Objet du Conseil n. 2004 du 4 octobre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2004/XIII - Reiezione di mozione: "Sospensione dell'attività amministrativa connessa con la costruzione e l'affidamento di servizi per lo smaltimento dei rifiuti nella Regione".
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Atteso che la Commissione regionale per i procedimenti referendari ha stabilito, il 20 settembre scorso, l'ammissibilità della proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo recante "Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (nuove disposizioni in materia di rifiuti)" e che la consultazione popolare avrà presumibilmente luogo entro dodici mesi;
Ricordato che la proposta in questione, che fa seguito ad una petizione già sottoscritta da oltre undicimila cittadini valdostani, tende a vietare la realizzazione di impianti di trattamento a caldo sul territorio regionale;
Ricordato altresì come la Regione abbia indetto nei mesi scorsi una gara d'appalto per l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in Valle d'Aosta che comprende la realizzazione e la gestione di un impianto di pirogassificazione e che tale procedura è tuttora in corso;
Ritenuto coerente con il rispetto della futura pronuncia popolare oltre che prudente in ordine agli interessi economici della stessa Regione non dare corso ad eventuali ulteriori attività amministrative che si pongano in contrasto con quanto potrebbe essere deciso dal voto popolare del prossimo anno;
Impegna
La Giunta regionale a sospendere ogni ulteriore attività amministrativa connessa con la costruzione e l'affidamento di servizi per trattamenti a caldo nello smaltimento dei rifiuti in Valle d'Aosta.
F.to: Louvin - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Il 20 settembre scorso la commissione consiliare competente in materia di procedimenti referendari e di iniziativa popolare ha deliberato sull'ammissibilità di una proposta di legge di iniziativa popolare che riguarda la modificazione della legge regionale n. 31/2007, che contiene nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti. Il procedimento referendario ha una valenza legislativa, è un procedimento complesso che ha avuto semplicemente in quel momento uno snodo, ma uno snodo significativo e foriero anche di conseguenze possibili, potenziali, sulle quali abbiamo ritenuto urgente che questo Consiglio si esprimesse, perché la vicenda si intreccia con decisioni che ha assunto la Regione nel corso del 2010 per quanto riguarda la realizzazione di un impianto di pirogassificazione in Valle d'Aosta.
Ci troviamo quindi di fronte ad una sostanziale rotta di collisione fra due vicende: una di natura amministrativa, un procedimento attualmente in corso con una procedura di gara di appalto già avviata per la realizzazione di questo impianto, per la sua progettazione e costruzione, ed un iter legislativo, che si pone su un piano distinto, ma che se dovesse giungere a completamento nel senso auspicato dal comitato promotore del referendum costituirebbe una sostanziale interdizione, un divieto di realizzare una determinata opera, di attivare meccanismi di trattamento a caldo nella loro globalità sul territorio regionale.
Sappiamo che la commissione in materia referendaria si è posta dei problemi da questo punto di vista, sappiamo che ha dato priorità al principio di tutela della salute nell'aprire la strada a questo referendum; a noi preme collocarci su un versante diverso, non anticipando discussioni che sono già in corso e che sono nell'alveo di una petizione che ha già, in questo momento, sul suo tavolo, la commissione competente presieduta dal collega Comé, che dovrà fare i necessari approfondimenti, ma sollecitiamo una presa di posizione su un aspetto molto preciso e puntuale di questa vicenda, perché dalla prosecuzione dell'iter di un procedimento amministrativo di aggiudicazione e di successiva realizzazione dell'opera scaturiscono delle conseguenze non indifferenti.
Quale il nodo del problema? A nostro avviso - lo abbiamo esplicitato nella mozione - i cardini sono due: il primo è un punto di vista di rispetto, di coerenza con la priorità che riteniamo vada data alla pronuncia popolare. Anche qualche collega aveva, nelle settimane scorse, esplicitato il concetto della sovranità popolare su questa problematica del fatto di dover rimettere l'ultima parola nel campo del popolo; ebbene, questo ha un senso se nel suo comportamento l'Amministrazione non crea nell'azione concreta, nella realizzazione di impianti i presupposti perché questa volontà possa essere eventualmente disattesa. Quindi parliamo di coerenza con una futura ed eventuale pronuncia, certo non sicura, perché ci sono ancora delle tempistiche e dei procedimenti di raccolta di firme che non si sa se avranno luogo nella misura richiesta, ma questi sono degli aspetti che potranno essere valutati nell'arco di poche settimane, perché la finestra consentita per la raccolta delle firme non è vastissima; dopodiché, in ogni caso, la palla sarà ancora nel campo del Consiglio regionale che potrà, sul piano legislativo, pronunciarsi definitivamente. Ma qui siamo - questo è il punto delicato - con due cappelli sulla testa: abbiamo il cappello del legislatore, siamo quelli che fanno le leggi e che dovranno decidere se accogliere o meno la proposta popolare, ma siamo anche quelli che amministrano e decidono concretamente come dare attuazione e che tipo di manufatti e di procedimenti, che tipo di processi vogliamo mettere in atto per lo smaltimento dei rifiuti. Questo è il secondo versante che chiediamo sia esplorato e deciso, se possibile, oggi, ma potrebbe anche fare oggetto di approfondimento ulteriore se ci saranno voci concordi sulla necessità di questa coerenza, ed è quello della prudenza sugli interessi economici della nostra Regione.
