Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2220 du 8 février 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2220/XIII - Comunicazione e presa d'atto delle dimissioni rassegnate dal Signor Claudio Lavoyer dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio. (Reiezione di una risoluzione)

Presidente - Il Presidente della Regione, con lettera in data 3 febbraio 2012, ha trasmesso al Presidente del Consiglio, ai sensi dell'articolo 7, comma 5 della legge regionale n. 21/2007 e dell'articolo 9, comma 5, del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, la lettera con cui il signor Claudio Lavoyer rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio. L'articolo 7, comma 5, della legge regionale n. 21/2007 e l'articolo 9, comma 5, del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale prevedono che le dimissioni degli Assessori presentate al Presidente della Regione siano trasmesse al Presidente del Consiglio, che ne dà comunicazione al Consiglio nella prima sessione ed adunanza utile, e diventano efficaci dalla data di presa d'atto da parte del Consiglio regionale, da effettuarsi nella medesima adunanza, e che il Presidente della Regione assuma ad interim le funzioni assessorili fino all'elezione del nuovo Assessore. Si propone pertanto che il Consiglio prenda atto delle dimissioni rassegnate dal signor Claudio Lavoyer dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio ed assuma gli eventuali provvedimenti conseguenti.

La discussione è aperta.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Le ragioni della scelta dell'Assessore di rassegnare le sue dimissioni sono già state oggetto di diverse dichiarazioni, comunque oggi credo di dover ringraziare ancora l'Assessore per la sua sensibilità, per aver voluto, in questo momento difficile, avere ampia possibilità di operare e per riuscire a portare i chiarimenti necessari a questa vicenda in un tempo utile, in modo che non ci siano più ombre su questa situazione.

Per quanto ci riguarda, ad oggi - come sapete - non ci sono comunicazioni, né documenti ufficiali inviati alla Regione, a nessun titolo, quindi ad oggi siamo alle comunicazioni via stampa ed a quello che abbiamo letto sui giornali in queste giornate. Abbiamo parlato con l'Assessore che ci ha spiegato qual è la situazione, quindi oggi prendiamo atto di questa decisione e, nel contempo, altri interverranno per meglio precisare questo punto, ma riteniamo corretto che ci sia il tempo necessario per avere la possibilità di dare delle spiegazioni che possano essere, a questo punto, in grado di dare una valutazione più attenta su una segnalazione che ha comportato per la banca interessata - da dove è nato tutto l'insieme - un'ammenda. Ci sono le dichiarazioni pubbliche del Presidente della banca che ha spiegato come è avvenuto questo, altro non c'è; ad oggi non abbiamo altri elementi di valutazione.

Ci rendiamo conto della delicatezza del problema e dell'esigenza di avere ulteriori elementi per valutare, perché altrimenti sarebbe difficile innescare un processo solo su una comunicazione che non ha ad oggi avuto alcun riflesso nei confronti dell'Amministrazione, nel senso che l'Amministrazione non è stata coinvolta in nulla e per nulla.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Grazie Presidente.

Con le mie dimissioni penso di aver separato nettamente il mio ruolo di Assessore, quindi quello istituzionale da quello personale. A questo punto non esiste più alcuna sovrapposizione; in questo modo - pur consapevole di non essere accusato di nulla da alcun organo a ciò preposto - ho liberato la Giunta ed i Consiglieri da tutti gli eventuali imbarazzi possibili: questo, certamente, dovrà valere da oggi per tutti. Do queste dimissioni nella convinzione che la mia scelta consentirà al Governo regionale di continuare a svolgere, con la serietà di cui ha bisogno, il proprio operato.

Potrò così difendere la mia onorabilità e quella della mia famiglia, che è stata oggetto, da parte degli organi di informazione, di uno stillicidio di notizie che mi hanno colpito in modo indegno, al di fuori dell'argomento in questione. Visti questi attacchi, anche virulenti dal punto di vista personale - per alcuni certamente mi riserverò delle querele - potrò finalmente, se mi verrà richiesto, chiarire nelle sedi opportune qualsiasi cosa.

Caro collega Donzel, non è lei che mi detterà l'agenda e le modalità dei chiarimenti su cose che ritengo strettamente personali!

Confermo di essere sereno nel mio operato, nulla di illecito è stato commesso. Ringrazio il Consiglio ed auguro buon lavoro a tutti.

Presidente - Comunico al Consiglio che è stata depositata sull'argomento una risoluzione a firma dei gruppi ALPE e PD, con la quale si chiede l'impegno del Presidente della Regione a proporre al Consiglio regionale il nominativo di un nuovo Assessore al bilancio entro la prossima seduta dello stesso.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Signor Presidente della Regione, signor Prefetto, signor Presidente dell'Università della Valle d'Aosta, signor Presidente dell'Associazione Forte di Bard e, da oggi, signor Assessore regionale al bilancio, finanze e patrimonio...quanto pesa il globo sulle spalle di Atlante!

Le dimissioni dell'Assessore Lavoyer e l'assunzione dell'interinato da parte del Presidente Rollandin sono fatti istituzionalmente rilevanti, alla loro origine sta una vicenda dai contorni ancora oggettivamente non chiari, che ha provocato una situazione di cui questo Consiglio è oggi chiamato a prendere atto. Si tratta della vicenda che ha purtroppo visto il nostro collega Claudio Lavoyer al centro di un tourbillon di movimenti bancari ritenuti "anomali" per oltre 40.000.000 di euro in due anni su conti correnti propri e riconducibili a persone a lui vicine.

