Objet du Conseil n. 69 du 11 février 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 69/81 - PROPOSTA DI LEGGE CONCERNENTE: "ISTITUZIONE DELL'ANAGRAFE PATRIMONIALE DEI CONSIGLIERI REGIONALI".
Presidente - La parola al presentatore, Consigliere De Grandis, per l'illustrazione.
De Grandis (PRI) - Questa proposta di legge è stata a lungo discussa nella Commissione Affari Generali perché si avevano notevoli perplessità sull'opportunità e sull'efficacia di un provvedimento del genere. Tuttavia io ritengo che si tratti di un provvedimento utile, che vada nella direzione che gli elettori si attendono, quella cioè di stabilire un rapporto più chiaro fra chi della politica fa professione e chi invece sta all'esterno a valutare e a giudicare come i politici operano. Non si tratta quindi di un provvedimento di legge dettato da sentimenti di sfiducia verso la classe politica, né mi sono mai fatto l'illusione che una legge di questo genere sia sufficiente ad evitare fenomeni di corruttela, di inserimento nella vita pubblica di atti che vanno contro la morale; nasce piuttosto da un'esigenza secondo me fortemente sentita, cioè di instaurare rapporti chiari e corretti tra gli amministrati e gli amministratori.
È anche un problema di approccio, di avvicinamento alla opinione pubblica che deve sentire in ogni momento, in qualunque modo, il politico uguale a tutti gli altri cittadini e non in una situazione di privilegio.
Mi sembra particolarmente necessario che chi è delegato alla gestione della cosa pubblica offra tutte le garanzie possibili che l'incarico venga assolto con estrema correttezza. L'anagrafe patrimoniale credo che in questo senso possa essere uno strumento di controllo e di verifica abbastanza interessante. Non sfugge a nessuno che attraversiamo un momento di particolare crisi delle istituzioni; la questione morale è fra le questioni più gravi che travagliano il nostro Stato, non la nostra Regione, per fortuna, però nonostante questo è bene, io credo, che proprio un Ente locale come il nostro, una Regione come la nostra, dia anche un esempio in questa materia, dal momento che può farlo e ha tutti i numeri e le caratteristiche per poterlo fare.
Sentiamo, mi sembra, troppo spesso che c'è una grossa sfiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni, sfiducia che alle volte purtroppo è ampiamente motivata, ma che molte altre è assolutamente fuori luogo e ha un aspetto di genericità e di qualunquismo che io credo dobbiamo combattere. Quindi si vuole da un lato, con questo provvedimento, offrire ai cittadini uno strumento di controllo, dall'altro - ed è l'atro secondo me ancora più impostante - si vuole offrire ai galantuomini che in questo Consiglio esistono in gran numero nella maggioranza e nella minoranza, la possibilità di sottrarsi ad ogni possibile sospetto e ad ogni possibile generalizzazione.
Si vuole cioè che un fatto singolo di malcostume non si riversi in senso negativo su tutto il Consiglio regionale.
A questo scopo sono finalizzate le norme di questo disegno di legge, norme che non illustrerò una per una perché mi sembrano abbastanza facili da leggere e da interpretare.
Non ritengo che questo disegno di legge rappresenti una interferenza nella legislazione generale in materia tributaria, che è ovviamente di competenza statale, né riesco a vedere in questa normativa una qualsivoglia turbativa del sistema tributario dello Stato. Nella stesura della legge ho tenuto sempre presente il principio di uguaglianza che è sancito dall'art. 3 della Costituzione, né mi sono dimenticato che ogni cittadino eletto a cariche pubbliche dalla comunità organizzata rimane comunque titolare di diritti personali che sono inalienabili. E credo che tutti questi principi non vengano in alcun modo lesi da questo disegno di legge per il solo fatto che viene richiesto di presentare in anticipo il modello 740, quindi la propria dichiarazione dei redditi, rispetto alla pubblicità che ne viene normalmente fatta, a distanza però di anni, dagli Uffici delle Imposte Dirette.
Credo anche che questa sia materia di competenza del Consiglio regionale e che sia attinente all'auto-organizzazione, per cui non dovrebbero esserci problemi.