È un aspetto, questo della prudenza, che viene allo scoperto proprio nel momento in cui la commissione apre la via al procedimento referendario; se questo procedimento giunge a conclusione e nel frattempo si è incrociato con la via di un'aggiudicazione, di un'attività di progettazione, di un avvio di esecuzione di determinate opere, tutto questo costituisce un costo non indifferente per la pubblica amministrazione, un costo che deve essere sostenuto. E non sarà sostenuto naturalmente da chi ha partecipato alla gara, perché sarà già stato eventualmente aggiudicatario dell'opera; nel momento in cui un'azienda, un'impresa, un'associazione temporanea di aziende è aggiudicataria di un'opera, nasce il suo diritto ad essere eventualmente risarcita per quanto riguarda spese connesse con la realizzazione di questa opera. C'è un aspetto assolutamente ineludibile, a quel punto: tutto quello che verrà fuori in termine di danno per l'azienda o di mancato guadagno per l'azienda deve essere puntualmente risarcito. Credo che anche senza essere Carnelutti, senza essere grandi giuristi, si capisca come questo possa rappresentare per la nostra Regione un aspetto molto delicato; quando dico "per la nostra Regione" sono volutamente generico, ma dovrei andare a dire nello specifico: per il Consiglio regionale, per la Giunta regionale, per i funzionari responsabili del procedimento, per tutti quanti fanno parte di una catena di decisioni amministrative e che devono assumersi le loro responsabilità. Il primo però a doversi assumere le sue responsabilità in questo ordine di fattori è il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, che non può ignorare, lui che è legislatore, l'esistenza di un procedimento legislativo concorrente che viene dal referendum.
A questo punto, qual è la nostra sollecitazione? Il nostro invito, di fronte a questa necessità di tutelare gli interessi economici della Regione e la posizione anche individuale di funzionari, di decisori, di organi collegiali che decidono - e quando decidono non lo fanno dietro una irresponsabilità generale, ma decidono con una responsabilità personale all'interno di questo procedimento - è di mettere in sospensione questo procedimento, di assicurarci che lo sviluppo di questo procedimento di aggiudicazione dell'opera non proceda se non dopo che eventualmente si sia chiusa questa parentesi per noi importantissima, in termini democratici, di "espressione di un voto popolare", che è richiesto e che ci auguriamo possa aver luogo in condizioni di serenità e di dibattito nell'intera comunità. Riteniamo che questa tutela di interessi economici in senso ampio della Regione ci debba portare a sospendere in questo momento ogni ulteriore attività amministrativa, collegata alla costruzione dell'impianto di pirogassificazione e del successivo affidamento dei servizi per trattamento, che oggettivamente rischiano di trovarsi in aperta collisione con una decisione che potrebbe assumere...non alle calende greche, ma a meno di 12 mesi da adesso, perché potrebbe essere più breve di 12 mesi anche questo iter referendario...e portare a delle situazioni di difficile sostenibilità. Questo è l'invito che rivolgiamo ai colleghi del Consiglio, in modo che si rifletta attentamente su questa situazione e si assumano delle decisioni responsabili e conseguenti. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Io non voglio entrare nel merito della questione in esame, riservandomi di farlo al momento e nelle sedi deputate, ma desidero sottolineare l'inopportunità dal punto di vista formale della mozione presentata dal gruppo ALPE; in particolare mi rivolgo al collega Louvin, quale primo firmatario. Ricordo infatti che è in corso di discussione presso la III Commissione una petizione di cittadini che ha il duplice scopo di ottenere un confronto fra tecnici riguardo al pirogassificatore, nonché la richiesta di moratoria dell'attività amministrativa connessa alla costruzione ed all'affidamento di servizi per lo smaltimento dei rifiuti nella Regione.
Spiace dover constatare che con la presentazione della mozione ora in discussione il collega non si dimostra affatto rispettoso del lavoro della commissione, cercando di ottenere l'obiettivo della sospensione prima ancora che la stessa abbia concluso la propria attività istruttoria, che - ricordo a tutti - si concluderà in settimana, e che quindi sarà alla discussione del prossimo Consiglio. Pertanto non abbiamo la discussione fra sei mesi o un anno! La stessa mancanza di rispetto si ha nei confronti dell'aula, che sarà investita della questione nel corso della prossima adunanza, prevista per la metà di ottobre, e mi sembra che tale mancanza di rispetto tocchi anche i firmatari della petizione, che si aspettano una risposta dagli organismi istituzionali a cui si sono rivolti, e non hanno delegato nessuno, tantomeno lei, a rappresentarli anticipatamente, immotivatamente, by-passando i lavori della commissione!
Dal momento che non persiste alcuna effettiva urgenza di anticipare questa discussione sulla sospensione, si deve ritenere che si tratti solo del tentativo di mettere il proprio cappello su una questione elettoralmente forse molto interessante...questo lo capisco! Certo, il numero dei firmatari è così elevato che penso abbia suscitato in alcuni lo stesso effetto che un mucchio di dollari suscitava in Paperon de' Paperoni! Stupisce comunque che a comportarsi in tale maniera sia un collega, che ha ricoperto in passato cariche molto importanti, non ultima quella del Presidente del Consiglio e della Regione, si è candidato anche per ricoprire cariche importanti a livello europeo, e che quindi ha perfettamente presente quali siano i tempi e le modalità di lavoro delle commissioni e dell'aula! Assistiamo purtroppo sempre più ad un processo di spettacolarizzazione e personalizzazione della politica, in cui il bene comune, il rispetto delle regole è offuscato dalla necessità di alcuni di conquistare un titolo sul giornale, cercando di bruciare la concorrenza dei colleghi più rispettosi delle procedure e dei tempi istituzionali.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, se non vado errato oggi si celebra la Festa di San Francesco...lo dico perché sarebbe, a mio avviso, in un momento in cui la politica è fortemente criticata, lo vediamo sulle pagine dei giornali con imprenditori che dicono a tutti i rappresentanti di lasciar perdere, di andare a casa...in fondo si sta quasi manifestando un sogno belga anche nel nostro Paese, cioè che si può vivere senza un governo, che risparmiamo anche dei soldi a non avere un governo e cose del genere... Ecco, servirebbe che in momenti come questi ci fosse la capacità da parte di tutti di dare delle risposte ai cittadini che esprimono dei dubbi sulle scelte che vengono fatte, esprimono delle perplessità, vorrebbero dei chiarimenti.
