Objet du Conseil n. 130 du 28 mars 1975 - Verbale

OGGETTO N. 130/75 - PROBLEMI CONCERNENTI IL NUOVO STABILIMENTO DI ARNAZ. (Ritiro di mozione del Consigliere Pedrini)

Mozione

Il Consiglio regionale,

- preso atto della risposta data dal Presidente della Giunta, in data 13 febbraio 1975, sulla interrogazione concernente: "Problemi dello stabilimento tessile di Arnaz";

- constatato come la voce corrente, che i terreni su cui sorge lo stabilimento non sono ancora stati tutti pagati e che non sono stati ancora stipulati i relativi atti notarili, risponde al vero;

- visto che la superficie dei terreni regolarmente acquistata interessa solo una superficie di mq. 4.409, che sono ancora in corso di definizione le pratiche per mq. 9.679 e che per mq. 2.054 non è stato addirittura nemmeno deliberata l'acquisizione delle aree;

- considerato che, in sede di esecuzione dei lavori di esecuzione dello stabilimento di cui si tratta, sono stati usati materiali di qualità inconsueta per uno stabilimento industriale;

- preoccupato per eventuali danni derivati e che potrebbero ancora derivare alla Regione

Delibera

di invitare la Giunta a riferire al Consiglio, entro breve termine su detti problemi, al fine di trovare adeguate soluzioni ai medesimi.

F.to: Ennio Pedrini

Caveri (U.V.) - Esaminiamo la mozione n. 20, che è quella del Consigliere Pedrini per lo stabilimento di Arnaz. Il Consigliere Pedrini è pregato di illustrare la sua mozione.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, io la ringrazio dato che avevo già trasformato da interrogazione in mozione questo argomento proprio perché tutti potessero prenderne parte... il Presidente della Giunta, o chi per esso, dovrebbe dire qualcosa in merito, dopodiché, eventualmente, risponderemo. Grazie.

Andrione (U.V.) - A seguito dell'interrogazione presentata in un Consiglio precedente dal Consigliere Pedrini, mi sono recato ad Arnaz e ho visitato lo stabilimento in questione. Ecco, io non ho trovato... è uno stabilimento costruito bene, diciamo senza inutili risparmi. La questione più cara è quella dell'enorme impianto di aspirazione delle polveri dovute al cotone. Si può dire che lo stabilimento è costruito intorno, a funzione, di questo impianto, che è la parte più cara.

L'altro aspetto che forse potrebbe apparire un pochettino lussuoso è quello dei pavimenti in legno, elemento questo che però è stato voluto in quanto il legno è un materiale più elastico e caldo e, trattandosi di operaie che devono lavorare in piedi, rappresenta una scelta giustificata sotto il profilo del lavoro.

Per quanto riguarda i terreni, stiamo cercando di regolarizzare il più rapidamente possibile la posizione, in quanto, effettivamente, non tutti sono ancora acquistati. La strada poderale però è già tracciata dall'altra parte. Si tratta ancora di alcuni terreni di emigrati in Francia. Credo che l'Assessore Fosson alcuni atti li abbia già firmati ultimamente, mancano però ancora alcuni terreni e speriamo di poter chiudere definitivamente la serie degli acquisti nell'arco dei prossimi mesi, dove però normalmente, salvo forse un caso, esistono dei regolari compromessi. Il caso in questione - mi sembra che la Signora si chiami Joly - sarà risolto comunque entro la fine di giugno, perché adesso sembra che si sia decisa a vendere.

Ecco, io non avrei altro in questo momento. Nel caso in cui il Consigliere illustri ancora la mozione, mi riservo una brevissima replica.

Caveri (U.V.) - Chi domanda la parola? La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Mi sono recato a vedere quello stabilimento a seguito delle cose lamentate in quest'aula dal Consigliere Pedrini nella sua interpellanza. Quel giorno stesso mi sono recato sul posto assieme ai Consiglieri Manganoni e Crétier per vedere se corrispondeva al vero questo e non ho visto tutte queste cose di lusso che il Consigliere Pedrini lamentava nella sua interpellanza. Si tratta naturalmente di uno stabilimento costruito nel 1974 e che non poteva avere dei criteri così vecchi... insomma, costruire dei bugigattoli e non delle ferriere... È uno stabilimento in cui lavorano delle donne, per cui ci sono determinati servizi necessari da farsi, con delle piastrellature necessarie da farsi, quindi non dei marmi di grandissimo valore e non dalle maniglie tutte d'oro, non ho visto di queste cose, insomma.