Su questo fatto si ferma un istante la nostra attenzione lasciando, come è giusto, collega Lavoyer, fuori da quest'aula commenti e valutazioni non pertinenti, non attinenti al tema del giorno, e lasciando anche fuori delle valutazioni che potranno riguardare procedure bancarie seguite dagli istituti di credito e le sanzioni che sono state irrogate dalla Banca d'Italia, temi su cui non ci pare, oggi, qui, il tempo di aprire una discussione. Così pure restano al di fuori delle nostre considerazioni i contenuti ed i possibili riflessi ulteriori dei rapporti che possono avere generato questa situazione, che avrebbero condotto a movimentazioni sostanziose e di fronte al cui importo complessivo l'opinione pubblica, a noi anche connessa, ha manifestato un comprensibile sconcerto. Ma sarà materia di lavoro di altre istituzioni, se saranno confermate le notizie secondo cui degli accertamenti sarebbero in corso da parte della Procura di Aosta.

Qui ci limitiamo semplicemente, en passant, a rilevare la necessità di ripensare molto rapidamente il sistema di anagrafe patrimoniale degli eletti, che oggi ci consente di sapere se cambiamo una Panda con una Clio, e quale ne sia l'anno di immatricolazione, ma non fa emergere rapporti economici di grande spessore. Sarà questo un tema su cui il movimento di ALPE si impegnerà insieme ad altre forze politiche che saranno disponibili fin dai prossimi giorni.

Adesso, sui soli fatti istituzionali, non sui pettegolezzi, si concentra la nostra attenzione ed in particolare su un fatto che istituzionalmente parlando è di estrema importanza, perché siamo in un'aula consiliare ed i compiti che competono a quest'aula intendiamo assolverli con scrupolo e coscienza, anche se non si tratta sempre di adempimenti piacevoli. Dopo aver intonato per 10 giorni il peana del "sono solo fatti personali" cercando di minimizzare in ogni modo la portata e l'impatto della vicenda, con la stessa coralità, ma con un percepibile e quasi palpabile sollievo, la maggioranza regionale ha proclamato all'unisono che le dimissioni dell'Assessore Lavoyer "ci tolgono dall'imbarazzo". Ma, colleghi...come? Quale imbarazzo? Se si tratta veramente di fatti personali, che imbarazzo provocano in una maggioranza politica? O si tratta di imbarazzo per altre vicende in corso che sfuggono alla nostra conoscenza? Questa ci sembra invece la prova della gravità di una situazione ben percepita come tale fin dall'inizio, e da qualcuno forse all'interno della maggioranza già percepita come tale prima ancora che fosse di dominio pubblico! Sicuramente ci sarà occasione di riparlarne.

In questo frangente il nostro collega, l'Assessore Lavoyer, ha reclamato per dieci lunghi giorni la propria rettitudine, ma non ha purtroppo finora ritenuto di dare a noi, suoi colleghi, nessuna spiegazione concreta sulla vicenda, lasciando permanere delle ombre che purtroppo danno la stura alle peggiori illazioni, e anche ad interpretazioni fuorvianti, probabilmente infondate ed anche ingiustificate. Purtroppo, però - dobbiamo dirlo! -, il silenzio è un infido alleato e rende qui un pessimo servizio, quando ciò che tutti i nostri concittadini si attendono sono delle semplici e ragionevoli spiegazioni.

Quando abbiamo assunto le nostre funzioni nel 2008, abbiamo prestato un giuramento che prevede di essere fedeli alla Costituzione della Repubblica ed allo Statuto speciale della Valle e di esercitare il nostro ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione della Valle d'Aosta. Questo è un impegno che vale doppio per i componenti dell'Esecutivo, il loro impegno deve avere un carattere non solo di onestà, ma anche di assoluta esclusività a favore della Regione che si amministra, di cui in questo caso teneva, fino a venerdì, i cordoni della borsa; vale per l'Assessore dimissionario, vale per tutti gli altri componenti della Giunta e, sul rispetto di questo impegno, non riteniamo si debbano fare sconti a nessuno. Se si intende svolgere altre attività professionali, commerciali o di altra natura, non ci sono ostacoli, ma si deve scegliere e lasciare piuttosto ad altri il compito pubblico. Ciò che a nostro modo di vedere pretendono la comunità e le istituzioni a questo livello è dedizione totale all'assolvimento del compito assegnato. Le dimissioni rassegnate sono per noi un atto dovuto, corretto, necessario, e lo diciamo apprezzando soprattutto che non ci sia stato bisogno di farne formale richiesta da parte dell'opposizione, un'opposizione che è stata attenta a permettere che ci fossero delle spiegazioni in quest'aula, prima che si pronunciasse un qualsiasi giudizio da parte nostra. Ci auguriamo sinceramente a questo punto che la vicenda possa non avere per il collega Lavoyer nessuna ulteriore conseguenza; invece conseguenze per l'istituzione regionale nel suo complesso ci sono, e sono gravose!

L'assunzione interinale delle competenze di Assessore da parte del Presidente Rollandin - il quale mi vorrà scusare per avere esordito con un passaggio colorato -, che ha il senso di dare una rappresentazione plastica di una realtà fortemente caricaturale, è interpretata da molti come una dimissione "a termine". Presidente, lei ha fatto riferimento poco fa a spiegazioni da dare in tempo utile, in tempo utile...a che cosa, se non ad una possibilità di reintegro? Una specie di autosospensione, istituto di cui ben ci ricordiamo, ma che non ha mai trovato conferma nella nostra legislazione regionale; una sorta di Assessorato a porta girevole che rappresenta, secondo noi, per questo particolare momento una sostanziale iattura.

