Objet du Conseil n. 2754 du 19 décembre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2754/XIII - Proposta di legge: "Disposizioni per la riduzione della spesa per il funzionamento dei gruppi consiliari e per il trattamento indennitario e previdenziale dei consiglieri regionali. Modificazioni alle leggi regionali 17 marzo 1986, n. 6, 21 agosto 1995, n. 33, e 8 settembre 1999, n. 28".
CAPO I
MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 17 MARZO 1986, N. 6
Articolo 1
(Sostituzione dell'articolo 1)
1. L'articolo 1 della legge regionale 17 marzo 1986, n. 6 (Funzionamento dei Gruppi consiliari), è sostituito dal seguente:
"Articolo 1
(Oggetto)
1. La presente legge contiene disposizioni sulle dotazioni assegnate ai Gruppi consiliari costituiti in conformità al Regolamento interno del Consiglio e disciplina l'erogazione e le modalità di rendicontazione, controllo e pubblicità dei contributi ai Gruppi consiliari stessi.".
Articolo 2
(Modificazione all'articolo 4)
1. Il comma 1 dell'articolo 4 della l.r. 6/1986 è sostituito dal seguente:
"1. I contributi finanziari per le spese inerenti alle funzioni politico-istituzionali dei Gruppi consiliari e di studio, editoria, comunicazione, aggiornamento e documentazione, compresa l'acquisizione di consulenze, nonché di organizzazione di convegni, conferenze e dibattiti per diffondere sul territorio la conoscenza sull'attività dei Gruppi stessi e sulle questioni di competenza del Consiglio regionale, sono erogati a favore dei rispettivi capigruppo nella misura fissa mensile di euro 432 per ogni consigliere componente del Gruppo.".
Articolo 3
(Sostituzione dell'articolo 5)
1. L'articolo 5 della l.r. 6/1986 è sostituito dal seguente:
"Articolo 5
(Rendiconto annuale)
1. I capigruppo sono tenuti a redigere il rendiconto annuale delle spese sostenute, secondo il modello, articolato per categorie e per voci, definito dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
2. Ai fini della rendicontazione, i capigruppo devono allegare la documentazione di spesa e evidenziare le misure adottate per consentire la tracciabilità dei pagamenti effettuati.
3. Il capogruppo sottoscrive il rendiconto ed è tenuto a dichiarare in calce al medesimo che le spese sostenute dal Gruppo sono conformi alla presente legge e si riferiscono alle sole funzioni e attività di cui all'articolo 4, comma 1.
4. Il rendiconto annuale è depositato, a cura del capogruppo, presso l'Ufficio di Presidenza del Consiglio entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello cui si riferiscono le spese rendicontate. Per i Gruppi cessati, per qualsiasi causa, il rendiconto relativo all'anno di cessazione del Gruppo è depositato entro trenta giorni dalla cessazione. Nell'ultimo anno della legislatura, il rendiconto, riferito al periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, è depositato entro la data di convalida delle elezioni.
5. Nel caso di mancata presentazione del rendiconto nei termini previsti, l'Ufficio di Presidenza assegna al capogruppo un termine per la regolarizzazione e dispone la provvisoria sospensione del versamento dei contributi. La successiva presentazione del rendiconto nei termini assegnati rimuove la sospensione.
6. Nel caso di mancata presentazione del rendiconto di fine legislatura o del rendiconto di Gruppi cessati, l'Ufficio di Presidenza assegna al capogruppo un termine per la regolarizzazione e, scaduto inutilmente il medesimo, procede al recupero dei contributi erogati nell'ultimo anno.
7. Le eventuali somme che, in sede di rendiconto di fine legislatura di ciascun Gruppo, costituiscono avanzo degli esercizi precedenti sono restituite e introitate nel bilancio del Consiglio regionale.".
Articolo 4
(Inserimento dell'articolo 5bis)
1. Dopo l'articolo 5 della l.r. 6/1986, come sostituito dall'articolo 3, è inserito il seguente:
"Articolo 5bis
(Controllo e pubblicità)
1. Il Consiglio regionale, per il tramite del Presidente del Consiglio, richiede alla sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste di inserire nel proprio programma annuale di attività, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5 ottobre 2010, n. 179 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste concernenti l'istituzione di una sezione di controllo della Corte dei conti), la verifica della regolarità dei rendiconti.
2. Ai fini di cui al comma 1, entro il 31 marzo di ogni anno l'Ufficio di Presidenza trasmette alla sezione di controllo i rendiconti e la relativa documentazione.
3. Qualora la sezione di controllo segnali irregolarità, l'Ufficio di Presidenza decurta l'importo del contributo della quota riscontrata irregolare. In caso di fine legislatura o di cessazione del Gruppo, l'importo pari alla quota riscontrata irregolare è restituita e introitata nel bilancio del Consiglio regionale.
4. L'Ufficio di Presidenza provvede a dare pubblicità ai rendiconti nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale del Consiglio regionale.".
Articolo 5
(Disposizione transitoria)
1. Ai contributi erogati ai Gruppi consiliari nel 2012 continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti alla data del 31 dicembre 2012.