Per quanto riguarda la lamentela sui terreni, beh, io non entro nel merito di questo, però ricordiamoci tutti il momento in cui si è venuta a trovare la Bassa Valle in quel periodo e riuscire a recepire dei terreni di 50-60 proprietari tutti in una volta per poter costruire subitaneamente uno stabilimento di quelle dimensioni non è stata una cosa molto facile da farsi. Per conto mio, quindi ha fatto bene la Giunta allora a procedere con dei compromessi in attesa degli atti necessari per procedere, per costruire veramente uno stabilimento di quella portata, che avesse sopperito alla disoccupazione che si era venuta a creare in Bassa Valle in quel periodo.

Caveri (U.V.) - Altri interventi?

Pedrini (P.L.I.) - ... vorrei sentire la voce dei diretti interessati, sia dei Democratici Popolari su questo argomento. Spero che dopo qualche - così - "lisciatina al pelo", si possa sapere un po' come stanno le cose, perché veramente quanto dice il Consigliere Tonino non mi tocca nemmeno, perché sarà andato a vedere, ma avrà visto quello che gli hanno fatto vedere, non probabilmente... dalla sua alta carica non avrà voluto farsi accompagnare da nessuno, perché, con il collega Manganoni che spiegava, avrà visto tutto quanto in modo perfetto. Non avrà sentito i tecnici, perché i tecnici sono superati. Loro le cose le fanno tutte così, senza aver bisogno di gente che illustri, che dica come, anziché spendere - come si stanno spendendo - determinati milioni per un pavimento di legno enorme, si possa fare lo stesso identico lavoro spendendo la metà, ma di questo loro non si interessano, perché, tanto, sono soldi della Regione! Non gliene importa un fico secco di niente, basta che sia soddisfatto... il resto non li riguarda, tanto per cominciare, perché è facile andare a vedere, rendersi conto, ma non è altrettanto facile avere... non voglio dire delle parole false, perché qua si vuole sempre fare della demagogia, solo sempre dire che le lavoratrici devono andare al gabinetto con gli "affari" di marmo, perché non siamo più alle ferriere. Ma queste sono cose talmente stupide, cretine, delle frasi fatte, che veramente fanno uscire dai fogli, perché si vuole far passare delle cose che non sono esatte come se soltanto loro fossero gli individui adatti per andare a vedere, giudicare, sistemare e decidere. Eh, diamine, siamo nel 1975, ringraziando il buon Dio, non abbiamo bisogno di prendere delle lezioni di questo genere da determinate persone!

Per tutto il resto, io mi ripeto ancora una volta: vi è stato e vi è uno spreco enorme di materiale. Io vorrei che mi si dicesse che questo non è vero e ne vorrei prendere atto convinto che questo non è vero, ma si dà il caso che il sottoscritto, prima di tramutare l'interpellanza in mozione, abbia voluto parlare non con i grandi proprietari - terrieri o costruttori - dello stabilimento, ma con gli operai che lavorano in quello stabilimento, Con i lavoratori - come dice il Signor Tonino - e le lavoratrici che lavorano in quello stabilimento, non soltanto quelli per la Carminati, ma anche quelli per la Regione, che sono là attualmente che mettono a posto gli impianti di riscaldamento e le pianelle e tutto il resto e che avrebbero sentito dire da quegli operai - che non hanno alcun interesse evidentemente a difendere determinate posizioni - solamente la verità sull'enorme dispersione di soldi e di denaro che si è effettuata in quello stabilimento, proprio perché non vi era da parte della Regione un controllo effettivo di come andavano le cose. Perché ad un dato punto - tanto per scendere proprio terra terra - non so... se un rubinetto non piaceva in una data maniera o non funzionava, non è che si dicesse: "Ma guardate, lì c'è il concetto di risparmiare qualcosa". Dico "rubinetto" per scendere proprio a terra in questo problema, perché se andiamo a cercare le cose grosse, come quella del pavimento, c'è da spararsi. Evidentemente, allora, in questo caso, c'è stata una dispersione continua di materiale buttato malamente non perché fosse guasto o altro, ma perché non aveva determinati requisiti estetici.