È nota a tutti la mole di compiti e di funzioni che il Capo dell'Esecutivo regionale sta già accumulando, questo interinato lungo non porta alcun beneficio alla Regione, se non quello di caricare ulteriormente sulle spalle della stessa persona poteri e prerogative già rilevantissime. L'Assessore alle finanze, bilancio e patrimonio, nell'ordinarietà delle sue funzioni è l'unico, vero e naturale contrappeso interno possibile al Capo dell'Esecutivo, è il principale interlocutore delle scelte politico-economiche generali della Regione, è l'unico possibile controllore, oltre al Presidente della Giunta, dell'azione dell'intero Esecutivo: per questo il suo ruolo istituzionale di bilanciamento all'interno del Governo regionale è un ruolo essenziale ed insostituibile. Una vacanza prolungata al vertice di questo Assessorato priva la Regione di uno snodo fondamentale. Essa acuisce ulteriormente la dimensione autocratica ed accentratrice di una Presidenza già visibilmente ipertrofica. Accresce ancora, anche se per il momento solo per qualche mese, il potere di un Presidente della Regione che è a capo di una coalizione anomala di partiti, di cui due soltanto resteranno ormai presenti in seno alla Giunta regionale, e con un significativo squilibrio di sette a uno. Aumenta quindi ulteriormente l'influenza del Capo del Governo regionale sui suoi alleati e sostenitori, gli uni e gli altri già esageratamente "timidi" nel manifestargli dissensi e divergenze di opinione, un'influenza che già oggi è sostanzialmente paralizzante - ne abbiamo avuto la riprova poche ore fa, rispetto allo stesso andamento dei lavori di quest'aula -, un'influenza che cresce ancora nell'attesa di una possibile nomina al posto vacante o di un sospirato rimpasto in seno ad una Giunta ormai decisamente sfibrata.

Per questo noi del gruppo ALPE diciamo che non c'è tempo, non c'è tempo per giochetti politici, per surplace in attesa di chiarimenti interni. La Valle ha bisogno oggi, subito, di un Assessore alle finanze, bilancio e patrimonio presente, competente, quotidianamente impegnato al servizio di una finanza regionale oggi più che mai sotto tiro, minacciata dagli effetti delle manovre economiche ripetute del Governo di Roma, bisognosa di trovare presto equilibrio e gestione sagace. Tutto l'opposto di ciò che potrà fare, pur con la migliore volontà e la più grande energia, nei prossimi mesi un Presidente oggettivamente in tutt'altre faccende affaccendato. Non parlo di faccende di minore importanza, parlo di vicende naturalmente di grande latitudine politica ed anche geografica, a quanto si è visto oggi. Colleghi, levate dunque questa ipoteca, impegnatevi - come noi oggi vi chiediamo - a sciogliere il nodo della sostituzione nei tempi ragionevoli che l'urgenza degli eventi esterni impone e consente. Questo chiede il gruppo di ALPE; questo chiede anche, unitamente a noi, il gruppo del Partito Democratico che ha sottoscritto con noi una risoluzione, che ci auguriamo venga votata al termine di questa discussione. Questo crediamo inoltre si aspetti la maggioranza dei valdostani in questo momento come segno di serietà e di responsabilità politica ed amministrativa. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, come Partito Democratico prendiamo atto delle dimissioni dell'Assessore Claudio Lavoyer, che sono sicuramente un gesto di responsabilità in un momento politico in cui tutta la classe dirigente del paese e della nostra Regione è sotto i riflettori dell'opinione pubblica. Senza poter accomunare una vicenda con l'altra, naturalmente ognuna ha la sua dimensione personale ed unica; le vicende che riguardano questioni della politica, che hanno provocato in tutto il territorio nazionale dimissioni e quant'altro, sono viste con particolare scoramento dall'opinione pubblica. C'è una richiesta forte di un modo di fare politica completamente diverso, ed è questo che il nostro partito cerca di sottolineare, cioè: la gente chiede alla politica il massimo di chiarezza e di trasparenza possibile.

Che questa vicenda sia esclusivamente un caso giornalistico mi lascia un po' perplesso, perché quante volte i giornali raccontano di fatti...io mi sono particolarmente interessato alla questione del prefabbricato provvisorio (oggi centro prelievi dell'ospedale)...non è che qualcuno ha ritenuto opportuno dimettersi o chiarire l'iter di quella vicenda, ma si è andati avanti nonostante ciò che era scritto sui giornali e nonostante ciò che si diceva in Consiglio regionale. In altre situazioni sono stati come sempre organi esterni al Consiglio regionale a dover intervenire. Ricordo che in quest'aula è stato vissuto anche un "caso Lanièce", ma in quel caso è stato un elemento esterno ad imporre dimissioni; questa volta le dimissioni sono arrivate (ne va dato atto all'Assessore), ma non è che nell'opinione pubblica si sia capito cosa è successo e perché la maggioranza stessa ha invocato chiarezza!

Allora la domanda che pongo alla maggioranza è se adesso è tutto chiaro, se si è chiarito qualche elemento. A me pare che adesso questa cosa susciti ancora più interrogativi nell'opinione pubblica! Oggi prendiamo atto che lo stesso Presidente della Regione non conosce nel dettaglio la documentazione, quindi è fermo anche lui a notizie di giornale. Rimango ancora più perplesso che solo la notizia di un giornale possa scatenare conseguenze di questo tipo su una Giunta che ha dimostrato di essere refrattaria e dura a qualsiasi attacco della minoranza, dei giornali, eccetera!