CAPO II
MODIFICAZIONI ALLE LEGGI REGIONALI 21 AGOSTO 1995, N. 33, E 8 SETTEMBRE 1999, N. 28
Articolo 6
(Oggetto)
1. Il presente Capo riduce il trattamento indennitario e modifica il sistema previdenziale contributivo dei consiglieri regionali già disciplinato dalla legge regionale 8 settembre 1999, n. 28 (Interventi per il contenimento della spesa in materia di previdenza dei consiglieri regionali. Costituzione dell'Istituto dell'assegno vitalizio. Modificazioni alla legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali)).
Articolo 7
(Modificazioni all'articolo 2 della l.r. 33/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali), è sostituito dal seguente:
"1. L'indennità mensile di carica dei consiglieri regionali è pari a euro 5.185 lordi.".
2. Il comma 2 è abrogato.
Articolo 8
(Modificazione all'articolo 3 della l.r. 33/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 3 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"1. Sull'indennità di carica di cui all'articolo 2 è disposta una trattenuta obbligatoria pari al 3,5 per cento a titolo di contributo per la corresponsione dell'indennità di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d), e pari all'8,80 per cento a titolo di contributo per la corresponsione dell'assegno vitalizio di cui alla legge regionale 8 settembre 1999, n. 28 (Interventi per il contenimento della spesa in materia di previdenza dei consiglieri regionali. Costituzione dell'Istituto dell'assegno vitalizio. Modificazioni alla legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali)).".
Articolo 9
(Modificazioni all'articolo 5 della l.r. 33/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"1. Ai consiglieri regionali che svolgono particolari funzioni compete, in aggiunta alla indennità prevista all'articolo 2, un'indennità mensile di funzione pari a:
a) per il Presidente del Consiglio regionale e per il Presidente della Regione: euro 5.730 lordi;
b) per i componenti della Giunta regionale: euro 4.011 lordi;
c) per i vicepresidenti del Consiglio regionale: euro 1.719 lordi;
d) per i Presidenti delle Commissioni consiliari, istituite a norma dello Statuto e del regolamento interno del Consiglio regionale, nonché per i segretari dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale: euro 859 lordi.".
2. Il comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"2. Per l'espletamento delle funzioni prefettizie, al Presidente della Regione è attribuita un'ulteriore indennità pari a euro 520 lordi.".
Articolo 10
(Sostituzione dell'articolo 6 della l.r. 33/1995)
1. L'articolo 6 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"Articolo 6
(Diaria mensile)
1. L'ammontare della diaria, quale rimborso forfetario mensile per le spese inerenti all'esercizio del mandato spettante ai consiglieri senza distinzione di carica, è pari a euro 2.686.".
Articolo 11
(Modificazione all'articolo 8 della l.r. 33/1995)
1. Al comma 1 dell'articolo 8 della l.r. 33/1995, le parole: "fuori sede" sono sostituite dalle seguenti: "al di fuori del territorio regionale".
Articolo 12
(Modificazione all'articolo 13 della l.r. 33/1995)
1. Il comma 1 dell'articolo 13 della l.r. 33/1995 è sostituito dal seguente:
"1. L'assegno vitalizio mensile compete ai consiglieri cessati dal mandato che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età e abbiano corrisposto il contributo di cui all'articolo 3 per un periodo di almeno cinque anni di mandato svolto nel Consiglio regionale. L'età è diminuita di un anno per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto, fino al limite di sessanta anni.".
Articolo 13
(Modificazioni all'articolo 5 della l.r. 28/1999)
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 28/1999 è sostituito dal seguente:
"1. L'età per conseguire il diritto alla corresponsione dell'assegno vitalizio è fissata a sessantacinque anni ed è diminuita di un anno per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto, fino al limite di sessanta anni.".
2. I commi 2, 3 e 4 dell'articolo 5 della l.r. 28/1999 sono abrogati.
Articolo 14
(Modificazione all'articolo 5bis della l.r. 28/1999)
1. Al comma 1 dell'articolo 5bis della l.r. 28/1999 le parole: "fatta salva la facoltà di cui all'articolo 5, comma 2" sono soppresse.
Articolo 15
(Modificazione all'articolo 6 della l.r. 28/1999)
1. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 28/1999 le parole: "stabiliti dall'Ufficio di Presidenza in misura non superiore al doppio della trattenuta obbligatoria a carico del consigliere regionale" sono sostituite dalle seguenti: "in misura pari al 24,20 per cento dell'indennità di carica del consigliere regionale".
CAPO III
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 16
(Abrogazioni)
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) la legge regionale 28 dicembre 2011, n. 32 (Contenimento dei costi della democrazia. Riduzione del trattamento indennitario spettante ai consiglieri regionali. Modificazione della legge regionale 21 agosto 1995, n. 33);
b) l'articolo 9 della l.r. 33/1995.
Articolo 17
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2013.
Presidente - Ricordo che si discute congiuntamente sul nuovo testo predisposto dalla I Commissione risultante dal coordinamento della proposta di legge n. 208 e della proposta di legge n. 212, con il nuovo titolo soprariportato.
La parola alla Presidente Emily Rini.
Rini (UV) - Merci Président.
En 2012 le thème des coûts de la politique a été au cœur du débat public. L'alourdissement de la crise économique et les récents scandales qui ont concerné quelques administrations régionales et communales ont souligné la nécessité de reconsidérer en profondeur les modalités de gestion du bien commun et des règles qui sont à la base du fonctionnement des institutions locales. Le contexte historique actuel est caractérisé par un retour au centralisme décisionnel. On assiste à une inquiétante multiplication d'interventions de l'Etat qui, suivant les obligations de redressement de la dette publique imposé par l'Europe, ont redéfini les rapports financiers entre le centre et la périphérie, en générant une érosion progressive de la sphère d'autonomie constitutionnelle garantie aux Régions.
