Objet du Conseil n. 2364 du 18 avril 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2364/XIII - Interpellanza: "Introduzione di agevolazioni sotto forma di sconto sull'acquisto di carburanti a favore dei residenti in Valle d'Aosta".
Interpellanza
Preso atto con preoccupazione del continuo aumento del prezzo alla pompa dei carburanti per i mezzi di trasporto, con la benzina e il gasolio prossimi ormai a superare la soglia dei 2 euro al litro e con conseguenti gravi danni per gli automobilisti in una fase di dura crisi economica come quella attuale;
Considerato che la quota delle tasse pesa per il 52% del prezzo della benzina e per il 56% di quello del gasolio, e che quindi le casse regionali hanno beneficiato in questi ultimi mesi di un netto aumento degli introiti derivanti dalle accise;
Sottolineato come la Provincia autonoma di Bolzano abbia messo in atto da qualche tempo il progetto "Carta sconto benzina e gasolio", che prevede la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per i cittadini privati residenti nei comuni di confine con Svizzera e Austria, situati entro una fascia di 20 chilometri, e per effetto del quale i residenti hanno diritto ad una riduzione del 95% della differenza tra i prezzi medi dei carburanti in Italia e nei Paesi confinanti (pari a una riduzione effettiva dai 3 ai 28 centesimi al litro);
Ricordato come anche la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia abbia introdotto da più di un anno un sistema di contribuzione sugli acquisti di carburanti per autotrazione a beneficio della popolazione residente, con sconti sui prezzi alla pompa che vanno dai 9 ai 27 centesimi al litro, con un ulteriore incentivo di 5 centesimi al litro qualora l'autoveicolo interessato dal rifornimento sia dotato di almeno un motore a emissioni zero in abbinamento o coordinamento a quello a propulsione a benzina o gasolio (veicoli ibridi);
Considerata inoltre la mozione presentata dal Senatore Antonio Fosson finalizzata ad ottenere dal governo italiano un'agevolazione delle accise sulla benzina per le zone di confine, agevolazione che sarebbe giustificata anche dal maggior dispendio di carburante nelle regioni di montagna, come la nostra;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) a quanto ammontano negli ultimi due bilanci regionali le entrate derivate dalle accise sui carburanti, e quale sia la prospettiva per il 2012 stante i continui aumenti del prezzo della benzina e del gasolio alla pompa;
2) se intenda utilizzare almeno una parte di tali introiti per proporre una forma di sconto o di contributo sul costo della benzina per i residenti sul territorio valdostano, con forme e metodologie analoghe a quelle applicate dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
F.to: Carmela Fontana - Donzel - Rigo
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
Fra gli effetti più preoccupanti della grave crisi economica che colpisce l'Italia, dobbiamo registrare l'impennata dell'inflazione con aumenti generalizzati dei prezzi anche per i beni di più largo consumo. Alla base di una serie di aumenti, che riguardano in particolare i generi alimentari e che vanno a colpire in maniera pesante il potere di acquisto delle fasce più deboli della popolazione, lavoratori precari, cassaintegrati, pensionati, c'è soprattutto il continuo aumento del prezzo alla pompa dei carburanti per i mezzi di trasporto, con la benzina ed il gasolio prossimi ormai a superare la soglia dei 2 euro al litro. I continui aumenti del prezzo della benzina, oltre alle ricadute indirette sull'aumento del carrello della spesa, hanno anche gravi conseguenze dirette per le tasche degli automobilisti, in particolare in una fase di dura crisi economica come quella attuale. La quota delle tasse pesa per il 52 percento sul prezzo finale della benzina e per il 56 percento al litro del gasolio. Non stiamo qui a ricordare tutte le accise, alcune delle quali vecchie di 70 anni e mai abolite, ma contribuiscono a gonfiare il prezzo alla pompa per i consumatori. Registriamo tuttavia con l'aumento di benzina e gasolio che le casse regionali hanno beneficiato in questi ultimi mesi di un netto aumento degli introiti derivanti dalle accise; una parte di queste entrate è effettivamente utilizzata per finanziare il bon chauffage, ma non sufficiente.