Da parte nostra restano quindi intatte tutte le perplessità su una vicenda di questo tipo, che per noi è oscura. Noi non siamo - ho avuto modo di scriverlo - giustizialisti, né forcaioli, non pensiamo che sia questo il luogo in cui si giudica una persona, né è nostra intenzione giudicare nessuno, però ci sembra normale interpretare e rappresentare il sentire di un'opinione pubblica che ci chiede cosa succede, come mai vengono comminate delle multe alla Banca di Credito Cooperativo Valdostano, come mai vengono scritte delle cose su un Assessore. Noi avremmo preteso, e lo pretendiamo tuttora, che su questo si faccia piena luce, non tanto da parte degli organi deputati a fare dei controlli per poi sentirci dire che non c'è alcun illecito - ci mancherebbe, ce lo auguriamo! -, per noi non è la Magistratura che deve determinare conseguenze sulla politica, è la politica che si rende trasparente nei confronti dei cittadini. È un altro modo di concepire il nostro ruolo...non è che dobbiamo aspettare che arrivi qualcuno a dirci se va bene o non va bene, siamo in grado di fare contezza di quello che avviene ai cittadini. Questa è l'idea di un modo diverso di interpretare il ruolo della politica...in fondo lo abbiamo scelto noi di essere personaggi pubblici, esponendoci pubblicamente, e di rappresentare altre persone...nessuno ce lo ha imposto! Non siamo qui per necessità di lavoro, siamo qui perché abbiamo detto: siamo disponibili nei confronti della comunità di rappresentare altre persone e le altre persone ci chiedono conto di quello che facciamo anche nel nostro "tempo libero", se facciamo attività economiche...qui non stiamo parlando delle nostre vacanze o di altro! Questo è il nostro modo di intendere il rapporto con la politica e con i cittadini, un modo di vivere l'esperienza della politica in modo diverso. Certo, non pretendiamo di avere una visione unica, però ci sentiamo in diritto di rappresentare quella parte della popolazione - minoritaria, senza dubbio - che vorrebbe una politica trasparente. Questo ci sentiamo di rappresentare in questa situazione...invece ci viene detto che occorreranno 90 giorni per avere riscontro in tal senso; aspetteremo questi 90 giorni per avere chiarimenti, possiamo aspettare anche di più, ma non possiamo aspettare 90 giorni senza l'Assessore alle finanze, questo no, questo è un discorso diverso ancora: una cosa è la trasparenza in politica, altra cosa il funzionamento della Giunta regionale!

Il Partito Democratico si era presentato in quest'aula con una proposta di legge che mirava a ridurre il numero degli Assessori, non certo con queste modalità, avremmo voluto una scelta politica, proposta che è stata sonoramente bocciata, perché considerata demagogica, inessenziale rispetto alla necessità di far funzionare bene la Giunta regionale. Questo Consiglio regionale, bocciando la proposta del PD, ha detto: noi, per lavorare, in questo momento abbiamo bisogno di otto persone in Giunta; allora vuol dire che, visto che c'è la crisi economica e che bisogna risparmiare...voleva proprio dire che era assolutamente necessario questo apporto umano da parte di tutti ed otto i componenti della Giunta, Presidente più sette Assessori! Il ragionamento è: perché oggi invece diciamo che possiamo stare tre mesi senza l'Assessore? Cosa è cambiato? Nel pieno di una crisi economica, nel pieno di trattative difficilissime con il Governo Monti, un governo tecnico con il quale, lo riconosciamo, fanno fatica tutti a trattare, quindi immaginiamo le Regioni a Statuto speciale che difficoltà hanno nella trattativa per far valere le proprie ragioni in quei tavoli, cioè nel clou di un momento particolarmente difficile che si apre in questa primavera, noi diciamo che, tutto sommato, adesso si può stare tre mesi senza un Assessore! Ma allora dovete spiegarmi perché prima bocciate la legge che abbiamo proposto per ridurre gli Assessori e poi, sulla spinta di un caso giornalistico, di una "montatura della stampa" (secondo qualcuno), la maggioranza si priva di un indispensabile strumento di lavoro! Più ci ragiono sopra, più ho le idee confuse!

Non riesco a capire perché, nel suo corretto intervento in quest'aula, il collega Lavoyer mi chiami in causa in modo particolare...come se avessi sostenuto chissà quali cose fuori dall'ordine di quelle che sostiene qualsiasi cittadino che appartiene alla nostra area politica! Non siamo altro che rappresentanti di una necessità di chiarezza. Piuttosto, probabilmente sarà stato tutto un falso giornalistico anche il virgolettato che ho letto per giorni, ho visto un grande affannarsi di esponenti della maggioranza, a cominciare dal suo partito, uno l'ho letto che diceva: "sono disponibile io a fare l'Assessore"...allora o questi giornalisti sono tutti da denunciare, o...non è che era una montatura della minoranza che ha usato un caso umano per attaccare la Giunta Rollandin? Mi sembra che le preoccupazioni fortissime erano espresse con toni durissimi da parte di esponenti della maggioranza.

Oggi stiamo assistendo a quel "teatrino" in cui momentaneamente la maggioranza si ricompatta...diventa il tentativo di dire: ecco, sono qui a fare i giustizialisti quelli della minoranza! Noi non abbiamo mai invocato aule di tribunale, in nessun comunicato; abbiamo chiesto che un politico si presentasse in modo trasparente ai cittadini e questo lo chiederemo non sul caso Lavoyer, lo chiederemo a tutti i cittadini, cominciando da noi del PD, tant'è che quando abbiamo dei problemi...siamo forse rimasti l'unico partito che procede ad espulsioni che non si vedevano dagli anni '50...perché sentiamo che c'è bisogno di dare una svolta al modo di fare politica, perché la gente si sta allontanando dalla partecipazione politica, perché la gente chiede un altro modo di fare politica!

Quindi, per avviarmi a concludere il ragionamento su questa presa d'atto, noi ravvisiamo la necessità - ecco perché abbiamo condiviso con l'ALPE una risoluzione - che, come tempestive sono state le dimissioni, altrettanto tempestiva sia la sostituzione dell'Assessore, sia che si scelga la via maestra, quella di individuare un collega della maggioranza per sostituirlo, sia che si scelga la via, che magari imporrebbe un po' di attenzione al bilancio regionale, di un rimpasto di Giunta, di una redistribuzione delle deleghe, ma garantendo la figura dell'Assessore alle finanze. Per questo non possiamo che augurare buon lavoro al Presidente.