Colleghi, permettetemi all'inizio di questa mia breve illustrazione di questa proposta di legge di fare una breve panoramica dell'iter che ci ha portato oggi alla discussione di tale provvedimento. Inizialmente avevamo presentato all'esame della commissione un testo che disciplinava due argomenti: quello dei finanziamenti ai gruppi e quello del sistema previdenziale. Certo è, non possiamo negarcelo, che l'input lo hanno dato gli scandali recenti: uno su tutti quello della Regione Lazio, che ha fatto emergere una serie di criticità. Questa pagina molto negativa della storia italiana ha portato ad una presa di coscienza da parte degli amministratori e della Conferenza dei Presidenti del Consiglio in primis di necessità di disciplinare in maniera più puntuale questa materia, soprattutto riuscendo a portare un trattamento omogeneo - cosa che, come Regione, avevamo auspicato più volte - del sistema indennitario dei consiglieri regionali su tutto il territorio italiano. Si è aperto un dibattito ampio in seno sia alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee che alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, sia in maniera disgiunta che in maniera congiunta, che ha portato all'approvazione di un documento condiviso con le linee guida chiare e precise.
Venendo al contenuto della proposta di legge che oggi andiamo ad esaminare, faccio una breve premessa non di poca importanza, che è quella della data di decorrenza, poiché tutte le disposizioni contenute in questa proposta avranno decorrenza a partire dal 1° gennaio 2013, quindi le ripercussioni saranno direttamente sui membri di questo Consiglio e non indirettamente su coloro che verranno dopo di noi.
Tornando al contenuto, per quanto riguarda il finanziamento ai gruppi, la proposta di legge stabilisce la somma, come deciso nell'accordo Stato-Regioni, di 5.000 euro pro consigliere annui, alla quale va aggiunto 0,05 centesimi pro abitante, calcolo che porta ad una cifra di 5.180 euro pro consigliere annui. Per quanto riguarda il capitolo delle indennità - aspetto che è stato introdotto secondariamente alla presentazione di questa legge -, finalmente si vanno a parametrare le indennità alle cifre che sono state oggetto di intesa assunta in sede di Conferenza Stato-Regioni. Come dicevo, si arriverà finalmente ad un trattamento uguale per tutti gli amministratori sul territorio italiano. All'interno del grande capitolo delle indennità troviamo come peculiarità quella della cifra che risulta essere omnicomprensiva, l'abolizione di ogni sorta di rimborso chilometrico e lo sgancio dal sistema delle indennità dei parlamentari.
Un ulteriore aspetto è quello del trattamento previdenziale contributivo, aspetto che viene rimodulato in maniera molto consistente. Due sono le grandi novità in questa materia: la prima riguarda le quote; infatti si è inteso mutuare nel nostro ordinamento le modifiche da poco introdotte dalla Camera al sistema previdenziale: quello che è in vigore oggi prevede quote pari al 42 percento versato dal Consiglio regionale e il 21 percento trattenuto al consigliere regionale. Con l'approvazione di questo provvedimento le quote verranno radicalmente cambiate con un 24,2 percento a carico del Consiglio e un 8,8 come trattenuta del consigliere. La seconda novità è la questione dell'età, in quanto si è ritenuto opportuno prevedere un innalzamento dell'età per la percezione di questo trattamento, elevandolo dai 55 anni ai 65 anni con la possibilità di diminuire per ogni anno di legislatura in più oltre al 5° e fino al massimo del 10° l'età della soglia, fino alla soglia massima di 60 anni. Questo è quello che proponiamo con la proposta di legge.
In tale sede esprimendo viva soddisfazione vorrei ringraziare tutti i colleghi di maggioranza e di minoranza, la I Commissione e il suo Presidente Zucchi per la disponibilità ad affrontare ed esaminare anche emendamenti e proposte di modifica in tempi concentrati, però l'abbiamo fatto tutti insieme con estremo senso di responsabilità, con una grande disponibilità e con la dovuta serietà. È con grande soddisfazione che oggi sottoponiamo all'attenzione dell'aula questo provvedimento, nel quale ho creduto profondamente fino dal primo giorno del mio insediamento alla Presidenza e del quale non posso che felicitarmi, perché ritengo che questa sia una risposta seria, concreta, che vuole sottolineare la nostra volontà di intervenire in merito a tale materia nonostante non vi fosse nessun obbligo, perché abbiamo una riserva statutaria: l'articolo 25. Credo che, come Regione autonoma, sia un segnale forte quello di aver voluto ribadire l'importanza - e l'abbiamo fatto esercitandola - della nostra potestà legislativa in materia, dimostrando di non voler assolutamente sottrarci, anzi facendocene carico responsabilmente, alla concorrenza diretta al contenimento della spesa pubblica. Questo segnale vuole essere un segnale forte, una risposta seria in un momento difficile che il nostro Paese sta affrontando.
Prima di illustrare i due emendamenti che presentiamo oggi in aula, ho dimenticato di dire che questa proposta di legge porterà un risparmio per il Consiglio di circa 2.100.000 euro.