Ora, giunti a questo punto, io dico che qua non siamo all'epoca delle ferriere, però non siamo nemmeno ancora all'epoca dei robot del Duemila, dove tutto è in acciaio inossidabile, dove si tocca un bottone e tutto funziona. Andando incontro al massimo alla classe lavoratrice, pur tuttavia, si deve tener presente che i soldi che spendiamo sono della Regione. Se fossero stati di privati, non sarebbero stati spesi malamente quei soldi in quella maniera e, ripeto, solamente perché, quando si tratta di Regione, non si guarda in faccia nessuno e si spende e si spande pur che sia... questa è la verità! Con questo non voglio dare la colpa alle Giunte precedenti su questa questione della spesa, ma solo perché vi è stata una leggerezza estrema in quelle che, secondo il sottoscritto, evidentemente, sono state le impostazioni di lavoro, perché si doveva far presto. Io non so se per motivi elettorali... ma non mi interessa, perché non voglio far qua delle polemiche sul perché è stato costruito quello stabilimento, perché se dovessi entrare in questa materia, allora veramente ci sarebbe un'esplosione!

Allora il fatto di aver rinviato i punti 19 e 24 dell'ordine del giorno perché la materia richiedeva troppo tempo... io penso che domani saremo ancora qua a discutere sui motivi veri, essenziali, politici, e anche in parte privati, perché si è creato questo stabilimento ad Arnaz. Lo sapete molto bene, io non lo dico, sta a voi che l'avete fatto dirlo, siete voi che l'avete costruito, io non l'avrei fatto. Come non esistevano, ex Presidente Dujany, i motivi per dare i soldi della Valle a quei lavoratori che, non avendo partecipato agli scioperi della Davit, non hanno avuto i soldi, perché non facevano parte di determinati sindacati. Questa è la realtà di fatto che non si vuole dire! E che questo è stato soltanto e solamente per accontentare determinate persone e un clan di persone che facevano parte di un determinato schieramento politico, che volevano un altro stabilimento per poter comandare. Vedremo come va a finire, perché vedremo anche chi viene impiegato, perché io mi sono preso anche quella briga di andare a vedere chi sono i lavoratori che andranno in quello stabilimento e posso dire che, quando ho ficcato il naso in questa faccenda, manco a farlo apposta, subito si sono preoccupati di dire. "ma questo ha dieci anni di residenza in Valle d'Aosta; quell'altro ne ha 50 e quest'altro è valdostano". Non avevo chiesto niente di tutto questo, volevo soltanto sapere l'organico dello stabilimento, che non funziona, ma in cui ci sono 100 persone che ci lavorano! Questo è il bello, che non è stato inaugurato, non si sa bene come mai non è finito, però ci sono 100 persone che vi lavorano. E per Dio, è inutile che si venga qua a dire che queste cose non sono vere, che sono cose lì da vedersi... non è vero che vi lavorano 100 persone? No? Le abbiamo fatte entrare noi, gratis e amore Dei e vengono giù il mattino mandate dal buon Dio! E per Dio! Ma allora si abbia il coraggio... io, Presidente Dujany, ce l'ho ancora! La chiamo Presidente perché allora... ce l'ho ancora per quando lei - e glielo dico in faccia, come le ho già detto tre volte e questa è la quarta - mi ha sbattuto fuori dall'ufficio i lavoratori - come li chiamano loro - che non erano tutelati da loro perché non avevano una determinata tessera in tasca, e ce l'ho con lei quando lei qua dentro ha dichiarato, nella sua ultima dichiarazione prima di andare al Governo, che lei voleva andare ancora più a Sinistra: questo è stato un errore politico fondamentale. Non faccio delle previsioni, ma è evidente: o lei cambia atteggiamento, e forse allora potrà resistere e progredire, ma se non cambia atteggiamento - questa è una valutazione strettamente politica sia ben chiaro, ma, dato che ci siamo, andiamo fino in fondo... -, si ricordi che non è quella certamente - glielo dico in tono forte, ma amicale - la strada da seguire. È per quello che noi ad un dato punto abbiamo divaricato, perché io ho il coraggio delle mie opinioni e glielo dico in faccia. Gli avvocati possono sempre suggerire, io sono talmente largo in queste cose che evidentemente è bene che qualcuno suggerisca.