Non mi nascondo che qualche dubbio perfettamente legittimo ci potrebbe essere, tuttavia l'obiettivo morale che si vuol raggiungere con questo disegno di legge ritengo giustifichi che su questo argomento si formi una ferma volontà politica da parte di tutto il Consiglio, che consenta a questa proposta di diventare legge regionale.
Per quelli che sono stati i risultati della discussione nella I Commissione consiliare, di cui sono membro , risultati che hanno portato alla proposta di due emendamenti sostitutivi degli artt. 2 e 4, dichiaro fin d'ora che sono pienamente d'accordo su questi emendamenti perché ritengo vadano nella direzione e nel senso che il disegno di legge voleva raggiungere.
Presidente - Colleghi Consiglieri, come il relatore proponente, collega De Grandis, ha fatto rilevare, la Commissione per gli Affari Generali e delle Finanze propone due emendamenti sostitutivi dell'art. 2 e dell'art. 4, che sono allegati all'articolato che è stato trasmesso con l'ordine del giorno.
È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Se è possibile vorrei alcuni chiarimenti dal proponente, dal Presidente della Giunta regionale e dal Presidente del Consiglio. Il chiarimento che viene richiesto al Presidente della Giunta regionale ed al Presidente del Consiglio riguarda l'art. 1, laddove dice: "Presso la Presidenza del Consiglio regionale è istituita l'anagrafe patrimoniale dei membri del Consiglio. L'Ufficio di Presidenza del Consiglio ne cura l'impianto e il periodico aggiornamento". Volevo sapere se vi era la volontà da parte della Giunta regionale, e se era già stato valutato dal Presidente del Consiglio il fatto che l'attuale struttura della Presidenza del Consiglio penso non sia in grado di sopportare questa ulteriore incombenza e che potrà farlo solo qualora sia dotata di strumenti e di altro personale.
Per quanto riguarda il testo della legge, mi sembra che ci sia una difficoltà di interpretazione all'art. 2, 2° comma.
Presidente - Consigliere Minuzzo, bisogna prendere in considerazione l'art. 2 del testo presentato dalla Commissione, che è stato accettato dal proponente. Quello dell'articolato va considerato soppresso. Siccome il proponente ha accolto l'art. 2 nella formulazione prevista dalla Commissione, è quel testo che il Consiglio deve esaminare.
Minuzzo (PSDI) - Chiedo scusa. Ero convinto che si trattasse solo della sostituzione di un comma, mentre è sostituito tutto l'articolo. Quindi rimane solo la questione della nuova incombenza affidata alla Presidenza del Consiglio.
Presidente - Vi sono altri che chiedono la parola?
Come Presidenza del Consiglio penso che valga un principio generale: se il Consiglio approva una legge, il Consiglio è sovrano; è chiaro che si poi questa legge implica degli impegni e delle particolari attività, sarà giocoforza che le attrezzature e gli uffici si adeguino per essere in grado di ottemperare a quanto la legge stabilisce. Proprio perché, essendo il Consiglio sovrano, nel momento in cui fa la legge deve anche pensare che, se questa implica dei maggiori oneri, questi maggiori oneri dovrà poi esaminarli nel momento in cui si manifesteranno per l'applicazione della medesima.
Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Io ho una preoccupazione che è di ordine politico. Mi sta bene il testo della legge, però non vorrei dato che sappiamo tutti che questo Consiglio sovente ha avuto nel passato, e probabilmente avrà ancora, delle maggioranze abbastanza giuste, che ci si potesse servire di questo disegno di legge per delle battaglie politiche. Mi spiego meglio: si fa la proposta di fare un'inchiesta per ipotesi sul Presidente della Giunta; evidentemente non ci sarà mai la maggioranza dei due terzi per respingere una proposta di questo genere e ne potrebbe susseguire che faremmo delle inchieste che hanno come scopo non quello di stabilire una differenza di verità tra la dichiarazione resa dal Consigliere regionale e lo stato reale del suo patrimonio, ma semplicemente la strumentalizzazione politica.