L'emendamento n. 1 è relativo alle disposizioni transitorie per gli eletti della XIII legislatura, mira ad assicurare loro che la misura di indennità di fine mandato sia commisurata alle trattenute già effettuate sul loro trattamento indennitario. Infatti, poiché il calcolo di fine mandato viene fatto sulla base dell'ultima indennità mensile di carica percepita, la riduzione dell'indennità di carica operata con la presente proposta di legge determinerebbe una conseguente diminuzione delle indennità di fine mandato sproporzionata rispetto alle trattenute già operate sul trattamento indennitario dei consiglieri in carica. Sulla questione delle indennità di fine mandato mi premeva ricordare come la nostra Regione, insieme ad altre quattro Regioni, sia stata presa a modello come Regione virtuosa.
L'emendamento n. 2, relativo agli enti locali, interviene per garantire che per il 2013 la riduzione del trattamento indennitario dei consiglieri regionali, a cui quello degli amministratori degli enti locali è commisurato, sia più equa e proporzionata alla riduzione operata per i consiglieri regionali. Si confermano gli importi dell'indennità di funzione e dei gettoni di presenza nella misura stabilita per il 2012, ridotti di almeno il 5 percento per concorrere al risanamento finanziario. Tale riduzione non interverrà nei casi in cui gli enti locali si siano dimostrati già particolarmente virtuosi nello stabilire la misura dell'indennità. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Da cinque anni sollecitiamo il Consiglio regionale ad affrontare in modo serio e non simbolico la questione dei costi della politica, l'abbiamo considerata una delle priorità di questa legislatura, lo abbiamo detto in campagna elettorale e conseguentemente già a settembre 2008 avevamo presentato una proposta di riduzione dei costi del Consiglio significativa. Era una proposta globale, che aveva alcuni obiettivi, fra i quali lo sganciamento dell'indennità del consigliere regionale da quella del parlamentare, anche perché abbiamo sempre considerata prioritaria un'assunzione di responsabilità da parte di questo Consiglio su questo argomento. In seguito in tutte le occasioni possibili abbiamo cercato di riportare l'attenzione su tale argomento in Consiglio regionale. Siamo stati accusati di populismo e di demagogia - è sufficiente andare a risentire i resoconti del Consiglio sia di quando è stata votata la nostra proposta di legge ad inizio 2009, sia in altre occasioni -, adesso finalmente abbiamo preso una decisione che va nella giusta direzione, lo abbiamo fatto tutti insieme a dimostrazione che, quando si vogliono affrontare le questioni con serietà, ALPE è sempre disponibile. Si sarebbe dovuto affrontare prima questa problematica assumendo decisioni forse anche più radicali. Siamo comunque consapevoli che almeno una parte degli effetti di tale riforma avrà efficacia immediata e riteniamo questo un fatto positivo, perché è troppo semplice legiferare per gli altri soprattutto quando le ricadute sono per gli anni a venire.
Oggi diamo un segnale significativo alla comunità, una decisione che va nella giusta direzione, si tratta però di un primo passo, al quale bisogna far seguire rapidamente degli altri passi. La questione non è chiusa con questo provvedimento, ma deve essere affrontata nella sua globalità, andando nella direzione del contenimento dei costi della politica per ritrovare quella sobrietà che era tipica della Valle d'Aosta forse di altri tempi e che va ritrovata, non solo per una questione di finanza pubblica, ma anche per una questione strettamente politica. Oltre alla riduzione e alla sobrietà, dobbiamo continuare nella trasparenza, uno degli obiettivi che dobbiamo porci è quello di avere maggiore trasparenza da tutti i punti di vista.
Oggi votiamo questo provvedimento e speriamo che al più presto altre iniziative di tale genere vengano assunte.
Presidente - La parola al Consigliere Cerise.
Cerise (ALPE) - Credo che la posizione di ALPE su questo argomento sia stata espressa dal collega Bertin, che voglio ringraziare sentitamente, perché fin dal 2008 si è speso in tale direzione, ha coordinato il primo testo di legge che abbiamo presentato nell'autunno del 2008, successivamente, in collaborazione con i colleghi del PD, quello del 2011, che non hanno avuto un grande risultato ed un accoglimento di entusiasmo da parte di questa Assemblea.
Mi limito a fare alcune brevi considerazioni, sarò anche ripetitivo in quanto l'argomento trattato verte su un caso ben specifico. Questo argomento è certamente di grande attualità e di grande attesa da parte della comunità valdostana, non posso che esprimere soddisfazione che finalmente tutte le forze politiche componenti questa Assemblea abbiano trovato una convergenza fra le due proposte di legge, in modo da predisporre un testo condiviso da parte della commissione.
