Objet du Conseil n. 2496 du 22 juin 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2496/XIII - Discussione generale congiunta della relazione della sezione di controllo della Corte dei Conti sul rendiconto 2011, del rendiconto 2011 e dell'assestamento del bilancio 2012. (Approvazione di due ordini del giorno e reiezione di un altro ordine del giorno)
Presidente - Come concordato nella Conferenza dei Capigruppo, ora seguirà la discussione generale congiunta dei punti: n. 21.1, Relazione della Corte dei Conti; n. 23.1, il disegno di legge n. 190 e n. 23.2, il disegno di legge n. 191.
La parola al relatore, Consigliere Rosset.
Rosset (UV) - Merci M. le Président. Chers collègues, le compte général et le réajustement du budget représentent, tout comme le budget prévisionnel et la loi de finances, les deux moments saillants de la vie administrative et économique de notre région, compte tenu aussi de la consistance des chiffres et des actions qu'impliquent ces deux projets de loi. Il s'agit de deux documents financiers par lesquels nous pouvons faire le point de la situation sur l'action politique et administrative du Gouvernement régional suite aux décisions prises au sein de notre Assemblée. En effet, l'analyse du compte général et du réajustement du budget prévisionnel nous offre à chaque fois à cette époque de l'année la possibilité de vérifier l'état d'utilisation des ressources à notre disposition, ainsi que l'état de réalisation des mesures programmées. Le réexamen ne peut soustraire du contexte socio-économique actuel, ainsi que des interventions législatives qui se profilent sur la scène politique et économique italienne.
Come dicevo, l'esame di questi due disegni di legge non può prescindere dal contesto socio-economico attuale e dagli interventi legislativi che si profilano sullo scenario politico ed economico nazionale. Questo perché sono stati quello attuale e quello passato anni assai complessi per le ricadute sulla nostra Valle sia della generale crisi economica finanziaria ed anche per le conseguenze sul nostro riparto fiscale della politica di rigore e di "tagli". Questi avvenimenti sono stati in tutta evidenza nei passaggi di una crisi politica sfociata con un Governo tecnico, scanditi da tappe forzate, convulse e difficili per l'Italia. Ora nessuno avrebbe pensato, rispetto ad un cauto ottimismo che sembrava manifestarsi ancora pochi mesi fa, che la crisi persistesse e assumesse anzi nuove forme. Dall'Europa ogni giorno spuntano nuovi problemi e ormai sembra emergere l'idea, rischiosissima per l'Italia, di un'Europa a due velocità. Lo stato di emergenza e di generale preoccupazione non è ancora finito e non nascondo qui la mia viva e persistente preoccupazione.
Siamo e restiamo nel pieno della tempesta e va detto che la "cura" (direi da cavallo) del Governo tecnico di Monti sembra oggi aver perso quel "appeal" nei confronti dell'opinione pubblica. In questi giorni fra IMU e dichiarazione dei redditi il peso ormai assurdo della fiscalità in Italia è emerso in tutta la sua chiarezza, non ultimo il test delle elezioni amministrative in Italia ha dimostrato, tra astensionismo e voto di protesta, come la transizione non sia finita e questo in un clima che viene chiamato di antipolitica, ma che io definirei un clima di sfiducia, che non va snobbato, perché cartina di tornasole di una società italiana che soffre dei problemi economici con le sue ricadute sociali; tutto ciò mentre il Parlamento trascina le necessarie riforme istituzionali. Anche la Valle d'Aosta subisce questa situazione complessiva e le azioni importanti assunte per contrastare i problemi non possono ovviamente essere da sole risolutive. Bisogna che l'Italia riparta e noi con lei e che l'Unione europea faccia il suo dovere per creare sviluppo e occupazione.
L'economia valdostana, che dapprima ha mostrato segni di parziale tenuta, stanti la durata, l'intensità e l'ampiezza della crisi, con il passare del tempo ha iniziato a manifestare preoccupanti segni di deterioramento anche nella nostra regione, come evidenziato da diversi indicatori nella Giornata dell'economia 2012. Citerei in particolare il numero di imprese che risulta in progressivo calo (6,3 percento in meno), il mercato del lavoro indica fra il 2010 e il 2011 una flessione solo lieve di occupati accompagnata però ad un incremento della disoccupazione, che in media nell'anno fra il 4 e il 5...ha raggiunto punte del 6 percento a fine 2011. Si assiste ad un'ulteriore contrazione nel settore industriale, in particolare nella componente edile, il reddito disponibile pro capite delle famiglie indica valori correnti medi inferiori al 2007-2008. La Valle d'Aosta è inserita in un contesto italiano europeo e mondiale che non consente un grande ottimismo e ci obbliga a smisurati sforzi di razionalizzazione ed economie come mai ci si sarebbe aspettati di dover fare. Non si tratta di drammatizzare, ma non sarebbe logico minimizzare e neanche strumentalizzare gli eventi che ci obbligano a condividere le azioni difficili a salvaguardia della nostra comunità.
Per una corretta analisi contabile, in questo difficile momento dobbiamo tenere in considerazione il permanere anche per il 2012 del pacchetto di misure "anticrisi", adottate dalla Regione sin dal 2008, indirizzate alle imprese, alle famiglie e alle fasce deboli. Tali misure, inizialmente concepite e poste in essere in un'ottica congiunturale, sono, ormai al quarto anno di attuazione e hanno impattato sul bilancio regionale per importi superiori a 100 milioni di euro ad esercizio. Ugualmente dobbiamo tener conto della riduzione delle disponibilità finanziarie del bilancio regionale, determinata dagli effetti combinati delle misure per l'attuazione del federalismo fiscale e delle diverse disposizioni volte al contenimento delle spesa decise dal Parlamento a partire dalla fine del 2010. In effetti il rendiconto generale della Regione evidenzia per l'esercizio 2011 una contrazione delle entrate complessive pari a 163.000.000 di euro rispetto al 2010, corrispondente all'11 percento del totale.
Il rendiconto generale dell'anno 2011 presenta complessivamente un avanzo di amministrazione di oltre 58.000.000 di euro, da applicarsi attraverso il successivo disegno di legge di assestamento al bilancio regionale 2012-2014. La gestione di competenza, ovvero la differenza tra le entrate accertate e le spese impegnate al 31 dicembre 2011, fa registrare un risultato negativo di 206.000.000 di euro, in buona parte compensati dall'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2010, che fu pari a 128.000.000. L'applicazione di tale avanzo ha comportato un disavanzo di gestione della competenza di 78.000.000 di euro. Il risultato d'amministrazione di 58.000.000 è spiegato dal positivo risultato della gestione dei residui, che ha registrato la riduzione dei residui passivi per 140.000.000 e di quelli attivi per 2.600.000, a cui si sottrae il disavanzo della gestione di competenza per 78.500.000.
Per quanto riguarda la parte entrate, dall'analisi del rendiconto emerge che complessivamente le previsioni definitive del 2011 superano del 6 percento la previsione iniziale, ciò è dovuto in gran parte all'iscrizione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2010. La capacità di riscossione, rispetto agli accertamenti finali, si è attestata attorno al 75 percento in netto miglioramento rispetto all'anno precedente dove era del 65 percento.
Passando al versante delle spese, va evidenziato lo scostamento complessivo tra previsioni iniziali e definitive, al netto delle contabilità speciali, del 6 percento, laddove gli impegni rappresentano il 92,5 percento delle previsioni definitive. La capacità di pagare, vale a dire la capacità di concludere l'intero procedimento della spesa nel corso dell'esercizio, registra un miglioramento rispetto all'esercizio precedente di quasi 2 punti percentuali assestandosi a quota 74,24 percento.
I residui attivi, relativi agli esercizi precedenti e in carico al primo gennaio 2011, ammontano a circa 914.000.000 di euro. Il 56 percento di tale importo è stato riscosso nel corso del 2011, mentre lo 0,2 percento è stato eliminato per accertata insussistenza o inesigibilità. Resta da riscuotere quasi il 44 percento del volume dei crediti che risulta equivalente a 762.000.000 di euro circa, che sono riferiti in massima parte al titolo primo, cioè alle quote del riparto fiscale.
Per quanto riguarda invece i residui passivi, al 1° gennaio 2010 risultano pari a 999.000.000 di euro circa e di questi quasi il 34 percento è stato pagato durante la gestione 2011. Sono stati trasferiti all'esercizio 2011 per il 52 percento di tali residui e il 14 percento è stato messo in economia. Il volume dei residui passivi nell'esercizio finanziario 2011 ha registrato un decremento rispetto all'anno precedente di circa 64.000.000 di euro.
Proseguendo, per quanto riguarda il disegno di legge n. 191, relativo alla destinazione dell'avanzo di amministrazione, l'obiettivo degli interventi adottati è quello di favorire un utilizzo corretto e coerente delle risorse adeguando alcuni stanziamenti alle effettive esigenze di spesa emerse successivamente all'approvazione del bilancio 2012. La finalità è quella di destinare l'avanzo di amministrazione registrato in seguito alla chiusura dell'esercizio finanziario del 2011; nel contempo si apportano le modifiche alle disposizioni legislative in vigore per un adeguamento delle spese previste a bilancio rispetto agli obiettivi stabiliti in precedenza.
Sono tre i capi in cui si articola questo disegno di legge regionale, per complessivi 24 articoli: il Capo I rettifica la consistenza dei residui attivi e passivi e aggiorna il fondo iniziale di cassa, il Capo II rappresenta di fatto la manovra finanziaria con la quale si accompagna l'assestamento di bilancio di previsione per l'anno finanziario 2012 e con cui si adeguano le autorizzazioni di bilancio agli obiettivi di politica economico-finanziaria. Il Capo III si occupa della determinazione della variazione al bilancio di previsione 2012 e per il triennio 2012-2014.
L'avanzo di amministrazione dell'esercizio finanziario 2011 è di 58.700.000 di euro. La serie di interventi che stiamo analizzando mettono a disposizione risorse in settori determinanti per il sistema socio-economico valdostano e che consentono un'articolazione della spesa capace di produrre risultati significativi e facilmente valutabili dalla popolazione. Scorrendo brevemente i principali settori toccati dalla manovra di assestamento, vanno sottolineati i seguenti interventi, finalizzati, in particolare, a sostegno del sistema economico: 5.400.000 di euro per finanziare il testo unico sull'energia; 3.700.000 per gli interventi da attuare tramite la Finaosta in gestione speciale; 2.000.000 ai Comuni per il rimborso delle esenzioni anticrisi; 1.500.000 ai Comuni per compensare l'abolizione dell'addizionale comunale energia elettrica; 1.000.000 a sostegno dell'occupazione in ambito forestale ed edile; 700.000 euro per i fondi di rotazione; 600.000 all'Istituto Don Bosco di Châtillon; 500.000 a sostegno del trasporto su gomma; 200.000 per i corsi di alfabetizzazione informatica anziani; 200.000 per il sostegno alle manifestazioni in ambito zootecnico.
Il Consiglio Valle, nell'esaminare i documenti finanziari, deve guardare al futuro con serenità, ma sapendo quanto la nostra autonomia speciale sia nel mirino del centralismo.
Occhio di riguardo che deve ovviamente tenere conto delle novità, non si può non citare la sempre esistente preoccupazione sulla rigidità del "patto di stabilità", che congela anche nel nostro bilancio cospicue risorse finanziarie, che avrebbero certo il vantaggio di movimentare l'economia e di consentire investimenti utili e necessari. Non è solo questione di soldi e di tagli, ma anche di invasione di campo come la spending review, o come con poteri e competenze regionali che lo Stato mette in discussione, brandendo la crisi spesso come semplice pretesto.
Ora, consapevoli della necessità di un'azione compartecipata agli sforzi di risanamento, proprio per la delicatezza di questa fase, il contenimento della spesa pubblica regionale è un processo che non si può eludere. A tal proposito prendiamo atto di una serie di suggerimenti menzionati nella relazione della Corte dei Conti: penso ai dati analitici assai interessanti o alla sottolineatura dei rapporti tra Finaosta e Consiglio regionale, nonché all'adozione di parametri idonei a verificare l'efficacia della spesa riconducibili alla spending review.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti i soggetti che hanno collaborato con la commissione, i colleghi, i revisori, gli uffici delle finanze e che hanno consentito un esame approfondito dei documenti.
Concludendo, sarà importante proseguire quel cammino di collaborazione e di stretto contatto fra i Parlamentari valdostani, l'Esecutivo regionale e la II Commissione per capire se e come questo momento difficile potrà incidere non solo, com'è nostro interesse, sulla "tenuta" della nostra economia, ma anche sulla fiscalità e, di conseguenza, sugli introiti nel nostro riparto fiscale. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Intervengo, a nome dei colleghi Louvin e Lattanzi, per quel che riguarda la relazione dei revisori al rendiconto generale, per illustrarvi le osservazioni che abbiamo formulato dopo aver adempiuto ai compiti che ci derivano ai sensi del Regolamento del Consiglio. Ci siamo riuniti quattro volte: il 9 marzo, il 7 e il 23 maggio e il 6 giugno, abbiamo svolto dei controlli su alcuni ambiti di spesa, in particolare i contributi ai Confidi e Valfidi, degli accertamenti sul funzionamento della Chambre e il suo finanziamento, sugli interventi di contrasto alla povertà e in particolare interventi di sostegno alle locazioni. Abbiamo poi esaminato a campione per l'entrata cinque residui attivi e per la spesa cinque residui passivi, dopodiché il collega Louvin ha chiesto altri approfondimenti su residui attivi e passivi, i cui impegni di spesa originari risultano assunti nel corso di esercizi precedenti.
I revisori, dopo aver esaminato questi documenti, hanno riscontrato la regolarità di tali atti e di tali documenti, hanno verificato l'insieme dei capitoli e quindi la loro regolarità e per questo propongono al Consiglio l'approvazione del rendiconto generale pur sulla base di due osservazioni che mi permetto di segnalare al Consiglio. La prima osservazione è come su questo esercizio agisca per la prima volta la sezione di controllo della Corte dei Conti, questo ci obbliga ad una riflessione sulle normative vigenti per un coordinamento dei diversi tipi di controllo in essere: uno dei quali è quello che è stato effettuato dai tre Consiglieri regionali sulla base dell'articolo 115 del Regolamento interno del Consiglio. Bisognerà riflettere sull'eventuale abrogazione di una previsione mai attuata: quella dell'Autorità di vigilanza di cui alla legge regionale n. 10/2005 - quella legge nacque in attesa degli esiti sull'eventuale nascita della sezione della Corte dei Conti, che poi è nata sulla base di una norma di attuazione - e anche tenendo conto - ne abbiamo discusso con il Presidente D'Auria, che aveva chiesto un cortese incontro con noi come revisori del Consiglio per illustrarci le metodologie e i contenuti previsti nel loro controllo - di possibili obblighi derivanti in futuro dalla legislazione statale, che, ricopiando probabilmente il modello comunale, prevede dei revisori dei conti. Si tratta di rendere organica questa materia per evitare che ci siano delle duplicazioni o sovrapposizioni.
La seconda osservazione è questa: come continui a gravare, malgrado le norme di attuazione dello Statuto sul federalismo fiscale già in vigore, un clima di incertezza dovuto, da una parte, alle norme di attuazione ancora previste per legge a completamento dei rapporti Stato-Regione e anche agli interventi di taglio delle finanze regionali operati negli anni, considerati invasivi della Regione con appositi ricorsi alla Corte costituzionale, a difesa della stabilità dell'ordinamento finanziario. Sulla base di queste osservazioni, proponiamo l'approvazione.
Mi si consenta solo due osservazioni più personali, togliendo il cappello di rappresentante dei tre revisori: la prima riguarda la materia, di cui ci stiamo strettamente occupati e che riguarda la Chambre; è stato abbastanza macchinoso ottenere una serie di dati dalla Chambre, in particolare l'insieme di azioni che la Chambre ha svolto in sinergia con la Regione. Abbiamo stentato ad ottenere questi dati, il che assume una caratteristica piuttosto paradossale, perché ricordo che la legge in vigore sulla Camera, la n. 7/2002, prevede che la Chambre trasmetta ogni anno alla Presidenza della Regione e alla Presidenza del Consiglio un rapporto sull'attività svolta. Come spesso capita, questi rapporti, anche se previsti per legge, non vengono spediti all'ente interessato. Se ci fosse stato questo rapporto, avremmo evitato di dover chiedere tale insieme di dati.
La seconda osservazione è più politica e riguarda la questione dei ricorsi alla Corte costituzionale. Quando abbiamo scritto, non erano ancora note le sentenze. È molto interessante leggere i resoconti dei vecchi Consigli regionali, perché, quando uscivano delle sentenze storiche, come quelle sull'energia elettrica ad inizio anni '60, quando i consiglieri regionali criticavano la Corte costituzionale, chi presiedeva il Consiglio tendeva ad interromperlo, ritenendo che i giudici costituzionali fossero intoccabili rispetto all'esercizio del diritto di critica. Mi permetto solo di dire che la lettura in particolare delle ultime due sentenze è interessante, perché, pur dandoci torto, ci danno ragione; è veramente una situazione all'italiana! Una sentenza dice: "avete torto, perché non è invasiva, perché in realtà dovete interpretarla in senso positivo", la seconda dice: "dovevate tagliare, ma solo per il 2010". È chiaro che lo strumento utilissimo del ricorso alla Corte costituzionale rischia di essere caducato da un atteggiamento che dimostra quanto noi diciamo qua, che comunque, rispetto all'ordinamento finanziario dei trasferimenti, la temperie politica si riflette anche sulle sentenze della Corte costituzionale.