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente. Credo che gli interventi dei colleghi della minoranza ed i fatti richiedano un contraddittorio all'interno di quest'aula, che però deve essere spogliato dalla demagogia, cosa che invece mi pare di leggere purtroppo fra le parole del collega Donzel.

I fatti in oggetti devono essere esaminati sotto due aspetti. Il primo è l'aspetto etico morale, al quale credo che l'amico Claudio Lavoyer si sia sottoposto con la sua coscienza in maniera chiara, dando le sue dimissioni; dimissioni che sotto il profilo etico morale dimostrano il suo senso di responsabilità, non tanto nei confronti di questo Consiglio, a cui non erano dovute, quanto nei confronti della collettività e di un'attenzione che c'è verso la classe politica, che richiede coscienza e responsabilità. Credo che questo sia stato fatto con molta chiarezza da Claudio Lavoyer nell'arco di una settimana, e non credo che ci siano tanti esempi nel paese che vanno in questa direzione! Il secondo aspetto è quello politico, e sotto il profilo politico ha ragione il collega Louvin quando dice che i fatti non sono chiari...perché? Perché qui parliamo di cose e di documenti che non sono a nostra disposizione, parliamo di cose delicate, di balletti di cifre e documenti che non sono a nostra disposizione, a meno che qualcuno in quest'aula mi dica che li ha ed allora gentilmente se me li fa vedere potrò leggerli anch'io e confermare le sue ipotesi! Quindi ci troviamo, sotto l'aspetto politico, in un "carnevale delle procedure" perché mancano i fatti reali e restano solo i fatti mediatici, seppure giusti - ci mancherebbe che i media non potessero fare il loro lavoro! - e alla politica, che fa di forma sostanza, non è pervenuto alcun elemento, né che conferma, né che smentisca i fatti citati mediaticamente. Anzi, appare evidente - per questo non è necessario essere uno specialista della privacy - che ci sono già parecchi reati di violazione della privacy, e sarebbe interessante che anche su questi, nelle sedi opportune, qualcuno procedesse, perché difendere la privacy di una persona non è difendere quella di Lavoyer, è difendere la privacy di tutti i cittadini! Su questo si potrà tornare, perché appare strano che presidenti di banche o altre persone si permettano di commentare per televisione conti correnti, veri o non veri, chiusi o non chiusi, di clienti della banca! A me pare che ci dovrebbe essere una privacy che dovrebbe difendere da questi atteggiamenti, e questo vale per tutti i cittadini italiani perché, se correttezza ci deve essere, ci deve essere a tutti i livelli! In questo senso credo che Lavoyer, con senso di responsabilità sotto il profilo etico morale, abbia sgombrato il campo nel rispetto dei cittadini, nel rispetto anche del Consiglio e sotto il profilo della Giunta, affinché non ci fossero dubbi sul fatto che la Giunta potesse operare in piena libertà.

Ritengo quindi insieme al movimento di Fédération, che Lavoyer abbia fatto bene a dare le sue dimissioni, ma non posso accettare quella facile demagogia che cerca di dipingere la politica come un ambiente in cui è tutto sotto l'ombra, non è chiaro, perché mi chiedo a questo punto se per fare politica non sia più possibile svolgere la propria attività. Mi chiedo, ma questo in generale, se uno è un commercialista se può più fare il commercialista, se uno è un avvocato se non può più fare l'avvocato, se uno è un imprenditore se non più fare l'imprenditore! È evidente che chi svolge queste attività può, come quello che d'altronde viaggia sulla strada, essere fermato da una pattuglia e magari guidare in stato di ebbrezza...bisogna però capire se questi fatti di tipo personale poi attengono ad una sfera politica. È un bell'argomento, interessante, ma è un argomento che non si può girare sulle spalle di qualcuno, forse è un argomento interessante che dovrebbe essere affrontato seriamente e non demagogicamente quando si parla di qualcuno in particolare, bisognerebbe farlo sempre, e magari con una coerenza che parte da un livello nazionale e si va a scendere. In questi giorni si leggono tante indiscrezioni sui giornali, anche nei livelli di partiti, anche di quelli in cui lei ha militato e militava ci sono parecchie grane di tipo finanziario...poi c'è uno scarica barile, però lei non è che per coerenza si è dimesso dal PD ed ha ragione a non farlo! Non lo faccia, collega Donzel, perché se hanno commesso dei reati finanziari, lei, giustamente, non deve dimettersi dal PD perché non è lei che li ha fatti...però la coerenza la dovrebbe far riflettere in questo senso.

Credo che bene abbia fatto Lavoyer a dimettersi, bene ha fatto a prendersi questa libertà di difendere la sua onorabilità, e...perché i 90 giorni? Credo che abbia un senso il ragionamento dei 90 giorni: è giusto a questo punto, anzi se io fossi Lavoyer sarei io ad andare dalle autorità competenti e sollecitarle affinché facciano gli accertamenti; credo che sia giusto che se in questi 90 giorni emergessero - con documenti, con fatti alla portata ed alla conoscenza di tutti - degli elementi di prova, di colpevolezza o di non colpevolezza...che in questi 90 giorni ci sia la possibilità per Claudio Lavoyer di fare chiarezza...non lui, ma chi deve fare chiarezza, e non noi! Perché noi, oggi, di cosa stiamo discutendo? Lei ha visto il documento, Donzel? La privacy è violata solo per Lavoyer o c'erano altri nomi nel documento? Quindi qual è il concetto della Banca d'Italia? Sarebbe interessante che la Banca d'Italia, visto che è lei che ha mandato il documento, agisse nei confronti di coloro ai quali ha mandato il documento, a tutela del suo importantissimo ruolo di garante di tutti i cittadini, per capire come mai documenti di questo genere vengono distribuiti! Evidentemente la stampa ha tutti i diritti di pubblicarli, però non facciamo processi sommari e, una volta tanto, quando un Assessore, sotto un profilo etico morale, in tempo zero - perché una settimana credo che sia un tempo brevissimo -, si assume nei confronti della collettività una responsabilità...credo che forse una dignità anche nostra, di Consiglieri regionali, sarebbe quella di chiudere questa discussione, lasciando la possibilità a chi ne ha interesse di chiarire la sua onorabilità ed i fatti che oggi non sono noti.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente. Anche noi per una breve dichiarazione, perché certo non vogliamo esimerci dal dire la nostra posizione su questo argomento, che è peraltro molto delicato.