È chiaro che questo testo in parte ci mette in difficoltà, perché c'è una petizione che stiamo discutendo in commissione, che è stata sottoscritta da 11.000 firmatari, ma che chiede una cosa leggermente diversa; poi può darsi che quelli che hanno fatto la petizione siano gli stessi che hanno chiesto un referendum, adesso vedremo, bisogna ancora raccogliere le firme, quindi l'iter del referendum è ancora aperto, però la sostanza è che anche da parte della maggioranza servirebbe qualche chiarimento ulteriore.
Non nascondo che in commissione - poi anche qui non posso anticipare tutti i temi di una discussione che non si può fare oggi, sarà fatta il prossimo Consiglio - non c'è stata assoluta chiarezza, e varrebbe davvero la pena approfondire e chiarire insieme le perplessità che giustamente solleva il collega Louvin...forse andavano formulate in commissione queste perplessità, ma non è che non sono infondate, sono fondate le perplessità sul fatto che abbiamo bisogno di date, di certezze rispetto al fatto di sapere quanto costa, quale danno potrebbe essere a carico dell'Amministrazione in caso di un'aggiudicazione anticipata. Esistono cioè delle cose che andrebbero chiarite e quindi bisognerebbe, prima di arrivare ad una posizione definitiva su questa vicenda, riuscire a capire quali sono i tempi esatti del percorso di affidamento dell'opera, che non ci è stato dato di conoscere. È una cosa addirittura molto fluida, sappiamo che della commissione fanno parte delle persone di così alto prestigio che lavorano negli Stati Uniti, quindi non è detto che tutte le mattine siano ad Aosta ad esaminare i dossier!
Effettivamente questo braccio di ferro che si potrebbe venire a creare forse non è motivato; si potrebbe trovare il modo di capire esattamente quali sono i tempi e riuscire a vedere se vi sono dei rischi, dei danni, prima che si arrivi a dare una risposta a quella che è la grande domanda che fanno invece i firmatari della petizione. Undicimila persone hanno chiesto dei chiarimenti ed un confronto come primo passaggio; penso che non è nostra intenzione mettere né cappelli, né ombrelloni, ma una cosa è certa (scusate se cito una canzone, questa volta non canterò il motivetto!): "la libertà non è stare sopra un albero, libertà è partecipazione". Quindi questo grado di partecipazione e di libertà dei cittadini valdostani dovrebbe essere valorizzato dal Consiglio regionale tutto e dovremmo cercare di superare le polemiche di questi giorni, per dire: "che bello, mentre in tutta Italia prevale l'anti-politica, qui i cittadini scrivono una petizione al Consiglio regionale"! È un gesto di altissimo riconoscimento della nostra istituzione, dovrebbe essere un motivo di orgoglio per tutti noi. Vogliamo rigettare tutto questo nell'anti-politica, respingere questi cittadini, buttarli a mare in qualche modo, o vogliamo trovare dei meccanismi che riacquistino alla politica, alla partecipazione sana anche attraverso momenti che si possono chiamare petizione, referendum, i cittadini, creando così ragioni di scontro, di rottura dura per separare i buoni dai cattivi? Oppure vogliamo fare la politica che è quella che cerca di spiegare le ragioni, di mettere insieme le persone, di far trovare il massimo di condivisione possibile intorno ad un progetto, anziché dire: "qui c'è 51 da una parte e 49,9 dall'altra, vinco io e piglio tutto"?
Penso che la politica sia qualcosa di diverso, quindi auspico che, come ho intuito dalle parole di Louvin, che al di là del testo della mozione ha chiesto una disponibilità della maggioranza a ragionare su tempi e modalità rispetto al fatto di capire se ci sono dei rischi gravi, economici da parte della Regione...domanda a cui non ho ricevuto piena risposta, per adesso, in commissione; vediamo se mercoledì magari arrivano risposte ulteriori, ecco, ci siano le ragioni per trovare le possibilità di confrontarsi e fare in modo che non un danno alla nostra parte, minoranza o maggioranza, ma nessun danno capiti ai cittadini valdostani. Questo dovrebbe essere l'obiettivo, che facendo una battaglia per l'una o l'altra ragione, alla fine a rimetterci non sia il cittadino valdostano: questo rimane l'obiettivo fondamentale da parte nostra. E in qualche modo chiederemmo una cortesia da parte dell'Amministrazione: la volontà di chiarire bene le procedure, perché questo appalto...cioè siamo alla convocazione di questa commissione che può slittare di alcuni mesi come non, quindi potrebbero esserci i tempi di un approfondimento al di là della battaglia sulla parola "moratoria"; se invece vogliamo fare la battaglia, battaglia sia, e poi vedremo chi ha l'ombrellone più grande per raccogliere i frutti di questa cosa!