Mi permetto di concludere che, al di là delle valutazioni che si possono dare sul quadro politico nazionale attuale, è indubbio che viviamo in un periodo di ritorno e di rigurgito centralista. Questo è un assunto del quale credo qualunque forza politica di questo Consiglio che non abbia gli occhi ricoperti di pelle di salame non può che rendersi conto. È una realtà complicata, ieri ne abbiamo discusso in I Commissione rispetto alla riforma costituzionale, laddove anche ad incidere in maniera finanziaria torna, dopo che era stato cancellato nel 2001 come un lavoro faticosissimo del Gruppo misto delle autonomie alla Camera dei Deputati, il principio di interesse nazionale. Ricordo che questo in passato è sempre stato un grimaldello, adoperato in maniera violenta ed antiautonomistica, questa è una temperie politica di cui dobbiamo essere consci.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Buongiorno Presidente, buongiorno Presidente-Assessore, anche perché ci rivolgiamo, nonostante i nostri auspici e gli impegni che erano stati assunti al mese di giugno ad un Presidente-Assessore, che cumula le due funzioni e che è l'interlocutore al 90 percento del nostro lavoro. Ieri abbiamo parlato di politiche del lavoro, era il Presidente della Regione il nostro interlocutore, parliamo d'Europa è il Presidente della Regione, parliamo dell'80 percento delle questioni e mi dispiace, perché si concentra molto il lavoro su di lei, mentre avrei anche piacere di attirare nella discussione i suoi colleghi. Il Presidente Rollandin ha un fardello sempre più rilevante sulle spalle e un fardello forse diverso è questo del conto consuntivo del 2011, diverso nel contesto generale in cui ci muoviamo, come è stato ricordato nella relazione introduttiva di un Presidente Rosset, a cui rivolgo un ringraziamento non formale, perché presiede sempre con grande correttezza la Commissione Affari generali. È stata una conduzione non agevole quest'anno, perché ci ha permesso, risolvendo anche dei problemi di agenda e di organizzazione, di arrivare a tale discussione con qualcosa in più rispetto agli anni scorsi, qualcosa di nuovo che sarà al centro delle nostre riflessioni, che è una relazione di un soggetto esterno che entra in campo per la prima volta da che siamo funzionanti come Regione a statuto speciale. È una sezione distaccata della Corte dei Conti che svolge un ruolo particolarmente prezioso, che ha svolto con grandissima generosità e con una capacità di lettura anche temporale dell'evoluzione del nostro andamento della spesa pubblica, che arricchisce fortemente la nostra capacità di organizzare il dibattito. Spesso il conto consuntivo passava come una lettera alla posta, sì di qua ci si lamenta, di là si dice che tutto va bene, ma quest'anno è diverso, perché abbiamo un organismo tecnico che ha svolto in modo ineccepibile sotto il profilo tecnico il suo lavoro, andando a gettare le basi di una lettura di più lungo periodo, di come stiamo spendendo i nostri denari.
Siccome nelle famiglie valdostane, come nelle famiglie italiane ed europee, oggi i bilanci si devono guardare con attenzione, si devono fare le "bucce" anche a spese apparentemente marginali, questo è il primo anno che io ricordi di quasi 20 passati in Consiglio che il conto consuntivo è oggetto di seria discussione. Questa è una novità epocale, che accompagna la svolta che abbiamo vissuto in tale legislatura, che è svolta di crisi economica generale, ma che è anche il trapasso da un periodo di autonomia florida e in costante crescita ad un periodo di forte rallentamento, se non di recessione, i dati sono di arretramento delle disponibilità in campo e quindi al passaggio che auspichiamo, ma che non ha realizzato ancora questa Regione, per il Governo che ha, per il modo in cui la sua maggioranza vuole che siano gestiti gli affari pubblici nella regione, il trapasso all'autonomia responsabile.
Siamo ad un'autonomia in corso di responsabilizzazione, perché la cessazione dei cespiti che ci derivavano dalla forfetizzazione dell'IVA da importazione, quel portato del Trattato di Maastricht che aveva soppresso il prelievo dell'IVA da importazione dal 1992 in avanti, congelato e assicurato come un grosso materasso finanziario per la nostra Regione, la sua soppressione con l'accordo finanziario che il Presidente della Regione ha firmato un anno e mezzo fa con l'entrata in vigore del nuovo regime finanziario, questo ci porta a commisurare la nostra spesa su un prelievo fiscale diretto, a guardare quanto siamo in grado di prelevare dalla nostra economia viva regionale. Siamo quindi chiamati a rispondere a breve anche di come spendiamo non i soldi che ci arrivano da Roma, ma i soldi che sono il prodotto di un'economia direttamente registrata sul terreno reale della produttività e della creazione di ricchezza in Valle d'Aosta. Un consuntivo quindi che non è retorica indicare come storico o epocale, perché è di svolta rispetto a quanto abbiamo vissuto in passato.
La decisione di discutere contestualmente la relazione della Corte dei Conti, il consuntivo e l'assestamento di bilancio ha dei pregi e dei limiti. Ha sicuramente il pregio di farci fare un ragionamento complessivo, che risulta difficile vista la mole degli argomenti, ma anche di sovrapporre le visuali che abbiamo in campo. Cercheremo di distinguere opportunamente valutazioni che riguardano l'operato del controllore esterno e quelle che noi abbiamo fatto come controllori interni. Ho svolto per la prima volta dopo venti anni il ruolo di revisore dei conti nel consuntivo, non era mai successo, abbiamo fatto tante cose, potremo dire di avere fatto anche questa e non è stata fra le peggiori come esperienza per più motivi: il primo, per l'apprezzamento che devo alla struttura burocratica dell'Assessorato delle finanze, che si è comportata egregiamente nei nostri confronti, come credo siano stati leali e collaborativi i componenti della sezione staccata della Corte dei Conti nell'effettuare l'interlocuzione che abbiamo avuto. La struttura interna dell'Assessorato si rivela un punto di forza per la nostra Regione e, anche se abbiamo diversi punti di vista su come gestire le risorse, riteniamo che sia importante che chi è lo strumento operativo fornisca a voi del Governo e a noi consiglieri le informazioni utili a prendere le decisioni.
Una considerazione sulla difficoltà del lavoro, perché ci siamo fatti carico di esaminare dei malloppi non indifferenti, posso dire di avere passato alcune ore nell'approfondimento, doveroso, di singoli capitoli; un lavoro noioso e utilissimo al tempo stesso, che mi ha permesso di scavare, di vedere che ci sono ancora delle zone grigie nella gestione delle nostre risorse. Da ultimo devo dire un ruolo che va rimesso in discussione, siamo quest'anno in presenza della novità esterna, credo che da qui all'anno prossimo bisogna che sia sciolto il nodo del ruolo che hanno i revisori interni, ci sono delle norme del decreto legislativo n. 138 che fanno riferimento a questo, bisogna capire cosa hanno da fare tre consiglieri in una lettura tecnica e di verifica. Noi abbiamo firmato doverosamente un documento, né il collega Caveri, né io, forse in modo diverso il collega Lattanzi, abbiamo delle competenze di lettura analitica e tecnica delle procedure di spesa, credo che ci vada uno strumento di controllo più accurato. Questa è una discussione politica che dovremo aprire presto, di cui ci faremo carico a suo tempo. Così come crediamo sia necessario - questo emerge ancora di più dalla lettura dei residui passivi della Regione - fare quella che oggi va di moda chiamare la spending review, la revisione della spesa sulla base di parametri esterni. Noi non abbiamo parametri esterni di raffronto che ci dicano se quello che spendiamo per le garze o per i libri di testo e via dicendo sia in linea con delle spese esterne. Siccome preferiamo un'autonomia responsabile, di questo ci dobbiamo fare carico all'interno, senza aspettare qualcuno che da fuori ti bacchetta e che dice: "tu non sei in grado di rimanere all'interno di un parametro". Il parametro tariamocelo noi con le spese per i differenziali ambientali, montani, ma ci sono dei parametri esterni da individuare e questo non lo abbiamo ancora; facciamoci carico politicamente - mi rivolgo al Presidente Rosset, che può avere un ruolo di guida in questo - di cominciare tale percorso e stabilire cosa faranno l'anno prossimo se ci saranno ancora dei revisori consiglieri o se sarà un organo esterno a farlo e quali siano i nostri parametri di spending review.
Una valutazione complessiva di lettura sintetica. Abbiamo una finanza generale non dissestata, come emerge dalla lettura della Corte dei Conti, che piacevolmente si trova qui e non in altre regioni, rispetto alla gravità di situazioni da fronteggiare in termini di capacità di spesa, di utilizzo dei fondi europei, di complessivo utilizzo delle ricchezze disponibili. È giusto che ci sia un apprezzamento di insieme, che facciamo nostro e abbiamo sufficiente orgoglio per condividerlo, ma il nostro parametro di riferimento non devono essere tutte le altre Regioni italiane e soprattutto non quelle in condizioni finanziarie peggiori. Ieri sera discutevamo sulla macroregione alpina, su un'idea che abbiamo qualcosa in comune, forse abbiamo avuto qualche volo pindarico eccessivo, i colleghi del Popolo delle libertà ci hanno riportato al crudo economicismo, al fatto che tutto si riduce ad una questione di interessi, noi la vediamo diversamente, ma è certo che vogliamo confrontarci con i primi della classe! Vogliamo misurarci con il Trentino, con la Carinzia, con il Cantone del Vallese; non abbiamo oggi tutti gli strumenti per farlo, ma cerchiamo di avvicinarci su quella linea di lettura. Quella linea di lettura mi dice che noi abbiamo una macchina che è ancora governata a strappi, è una macchina amministrativa e finanziaria che non ha un itinerario preciso. Noi del gruppo ALPE leggiamo nello sviluppo della spesa regionale del 2011 un non avere una bussola precisa, soprattutto nella trasformazione di questa Regione da una Regione ancorata ad un modello di sviluppo passato a quello che dovrà essere in futuro. Vorrei che fosse chiaro questo giudizio complessivo sintetico: la macchina è complessivamente di buona tenuta, è il guidatore che ha qualche difettuccio, forse nella vista o forse nella non adeguata capacità, comunque sia nel fatto di non avere chiaro in testa dove ci sta portando. Sta guidando e si può guidare anche senza sapere dove si va: ecco non c'è un itinerario preciso, il GPS della macchina non ha avuto le indicazioni chiare su dove deve andare.
Iniziamo ad esaminare l'aspetto delle risorse: prima si guarda cosa si ha in tasca e poi si vede come lo si spende. Ci sono dei segnali di peggioramento, lo dice la Corte dei Conti in modo esplicito, facendo l'analisi quinquennale, non solo puntuale su un anno, ma di periodo, ci sono dei segnali di netto peggioramento che non dobbiamo leggere solo nella cifra complessiva; c'è meno avanzo di amministrazione, ci sono meno investimenti, c'è una spirale negativa che è in corso, c'è un assottigliarsi anche di quell'accumulo di risorse che ci veniva dagli avanzi di amministrazione degli anni precedenti che veniva buttato generosamente sul tavolo. Molti di voi colleghi hanno fatto attività di governo, era tipico degli Assessori dire: "ma questo lo risolviamo poi in assestamento di bilancio, mettiamo giù una secchiata di milioni quando arriva il momento, perché c'era questa mela per la sete di anno in anno che era molto consistente". Guardo sconsolato l'Assessore Marco Viérin, quella mela non c'è più, qui, quando si tratta di ridistribuire le carte a maggio-giugno, quei soldi non ci sono più, è un costante assottigliarsi che giustamente viene fotografato in questo sviluppo ed è un fenomeno preoccupante e grave, accentuato dal disastro della Casa da gioco di Saint-Vincent nella drammatica riduzione di risorse a cui abbiamo assistito in questi anni. Questo è un capitolo molto delicato e chi guarda dall'esterno ha uno sguardo impietoso, noi abbiamo vissuto i vari passaggi e metabolizzato la vicenda, ma chi lo registra in modo tecnico va a leggere che c'è l'84 percento di risorse in meno su quel provento nel corso degli ultimi tre anni; questo è un dato drammatico: perdere l'85 percento di quel cespite che non tantissimi anni or sono pagava da solo tutto il settore dell'istruzione in Valle d'Aosta. Questo è dovuto principalmente alla riduzione di quanto la casa da gioco versa alla Regione, attenzione c'è in questo un refuso: "della...o dalla..." nella relazione ed invito i colleghi a fare attenzione a questo e di prendere nella giusta misura, perché non è solo riduzione dei proventi della casa da gioco: è riduzione di quanto la casa da gioco dà alle casse della Regione. Quando si fa scendere dal 40 al 10 percento, come è stato fatto in questa legislatura, ciò che la Regione trattiene dai proventi della casa da gioco, si chiude un rubinetto molto importante.
Questo, Presidente Rollandin, per lei che è un personaggio alla Balzac, dovrebbe ricordarle non il Rastignac, Paris, à nous deux, ma forse più Raphaël de La peau de chagrin (la pelle di zigrino), perché la restrizione di questi proventi della casa da gioco è come in La pelle di zigrino, un bellissimo romanzo molto intenso di Balzac, dove ogni volta che si restringeva la pelle di zigrino era perché si ingrandiva la capacità della persona fino a quando però scompare la pelle di zigrino e la persona crolla. È una metafora, non è riferito alla sua persona, ma è una metafora di quello che sta succedendo. Noi abbiamo un restringimento progressivo di alcuni cespiti della casa da gioco in funzione di una potenza regionale, che aumenta al suo interno la capacità di fuoco, fino a quando rischia di trovarsi in una situazione molto difficile. È stato compensato questo, la compensazione la versano al distributore di benzina tutti i giorni i valdostani, perché quel cespite che abbiamo perso dalla casa da gioco è compensato in larga parte dalle accise che oggi incassa la Regione e che non sono più esentate agli automobilisti valdostani. È una situazione di trasformazione forte, ma è una dinamica che ci vede perdere risorse, aumentare di responsabilità, perché aumentano le nostre entrate puramente tributarie, ormai siamo oltre il 90 percento di nostre risorse che vengono direttamente dai tributi e questo è un dato positivo, ma con dei campanelli di allarme pesanti, non imputabili direttamente all'azione di governo e poi la riduzione dell'IRES, dell'IVA, il fenomeno di trascinamento di una recessione economica chiaramente in atto.
Detto questo, per quanto riguarda la parte delle entrate, qualche considerazione sugli impegni di spesa, ossia sul modo in cui abbiamo ripartito come Regione gli investimenti e i fronti di spesa. L'andamento è disomogeneo, in questo ci aiuta di nuovo la lettura esterna che ne fa, come si faceva negli anni precedenti, la relazione al consuntivo e la relazione del Presidente Rosset; abbiamo una valutazione macro, ossia di insieme, che dà conto di andamenti disomogenei. Un balzo in avanti clamoroso dell'istruzione primaria e secondaria, un dato che fa sussultare: ma come 25 percento in più? È curioso come a volte la lettura sintetica faccia emergere qualche dato particolare e il dato particolare è che, per precisa volontà del Governo regionale, è stata privilegiata fortemente l'istruzione paritaria, che ha ricevuto una quantità enorme di risorse, proporzionalmente in più della scuola pubblica. Degli oltre 4.000.000 di euro in più, che si sono riversati sul settore, Assessore Laurent Viérin, 3.900.000 vanno alle risorse aggiuntive che sono state date quasi esclusivamente al Don Bosco di Châtillon e comunque il settore della scuola paritaria (scuola privata) è il settore che ha avuto un trattamento di assoluta controtendenza in questi anni. Non è un caso che in questa regione si sia formato un comitato per la scuola pubblica e che ci sia allarme e preoccupazione per le risorse in campo per la scuola pubblica e che non si senta rumoreggiare il settore della scuola privata. È perché ci sono delle attenzioni particolari, ci torneremo, perché ci sono anche in assestamento di bilancio ulteriori risorse per quest'anno di nuovo sempre nella stessa linea. È un dato ineliminabile sul quale credo che una riflessione politica sia opportuna.
Il grosso sacrificio che è stato chiesto nel 2001 sul piano della spesa si è riversato sullo sviluppo economico; che il settore abbia avuto 36.000.000 di euro di risorse in meno da spendere (17 percento) e che, nel momento in cui il pilastro economico della Regione, che è la Regione stessa, deve fungere da molla e spingere in avanti la rinascita, ci sia una caduta di spesa - qui siamo nella verifica della spesa effettiva, siamo non nel mondo del possibile, ma nel mondo del reale - del 17 percento a fronte di cadute non simili e non analoghe di altri fronti è un dato molto preoccupante. A nostro modo di vedere, più che la preoccupazione per quanto è...la preoccupazione per come...per la mancanza delle idee, ma questo sarà di nuovo tema di discussione quando parleremo del bilancio l'anno prossimo, perché oggi non parliamo più di bilancio, ma di consuntivo. C'è un apprezzamento per qualche riduzione di spesa, una fra tutte quella del Consiglio regionale. Siamo dell'avviso che ci sia ancora molto da fare da questo punto di vista, ma è gradito l'apprezzamento per il fatto che la macchina del Consiglio abbia saputo ridurre il proprio fronte di spesa. Più preoccupante è che si dimezzino gli investimenti sul fronte del governo del territorio, dimezzino gli investimenti, perché - questa è la lettura interessante che possiamo fare quest'anno -, mentre la spesa corrente del governo del territorio è aumentata del 15 percento, si riduce del 50 percento l'investimento che viene fatto in questo campo. Noi dobbiamo avere la capacità di leggere tali dati e avere la capacità di interrogarci sul perché questo avviene e sul perché continua a lievitare in certi settori la spesa corrente ed invece fermiamo gli investimenti. Una conferma poi di un tema che ha fatto oggetto di grandi dibattiti fra di noi in tempi anche recenti, quello della finanza locale, ci viene dalla Corte dei Conti, perché la Corte dei Conti fa una lettura asettica, precisa di ciò che sta succedendo e la fa già riguardo al 2011. Vi ricordo che abbiamo avuto uno scontro molto duro sulla finanza locale in quest'aula sul bilancio 2012. Il fronte della finanza locale fa risaltare un aumento impressionante dei vincoli di destinazione, abbiamo avuto nel 2011 25.000.000 in più dei circa 230.000.000 di euro della finanza locale, che sono stati vincolati quanto alla destinazione e ne abbiamo avuti 13 in meno, che sono stati assegnati agli enti locali in libera gestione. Abbiamo spiegato questo come un effetto di incatenamento della finanza locale, sempre meno autonoma, con lo scaricamento di interi cespiti di spesa sui Comuni, dando la sensazione di aumentare l'autonomia locale, ma in realtà facendo semplicemente un trasferimento di livello nella spesa. Questo permette di dire: "diamo ancora più soldi noi ai Comuni, mettiamo una bella cravatta ai nostri Comuni", peccato che continuiamo a tirare il nodo e il nodo della cravatta ha la curiosa caratteristica che diventa un cappio se lo si tira troppo! Questo è il cappio che sono state in grado le politiche di bilancio e finanziarie di questi ultimi tre anni di mettere in campo, cioè lo scaricamento di fronti di spesa vincolata sulle spalle dei Comuni.