Detto questo, chiedo scusa al Signor Presidente, ritorno in argomento. Io mi dichiaro non soddisfatto di quanto è stato detto dal Presidente della Giunta, perché non corrisponde al vero e volevo con questa mozione far saltare fuori tutte queste cose che, così, ho detto velocemente, ma che non sono saltate fuori e sulle quali spero che forse qualcuno mi illuminerà. Grazie.

Manganoni (P.C.I.) - Qui, Consigliere Pedrini, ci sarebbe da polemizzare fino a domani. Io non ripeto quanto ha detto il Consigliere Tonino. "Manganoni spiegava...", cosa spiegava Manganoni? Noi ci siamo andati col Direttore e col dipendente regionale, due persone che fanno gli assistenti ai lavori, che ci hanno accompagnati. Abbiamo parlato con gli operai, che hanno manifestato una preoccupazione. Gli operai addetti all'edilizia, alla costruzione hanno detto: "quando abbiamo finito il nostro lavoro che fine facciamo? Veniamo assorbiti dalla nuova...?". Comunque, lasciamo perdere, noi non vogliamo dare delle lezioni a nessuno. Vedi, Pedrini, io vorrei solamente dirti questo: tu parli di sperpero di denaro pubblico per quella fabbrica, eccetera, io non ho visto dello sperpero. Non avrò visto bene se vuoi, comunque la mia conclusione è questa: io vorrei sentire il collega Pedrini parlare di sperpero di denaro pubblico - ma in questo caso si tratta di operai, di lavoratori! - con quella passione che ci ha messo adesso quando noi parliamo dell'ALPILA e dei miliardi che noi buttiamo all'ALPILA. Ecco, allora, vedi Pedrini, veramente ti stimerei, ma quando ti sento... (voce del Consigliere Pedrini) ...sparare così, su questa fabbrica... Eravamo tutti preoccupati quando abbiamo tirato su questa fabbrica, chi era a favore, chi no, comunque c'erano 500 donne sul lastrico per la chiusura della Sirca-Davit, la chiusura del cotonificio: questa era la situazione di allora. E quando venivano gli operai, giustamente lì... e beh, noi dovevamo trovare una soluzione, gli operai avevano ragione perché erano sul lastrico. Secondo me, non c'è dello sperpero, ma anche se ci fosse dello sperpero lì, è per i lavoratori, non per la FIAT, per i padroni della FIAT, Pedrini! Io mi auguro alla prossima discussione che noi riporteremo ancora in Consiglio sui problemi dell'ALPILA di vederti alzare e sparare su quello sperpero di denaro pubblico!

Andrione (U.V.) - Scusa, Consigliere Pedrini, però mi sembra che queste polemiche fatte oggi siano un pochettino un rimestare delle questioni quando non c'è più possibilità di scelta.

Lo stabilimento di Arnaz è costato fino ad ora - manca ancora la revisione di alcuni prezzi - 1.780 milioni; di questi 600 milioni abbondanti potevano essere risparmiati se non si fosse voluto scoprire che la falda freatica di Arnaz esisteva in quel prato, cosa che non era difficile da capire, perché credo che Fosson l'abbia detto in Consiglio qualche giorno prima che i lavori cominciassero.

Per quanto riguarda lo spreco dei materiali, oltre a quei milioni che ho detto prima, bisogna contare - ho fatto un'allusione parlando... - almeno 700 milioni di impianto di aspirazione, il che, come abbiamo detto allora in Consiglio, è un errore fondamentale, perché noi ci siamo messi nelle mani della Signorina Carminati dell'Impresa Carminati, perché lo spreco è quello che il giorno in cui la Carminati vuole chiudere, noi di quello stabilimento non sappiamo che fare. L'unica cosa che si può recuperare è il capannone centrale. Allora, mi scusi, ma adesso io non me ne intendo molto di serizzo invece che marmo, e non me ne intendo molto di legname; lei può avere ragione sul fatto - ecco, io non ho ancora visto il legname, perché ho camminato ancora sulla polvere; quando sono arrivato lì, mi hanno detto che il pavimento sarebbe poi stato in legno per quei motivi... c'era ancora la polvere - ma l'errore è stato fatto, allora a questo punto l'unica cosa che può fare l'Amministrazione regionale è chiudere, finire lo stabilimento e sperare nel buon Dio che il filo di cotone continui a tirare.

