Objet du Conseil n. 144 du 31 mai 1974 - Verbale
OGGETTO N. 144/74 - Ratifica della deliberazione di Giunta n. 1307, in data 24 aprile 1974, concernente: "Costituzione della Regione autonoma della Valle d'Aosta, quale parte civile, nel procedimento penale, dinanzi al Tribunale di Aosta, a carico dell'Ing. Mario Ferrarotti ed altri - Designazione del Legale in rappresentanza dell'Amministrazione regionale".
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Si dà atto che alla trattazione del presente oggetto si procede in seduta segreta dalle ore 12,58 alle ore 13,50.
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Il Presidente DOLCHI fa presente che, su richiesta di un Consigliere, l'esame della deliberazione di Giunta n. 1307, in data 24 aprile 1974, sottoposta oggi alla ratifica del Consiglio, deve essere effettuata in seduta segreta, perché nel corso della discussione verranno sollevate questioni concernenti persone.
Invita, pertanto, gli estranei ad abbandonare l'aula consiliare.
Dichiara, quindi, aperta la discussione sulla deliberazione di Giunta sopracitata.
Il Consigliere Andrione, riallacciandosi al modo in cui era stato portato avanti il procedimento disciplinare nei confronti dell'Ing. Mario Ferrarotti e alle risultanze della perizia giudiziaria disposta nei confronti dell'attività svolta dal medesimo nella sua veste di funzionario regionale, esprime dei dubbi sull'opportunità che l'Amministrazione Regionale si costituisca parte civile nel procedimento penale di cui trattasi, in relazione alle conseguenze finanziarie che deriverebbero a carico della Regione nel caso in cui i reati imputatigli non venissero comprovati.
Parere analogo esprime il Consigliere Manganoni, anche in considerazione del fatto che il movente del procedimento disciplinare svolto nei confronti dell'Ing. Ferrarotti affondava le radici più in un substrato di natura politico-elettoralistica, che non in comprovati gravi addebiti di natura amministrativa e disciplinare.
Parere opposto esprime il Consigliere Chanu, il quale ritiene doverosa, sotto l'aspetto morale e finanziario, la costituzione della Regione quale parte civile nel procedimento penale in questione, anche perché tra gli imputati figurano altre persone oltre all'Ing. Ferrarotti.
Il Consigliere Parisi si dichiara favorevole alla ratifica della deliberazione di cui si tratta, in quanto considera doveroso che l'Amministrazione Regionale intervenga nel procedimento sopraddetto in difesa dei suoi interessi morali e finanziari.
Il Consigliere Monami, pur tenendo conto della complessità dell'argomento, che ai suoi inizi ha presentato indubbiamente aspetti di natura politico-elettoralistica, ritiene invece che l'Amministrazione Regionale debba in questo caso intervenire in giudizio per la difesa dei suoi interessi concreti, lasciando alla Magistratura ogni pronunciamento sulla colpevolezza o meno degli imputati; questo, soprattutto per una questione di principio inerente alla necessità di moralizzazione della Pubblica Amministrazione ad ogni livello.
L'Assessore Milanesio rileva come le decisioni a suo tempo assunte dalla Commissione di disciplina nei confronti dell'Ing. Mario Ferrarotti fossero fondate su comprovati e gravi addebiti disciplinari a carico del medesimo.
Aggiunge che, oggi, di fronte ad un procedimento penale a carico del sopranominato ex-funzionario regionale, l'Amministrazione Regionale ha il dovere di costituirsi parte civile nel procedimento stesso in difesa dei suoi interessi e che il Consiglio Regionale deve astenersi da ogni giudizio di merito sull'operato dell'Ing. Ferrarotti in attesa del pronunciamento della Magistratura.
Il Presidente della Giunta Dujany, in risposta alle osservazioni fatte, ritiene che sia un dovere preciso dell'Amministrazione Regionale intervenire quale parte civile nel procedimento penale sopraddetto a titolo cautelativo, al di fuori di ogni spirito di animosità nei confronti degli imputati.
Aggiunge, a questo proposito, che al Legale nominato in rappresentanza dell'Amministrazione Regionale non sono state date particolari indicazioni da seguire in detto procedimento penale, ma la semplice indicazione di una giusta difesa degli interessi morali e finanziari dell'Amministrazione Regionale stessa.
Il Consigliere Tonino, a titolo personale, dichiara la sua astensione dalla votazione per la ratifica della deliberazione di cui all'oggetto, astensione che non vuol significare sfiducia nei confronti dell'operato della Giunta Regionale e della Magistratura.
Il Presidente Dolchi, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla deliberazione di Giunta in esame, dichiara chiusa la discussione e invita il Consiglio a procedere, a scrutinio segreto, alla votazione per la ratifica della deliberazione di Giunta stessa.
IL CONSIGLIO
- procedendo con votazione a scrutinio segreto ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Signori Chabod, Maquignaz e Monami;
- con voti favorevoli venti e voti contrari quattro (Consiglieri presenti: venticinque; votanti: ventiquattro; astenutosi il Consigliere Tonino);
DELIBERA
di ratificare, ad ogni effetto, la deliberazione n. 1307, in data 24 aprile 1974, adottata dalla Giunta Regionale in via d'urgenza e salvo ratifica del Consiglio.
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Si dà atto che la seduta termina alle ore 13,50.