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Abbiamo più volte manifestato tutte le nostre forti perplessità e la nostra contrarietà rispetto alle scelte fatte dalla Giunta Rollandin riguardo al trattamento finale dei rifiuti, ma non è questa la questione, come sottolineava il Presidente Comé, qui non stiamo parlando di questo. Qui parliamo di un fatto nuovo che è intervenuto martedì scorso: l'ammissibilità da parte della commissione per i procedimenti referendari di un referendum, il che cambia la questione.
Abbiamo più volte sostenuto che le scelte che comportano conseguenze permanenti sul futuro, sulla salute e sul benessere delle persone devono essere prese in modo consapevole e partecipato e coinvolgendo il maggior numero di persone. Il referendum sarà questa occasione e, se le cose andranno come previsto, la data del referendum sarà l'anno prossimo; si tratterebbe di fermare la macchina per un anno, il che garantirebbe all'Amministrazione, ai contribuenti e a tutti di non avere ulteriori danni patrimoniali, e anche di non influenzare la scelta dei cittadini. Le conseguenze non sarebbero di nessun tipo, un anno non cambia niente per quanto riguarda la gestione della discarica di Brissogne o di altre scelte... e non tiriamo fuori scenari napoletani, non esistono e non sono realistici!
Fermare per un anno le procedure avrebbe il vantaggio di non creare successivi danni all'Amministrazione, perché quando verrà affidato l'appalto le società aggiudicatrici potranno vantare dei diritti, e quindi risarcimenti economici se il referendum deciderà altrimenti. Fermare la macchina è importante per le casse dell'Amministrazione e anche per permettere un dibattito libero in vista del referendum, visto che molto probabilmente si finirà con il referendum. Pertanto non si tratta di anticipare alcunché e, per quanto riguarda i vari "Paperoni", tirati in ballo dal Presidente Comé, penso che i "Paperoni" siano più interessati ai 220.000.000 dell'appalto che non a 11.000 firme. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Grazie Presidente. Sono sicuramente importanti, non possono essere disconosciute, 11.000 "e rotte" firme che sono state raccolte dal Comitato Valle Virtuosa in merito alla contrarietà nei confronti di un sistema di trattamento a caldo dei rifiuti.
Personalmente...ma credo tutti quanti, in particolare mi riferisco ai componenti della III Commissione, nutrono profondo rispetto nei confronti non solo dei sottoscrittori, ma anche di coloro che sono venuti in commissione sia a titolo di comitato fondatore che a titolo di rappresentanti qualificati di queste 11.000 persone, portando le loro legittime istanze, i loro pensieri, le convinzioni che hanno in merito alla contrarietà di un sistema come quello del trattamento a caldo quale strumento per chiudere il ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella nostra Regione.
Giustamente è stato ricordato che adesso c'è un parere espresso di ammissibilità di un referendum, che non può essere ignorato e nessuno di noi penso voglia ignorarlo; c'è da dire però che le responsabilità amministrative vanno secondo delle linee di indirizzo politico precise, che in quest'aula credo consapevolmente sono state assunte dopo una lunga ed approfondita elaborazione, non solo da parte dell'Assessorato competente, ma anche della commissione, che si è - nonostante gli insulti postumi che sono pervenuti ai componenti della stessa commissione da parte dei rappresentanti qualificati di queste 11.000 firme - cimentata nel voler conoscere qualcosa di più in merito a questi sistemi di trattamento a caldo ed ha visitato anche qualche impianto, ha ascoltato delle persone qualificate in questa materia, diciamo che ha fatto audizioni, ha acquisito documenti. Non è che con una certa leggerezza...visto che non siamo tuttologi, anzi, partiamo da una soglia di ignoranza e dobbiamo acquisire almeno quel minimo di competenza per poter decidere...così abbiamo cercato di fare per esprimere in commissione ed in aula una linea di indirizzo. Una linea di indirizzo che in quest'aula vide 30 persone su 35 votare favorevolmente per questo nuovo sistema di smaltimento a caldo, fra questi anche i colleghi del PD, e 5 persone astenersi. È vero che si tratta di una decisione difficile e complessa, ma questo non ci impedisce di fare delle valutazioni preventive, come credo siano state fatte e che possono essere ulteriormente fatte; assieme alle decisioni che vengono assunte ci deve essere anche la capacità di valutare ed assumere i rischi che ne possono conseguire, e quindi mi sembra strumentale chiedersi oggi quali possono essere i rischi di eventuali risarcimenti che un domani potrebbero essere rifusi alle ditte concorrenti.
Anzitutto è un procedimento che è ancora aperto e che sta andando avanti, sicuramente con i tempi che sono necessari, perché se si tratta di valutare dei progetti e dei sistemi che sono diversi fra loro, che prevedono delle associazioni d'impresa e di imprenditori per costruire insieme quel mosaico di competenze e di professionalità necessarie a risolverci il problema dello smaltimento finale dei rifiuti...credo che sarebbe riduttivo fermarci di fronte ad un ipotetico rischio risarcitorio. Prima proviamo ad assumere la decisione fino in fondo ed andare avanti, se ne siamo ancora convinti, e io credo di sì; personalmente non ho dei ripensamenti o dei pruriti, come forse qualcun altro ha dimostrato poc'anzi, anche perché si tratta di un sistema che, se è vero che non è sperimentato come la termovalorizzazione, il sistema della gassificazione è tuttavia un modello che abbiamo visto in altri Paesi europei essere utilizzati con criteri, con coscienza, con tutte quelle attenzioni nei confronti dei livelli emissivi e del trattamento delle scorie che vanno a tutela della salute umana e del rispetto dell'ambiente.