Per quanto mi riguarda, si è raggiunto l'obiettivo, anche se non è quello al quale noi miravamo, ma è un primo passo, è quello che nella sostanza conta: l'obiettivo è stato raggiunto in qualche modo. Non posso però esimermi dal fare qualche sottolineatura senza vena polemica. A questo risultato si è arrivati chi spontaneamente e chi invece spintaneamente, lo ha ricordato anche la Presidente Rini, ci sono stati provvedimenti a livello governativo che hanno imposto un certo discorso e a fine legislatura, quando si poteva raggiungere lo stesso risultato già nel 2008 ad inizio legislatura se la maggioranza avesse dimostrato allora la stessa disponibilità al confronto sulla nostra proposta. Un confronto che è venuto a mancare anche lo scorso anno più o meno in questo periodo sulla proposta congiunta ALPE e PD, dove ancora una volta la maggioranza ha fatto prevalere la ragione della forza sulla forza della ragione, proponendo una misura riduzione del 10 percento esclusivamente sull'indennità, che, se riportata sul complessivo di tutti gli emolumenti a diverso titolo percepiti, non arrivava al 5 percento, cosa che personalmente avevo definito offensiva nei confronti della comunità. Qui, collega Prola, lei sa la considerazione che sul piano personale nutro nei suoi confronti, ma la pregherei di non ripetere in questa circostanza, come tutte le volte che abbiamo affrontato questo argomento, quel ritornello che, oltre al 10 percento, nella legge avevate previsto che uno poteva rinunciare ad una somma maggiore. È una cosa che fa ridere i polli, sembra un ritornello come quei vecchi dischi di vinile rigati sui quali la puntina gira sempre nello stesso solco! Quando mai a qualcuno è stato impedito di rinunciare ad una spettanza se questo non era previsto per legge? La legge prevede che uno non si appropri indebitamente di cose che non gli appartengono, ma rinunciare ad una cosa che è nella sua libera disponibilità lo può fare quando vuole! Credo poi che un'indennità per funzioni pubbliche vada stabilita in termini corretti e rispettosi di chi la riceve, nel caso specifico noi, e di chi la paga: i contribuenti. Come in tutte le cose, anche in questo contesto le scelte buone non mancano né di maternità, né di paternità, mentre quelle nefaste restano orfane, è comprensibile, ma da evitare.
Presidente del Consiglio e Presidente della commissione, in alcune dichiarazioni da voi rilasciate agli organi di stampa sull'argomento ho notato una certa enfasi nell'illustrare questo provvedimento, ma dove eravate nel 2008 e nel 2011? Mi limito a dire: meglio tardi che mai, perché non voglio polemizzare su tale argomento. Apprezzo il vostro ravvedimento, anche se spintaneo e tardivo, e sono felice che questa legislatura si possa concludere con un atto che manda un segnale, che, se non resterà isolato, potrà riavvicinare la gente alla politica e alle istituzioni, perché, se si continuava su questo argomento ad equivocare con sofismi e capziose disquisizioni come nel passato, questa Assemblea si sarebbe conclusa caratterizzandosi per non avere avuto l'onestà intellettuale di affrontare una scelta perché aveva delle ricadute sul portafoglio dei suoi componenti, con l'atteggiamento di pura difesa di interessi personali.
Con il collega Zucchi voglio invece complimentarmi per certi aspetti, intanto per l'importante lavoro di regia in commissione per far convergere posizioni diversi su un testo comune, ma per l'onestà intellettuale denunciando pubblicamente le pressioni ricevute da parte di componenti della maggioranza particolarmente sensibili alla filigrana.
Voterò convintamente questo testo di legge, con il rammarico di non averlo potuto fare ad inizio legislatura, perché avrebbe avuto un valore aggiunto esponenziale rispetto ad oggi.
Per quanto riguarda i costi della politica o della democrazia, come qualcuno preferisce chiamarla, mi sarei auspicato che questa legislatura si fosse conclusa con un confronto sereno e costruttivo anche sull'eventuale opportunità di rivedere la composizione numerica di questa Assemblea: 25 consiglieri, come aveva il primo Consiglio regionale, mi paiono più che sufficienti per garantire rappresentatività, funzionalità e conseguente risparmio, ma so che questo rimane uno dei miei sogni irrealizzati, salvo che non intervengano altre sfere di potere ad imporlo. Pensate quanto sarebbe stato bello e dignitoso se questa Assemblea avesse affrontato tale problema guardando all'obiettivo principale, piuttosto che soffermarsi a valutare le probabilità di trovarsi fra i dieci potenziali esclusi!
Per quanto riguarda gli emendamenti del CELVA, eravamo abituati, anzi credo sia previsto per legge che su tutte le modifiche che interessano gli enti locali il CELVA debba esprimere un parere, io questo parere non l'ho visto. So solo che la Presidente mi ha detto stamani che ieri si è recata a CELVA, all'ultimo momento, per presentare questo emendamento e che tutti erano d'accordo. Ora, qualche contatto con i sindaci ce l'ho anch'io pur facendo parte della minoranza, non mi pare di aver capito che erano tutti d'accordo, ma sicuramente non hanno apprezzato, al di là della sostanza, la forma e il metodo. Su questo ho un'opinione che poi lascia il tempo che trova, ma, quando si parla di autonomia, come noi ci siamo sganciati, perché eravamo agganciati ai parlamentari, e i sindaci sono agganciati ai consiglieri e tutto per ricaduta...questo era un modo comodo, perché, quando aumentava un emolumento per qualcuno, fino all'ultimo anello della catena se ne andava a beneficiare...sarei che il CELVA su delle chiare norme di indirizzo possa ad inizio legislatura disporre l'orientamento per quante sono le indennità dei sindaci che poi vanno a ricadere sugli assessori e sui consiglieri. Mi pare che la Presidente abbia chiesto di chiarire alcuni aspetti su questo argomento, non so cosa abbia da aggiungere rispetto a quanto detto prima, ma mi rammarico che non si sia seguita una procedura che sia quella corretta.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
A nome del Partito Democratico, esprimo soddisfazione per questo provvedimento di legge, che, al di là di alcune sottolineature, arriva con un'approvazione unanime in tale aula. È un gesto di maturità di questo Consiglio, che è riuscito nell'intento di mettere insieme sensibilità profondamente diverse rispetto ad un tema molto delicato e facilmente strumentalizzabile. C'è una soddisfazione personale del nostro gruppo rispetto al fatto che nel 2008, non votando un provvedimento presentato dai colleghi di ALPE, dicemmo che sarebbe stato importante - quindi non è che ci vantiamo di essere i primi della classe - lavorare per far confluire tutto il Consiglio su un provvedimento che avesse la natura di riduzione dei costi della politica.