Per cui l'art. 4, che già è stato emendato, dovrebbe a mio avviso ampliare i poteri del Presidente del Consiglio - perché la cosa migliore è sempre quella di affidarsi alla coscienza delle persone - affinché possa scartare quelle istanze che sono motivate non da desideri di ricerca della verità, ma da piccola polemica politica. Sappiamo tutti che almeno nel passato in questo Consiglio sono avvenuti degli scontri molti duri e ci si è serviti di qualsiasi tipo di arma per combattere una battaglia politica. Non so se il Consigliere De Grandis capisce quello che voglio dire.
Presidente - Altri chiedono di parlare in sede di discussione generale?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - L'iniziativa del collega De Grandis mi ha fin da principio trovato concorde, e devo dire che mi spiace di non veder approvato nel suo testo iniziale questo disegno di legge; ma tant'è, le cose forse a volte è meglio farle un passo per volta, e quindi anche un inizio di questo genere può essere valido per dimostrare la buona volontà di questo Consiglio.
Riguardo alla richiesta effettuata dal Presidente della Giunta, si deve ricordare che il 3° comma dell'art. 4 sostitutivo dice che la Conferenza dei Capigruppo può ritenere irregolare o inammissibile l'istanza e quindi può respingerla. Mi pare che questo cauteli tutti quanti.
Andrione (UV) - Nella Conferenza dei Capigruppo, come numero di Capigruppo la maggioranza è in minoranza. Io non so come poi voteranno i Capigruppo - perché sarei molto felice, lo dico subito, che si facesse un'inchiesta sul mio patrimonio, ma risalendo al '62, quando sono entrato in questo Consiglio - ma mi preoccupa il fatto della strumentalizzazione di una cosa di questo genere. Sappiamo tutti che quando si inizia un processo, soprattutto se a carico di un esponente politico, si dà la notizia a caratteri cubitali, "Commissione di inchiesta per Mario Andrione"; quando poi la Commissione di inchiesta risulta dare un parere favorevole e dice che tutto è regolare, la notizia viene data in tre righe, in fondo, e bisogna prendere la lente per vederla.
Viberti (DPROL) - C'è una legge sulla stampa che tutela da questo punto di vista. Comunque, se il Presidente della Giunta è convinto che le battaglie politiche continuino a esser fatte come in altri tempi sono state fatte, accusi apertamente chi ritiene in grado di fare queste cose; perché io resto dell'idea - e questo lo dico già da subito al collega De Grandis - che non è il caso di togliere altro valore a questo documento. Le preoccupazioni del Presidente della Giunta sono comprensibili in un consesso incivile che ha come fine ultimo e unico il raggiungimento del potere; se lui stesso ci vuole confermare quest'idea delle istituzioni, benissimo, cercheremo di farlo sapere al maggior numero possibile di persone. Per quanto ci riguarda, noi siamo favorevoli al disegno di legge nel testo presentato, anche se, ripeto, non siamo molto soddisfatti dei cambiamenti; comunque riteniamo che sia un provvedimento valido, e comunque un indirizzo sul come si può procedere per ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni e nella classe politica del nostro Paese.
Presidente - Altri che intendono parlare in sede di discussione generale?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - A proposito di questo disegno di legge si è molto discusso in Commissione Affari Generali, e gli emendamenti che sono stati proposti derivano appunto da considerazioni fatte in quella sede. Io ne richiamo solo alcune, semplicemente per meglio chiarire perché si è arrivati a quel tipo di emendamento. Desidero sottolineare che parlo a titolo personale e non di partito, in quanto ritengo che su questo argomento ci debba essere una grande possibilità di espressione personale.
Ritengo che la validità di questo disegno di legge consti solamente nella riduzione dei tempi che prevede tra la dichiarazione dei redditi delle singole persone e la loro pubblicazione. Perché non penso che sarebbe necessario che un disegno di legge di questo tipo venisse approvato se in Italia tutta la questione fiscale funzionasse, cioè se la pubblicità, prevista del resto dalle leggi, fosse immediata ed effettiva. Purtroppo attualmente succede che tra la presentazione e la conoscenza, molto spesso distorta delle dichiarazioni dei redditi passino 2, 3 e anche 4 anni, togliendo valore all'informazione.
Quindi questo disegno di legge credo che, in concreto, abbia per finalità non la moralizzazione della vita pubblica, ma semplicemente una migliore attuazione delle leggi che esistono nel campo fiscale.
