Objet du Conseil n. 147 du 14 juin 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 147/74 - Istituzione di una scuola media di secondo grado nella bassa Valle d'Aosta. (Interrogazione)
Dolchi (Presidente) - Nell'ordine del giorno risulta iscritta ora l'interrogazione riguardo la "Istituzione di una scuola media di secondo grado nella Bassa Valle".
Do la parola all'Assessore all'Istruzione Lanivi.
Lanivi (DP) - In questi ultimi giorni vi è stata una riunione quasi conclusiva della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione, che, direi, ha fatto un po' il punto sulle possibilità di istituzione di una scuola secondaria in Bassa Valle. La prima impostazione al problema si riallacciava all'ipotesi di alleviare i disagi degli studenti della Bassa Valle, cioè delle comunità VI e VII, circa la pendolarità cui sono costretti sia nei confronti di Aosta che di Ivrea. Un altro motivo, che giustificava l'urgenza dell'intervento, era costituito dal sovraffollamento degli istituti medi superiori di Ivrea, giunti ormai prossimi alla paralisi per l'eccessivo numero di alunni. Questa prima impostazione si muoveva lungo due linee: portare la scuola esistente a portata degli utenti di Bassa Valle, ed alleggerire o annullare la pendolarità. Si trattava solo di determinare quale istituto aprire in Bassa Valle per raggiungere tali obbiettivi, e dove. In questo preciso quadro l'Amministrazione Regionale prendeva l'impegno di studiare una soluzione da rendere operativa a partire dal 1° ottobre 1974.
La Commissione consiliare, investita della doppia responsabilità, al fine di portare al Consiglio una proposta valida sul piano operativo, ha ritenuto di tenere una serie di incontri, non solo con la popolazione della Bassa Valle, ma anche con categorie interessate a tali problemi. Ne è scaturita una pluralità di risposte, ciascuna delle quali risultava legata ad un particolare tipo di formazione, o a particolari modelli culturali, che, per la loro esclusività, non potevano avere nessun valore operativo; le richieste andavano, infatti, dall'istituzione di un liceo classico a quella di un istituto per geometri e ragionieri, attraverso le proposte più disparate.
È evidente il carattere di parte di tutte queste richieste, nessuna delle quali avrebbe soddisfatto non solo la massa della popolazione della Bassa Valle, ma non sarebbe stata comunque proporzionata ai bisogni socio-economici della Bassa Valle stessa.
Dal complesso degli interventi è emerso, invece, che la popolazione della Bassa Valle chiede una scuola seria, che offra ai giovani possibilità autentiche di sbocchi professionali nella concreta realtà del mondo attuale, e serie possibilità di continuare gli studi superiori con una preparazione adeguata. A questo punto l'Amministrazione Regionale, proprio in quanto si propone come ente responsabile, che rifiuta scelte non valide e che si risolvono solo in uno spreco di denaro pubblico, ha dovuto riflettere e chiedere se esistesse indipendentemente dalla scadenza del 1° ottobre 1974, una via capace di soddisfare le legittime istanze della Bassa Valle e, nel tempo stesso, di proporsi come vantaggiose per l'intera Valle d'Aosta.
L'Assessore alla Pubblica Istruzione ha studiato un documento, che fissasse una linea di discussione possibile, e lo ha proposto alla Commissione consiliare alla Pubblica Istruzione, che lo sta ora esaminando. Ciò che è risultato da questo tipo di impostazione, che intende collocarsi nel presente della problematica scolastica valdostana, in piena evoluzione, come del resto quasi tutta la scuola italiana, è l'intendimento di usare gli spazi concessi dalle recenti leggi in materia scolastica, per giungere a soluzioni che non siano superate nel momento stesso in cui vengono proposte. Si possono distinguere due momenti del problema: primo, quello della ricerca di una soluzione veramente utile e, secondo, quali misure debbano essere adottate dal 1° ottobre 1974 per venire incontro ai disagi degli studenti della Bassa Balle e delle loro famiglie. Ambedue queste linee di azione sono ora sottoposte ad un attento esame; l'Amministrazione Regionale è stata condotta su questa strada anche da un'altra considerazione, da una inchiesta fatta circa i ragazzi che verranno licenziati quest'anno dalla terza media. Le linee di tendenza circa le scelte per gli studi futuri risultano essere le seguenti; su 120 studenti che frequentano la terza media a Verrès e a Pont Saint Martin: 44 avrebbero scelto l'Istituto Professionale Regionale, 14 l'Istituto Magistrale, 11 la scuola magistrale, 18 il Liceo Scientifico, nessuno il Liceo Classico, 12 suddivisi tra Periti, Geometri, Ragionieri, 5 il Liceo Linguistico, 3 il Liceo Artistico, 2 il Biennio e 11 avrebbero scelto la via del lavoro.