Il fatto quindi di arrivare ad un testo così ampiamente condiviso è un risultato importante, cui hanno contribuito tante situazioni; non penso solo di ricordare quelle più negative, penso di ricordare anche che c'è stato un lungo dibattito che ha coinvolto i cittadini valdostani: ad esempio, il tentativo a cui ha contribuito in minima parte il nostro gruppo, portando all'attenzione la questione della riduzione dei benefit che all'inizio faceva sorridere. Abbiamo parlato della riduzione percentuale di chi ha altri compensi aggiuntivi, per razionalizzare il mondo della politica; abbiamo parlato di riduzione del numero degli assessori, che ormai sono impegni abbastanza diffusi di tutte le forze politiche per le prossime elezioni, quindi quelle leggi non sono passate, ma si sono tradotte in impegni politici di fronte agli elettori. Abbiamo parlato di riduzione del numero dei consiglieri regionali, magari senza la stessa entità numerica di quella proposta dal collega Cerise, ma quello che è importante è che ci sia un atto serio, vero, non un provvedimento superficiale, ma un provvedimento incisivo, quindi noi votiamo convintamente questo provvedimento.
Ci rimane tuttavia una perplessità sul secondo emendamento che riguarda la questione dei Comuni, perché sarebbe stato gradito avere in aula il parere del CELVA, ci ha sorpreso che non ci sia questo parere ufficiale che sarebbe stato un atto che avrebbe reso più facile anche per noi accettare tale emendamento, di cui riconosciamo l'importanza, nel senso che va concordato con i Comuni il passaggio che riguarda le loro corresponsioni, non può essere un atto unilaterale del Consiglio che ha ricaduta sui Comuni, però ricevere il parere del CELVA nel merito con eventualmente delle annotazioni sarebbe stata una cosa gradita.
Le nostre considerazioni quindi vanno nella direzione di una votazione a favore di questo provvedimento, ringrazio sia l'Ufficio di Presidenza, sia il Presidente della I Commissione, che si sono adoperati per riuscire a portare tale testo all'unanimità al voto in quest'aula.
Presidente - La parola al Consigliere Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci Président.
Per unirmi a ciò che è stato espresso per un provvedimento che giunge in aula sulla questione dei costi della politica, che si inserisce nel dibattito più ampio della razionalizzazione e del contenimento della spesa pubblica, ma che nei suoi contenuti ha marcato in questi ultimi mesi il dibattito politico e sollecitato anche l'opinione pubblica non solo in Valle, visto il particolare momento che stiamo affrontando.
Volevo esprimere alcune considerazioni sulla mia posizione, che, per certi aspetti, è nota. Abbiamo avuto modo di discutere nei mesi scorsi su come affrontare tale questione, al fine di dare dei segnali tangibili e concreti alla comunità e alla politica, che potesse giungere fuori da questo palazzo e dai palazzi in generale della politica. Ho sempre creduto che non potevamo in questo momento di grave difficoltà economica per tutti essere insensibili a tale tema e, dopo i tagli agli emolumenti degli ultimi anni che sono giunti da questo Consiglio e che già rappresentavano un segnale importante, iniziava un percorso sollecitato da più parti che oggi ci fa prendere atto con soddisfazione dell'esito di una proposta condivisa. Una modifica della normativa sul finanziamento ai gruppi, la questione dei vitalizi, dei sindaci, modifiche necessarie per riportare credibilità e vicinanza da parte della gente alla concezione che oggi si ha della politica, tutt'altro che nobile: oggi più che in passato, e forse come non mai, la comunità vive e percepisce la politica o, meglio, il ruolo di chi si occupa di politica in modo negativo. Fra le cause ci sono da ricondurre soprattutto gli aspetti legati a quelli che la gente considera dei privilegi, che ci pongono distanti in un momento di crisi dal vivere quotidiano della gente comune, con tutte le difficoltà che si devono affrontare in un momento come questo.
Credo che oggi arrivi un segnale importante, ma che alcune cose restino ancora da fare e forse si potevano fare. Le mie posizioni sono note, avevo lanciato assieme ad altri sollecitazioni alcuni mesi fa, posizioni che colleghi hanno condiviso e che vanno in questa direzione. Al di là di ciò che si è fatto, sono convinto che in questo momento la politica, anche quella valdostana, avrebbe potuto non rimanere insensibile al tema della riduzione del numero dei consiglieri regionali e degli assessori regionali, che anche in Valle avremmo potuto cogliere come opportunità politica del momento dando un forte segnale alla comunità. In un momento dove la politica anche in Valle chiede duri sacrifici alla comunità per tanti - per non dire tutti - settori e anche cruciali con un impatto notevole da un punto di vista sociale ed economico, una riduzione del numero di consiglieri ed assessori regionali, riportandoli alla prima impostazione nata dal primo Consiglio Valle che era di 25, avrebbe rappresentato un atto concreto ed importante e avrebbe contribuito a ridare in parte credibilità alla classe dirigente.