Mi consentirà il collega Louvin di rompere un poco di tensione e, riprendendo il sarcasmo della sua parte iniziale di discorso, quando ha citato che questa Giunta regionale oggi ha dei numeri (sette a uno, se non ho capito male), visto il particolare momento...allora mi è venuto in mente che quando lei ha fatto il Presidente della Giunta, anche se lo ha fatto solo per pochi mesi, lo ha fatto con gli stessi numeri: sette a uno. Poi, sempre rimanendo nel sarcasmo, per interrompere questo clima di tensione, vale lo stesso discorso per quanto riguarda la legge sull'università. Lei dov'era? Lei era Assessore alla pubblica istruzione e quella legge il Consiglio l'ha approvata, e l'ha approvata con i crismi che detta la legge, che conseguentemente indica quale Presidente, il Presidente della Regione...ma potrei andare avanti, perché c'è anche la costituzione del Forte di Bard, anche se la legge è venuta dopo...questo solo per fare un minimo di dialogo, giusto per interrompere questo clima.

Detto ciò, anche noi abbiamo preso atto della decisione dell'Assessore Lavoyer di rimettere il proprio mandato da Assessore al bilancio. Riteniamo questo atto, in questa fase, un atto di grande responsabilità, in quanto consentirà al Governo regionale di continuare a svolgere il proprio operato senza imbarazzi ed in piena serenità. Questo vale anche per il Consiglio.

Riconosciamo che ad oggi non risulta alcun atto ufficiale che condanni l'operato del collega Lavoyer, soprattutto se è legato al fatto che lui svolgeva funzioni amministrative particolarmente importanti. Riconosciamo che oggi, in questo particolare momento in cui la politica è sotto tiro, come sottolineava anche il collega Donzel, è difficile scindere il ruolo del politico da quello privato, ed è proprio per questo che abbiamo apprezzato il gesto, perché in questo caso l'ex Assessore Lavoyer è stato in grado di distinguere il ruolo privato da quello politico.

Abbiamo concordato, come Capigruppo di maggioranza, di accogliere le dimissioni che aveva consegnato al Presidente della Regione, per dargli modo di chiarire le proprie posizioni personali, bensì anche di difendersi dalle accuse mediatiche molto pesanti, tanto che questo gli consentirà di tutelare la sua onorabilità, ma soprattutto quella della sua famiglia.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Il nostro gruppo ed anche il nostro partito ha preso atto delle dimissioni dell'Assessore Lavoyer; lo ha fatto anche in conseguenza del fatto che - possiamo anche dircelo - erano dimissioni formalmente non dovute, politicamente ritenute necessarie dall'Assessore, e noi lo ringraziamo per questo gesto e gli abbiamo riconosciuto, nel nostro comunicato, il senso di responsabilità.

Ai colleghi che invocano la trasparenza ci uniamo con un minimo di ragionevolezza, la ragionevolezza di chi, non volendo manipolare la comunicazione, deve prendere atto dei fatti reali ad oggi in nostro possesso. Una comunicazione mediatica molto potente, una necessità di trasparenza ed un atto formale di dimissioni che è l'unico atto di trasparenza che oggi si poteva avere, e che è stato dato. Agli altri che oggi esigono di vedere le carte, di avere delle risposte, chiediamo di avere la pazienza che avremo noi, di attendere che gli organi competenti per le indagini, collega Donzel - perché noi non lo siamo -, ci diano degli atti compiuti sui quali potremo ulteriormente commentare, se ci saranno delle evidenze, oppure alla luce del "non pervenuti" eventualmente - ecco il senso dei 90 giorni - reintegrare Lavoyer al suo incarico. In questo momento non possiamo che limitarci a questo, alla trasparenza del suo gesto che era l'unico atto dovuto al popolo, alle istituzioni, a questo Consiglio ed alla maggioranza che sostiene il Governo e gli va riconosciuto questo atto. Per quanto riguarda il resto, mi limiterei ad attendere i riscontri formali ed ufficiali.