Per quanto riguarda la questione dei lavoratori, sono intervenuto anch'io e ho ricordato a tutte le Organizzazioni Sindacali - a cui do atto di avermi aiutato in materia - che c'era un impegno preciso della Regione perché quello stabilimento venisse costruito ad Arnaz a favore prioritariamente della popolazione locale. Sono intervenuto e naturalmente le ultime assunzioni, un mese fa, sono state bloccate a seguito di quell'intervento, anche per non creare delle pendolarità che poi creano altri problemi. Fra i primi che sono entrati c'è una notevole percentuale di gente di Arnaz - su questo mi sono fatto dare anch'io le liste - e il motivo per il quale le lavorazioni non sono ancora iniziate è che credo che le ultime macchine, quelle che devono imballare il cotone, non sono ancora pronte perché c'è tutta la serie delle macchine Plat (non so se lei le ha viste). Certamente queste macchine... e poi, in fondo, ci sono le macchine tedesche, che hanno un compito di impacchettatura. Lì bisogna dare atto - perché è necessario dire tutto - che vi è un investimento per il macchinario di oltre 2 miliardi e mezzo. È anche vero che quel macchinario appartiene a quella data società che domani se lo impacchetterà e se lo porterà via. Questo è quanto io posso dire sullo stabilimento di Arnaz.

Lei ha detto: "spreco enorme di materiali". Ripeto: io ho constatato che, rispetto a certe previsioni, è stata messa pietra dura laddove era stato previsto del marmo, certamente con un aggravio di spesa... però, essendo un piano di calpestio, non è poi così sprecato. Poi c'è questa grossa questione del legno, che vedrò di rivedere ancora una volta, ma mi è stato spiegato che è stato scelto come materiale, adesso io non so se si poteva scegliere del legno che costasse di meno, ma il motivo per scegliere quel materiale mi sembra abbastanza valido. Ho finito.

Pedrini (P.L.I.) - Per quanto riguarda il legno, dobbiamo dire che, considerata la maniera - a parte quello che è stato scelto, possiamo anche scegliere del pitch-pine magnifico, a me non interesserebbe niente - con cui è stato studiato, ossia fatto tutto a palchetti, non soltanto non reggerà in futuro, ma si prevede già sin dalla partenza un enorme aumento di spese per quella sistemazione, con tutte le conseguenze negative che verranno ad essere calcolate. Poteva essere fatto in altra maniera, senza i listelli, senza il resto, spendendo molto ma molto di meno e con gli attuali ritrovati moderni, con la stessa elasticità se vogliamo, affinché i polpacci dei lavoratori non abbiano a soffrirne. Questa è la prima cosa.

Seconda cosa: lei mi parla di quei macchinari. Io mi auguro, Presidente, che quei macchinari di cui lei ha parlato siano e stiano ad Arnaz. Mi risulta - e desidero dire qua in pieno Consiglio che mi auguro che quanto io ripeto sia totalmente falso e inventato - che quei macchinari non sono stati nemmeno sballati, a giorni saranno esposti in una Fiera a Milano, dopodiché saranno nuovamente reimballati e rimandati non in Germania, ma precisamente in una località a pochi chilometri da Londra. Io mi auguro, ripeto, che quanto dico non risponda al vero, perché se così fosse - e non è che vogliamo sabotare, ma è perché risulterebbe che quei macchinari non siano idonei a fare determinati lavori e che vi siano stati degli errori... -, in effetti, io non so quando andremo ad aprire lo stabilimento. Mi auguro, ripeto, che non sia vera la voce che mi è stata riportata - che è di persone veramente competenti -, speriamo che si accorgano che invece i macchinari vanno bene e che non si chieda questo dirottamento dove non c'entra nessuno, ma che veramente porterebbe evidentemente la situazione della Bassa Valle ad una piccola tragedia, perché rimanderemmo tutti i tempi delle assunzioni che invece in questo momento sono necessarie.

Andrione (U.V.) - Ci deve essere un errore perché i macchinari inglesi della ditta Plat, se non vado errato, sabato 15 febbraio erano già installati. Io li ho visti installati e c'erano due operai inglesi che stavano regolando i fusi a cannocchia, mancavano quei macchinari tedeschi a cui ho fatto allusione prima. Ritornerò giù a vedere non appena possibile.

