Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2159 du 11 janvier 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2159/XIII - Interpellanza: "Approvazione dell'accordo di programma tra la Regione e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il finanziamento di interventi finalizzati all'insegnamento della lingua e cultura italiana ai cittadini extracomunitari".

Interpellanza

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 3064 del 16 dicembre 2011 inerente all'approvazione dell'accordo di programma con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il finanziamento di un programma di interventi finalizzati alla diffusione della conoscenza della lingua italiana destinato ai cittadini extracomunitari regolarmente presenti in Italia;

Evidenziato che, con nota n. 2218 del 12 dicembre 2010, il Ministero ha manifestato il proprio intendimento di destinare parte delle risorse afferenti il Fondo nazionale per le politiche migratorie anno 2011 per la promozione e la realizzazione di moduli formativi di insegnamento della lingua e cultura italiana rivolti a cittadini extracomunitari e che nella stessa nota è stata comunicata la quota di riparto spettante alla Valle d'Aosta ammontante a 93.000,00 euro;

Ricordato che con deliberazione della Giunta regionale n. 2040 del 2 settembre 2011 sono stati approvati i progetti presentati ai sensi del bando concernente la diffusione della lingua italiana tra i cittadini extracomunitari, approvato e finanziato con la deliberazione della Giunta regionale n. 3571 del 17 dicembre 2010;

Verificato che la definizione degli atti amministrativi relativi alla attuazione dei programmi concernenti le problematiche dell'immigrazione registrano, di solito, tempi piuttosto lunghi;

Considerato che nelle premesse alla DGR 3064/2011 si richiama il fatto che questi interventi per essere efficaci esigono "una continuità di programmazione, affinché il patrimonio di esperienze e risultati nel frattempo raggiunti in tale settore sia ulteriormente consolidato";

Sottolineato che le trasformazioni in atto nella società e la necessaria ridefinizione delle norme relative ai diritti/doveri degli immigrati non possono trovarci impreparati ad affrontare questa esigenza di civiltà e di sviluppo economico, sociale e culturale;

Preso atto che le politiche migratorie, nella mappa dell'Amministrazione regionale, non sono incardinate in una struttura, fatte salve l'assistenza alle persone, la mediazione interculturale e quelle connesse alle funzioni prefettizie, che rispondono a specifici bisogni ma che non garantiscono la definizione di strategie complesse;

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono i motivi che hanno portato all'approvazione dell'accordo di programma con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un anno dopo la comunicazione ministeriale di destinazione dei fondi (12 dicembre 2010/16 dicembre 2011);

2) se non ritiene utile assumere quello delle politiche migratorie come un impegno la cui regia per la sua complessità, trasversalità e importanza debba essere affidata ad una struttura che abbia la responsabilità di coordinare i diversi interventi.

F.to: Rigo - Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - La prima domanda è molto chiara e semplice: se il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha manifestato, a dicembre 2010, il proprio intendimento di destinare un apposito finanziamento per la promozione e la realizzazione di moduli formativi di insegnamento della lingua e cultura italiana rivolti a cittadini extracomunitari regolarmente presenti in Valle d'Aosta come mai la Regione ha deliberato in merito un anno dopo? Per la precisione, la nota del ministero è del 12 dicembre 2010 e la deliberazione della Giunta è del 16 dicembre 2011. Vorremmo conoscere quali sono i motivi che hanno prodotto questo lungo lasso di tempo per preparare una semplice deliberazione, una pagina fronte-retro in tutto, perché l'allegato è la bozza tipo preparata dal ministero per tutte le Regioni interessate.

La deliberazione citata nelle premesse ci ha dato anche l'opportunità di affrontare un tema particolarmente importante per la società contemporanea - ed è la seconda domanda - e che non siamo ancora capaci di comprendere appieno: le profonde trasformazioni che, anche la nostra regione, sta attraversando sul fronte demografico e dell'immigrazione. Con la deliberazione della Giunta sono usciti quasi in contemporanea i recenti dati dell'ISTAT, che ci hanno rappresentato un'immagine spietata che dovrebbe suscitare profonde riflessioni, ma così non è ancora. La rappresentazione che emerge è quella non solo di un paese invecchiato, cosa che da tempo sappiamo, bensì quella più inquietante di un'organizzazione sociale destinata ad una profonda mutazione. Certo, le previsioni sulla popolazione quando si proiettano su tempi molto lunghi come nel caso dell'ISTAT, si parla di 50 anni, possono presentare grosse sorprese, "così come è stato nel passato quando si è largamente sottovalutato il contributo dell'immigrazione", come ha ricordato su La Stampa Giovanna Zincone il 29 dicembre scorso: "...oggi potrebbe essere sopravvalutato il numero dei nuovi arrivi. Non è, infatti, detto che il mercato del lavoro - scrive la consulente del Presidente della Repubblica per i problemi della coesione sociale - nei prossimi anni, sia ancora capace di attrarre potenti flussi dall'estero".