È chiaro che un simile tipo di scelta esclude, per motivi elementari di giustizia e di convenienza economica, la soluzione di una scuola tradizionale. L'Amministrazione ora vaglia le seguenti questioni:
1. le misure idonee da applicare tempestivamente per risolvere il problema contingente degli studenti della Bassa Valle.
2. i tempi minimi necessari per soluzioni serie del problema della scuola di Bassa Valle.
3. un tipo di soluzione riguardo la scuola in Bassa Valle che non sia in contrasto con gli interessi generali della scuola valdostana.
In sintesi, nell'ultima riunione della Commissione consiliare, vi è stata una unanimità di atteggiamento nei confronti della necessità di uno sforzo di modificazione della scuola media superiore in Valle d'Aosta. Rispetto, poi, al problema specifico, visto anche le difficoltà, direi, proprio di azione, anche relativamente all'ampio ventaglio di scelta degli studenti della Bassa Valle, sono state espresse due posizioni: l'una che comunque prevede l'istituzione di una scuola tradizionale, staccata da Aosta; l'altra, prevalente, che propone, come soluzione di tamponamento per quest'anno, l'avvio di una scuola media superiore in Bassa Valle, soluzione da inserirsi in un discorso più ampio di ristrutturazione della scuola media in Valle d'Aosta, comunque con scadenze che non oltrepassino l'inizio dell'anno 1975-1976.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.
Pedrini (PLI) - Non voglio tediare l'assemblea, ma sono veramente demoralizzato da quanto ho sentito. Abbiamo una professoressa, che confermerà come lunedì 17 inizieranno gli esami, come con il 28 di questo mese tutti i nostri ragazzi, e non soltanto i nostri, in tutta Italia, avranno finito di dare gli esami, e sapranno se sono promossi o meno, mentre i giovani della Bassa Valle ancora una volta si troveranno handicappati nei loro confronti. Con il 28 giugno tutti gli altri ragazzi, genitori compresi, potranno rivolgersi ad un istituto per iscrivere i loro figli. Quelli della Bassa Valle non potranno farlo, ose lo faranno, lo faranno ancora per questo 1974, optando il 90% per Ivrea, che pure non li vuole; si è arrivati al punto che i nostri ragazzi stanno cercando in questo momento una sistemazione ad Ivrea, o trasferendo il domicilio nella città stessa, se possibile, e se i presidi sono d'accordo, o trasferendo addirittura la residenza. Questa è la realtà di fatto.