Caveri (U.V.) - Vorrei fare una breve osservazione. Nella sua mozione il Consigliere Pedrini in sostanza invita la Giunta a riferire al Consiglio, entro breve termine, sui problemi sui quali ha voluto attirare l'attenzione del Consiglio, quindi lo scopo della sua mozione ormai è raggiunto. Nulla vieta al Consigliere Pedrini di ripresentare una mozione del genere se vi saranno ulteriori sviluppi della situazione da lui denunciata. Penso quindi che si possa considerare come superata la mozione e, siccome abbiamo ancora dieci minuti, discutiamo della mozione presentata dal Consigliere Pedrini su quel giornale sportivo e relativa pubblicazione... È ritirata quindi, a meno che lei voglia farla propria...

Andrione (U.V.) - Comunque io riferirò ancora al Consiglio in materia. Sono stati annunciati altri fatti, io torno giù a vedere.

Caveri (U.V.) - Lei non può fare propria solo una parte della mozione, bisogna che lei faccia propria anche la motivazione, dalla quale mi pare che lei evidentemente dissenta... (voci dei Consiglieri Pedrini e Pollicini) ...il Presidente della Giunta dice giustamente che occorrono dieci Consiglieri che chiedano di discutere la mozione e poi mi pare che non sia neanche il caso, perché i dieci Consiglieri dovrebbero dire di condividere la motivazione della mozione. Non si può dire: "io faccio proprio il dispositivo della mozione, solo una parte". Siete sempre in tempo, avete parlato abbondantemente, ma successivamente il Consigliere Pedrini l'ha ritirata... (voce del Consigliere Pollicini) ...ad ogni modo, se vuol parlare, parli.

Pollicini (D.P.) - Grazie Signor Presidente, la ringrazio veramente. Mi pare che sia giusto intervenire.

Caveri (U.V.) - Non è giusto, ma è solo per essere un po' longanimi, per avere la manica un po' larga...

Pollicini (D.P.) - La ringrazio della manica e della longanimità...

Caveri (U.V.) - Ma mi riservo di averla più stretta in un'altra occasione...

Pollicini (D.P.) - ... va beh, approfittiamo di questo momento, sono così rari questi momenti!

Mi pare importante fare un discorso qui, seppure in una maniera molto sintetica, intanto sulla validità della scelta. Abbiamo visto la contraddizione del Consigliere Pedrini quando dice nella parte terminale: "attenzione che qui è opportuno che queste assunzioni siano fatte perché non sono più rinviabili". Mette cioè il dito nell'urgenza di queste assunzioni quando lamenta il pericolo delle voci che forse il macchinario tornerebbe là dove è partito in Inghilterra. Fra un discorso di questo genere e quello che metteva in forse la scelta, l'opportunità di fare lo stabilimento mi pare che ci sia una contraddizione, ma comunque andiamo oltre.

Stiamoci attenti che qui la validità della scelta lo era ieri e lo è ancora di più forse oggi. Lo ha citato il Consigliere Manganoni: attenzione a quell'epoca della chiusura della Brambilla, della Sirca-Davit, con i Sindaci che premevano, i Sindacati che premevano, tutti premevano perché vi erano sul mercato del lavoro 400-500 donne che erano rimaste a casa; comunque la gente è andata a casa... (voce del Presidente della Regione Andrione) ...l'abbiamo venduta noi la Brambilla? La Brambilla l'abbiamo esaminata noi - c'era la Commissione Industria e Commercio -, il verticale, così com'è lo stabilimento fatto a piani, non si presta e abbiamo cercato di adattarlo, ma senza nessuna strutturazione industriale, perché i costi di trasporto e di movimentazione del materiale sono assolutamente pazzeschi. La Commissione Industria è stata più volte sul posto, nessun tecnico ha detto che era possibile adattare quell'immobile ad azienda industriale ...(voci)... no, dovevamo comprarla per abbatterla, solo quello. Casomai per il terreno... ma siccome il Consigliere Pedrini ci ha chiamati in causa, è giusto che noi, chiamati in causa, rispondiamo. Andiamo pure per gradi: quando parla di eccesso di spesa, di spreco, per essere più precisi di spreco, intanto è un discorso di fondo: è che non c'è stata nessuna perizia suppletiva per nuovi materiali o per nuove installazioni, non si è usciti dal capitolato di appalto, non vi è stata alcuna variante, salvo quella del pavimento in legno, richiesta esplicitamente proprio per motivi chiamiamoli pure sociali, poiché il personale che sta in piedi otto ore per quel tipo di lavorazione si sarebbe oltremodo stancato su un pavimento duro come quello fatto in piastrelle. Mi pare quindi che sia un discorso di esigenza sul piano funzionale, vista in prospettiva anche sull'efficienza dello stabilimento. Visto che è nostro, era giusto creare le condizioni di agibilità nelle migliori delle misure. C'è quindi un problema di carattere sociale, che evidentemente ha un riverbero sull'efficienza dell'azienda, perché il personale che lavora stanco è evidente che rende meno e, siccome è opportuno che le aziende siano anche competitive, devono avere anche delle produttività che siano quelle di mercato e queste si raggiungono con due mezzi: macchinario e personale.