Credo che la scelta intrapresa qualche mese fa da questo Consiglio non sia una scelta scellerata, rimango di questa convinzione. Mi è dispiaciuto, come componente della commissione, leggere dei comunicati offensivi nei confronti di ciò che abbiamo svolto, però in democrazia c'è la libertà di espressione e se qualcuno non ha condiviso quello che abbiamo espresso, libero di esprimerlo, ne abbiamo preso atto!
Sappiamo che hanno firmato alcuni amministratori locali per questo referendum, sappiamo che anche qualche medico si è eretto a paladino di tale questione, medico peraltro con qualifiche che sono inconfutabili, e sappiamo che ci sono altrettanti medici che non lo hanno sottoscritto, pur essendo consapevoli che qualunque tipo di attività a caldo comporta l'aumento di un livello di inquinamento. Non è questo il momento per dibatterne, ne discuteremo fra qualche settimana; lo abbiamo detto, e su questo siamo unanimemente consapevoli: le auto che circolano, le industrie che producono gas inquinanti - ma se non vogliamo rimanere nel tema delle immissioni a base di fumo gli stessi cellulari sono inquinanti -, cioè la modernità porta a degli scompensi sotto il profilo dell'inquinamento. Dobbiamo cautelarci e fare in modo che questa modernità, in questo caso rappresentata da un sistema che si chiamerà "pirogassificatore" (trattamento a caldo, in senso lato) abbia tutte quelle cautele di cui oggi si preoccupano 11.007 persone con le firme, ma in realtà penso che preoccupino tutti i valdostani, perché non credo che le 90.000 persone, gli aventi diritto che non hanno firmato siano distanti dal problema "salute umana" o "rispetto dell'ambiente", sono persone che hanno la stessa consapevolezza che hanno questi firmatari della sottoscrizione.
Credo quindi che in Valle d'Aosta ci sia una consapevolezza ampia e diffusa su quello che è il rispetto dell'ambiente, anche perché il nostro è un ambiente difficile, ridotto in termini di ampiezza, è un ambiente difficile anche perché orograficamente vincolato dalle montagne, da un corridoio stretto rappresentato dalla valle principale, dove ci sono problemi di inversione termica durante la fase invernale, dove ci sono addensamenti di tutti i fumi che, con fatica, salgono verso l'atmosfera durante la stagione fredda. Allora legittimo il referendum, quindi la scelta referendaria sulla quale, personalmente, non posso obiettare nulla; altrettanto legittima la capacità di un'amministrazione regionale e di una maggioranza di sostenerla, se ci crede, fino in fondo.
Per quanto mi riguarda, ho fin dall'inizio manifestato una propensione per una scelta di questo tipo; non mi vergogno di dire che ero già favorevole ad un sistema di termovalorizzazione e lo ripeto con altrettanta convinzione, anche perché abbiamo potuto constatare il buon funzionamento di certi impianti, ovviamente all'avanguardia. Naturalmente sono impianti che comportano un minimo di quantità emissive in aria ed un minimo di scorie che vanno trattate secondo le cautele di legge.
Non credo che la Giunta Rollandin e la maggioranza che la sostiene abbia intenzione di varcare le soglie di legalità nel trattare questo argomento, perché saremmo dei pazzi, in primis gli amministratori dell'Esecutivo e, in seconda istanza, noi, che abbiamo dato un input. Sinceramente non mi preoccupa il referendum, non è che il referendum debba far vacillare certe posizioni. Il referendum è un momento di chiarezza, che servirà a far esprimere la popolazione su un tema che colpisce al cuore, perché l'emotività delle persone sui fattori salute e ambiente è molto elevata ed anche facilmente manipolabile, quindi si tratta di un confronto che si gioca proprio sul filo del rasoio. È facile colpire l'emotività di una persona: vuoi che insediamo in Valle d'Aosta una struttura che inquini? Se fai una domanda di questo genere, per primo risponderò che non voglio! Ma a cosa serve questa struttura? Questa struttura è una risposta in termini politici, e anche sotto il profilo stretto della gestione dei rifiuti che manca in Valle; quindi condivido quanto diceva l'Assessore: che i valdostani hanno bisogno non di parole in questa fase, ma di risposte che si traducono in fatti.
Per quanto mi riguarda, credo che la risposta del trattamento a caldo sia quella giusta.
Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena.
Zublena (UV) - Grazie Presidente.
In relazione alla mozione che il gruppo ALPE ha presentato e che chiederebbe alla Giunta di sospendere ogni attività amministrativa, come argomentato dal collega Louvin, chiedo di poter svolgere alcune brevi considerazioni. La prima riguarda il contenuto della mozione che, come è ormai evidente, sconta una superficialità ideologica inguaribile nel continuare a vedere nell'appalto in corso la sola realizzazione dell'impianto di trattamento a caldo dei rifiuti. Voglio qui ancora ricordare, come abbiamo fatto ripetutamente nel corso di presentazioni agli amministratori e alla popolazione, oltre che nelle audizioni in commissione, che l'appalto per cui si chiede una moratoria non riguarda la sola realizzazione di un impianto, ma l'affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d'Aosta, di cui l'impianto è solo una parte. L'appalto infatti riguarda anche la riorganizzazione e la ristrutturazione dell'attuale centro regionale di Brissogne, che è volto verso una più moderna gestione, soprattutto delle raccolte differenziate, per concorrere al raggiungimento degli obiettivi che ci vengono posti dall'Unione europea, ma soprattutto di valorizzazione, come auspicato da tutti. Non va altresì dimenticato che l'appalto in corso affronta la gestione e valorizzazione del biogas attualmente già prodotto dalla discarica esistente; fra l'altro, oggi la valorizzazione del biogas avviene attraverso un trattamento a caldo, perché viene bruciato, si tratta inoltre anche della post gestione della discarica e di altri servizi presenti nel centro regionale, fra cui anche la gestione delle frazioni di rifiuto differenziato.