Un ragionamento profondo merita il settore della sanità, sul quale registriamo apparentemente una velocità quasi di crociera, anche qui abbiamo un effetto di diminuzione di investimenti e di aumento della spesa corrente: 14.500.000 di euro in più in spesa corrente e risorse disponibili per il miglioramento delle infrastrutture in forte diminuzione. Fra poco parleremo anche di altri aspetti del settore della sanità, ma questo è il primo dato di lettura macroeconomica. Noi riteniamo necessario che sulla sanità ci sia oggi uno sguardo più penetrante e attento, questo è il primo dei tre capitoli sui quali abbiamo depositato poco fa degli ordini del giorno, che sono degli impegni ad un lavoro nei prossimi mesi di questo Consiglio, in ordine a tre distinte problematiche che richiedono, se abbiamo ancora voglia di avere un minimo di ruolo e di incidenza, un nostro sforzo di verifica - ed eventualmente qualche colpo di barra -, perché non possiamo dare per acquisito che quello che viene trasferito all'USL sia automaticamente speso bene. Chi controlla l'USL politicamente? Cosa possiamo dire noi nel complesso, non sulla singola questione? Riceviamo delle liste di delibere che vengono assunte dal Direttore generale dell'Unità sanitaria locale, ma abbiamo noi la visione complessiva, siamo in grado di governare nel suo complesso la spesa? Questo trapasso all'autonomia responsabile non chiede forse che facciamo un piccolo sforzo ulteriore?
Sull'agricoltura non mi dilungherò particolarmente, anche perché giochiamo in squadra e abbiamo dei buoni players sul tema e perché sul tema dell'agricoltura il ripensamento dovrebbe essere profondo in relazione alla quantità di risorse ferme, che devono ancora essere digerite. C'è un ingorgo da incapacità programmatoria, strutturale di questi ultimi anni della Regione, c'è stato accumulo di risorse e poi abbiamo anche un'opportunità a tempi brevi con la discussione del provvedimento legislativo in materia di riordino fondiario, per fare qualche riflessione a latere; anche se si tratta di un provvedimento che non comporta direttamente impegno di spesa, sarà occasione per parlare delle opere di miglioria fondiaria, che sono un capitolo molto importante per questa Regione.
Non aumentano i debiti, questa è una buona notizia, l'assottigliamento dello stock, della quantità complessiva di risorse che sono oggetto di indebitamento è in riduzione e questo va bene, ma non è leggibile e non lo legge ancora la Corte dei Conti perché, come si dirà fra poco, apre un grosso punto interrogativo sul discorso delle partecipate, non ha ancora del tutto chiaro la dinamica di spostamento dell'indebitamento dal fronte diretto della Regione al fronte mediato attraverso la Finaosta e la sua gestione, attraverso la banca privata regionale che è Finaosta.
Il collega Caveri poco fa ha cambiato cappello e ha cominciato a parlare a titolo personale, dovrei fare anch'io la stessa cosa e qui assumo un po' più la veste di revisore per qualche passaggio di sottolineatura, visto che anche il Presidente è munito dei grandi malloppi e poi ha una memoria di ferro, quindi annoterà tutto.
Faccio alcuni rilievi di carattere generale, che derivano dalla lettura dei residui attivi e passivi. Siccome sono termini che a volte sfuggono, residui attivi quindi sono quelli che dobbiamo ancora prendere dall'esterno e non ci sono tantissime questioni da sollevare, ma ci sono alcuni punti che evidenziano delle problematicità, la maggior parte delle quali esterne rispetto alla Regione, ma è utile chiarirle, perché hanno anche dei risvolti politici. Le individuo, sono 5 o 6 questioni molto brevi, alcune delle quali molto significative. La questione del portale telematico della promozione turistica è una cosa di cui qui non si è mai parlato. Non si è mai parlato in quest'aula del fatto che il "Governo Berlusconi", in particolare i Ministri Brambilla, eccetera, hanno molto vantato il portale telematico italiano come grande innovazione e modo di rilancio del turismo.
Abbiamo fermi da incassare 1.400.000 euro dal 2004-2006, siamo in pieno "Governo Berlusconi", abbiamo un passaggio nel quale viene dichiarato che lo strumento di promozione turistica dell'Italia che vede le Regioni inglobate è il portale telematico. Assessore Marguerettaz, che saluto, perché ci ha felicemente raggiunto, le riassumo in due parole la questione: dal 2004-2006 dobbiamo prendere 1.400.000 euro dallo Stato per un portale telematico che era, forse non sono stato corretto ad indicare Brambilla, era forse Bondi o qualcun altro al Turismo in quegli anni, comunque non cambia molto, era al "Governo Berlusconi" ed era stato indicato questo come un progetto di grande rilancio, credo che fosse Italia.it o qualcosa di simile.
Dicevo: 1.500.000 quasi di euro fermi da otto anni per la promozione turistica, non per causa nostra, ma per causa di una politica mal fatta del Governo nazionale, rispetto alla quale credo che qualcosa vada detto da noi, dai nostri Parlamentari, perché non possiamo trovarci annotato in bilancio che dobbiamo prendere dei soldi di questa dimensione, allora o sono stati spesi dalla nostra Regione e non abbiamo ancora ricevuto a compensazione, oppure sono bloccati definitivamente. Dal suo Assessorato, Assessore Marguerettaz, poi ci sono arrivate delle non risposte, sono stati fatti tre solleciti attraverso le Finanze...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...sì lei mostra un documentino, ma sono stati richiesti un mese fa dei documenti e non ci sono arrivati, chiudo la parentesi, la riapriremo in altri momenti.
La questione complessa dei fondi relativi al mondo del lavoro, in particolare alla formazione professionale e le politiche del lavoro, di cui abbiamo diffusamente parlato ieri...qui abbiamo ancora delle pesanti farraginosità, la sottolineatura della Corte dei Conti va presa in seria considerazione. Meno positiva è la situazione relativa al Progetto obiettivo Occupazione, che registra un livello di avanzamento più basso in termini di impegni, siamo ad un impegno solo al 57 percento delle disponibilità, che di pagamenti, 27,1 percento, e che con molta eleganza la Corte dei Conti dice che necessiterebbe una significativa accelerazione, al fine di pervenire al più ampio tiraggio possibile delle maggiori risorse ad esso allocate. I colleghi si sono spesi ieri nel dibattito nel dire che ci vogliono risorse per le politiche del lavoro, ma qui le risorse ci sono, è un problema di tiraggio, di migliorare il funzionamento di questo prelievo.
Sulle strutture sanitarie abbiamo ancora circa 22.000.000 di euro non spesi del 1999-2000, questo necessiterebbe di qualche piccola rivisitazione; siamo qui all'interno di un mondo molto complesso, che è quello legato alle opere dell'ampliamento dell'ospedale, ma il volume è significativo, ci sono problemi di rendicontazione che dovranno essere messi a posto. C'è una questione delicata soprattutto oggi di ancora aperte sofferenze in materia di locazioni industriali, una vecchia vicenda che abbiamo approfondito; in molti casi si tratta o di questioni sotto contenzioso o di questioni che sono legate a difficoltà registrate dalle singole aziende. Un invito molto bonario, ma comunque un invito ad un'attenzione particolare nel recupero di risorse che vanno reincamerate alla Regione. Adesso però - questo è il quesito in termini politici - non guardiamo più a locazioni recenti; quello che abbiamo in "pancia" come credito è nell'ordine di 8.000.000 di euro ed è tutto ante trasferimento del patrimonio immobiliare a Vallée d'Aoste structure. Quello che sto dicendo è che le sofferenze di pagamento delle aziende rispetto al proprietario, che è Vallée d'Aoste structure, in conto nostro non le vediamo: noi consiglieri non vediamo se stanno pagando, se hanno problemi di rateizzazione, eccetera. Abbiamo fatto un'opera di esternalizzazione come Regione, perché anche giustamente non era opportuno che venisse gestito direttamente come parte politica il patrimonio industriale, ma non abbiamo una relazione dettagliata, un confronto con le controllate regionali e in questo caso con Vallée d'Aoste structure per sapere cosa sta succedendo. Questo credito ancora dei tempi passati io lo prendo come revisore come appunto per andare a vedere cosa sta maturando sull'altro fronte: ci interessa sapere se pagano, se le nostre aziende possono sostenere le locazioni immobiliari? Ci interessa, ma non possiamo saperlo non avendone una visione complessiva.
Abbiamo fatto accertamenti di insieme sui proventi ancora da incassare nell'annosa vicenda delle postazioni del Monte Bianco, abbiamo approfondito le questioni della ristrutturazione dell'ospedale; facciamo una notazione positiva forse di dettaglio, ma che dimostra che tecnicamente il nostro apparato amministrativo funziona bene. È stata introdotta un'operazione di compensazione fra i prelievi non dovuti, cioè quando qualcuno prelevava con la Carte Vallée e non aveva diritto all'esenzione fiscale (parliamo di pre-2010) e quanto deve prendere dalla Regione come bon de chauffage. Credo sia un buon esempio di compensazione fra crediti e debiti fra Amministrazione e cittadino, mi fa piacere che lo si sia reso operativo nel nostro ambito.
Rapporto con le partecipate: vedo che il tempo è stato tiranno e cerco di chiudere molto rapidamente, semmai mi riservo nel secondo intervento alcuni ulteriori chiarimenti.
La Corte dei Conti è impressionata, a mio avviso, dal volume del nostro rapporto con le partecipate, in due punti figura il termine "ingente", che non è un termine tecnico in questo caso, ma è un termine freudiano: "mamma mia, quanto!", ovviamente proporzionalmente alla nostra Regione, perché sono giudici che hanno ben chiari i volumi della spesa pubblica. Quello che risulta chiaro alla Corte dei Conti è che nessuno è in grado di vedere, salvo forse al Presidente, cosa succede lì dentro. Noi allora presentiamo un ordine del giorno su tale tema, che sarà utile per sollecitare che questo Consiglio venga puntualmente informato, come avrebbe già dovuto essere in base ad una delibera che non è stata ancora adottata dalla Giunta regionale, sulla resocontazione delle operazioni che si svolgono soprattutto nell'ambito della Finaosta, lo abbiamo esplicitato in modo molto netto e ne parleremo fra poco.
Presidente, cedo volentieri la parola, perché hanno molte cose da dire anche i colleghi, preannuncio che ci sarà un successivo breve approfondimento sulle questioni dei residui passivi, del personale e dei fondi europei. Rispetto a quest'ultima questione, annuncio il terzo ed ultimo ordine del giorno, che riguarda la necessità che ci sia un'attenzione sui meccanismi di controllo sulla spesa dei fondi europei. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Sarò molto più breve del collega che mi ha preceduto, anche perché per gli argomenti di oggi i dati sono stati ben relazionati dal Presidente Rosset, al quale rivolgo, a nome del gruppo, un grazie, abbinandolo a quello degli uffici, in particolare al Dirigente Bieler, che ha dato la disponibilità della lettura dei dati in modo efficace, come è stato sottolineato dai colleghi Caveri e Louvin.
Prima di scendere nei particolari della relazione della Corte dei Conti e del rendiconto, ho l'esigenza di fare un rilievo dopo l'intervento del collega Louvin, perché il collega, nel suo lungo intervento con la capacità che lo contraddistingue dal punto di vista dialettico, dedica trenta secondi per dare un giudizio su quello che sta avvenendo non solo qua, ma nel mondo...il mondo che è cambiato e la situazione della nostra regione è la conseguenza di tutto ciò che sta avvenendo, cioè se non prendiamo atto che il mondo è cambiato, evidentemente tutto diventa molto difficile nell'analizzare le singole proposte che vengono fatte. Credo che, se non si riconosce che la crisi in atto è fortemente invasiva di tutto quanto sta avvenendo, anche nella nostra regione, tutto ciò che è stato detto oggi da Louvin...sembra che si sia dimenticato di questo. Quando il collega Louvin cita, ad esempio, il problema del casinò, è come se dicesse: "la Regione ha rinunciato a questi 70 milioni all'anno che entravano nelle casse regionali", così come se fosse avvenuta una scelta singola della casa da gioco, ma in Valle è il frutto di una crisi nel settore di cui abbiamo già parlato più volte, quindi non riesco a capire dove in realtà lei voleva arrivare. Ho citato questo, ma tutte le altre cose che sono state dette ritengo che siano doverose di una critica, perché non è pensabile che tutto sia visto così negativo senza tenere in considerazione ciò che è avvenuto.
Devo dire che, anche per quanto riguarda la lettura della relazione alla Corte dei Conti, che anch'io ho avuto modo di analizzare, do una lettura diversa. Qua sembra che, ogni volta che c'è una discussione fra maggioranza ed opposizione, voi guardate i film del terrore e noi guardiamo la commedia all'italiana, ma onestamente drammatizzare tutto in questa maniera senza tenere realmente conto di ciò che è avvenuto mi sembra molto strano, perché, anche dal punto di vista dell'onestà intellettuale, lo trovo non corretto. Se non teniamo conto che abbiamo perso nel nostro bilancio qualcosa come 350.000.000 di euro, perché tutto discende da lì, cioè non è che li abbiamo persi, perché noi siamo i cattivi e gli altri sono i buoni, è ciò che sta avvenendo nel mondo e noi dobbiamo pagare i nostri debiti; se non si tiene in considerazione questo, diamo delle notizie errate.
Per scendere sull'argomento, è da dire che per la prima volta affrontiamo la discussione del rendiconto con l'apporto di una relazione ampia della Corte dei Conti, anche se insediata recentemente e che fra i suoi compiti esercita il controllo generale sulla gestione dell'Amministrazione regionale e dei relativi enti strumentali ai fini di un referto al Consiglio regionale. In questo caso la Corte dei Conti ha deliberato di fare questa relazione sul rendiconto, per cui in qualche maniera si interseca la discussione di questo argomento, il che ci crea anche sollievo, perché ci dà garanzie su quanto stiamo facendo. La relazione della Corte dei Conti presenta aspetti molto interessanti per almeno due motivi: il primo è psicologico, in quanto rappresenta un motivo di maggiore garanzia e supporto al Consiglio, in modo particolare a quei colleghi che svolgono le funzioni di revisori dei conti. Non ho mai capito bene tale ruolo, ma su questo è intervenuto il collega Caveri, le motivazioni le ha spiegate lui, speriamo che tale normativa venga cancellata; il secondo motivo è che la relazione propone un approccio costruttivo, in cui si evidenzia la connessione fra il bilancio della Regione e l'economia del nostro territorio, dedicando attenzione ai bilanci delle società pubbliche.
Entrando più nel merito, anche se parzialmente, abbiamo rilevato con una certa soddisfazione che la gestione finanziaria della Regione continua a presentare aspetti positivi. Queste cose bisogna enfatizzarle in modo adeguato, cioè non si può sempre dire al contrario. La spesa è sensibilmente in diminuzione e spero che questo non sia un dato negativo, la spesa sta scendendo del 20,8 percento e questo è la verifica del rispetto delle regole del patto di stabilità; anche questo è un aspetto positivo. Se poi lo si legge in una maniera diversa, allora diventa tutto negativo, ma non capisco come si possa non leggere in senso positivo.
In sostanza, la legge di contabilità esprime una cultura contabile di rilievo anche se alcuni punti sono da perfezionare e questo va molto bene. Non credo che questa maggioranza non sia disponibile a recepire in modo positivo anche quelle osservazioni che la Corte dei Conti della sezione regionale ci rileva, perché nasce nell'ambito di un rapporto con un approccio assolutamente positivo. Nella relazione della Corte dei Conti quindi si rileva poi la positiva capacità di tenere conto degli obiettivi di convergenza e di stabilità derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, anche se, come sottolinea sempre la Corte dei Conti, sarebbe necessario produrre un documento programmatico annuale nel quale la Giunta si impegni a perseguire determinati obiettivi di carattere politico-finanziario prima di varare i documenti contabili. Noi siamo - credo - sulla strada giusta e, se ci sarà eventualmente qualcosa da perfezionare, sicuramente lo faremo.
Tra i punti interessanti che si rileva, anche qui facendo convergere la relazione della Corte dei conti e il nostro bilancio consuntivo, vi è quello che riguarda le manovre attinenti al federalismo fiscale e le manovre finanziarie dello Stato, che hanno inciso fortemente sui nostri conti. La normativa varata dallo Stato nel 2011 e nei primi mesi del 2012 ha prodotto importanti conseguenze sul bilancio regionale sia per quanto riguarda le entrate che le spese: da un lato, l'accordo sul federalismo ha previsto l'attribuzione dei dieci decimi a tutte le entrate erariali percepite; dall'altro, però, la progressiva sospensione della somma sostitutiva dell'IVA da importazione e le varie manovre che hanno previsto tagli sostanziosi a partire dal 2011 pesano sul bilancio per un importo superiore ai 350.000.000 di euro. Il rendiconto e l'assestamento risentono delle misure collegate all'attuazione del federalismo fiscale e a quelle introdotte nel 2010. La gestione finanziaria continua a mantenere aspetti positivi, mantenendo fra l'altro le misure anticrisi per le famiglie e le imprese, che sono i soggetti più colpiti da questa crisi. Di queste cose abbiamo già parlato in varie occasioni, quindi non mi pare opportuno rientrare nel merito delle singole parti che compongono tali motivi di disagio. Sussistono però dei segnali negativi, quali la presenza di un disavanzo finale della gestione di competenza a fronte di un avanzo che era di circa 90.000.000 di euro, prodotto nel 2010, ma anche tutto ciò deriva dai tagli imposti dalle diverse manovre. Gli obiettivi sono la conseguenza di questo ed è chiaro che ci sono dei segni negativi, ma, se sono letti senza tener conto della premessa, è ovvio che diventa tutto negativo. Fra gli obiettivi posti in essere vale la pena sottolineare la diminuzione degli impegni di spesa, riferiti anche agli organi istituzionali, la cui diminuzione più importante in valore assoluto riguarda le spese del Consiglio regionale.
