Objet du Conseil n. 2798 du 6 février 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2798/XIII - Interrogazione: "Tempistica per l'effettivo trasferimento alla Regione delle funzioni in materia di medicina e sanità penitenziaria".
Président - Merci. La parole à l'Assesseur Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Il Consiglio regionale è già stato sede di approfondimenti e discussioni di tutta la problematica, quindi credo sia inutile stare a fare delle premesse su tutto il percorso, che ha portato comunque dalla legge alle norme di attuazione per quanto riguarda questo aspetto delicato. Nonostante ci siano state sollecitazioni da parte nostra...e l'ultima lettera inviata dall'Assessorato porta la data del 16 gennaio 2013, appunto sotto forma di nota formale, nella quale chiediamo al Ministero della salute, - a cui compete appunto l'incombenza della proposta di DCM che poi dopo il Presidente del Consiglio dei ministri deve fare per chiudere definitivamente l'iter, - l'avvio delle procedure relative all'adozione del decreto stesso. Noi quindi abbiamo risollecitato all'inizio dell'anno l'emanazione di questo decreto che, come sa bene l'interpellante, è l'atto conclusivo che andrà a trasferire definitivamente le funzioni di sanità penitenziaria. Siamo quindi a questo punto, noi abbiamo risollecitato, quindi, per quanto riguarda le domande 1 e 2, l'iter sarà definitivamente concluso nel momento in cui sarà emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Abbiamo preso atto, che c'è stata una riunione tecnica a fine anno, dove è stato appunto ribadito che le somme accantonate dal CIPE per quanto riguarda il finanziamento ci sono, anche se ricordo, che per mettere in piedi il sistema, abbiamo concordato in Consiglio regionale, ci vorranno comunque altre risorse che saranno prese dal fondo regionale.
Per quanto riguarda poi la seconda risposta alla tempistica a carico dell'Azienda USL, devo dire che l'Azienda con l'Assessorato ha già concordato una struttura e quindi si è già attivata per seguire tutta l'assistenza nella casa circondariale, aspettando ancora il famoso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che non è ancora arrivato. Grazie.
Président - Merci. Pour la réplique, la parole au collègue Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
La classica frase che spesso sentiamo pronunciare: "Ah! I tempi della giustizia" possiamo dire che è proprio in sintonia con l'iter di questo provvedimento, anche se non riguarda direttamente il Ministero di grazia e giustizia: e questo può essere il commento finale alle dichiarazioni dell'Assessore. Ricordo ai colleghi che questo provvedimento prende le mosse con il DPCM, il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2008 ma che, a ben guardare, è la naturale evoluzione del protocollo di intesa sottoscritto nel 1990 tra il Ministero di grazia e giustizia appunto e la Regione Autonoma Valle d'Aosta. Già allora si parlava di accordo di collaborazione fra la Casa circondariale di Brissogne e l'Amministrazione regionale. A quel protocollo ne seguì poi un altro a novembre del 2007, se non ricordo male, sottoscritto proprio dall'allora Presidente Caveri e dall'Onorevole Mastella, protocollo frutto dell'impegno di 3 o 4 anni di un apposito gruppo di lavoro. E uno dei punti cardine di quel documento era proprio quello delle azioni di miglioramento nel campo dell'assistenza sanitaria ai detenuti e a quanti lavorano all'interno della Casa circondariale.
Oggi siamo in una fase di stallo, diciamo così, di un percorso che ormai ha compiuto 22 anni, io spero veramente che in questa legislatura si possa dare il via definitivo all'Azienda USL per la presa in carico dell'assistenza penitenziaria nella Casa circondariale. È una riforma che certo riguarda la salute della popolazione detenuta, una riforma che vuole dare concretezza al principio contenuto nel decreto legislativo sul riordino della medicina penitenziaria, una riforma che vuole far sì che i detenuti abbiano diritto, al pari di tutti i cittadini, all'erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate, sulla base di obiettivi regionali e nazionali individuati nei piani sanitari approvati da ogni Regione. Una riforma quindi che esprime un concetto fondamentale, un giusto principio di eguaglianza. Credo però che valga la pena ricordare che la salute della popolazione detenuta riguarda anche la salute della collettività e in particolare del personale che lì ci opera. Senza cure efficaci, per esempio, i malati di epatite o quelli sieropositivi potrebbero essere un pericolo certo per i detenuti, ma anche per tutta la popolazione. Anche per queste ragioni pratiche, che oltre il principio di eguaglianza, cerchiamo di seguire da vicino l'iter ormai più che annoso di tale riforma. Grazie.
Président - Merci. Point 5 à l'ordre du jour.