Dico che non ha per obiettivo o finalità la moralizzazione, e nel testo originale e nel testo successivamente modificato, per diversi motivi. Prima di tutto perché il testo originale prevedeva tutta una serie di dichiarazioni e di incombenze che personalmente ritengo incostituzionali, in quanto vanno a interessare anche soggetti che non sono direttamente interessati alla vita pubblica, ma soprattutto, parlando molto chiaramente, perché se un amministratore vuol fare la cresta, come si dice, può farla senza che risulti assolutamente nulla nelle dichiarazioni che in base al testo originale avrebbe dovuto presentare. Perché ci sono una infinità di modi, e lo vediamo: è di ieri sera la notizia sullo scandalo dei petroli, per cui risultano certi finanziamenti, i quali però sono venuti a galla quasi per caso. Poiché ci sono altre diverse modalità di finanziamento che comunque non potrebbero mai emergere, non era evidentemente questo lo strumento per verificare se un amministratore personalmente si era comportato bene o si era comportato male.
Quindi l'obiettivo, forse definitivo, di questa legge è certamente quello di dare fiducia alla gente in coloro che si occupano della cosa pubblica, ma direi che, sotto sotto, a un più approfondito esame, se il lettore è sufficientemente smaliziato, è forse una prova di sfiducia. Ripeto che io voterò questa legge, però mi pare che sia pur sempre una dichiarazione di intenti alla quale non seguono, né possono seguire, fatti ed elementi concreti.
Non è da dimenticare, poi, l'aspetto che ha sottolineato il Presidente della Giunta, perché potrebbero realizzarsi anche in questo Consiglio dei casi molti simili a quelli che si verificano in Parlamento, quando per le autorizzazioni a procedere ci sono votazioni che non dipendono dalla validità giuridica o meno dei fatti o delle considerazioni, ma da altri problemi che sono quelli di maggioranza o minoranza.
Comunque penso che l'aspetto positivo, e per il quale voto la legge, sia che la pubblicizzazione dei redditi avvenga immediatamente e non a distanza di tempo come invece oggi succede per la totalità dei cittadini. E per la totalità dei cittadini i Consiglieri non dovrebbero essere diversi da quelli stessi, quindi il trattamento dovrebbe essere unico.
Un'altra considerazione che faccio un po' a margine, ma che forse dovrebbe essere approfondita, relativamente alla formulazione originale del testo, è che, portando, come si dice, al limite o all'estremo queste considerazioni o questi adempimenti, dovrebbe crearsi comunque una classe politica che avrebbe molto in comune con il clero, inteso come coloro che si dedicano anima e corpo ad una determinata mansione e che quindi come tali devono dimostrare di fronte a tutti che sono bianchi, che sono candidi o candidati come quando si erano presentati alle elezioni. Io penso che, invece, funzione intrinseca dell'amministratore sia rappresentare tutti i cittadini, tutta la società in tutte le sue manifestazioni, quindi la possibilità di accedere alle cariche pubbliche deve essere ammessa per tutti. Con il testo iniziale invece, in moltissimi casi, questo sarebbe stato impossibile, perché non credo che nel settore commerciale molti si sarebbero esposti a denunciare le loro capacità finanziarie che potevano essere poi, a fini di concorrenza, utilizzate da altri contro di loro, non per scopi politici, ma semplicemente economici.
Credo di essere stato abbastanza chiaro, anche se sintetico.
Comunque, dichiaro che voterò a favore dei questa legge con gli emendamenti che sono stati proposti.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Volevo ancora una volta insistere con il mio amico Consigliere Viberti, pregandolo di guardarsi dalla tentazione dell'angelismo, e cioè che "tout le monde y est bon, tout le monde y est gentil", perché esempi recenti, anche in questo Consiglio, dimostrano che normalmente invece noi per primi non ci comportiamo in questa maniera.