Tengo a fare una piccola sottolineatura: ci siamo tanto scatenati su questo, perché sembrava che tutte le Regioni facessero chissà cosa, alla fine siamo stati gli unici e anche questa è una cosa che mi fa sorridere. Non condivido questo atteggiamento, ma è frutto evidentemente di una società che ha ancora bisogno di maturare.
Sul discorso del personale abbiamo un calo superiore al 4 percento, che è fisiologico rispetto a quanto dicevo prima. Sulla questione invece di ciò che abbiamo cercato di fare per la finanza locale in qualche maniera la tendenza si è ribaltata. Nonostante le dichiarazioni del collega Louvin che ho trovato un poco fantasiose, i dati sono quelli che contano e qui la spesa impegnata è aumentata nel 2010 dell'1,9 percento. Questi sono i dati che ha rilevato non Salzone, ma la Corte dei Conti, oltre che i nostri uffici.
Vi è poi una serie di cose che evito di leggere, perché sono espresse in modo chiaro sia nella relazione della Corte dei Conti che nella relazione sul conto consuntivo, che sono tutte le partite che vanno dalla sanità alle politiche sociali, all'agricoltura, allo sviluppo economico, all'edilizia residenziale pubblica, alla cultura e allo sport. Il governo del territorio: qui la diminuzione complessiva ha riguardato in particolare gli investimenti, questo è frutto di una mancanza di liquidità che abbiamo, ma bisogna anche tenere conto che la spesa relativa a questo settore è aumentata, per cui il parametro fra la diminuzione degli investimenti e l'aumento della spesa porta ad una riduzione sostanziale del 30 percento circa. In questo contesto fra le altre cose vale la pena sottolineare come il debito a carico della Regione nell'ultimo quinquennio sia passato da più di 500.000.000 a 340.000.000 circa, con un meno 35 percento che è un dato essenziale. Questi sono i dati da far rilevare in modo concreto.
Tornando alla relazione della Corte dei Conti, invece sarà necessario approfondire con puntuale dovizia il capitolo riguardante le società partecipate. Al riguardo nella relazione si porta in esame le sole partecipate dirette, in particolare Finaosta. La Corte fa rilevare che Finaosta è tenuta a trasmettere i rendiconti periodici sia alla Giunta che al Consiglio regionale e in questo passaggio la Corte auspica una puntuale applicazione della norma e il superamento della prassi, per cui Finaosta trasmette solo alla Presidenza della Regione e agli Assessori competenti le comunicazioni degli atti; questo è un argomento che dovrà essere sviluppato e credo che si possa andare nella direzione che la Corte auspica.
Per quanto riguarda invece l'organizzazione amministrativa della Regione, anche la Corte dei Conti evidenzia che la legge regionale n. 22/2010 ha dato una migliore attuazione del principio di separazione fra politica e amministrazione, questo mi pare un dato positivo. Si esplicita puntualmente che sono riservati ai dirigenti gli atti di gestione, mentre agli organi politici spetta la determinazione dell'indirizzo politico e la verifica dei risultati dell'azione amministrativa. Il nuovo assetto dei controlli sulla gestione dell'Amministrazione regionale ha dato luogo alla soppressione dei controlli preventivi di legittimità sugli atti, in quanto è già la Corte dei Conti che sui risultati dell'azione amministrativa svolge tali funzioni. Naturalmente, alla luce di quello che dice la Corte, parrebbe ingiustificata la persistenza della Commissione di Coordinamento, che mi pare che già non operi, ma, se non ho capito male, c'è ancora e i costi di gestione gravano tuttora sul bilancio regionale. Se è vero che c'è questa dissonanza fra i due ruoli, vale forse la pena mettere a posto tali cose.
Come è facile constatare il supporto del lavoro prodotto dalla sezione della Corte dei Conti, è indiscutibile il valore soprattutto quando i rilievi diventano puntuali indicando le giuste e doverose correzioni. L'istituzione di questo indispensabile organismo ha coinciso con una fase delicata per la finanza pubblica nazionale, per cui tutti siamo chiamati a perseguire gli obiettivi di risanamento non più derogabili per il nostro Paese, in quanto la coerenza con i vincoli derivanti dall'appartenenza europea ci obbligano ad una più attenta visione del ruolo che andiamo a svolgere.
Sul rendiconto è già stato ben detto nella relazione, così come sull'assestamento di bilancio, che presenta un avanzo di amministrazione che sfiora i 60.000.000. Naturalmente, per quanto riguarda questo settore, l'avanzo ci consente di attivare risorse sia per le politiche del lavoro che per la finanza locale e questo mi pare nel momento attuale di fondamentale importanza.
Termino il mio intervento ribadendo come in un momento come questo sia essenziale cercare un minimo di convergenza anche nel semplice ragionamento di ciò che sta avvenendo, perché, se vogliamo essere costruttivi, dobbiamo cercare una linea che ci consenta un confronto sereno su argomenti importanti, perché, se non usciamo da tale sistema, vuol dire che non abbiamo compreso bene di quale portata è la crisi di questo momento. L'invito che faccio all'opposizione è quello di non sminuire il lavoro di persone che ci mettono tutto per cercare di fare il bene di questa comunità, quindi invito a fare delle proposte serie e razionali sulle quali poterci confrontare. Il metodo adottato non mi trova consenziente, perché non si riesce ad avere quel dialogo che consentirebbe, pur nelle diverse posizioni, di avere qualche situazione che ci consenta di migliorare la condizione generale, anche se non è che ci possiamo inventare l'acqua calda; si può gridare finché si vuole, ma qui di proposte concrete non ne vedo a livello europeo, non ne vedo a livello nazionale, non posso pensare minimamente di avere i geni tutti qui in Valle d'Aosta! Quando si grida "al lupo, al lupo", quindi sarebbe bene tenere presente questo.
Termino dicendo che è indispensabile un concetto se volete non del tutto fantasioso: credo che ognuno di noi debba cercare di fare di tutto per farsi carico dei problemi della gente. Recentemente vi è stato su La Stampa un articolo molto interessante di Calabresi dal titolo: "Il dovere di "farsi carico"" dei problemi: "questo significa prima di tutto ascoltare, capire di cosa c'è bisogno, immedesimarsi nelle difficoltà delle persone e poi cercare di sfuggire da quegli slogan facili, per cercare soluzioni oneste prima di tutto e rispettose di un momento così complesso". Anche nella comunicazione con la gente quindi, se non c'è l'onestà intellettuale di ricercare nel dialogo non solo in modo unilaterale una posizione, ma cercare di capire chi la pensa in maniera diversa...forse questo può aiutarci a dare un contributo migliore alla nostra comunità, che sta passando un momento particolarmente difficile di cui dobbiamo farci carico.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Qualche riflessione e qualche considerazione dopo l'ampio intervento del collega Louvin. Ho molto apprezzato l'intervento del collega Rosset per la sua franchezza e devo dire che, per affrontare un rendiconto, bisogna avere sul tavolo non solo il disegno di legge e la relazione, ma anche tutte le carte dettagliate, disaggregate, per questo, a titolo personale e del gruppo, desidero ringraziare tutti i dirigenti e i funzionari dell'Assessorato competente che ci mettono nelle condizioni di affrontare un documento di tale importanza. L'analisi e il dibattito del rendiconto dell'esercizio precedente rappresentano sempre un momento importante, ma delicato; è interessante leggere le cifre e i numeri che possono dire parecchio, come sovente possono dire anche nulla. Il rendiconto è un documento contabile, ma la sua lettura ci illustra un intero anno di scelte politico-gestionali a volte obbligate, a volte sbagliate o anche azzeccate.
Il collega Salzone ci ha invitato a confrontarci, registriamo questo invito, più volte abbiamo cercato di proporre qualche soluzione, ma mai accettata né in quest'aula, né nelle commissioni consiliari. Accettiamo l'invito, collega Salzone, siamo certi di non aver inventato noi l'acqua calda, l'hanno inventata molto tempo fa, quindi non abbiamo nessuna presunzione di essere né i primi, né i secondi della classe, ma pensiamo di rispettare le volontà democratiche della popolazione valdostana e, di conseguenza, di cercare di portare le istanze di aumento della qualità della vita in quest'aula. È un anno diverso dai precedenti per vari motivi. Intanto nel 2011 c'è stata una contrazione degli impegni finali rispetto al 2010 e non solo, c'è stato un importante ridimensionamento delle entrate del titolo I, conseguenza diretta dell'applicazione anche in Valle d'Aosta delle norme contenute nella finanziaria dello Stato, dirette al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, che hanno inciso attraverso la progressiva diminuzione della somma sostitutiva dell'IVA sulle merci in transito e attraverso l'ampliamento del sistema di compartecipazione ai tributi erariali.
In sintesi le risorse a disposizione sono inferiori e fatto ancora più negativo per l'Amministrazione regionale è stato il patto di stabilità, che restringe ulteriormente i margini di manovra. Per dirla in sintesi, le briglie al suo interno stringono sempre più ed è sempre più difficile dare delle risposte certe nel momento in cui il patto di stabilità dà delle regole blindate. Il cuore di un rendiconto però è proprio qui, ovvero capire come il Governo regionale e il suo Governatore hanno affrontato queste nuove regole e come la macchina regionale ha saputo interpretare tale nuova era di minori risorse finanziarie disponibili, anche se le risorse a disposizione sono importanti, in breve come si è agito nel concreto per fronteggiare una crisi internazionale che ci è entrata in casa e non sembra arrestarsi. Abbiamo affrontato ieri il mondo del lavoro e le difficoltà sempre maggiori di trovare un lavoro per i giovani sotto i 25 anni anche in Valle d'Aosta; recependo l'invito del collega Salzone, qualche piccola ricetta l'abbiamo messa sul tavolo. In sintesi: da una parte, ci sono meno risorse; dall'altra, un'economia reale valdostana comunque fragile con al centro il settore pubblico che è ancora considerato un punto solido, specie se si somma la galassia delle società partecipate con eventualmente il solo settore dell'industria del turismo che tiene, mentre il resto ha delle difficoltà forse più impattanti.
Torniamo a noi per affrontare il tema delle nuove regole, in parte imposte a livello statale. L'impegnato per il 2011 si attesta a 1.549.000.000 di euro, il pagato con i residui a 1.474.000.000 di euro, prese singolarmente queste cifre dicono poco anche se, visti i limiti del patto di stabilità, probabilmente non si poteva fare diversamente. Mi fermo qui perché più volte abbiamo discusso di questi parametri aggregati e abbiamo cercato di sollecitare il Governo regionale a rivedere la proiezione del triennio; i margini tecnicamente messi sul tavolo dai dirigenti dell'Assessorato erano veramente risibili: in sintesi 260.000 euro. Si poteva impegnare di più di quello che è stato impegnato nel 2011 e si poteva liquidare 9.000.000 di euro in più nel corso dell'anno, questo a livello di dato macro aggregato. Ecco perché prima parlavo delle briglie del patto di stabilità, perché determinano l'agenda economico-finanziaria della nostra Regione e le possibilità sia sull'impegnato, sia sul pagato.
Altre considerazioni si possono fare se prendiamo singolarmente le varie funzioni, passando dall'agricoltura allo sviluppo economico, alla finanza locale, più volte dal nostro gruppo affrontate in quest'aula sia sotto forma di iniziative, interrogazioni ed interpellanze, di sollecitazioni, di pungolo, sia in occasione dell'approvazione di rendiconti o di bilanci triennali. Qualche esempio: i contributi per le spese di gestione dei consorzi di miglioramento fondiario, 2.300.000 è la somma impegnata in previsione, le somme pagate sono 3.160 euro. Eppure i consorzi presentano la documentazione necessaria entro fine giugno, come mai i pagamenti si fanno ancora attendere fino all'anno successivo? La domanda è d'obbligo, per non parlare dei contributi per infrastrutture rurali, citate anche nella relazione.
Gli ordini di grandezza però sono importanti e l'impatto è anche importante all'interno comunque del bilancio tout court, 16.000.000 sono gli euro inseriti in previsione, altrettanti sono gli impegnati e i liquidati nel corso dell'anno sono 1.700.000 di euro. Mi spiace che il Presidente Rollandin non sia in aula, perché più volte il nostro gruppo ha affrontato questo tema e il Presidente ci ha assicurato che c'era la necessità di rimodulare i vari impegni nel triennio; non mi sembra che sia stato fatto in tale settore e potremmo ancora fare ulteriori esempi. Siccome il Presidente non era in aula, ripeto che ho cercato di riprendere le diverse discussioni avute in altre occasioni, nell'approvazione del rendiconto e nella previsione di bilancio, sul fatto di rimodulare e rivedere gli impegni finanziari in certi settori dove comunque gli ordini di grandezza sono molto distanti fra quello che viene impegnato e quello che viene pagato.
Altro capitolo interessante è quello dell'indebitamento, la passività a diretto carico della Regione ammonta a 342.000.000 di euro ad oggi, come esplicitato molto bene in relazione. Dal punto di vista tecnico, l'esercizio 2011 continua a registrare un decremento dello stock di debito a diretto carico della Regione, determinato, oltre che dagli effetti dell'ammortamento, dall'assenza di nuovo indebitamento.
Qui apro una parentesi, tutto bene allora? Ma il nostro debito cala? Mi pongo la domanda. Da una parte sì, nella relazione si citano i numeri e questo stock diminuisce; dall'altra probabilmente no, perché non si può dimenticare che si è messo in campo con l'ultima finanziaria di due anni fa che si autorizzava Finaosta a contrarre mutui per un importo pari a 370.000.000 di euro. Questo tanto per fare un po' di luce sull'effettiva dimensione del debito della nostra Regione diretto o indiretto, poi è già stato citato da altri colleghi sul discorso più generale che anche la Corte dei Conti ha fatto notare nella sua ampia e corposa relazione.
Faccio solo un piccolo inciso per ricordare su questo passaggio. Intanto definisce ingenti, evidentemente troppo ingenti, se ritenesse necessario scriverlo, i trasferimenti per la sua gestione speciale, ma mette anche in evidenza l'anomalia per cui la stessa Finaosta relaziona solo alla Presidenza in merito alla sua attività, mentre avrebbe il dovere di riferirsi direttamente all'Assemblea regionale degli eletti. Come gruppo ALPE, riteniamo che sia un diritto-dovere di questo Consiglio poter esaminare un bilancio integrale, comprensivo di entrate e uscite, debiti e crediti, investimenti e costi di esercizio di tutte le società controllate e partecipate, in modo da avere il quadro finanziario ed economico completo.
Purtroppo, e me ne rammarico, in questa legislatura non è stato fatto nessuno sforzo per rendere più trasparenti i conti dell'intero apparato, eppure sono convinto che questo si doveva fare per mille ragioni: dal punto di vista contabile, dal punto di vista del quadro generale, dal punto di vista della progettualità, dal punto di vista della strategia, di trasparenza, di conoscenza, senza dimenticare il confronto. A mio avviso, il confronto è alla base di ogni singola azione poi da mettere in campo, ma per confrontarsi dobbiamo avere quanto meno come consiglieri il quadro più aggregato possibile e anche disaggregato per rimodulare l'azione politico-amministrativa; tutte cose che più volte abbiamo evidenziato in quest'aula e purtroppo orecchio da mercanti! Tutte funzioni che fino a prova contraria spettano al Consiglio, che ha il diritto di pretendere e di eseguire. Un argomento che lei, Presidente, non ha voluto affrontare per avere le mani forse più libere, ma non voglio polemizzare, perché l'obiettivo è quello di avere un raggio d'azione più ampio possibile per prendere delle decisioni. Non voglio aprire una parentesi ulteriore sulle poche entrate del casinò, probabilmente nei prossimi Consigli riapriremo questa parentesi.
È un rendiconto che mi pare faccia emergere una macchina amministrativa pesante, strano questo passaggio che faccio, perché questo del buon funzionamento della macchina era un cavallo di battaglia del Presidente Rollandin. Devo ammettere che, tranne pochi casi specifici, la macchina non è né efficace, né efficiente. Verticalizzare le procedure e le questioni, rendere soggettiva la definizione delle priorità, mettere lacci, privilegiare il metodo degli incontri e dei pourparlers privati e personali rispetto al confronto aperto e democratico, tanto più in questo momento drammatico, per tante famiglie non ha bisogno di una macchina efficace. Questo porta, forse a scapito della programmazione e del confronto, conseguenze negative dirette sulla macchina amministrativa, piegata più a logiche di obbedienza e funzionalità al sistema che alla responsabilità e al lavoro per obiettivi. Mentre questi effetti non sono facili da misurare, quelli che derivano dal lavoro per obiettivi lo sono per definizione, ma forse proprio per questo si fanno orecchie di mercante alle nostre continue richieste di cambiare strada.