Detto questo, lo scenario disegnato dall'ISTAT è tale da mettere in discussione - almeno così dovrebbe accadere - le due opposte, e speculari, strategie emerse negli ultimi anni in materia di immigrazione. La prima è quella che rimanda ancora all'ideologia dei politici dell'intolleranza, che, in sostanza, riduce l'immigrazione a problema di ordine pubblico, a questione criminale, a risorsa per l'acquisizione del consenso xenofobo. Il prevalere poi di tale politica nell'arco degli ultimi vent'anni ha fatalmente indotto nel campo avverso, quello del centro-sinistra, una politica di reazione; alla criminalizzazione dello straniero si è risposto con la sua "umanizzazione". Dunque, allo straniero stigmatizzato come minaccia sociale si è contrapposta l'immagine dello straniero come vittima, i cui diritti umani andavano tutelati. Impostazione spesso preziosa, sempre necessaria, ma parziale. Nell'un caso come nell'altro, il migrante è stato considerato come un problema. Da respingere o da tollerare, da sanzionare o da assistere. Ma se quella vittima, ostracizzata dalla destra ed accettata dalla sinistra, va a costituire un quarto dell'intera popolazione, appare evidente che entrambi quegli atteggiamenti, l'uno ripugnante e l'altro condivisibile, sono destinati a rivelarsi vani. Quindi questo scenario futuro impone un cambio di mentalità e di strategia già ora, e questo dovrebbe produrre quella politica per l'immigrazione che oggi sembra mancare, al di là se si escludono alcune misure varate da Prodi e da alcune leggi regionali; una politica che si sgombri della sciocca retorica di risorsa per il nostro Paese.

Ecco la ragione che ci ha spinti a porre la seconda domanda: la Regione Valle d'Aosta non ha ancora approvato una specifica legge regionale in materia di politiche per l'immigrazione ed anche per questo la mappa dell'Amministrazione regionale, presente sul sito della Regione, non riporta uno specifico richiamo alle politiche migratorie. Il riferimento è generico e riguarda l'assistenza, la mediazione e quelle problematiche connesse alle funzioni prefettizie. Settori che rispondono a specifici "bisogni", ma che non riguardano la definizione di più complesse politiche, quelle a cui cercavo di richiamarmi all'inizio. Lo stesso consiglio territoriale che dovrebbe avere un ruolo non solo consultivo, non mi sembra svolga funzioni di regia, anche se è in capo alla Presidenza della Regione. In questo senso individuare una struttura regionale a cui affidare competenze specifiche di programmazione e di coordinamento delle politiche migratorie vuol dire compiere un passo nella direzione di favorire una maggiore integrazione sociale e strutturale. Vuol dire mettere ordine e segnalare chiaramente ai cittadini, alle istituzioni - penso ai Comuni, e non solo - ed alla società civile tutta, a chi è in capo la responsabilità politica e amministrativa di un settore complesso e trasversale quale quello dell'immigrazione. Proprio su questo quindi vorremmo conoscere l'orientamento del Governo regionale. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Sulla prima domanda devo dire che la data indicata nelle premesse è il 12 dicembre 2011 e non il 12 dicembre 2010 come erroneamente indicato, pertanto i fondi dell'accordo del 2010 sono già stati ampiamente usati. Le ragioni per le quali c'è stata tutta questa fretta sono da ascrivere al funzionamento della macchina statale, fra l'altro l'accordo della firma di questi fondi è avvenuta il 30 dicembre 2011, quindi è stata una corsa continua. Il ministero, l'ultimo trimestre, ha atteso per verificare i residui disponibili da destinare a questa misura, pur importante, per garantire una piena integrazione della persona immigrata nel contesto socio-economico. Il ritardo per il 2011 è stato aggravato inoltre dalla sensibile riduzione dei fondi disponibili, passati da 6.000.000 di euro a 2.600.000, con una contrazione del 57,7%. Colgo l'occasione per sottolineare come per la prima volta il ministero abbia introdotto tra i criteri di ripartizione i principi di premialità, destinando più fondi alle Regioni che abbiano dimostrato migliore capacità di spesa e progettualità più organiche e abbiano prodotto risultati misurabili qualitativamente e quantitativamente. La Regione Valle d'Aosta, per la qualità di lavoro svolto in questi ultimi anni, è risultata particolarmente virtuosa (per questo ha ricevuto convinti apprezzamenti da parte del Coordinatore del dipartimento del Ministero in occasione della firma dell'accordo, avvenuto il 29 dicembre 2011) ed è questa la ragione per cui, a fronte di una decurtazione del 57,7%, le risorse assegnate sono diminuite solamente del 9,7%, passando da 108.000 a 98.000 euro.