Nel Consiglio passato siamo stati formalmente denunciati come membri della Giunta da un Consigliere - tra l'altro era un mio amico personale che passava un periodo particolare - alla Procura della Repubblica per una questione riguardante il Castello d'Aymavilles. La denuncia è stata archiviata: con il dovuto ritardo, evidentemente. Non accade più sovente in questi ultimi tempi, ma ci sono stati dei periodi in cui dando prova di civiltà e di robusta propensione per il combattimento politico, si sbagliava regolarmente a mettere le palline da una parte o dall'altra, per cui si dovevano fare tre o quattro votazioni per arrivare a votare un disegno di legge, e altri episodi di questo genere. Quindi non si tratta né di volontà di potere - perché posso garantire al Consigliere Viberti che la mia dichiarazione corrisponderà perfettamente alla verità - né di arroganza né di altro; semplicemente di saper distinguere i campi di applicazione di una legge. Questo è giusto.
Nebbia ha detto molto bene che è una pubblicizzazione volontaria che i Consiglieri danno di quanto è reperibile per ogni cittadino italiano all'Ufficio delle Imposte. Io dico che sono d'accordo per farlo, ma invito a metterci subito in guardia contro la possibile strumentalizzazione di questa legge, che invece politicamente non sarebbe così buona e così accettabile. Perché alla fine di conti in questi casi, come è già successo in passato quando ci sono state denunce consiliari, si finisce per gettare più discredito sulle istituzioni di quanto non sia il merito di una legge di questo genere.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Credo che la proposta di legge vada accettata e votata perché ha due pregi fondamentali: il primo è quello di portare tempestivamente a conoscenza di tutti i cittadini le dichiarazioni sul reddito e sul patrimonio dei singoli Consiglieri regionali; è una richiesta che è molto sentita e che credo possa essere giudicata più che mai legittima. Il secondo pregio, è la possibilità per chiunque, in caso abbia dei dubbi motivati, di chiedere una verifica della veridicità delle dichiarazioni fatte dai singoli Consiglieri; questo dovrebbe essere tra l'altro un metodo di intervento di tutti i cittadini per qualsiasi dichiarazione dei redditi. Questo secondo aspetto deve essere secondo noi assolutamente garantito, e in questo senso ci sembra un po' esagerata la sfiducia preventiva del Presidente della Giunta nei confronti del lavoro istruttorio che può svolgere la Conferenza dei Capigruppo. Credo che sia davvero da accantonare l'idea che materie di questa natura, che effettivamente rischiano, se usate male, di dar discredito a tutte le istituzioni, possano essere usate come strumento per la battaglia politica. Credo sia sufficiente la maturità dei Capigruppo presenti in questo Consiglio per evitare rischi di questa natura.
Noi riteniamo perciò che la formulazione, così come è stata fatta dalla Commissione con il suo emendamento, possa andare bene. Vedremo nella pratica se ci saranno delle contraddizioni.
Queste sono, in sintesi, le ragioni per cui votiamo la proposta fatta dal Consigliere De Grandis; credo sia una legge che deve essere fatta conoscere ai cittadini in modo che cada qualsiasi dubbio ancora sulla volontà di questo Consiglio di presentarsi alla luce del sole con le dichiarazioni dei redditi, così come è stato fatto di recente non appena qualcuno le ha richieste.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.
Pedrini (IPLI) - Io debbo soltanto dire che il Partito Liberale in sede nazionale già da parecchio tempo, vorrei dire da anni, aveva presentato una legge similare. Ragione per cui non abbiamo niente in contrario alla proposta di legge e siamo perfettamente d'accordo di votarla.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey, ne ha facoltà.
Borbey (DC) - A titolo personale dichiaro che mi asterrò perché non credo a questi falsi moralismi, assolutamente.
Presidente - Non anticiperei le dichiarazioni di voto. Chiedo solo se ci sono altri colleghi che intendono prendere la parola in sede di discussione generale.
È chiusa la discussione generale; ha diritto a parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
De Grandis (PRI) - Solo per fornire alcuni chiarimenti. Il primo al Consigliere Minuzzo che è preoccupato per l'eventuale aggravio di lavoro che l'istituzione dell'anagrafe può portare all'Ufficio di Presidenza del Consiglio. Il collega avrà notato che questo disegno di legge non prevede una spesa; infatti non si tratta di un impegno di grossa levatura, si tratta soltanto di raccogliere e di classificare le dichiarazioni che vengono fatte dai 35 Consiglieri una volta l'anno e metterle eventualmente e disposizione di chi chiede di vederle nei modi che la legge stabilisce. Quindi non dovrebbe a mio avviso creare degli aggravi di lavoro tali da giustificare ampliamenti dell'Ufficio. Se poi la pratica attuazione di queste norme porterà a verificare che ci sono effettivamente degli aggravi di lavoro, in quel momento si vedrà come affrontarli.