Allo stato non possiamo che prendere atto che questo rendiconto dimostra l'assenza o la difficoltà di mettere in campo delle scelte coraggiose sia per affrontare questa crisi, sia per disegnare un progetto di futuro per la nostra comunità. Se l'impianto generale è debole, conservativo e senza slancio, ciò è dovuto ad un'ostinata e anacronistica difesa di un modello di processo decisionale inadeguato alle esigenze di una moderna ed efficace amministrazione, ma che non si vuole. Opacità contro trasparenza, con la conseguenza che non può nascere, né crescere una visione globale condivisa e di gruppo. La considerazione forse più importante e impattante è avere quella condivisione di gruppo, avendo sul tavolo tutte le carte da giocare, tutto quello che l'istituzione e il sistema pubblico e parapubblico avrebbe dovuto in questi momenti di grande difficoltà mettere a disposizione. È una sindrome pericolosa, perché nel contesto generale favorevole di qualche anno fa, il sistema garantiva stabilità e dava risposte che si potevano leggere nei rendiconti, mentre nel contesto attuale il sistema così rigido non permette i cambiamenti necessari e nel rendiconto che ci viene presentato leggiamo questo dato negativo. Questo è motivo di grande preoccupazione per il futuro della nostra comunità. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Gli argomenti in oggetto sono molto delicati e complessi e sicuramente dopo un po' si rischia di perdersi in queste analisi dettagliate, che sono utili e necessarie per capire l'importanza di quello di cui si discute. A tal fine è stato prezioso leggere un'indicazione di quello che, a mio avviso, può essere il punto centrale, la bussola che guida il senso dei nostri interventi in quest'aula e che è riportata nella relazione al Consiglio della Corte dei Conti. A pagina 16 si fa un esplicito riferimento all'entità e alla rilevanza delle manovre e del loro impatto sul benessere delle collettività, che "non possono che coinvolgere la responsabilità delle assemblee rappresentative nella formulazione degli indirizzi e nell'approvazione dei documenti di bilancio"; questo è il senso del nostro lavoro, siamo responsabili di quello che viene votato. Vi è poi una nota ulteriore: "la speciale autonomia di cui godono alcune Regioni accresce il carico di responsabilità delle rispettive assemblee elettive".
La Corte dei conti ci richiama come Consiglio ad una grande attenzione e questo sicuramente chiarisce l'importanza di tutti gli interventi che hanno preceduto il mio. In altri passi, che non sto qui a riprendere, si fa però esplicito riferimento al fatto che sempre di più tutte le questioni di bilancio fanno capo agli esecutivi e che quindi il ruolo delle assemblee è sempre più un ruolo di indirizzo: si dà un indirizzo generale, con responsabilità i consiglieri se lo assumono, poi le questioni più tecniche ricadono sulle spalle degli esecutivi. In questo contesto perché il nostro gruppo possa dare un indirizzo bisogna capire la lettura generale del fenomeno che stiamo vivendo, cioè la situazione economica e il modo in cui il bilancio regionale interpreta quella situazione. Nella precisa e chiara relazione del collega Rosset c'è però un passaggio che, più politico, segna forse le distanze che ci sono fra i diversi modi di leggere la situazione.
Il collega dice: "la Valle d'Aosta è inserita in un contesto italiano ed europeo mondiale che non consente un grande ottimismo - è un eufemismo non consentire un grande ottimismo - e ci obbliga a smisurati sforzi di razionalizzazione ed economie come mai ci si sarebbe aspettati di fare".
Serbando memoria dei dibattiti che abbiamo avuto in questi anni, si era in qualche modo annunciato da parte nostra che le cose sarebbero state difficili; ricordo che l'ex Assessore al bilancio rispondeva sempre che bisognava guardare con ottimismo alla realtà, che il bilancio era solido, incrollabile, inattaccabile e che se altrove le bufere della crisi spazzavano via tutto, qui c'era il forte baluardo del bilancio regionale che non avrebbe consentito che la crisi colpisse duramente la nostra regione. Come ci ha ricordato Dostoevskij nelle Memorie del sottosuolo, il volere umano molto spesso, anzi il più delle volte, si trova assolutamente e cocciutamente in contrasto con il raziocinio. Questa è la sensazione che abbiamo avuto in questi anni, dove, a forza di ottimismo, a forza di inviti a riempire le borse della spesa con spot pubblicitari, eccetera, il Paese gradualmente è andato a vivere una realtà profondamente diversa.
Oggi cosa fotografa il nostro consuntivo? Credo che, come rimarcato dalla relazione di maggioranza, si fotografa la riduzione delle disponibilità finanziarie del bilancio regionale; questo è un elemento oggettivo che fa capo a scelte di riorganizzazione dello Stato, il cosiddetto "federalismo fiscale", che ha avuto delle ripercussioni molto pesanti per la nostra realtà.
L'altro elemento importante è il dato economico, cioè l'avanzo di bilancio che ci consente di agire come un assestamento di bilancio è nettamente inferiore a quello degli anni precedenti, addirittura con una riduzione drastica all'interno di questa legislatura, quindi è una legislatura che vive un passaggio epocale nel modo di concepire e gestire il bilancio. Questi sono i due elementi forti da cui non può prescindere qualsiasi analisi della situazione che stiamo vivendo, quindi come si cerca di rispondere a questa realtà?
La relazione richiama al primo punto la forza, l'impatto delle misure anticrisi, come dire: in questa situazione, nonostante le difficoltà e tutto quello che avviene, c'è stato uno sforzo importante che è quello delle misure anticrisi. Misure che avevamo evocato con forza nel 2008, che abbiamo votato in prima battuta, ma che con il passare degli anni abbiamo cercato di evidenziare come non sufficienti, non tanto come entità, ma non adeguate perché non riuscivano a spezzare quel meccanismo che si era creato e che era un meccanismo involutivo. Allora quello a cui stiamo assistendo non è un impoverimento del pianeta, ma è un enorme spostamento di ricchezze nel pianeta, ricchezze che si spostano dai ceti più deboli a quelli più grandi; c'è una concentrazione di denaro nelle mani dei più forti a discapito dei più deboli, questo dal punto di vista sociale, e una redistribuzione di tipo territoriale per cui Paesi che erano prima ricchi, cioè il mondo occidentale, vedono defluire le loro risorse verso altri Paesi come il sud est asiatico, la Cina, eccetera. Come agisce la Valle d'Aosta in questo contesto dove le risorse si spostano sempre più verso le classi sociali più agiate e prendono direzioni altre. Se devo leggere la realtà valdostana, dico che, anche dai dati che emergono dall'analisi della Corte dei Conti, si vede che non è che noi abbiamo arginato il processo di impoverimento delle classi più deboli e di concentrazione del denaro nei ceti più forti; questo processo è avvenuto anche in Valle d'Aosta, lo si vede nel rafforzamento dei ceti forti e degli stipendi dei dirigenti, che continuano a godere della loro condizione di benessere e a chiedersi: "dov'è la crisi che non la vedo, io continuo a girare con la mia Porsche e non percepisco tutta questa crisi". Dall'altra parte ci sono quelli che non trovano più lavoro, che sono espulsi, che devono tirare avanti con l'80 percento dello stipendio, perché sono in cassa integrazione, eccetera. Questo è il mondo che viviamo, questa è la realtà e non succede solo in Valle d'Aosta, mi guardo bene dal dire questo, perché questo sta succedendo in tutti i Paesi occidentali, ma questo è e non mi pare che le misure messe in atto vadano in Valle d'Aosta ad arginare questo fenomeno, anzi qui ci sono stati dei fenomeni addirittura di accelerazione rispetto ad altre realtà. Qui, partendo da una condizione molto migliore, questo va sempre richiamato, c'è stato però un peggioramento maggiore rispetto ad altre realtà; quindi, dal nostro punto di vista, se questo è il compito, quello appunto di tracciare un indirizzo e dare una guida, questo è un modo di leggere la nostra realtà.
L'altra questione importante è se i conti sono tenuti in ordine. Dai dati - questo non può che rallegrarci -, i conti sono in ordine, ma lo si ripete spesso quando lo si riferisce al "Governo Monti", il fatto che si mettano in ordine i conti non significa che stia bene la popolazione, chi lavora, eccetera. Noi quindi non è che dobbiamo metterli in ordine, li abbiamo sempre tenuti in ordine e, se c'è un rigore contabile, da qui non deriva necessariamente che c'è un benessere per chi lavora e chi vive in questa regione. Le risorse a disposizione sono sufficienti? A nostro avviso, le risorse a disposizione - anche se era meglio se non avevamo i tagli, senza dubbio - sono ancora ingenti e qui si tratta di decidere come utilizzarle. Per esempio, abbiamo visto che c'è stato qualche settore, come la sanità, dove la spesa cresce, ma se andiamo a leggere alcuni dati all'interno della crescita della spesa sanitaria, vediamo che crescono i premi di risultato, gli stipendi dei medici, dei dirigenti.
Qui abbiamo apportato un miglioramento alla qualità del servizio sanitario, per cui uno potrebbe dire è cresciuta la spesa sanitaria, ma ragazzi miei, che servizio abbiamo erogato! Sotto questo aspetto, invece, ci sono grosse perplessità, il territorio lamenta grosse difficoltà dal punto di vista sanitario, ci sono dei problemi di qualità anche sul settore sanitario, quindi il fatto che la spesa cresce nella sanità non è il corrispettivo di una sanità di qualità. Anzi adesso dovremo affrontare tutto un ragionamento di indirizzo, rispetto al quale il fatto di fare certe scelte sull'ospedale, eccetera, sono tutte cose bellissime che vengono raccontate, come il fatto che la degenza sarà ridotta a pochissimi giorni, quindi ospedale moderno, bellissimo! Ma il paziente che sta in ospedale solo un giorno vuol dire che deve avere un servizio sul territorio, cioè un infermiere che va a casa sua, un ambulatorio sul suo territorio, quindi contemporaneamente alle scelte che si fanno sui muri, come per l'università, devono esserci le scelte che si fanno su una visione complessiva del fenomeno. Da questo punto di vista, alcune crescite di spesa ci lasciano assolutamente perplessi, così come ci lasciano perplessi le scelte dove si va letteralmente a spazzare via anni di investimenti e di sforzi in alcuni settori. Faccio degli esempi sul fatto che ci sono delle azioni di non razionalità gestionale, quindi aumenta la spesa sanitaria senza che a questo aumento corrisponda un ridisegno e una visione qualitativa diversa della sanità, ma si vanno ad aumentare le retribuzioni di alcuni, senza contare poi che l'USL va in disavanzo nonostante questi sforzi economici Si legge a pagina 164 (cito dalla relazione della Corte dei Conti): "a sua volta l'area 2 zootecnica subisce una riduzione ancora maggiore (meno 41,6 percento), in quanto gli impegni di spesa relativi a contributi per interventi di investimento e sviluppo dell'allevamento nel settore, scendono da 6.300.000 del 2010 a 3.700.000 nel 2011". Se questa è la razionalità di questi conti, cioè aumento nella sanità senza che sia chiaro il progetto, do una spazzolata all'agricoltura senza precedenti e anche nel settore della zootecnia proprio non ci siamo!
Siccome non si può fare una lettura punto per punto, se andiamo a vedere su questo avanzo di bilancio, che è importante, ma, rispetto al passato, non è gran cosa, la logica è sempre quella che non si capisce qual è la mission che viene data a questo intervento, ma c'è la solita parcellizzazione degli interventi. Certamente, visto che c'è un problema nel settore dei forestali, ci mettiamo un milione a sostegno dell'occupazione dell'ambiente forestale e ci laviamo la coscienza e, parlando dei forestali, questo mi consente di rettificare il concetto che 12 lavoratori sono a spasso; 12 lavoratori sono un calcolo che deriva dai quattro cantieri per cui la gara è esclusa, poi ci sono tutti gli altri che non sono ancora stati chiamati, ma è chiaro che i titoli fanno notizia. Dicevo dei tagli nel settore della zootecnia, allora cosa si fa? Si mettono 200.000 euro per il sostegno alle manifestazioni in ambito zootecnico, da una parte ho tagliato milioni di euro e poi nell'assestamento di bilancio dico: guardate come sono bravo, 200.000 euro alle manifestazioni per la zootecnica. Questo finirà sul giornale domani, si leggerà che si danno 200.000 euro per le manifestazioni zootecniche e verrà dimenticato che si è spazzolato tutto! Questo per dire della difficoltà con cui si leggono tali provvedimenti.
Salzone giustamente diceva: su questi temi dovrebbe esserci un confronto sereno; allora come ogni volta assistiamo in aula all'invito rivolto all'opposizione, a fare proposte serie. Ebbene, noi ne abbiamo fatta più di una, solo che sono state completamente disattese dall'Amministrazione.
La cosa che mi incuriosisce è che si dice che il metodo seguito dalla minoranza non è corretto; allora vorrei capire, Salzone, qual è il metodo che lei suggerisce per lavorare, lei che si è chiuso nella cabina di regia a decidere le cose, vorrei capire come ne informa la minoranza delle scelte che prende nella cabina di regia. Lei che dice che noi dobbiamo dialogare con la maggioranza, vorrei sapere in quale sede siamo stati portati a conoscenza del Capodanno a Courmayeur, o in quale sede siamo stati informati dei grandi investimenti per far venire la Juventus in Valle d'Aosta. Voi queste cose ve le siete bellamente decise voi per i fatti vostri, non avete coinvolto nessuno e avete pure la faccia tosta di venire in Consiglio a dire che la minoranza non è disponibile al dialogo, ma se neanche la maggioranza è informata delle scelte che prendete nella cabina di regia! Si apprendono le notizie dai giornali!
È inutile allora che poi si fa la predicozza alla minoranza, certo c'è un'emergenza e noi diamo la disponibilità a lavorare insieme, diteci qual è il tavolo di lavoro però su cui lavoriamo assieme! Quando avanziamo la proposta, questa è regolarmente bocciata e generalmente la proposta avviene dopo che voi avete deciso. Allora, per cortesia, state governando la Regione, fatelo senza trascinare responsabilità della minoranza rispetto a scelte che voi fate, per i fatti vostri, rispondendo a logiche spesso clientelari, di facciata, in cui adesso dite: "la situazione economica è difficile, bisognerebbe che ci fosse la collaborazione di tutti, la minoranza non collabora!". Ma stiamo scherzando? Queste sono scelte che avete fatto voi, sono responsabilità vostre e qui vengono al punto della Corte dei Conti, che dice è responsabilità del Consiglio regionale tracciare degli indirizzi, ma vorrei capire qual è l'indirizzo. State puntando sullo sviluppo turistico, state arginando la crisi industriale con scelte mirate? Volete rilanciare il settore dell'agricoltura estendendo la coltura delle piante officinali anche nei giardini di casa? Vorrei capire qual è la scelta politica. Oppure la scelta che si intravede da questi documenti qual è? È che dobbiamo tirare a campare, aspettando che la ripresa la faccia l'Europa, la faccia il criticatissimo Monti, la facciano altri e noi poi attaccheremo il nostro piccolo carretto regionale al treno a vapore dell'economia europea e diremo che siamo stati bravi ad arginare la crisi. Da una Regione autonoma che ha delle competenze, che ha delle specificità, che ha la possibilità di fare scelte anche molto importanti ci si aspetterebbe qualcosa di più del "tiriamo a campare", che è di fatto il sunto di queste cose che leggiamo in questo rendiconto e nelle prospettive future. Sempre di più è preponderante il peso della Regione, il numero dei dipendenti regionali, mancano i dati di tutti i dipendenti delle partecipate per dare l'idea di come l'economia valdostana sempre più dipenda in toto dalla Regione e di come si faccia fatica a ridare alla società civile quell'autonomia, quella forza per poter agire e creare autonomamente sviluppo. Queste sono le cose che auspicheremmo in un documento che sia di indirizzo, che non sia la rendicontazione nuda e cruda di quello che viene fatto in modo assai ripetitivo da anni, senza che ci sia quel passo nuovo che noi non cogliamo in tali documenti.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin, per il secondo intervento.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Abbiamo un dovere di completezza su alcuni fronti che non è stato possibile trattare nel primo intervento. Qualche collega rumoreggiava, trovando un po' noioso il nostro uso del tempo, spero che non ne stiamo abusando, ma la quantità di questioni che sono sul tavolo, l'avere cumulato due leggi, una relazione di 450 pagine della Corte dei Conti in un'unica valutazione ci impone di usare fino in fondo i 60 minuti che sono a nostra disposizione e che non sono esagerati per dire un'opinione di tutto un gruppo consiliare sul conto consuntivo di quest'anno.
Dobbiamo completare il nostro giro di orizzonte con alcune osservazioni che riguardano intanto il personale, del quale hanno parlato già i colleghi, e sul quale la riflessione che vorremmo introdurre è frutto anche dello sguardo che ci porta su un quinquennio la Corte dei Conti. Nel 2008, anno elettorale, la spesa per il personale regionale è esplosa del 12,5 percento, cioè c'è stata un'impennata, collegata a dinamiche contrattuali e ad aumenti del personale, spropositata e vorrei ricordare che, se non fosse entrata in vigore una legislazione restrittiva dello scorrimento in avanti dei contratti pubblici, avremmo avuto un incremento scalare del 5-6 percento annuo nel triennio successivo.
La Regione funziona come macchina nel complesso, ha un potenziale sufficiente, non è in affanno, seppure abbia dei problemi e delle coperture più disagevoli che in passato, ma nel complesso non è in affanno, però è stata necessaria una briglia esterna perché la nostra spesa per il personale venisse bloccata. Questa è una riflessione che vorremmo fare, cioè una carenza che ha dimostrato tale maggioranza e nella chiusa dell'esercizio della legislatura precedente la maggioranza che l'ha preceduta nel non aver saputo governare autonomamente la spesa pubblica e la spesa per il personale. Questa è una confessione che come Regione va fatta, altrimenti non capiamo che abbiamo perso come Valle d'Aosta il controllo della nostra spesa pubblica. Oggi siamo rientrati in binari di sostanziale continuità, di cui si rallegravano alcuni colleghi della maggioranza, ma grazie ad una briglia esterna, perché, se fosse per la decisione politica di questa Regione, si spenderebbero 20-25.000.000 di euro in più sul personale quest'anno rispetto al 2008!