Ora non so se il Presidente della Giunta, di fronte ai gravissimi inconvenienti che si stanno verificando, e con lui l'Assessore alla Istruzione, pensano di dover fare immediatamente qualcosa, oppure di poter rimandare il problema al 1975, poi al 1976, e via dicendo. Desidero dire chiaramente che questa non vuole essere una critica per la critica. Mentre prima ho rivolto qualche battuta all'amico Pollicini, che ora non c'è, perché c'era la battura da fare, soprattutto riguardo il permesso di dare o no i due milioni per la strada di La Planaz, ora invece sto parlando molto seriamente, sto cercando di dare una collaborazione, perché la collaborazione è fatta anche di queste cose. Sto chiedendo al Presidente della Giunta e all'Assessore alla Istruzione se si rendono conto che con il 28 di giugno i nostri ragazzi della Bassa Valle non sapranno che cosa fare. Vi dico questo perché da me, come penso dal consigliere Tonino e da Manganone, sono venute decine e decine di madri e padri a chiedere: scusi lei cosa ne pensa, che cosa fa, dobbiamo aspettare? E noi poveretti della minoranza, esclusi dalla Commissione per la Pubblica Istruzione e dalla stanza dei bottoni, non possiamo fare altro che rispondere così, e non abbiamo certo la presunzione di dire di più: il Presidente, l'Assessore ci hanno promesso e hanno preso solenne impegno che con il ° ottobre 1974 incomincerà qualche cosa, ma non vi sappiamo dire fin d'oggi che cosa. Adesso io immagino già che cosa succederà quando scriveremo sui giornali che l'impegno, che era stato preso per il 1° di ottobre, potrebbe essere rinviato al 1975.
Devo concludere esprimendo, come in apertura, la mia estrema amarezza per questo problema non risolto, un problema che, oltre tutto, si è voluto far diventare politico; infatti, posso affermare con piena coscienza che la maggioranza, dico l'80%, il 90% di coloro che hanno preso la parola durante le assemblee della Commissione per la Pubblica Istruzione, erano tutti politici di parte, a cui non fregava assolutamente del futuro dei nostri ragazzi.
E si sono alzate delle voci che hanno detto: ma cosa volete che parliamo noi, quando c'è gente talmente preparata sulla questione, e tutta di un determinato partito, cosa possiamo dire noi, che non siamo all'altezza della situazione, che siamo il popolino nel vero senso della parola? Nello stesso tempo, però, mandano una petizione di 200 firme di capi famiglia all'Assessore e alla Presidenza della Giunta, dove dicono di non volere determinati tipi di scuola, che, invece, qua ho di nuovo sentito filtrare tra le maglie. È una cosa veramente grave, è una cosa che ci inquieta, è una cosa che sta a dimostrare, ancora una volta, che, quando noi veniamo qui a dire che la Bassa Valle è trascurata, ci sentiamo elencare tutto quello che è stato fatto nel campo dell'agricoltura; ricordo ancora l'allora Assessore Maquignaz, che mi faceva descrizioni bellissime sulle mucche, e non mucche. Puntiamo, però, lo sguardo agli asini attuali, e siamo più o meno allo stesso problema, perché capisco come anche i miei figli, che vanno a scuola nella Bassa Valle, asini erano e asini rimarranno, non avendo delle scuole all'altezza della situazione. Finirà che dovranno andarsene, se vorranno continuare i loro studi. Non ritengo, però, che i nostri ragazzi debbano andare via da casa loro, solo perché la Commissione all'Istruzione non ha finito i suoi lavori. Vedrete che risultato avrete, quanti si adatteranno supinamente, accettando quella scuola solo perché non ce ne saranno altre. Ancora una volta, però, saranno i figli dei poveri a pagare, perché mentre gli altri andranno via, i lavoratori, come dice qualcuno, pur avendo firmato di non volere una determinata scuola, saranno costretti a mandare i loro figli proprio in quella scuola, perché ci sarà solo e solamente quella.
Io sinceramente affermo di non adeguarmi a quanto mi è stato risposto.
Evidentemente la cosa è molto grave. Non so cosa succederà, ma qualcosa deve muoversi. Gli organi dirigenti, o il nostro Presidente della Giunta, o l'Assessore competente devono dirci qualcosa di preciso, perché ormai si è alla fine di giugno, e con il 1° di ottobre iniziano le scuole; per cercare i professori, trovare le aule, dare l'inquadramento saranno necessari due o tre mesi di preparazione, come il direttore Jorrioz, qui presente, può confermare. Quindi, se questo problema viene ancora rimandato, noi agiremo conseguentemente, e informeremo la popolazione di cosa in realtà pensiamo, e di cosa questo Consiglio, perché ora tiro in ballo tutto il Consiglio e non soltanto i signori della Giunta, ha fatto per la Bassa Valle di Aosta, per i nostri figli.