Fatta questa premessa, voglio sottolineare come nella mozione i promotori affermino che "nei mesi scorsi" la Regione abbia indetto una gara. Preciso che l'appalto, di cui la gara rappresenta una fase, è stato avviato con la decisione presa, come ricordato a larga maggioranza e con la sola astensione del gruppo ALPE, da questo Consiglio il 24 marzo 2010, quindi un anno e mezzo fa. Una decisione assunta non su un colpo di testa (il collega Tibaldi bene ha detto: "non una scelta scellerata"), ma dopo anni di studi ed approfondimenti che portava, in conclusione, ad una scelta importante per il futuro della nostra Regione. Da quella decisione del marzo 2010 oggi ci si trova nelle fasi finali del procedimento che ha visto, prima, la stesura di uno studio di fattibilità poi approvato dalla Giunta regionale e, poi, l'avvio delle lunghe e complesse procedure di gara con la pubblicazione del bando a novembre 2010, ricevimento delle offerte a giugno 2011, nomina della commissione nell'agosto 2011.
Sembra anche di percepire nella mozione quella contraddizione che oggi suscita dubbi fra coloro che hanno firmato una petizione chiedendo ulteriori studi sulle diverse tecnologie e chi, con la proposta del disegno di legge popolare, ha invece già deciso che nella nostra Regione si debba vietare un certo tipo di impianto per il trattamento dei rifiuti. Mi chiedo quindi se i promotori della proposta di legge siano interessati agli studi richiesti dagli 11.000 cittadini. In questo accavallarsi di proclami e petizioni interviene la mozione, che invoca la sospensione della gara nel rispetto della futura pronuncia popolare, anticipando quindi un risultato oggi non noto, certo possibile, ma non scontato, conseguente ad un eventuale voto popolare. La mozione poi anticipa uno dei quesiti della petizione che è oggi all'esame della commissione, che non ha ancora concluso i suoi lavori. Come hanno evidenziato i colleghi Donzel e Comé, non appare opportuno vanificare il confronto che la commissione ha voluto condurre in modo molto ampio coinvolgendo anche i cittadini.
Sul giudizio espresso dai rappresentanti dei firmatari nella petizione sui lavori della commissione, che è stata accusata di superficialità e di leggerezza con il solo obiettivo di alimentare dubbi, sfiducia e disagio nei cittadini, non mi trovo affatto d'accordo perché, al contrario, ritengo che la commissione abbia affrontato con molta serietà un argomento complesso, andando a fondo su ogni aspetto rilevante. Quindi dequalificare con questa mozione il lavoro dei commissari che stanno approfondendo l'argomento, significa mancare di fiducia e rispetto verso gli organi consiliari e la loro attività, e dare eco a chi sostiene che i soli detentori di valori come trasparenza, correttezza, attenzione alla tutela dell'ambiente e della salute, interesse per i cittadini, sono seduti al di fuori almeno dai banchi della maggioranza o perlopiù nei comitati dei cittadini. Non si può poi non evidenziare come la complessa normativa sugli appalti possa dare origine a situazioni anche complicate da prevedere ed è opportuno, come ha sottolineato il collega Louvin, essere prudenti. Da questo punto di vista siamo impegnati ad approfondire l'intera questione, a valutare tutti i diversi aspetti in merito ad eventuali decisioni sul procedimento di gara.
Per queste ragioni, ritenendo più opportuno che questo Consiglio discuta in modo coordinato delle diverse situazioni - è stato ricordato che il dibattito sulla petizione sarà a breve portato in aula - al momento la maggioranza ritiene di non accogliere la mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per dichiarazione di voto.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, non spettava certo a lei ricondurre ai termini di questa mozione il dibattito che c'è stato. Abbiamo seguito con attenzione il collega Tibaldi che ha voluto anticipare il dibattito della commissione, era quello che temevo fin dall'inizio, ovvero ci saremmo messi a parlare di pirogassificatori, sì, no, di qua e di là, e non nel merito della corretta mozione presentata dai colleghi di ALPE, che aveva un altro obiettivo, cioè non dire se si era favorevoli o meno al gassificatore.
Il mio auspicio che ci fosse un atteggiamento diverso da quello di cominciare a rimboccarsi le maniche e vedere chi tira cazzotti più forti agli schieramenti, è quindi stato disilluso, e mi dispiace che l'Assessore Zublena non abbia raccolto il fatto che in commissione è stato più volte detto che siamo lontani nei tempi dall'aggiudicazione di questo benedetto appalto e che da parte sua, se lei lo avesse detto che ci sono tutti i tempi per eventualmente fare un confronto, eccetera...era una cosa importante da dire. Oppure ci dica: domani mattina può essere aggiudicato l'appalto, e allora cambiano le cose!