Il secondo aspetto relativo al personale è una sottolineatura che fa la Corte dei Conti, su cui dovremo tornare, circa la necessità di verificare il grado di adeguamento della legislazione regionale all'orientamento restrittivo assunto sullo spoil system dalla Corte costituzionale. Credo che una persona su mille in Valle d'Aosta capisca cosa vuol dire questa frase, vuol dire una semplice cosa: la scelta discrezionale dei dirigenti dell'Amministrazione regionale e la possibilità di avere un ricambio a fine legislatura o dopo un triennio può essere superiore a quanto sia ragionevole. Su questo credo che dovremo fare - e faremo spero insieme alla sezione decentrata della Corte dei Conti - un'analisi anche tecnica sulla quantità di personale dirigente che può essere preso e buttato fuori dall'Amministrazione regionale a chiusura di un contratto e alla percentuale che deve essere conservata e a cui si deve dare la stabilità, non per assicurare uno stipendio, ma perché deve avere stabilità di impiego ed essere in grado di prendere delle decisioni tecniche, che non risentano direttamente della discrezionalità politica della Giunta in termini di immediata esecuzione, cioè (brutalizzo) per non essere direttamente agli ordini del padrone, perché ci sono anche delle funzioni nella pubblica amministrazione che esigono una tale terzietà da non dover essere sottoposte allo spoil system (cioè all'usa e getta, al prendi una persona e poi mettila fuori). Mi rendo conto che ho sintetizzato in termini brutali, ma è un problema serio.
Sui fondi europei ho anticipato quello che sarà oggetto di un ordine del giorno, sulla questione dei residui passivi sui quali abbiamo svolto un lungo lavoro molto attento su una montagna di questioni; enuncio solo una serie di punti sui quali attiro l'attenzione del Presidente Rollandin. Abbiamo nei rapporti con INVA un quark, cioè un buco nero in cui delle risorse vengono attratte e non si capisce più cosa ne sia, ci sono anni di fermo: piano di decentramento catastale, portale telematico interregionale di promozione turistica. Abbiamo poi rilevato una serie di impegni di spesa, dei quali ci piacerebbe discutere puntualmente e abbiamo l'impressione che avesse ragione lei qualche mese fa, quando sono state fatte delle scelte di riduzione dei volumi di investimento sul settore informatico, perché c'è un meccanismo perverso sul quale bisogna intervenire, che è quello di dire ad INVA: "diamo questi soldi, poi cominci lei a fare...", eccetera.
Lei ha fatto delle operazioni di riduzione che noi le abbiamo in parte contestato, ma su questo vorremmo avere un approfondimento ed entrare nel merito, perché, facendo tale lavoro di analisi, ci siamo resi conto che ci possono essere delle sacche nelle quali finiscono delle risorse senza che vi sia un utilizzo puntuale o una rendicontazione da parte di INVA di lavori magari effettivamente fatti o in corso e ci sono degli impegni di spesa che restano congelati. Ci sono alcuni antichi FOSPI da chiudere, anche lei si mette le mani nei capelli, perché Sarre, ex Municipio, scuole elementari di Saint-Vincent, una fognatura di Vignole, eccetera, non sono grandi cose, ma che si vada a chiudere queste operazioni. Vi è poi una vicenda molto lunga e complessa del municipio di Pontey che anche lì è d'annata, come i vini, ma non è di quelle che migliorano necessariamente! Ci sono poi dei soldi dimenticati, c'è un ostello di Sarre per il quale ha messo la Regione 430.000 euro nel 2007 di cui non c'è traccia, l'unica traccia che ho trovato è su un sito del Comune di Sarre in cui c'è un Assessore che ha competenze in materia di ostelli. I nostri servizi ci dicono: "abbiamo chiesto informazioni, il Comune non ha più presentato niente". Abbiamo 430.000 euro di soldi dimenticati dell'ostello di Sarre, magari è il caso di andarli a vedere. Ci perdonerete se siamo noiosi in tali cose, ma questa è la revisione dei conti. Ci sono stati fondi investiti nell'uso razionale dell'energia, Assessore Pastoret, per cinque anni bloccati, si scopre adesso che ci sono delle rinunce, sono degli impegni da ripulire; abbia la cortesia di far fare con i suoi servizi un'operazione più attenta.
Ancora meno diligente di lei però è stato l'Assessore Marguerettaz, il cui Assessorato ha avuto bisogno di sette anni per accertare che degli impegni di spesa in materia di rifugi sono stati fatti per lavori che non sono neanche iniziati; poi, se vuole la distinta, ne possiamo parlare, non sono cifre colossali, ma fanno parte di una ripulitura dell'amministrazione che è oggetto di nostra discussione. Chiederemmo attenzione all'Assessore Marco Viérin sulle opere pubbliche in materia di sistemazione idraulica dei bacini, ci sono fondi impegnati dal 2006, ce ne risulta uno solo pagato su 22 con dei ritardi molto forti, siamo in materia di progettazioni. Ugualmente non ci sembra funzionare bene la macchina per le convenzioni nelle opere stradali, dove abbiamo delle progettazioni sospese dal 2007 per importi molto considerevoli. Sul resto sui piani di sviluppo rurale in parte è stato detto, in parte diremo nella prossima seduta del Consiglio.
Concludo scusandomi per essere stato noioso e anche micragnoso in tali piccole cose, ma questo può essere di qualche utilità e fa parte di quello che il collega Salzone definiva il lavoro polemico e fantasioso. No, non è polemico e fantasioso, abbiamo passato giorni sul conto consuntivo della Regione, abbiamo fatto un nostro decoroso lavoro e lo sottoponiamo alla vostra attenzione. Grazie.
Presidente - Se non vi sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Anzitutto voglio associarmi ai ringraziamenti - non è formale e mi ricollego a quanto è stato detto - al Presidente Rosset per la relazione, ringrazio anche i colleghi della minoranza che hanno capito che era la prima volta che si instaurava un meccanismo nuovo, quindi i tempi sono stati ristretti. Li ringrazio comunque di aver accettato di affrontare oggi la discussione, altrimenti andava più in là la possibilità di utilizzare i fondi, quindi questo è stato un atto che vogliamo sottolineare e che crediamo vada nella direzione di poter intervenire subito nell'ambito economico di competenza.
Questi tre documenti, che sono stati ampiamente illustrati e commentati: il rendiconto, l'assestamento e soprattutto quello che è stato giustamente definito l'evento di quest'anno...ma direi che dall'autonomia è la prima volta che c'è una relazione puntuale esterna, terza, di un bilancio regionale. Credo non sia fuorviante sottolineare come questa analisi sia stata fatta con grande puntualità e attenzione e questo lavoro fatto dalla Corte dei Conti abbia permesso di arricchire quello che era normalmente l'atto di presa visione del rendiconto, con alcune notazioni legate ad alcuni aspetti. Chiaramente si è arricchito di una serie di valutazioni molto interessanti, che hanno degli aspetti critici e anche delle valutazioni positive sull'andamento. Penso che immaginare questo lavoro e questo risultato non sia secondario, innanzitutto vogliamo dire che con tale passo abbiamo finalmente risolto una questione annosa da quando abbiamo applicato la legge istitutiva della Corte dei Conti, che non era poi così scontato, c'erano state delle difficoltà per capire quale poteva essere il ruolo, come impostava il suo lavoro. Devo dire che nella leale collaborazione e nel rispetto dei ruoli questo è stato risolto con una serie di protocolli e sarà ulteriormente affinato con modalità che prevedono uno scambio di informazioni, per poter immaginare un rapporto che avvenga in tempi meno compressi, perché ho dovuto chiedere alla cortesia della sezione della Corte dei Conti di poterci inviare la relazione in tempo utile per fare questo passaggio in Consiglio. Dico questo perché la relazione in sé in qualche modo focalizza gli aspetti centrali delle criticità dell'Amministrazione e anche i punti forti, credo sia corretto rispetto alle puntuali osservazioni fatte dai colleghi, che ringrazio per aver saputo interpretare tale relazione e collegarsi con il rendiconto e la variazione di bilancio.
Il collega Caveri ha riassunto a nome dei revisori nominati dal Consiglio su cui si farà una riflessione sicuramente, perché ad oggi potenzialmente c'erano tre ordini di persone o di istituzioni che potevano inserirsi nella valutazione del bilancio in sé, che sono i tre nominati dal Consiglio regionale, i tre potenziali revisori e poi c'era, in applicazione della legge n. 10/2005, la possibilità di attivare un meccanismo autonomo, che, come ricordava il collega Caveri, non è mai stato attuato. Ebbene nella legge di variazione di bilancio c'è il comma specifico che ne prevede l'abrogazione: l'articolo 17 prevede l'abrogazione in questa tornata di tale norma, quindi così è risolto un problema.
Venendo ai punti più importanti, prima di dare qualche risposta più specifica, vorrei tornare su questa situazione, che ha evidenziato come punti positivi prima di tutto la cultura contabile di rilievo e copertura di quella che è la situazione che si è venuta a creare. Con questa legislatura abbiamo vissuto la crisi nel suo pieno, dal 2008, e oggi siamo ancora in piena crisi. È stato detto dal collega Salzone dei benefici della legge anticrisi, il collega Donzel ha ricordato che è stata votata la prima volta all'unanimità, perché c'era questo giusto riconoscimento di un provvedimento, che era il frutto, fra l'altro, di un insieme di consultazioni a cui tutti avevano dato il loro contributo. L'aver reiterato questa norma per tutti questi anni ha dato sicuramente degli esiti positivi, anche se ad oggi qualche problema lo pone per il futuro, perché non è roseo e questo è un impegno di non secondaria importanza. L'aspetto importante è che noi abbiamo dedicato in questi anni quasi 500.000.000 di euro per la crisi, questo è il dato essenziale; sommando tale cifra a quelle che sono le manovre, abbiamo chiaro quella che è stata una riduzione importante di fondi a disposizione nel suo insieme. Oggi il rendiconto va a dire cosa abbiamo fatto nel 2011. Dati positivi sono quelli per la spesa corrente in calo, nello specifico gli impegni di spesa corrente sono in calo rispetto al 2010 e al 2009, mentre le relative capacità di impegno e velocità di pagamento si mantengono sui livelli degli esercizi precedenti.
Voglio ricordare che la struttura di bilancio è stata rimodulata e la Corte giudica ottimale la struttura di bilancio rispetto alle esigenze di trasparenza, qualcuno ha voluto sottolineare questo aspetto e io lo invito a leggere a pagina 37 del compendio quello che è stato scritto sulla struttura del bilancio rispetto alle esigenze di trasparenza da un lato e di flessibilità gestionale dall'altro. Sempre come nota che accompagna la lettura, si afferma che la gestione finanziaria della Regione continua a presentare nel 2011 aspetti positivi, in particolare la copertura della spesa corrente per mezzo delle entrate correnti. Il perdurare dell'assenza di nuovo indebitamento...qui il collega Chatrian ha detto c'era stata l'autorizzazione all'indebitamento ed è vero, ma non ci siamo indebitati. Lo sottolineo altrimenti sembra che...
(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)
...attenzione, qui parliamo del consuntivo 2011, quando parleremo del consuntivo 2012, andremo a dire, rispetto ai 380, che cos'è. Voglio comunque sottolineare che l'indebitamento non c'è stato e in più viene sottolineato: "il perdurare dell'assenza di nuovo indebitamento, stante la liquidità di cassa disponibile", il saldo corrente più consistente in sede di consuntivo rispetto alle previsioni, anche questo è un dato positivo; la capacità di accertamento delle entrate tributarie su livelli assai elevati, elemento particolarmente positivo considerando che queste rappresentano il 90 percento del bilancio.
Sempre nella relazione si dice che "la legge finanziaria regionale n. 40/2010 ha accresciuto, per il secondo anno consecutivo, i trasferimenti alla finanza locale nella quota dei fondi con vincolo settoriale di destinazione, in ciò giovandosi sia dell'esclusione dei trasferimenti agli enti locali dai limiti del patto di stabilità, sia della deroga dell'articolo...". Su questo credo vada fatta una precisazione: è vero che ci sono stati dei vincoli nuovi, perché, rispetto alla legge, dove si prevede che il 95 percento dell'IRPEF sia assegnato ai Comuni, abbiamo previsto che, anziché ridurre, come è previsto nella legge n. 48 all'articolo 17, dove si dice che, mutato il sistema economico, c'è la possibilità di rivedere la quota...noi non abbiamo rivisto la quota, abbiamo solo ridefinito alcune competenze che prima venivano esercitate dalla Regione e nell'aumento dell'IRPEF abbiamo vincolato questi fondi; mi sembra un'operazione del tutto legittima.
Il rispetto del patto di stabilità, la riforma della legge regionale di contabilità, la maggiore significatività dei consuntivi con l'eliminazione della perequazione amministrativa, la classificazione della spesa che permette la verifica dell'attuazione del programma positivo, il richiamo agli obiettivi di convergenza e stabilità derivanti dall'appartenenza all'Unione europea: questi sono dati che vengono evidenziati come positivi. Stessa cosa per l'evoluzione della spesa del personale, dove c'è una riduzione chiara; adesso il fatto di sostenere che è stato fatto solo perché obbligati...noi lo critichiamo in questo senso. È vero che ci sono stati dei vincoli, noi abbiamo anche detto che nella legge n. 22 che abbiamo approvato...non l'abbiamo fatto solo in funzione dell'ambiente esterno, ma anche perché il carico del lavoro è stato rivisto, in quanto nel contempo c'è stata una rimodulazione dell'organizzazione di tutta la macchina amministrativa che ha portato ad una riduzione, per la prima volta, dei quadri dirigenti.
Per quanto riguarda l'eliminazione della perenzione amministrativa, la disposizione sul bilancio di gestione all'articolo 20, che prevede che esso sia deliberato dalla Giunta entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio, suggella una scelta operata a livello nazionale anche dal legislatore con le disposizioni conseguenti.
Nuovo criterio di contabilizzazione degli impegni sulla base delle scadenze delle obbligazioni: il nuovo criterio è stato adottato dalla Regione e ha costituito un passo avanti dell'efficienza della gestione del bilancio. La separatezza tra politica ed amministrazione, questo è un dato segnalato come positivo, la parte politica sono le strategie e la parte gestionale è affidata al personale.
Da parte dei colleghi dell'ALPE c'è stato questo pronunciamento per quanto riguarda la Commissione di Coordinamento, ci auguriamo che questo trovi una soluzione positiva, perché è un esempio che potrebbe essere portato come punto di riferimento per quanto concerne le inefficienze della pubblica amministrazione.
Ci sono poi le criticità che sono state ricordate dai colleghi, riprendo in particolare la criticità legata alla programmazione, cioè al fatto di attivare quel meccanismo che allora era il PREFIN, la presentazione nei primi mesi d'autunno di un progetto che veniva discusso in Regione. Noi abbiamo eliminato questo passaggio e credo che alla prova dei fatti questa sia stata una scelta positiva; poi se si stabilizzerà il sistema, tutto può essere rivisto, ma se pensate che ci sono state tre manovre più l'ultima che è ancora in corso che hanno cambiato radicalmente le regole, voi vi immaginate cosa si poteva portare all'attenzione del Consiglio, che nemmeno un mese dopo cambiava tutto! Noi abbiamo già quest'anno portato una modifica al bilancio perché obbligati, quindi su questo c'è una riflessione da fare, nel senso che il discorso strategico ci sta quando non c'è quella indecisione o indeterminatezza di regole, che porta a vanificare uno sforzo di immaginare il futuro nell'ambito delle regole che possono essere viste da parte dell'Amministrazione regionale.
Ci sono poi altre puntualizzazioni che chiariremo nel momento in cui prenderemo in esame le tre risoluzioni che sono state presentate, non sto ad anticipare il discorso. Per quanto riguarda le partecipate, credo che non ci siano problemi.
Ci sono anche alcune osservazioni nell'ambito del bilancio sulle missioni riferite allo Stato rispetto alle nostre regole, che sono già state spiegate; c'è un'analogia puntuale fra quello che succede a livello più ampio e quello che è il nostro modello, che permette di leggere il bilancio nel modo più appropriato.
Nella sostanza, fatto salvo un discorso generale condiviso da tutti che la crisi ha profondamente segnato l'iter della costruzione dei bilanci preventivi, oggi analizziamo quello che è successo nel 2011 e lo abbiamo evidenziato, nel 2012 sarà la stessa cosa, perché non ci sono stati dei cambiamenti sostanziali, quindi non credo che questo sia un dato che ci può confortare. Chiediamo e chiederemo, per quanto riguarda alcune relazioni, di essere puntualmente inviate: mi riferisco ad alcuni rilievi che sono stati fatti sulla Chambre e su altre istituzioni che sono sotto il controllo della Regione, in modo che ci siano i mezzi e gli strumenti per lavorare in tal senso.
Per quanto riguarda alcune puntualizzazioni che sono state presentate, vorrei precisare che, nell'ambito degli avanzi di amministrazione, dal 2010 l'avanzo si è ridotto per effetto dell'eliminazione della perenzione amministrativa, da valutarsi attorno ai 90-100.000.000 annui. Nel 2011 si sommano all'eliminazione della perenzione gli effetti dell'accordo sul federalismo, questa è la ragione di tali discrepanze.
Sul tema evocato dal collega Louvin: funzionamento delle istituzioni scolastiche non regionali, come è stato spiegato, qui la lettura è diversa; nella discussione consiliare sul bilancio di previsione 2011 già si disse che il picco degli stanziamenti registrato nel 2011 non dipende da un incremento delle spese per contributi destinati alle scuole non regionali, ma dalla diversa imputazione contabile delle stesse sugli esercizi finanziari in applicazione della nuova legge di contabilità: la n. 30/2009. Ciò ha comportato solo per il 2011 una doppia imputazione delle spese e ne è riprova che la previsione di spesa per il 2012 rientra in linea con quanto previsto nel 2010. Nel 2010 era 5.015.000, per il consuntivo del 2011 passa a 9 per questo effetto, per il 2012 sono previsti di nuovo 5.400.000. Questa è una nota tecnica che mi è stata fornita dagli uffici.
Inoltre la riduzione degli impegni della funzione dello sviluppo economico, che è stata presentata come una riduzione colossale...non c'è stata una riduzione degli impegni, solo che molte delle spese sono state finanziate nella gestione speciale: ad esempio, tutto il settore dell'energia (23.000.000) e i contributi per gli impianti a fune (14.300.000), quindi sono 34.000.000 rispetto ai 35.000.000 che venivano detti come ridotti, quindi queste non sono delle riduzioni che siano imputabili a tali novità.