So che se n'è discusso, ma, al di là dei tecnicismi della questione dei tempi e dei timori esternati per aprire un dibattito che avrebbe engendré altri aspetti, in realtà altre Regioni a statuto speciale hanno visto questa procedura andare in tal senso e oggi aver concretizzato una proposta. Credo fermamente che, se vera volontà ci fosse stata - o ci sarà -, sarebbe valsa la pena intraprendere questo percorso prima di subire imposizioni che arrivano dall'esterno e che sono arrivate. Avremmo dovuto cogliere noi l'occasione e saper agire per rispondere a questa domanda di riduzione di tutti i costi della politica, so che i colleghi ne hanno parlato, le posizioni sono note e io le ho anche apprezzate.
Stessa questione su un altro argomento vale per le società partecipate, c'è un impegno dove...anche a seguito di questa risoluzione che il Consiglio ha approvato una riflessione è stata aperta, ma è una questione che dovrà vederci agire per non rischiare che ciò che si applica alla comunità e alla politica oggi non abbia nessuna incidenza su quel mondo: un mondo spesso poco conosciuto, che dovrebbe essere un mondo controllato per definizione, dove il contenimento della spesa pubblica e a volte gli sprechi anche in Valle non sembrano toccare certi ambienti.
Altro aspetto è la questione degli enti locali, altri ne hanno parlato; sono convinto che, prima di chiedere sacrifici ai piccoli inerenti il numero dei componenti dei Consigli comunali, perché si sta aprendo un dibattito sugli enti locali, debbano essere i grandi - Regione e città di Aosta - a dare il buon esempio. Sugli enti locali pur condividendo la questione...sono questioni che ho avuto modo di esprimere in tutte le sedi, forse suscitano un po' di agitazione, ma questa è la mia posizione: prima di andare ad intaccare la loro esistenza, pur condividendo l'associazione dei servizi, iniziamo a dare l'esempio da questa Assemblea, che è la più importante della regione.
Sulla questione inerente il CELVA, condivido che avremmo potuto condividere maggiormente con gli enti locali, in quanto arrivare con un emendamento il giorno antecedente al Consiglio e non avere una condivisione concreta se non una comunicazione in quella sede...forse avrebbe potuto darci la possibilità di avere una condivisione. Sono solo metodi, come sempre, ma sono importanti, quindi mi rivolgo al Presidente Rini per avere in questi passaggi maggiore attenzione.
In conclusione vorrei sottolineare l'ultimo aspetto, annunciando chiaramente un voto convinto favorevole a questo provvedimento: a Roma in questi mesi si è cercato di spostare l'attenzione sulle Regioni dimenticando un tema cruciale, ossia quello di procedere ad un taglio dei deputati e dei senatori. Credo che oggi questo messaggio vada rilanciato, perché si è spostata l'attenzione sul livello locale quando Roma resta sede di privilegi e di sprechi e questo non contribuisce ad aumentare l'indice di gradimento e di fiducia della gente nella politica nei confronti di Roma. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA) - Grazie Presidente.
Non pensavo di intervenire, perché pensavo che l'oggetto di discussione si legasse solo alle due proposte di legge nn. 212 e 208. Oggi ho sentito degli interventi sui costi della politica e su azioni che bisognerebbe fare che vanno al di là di quello che è il tema in discussione. Anche noi avremmo delle proposte da presentare, ma penso che oggi sia non la serata propizia per fare delle discussioni che vanno al di là degli argomenti legati alla proposta di legge in particolare n. 212.
Devo esprimere anch'io la piena e totale soddisfazione da parte del mio gruppo per quanto riguarda il discorso della proposta che è stata presentata e che è stata votata all'unanimità. Spiace sentire che ci siano dei soggetti all'interno del Consiglio che esprimono un'insoddisfazione da parte di quella che era la proposta presentata. Ritengo che a livello nazionale sempre più c'è una discussione molto forte su questo tema, ma devo dire che ci sono delle esperienze a livello nazionale che hanno aperto dei nuovi scenari, perché ci sono state delle proposte di alcuni...mi riferisco oggi a Grillo, che ha detto che non c'è bisogno di leggi o di interventi, non c'è bisogno di fare dichiarazioni, azioni populiste, demagogiche, basta una sola parola: rinuncio.
Presidente - La parola alla Presidente Emily Rini.
Rini (UV) - Grazie Presidente.
Naturalmente accetto di buon grado tutti i consigli che mi sono stati rivolti per cercare di fare sempre meglio, ma concedetemi solo una piccola precisazione per quanto riguarda il passaggio al CELVA. Questa legge, come ho ricordato nella mia relazione, prevedeva al momento del suo deposito solo due aspetti, che erano quelli del finanziamento ai gruppi e del sistema previdenziale contributivo: per questo motivo non si è richiesto un parere formale al CELVA. Durante tutti i dibattiti di questi mesi, durante le copiose riunioni in sede di Conferenza di Presidenti delle Assemblee in maniera congiunta e disgiunta anche con i Presidenti delle Regioni, il discorso si è allargato ed è stato introdotto con un emendamento che ho avuto modo di presentare alla commissione non più di una settimana fa, con cui è stata inserita la parte che riguarda il sistema indennitario.
