggo, perché così non entro in confusione sui numeri, poiché possono venire male interpretati se magari detti in maniera non corretta. Questo sulla base anche di quello che ci siamo detti l'altro giorno, dove a livello di procedure ognuno dei produttori potrà decidere se avvalersi anche di aiuti, supporti tecnologici e di sperimentazione che, anche se non conclamati o non ufficializzati dalla scienza che poi ci detta le regole, possono comunque contribuire in maniera importante alla risoluzione del problema, che penso sia poi quello che sta a cuore a tutti.
Solo per richiamare i dati di cui siamo venuti a conoscenza, per completezza d'informazione: "In riferimento ai possibili segnali positivi derivanti dalle nuove sperimentazioni (era un po' quello che ci eravamo detti in quella sede) che si stanno attuando in Piemonte (perché il Piemonte è caratterizzato da forti criticità in questo senso) citati nella premessa dell'interpellanza, si precisa, come da informazioni avute direttamente dai tecnici del settore fitosanitario della Regione Piemonte, che sono stati gli interlocutori per acquisire questi dati riguardanti in modo particolare l'utilizzo di alcuni ceppi di funghi e batteri micorrizati, che i risultati sembrano promettere un'azione riduttiva del problema, una riduzione della percentuale di incidenza di flavescenza dall'8,8 percento nel testimone non trattato, contro quello trattato Micosat (che penso sia l'utilizzo del micorriza) al 5,5 percento". Questo evidenzia un evidente calo (tre punti percentuali) che da un punto di vista delle normative o scientifico non è comunque considerata una soluzione definitiva. Voglio dire che se questo tipo di sperimentazione può essere condivisa e vuole essere applicata, può e deve essere assolutamente applicata, su questo siamo assolutamente d'accordo. Quello che non si può dire è che con questo si possa risolvere il problema, almeno questo è un po' il discorso in senso lato. Le sperimentazioni sono comunque tuttora in corso, in quanto i vigneti piantati nel 2015 non hanno ancora dato dei risultati oggettivi, e i rilievi testimoniano che sia le piante trattate che quelle non trattate al momento non presentano sintomi di flavescenza. L'indicazione degli stessi tecnici del Servizio fitosanitario piemontese è comunque quella di imporre l'obbligo della lotta sulle situazioni conclamate.
Ribadisco quello che ci siamo detti nella riunione della scorsa settimana: c'è assolutamente la piena disponibilità da parte dell'Amministrazione, e dell'Assessorato in particolare, a rendersi partecipe di azioni di informazioni puntuali programmate dall'Associazione viticoltori all'interno delle quali, oltre all'Assessorato che spiegherà le normative e le direttive che devono essere applicate, ci potranno essere altri interlocutori che testimonieranno queste possibilità, queste opportunità, e sottolineeranno anche i risultati che io ho riportato adesso in maniera molto breve e molto sintetica, delle opportunità che possono venire dal mondo dell'agricoltura, in questo caso della viticoltura, per riuscire a contenere il più possibile il problema e magari un giorno a debellarlo, anche con metodi non attualmente in vigore di legge. Questo è assolutamente l'impegno che ci eravamo presi la scorsa settimana fuori da quest'aula e lo riprendiamo volentieri all'interno di quest'aula. Merci.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Grosjean.
Grosjean (UVP) - Sono perfettamente d'accordo sull'ultimo passaggio. Assessore, il problema è la tempistica, perché prima di fare questa interpellanza, quindi prima di quella riunione, io avevo già sentito gli uffici, ma non ho ancora avuto risposte su cosa vogliono fare. Mi è semplicemente stato detto che la legge prevede i trattamenti e che quindi verranno fatti, ma noi sappiamo benissimo che i trattamenti da soli non bastano. In Piemonte sono quarant'anni che trattano. Fino a dieci anni fa, forse anche meno, fino a sette anni fa eravamo zona indenne, ora questa infezione si sta diffondendo. Se non facciamo operazione intensiva di comunicazione e di controllo nelle zone definite "focolaio", la situazione ci scappa di mano! E se non riusciamo a cogliere anche i minimi segni di regressione della malattia con determinati interventi, questi li dobbiamo imporre, non dobbiamo solo comunicare, li dobbiamo imporre tramite l'Associazione dei viticoltori, tramite i vivaisti e tutte queste cose.
Quello che poi mi ha fatto arrabbiare di più è che gli uffici sostengono che non possono dire il nome del prodotto di una ditta. Come le dicevo l'altro giorno, per certi altri prodotti si fa invece propaganda di ditte o di prodotti senza problemi; allora, o siamo tutti sulla stessa barca o altrimenti qui c'è veramente da arrabbiarsi.
Il problema è la tempistica. Se vogliamo intervenire sul terreno, se vogliamo intervenire con la micorrizazione delle radici, abbiamo 20 giorni per farlo sapere alla gente, perché in questo momento si stanno piantando le viti e le barbatelle. Le avevo fatto questa richiesta nel mese di novembre 2014...c'è forse fosse stato un incontro con l'Ufficio fitopatologico, è stato fatto qualcosa, è stata data una risposta? Facciamo i trattamenti, la legge ci impone di fare i trattamenti, noi facciamo il decreto e vada come vada! Non mi sembra proprio il modo corretto di voler aiutare la crescita del settore viticolo, perché lei si sta impegnando tantissimo per la diffusione del settore enologico e dei suoi prodotti, ma prima bisogna produrre, quindi dobbiamo lavorare anche su quella che è veramente l'agricoltura, non su quello che è semplicemente il commercio del prodotto agricolo!
Organizzi al più presto un incontro con gli uffici fitopatologici che vediamo di trovare la soluzione per avvisare tutti quelli che hanno fatto domanda dell'impianto. Avete l'elenco delle persone che quest'anno fanno i vigneti, già che non diamo loro più dei sostegni economici perché quest'anno è il primo anno che non si danno contributi, almeno diamo loro le informazioni tecnologiche che possano in qualche modo aiutare a prevenire certi problemi, perché il problema è che l'infezione arriva con le barbatelle e, se non si trovano gli accordi per farle fare in zona indenne, il problema diventa grave. C'è quindi da rivedere tutta una serie di problematiche. Aspetto con ansia questa riunione. Grazie.
