Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1957 du 5 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1957/XIV - Interrogazione: "Studio di fattibilità commissionato dalla società Pila S.p.A. per la realizzazione di nuovi impianti di risalita".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 8 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Effettivamente la PILA S.p.A. sta facendo delle valutazioni preliminari volte a individuare possibili soluzioni per razionalizzare e migliorare l'utilizzo del comprensorio, sia in termini di piste che di impianti, attraverso investimenti in grado di accrescerne nel tempo stesso l'appetibilità e la competitività rispetto ad un mercato sempre più competitivo. Il Consiglio d'amministrazione della società ha quindi individuato quale possibile ipotesi la realizzazione di una nuova linea dorsale, baricentrica rispetto al domaine skiable, da realizzarsi con una telecabina dotata di due tronchi: il primo con partenza nei pressi della stazione di monte della telecabina Aosta/Pila ed arrivo nei pressi dell'attuale stazione di partenza della seggiovia Couis 1, con una stazione intermedia situata nei pressi del centro nevralgico del comprensorio ove si concentra la maggior parte delle strutture ricettive e la scuola di sci; il secondo impianto, in continuità col primo, con arrivo nei pressi della Platta de Grevon, a 2700 metri. Per fare questo tipo di analisi è stato affidato direttamente alla Dimensione Ingenierie la realizzazione di quest'analisi tecnico economica di fattibilità e l'importo è di 7500 euro più IVA.

Speculare a questo impianto, la PILA S.p.A. ha voluto verificare la compatibilità di questo intervento con il collegamento che cita anche lei, quello di Cogne, cercando di capire lo spostamento rispetto all'arrivo precedente alla punta Tza Sèche con la realizzazione di questa nuova Platta de Grevon. Questa analisi è stata richiesta allo Studio Ceriani che ha fatto il precedente studio. Rispetto a questo nuovo aggiornamento che prevede la compatibilità con la linea elettrica, la Superphenix, perché dalla parte di Cogne ci sono una serie di vincoli, l'aggiornamento di questo studio chiesto al gruppo di lavoro rappresentato da Ceriani è di 8550 euro.

Qual è l'obiettivo: l'obiettivo permetterebbe una razionalizzazione delle risorse, l'ammodernamento al tempo stesso del parco degli impianti del comprensorio attraverso la sostituzione di due seggiovie ad ammorsamento fisso (Liaison, Couis 1) e del tratto di risalita a servizio della pista denominata Platta de Grevon, ad oggi non più in grado di soddisfare le aspettative di una clientela sempre più esigente, e un migliore sfruttamento delle piste, elemento trainante dell'appetibilità del comprensorio di Pila, con particolare riferimento a quelle oggi poco ripetibili, in quanto servite da impianti con principale funzione di arroccamento, ad esempio la seggiovia Chamolé, potendo raggiungere direttamente le piste più alte del comprensorio. L'impianto in progetto garantirebbe peraltro le frequentazioni del comprensorio anche in stagioni caratterizzate da difficili condizioni meteorologiche, nonché un potenziale utilizzo nel periodo estivo, in considerazione del punto panoramico che si andrebbe a raggiungere e dal quale è possibile ammirare a 360 gradi la Valle d'Aosta. Infine, rispetto alla soluzione del primo studio del 2012, la soluzione in esame permetterebbe una fruizione estiva ma anche invernale più comoda, non essendo la stazione della ipotetica linea Tza Sèche raggiungibile facilmente a piedi. Queste sono le valutazioni di fattibilità fatte dalla società. Credo che oggi la ricerca e la disponibilità dei finanziamenti sia assolutamente prematura, anche perché la situazione è quella che conoscete molto bene; tuttavia credo che sia anche compito dei Consigli d'amministrazione farsi trovare pronti nel momento in cui dovessero esserci delle disponibilità e degli sviluppi positivi, quindi credo che avere nella propria disponibilità delle ipotesi e dei progetti che possono poi avere uno sviluppo futuro sia peraltro condivisibile.

Presidente - La parola al collega Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Grazie Assessore per la precisazione fatta alla nostra interrogazione.

Una premessa e poi un paio di considerazioni. Come tante società che svolgono la funzione di impianti di risalita, anche la PILA è una società in larga parte pubblica. Questa interrogazione nasce dal fatto che della documentazione che lei ha citato in questi studi non vi è alcuna traccia sul sito dove siamo andati a cercare, quindi un reperimento di informazioni poteva essere reso pubblico in quella sede. Noi, invece, come tutto il pubblico, non siamo stati in grado di trovare nulla, pertanto delle informazioni potevano già essere reperite in quella sede. Al di là di questo, ben venga uno studio se da questo studio possono derivare dei risparmi sulla gestione del comprensorio, magari delle opportunità per il futuro, e anche il fatto di poter ammodernare degli impianti che oggi non sono più in grado di dare risposte. Su questo penso vi sia un'uniformità di pensiero. Dall'altro lato, però, come lei ha detto, vi è la difficoltà a trovare i finanziamenti. Periodicamente sono cose che succedono, per cui si fanno proclami, si fanno annunci, vi è un dibattito che si apre e alla fine forse sarebbe il caso di stopparlo, essendo una fase preliminare dove prendere posizioni in un caso o nell'altro è ancora inutile. Ne è stato un esempio il caso di Cime Bianche, dove si è fatto un gran parlare, ma alla fine, arrivati al dunque, si è arrivati al nulla. Forse era presto per dare diffusione di un collegamento che in realtà è un qualcosa di molto prematuro, perché siamo ancora in una fase di studio di fattibilità, quindi non c'è nessun progetto, tanto meno i finanziamenti.

Dall'altro lato, Assessore, lei ha citato la possibilità di andare a spostare gli impianti verso Tza Sèche. Questo, a nostro parere, pone invece un altro problema: quello dello sviluppo futuro che si vuole fare rispetto al turismo alpino. Su questo forse una riflessione più ampia bisognerebbe farla, perché ci sono delle evidenze. Lei l'ha ricordato anche nella sua spiegazione che si va a cercare di salire sempre più in quota per via delle condizioni meteo non sempre favorevoli, il che vuol dire anni senza neve, o addirittura di prolungare la stagione per sfruttare meglio la stagione estiva. Questo pensiero lo dovrebbero avere tutte le società che si occupano di impianti di risalita, perché con i cambiamenti climatici, con il fatto che ormai lo sci è diventato un'industria sempre più delicata, sempre più onerosa e in qualche modo anche sempre più artificiale, forse il futuro sarà per coloro che sapranno vedere lungo in questa direzione, magari diversificando l'offerta e non puntando su una monocultura dello sci. L'idea quindi è questa: noi speriamo che si vada proprio in questa direzione, non con una monocultura dello sci in maniera sempre più artificiale come è avvenuto negli anni Ottanta e Novanta, ma con una visione un po' più ampia, e su questo noi riteniamo di continuare la nostra attività. Grazie.