La preoccupazione espressa dal Presidente della Giunta mi sembra quanto mai legittima, d'altra parte - forse io pecco di ingenuità, sono nuovo alla vita politica, non ho mai nell'animo pensieri di questo genere - nella stesura originale avevo previsto di accollare questa grave responsabilità al Presidente del Consiglio. Questo non perché volessi male al Presidente Dolchi, ma proprio perché, identificando il Presedente del Consiglio con una persona come il Presidente Dolchi, mi ritenevo sufficientemente cautelato nella valutazione di richieste di questo tipo. Tuttavia è vero che Presidente Dolchi lo è oggi, domani potrebbe non esserlo più; questa è una eventualità che effettivamente io non avevo preso in considerazione. Se mi si vuole suggerire un emendamento che vada nella direzione di garantire che una proposta del genere non venga strumentalizzata per instaurare delle battaglie di carattere politico o battaglie meschine e di carattere personale, sono estremamente disponibile. Confesso che in questo momento io non saprei suggerire un modo per ovviare a questo eventuale rischio. La Commissione da parte sua aveva ritenuto che la Conferenza dei Capigruppo, essendo particolarmente articolata come rappresentanza, potesse fornire queste garanzie. Su questo punto io mi rimetto ai Consiglieri regionali: se intendono suggerire una qualche modifica, io non ho problemi.
Sono particolarmente soddisfatto, che tutti i Consiglieri intervenuti si siano dichiarati concordi sull'utilità di questa legge. Vorrei solo ribadire che, come ho detto nell'illustrazione iniziale, non mi sono mai creato l'illusione che una legge del genere eviti a chicchessia di non essere onesto e corretto; io ho sostenuto piuttosto che l'obiettivo che intendevo raggiungere era totalmente opposto: vale a dire consentire ai galantuomini di dimostrare di essere tali. Anche perché e per via dell'art. 3 della Costituzione - sacrosanto, ci considera tutti uguali - e perché ognuno di noi ha diritto di essere giudicato soltanto dal suo giudice naturale, e noi come Consiglio non possiamo sostituirci al giudice naturale, evidentemente i limiti di questa legge sono particolari nel momento dell'accertamento della veridicità delle denunce. È ampia invece la possibilità, per chi non è un evasore fiscale, di dimostrare di essere un cittadino che compie il suo dovere in questo settore.
Presidente - Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sull'articolato.
Do lettura dell'art. 1.
Art. 1
Presso la Presidenza del Consiglio regionale è istituita l'anagrafe patrimoniale dei membri del Consiglio.
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio ne cura l'impianto e il periodico aggiornamento.
Presidente - C'è qualcuno che chiede la parola? Qualcuno che chiede la parola per dichiarazione di voto?
Metto in approvazione l'art. 1.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 2 nel testo proposto dalla Commissione ed accettato dal proponente.
Art. 2
Ogni consigliere regionale, entro sessanta gg. dalla sua elezione, deve presentare alla Presidenza del Consiglio una dichiarazione dalla quale risultino lo stato patrimoniale e tutti i redditi provenienti da attività di qualunque genere o natura. Tale dichiarazione deve essere corredata da copia debitamente firmata dei modelli che il Consigliere regionale è tenuto a presentare annualmente agli uffici delle Imposte Dirette ai fini fiscali.
Qualora uno dei famigliari iscritti nel mod. 740 si opponga il Consigliere regionale lo farà risultare con apposita dichiarazione e si limiterà a presentare i quadri del mod. 740 che lo riguardano.
Ogni Consigliere regionale deve presentare annualmente la dichiarazione di cui al presente articolo, debitamente aggiornata entro il termine previsto dalle norme statali per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 2.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 3.
Art. 3
Ogni cittadino può prendere visione dell'anagrafe patrimoniale con semplice richiesta scritta al Presidente del Consiglio.
Ogni cittadino, inoltre, può richiedere al Presidente del Consiglio, con istanza scritta e motivata, che si accerti la veridicità di quanto dichiarato da un singolo Consigliere.