Per quanto riguarda le presunte carenze del sistema di gestione e di controllo, i controlli di secondo livello effettuati dall'Autorità di audit hanno espresso un'affidabilità medio-bassa nel 2011 solo per il programma FES e FSE. La Commissione europea ha confermato la valutazione medio-bassa solo per il programma FSE, si conferma che non esistono più problemi sul programma FESR, come certificato dall'audit del sistema, svolto dall'Autorità di audit. Quando al sistema FSE, le azioni richieste dalla commissione, a febbraio 2012, sono state intraprese dalle tre autorità di audit gestione e certificazione con sollecitudine; la stessa commissione ha informato che è in corso la predisposizione, da parte loro, della comunicazione di chiusura positiva del contraddittorio. Non ci saranno quindi problemi, è vero che c'è stata questa evidenza, ma solo per dare contezza di quello che è stato fatto per risolvere il problema.
Sul discorso del casinò, al di là delle considerazioni evidenziate dal collega Salzone, abbiamo parlato molto e parleremo a breve sulla relazione sia della Gestione straordinaria che della gestione ordinaria...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...non si preoccupi, sentono anche fuori, c'è il monitor, comunque non posso tenerli legati. Dicevo del casinò, noi oggi teniamo conto di una valutazione globale legata all'unificazione del casinò con il Billia; ricordo che per anni la gestione del Billia ha comportato una spesa vuoto per pieno di decine di milioni di euro. Noi abbiamo iniziato con una ricapitalizzazione che era necessaria ogni sei mesi, oggi il conto globale porterà ad un risultato positivo e sottolineo che, malgrado la crisi, indipendentemente dal fatto della ripartizione, oggi ci sono elementi di difficoltà nell'insieme del discorso gioco, che hanno profondamente cambiato il sistema dei casinò, che non è più comparabile con quello che succedeva non dieci anni fa, ma solo cinque anni fa, ma per tutti! Comunque avremo modo di parlarne, voglio solo dire che la chiave di lettura è molto restrittiva.
Solo una breve precisazione sugli appunti di Donzel, aveva citato pagina 16 della quale lei ha letto la prima parte: "la speciale autonomia di alcune Regioni accresce il carico di responsabilità delle rispettive assemblee elettive... - Lei si è fermato lì, ma il discorso continuava - nella misura in cui queste Regioni vedono erodersi gli "spazi di bilancio" di cui esse godevano fino ad anni recenti..."
(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)
...ma qui non è noioso, sennò perde il senso. Le assemblee sono chiamate soprattutto perché c'è l'erodersi di quelle che sono...solo per chiarezza.
Sul resto dico al collega Donzel, di cui apprezzo l'intervento, che ha preso in esame una serie di punti, soprattutto il discorso della scuola, il discorso della crisi, su cui noi cerchiamo di dare delle soluzioni. Sicuramente è molto difficile creare...il discorso della situazione nuova che crei posti nuovi di lavoro, questa è la parte più difficile su cui tutti ci confrontiamo per ottenere dei risultati. Per il resto, entreremo nel merito della variazione di bilancio, che è stata puntualmente verificata, al momento in cui l'affronteremo. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président. Solo due considerazioni a complemento di quanto ha evidenziato il Presidente, sulle considerazioni che sono state formulate. Semplicemente per ribadire che il nostro atteggiamento nei confronti delle scuole paritarie e non private, paritarie in quanto le cose sono notevolmente cambiate da quando le scuole erano private a quando invece sono scuole paritarie, che a tutti gli effetti sono controllate, applicano i contratti di lavoro nazionali, i docenti provengono dalle graduatorie regionali, hanno tutti i crismi non solo nei contenuti, ma anche nelle procedure, che fanno sì che noi sosteniamo sia la scuola pubblica che quella paritaria. Il nostro impegno è quello di creare un sistema scolastico che continui ad essere un sistema di eccellenza e che insieme all'acquis storico continui ad essere nei contenuti una scuola di qualità. Il sistema scolastico regionale, che è composto da queste scuole regionali e paritarie, quindi va visto nel suo insieme, non esiste preminenza per le scuole paritarie piuttosto che per le scuole pubbliche, entrambe concorrono alla formazione degli alunni, al loro successo con pari dignità. Tutte le strutture quindi per quanto riguarda l'edilizia, perché nell'assestamento si parla di un intervento di 600.000 euro sulle strutture del Don Bosco, ma questo non fa mancare gli interventi e le attenzioni che abbiamo per la scuola pubblica; anzi ricordo il piano straordinario di 12.000.000 di euro sulle scuole degli enti locali, che sono scuole pubbliche di competenza comunale, ma ci siamo fatti carico assieme con un accordo con il CPEL per intervenire su queste, assieme a tutti gli interventi, l'ultimo è stato deliberato oggi dal Governo regionale, su scuole di competenza regionale e su istituti secondari. Non vanno dimenticati gli investimenti di questi ultimi anni, come la costruzione rapida del nuovo Istituto Corrado Gex in via Chambéry, l'appalto per la ristrutturazione dell'IPR in via Federico Chabod, la nuova scuola polmone di Tzamberlet, la messa in sicurezza del liceo classico che termina quest'anno, dello scientifico (la delibera è passata oggi), la manutenzione e gli investimenti su tutte le istituzioni scolastiche regionali. Questo per correggere il tiro su considerazioni che sono fuorvianti rispetto a ciò che avviene, già come è stato spiegato da un punto di vista contabile, sulla ripartizione, che è un fatto puramente tecnico e sugli investimenti che sono confermati anche nei contenuti...i trasferimenti alle istituzioni scolastiche. Anzi lo abbiamo detto in sede di approvazione del bilancio di previsione: le scuole l'anno scorso hanno avuto degli avanzi di amministrazione, perché non hanno utilizzato tutti i fondi, anche cospicui, a causa di certe scelte, fra l'altro, sul blocco delle visite di istruzione, sulle proteste che erano state all'epoca effettuate contro decisioni a livello nazionale. Questo per sottolineare che le dotazioni sia per l'indotto, sia per la parte strutturale, sia per i contenuti della scuola continuano ad essere in egual misura considerate e soprattutto i nostri investimenti vedono la scuola paritaria come quella pubblica come un unico sistema scolastico, come avviene nel resto dell'Italia, e soprattutto creando delle eccellenze che provengono sia da una parte che dall'altra.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente. Solo per qualche piccola precisazione rispetto ad una serie di osservazioni puntuali che sono state fatte: la prima, il residuo attivo per il portale nazionale del turismo non si configura come un credito per delle spese che abbiamo anticipato; c'era in allora un accordo con il ministro Bondi prima e poi con la Brambilla sul portale nazionale del turismo, dove erano state allocate una serie di risorse, ma con la successiva costituzione del Ministero del turismo il Ministero si era avocato a sé quei fondi che non erano mai stati trasferiti. Oggi quindi abbiamo una situazione da dirimere, ma, di fatto, non c'è ancora la parola "fine". Noi, come le altre Regioni, speriamo di avere queste risorse, ma non c'è stata da parte nostra una spesa anticipata.
Per quanto riguarda l'ostello di Sarre e il rifugio mai iniziato, faccio presente che abbiamo avuto modo pochi mesi fa di rivedere la legge n. 4, introducendo la possibilità di revocare i finanziamenti qualora i lavori non fossero iniziati. Quella previsione prima non c'era, quindi, a fronte di iniziative che non iniziavano, se non c'era una rinuncia, la legge non prevedeva la possibilità di revocare i finanziamenti. Noi con la modifica dell'articolo 17 della legge n. 4 abbiamo introdotto questa modifica, quindi per i beneficiari dei contributi per dei rifugi che non inizieranno i lavori e non termineranno i lavori nell'ambito delle previsioni della concessione edilizia avremo la revoca: ecco perché abbiamo delle poste nell'ambito dei residui; comunque solleciteremo i vari soggetti, nello specifico il Comune di Sarre, per cui se non lo ha più in programma, faccia una rinuncia e così sblocchiamo le risorse.
Presidente - Passiamo ora all'esame degli ordini del giorno.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Li illustro separatamente e inizio da quello che riguarda la Finaosta. Questi tre ordini del giorno vanno illustrati separatamente, anche se hanno un punto di partenza comune, che sono i rilievi della sezione di controllo della Corte dei Conti. Il nostro consulente esterno, possiamo chiamarlo così, che ci dà un parere tecnico su come gestiamo la nostra finanza, ha fatto un egregio ed approfondito lavoro di scandaglio e ha emesso anche alcuni auspici, ha acceso alcune lampadine su situazioni particolari che necessitano, al di là delle prese di posizione più o meno favorevoli, un'indicazione e un obbligo di mettere in moto una reazione di approfondimento, di verifica e di correzione di rotta. Questo è il primo fronte e anche il più significativo che è emerso dalla relazione.
La Corte dei Conti ci dice in sostanza questo: "dato l'ingente numero di società partecipate, tale capitolo della relazione prende in esame solo le partecipate dirette", dice: "guardate, ne avete una quantità enorme". Se prendiamo la mappa, è assolutamente impressionante il numero di società e penso che qualche volta non si sappia esattamente neanche dove siamo andati a parare! Poche linee dopo precisa: "ciò a causa degli ingenti trasferimenti al fondo di dotazione della gestione Finaosta, ammontanti nel 2011 a 30.300.000 di euro", cioè noi abbiamo spostato...il Presidente faceva riferimento prima alle questioni degli investimenti in industria, poi torneremo sulla questione, ma è utile sapere che continuiamo a trasferire soldi al canale delle partecipate, in particolare della controllata Finaosta. "La Corte - cito - auspica una più puntuale applicazione della norma - in base alla quale Finaosta è tenuta a trasmettere rendiconti periodici sia alla Giunta regionale che al Consiglio regionale, quindi il superamento della prassi - per cui Finaosta S.p.A. trasmette esclusivamente alla Presidenza della Regione e agli assessorati competenti le comunicazioni relative all'avvenuto compimento dei singoli incarichi conferiti dalla Regione accompagnate dagli estratti conto...". La Presidenza del Consiglio è buon testimone che non è mai arrivato nessun rendiconto della Finaosta sulle operazioni effettuate sui singoli rami di spesa, non stiamo a polemizzare, noi lo abbiamo già detto più volte, ricorderete degli ordini del giorno presentati in sede di bilancio da parte del gruppo ALPE, noi abbiamo sempre lamentato questa opacità del settore delle controllate. Senza adesso riaprire discussioni polemiche, abbiamo servito su un piatto d'argento questa sollecitazione, quindi prendiamo atto che questi rendiconti devono andare alla Giunta e al Consiglio, chiediamo alla Giunta di assumere l'impegno di adottare, sentite le commissioni consiliari, la delibera applicativa di questo meccanismo, cioè che ci arrivino puntualmente e dettagliatamente tali rendiconti da parte di Finaosta sui singoli incarichi conferiti. Perché poi non è questione di sapere quanta parte di questi 30.000.000 è utilizzata, ma dove, con che scopo, come, con quali risultati, eccetera. Questo è il senso della sollecitazione dei gruppi ALPE e Partito Democratico, che congiuntamente hanno sottoscritto sia questo, sia gli altri due ordini del giorno.
Più avanti poi avremo modo di allargare nei prossimi mesi il nostro sguardo anche alle altre controllate, cominciamo dalla "mamma", perché il blocco pesante è lo snodo Finaosta ed è bene che il Consiglio sappia come vengono gestiti i fondi destinati alla gestione speciale della Finaosta. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Questo tema, come tanti altri, ha fatto oggetto di un'approfondita analisi da parte dell'Assessorato, già chi mi ha preceduto ha ringraziato le strutture, credo che il lavoro svolto sia stato fondamentale per la discussione di oggi, quindi mi associo ai ringraziamenti ai responsabili, che sono Peter Bieler e i suoi collaboratori, che hanno lavorato in tal senso. Sempre loro mi facevano notare che su questo tema le strutture hanno fornito alla Corte dei Conti tutte le informazioni relative a quello che è successo finora, sia da parte della gestione speciale che degli interventi finanziati su fondi di rotazione, dai quali risulta in modo dettagliato l'utilizzo delle risorse finanziarie secondo gli stati di avanzamento lavori e alla data di conclusione dei lavori con l'indicazione dei residui. La modalità di rendicontazione aggiuntiva rispetto alla disciplina civilistica si ritiene già, sotto questo profilo, abbastanza approfondita. Questa documentazione è chiaramente a disposizione dei consiglieri, ma la sollecitazione che viene svolta dai colleghi è quella di arrivare ad un approfondimento di come portare all'attenzione del Consiglio una serie di proposte.
Qui si chiede: "previo confronto...entro sessanta giorni - credo che il discorso dei sessanta giorni voglia dire che cadrebbe in estate...è da intendersi in autunno - una deliberazione che individui precise modalità per la comunicazione...". Sotto questo profilo, possiamo condividere l'esigenza di addivenire a tale comunicazione, poi vedremo come deve essere, in che termini, quindi accogliamo la risoluzione.
Presidente - Pongo in votazione il primo ordine del giorno presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE e Partito Democratico, che recita:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Premesso che:
- la relazione rassegnata dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Valle d'Aosta ha sottolineato, nel proprio esame sui risultati del rendiconto, il forte rilievo rivestito dalla "gestione speciale" di Finaosta S.p.A.;
- la dimensione definita dalla Corte "ingente" dei trasferimenti al fondo di dotazione di tale gestione (30,3 milioni di euro nel 2011) incide prevalentemente sulla funzione di sviluppo economico;
Ricordando che Finaosta S.p.A. è tenuta a trasmettere rendiconti periodici sia alla Giunta regionale, sia al Consiglio regionale, questi ultimi secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale;
Condividendo l'auspicio della Corte di una puntuale applicazione della norma e quindi il superamento della prassi per cui Finaosta S.p.A. trasmette esclusivamente alla Presidenza della Regione e agli Assessorati competenti le comunicazioni, relative all'avvenuto compimento dei singoli incarichi conferiti dalla Regione, accompagnate della rappresentazione contabile (estratti-conto) delle operazioni effettuate sui conti correnti bancari delle diverse gestioni;
Impegna
la Giunta regionale ad adottare, previo confronto con la competente commissione del Consiglio regionale, entro sessanta giorni, una deliberazione che individui precise modalità per la comunicazione al Consiglio relative all'avvenuto compimento dei singoli incarichi conferiti a Finaosta S.p.A. dalla Regione.
F.to: Louvin - Chatrian - Bertin - Patrizia Morelli - Rigo - Donzel - Giuseppe Cerise - Carmela Fontana
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Passiamo ora all'esame del secondo ordine del giorno.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Questo secondo ordine del giorno prende spunto da un passaggio che ci ha sorpreso, non ha suscitato una preoccupazione enorme, ma ci ha sorpreso e ne abbiamo fatto oggetto di particolare attenzione. Ci ha sorpreso perché abbiamo intanto da registrare - lo registriamo con grande piacere - il fatto che siamo una Regione che ha una tempistica complessiva valida e buona dell'utilizzo dei fondi europei; se ci misuriamo con la media nazionale, siamo decisamente in buona posizione, questo è un dato che va a merito non solo dell'Amministrazione, ma anche della comunità, che non ci sono fenomeni di irregolarità e frodi nel settore. Sappiamo che, anche indipendentemente dalla qualità dell'azione amministrativa posta in essere, ci sono stati in ambito agricolo, in ambito industriale ed artigianale dei gravissimi abusi, che fanno perdere di credibilità anche sul piano europeo intere aree del Paese. È emerso invece - ed è quasi un inciso, ma la cosa per noi è significativa - un rilievo per cui, dai controlli di secondo livello effettuati dall'Autorità di audit, è emersa un'affidabilità medio-bassa del sistema, che funzionerebbe solo parzialmente. Giudizio confermato dalla Commissione europea nel settembre 2011, mi pare.
Il Presidente anticipava prima una valutazione sul punto...su questa valutazione però faccio una piccola osservazione: ma è normale che noi Consiglieri della Regione Valle d'Aosta non sapessimo niente dei rilievi della commissione? È come se nella macchina ad un certo momento mi si accende la spia dell'olio, io vado a vedere, mi fermo al distributore e controllo. È normale che noi - mi riferisco in particolare alla I Commissione, che è una commissione che latita in questo momento (poi torneremo su questo argomento), competente in materia di affari europei - non siamo messi a conoscenza che c'è un rilievo della Commissione europea sui meccanismi...saranno anche delle anomalie parziali, ma è normale che un'Assemblea legislativa non sappia un piffero di queste cose? Non è normale! Il Presidente mi ha detto che è già stata data risposta, ha anticipato poco fa che la commissione ha informato che si è chiuso positivamente, quindi c'è stata una dinamica di controllo, ma noi in questa dinamica che ci stiamo a fare? È possibile che sull'amministrazione siamo sempre gli ultimi a venirlo a sapere? È vero che il marito che ha la moglie infedele è sempre l'ultimo a saperlo...ma perché noi dobbiamo essere così mazziati tutte le volte? Noi da questa vicenda siamo in cortocircuito, è un fattore piccolo e ripeto non mettiamo in croce dei servizi che stanno lavorando bene, è una dinamica molto corretta, ma questo è un problema che riguarda un altro circuito informativo, sul quale vogliamo adesso che la I Commissione si muova! La I Commissione, mi spiace doverlo sottolineare, ha lavorato nei primi sei mesi dell'anno tre ore e quindici minuti. Il Presidente ieri ci diceva in commissione: "ma se non ci arriva il lavoro...", ma o cominciamo a trovarcelo il lavoro - e ce n'è di lavoro nell'ambito delle istituzioni e dell'autonomia e degli affari europei! -, oppure noi saremo dei soggetti che per mezz'ora al mese hanno una commissione in campo. Non va bene questo, scusi, Presidente, mi sono un po' accalorato su tale questione, ma è fondamentale che noi torniamo in campo come soggetti, perché è inutile che ci facciamo dire: "siete un Consiglio inutile, siete lì a scaldare le poltrone" se non facciamo il nostro lavoro...se non ci arriva neanche sul tavolo l'informazione puntuale! Allora senza enfatizzare, questa è un indicatore, vorremmo semplicemente che la I Commissione approfondisse le presunte carenze del sistema di controllo, che, sentiti i servizi competenti, individuasse le modalità per accelerare gli impegni di spesa e i pagamenti relativi al progetto obiettivo Occupazione. Quello di cui parlavamo prima nel dibattito generale, quella difficoltà di tiraggio sui fondi dell'occupazione, quello ci ha segnalato la Corte dei Conti...dice: c'è un impegno debole appena sopra al 50 percento e una spesa al 27 percento, allora andiamo a vedere perché, facciamo in modo che la commissione competente, anche se non particolarmente attiva in campo di affari europei, vada almeno ad interessarsi del perché queste cose avvengono.