Per altri ragionamenti che ho sentito, vorrei che il collega Donzel si riascoltasse, lo invito ad utilizzare le registrazioni di questo Consiglio, di rileggere con l'archivio le sue dichiarazioni, perché se applicassimo quello che lui dice, e spero che lui non pensi, entreremmo in uno stato di polizia pregiudiziale che inchioderebbe qualunque attività democratica. Lo invito a riflettere sulla pesantezza dei concetti di esigenza che lui maschera dietro la parola di "trasparenza": del popolo, del diritto di dare delle risposte della politica, in realtà nascondendo dei pregiudizi che sono fortemente lesivi dell'equilibrio democratico di questa Regione. L'unico atto di trasparenza dovuto, in sei giorni, lo ha fatto Claudio Lavoyer; a lui l'onore...a noi compete di andare a lavorare per questa comunità in attesa che altri organi ci diano le risposte che credo anche Lavoyer aspetti.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e l'aspetto che mi sembra un po' anomalo è quello di far passare...quasi come se ci fosse l'esigenza da parte mia di occupare posti, di avere l'esigenza di lavorare di più, l'incipit: ma come, si scopre adesso che il Presidente della Giunta è anche Presidente del Forte di Bard, Prefetto? Ma parlo a gente di un altro mondo o parlo ai valdostani che ascoltano e che sanno tutto questo? L'interim...non è che lo abbiamo inventato in questo momento...vogliamo fare un excursus di quanti interim ci sono stati in tutti i colori ed in tutte le situazioni? lunghi, corti, un anno, sei mesi, eccetera? Allora, se vogliamo enfatizzare argomenti come questo, che sono di assoluta chiarezza da un punto di vista politico...come maggioranza abbiamo espresso fin dall'inizio un certo tipo di riscontro, e cioè: da quello che risultava a noi, non c'erano elementi per dire all'Assessore di prendere posizioni diverse, e lo riconfermiamo.

Abbiamo preso atto della posizione dell'Assessore ed abbiamo ritenuto che fosse logico, perché mai come in questo caso ci sono elementi che sono stati divulgati a vari livelli, ma che non hanno nulla di quantificato, di esplicitato per quanto riguarda le istituzioni. E qui c'è l'altra confusione che si cerca di mimetizzare o di fare esplodere: qui cosa succede? va in crisi qualcosa? ci sono elementi tali per cui si pregiudica in un momento così delicato...? Ma cosa si cerca di enfatizzare con questo? Noi abbiamo detto semplicemente che non c'è nessuna porta girevole, conosciamo il regolamento, sappiamo che c'è un Assessore che si è dimesso, non perché gli è stato chiesto, ma perché lui ha voluto dimettersi per le ragioni che ha esplicitato qui, e noi ne abbiamo preso atto.

Riteniamo corretto avere degli elementi che ci permettano di valutare quei fatti che lei ha voluto ricordare dicendo che da parte di molti c'era imbarazzo per cercare di uscire dalle prove di gravità, questo silenzio...veramente non si è mai parlato tanto di questo fatto senza avere nulla in mano, se non degli elementi che sono da valutare sotto un'altra veste, ma per quanto ci riguarda, al di là delle dichiarazioni di cui abbiamo preso atto, non abbiamo elementi tali da chiedere una posizione che sia di un certo tipo e motivata, perché ci permettiamo di dire che è giusto che ci siano, come ricordavano i colleghi, delle motivazioni.

Anche questa grande preoccupazione del collega Louvin dei pesi e contrappesi...non so come governava lui, ma questo non è l'atteggiamento di questa Giunta. Non si preoccupi...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...allora perché si preoccupa? Lui non ha bisogno di essere in preallarme, perché non ha da andare da nessuna parte, l'Europa è un po' andata, ho paura che non risponde più e ci dispiace, perché quella era un'occasione vantaggiosa per tutti, ci dispiace. Il resto, guardi, l'unico momento vero è che sui bilanciamenti - lei ha fatto parte di giunte - credo che il rapporto migliore sia quello in cui ci sia una buona collaborazione sui singoli argomenti, ci sia una discussione...questa credo sia una regola d'oro che valga in tutti i momenti e sotto qualsiasi segno.

Riteniamo quindi sia corretto avere questo periodo che permetta di approfondire questo tema; non so quali saranno gli approfondimenti, perché noi di elementi non ne abbiamo, se non una valutazione di quello che abbiamo letto come lei, che è l'oggetto del contendere. Sul resto non credo che ci sia molto da dire. Per quanto riguarda la situazione di oggi, si tratta di una presa d'atto di una volontà dell'Assessore...di cui noi abbiamo manifestato quello che intendevamo dire...da parte di tutti, e con questo noi aspettiamo questo periodo per poter poi regolarci di conseguenza.

Presidente - Con questo intervento il Consiglio prende atto delle dimissioni dell'Assessore Claudio Lavoyer.

Il Consiglio

Premesso che il Presidente della Regione, con lettera in data 3 febbraio 2012, prot. n. 981/GAB, ha trasmesso al Presidente del Consiglio, ai sensi dell'articolo 7, comma 5, della legge regionale 7 agosto 2007, n. 21, nonché dell'articolo 9, comma 5, del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, la sottoriportata lettera con cui il Signor Claudio Lavoyer rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio:

"Aosta, 3 febbraio 2012

Al Presidente della Regione Augusto Rollandin

Caro Presidente,

In questo difficile momento, che mi vede impegnato a difendere l'onorabilità mia e della mia famiglia a fronte dello stillicidio di notizie che ci stanno colpendo in modo indegno, d'intesa anche con il mio movimento Fédération Autonomiste ti confermo la mia decisione di rassegnare le dimissioni da Assessore al Bilancio, Finanze e Patrimonio.

Nella convinzione che questa mia scelta consentirà al Governo regionale di poter continuare a svolgere, con la serenità di cui ha bisogno, il proprio operato, ti ringrazio per la fiducia accordatami in questi anni.

In fede.

Claudio Lavoyer";

Rilevato che l'articolo 7, comma 5, della legge regionale 7 agosto 2007, n. 21, e l'articolo 9, comma 5, del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale prevedono che le dimissioni degli Assessori, presentate al Presidente della Regione, sono trasmesse al Presidente del Consiglio, che ne dà comunicazione al Consiglio nella prima sessione o adunanza utile, e diventano efficaci dalla data di presa d'atto da parte del Consiglio regionale da effettuarsi nella medesima adunanza, e che il Presidente della Regione assume ad interim le funzioni assessorili fino all'elezione del nuovo Assessore;

In considerazione di quanto sopra esposto

Prende atto

delle dimissioni rassegnate dal Signor Claudio Lavoyer dalla carica di Assessore al bilancio, finanze e patrimonio.