Il Partito Democratico chiede di utilizzare tutte le entrate derivanti dalle accise per applicare sconti sul prezzo finale della benzina e del gasolio a favore dei cittadini residenti in Valle. Gli esempi in questo campo non mancano: la Provincia autonoma di Bolzano ha messo in atto da qualche tempo il progetto "Carta sconto benzina e gasolio", che prevede la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per i cittadini privati residenti nei comuni di confine con Svizzera ed Austria e situati entro una fascia di 20 chilometri dalla frontiera, per effetto del quale i residenti hanno diritto ad una riduzione del 95 percento della differenza tra i prezzi medi dei carburanti in Italia e nei Paesi confinanti (pari a una riduzione effettiva dai 3 ai 28 centesimi al litro). Anche la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ha introdotto da più di un anno un sistema di contribuzione sugli acquisti di carburanti per autotrazione a beneficio della popolazione residente, con sconti sui prezzi alla pompa che vanno dai 9 ai 27 centesimi al litro, con un ulteriore incentivo di 5 centesimi al litro qualora l'autoveicolo interessato dal rifornimento sia dotato di almeno un motore ad emissioni zero in abbinamento o coordinamento a quello a benzina o a gasolio. Perché non dotarci anche noi di un progetto simile?
Ricordo che anche il Senatore Fosson ha recentemente presentato una mozione finalizzata ad ottenere dal Governo italiano un'agevolazione delle accise sulla benzina per le zone di confine, agevolazione che sarebbe giustificata anche dal maggior dispendio di carburante nelle Regioni di montagna, come la nostra. Secondo il PD una tale agevolazione potrebbe e dovrebbe essere messa in atto direttamente dalla Regione, utilizzando i maggiori introiti derivanti dalle accise. Per questo motivo chiediamo in primo luogo alla Giunta di conoscere a quanto ammontano negli ultimi due bilanci regionali le entrare derivate dalle accise sui carburanti, e quale sia la prospettiva per il 2012, stante i continui aumenti del prezzo della benzina e del gasolio. Chiediamo inoltre di conoscere se la Regione intenda utilizzare almeno una parte di tali introiti per proporre una forma di sconto o di contributo sul costo della benzina per i residenti sul territorio valdostano, con forme e metodologie analoghe a quelle applicate dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Questa sì che sarebbe una risposta concreta di aiuto alle spese delle famiglie, strozzate dal costo ormai insostenibile di un pieno di benzina! Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente.
La Regione Friuli e la Provincia autonoma di Bolzano hanno introdotto, con proprie leggi, dei sistemi di contribuzione sugli acquisti dei carburanti sui rispettivi territori e lo hanno fatto con strumenti diversi, ma con finalità analoghe, che non sono - come parrebbe - il perseguimento della felicità economica dei loro concittadini, ma per ragioni più pragmatiche. Infatti, nell'uno come nell'altro caso, la ragione di quei provvedimenti è stata quella di introdurre un calmiere dei prezzi dei carburanti senza il quale continuerebbe l'esodo oltre il confine degli utenti per rifornirsi di benzina in Austria ed in Slovenia, dove il costo del carburante è più conveniente rispetto ai costi praticati sui rispettivi territori. Le due realtà hanno assistito negli ultimi anni all'incremento del fenomeno di pendolarismo per l'approvvigionamento di carburante oltre confine: ciò ha causato ingenti perdite economiche all'intero settore, oltre che ad una riduzione delle accise derivata dalla contrazione dell'erogato degli impianti di distribuzione. Per la diminuzione delle entrate relative alle accise la sola Provincia di Bolzano rischia di vedere sfumare oltre 20.000.000 di euro l'anno: questa è stata la vera ragione che ha indotto la Provincia di Bolzano ad introdurre questi contributi, nella speranza di ridurre l'esodo per il rifornimento e di vedere, con la conseguente chiusura delle sue pompe, la drastica riduzione delle entrate. Si noti però che lo sconto non equivale al prezzo inferiore praticato nei paesi limitrofi, ma ad un sagace calcolo per rendere non redditizio il costo del viaggio oltre il confine per fare il pieno.
Per quanto riguarda il Friuli, la Regione è andata oltre ed ha esteso il contributo a tutti i residenti, ma questo pare essere stato un calcolo avventato, se lo stesso Assessore alle finanze ed il Vicepresidente della Giunta regionale del Friuli che inizia ad essere stremata dal salasso alle casse pubbliche, hanno richiesto l'intervento del Governo per l'adozione di misure ad hoc per scongiurare la fuga di risorse verso la Slovenia, in considerazione del fatto che la Regione non è in grado di sostenere il peso delle risorse investite per calmierare il costo. In sostanza, la politica di sconto messa in atto dalla Regione mostra la corda, poiché le risorse non sono infinite, e se si prende il denaro per metterlo da una parte, questo viene a mancare dall'altra. Infatti la Regione Friuli, in mancanza delle necessarie misure correttive del Governo, ha dovuto ridurre dal primo aprile lo sconto aggiuntivo sulla benzina che aveva introdotto a febbraio.