La terza cosa è collegata alla problematica che ci ha evidenziato la Corte dei Conti, che è una difficoltà di avanzamento nell'asse relativo al sistema produttivo.
Sono tre volets della questione europea, di un campo nel quale ribadisco per l'ultima volta non abbiamo dei rilievi significativi da fare, abbiamo un apprezzamento complessivo per il funzionamento della macchina amministrativa, ma vorremmo che, quando si accende la spia, non lo sapesse solo il secondo piano del Palazzo regionale, ma anche il primo, dove siamo qui riuniti per fare il nostro lavoro. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Su questo tema ho già riferito in precedenza che c'è stato un contraddittorio, quindi la nota della Corte dei Conti va letta correttamente. Che ci sia una lentezza nei pagamenti e nella procedura significa che i fondi europei non funzionano come una pompa di benzina o un bancomat, ma ci sono procedure molto più lente e difficili, tanto che uno degli appunti che regolarmente tutte le Regioni fanno alla Commissione europea è che i sistemi di controllo sono così farraginosi da rendere spesso quasi impraticabili i progetti stessi. Oggi c'è stata non una procedura particolare: c'è stato un contraddittorio su un rilievo fatto dalla commissione, che si è gestito all'interno della struttura e si è risolto. Per il resto non ci sono problematiche particolari, se non sul piano dell'occupazione. Un ritardo, ma proprio perché il tipo di impegno e di investimento è tale da non corrispondere completamente fra quella che è l'attivazione del meccanismo e quelli che sono i pagamenti conseguenti per tutte queste difficoltà burocratiche. Su questa situazione riteniamo che le problematiche sollevate siano state risolte, pertanto questo ordine del giorno non lo accettiamo.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Siamo consapevoli che i sistemi di controllo sui fondi europei sono farraginosi, i regolamenti che sono stati adottati nel 2006 sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione per le dinamiche di spesa hanno previsto una stretta ai bulloni, che è stata significativa, perché c'erano anche delle problematiche di dispersione, di lentezze, di non rendicontazione che erano da sanare. Quello che ci sta dicendo il Presidente Rollandin cortesemente è: "insomma, cosa volete, abbiamo già verificato noi, non abbiamo nessun problema...", lo dico non in modo polemico, ma lei ci sta dicendo: "abbiamo verificato noi". Ora, ci sono tre aspetti sui quali noi, in relazione a dei rilievi della Corte dei Conti, diciamo: "andiamo a vedere, apriamo il libro", mentre lei ci sta dicendo: "ma cosa state a perdere tempo?". Io sto sintetizzando il pensiero del Presidente Rollandin come è stato espresso poco fa, è una richiesta di fiducia la sua...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...sì, perché, nel momento in cui chiediamo di approfondire presunte carenze di un sistema, lei ci dice: "abbiamo già verificato". Noi non abbiamo visto né la lettera di segnalazione dell'Unione europea, né le risposte dei suoi uffici, né la lettera di...che lei ci dice di avere ricevuto. Non abbiamo visto nulla di nulla, né il collega Bertin, né io come Commissari dell'opposizione in commissione, né credo gli altri colleghi. Lei ci chiede un voto di fiducia. Chiedo la votazione segreta sul voto di fiducia.
Presidente - Pongo in votazione, per scrutinio segreto, il secondo ordine del giorno presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE e Partito Democratico, che recita:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Ricordato che la Regione Valle d'Aosta beneficia degli interventi della politica europea di coesione socio-economica previsti dalla programmazione 2007-2013, finanziati con contributi erogati dall'Unione Europea e con una quota di cofinanziamento nazionale (statale, regionale, privato), in particolare attraverso l'Obiettivo "Competitività regionale e Occupazione" (131,7 milioni di euro), l'Obiettivo "Cooperazione territoriale" (44,9 milioni di euro) e il Fondo Aree Sottoutilizzate FAS (58,8 milioni di euro) e che il sistema di gestione e di controllo posto in essere dalla Regione per la realizzazione di tali progetti, in linea con la più recente normativa europea, si compone di un'Autorità di gestione, di un'Autorità di certificazione e di un'Autorità di controllo;
Rilevata la buona tempistica complessiva di attuazione, al di sopra della media nazionale, sia in termini di impegni che di pagamenti, che ha sempre evitato l'applicazione delle procedure di disimpegno automatico, così come la necessità di accelerare in termini di impegni e di pagamenti l'uso delle risorse relative al PO Occupazione;
Constatata con soddisfazione l'assenza di irregolarità e frodi nel settore;
Preso atto, peraltro, del rilievo espresso dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti secondo cui "Dai controlli di secondo livello, effettuati dall'Autorità di audit, è emersa una "affidabilità medio-bassa" del sistema, che funzionerebbe solo parzialmente, giudizio confermato dalla Commissione europea nel settembre del 2001;
quanto sopra premesso
Impegna
la I Commissione del Consiglio regionale:
- ad approfondire le presunte carenze del sistema di controllo, anche allo scopo di evitare possibili misure sanzionatorie;
- ad individuare, sentiti i servizi competenti, le modalità più opportune per accelerare gli impegni di spesa e i pagamenti relativi al PO Occupazione;
- ad effettuare un approfondimento sulle difficoltà di avanzamento nell'Asse 1 (supporto al sistema produttivo).
F.to: Louvin - Bertin - Chatrian - Donzel - Rigo - Giuseppe Cerise - Carmela Fontana -Patrizia Morelli
Consiglieri presenti e votanti: 29
Favorevoli: 12
Contrari: 17
Il Consiglio non approva.
Presidente - Passiamo ora all'esame del terzo ordine del giorno.
La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Questo ordine del giorno vuole riprendere un tema particolarmente importante. Nella relazione della Corte dei Conti si evidenzia come la spesa della funzione obiettivo sanità rappresenti la voce principale del bilancio regionale, quindi nelle premesse abbiamo riportato quanto scritto nel documento ed abbiamo preso spunto da questo per voler fare un ragionamento proprio su questo argomento, non soltanto sulle cifre, ma anche sul tema nel suo complesso. Come sapete, il piano della salute e del benessere sociale definisce gli indirizzi, gli obiettivi e le azioni da sviluppare nel campo sanitario e delle politiche sociali. Il piano è un documento che traccia il percorso che la Regione intende perseguire nei tre anni di validità del piano in un settore molto importante. Una rilevante parte delle risorse finanziarie del bilancio regionale sono quindi destinate a questo scopo. Nel campo della sanità in particolare alcuni capitoli di bilancio destinano all'Azienda USL della Valle d'Aosta centinaia e centinaia di milioni e ogni anno, in poche righe, nell'allegato al bilancio di previsione vengono liquidate le attività e le prestazioni nel campo della salute. L'assegnazione del finanziamento, gli indirizzi e gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi vengono poi definiti alcuni mesi dopo attraverso un accordo di programma fra la Giunta regionale e l'Azienda USL sulla base della legge n. 5/2000.
Orbene, quando in questi giorni abbiamo condiviso con i consiglieri dell'ALPE le considerazioni sulla relazione, ci siamo chiesti: come è possibile che il Consiglio regionale non abbia la possibilità di discutere la programmazione di questi interventi che vengono fatti ogni anno? La Regione approva un bilancio, che destina quasi 300.000.000 di euro all'Azienda USL e poi di questo risultato non abbiamo non dico un confronto, ma neanche una relazione rispetto a come sono destinati, come vengono impegnati, quali sono le ricadute rispetto a questi impegni. Sembra che non abbiamo titolo per discutere della programmazione di questi interventi in un settore che non solo è ricco dal punto di vista finanziario, ma interessa tutte le persone che vivono e risiedono in Valle d'Aosta. Chiediamo quindi semplicemente di poter approfondire in commissione, come è avvenuto, con un confronto molto utile, per gli obiettivi destinati all'Azienda definiti con la deliberazione della Giunta regionale, come sono impegnati, attraverso l'accordo di programma fra l'Azienda e la Giunta regionale, i soldi che il bilancio destina a questo settore.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Molto brevemente riguardo a questo ordine del giorno due precisazioni che sono state sottolineate negli interventi precedenti. Per quanto riguarda la spesa corrente che è stata evidenziata dai colleghi Louvin e Donzel, credo che oltretutto anche dalla relazione della Corte dei Conti sia molto chiaro perché è avvenuto questo. Partendo dalla spesa corrente è evidenziato bene come questa spesa corrente (14.000.000 di euro in più) è dovuta alla nuova modalità di compartecipazione alla mobilità sanitaria. Come è stato ricordato, da quest'anno c'è una modalità diversa di versare quanto dovuto per quanto riguarda la mobilità passiva: gli altri anni prima veniva l'acconto e a seguito della richiesta del Ministero il saldo, da quest'anno bisogna versare l'intero introito dovuto; questo naturalmente anche in base ai contenuti di una delibera del CIPE ben precisa. Come d'altronde evidenzia la Corte dei Conti, la crescita riguarda principalmente il saldo per la mobilità sanitaria passiva che passa da 8.400.000 a 19.400.000 milioni. In seguito dice: "di qui la conclusione che lo scarto fra gli impegni non è indicativo di un crescente saldo passivo della mobilità, dipendendo piuttosto dalla necessità di provvedere al pagamento di una quota parte del debito pregresso". Non è quindi aumentata la spesa corrente in sanità, non sono aumentate delle attività, ma il motivo è questo, quindi non posso condividere le considerazioni che sono state fatte dal collega Donzel.
Per quanto riguarda gli investimenti, le modalità sono ben descritte nella relazione della Corte dei Conti. Come sapete, in seguito alla legge dell'11 dicembre 2009, dove è stato stanziato il dovuto per la realizzazione dell'ampliamento dell'ospedale pari a 145.000.000 euro, per le opere accessorie, eccetera, che è stato trasferito nel fondo di gestione speciale di Finaosta, sono stati revocati dei capitoli di bilancio. Questa operazione, ben esplicitata, non è una riduzione di investimenti, ma solo un trasferimento nel fondo speciale Finaosta. Non c'è una riduzione degli investimenti, non c'è un incremento della spesa corrente per attività all'Azienda USL, quindi sono due considerazioni da rigettare.
Ultima cosa: si dice di un incremento di un premio ai dirigenti; invece, ai direttori di strutture, direttori di dipartimento e Direzione strategica è stato ridotto lo stipendio, vorrei ribadire quanto già detto altre volte, visto che non è stato ancora recepito.
Questo ordine del giorno è stato costruito in modo non corretto, noi agiamo secondo quello che dice la legge n. 5/2000, che regola i rapporti con il Consiglio, rapporti fra Assessorato e Giunta e Azienda USL, quindi si ha la possibilità, come Consiglio, di discutere sulle risorse che sono destinate alla sanità a fine anno quando c'è all'approvazione la legge di bilancio. Chiedo quindi di ritirare l'ordine del giorno, con impegno da parte mia di relazionare ed esplicitare quanto da Voi richiesto in V e II Commissione ed ai Presidenti di Commissione. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Quello che ha detto l'Assessore rispetto alla mobilità e all'incremento della spesa corrente è corretto, viene citato a pagina 158 della relazione. Noi non abbiamo scritto niente di scorretto, perché quanto riportato sotto il "constatato" sono le frasi riportate nella relazione, sia nella sintesi che nella relazione vera e propria. È evidente che non c'è la spiegazione, ma quello è un dato reale. Così come la legge n. 5/2000 prevede quali sono i rapporti fra Consiglio, Giunta regionale, Azienda USL, Consiglio permanente degli enti locali (che è uno dei soggetti dell'accordo di programma), noi crediamo che sempre più dobbiamo fare attenzione alle attese della popolazione rispetto alle risorse che abbiamo.
Per quanto riguarda il campo della sanità e le ingenti somme che là vengono impegnate, credo che il Consiglio abbia tutto il diritto di conoscerle con maggiore precisione. Non basta il momento in cui discutiamo il bilancio dell'Amministrazione regionale, dove negli allegati del bilancio ci sono 14-15-16 righe dedicate alla sanità. Credo vi sia la necessità di ulteriori approfondimenti anche perché dobbiamo rivedere il nostro sistema di confronto su questi temi, dobbiamo rivedere il sistema di welfare; ritengo che sia interesse da parte dei consiglieri conoscere maggiormente quali sono le spese effettive nel campo della salute e dell'Azienda USL. Penso che questo lavoro potrebbe essere utile ed interessante per tutti, forse si aprono degli orizzonti che per adesso sono oscuri per la maggior parte delle persone; credo sia necessario un approfondimento sul tema di quanto costa la sanità oggi in Valle d'Aosta.
Abbiamo colto l'occasione della relazione della Corte dei Conti per riprendere questo problema, che io sollevo ogni anno in occasione della discussione sul bilancio, perché questa è una questione centrale considerato l'ingente impegno finanziario destinato in questo settore. Di agricoltura e di scuola parliamo in più occasioni, credo che sulla sanità sia utile questo momento di confronto. Noi quindi riconfermiamo l'ordine del giorno.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Solo una brevissima replica per quanto riguarda le pagine 312 e 313, dove si evidenza bene come il personale dirigente dell'USL abbia avuto un incremento costante degli stipendi; questo è quello che è scritto nella relazione della Corte dei Conti, ci sono delle tabelle che fanno vedere che sale la parte fissa e sale la parte variabile. È quindi opportuno un chiarimento magari in commissione, dove l'Assessore può spiegare bene le sue ragioni, ma abbiamo anche noi qualche documento e parliamo sulla base di dati. Se vorrà venire a riferire sulla base della nostra risoluzione, molto volentieri saremo lì a cercare di capire come mai la Corte dei Conti dimostra che i dirigenti continuano ad avere un aumento nelle retribuzioni sia nella parte fissa che nella parte variabile.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Se perfino il collega Rigo si accalora, vuol dire che è una questione nodale, perché è singolare che una Regione come la nostra, che destina oltre il 19 percento, il 20 percento delle sue risorse in sanità...e sapendo che la sanità è un terreno problematico del controllo da parte del Governo della spesa pubblica, questo prescinde dalle singole questioni di retribuzione del personale, ma nel complesso è l'idrovora che assorbe la maggiore quantità di risorse pubbliche in questo momento, che si debba andare ad accogliere una logica per cui a pacchetto il Consiglio regionale devolve 300.000.000 di euro e non va, nel momento in cui c'è necessità di fare le "bucce" a tutto il sistema, a fare un minimo di verifica.
Ha detto bene il collega Rigo: questo ordine del giorno è la fotocopia delle osservazioni della Corte dei Conti, può sembrare scorretto all'Assessore, che attribuisce questa valenza morale all'opposizione. No, abbiamo semplicemente, fedelmente, forse anche un po' pedestremente, fatto il lavoro di prendere le frasi riassuntive di alcune sottolineature della Corte dei Conti e di aver detto: andiamo a vedere. Non volete andare a vedere? Assessore, è garbata la sua disponibilità, non è che la rigettiamo, vuole prendere in mano lei l'ordine del giorno? Lo riscriva lei, tenga soltanto questa impegnativa, metta: "sentire l'Assessore", faccia lei, ma il concetto è questo: vogliamo dire che le nostre commissioni hanno il diritto di andare a girare la pagina e vedere cosa c'è scritto nelle varie voci di spesa, macrovoci, non sulle garze o sulle pinze, ma sulle macrovoci della spesa regionale in sanità? Questo è il senso dell'ordine del giorno ed è quello che chiediamo con molta forza che venga approvato e affidiamo alla richiesta di questo approfondimento una valenza molto forte di bisogno di accertamento, di bisogno di andare fino in fondo nel controllo della nostra spesa pubblica, altrimenti rimangono sempre degli atti di fede.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Per evitare ulteriori passaggi burocratici di modifica, eccetera, a questo punto accogliamo l'ordine del giorno, però voglio dire al professor Louvin che non è singolare...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...non a caso...che non è singolare che nella Regione Valle d'Aosta funzioni così. La legge n. 502/1992 regola la sanità italiana, quindi in tutte le regioni succede così, mi piace sottolinearlo. Grazie.
Presidente - Pongo in votazione il terzo ordine del giorno presentato dai Consiglieri dei gruppi ALPE e Partito Democratico, che recita:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Constatato l'aumento complessivo di impegni di spesa per l'anno 2011 registrato nel settore della Sanità rispetto all'anno 2010, in controtendenza con le riduzioni di spesa registrate in tutti i comparti di competenza della Regione;
Constatato come lo stesso sia frutto di una forte contrazione degli investimenti (-13,5 milioni di euro) e di una contemporanea forte espansione della spesa corrente (+ 14,5 milioni di euro);
Evidenziato che l'assegnazione del finanziamento gli indirizzi e gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi vengono definiti attraverso un accordo di programma tra la Giunta regionale e l'Azienda USL sulla base della legge regionale n. 5/2000;
Sottolineato che l'atto di programmazione annuale sopra richiamato non è oggetto di confronto in seno agli organi del Consiglio regionale;
Ritenuto quindi necessario approfondire nel dettaglio le cause di tale fenomeno;
Impegna
la II e la V Commissione del Consiglio regionale ad effettuare un'attenta verifica dei meccanismi di spesa della sanità pubblica regionale e a relazionare in merito al Consiglio regionale entro 90 giorni.
F.to: Louvin - Rigo - Chatrian - Donzel - Bertin - Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli - Carmela Fontana
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
