Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1754 du 2 février 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1754/XIV - Interrogazione a risposta immediata: "Disposizioni assunte per garantire la sicurezza dei partecipanti al Tor des Géants 2016".

Viérin M. (Président) - Point 3.01 à l'ordre du jour. La parole au collègue Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Questa interrogazione, che è su un tema di attualità, non è per voler entrare in competenze che non competono né al gruppo ALPE, né al Consiglio regionale, ma è per cercare di avere chiarezza su alcune questioni sulle quali la Regione riteniamo debba esprimersi in modo chiaro per evitare dei fraintendimenti. Noi tutti conosciamo il Tor des Géants, sappiamo che è in maniera incontestabile uno strumento di enorme promozione per la Valle d'Aosta, questo credo che nessuno possa metterlo in dubbio.

C'è però un'altra questione su cui vorremmo fare delle considerazioni: dove si svolge questa manifestazione e alcune sue caratteristiche. Si svolge su un terreno che non sempre è controllato e controllabile per motivi diversi, ma fino ad un certo punto sì, perché fino ad un certo punto vi sono i sentieri, vi è la segnaletica, vi è la possibilità di ricorrere al soccorso dove l'Amministrazione regionale si impegna e investe capitali e dove ovviamente i partecipanti sanno di poter contare su aiuto, su un conforto in ogni momento. Questa gara si svolge però anche su sentieri - poi lì dipende anche dai periodi, perché a seconda delle condizioni meteo può cambiare moltissimo lo stesso percorso - e su percorsi in cui non sempre è possibile garantire a tutti la sicurezza, ma banalmente perché ci sono punti dove è impossibile chiamare soccorso, dove è impossibile avvistare chi partecipa, per esempio di notte o quando c'è la nebbia. Su questo vorremmo conoscere quali intendimenti la Regione vuole chiaramente esprimere soprattutto riguardo alla sicurezza e cosa ha fatto in passato, proprio per fare in modo che chi partecipa conosca esattamente le condizioni con cui può correre e dove invece inizia un sentiero d'avventura, dove la responsabilità è in capo al solo concorrente e non più ad altri perché non vi sono tutele. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che questa interrogazione sia quanto mai opportuna, perché permette di fare chiarezza. Il 26 novembre - oggi siamo a ridosso delle iscrizioni, ma sto parlando di diversi mesi fa - il sottoscritto scriveva all'organizzazione testualmente: "Prima di confermare l'interesse per una collaborazione ad una nuova eventuale edizione, deve condividere alcuni elementi fondamentali" e questi elementi fondamentali sono proprio la sicurezza.

Però mi permetta, collega Roscio, non è vero che questo non è un tema che riguarda l'Amministrazione regionale, riguarda assolutamente l'Amministrazione regionale! Si ricorderanno tutti l'anno scorso un articolo pubblicato su Repubblica da parte di un concorrente, in cui diceva che l'organizzazione era un'organizzazione di dilettanti, che i concorrenti erano lasciati allo sbando e dove il rischio era esagerato. Io non condivido ovviamente nello specifico queste dichiarazioni, ma quando un giornale come Repubblica a livello nazionale lancia temi di questo genere credo che sia indispensabile fare il punto della situazione. Il Tor è arrivato alla sesta edizione, però non è che non ci sono state modifiche. In particolare, proprio perché Roscio ha avuto modo di partecipare, l'anno scorso è stata introdotta una grande novità: quella di vietare qualsiasi tipo di accompagnamento. Credo sia comprensibile da parte di tutti che per tutti i concorrenti - lasciamo perdere quei 10, 50 top runner che hanno ovviamente delle capacità e hanno una struttura di un certo tipo -, per la gran parte delle persone camminare di notte, in condizioni molto severe, probabilmente ha creato un inasprimento della situazione, ma se in teoria può anche andare bene un inasprimento di questo genere, bisogna ovviamente immaginare delle azioni compensative. Mi spiego: l'introduzione del GPS, che ovviamente viene introdotto anche in altre gare, può essere un'alternativa. Non dico che bisogna farlo, ma delle due l'una, non è che si possa partire all'avventura senza prendere delle contromisure. Quindi il regolamento stesso, non solo la sicurezza, ma tutta una serie di argomenti devono essere condivisi, ed è quello che ha chiesto l'Amministrazione: creare un comitato per condividere. Non si può parlare di sicurezza senza parlare di regolamento. È un insieme di argomenti che devono essere trattati e devono essere condivisi. La posizione fino ad oggi assunta dall'organizzazione, ovviamente non è una posizione da noi condivisa.

Président - La parole à Monsieur Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Assessore per la risposta.

Per non fraintendere, non è che la questione non riguarda la Regione, ma non tutti gli aspetti riguardano la Regione. Abbiamo sollevato quello sulla sicurezza perché ritenevamo che non solo riguardasse la Regione, ma che fosse anche un preciso dovere della Regione mettere dei paletti su alcune questioni. Noi speriamo, visto l'altissimo valore di queste manifestazioni, che la Regione si attivi quanto più può per trovare una soluzione che garantisca non tanto la controparte, su cui non vogliamo entrare, ma che garantisca e dia chiarezza sulle condizioni con cui dovranno correre soprattutto i partecipanti, perché secondo noi è la questione più importante. Poi se sarà il GPS o l'accompagnamento non ci interessa, ma la questione che secondo noi è più importante, e su cui vi è anche poi il discorso della responsabilità su chi si avventura in un terreno di avventura o anche in questo tipo di gare, è che chi partecipa deve avere chiarezza sulle condizioni con cui sarà chiamato a fare questa prova.