Ma vediamo quali sono gli sconti delle due realtà in esame. Essi si riferiscono alle tariffe in essere nei paesi confinanti (posso fornirgliele, perché se le cito non rimango più nei tempi). Tutte e due le realtà hanno legiferato in materia di introduzione di sconti sui carburanti facendo riferimento alla legge n. 549/1995, che prevede la possibilità di ridurre in modo graduato i prezzi di carburante per i residenti nelle Regioni di confine in maniera inversamente proporzionale alla distanza dal confine.
La Provincia di Bolzano ha introdotto questo sconto sotto forma di una riduzione del prezzo alla pompa, del gasolio per autotrazione e della benzina. La disposizione prevede un contributo differenziato per i singoli Comuni in ragione della distanza del Comune, fissata in 20 chilometri, autostrade escluse, nel limite massimo del confine di Stato, entro il quale i residenti solo di quelle zone possono beneficiare dello sconto, e sono state individuate due fasce di distanza: una che va fino a 10 chilometri e l'altra da 10 a 20, con uno sconto del 95 percento per i primi e 70 percento per i secondi rispetto ai prezzi praticati nelle Regioni di confine. Si noti che coloro che sono confinanti con la Svizzera si trovano ad avere un beneficio quasi nullo, un bel principio di eguaglianza per i cittadini all'interno dello stesso territorio! Il contributo è usufruibile solo presso quei distributori di carburanti attraverso l'attivazione di una carta sconto.
La Regione Friuli ha invece finora optato per un sistema di contribuzione esteso a tutti i residenti tramite una legge regionale; i contributi sono concessi a persone fisiche ed a Onlus, individuando un'area di confine con un contributo maggiorato per i beneficiari che sono residenti in quelle zone. Ma ora la tanto decantata "cuccagna" dei residenti in Friuli pare avviarsi ad un severo ridimensionamento, perché l'estensione del contributo a tutti i residenti è stata oggetto per due volte di un avvertimento da parte dell'Unione europea, che configura la riduzione dei prezzi dei carburanti come un indebito aiuto di Stato e come un elemento di concorrenza sleale nei confronti della Slovenia, che è paese membro dell'Unione europea. Oltre alle difficoltà segnalate prima, vi è anche il concreto rischio per la Regione dell'apertura di un procedimento di infrazione da parte dell'Unione europea, insomma pare che la Regione Friuli si stia avviando a chiudere la vicenda dello sconto alla pompa per le stesse ragioni che hanno imposto alla Valle d'Aosta la conclusione della vicenda dei buoni benzina, nonostante ci fosse stato fatto sovente osservare la lungimiranza del Friuli che aveva saputo sgusciare fra le "maglie proibitive" delle regole dell'Unione europea.
Venendo alla nostra realtà, se l'elemento di introduzione dei contributi dovesse applicarsi con i criteri della legge n. 549/1995, ad esempio Alto Adige, tenendo conto che la fascia chilometrica come quella individuata dalla Provincia di Bolzano coinvolgerebbe un numero percentualmente esiguo di residenti, fino al Comune di La Salle per quanto riguarda il confine della Francia, fino al Comune di Gignod per quanto riguarda il confine svizzero... questo può essere, e non altro, proprio visto quanto sta accadendo a tal proposito ai nostri amici del Friuli. Si consideri che per 8 mesi circa all'anno l'unica possibilità per il passaggio verso gli Stati confinanti è attraverso i due trafori, con un aumento di spesa che vanificherebbe il beneficio dell'eventuale introduzione di uno sconto, che dovrebbe riferirsi al minor costo del carburante in quei territori, e che non può essere definito in termini assoluti ed a piacere. Se poi facciamo conto che questo potrebbe avvenire d'estate con l'apertura dei valichi, due conti fanno capire che tutto questo beneficio verrebbe assorbito nel solo viaggio di andata, senza contare il ritorno.
Per contro voglio ricordare, come ha fatto anche la collega Fontana, la scelta di questa Amministrazione a seguito dell'obbligo dell'Unione europea e dello Stato di eliminare i buoni carburanti; noi abbiamo scelto di individuare soluzioni alternative allo sconto alla pompa per favorire un numero più ampio possibile dei valdostani: il bon chauffage, lo sconto del 30 percento sulla bolletta elettrica, gli sconti autostradali ancora in essere, e ricordo che in passato abbiamo speso tanti soldi con la legge sulla rottamazione per consentire l'acquisto di mezzi poco inquinanti poco energivori.