Il macchinario, Consigliere Pedrini, è il più moderno esistente sul mercato. Viene dall'Inghilterra, che in quel campo è maestra. Una richiesta che ha fatto l'Inghilterra è che, nel 1975, poiché vi sarà la Mostra mondiale della macchina tessile, fosse possibile visitare questo stabilimento per mettere in evidenza il meglio delle macchine tessili che quell'azienda inglese ha prodotto: ecco il discorso. Ma attenzione, Consigliere Pedrini, vogliono visitare lo stabilimento di Arnaz per vedere quelle macchine, non per mandare le macchine alla Mostra e mandarle in Inghilterra! Attenzione, questo è il primo discorso: macchinario più moderno.

Secondo discorso, che mi pare estremamente importante: teniamo conto che in quella fabbrica vi sono 19.000 fusi, che quel capannone evidentemente per le esigenze tecnologiche è ad aria condizionata, che i tipi di vetro ivi presenti sono per risparmiare quote di riscaldamento. È evidente che tutte le aziende moderne devono valutare le spese successive, non solo quelle immediate di costruzione. Teniamo presente che ci sono soltanto due servizi relativi agli uffici dei titolari, che hanno avuto una piastrellatura chiamiamola "di lusso", però la differenza di costo di questi due servizi è stata pagata dai titolari dell'azienda e non dalla Regione perché il suo capitolato di appalto non si è modificato.

Mi sembra strano che gli operai siano andati a lamentarsi con il Consigliere Pedrini di avere le piastrelle troppo belle o il pavimento troppo soffice, perché non sono così cretini da andarsi a lamentare di condizioni migliorative dell'ambiente di lavoro, quindi stiamoci attenti e usiamo maggiore prudenza.

D'altra parte, sull'assunzione del personale mi pare che i dati siano questi: 58 uomini e 9 donne sono stati seguiti non certo dalla Regione, ma per le norme di collocamento attraverso gli uffici locali del collocamento. Nessuna assunzione quindi, se poi tra questi non c'è nessun Liberale, vuol dire che di Liberali non ce ne sono più, cosa vuoi, Pedrini, può anche darsi... (voce del Consigliere Pedrini) ...questo è un fatto di carattere sindacale, su cui noi non intendiamo intervenire, non sappiamo la gestione... (voce del Consigliere Pedrini) ...noi le diamo alle Organizzazioni Sindacali ufficiali, come si confà a tutti gli organismi che hanno un certo compito di istituto. Comunque, nessuna variante, ma non solo, vi è di più: quando si parla di spreco enorme di materiale, qual è? Consigliere Pedrini, qual è? Il pavimento abbiamo visto che era un fatto di carattere sociale. Per quanto riguarda il resto, non c'è assolutamente niente, quindi, attenzione, io vorrei ricordare un particolare: quando il Presidente aggiungeva che è stato aumentato il costo della falda freatica, non ha detto la seconda parte che doveva dire... questo ha costituito l'occasione per aumentare i posti di lavoro da 120 a 180, cioè si sono raddoppiati del 50% i posti di lavoro, per cui c'è stato anche poi, in relazione al maggior valore dell'immobile, l'aumento della quota di affitto. Non è stata, quindi, una spesa a vuoto, ma una spesa a cui ha corrisposto il 50% dell'aumento del personale impiegato e ha corrisposto l'aumento del canone di affitto annuo. Mi pare quindi che a questo punto, caro Presidente, il discorso vada fatto in maniera completa e non parziale, mi consenta... (voce del Presidente della Giunta Andrione) ...attenzione, non mettiamo nella previsione di spesa quelli che possono essere gli aumenti di prezzo dovuti agli aumenti dei costi secondo la legge della revisione prezzi. Questo mi pare che sfugga a qualunque possibilità di controllo, perché è una legge che segue il suo corso, su cui noi non possiamo fare niente.