In commissione, ed ecco perché mi dispiace che ci sia questo dibattito, arriveremo con la documentazione della commissione e faremo valere le nostre ragioni! Faremo valere le ragioni del fatto che ci sono tecnici della Regione che ci dicono che il confronto non è stato fatto secondo tecniche di tipo scientifico, che tutti i confronti sono delle improvvisazioni e andremo avanti di questo passo...ma non era questa la sede, oggi, per fare questo tipo di dibattito! Ci rammarichiamo di questa cosa e riteniamo che la posizione del nostro partito la esprimeremo per rispetto agli 11.000 firmatari della petizione nel prossimo Consiglio, dove esprimeremo il nostro riscontro rispetto a quella che è una richiesta e, qui ripeto, invito la maggioranza a tenere conto di quando dei cittadini si rivolgono alla politica per avere delle risposte. La politica che sbatte le porte in faccia, che si inalbera per qualche battuta...ma ragazzi miei, fra di noi ci diciamo ben altre cose che non le piccole affermazioni che sono venute fuori da qualche esponente che, potendo parlare una volta all'anno, può anche aver usato qualche tono un po' fuori dal comune! Sta anche a chi ha un'esperienza navigata politica...collega Tibaldi, un politico navigato come lei non sarà certo urtato da qualche cittadino a cui sfugge una parola di troppo...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
...però dare anche un minimo di attenzione, di rispetto ai cittadini che "rispettosamente" si rivolgono alle istituzioni, perché sia la petizione, sia la proposta di legge che può passare attraverso un referendum è rispetto di leggi votate da questo Consiglio, quindi non si tratta di faziosi cittadini o rivoluzionari! Si tratta di cittadini che esercitano la loro libertà, partecipando alle istituzioni democratiche che questo Consiglio ha creato!
Nel merito di oggi, rispetto a questa mozione c'è un'astensione, perché il PD si esprimerà nel prossimo Consiglio sugli esiti, dando una risposta a quei cittadini che hanno chiesto un chiarimento.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin per dichiarazione di voto.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Per dichiarazione di voto. Ci sono stati oggi in aula tre momenti che si sono incrociati in questa discussione: il momento della discussione di una petizione, il momento amministrativo e gestionale di un'operazione iniziata ormai più di sei mesi fa ed il possibile referendum. Il tema è unico, non è che con questo ci sia da scandalizzarsi che ci siano stati interventi che andavano nella direzione di... Quello che però vorrei sottolineare è che la mozione è molto precisa, dice: ritenuto che c'è questo possibile referendum, chiediamo di sospendere l'attività amministrativa della Regione (cosa che non sta né in cielo, né in terra!), gabbando tutti dicendo: attenzione, ci potrebbero essere rischi di pagare delle multe, di avere delle ricadute patrimoniali! Non è assolutamente così. A rispettare i tempi medi ci sarà una data possibile che è fine gennaio-febbraio per chiudere le procedure, per fare eventualmente un'aggiudicazione provvisoria, la quale è a salvaguardia dell'Amministrazione, che può mettere tutte le regole nei confronti delle ditte future.
La cosa più inutile - per non usare altri termini - è quella di fermarsi in un momento in cui le cose procedono secondo quanto previsto, e si ribadisce che la scelta è stata una scelta meditata, frutto di una convinzione condivisa da tutti quelli che l'hanno votata in questa sede. Vorrei ricordare che sono stati votati questi provvedimenti dopo mesi e mesi di approfondimento e confronto serio, nel momento in cui questa scelta è stata qui riferita...è stata fatta con cognizione di causa, presentando tutte le motivazioni, portando qui, in quest'aula, un dibattito molto approfondito su tutti i sistemi possibili! Poi c'è stata quest'altra richiesta di chiarimenti che noi rispettiamo, che avrà il suo corso, tornerà in aula e su cui si discuterà, ma sul metodo scelto e sulla questione del pirogassificatore rimaniamo convinti che ad oggi - fra anni non so cosa succederà - sia il sistema migliore per evitare "l'effetto Napoli".
Qualcuno dice: ma non si tratta di dire l'effetto Napoli...invece l'effetto Napoli è molto più vicino di quello che qualcuno vorrebbe far credere, è proprio questo che qualcuno vorrebbe: trascinare le cose, non lasciare andare avanti le procedure, in modo che la discarica oggi esistente, che ha un limite...teniamo conto che abbiamo già fatto un appalto per aumentare la disponibilità della discarica per tener conto dei tempi, altrimenti l'effetto Napoli è reale! Non si sa dove portare l'immondizia...questo bisogna dire alla gente, perché è così! Allora sì che ci sono i problemi sanitari, allora sì che sopravvengono una serie di condizioni che sono realmente pericolose per la salute, non sospendendo l'aspetto amministrativo!
Credo che questi siano elementi sufficienti per dire che questa impostazione non la condividiamo ed è la ragione per cui respingiamo questa mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Come con il carciofo, una foglia alla volta, si arriva al cuore, e dopo più di un'ora di discussione siamo arrivati al cuore, abbiamo sentito il verbo farsi carne e la posizione espressa su altri binari, su altri fronti, con riferimento vuoi alle enormi manchevolezze di questa parte proponente e del suo primo firmatario, vuoi ad altri aspetti di natura formale sullo sviluppo della commissione, tutto questo però...una foglia alla volta cade e rimane il cuore della questione, che abbiamo sentito esplicitata dal Presidente - e gliene siamo molto grati - perché fa uscire questa vicenda da un'approssimazione che non le si addice. Di fronte al popolo bisogna essere chiari, noi, come istituzione; il popolo come soggetto promotore, nelle sue frazioni e nei suoi gruppi animatori, ciascuno deve sapere come si sta procedendo.