Per quanto riguarda le considerazioni più generali, sulla gestione delle politiche migratorie nella nostra regione, l'opportunità di prevedere una cabina di regia per governare una materia così complessa e trasversale, noi riteniamo al momento di non condividere la creazione di un ulteriore ente, anche perché, già nel febbraio 2011, su proposta della Presidenza della Regione, Servizio affari di prefettura, l'Amministrazione si è dotata di uno strumento, in seno al consiglio territoriale per l'immigrazione, articolato in tre gruppi di lavoro tematici coordinati dai dirigenti delle strutture regionali competenti. In particolare si coagulano, attorno ad un dirigente del Dipartimento politiche del lavoro, rappresentanti del mondo produttivo, delle organizzazioni sindacali, dell'associazione degli immigrati, della direzione del lavoro e dell'INPS per progettare e presentare ai decisori delle politiche a favore dell'occupazione.

Sotto la Sovrintendenza agli studi, insieme ai rappresentanti delle associazioni di volontariato ed ai rappresentanti degli enti locali, del mondo della scuola, le associazioni degli immigrati, sono pianificate politiche per l'integrazione culturale e, a guida del dirigente del Dipartimento sanità e politiche sociali, insieme al dirigente del Servizio di edilizia residenziale per l'Assessorato delle opere pubbliche, ai rappresentanti delle associazioni di volontariato, dell'Azienda USL, dell'associazione degli immigrati ed una rappresentanza dell'ICRE, sono elaborate e proposte strategie di promozione sociale per l'abitazione. La struttura di coordinamento generale è guidata dal dirigente responsabile del Servizio affari di prefettura e composta dai tre coordinatori dei gruppi di lavoro, dal dirigente dell'Osservatorio economico e sociale, dal dirigente dell'Ufficio immigrazione della Questura, da un rappresentante dell'Ordine degli avvocati e da un rappresentante del CCIE. I lavori dei gruppi sono paralleli, ma flessibili ed intercomunicanti secondo le tipologie di iniziative promosse; a tale scopo, nel 2011 si sono tenute numerose riunioni di gruppo ed intergruppo, proprio nell'ottica della cooperazione e dello scambio di informazioni. Nel caso degli interventi finalizzati alla diffusione della conoscenza della lingua italiana, destinati ai cittadini extracomunitari, la Commissione di pianificazione e valutazione dei progetti coinvolge più attori e rappresentanti del mondo della scuola, della formazione professionale, delle politiche sociali, alla luce dell'auspicata, sistematica sinergia fra le strutture e fra le organizzazioni interessate ai temi dell'immigrazione. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Per quanto riguarda la prima domanda, chapeau, Assessore, mi ritengo pienamente soddisfatto. Adesso si capisce questo lungo ritardo, che lungo ritardo non è, quindi mi complimento con gli uffici per la celerità. In poco tempo hanno approntato la delibera - non difficile per la verità - e impegnato totalmente i fondi assegnati, così da ottenere anche quella premiazione sul campo da parte del ministero; ma su questo non ne avevo dubbi, mi sembrava strano, appunto, questo lungo lasso di tempo per scrivere una deliberazione molto semplice.

Per quanto riguarda il secondo punto, non intendevo la creazione di un nuovo ente, né di una nuova struttura, volevo solo significare il fatto che per gli esterni, per chi vuole avere contatti con l'Amministrazione non è facile capire qual è il settore dell'Amministrazione regionale che si occupa di politiche migratorie. Non intendo aumentare il numero dei funzionari, intendo assegnare ad un dirigente il compito specifico del coordinamento di queste politiche, perché ne avremo sempre più bisogno all'interno della nostra Regione, ma anche come interlocutore per le politiche migratorie che verranno sempre più incrementate da parte del Governo, e non solo, anche da parte delle Regioni del nord, che su questo vorranno avere linee di indirizzo comuni. Allora volevo capire quale delle attuali strutture ha il compito non solo di coordinamento esterno, ma di regia del fenomeno. In pratica, individuare un dirigente specifico che abbia questo importante incarico. È una responsabilità chiaramente amministrativa, ma allo stesso tempo anche politica: chi, all'interno del Governo regionale, ha la competenza rispetto a queste politiche. È chiaro che l'Assessorato delle politiche sociali si occupa di assistenza e la Prefettura si occupa delle norme che riguardano l'ingresso di persone non residenti nel nostro Paese, ma il problema è la responsabilità politico-amministrativa di questo settore come già avviene per tutti gli altri comparti dell'Amministrazione.