La domanda: "se la Carminati chiude, che si fa?" è una domanda che ci siamo posti quando abbiamo assunto l'iniziativa ed era in quel momento... d'altra parte, io penso che sia valida l'iniziativa che la Regione costruisca in proprio un edificio per un'azienda che superi il concetto del passato, che era quello del contributo a fondo perduto e magari poi l'azienda, appena preso il contributo, se ne andava, com'è già avvenuto. Mi pare che qualunque azienda o stabilimento noi avessimo costruito, era evidente che andava costruito secondo un certo tipo di tecnologia, di lavoro che si doveva effettuare all'interno, però sta a noi valutare il tipo di azienda che in quel momento è stata scelta e il tipo di titolare, il gestore dell'azienda. Quel gestore ha altre tre aziende nel ramo in alta Italia, non è mai andato in cassa integrazione, non ha mai avuto difficoltà di mercato, per cui dà le garanzie, auguriamoci che continui a darle... (voce del Consigliere Pedrini) ...no, difendiamo i posti di lavoro, Consigliere Pedrini, e sono 180 posti di lavoro! Noi abbiamo preferito fare uno stabilimento e non dare contributi industriali, che poi se ne andavano via, come già è avvenuto. Noi siamo proprietari e, fintanto che aumentiamo il patrimonio regionale, facciamo sempre e comunque un affare, è proprietà nostra e nella convenzione vi sono precise garanzie che, se l'impresa entra in crisi o si ferma, noi ritorniamo in possesso e possiamo comunque gestire questo tipo di azienda in qualche maniera, così come abbiamo saputo gestire la Sirca-Davit...

Fosson (U.V.) - Non gestirla, trasformarla.

Pollicini (D.P.) - ... trasformarla, così come abbiamo saputo adattare la Sirca-Davit, fabbrica di cioccolata, in una camiceria. Così nella malaugurata ipotesi si verificasse un simile guaio allo stabilimento di Arnaz, nulla esclude che si possa trovare una trasformazione aziendale. L'importante è avere lo stabilimento, avere le infrastrutture e poter far sì che ci sia la garanzia che in quello stabilimento la gente lavori: ecco il discorso. È inutile quindi che cerchiamo lo scandalismo, Consigliere Pedrini, non esiste scandalismo, non siamo usciti dal capitolato, non ci sono maniglie d'oro, abbiamo fatto...

Pedrini (P.L.I.) - Non è scandalismo, sono cose reali... andiamo a vedere!

Pollicini (D.P.) - E andiamo a vedere! Andiamo a vedere! ...(voci)...

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Bondaz.

Bondaz (D.C.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, siamo alla vigilia di Pasqua, quindi si dovrebbe essere non dico in un momento di festa, ma di pace e di solidarietà. Io sono novello di questo Consiglio regionale e tutte le tragedie o le non tragedie che stanno dietro e davanti a questa fabbrica di Arnaz le conosco per modo di dire, se non per le parole o del Consigliere Pedrini, o dell'amico Pollicini, o del Presidente della Giunta.

Io farei una proposta, se il Consiglio è d'accordo: siccome dobbiamo spendere, se ho capito bene, più di 2 miliardi - o già spesi -, che almeno abbiamo il piacere di andare a vedere questa fabbrica. Tutto il Consiglio regionale si trasferisca ad Arnaz e veda questa benedetta fabbrica, se la esamini, se la guardi e potrà avere, de visu, una valutazione molto più valida e sincera. Mi permetta però una cosa, non voglio essere cattivo, ma siccome il Consigliere Pedrini ha fatto un'allusione circa le macchine che dovrebbero partire e andare ad una certa Fiera, che presumo essere quella di Milano, e poi partire e andare a Londra, io direi di fare questa visita dopo la Fiera, così vediamo se effettivamente queste macchine si sono fermate o se ne sono andate.

Caveri (U.V.) - Va bene.

Il Consiglio prende atto del ritiro della mozione.