Ricordo che la Conferenza Stato-Regioni, che ha fissato queste cifre e ci ha reso possibile la definizione di tale quadro, è stata fatta il 6 dicembre, quindi noi, come abbiamo avuto un quadro definitivo, abbiamo portato in commissione l'emendamento, abbiamo avuto dei pourparlers anche informali con il CELVA, siamo arrivati ad una condivisione di un emendamento che fosse il più partagé da tutti. Ieri sono andata in via informale - proprio perché non era nata con questo, anche con la considerazione e con l'oggetto che riguarda le indennità - all'Assemblea dei sindaci, dove erano presenti pressoché tutti i sindaci, non ci sono state osservazioni in merito all'articolo, anzi c'è stata un'espressione di condivisione e di apprezzamento per questo passo che abbiamo fatto di riguardo, perché i tempi sono stati contratti per tutti. Se avessimo preso dei tempi più equi con un confronto più ampio, saremmo probabilmente allo stesso risultato, ma il termine di decorrenza non sarebbe stato il 1° gennaio 2013 e questa era una cosa che anche a noi stava a cuore.
Presidente - Se non vi sono richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa all'esame dell'articolato. Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Articolo 2: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. Articolo 7: stesso risultato. Articolo 8: stesso risultato. Articolo 9: stesso risultato. Articolo 10: stesso risultato. Articolo 11: stesso risultato. Articolo 12: stesso risultato. Articolo 13: stesso risultato. Articolo 14: stesso risultato. Articolo 15: stesso risultato.
Abbiamo l'emendamento n. 1 presentato dalla Presidente Emily Rini e dai Capigruppo, che recita:
Emendamento
Dopo l'articolo 15 è inserito, all'interno del Capo III, il seguente articolo:
"Articolo 15 bis
(Disposizioni transitorie per gli eletti nella XIII legislatura)
1. Per i consiglieri regionali eletti per la prima volta nella XIII legislatura e che cessano dal mandato al termine della medesima, la misura dell'indennità di fine mandato di cui all'articolo 12 della l.r. 33/1995 è stabilita, per ogni anno di mandato esercitato, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data del 31 dicembre 2012.
2. Per i consiglieri regionali eletti per la prima volta nella XIII legislatura e che sono rieletti in legislature successive, la misura dell'indennità di fine mandato di cui all'articolo 12 della l.r. 33/1995 è stabilita, fermo restando il limite massimo di 10 mensilità:
a) per ogni anno di mandato esercitato nella XIII legislatura, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data del 31 dicembre 2012;
b) per ogni anno di mandato esercitato in legislature successive, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data di cessazione dal mandato.
3. Per i consiglieri regionali in carica nella XIII legislatura e già eletti nel corso di precedenti legislature, anche se rieletti in legislature successive, la misura dell'indennità di fine mandato di cui all'articolo 12 della l.r. 33/1995 è stabilita, per ogni anno di mandato esercitato, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data del 31 dicembre 2012, fermo restando il limite massimo di 10 mensilità.
4. Per i consiglieri regionali in carica nella XIII legislatura, già eletti nel corso della XII legislatura per una durata inferiore alla medesima, la misura dell'indennità di fine mandato di cui all'articolo 12 della l.r. 33/1995 è stabilita, per ogni anno di mandato esercitato sino al termine della XIII legislatura, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data del 31 dicembre 2012; in caso di rielezione in legislature successive, la misura dell'indennità è stabilita, per ogni ulteriore anno di mandato esercitato, in una mensilità dell'indennità di carica lorda percepita alla data di cessazione dal mandato, fermo restando limite massimo di 10 mensilità.".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Abbiamo l'emendamento n. 2 presentato dalla Presidente Emily Rini e dai Capigruppo di maggioranza, che recita:
Emendamento
Dopo l'articolo 15 bis, introdotto dall'emendamento n. 1, è inserito, all'interno del Capo III, il seguente articolo:
"Articolo 15 ter
(Concorso degli enti locali al riequilibrio della finanza pubblica)
1. Per l'anno 2013, gli importi delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza degli amministratori degli enti locali sono determinati, in deroga agli articoli 3, 4, 5, 5bis, 6, 7, 8, 9 e 10 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 23 (Norme concernenti lo status degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Abrogazione delle leggi regionali 18 maggio 1993, n. 35, 23 dicembre 1994, n. 78 e 19 maggio 1995, n. 17), nella misura stabilita per l'anno 2012, ridotta di almeno il cinque per cento, fatto salvo quanto previsto ai commi 2 e 3.
2. La riduzione di cui al comma 1 può non essere applicata:
a) qualora gli importi relativi alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza siano stati determinati per l'anno 2012 in misura pari o inferiore al 50 per cento dell'importo massimo attribuibile in tale anno;
b) qualora gli importi relativi alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza degli amministratori collocati in aspettativa non retribuita in quanto ineleggibili ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera f), della l.r. 4/1995, siano stati determinati per l'anno 2012 in misura pari o inferiore al 70 per cento dell'importo massimo attribuibile in tale anno.
3. La percentuale di riduzione può essere inferiore al cinque per cento nel caso in cui gli importi relativi alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza, una volta rideterminati in riduzione, risultino inferiori al 50 per cento dell'importo massimo attribuibile per l'ipotesi di cui al comma 2, lettera a), e al 70 per cento per l'ipotesi di cui al comma 2, lettera b).".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Articolo 16: stesso risultato. Articolo 17: stesso risultato.
Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