Per quanto riguarda il gettito sulle accise, esso sarà reso noto nel corso del consuntivo 2011 e riguarderà il gettito 2010, perché andiamo con degli anni che sono scansionati, ma posso dire che nel primo anno senza esenzioni, appunto il 2010, il reddito si aggirerà intorno ai 52.000.000 di euro. Si consideri che l'aumento delle accise, a seguito dell'abolizione dei buoni benzina, ha portato ad un incremento fra il 50 e il 60 percento di quanto si percepiva dall'entrata delle accise precedenti e che i provvedimenti quali il bon chauffage, in testa, hanno assorbito in larga misura questo incremento. Per contro va ricordato che le entrate sono complessivamente diminuite, come abbiamo verificato recentemente con l'ultima variazione di bilancio, che ci ha portato a dover lasciare sul campo ulteriori 50.000.000 di euro (fattore, questo, non proprio insignificante).
Voglio poi citare un dato che la scorsa settimana non avevo a disposizione; è interessante notare che la recente indagine del Centro studio sintesi - di cui avete inteso parlare - fotografa meglio di ogni altra considerazione quale sia stato l'impatto delle varie manovre sulla Valle d'Aosta e come queste abbiano assorbito più dell'incremento eventuale delle accise. Infatti il peso su ogni cittadino per il 2011 è stato di ulteriori 1.389 euro a persona calcolati sul bilancio regionale. Insomma il bilancio regionale ha un ulteriore peso di spesa di 1.389 euro a persona residente in Valle, rispetto a tutte le riduzioni che sono state fatte nel corso delle recenti manovre. Un calcolo rapidissimo fissa a circa 200.000.000 di euro di minori entrate, quindi quando parliamo di accise dobbiamo tenere conto di tutte le riduzioni di cui siamo stati oggetto.
Per quanto riguarda le premesse dell'interpellanza, non è esatto sostenere che le casse regionali beneficeranno di un netto aumento degli introiti derivanti dalle accise, perché il maggior reddito derivante dall'incremento delle accise disposte dall'articolo 15 del decreto legge 2011 è riservato all'Erario per i prossimi cinque anni, quindi qualsiasi aumento si farà, non entrerà nelle casse regionali, ma rimarrà a disposizione dello Stato. Quindi oltre alle riduzioni già ricordate, mettiamoci il cuore in pace sulle accise che non incasseremo!
Poi è stata citata la questione del Senatore Fosson che ha presentato una iniziativa...siamo assolutamente d'accordo. Voglio infatti ricordare che il problema dei costi dei carburanti deve prevedere una soluzione organica, siamo tutti d'accordo, infatti lo chiedono anche le Regioni citate prima, che si stanno dissanguando per sostenere costi improponibili, al fine di limitare la concorrenza delle zone di confine. Ma l'unica soluzione sarebbe che lo Stato, anziché sostenere l'aumento dei carburanti per alimentarsi con le accise, intervenisse per ridurre la pressione fiscale sui carburanti per quanto riguarda l'Italia. Concludo ricordando che l'Italia è il secondo paese in Europa in cui i carburanti sono i più cari, superata solo dalla Norvegia, e il terzo paese al mondo in cui i carburanti sono i più cari: questo non lo decide la Regione Valle d'Aosta, ma la politica dello Stato!
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
L'Assessore oggi mi ha fatto l'elenco della spesa...io non volevo una lezione, in quanto la mia proposta era quella di andare incontro ai cittadini proprio in un momento così difficile che sta attraversando la Regione. Abbiamo fatto tanti interventi sul "pacchetto anticrisi" per andare incontro ai valdostani...adesso sappiamo che tante famiglie si stanno vendendo la macchina, i negozianti che vendono auto sono allarmati perché non riescono più a venderne, perché la gente cerca di capire come deve fare, abbiamo l'autostrada dove sappiamo i costi che ci sono...non ne sto facendo una colpa alla Regione, ma siamo anche una Regione autonoma e, secondo me, un po' di buona volontà anche da parte sua, Assessore...siamo a fine legislatura, cerchiamo di vedere...anche solo in questo periodo di crisi che stiamo attraversando.
Lo so, Presidente, sembra assurdo perché le spese sono tante, ma mettiamoci nei panni di questi cittadini...lei provi a sentire, fuori...sono massacrati! Allora i furti, il caro benzina, il caro spesa, non sanno più dove girarsi; mi sembra che adesso avere una macchina sia un lusso che se lo può permettere solo chi ha i soldi, mentre i poveri pendolari o la gente che va a lavorare...si rischia che adesso si devono comprare una bicicletta, ma non si può manco fare questo, perché adesso ci sono dei furti di biciclette a non finire!
Era questo il mio intento, cioè se anche solo quando si mette in piedi il bilancio...vedere se sul pacchetto anticrisi sono avanzati dei soldi che non sono stati spesi...solo che anche in questo periodo ci sia la buona volontà di vedere se si può fare qualcosa, perché anche un piccolo sconto alle famiglie sarebbe comodo. Grazie.