L'istanza deve contenere le generalità e la residenza dell'istante, deve essere sottoscritta con firma autenticata e corredata dai seguenti documenti:
- certificato di cittadinanza italiana;
- certificato attestante il godimento dei diritti civili e politici.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 3.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 4 nel testo presentato dalla Commissione ed accettato dal proponente.
Art. 4
Il Presidente del Consiglio sottopone l'istanza, entro quindici giorni dalla data di ricevimento, all'esame della Conferenza dei Capi Gruppo, che ne verifica la regolarità e l'ammissibilità ai sensi dell'articolo precedente.
Se l'istanza è regolare ed ammissibile, il Presidente del Consiglio la iscrive all'ordine del giorno della prima seduta successiva del Consiglio dandone contestuale comunicazione al richiedente.
Qualora l'istanza sia ritenuta irregolare o inammissibile la Conferenza dei Capi Gruppo deve motivare le reiezione e il Presidente del Consiglio provvede a comunicarla per iscritto al presentatore dell'istanza.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 4.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 5.
Art. 5
Il Consiglio può respingere l'istanza solo con voto palese e la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.
Il Consiglio regionale, qualora ritenga sufficientemente motivata l'istanza, nomina una Commissione speciale di inchiesta composta da cinque Consiglieri, di cui due della minoranza e da tre cittadini scelti tra sei nominativi segnalati dal Sindaco del Comune di residenza del Consigliere sottoposto ad inchiesta che li sorteggia nelle liste dei giudici popolari del proprio Comune.
Ai cittadini nominati membri della Commissione speciale di cui al comma precedente compete, a carico dell'Amministrazione regionale, lo stesso trattamento previsto dalla legislazione statale vigente per i giudici popolari di Corte di Assise di primo grado.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 5.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 6.
Art. 6
La Commissione speciale di inchiesta procede a tutti gli accertamenti necessari per verificare la veridicità della dichiarazione presentata dal Consigliere nei cui confronti viene effettuata l'indagine.
Dell'esito dell'inchiesta viene redatta, a cura della Commissione, relazione scritta e documentata, che deve essere trasmessa al Presidente del Consiglio per l'iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio regionale.
Qualora l'inchiesta non possa concludersi con un documento esauriente e probatorio per effetto della mancata collaborazione del Consigliere che ne è l'oggetto, la Commissione provvede a redigere un documento informativo finale di cui viene data lettura pubblica nella prima seduta successiva del Consiglio da parte del Presidente del Consiglio stesso. Analoga comunicazione viene data dei nominativi dei Consiglieri inadempienti all'obbligo di presentare la denuncia nei termini di cui alla presente legge.
Qualora i fatti accertati dalla Commissione speciale d'inchiesta possano costituire reato, l'intera documentazione relativa all'inchiesta deve essere trasmessa, a cura del Presidente del Consiglio, alla Magistratura e ai competenti Uffici finanziari dello Stato.
La documentazione acquisita dovrà essere in ogni caso trasmessa agli Uffici finanziari dello Stato nel caso che questi ne facciano richiesta.
Resta ferma la facoltà del Consiglio di nominare Commissioni d'inchiesta sull'operato di singoli Consiglieri sulla base del vigente regolamento interno.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 6.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 7.
Art. 7
In sede di prima applicazione della presente legge, la dichiarazione di cui all'art. 2 deve essere presentata entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Presidente - Metto in votazione l'art. 7.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuto: 1 (Borbey)
Il Consiglio approva.
Presidente - Ci sono dichiarazioni di voto?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Per dichiarare il mio voto favorevole a questa legge e anticipare che il mio partito sta elaborando una proposta di legge, che va ad integrazione di questa presentata dal collega De Grandis, che prevederà certe norme e certi requisiti, fermi restando i principi previsti da questa legge, per i rappresentanti della Regione nei vari Enti di amministrazione.
Presidente - Vi sono altri che chiedono la parola per dichiarazioni di voto? Nessuno.
Il Consiglio è chiamato a votare per votazione segreta sul complesso della legge.
Votazione segreta
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Favorevoli: 21
Contrari: 7
Astenuti: 1 (Assessore Borbey)
Il Consiglio approva.