Presidente - Si passa ora a discutere la risoluzione proposta dai gruppi ALPE e PD.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente della sua cortesia, non ne abuserò, ma è doverosa una parola sul contenuto della risoluzione, anche in relazione all'andamento del dibattito, perché la problematica dell'interinato è stata al centro di questa nostra discussione ed è doveroso riprendere il senso della proposta che abbiamo avanzato. Presidente, capisco, ci sta nella dialettica politica un po' di ironia, e non ci sottraiamo; per la verità è andato lontano a cercarla, fino a scomodare l'Europa, ma capisco che, rientrando da Parigi, dove ha potuto portare testimonianza della Valle d'Aosta ad una conferenza del nostro Direttore dell'Archivio storico, Rivolin...fosse una platea molto ampia che lei aveva davanti agli occhi.

Presidente, la situazione a noi pare sensibilmente diversa da quella di altri tempi. Il collega Salzone parlava degli equilibri in giunte precedenti, equilibri che erano politicamente degli equilibri di 17 Consiglieri dell'Union Valdôtaine e 3 Consiglieri dei Democratici di Sinistra, con un rapporto di 7 a 1 in Giunta, mentre oggi mi risulta che siate 10 Consiglieri oltre a 17 dell'Union Valdôtaine, e 10 Consiglieri extra Union ad 1 Assessore all'interno di questa Giunta, per cui c'è una leggera differenza. Come c'è una leggera differenza nel volere o nel non volere esercitare delle funzioni presidenziali di una università...vorrei dirle "incidentalmente" che sono stato l'unico Presidente della Regione che non ha presieduto il Consiglio di amministrazione dell'Università, forse avendone comunque qualche "piccolo" titolo, ma...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

...affatto, caro Lattanzi, credo che qualcuno possa testimoniare di avere rappresentato la Giunta regionale, un Assessore all'occorrenza, all'interno del Consiglio di amministrazione dell'Università in quel periodo.

Chiusa la parentesi, Presidente Rollandin, c'è un assetto di questa Giunta che è assolutamente platealmente evidente come assetto autocratico; allora, fino a quando questo attiene solo il profilo del decidere quanto spazio lei lascia agli altri suoi alleati nella decisione, è un problema interno di questa maggioranza, ma i meccanismi di controllo, di presidio sull'Amministrazione, sono un'altra cosa. Ci sono stati anche in altro tempo, e non sono stati momenti sempre positivi quelli dell'interinato, perché sono momenti in cui l'Amministrazione segna vistose assenze a capo di assessorati.

La nostra doglianza, quella che ci ha portato a scrivere qualche riga di un impegno politico insieme ai colleghi del Partito Democratico, è molto semplice: l'imminente ridefinizione dei contenuti del bilancio regionale (fra pochi giorni saremo a discutere di una risagomatura del bilancio regionale in relazione alla "manovra Salva-Italia"), la necessità di monitorare con continuità ed attenzione le ricadute delle manovre finanziarie statali comportano un elevato impegno ai vertici dell'Assessorato al bilancio, finanze e patrimonio.

Per lei, Presidente, è irrilevante la presenza di un Assessore, è ininfluente in questa situazione? Noi diciamo di no, diciamo che ne ha bisogno la Regione ed ha bisogno di uno sguardo che non sia il suo, perché il suo è lo sguardo che domina su qualsiasi situazione in questa Regione, sia sotto il profilo normativo che sotto il profilo gestionale e occupazionale. Allora riteniamo che ci debba essere una pluralità di sguardi, come giustamente lei rivendica, all'interno della Giunta e che si possa formare un esecutivo di assetto diverso.

Chiediamo che il Governo la impegni, tenendo conto della normale consentita urgenza, di proporci il nominativo di un Assessore al bilancio, finanze e patrimonio entro la prossima seduta (vuol dire fra 15 giorni), prendendo largo il tempo per le consultazioni - che, possiamo capire - anche animate fra le forze politiche, ma doverosamente in grado di sfociare in una nomina assessorile entro tempi brevi.

Il gioco della "caramellina" è un gioco che oggi danneggia profondamente la Valle d'Aosta, danneggia il funzionamento di questa Amministrazione e la solidità di questa Regione, e noi crediamo che di questo non ci sia bisogno. Quindi invitiamo i colleghi a dare sostegno a quello che non è un camouflet, uno schiaffo alla Giunta regionale, ma è un rivendicare a nome del Consiglio la volontà che il timing, l'agenda di funzionamento di questa istituzione, sia aggiornata secondo le modalità più opportune.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione che recita:

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Premesso che:

- la grave congiuntura economica e finanziaria che sta attraversando la Regione richiede piena operatività all'esecutivo e copertura completa del suo organigramma;

- l'imminente ridefinizione dei contenuti del bilancio regionale e la necessità di monitorare con continuità e attenzione le ricadute delle manovre finanziarie statali comportano un elevato impegno ai vertici dell'Assessorato al bilancio, finanze e patrimonio;

- le improvvise dimissioni dell'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Claudio Lavoyer, hanno avuto come conseguenza l'immediata assunzione dell'interinato da parte del Presidente della Regione Augusto Rollandin;

Nel prendere atto delle dimissioni rassegnate dall'Assessore Claudio Lavoyer

Impegna

Il Presidente della Regione a proporre al Consiglio regionale il nominativo del nuovo Assessore al bilancio, finanze e patrimonio entro la prossima seduta dello stesso Consiglio.

F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Donzel - Carmela Fontana - Louvin - Patrizia Morelli - Rigo

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.