Noi abbiamo ritenuto, perché questa chiarezza fosse fatta, di portare la questione in quest'aula. Abbiamo ritenuto, secondo alcuni in modo forse affrettato o di impeto...ma vorrei ricordare che questa mozione non è di ieri, è dell'indomani della decisione della commissione referendaria in un momento di sviluppo della discussione che era diverso. Noi l'abbiamo portata all'attenzione del Consiglio, perché qui dovrebbero essere i decisori, qui dovrebbe essere quella parte della comunità valdostana che ha il boccino in mano su una questione di questa importanza, quindi qui vanno salvaguardate quelle possibilità di decisione che adesso devono rendersi compatibili nel bilanciamento fra i nostri poteri e quelli del popolo. Noi abbiamo espresso in modo molto pacato, non facendone del terrorismo ideologico, né delle valutazioni estreme su pericoli, su responsabilità o altro, ma semplicemente mettendo in evidenza dei dati che ci sono. Poi, se qualcuno desidera approfondirli, li approfondiremo anche in separata sede, li approfondirete in separata sede, perché avete più agio di noi di consultare eminenti legali su questo punto, ma ci interessa relativamente; a noi interessa l'interesse collettivo della Regione, anche come Amministrazione, e la salvaguardia delle sue posizioni.
Stamani, con l'Assessore Marguerettaz, abbiamo duramente contestato un'opera che ci pare di assoluta inutilità, come asfaltare un chilometro di ferrovia fra Plan Praz e Acque Fredde; adesso contestiamo che si facciano delle opere, che si metta il carro davanti buoi in una decisione che può essere tranquillamente presa più avanti. Diceva con garbo e con molta cautela anche il collega Donzel, si può ragionare e vedere in questo momento di soppesare le varie ragioni, ma nel momento in cui cala la scure e l'ascia del Presidente della Regione scende in modo così deciso, evidentemente les jeux sont faits, perché c'è una questione di fiducia che è posta, che vuol dire: si va avanti tutti insieme, non si alza il becco, non si apre nessuna discussione, né dentro, né fuori dalla maggioranza, perché bisogna andare avanti, bisogna fare in fretta! La legge del fare è una legge molto importante, la legge del fare bene è ancora più importante, la legge del fare bene e con cautela è la migliore! Comunque su questo ciascuno ha le sue opinioni.
Noi crediamo che si dovesse in questo momento lasciare fuori le ragioni del cuore, non abbiamo introdotto discussioni nel merito, abbiamo cercato di tenerle rigorosamente fuori; ci sono delle ragioni "di ragione" da mettere avanti e ci sono delle ragioni di portafoglio, sì, perché anche questo per una comunità come la nostra in questo momento è importante, cioè pensare a non fare delle spese inutili, pensare a non fare delle spese che fra 12 mesi possono tranquillamente essere azzerate. Su questo ha detto molto correttamente l'Assessore Zublena che la delibera attuativa della decisione che è stata assunta maggioritariamente in questo Consiglio non riguarda solo la realizzazione dell'opera. Sappiamo che ha una sua complessità, sappiamo che la si può anche sviscerare, ma soprattutto chiedevamo che si salvaguardassero determinati principi, che venisse messa in stand-by per cautelare la possibilità del popolo di esprimersi. Abbiamo visto che le porte si sono chiuse, si sono chiuse con un certo fragore, con una franchezza che riconosciamo al Presidente Rollandin e gliene siamo anche grati, perché ha chiarito su questo punto la posizione del Governo e della maggioranza, mentre la posizione di questa opposizione rimane diversa.
Un'ultima istanza da fare al Presidente: siccome ci mettiamo sul piano della fermezza delle posizioni, che le posizioni siano assunte fermamente, e la preghiamo, a nome del gruppo ALPE, di procedere alla votazione con appello nominale. Grazie.
Il Presidente, ai sensi degli articoli 71 e 72 del Regolamento interno, invita il Consiglio a votare per appello nominale.
Presidente - Procediamo alla votazione per appello nominale.
I Consiglieri si sono così espressi:
Agostino Salvatore: contrario
Benin Anacleto: contrario
Bertin Alberto: favorevole
Bieler Mauro: contrario
Caveri Luciano: contrario
Cerise Alberto: contrario
Cerise Giuseppe: favorevole
Chatrian Albert: favorevole
Comé Dario: contrario
Crétaz Alberto: contrario
Donzel Raimondo: astenuto
Empereur Diego: contrario
Fontana Carmela: astenuta
Impérial Hélène: contraria
Isabellon Giuseppe: contrario
La Torre Leonardo: contrario
Lanièce André: contrario
Lattanzi Massimo: contrario
Lavoyer Claudio: contrario
Louvin Roberto: favorevole
Maquignaz Gabriele: contrario
Marguerettaz Aurelio: contrario
Morelli Patrizia: favorevole
Prola Piero: contrario
Rigo Gianni: astenuto
Rini Emily: contraria
Rollandin Augusto: contrario
Rosset Andrea: contrario
Salzone Francesco: contrario
Tibaldi Enrico: contrario
Viérin Laurent: contrario
Zublena Manuela: contraria
Zucchi Alberto: contrario
Presidente - Comunico l'esito della votazione:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 5
Contrari: 25
Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)
Il Consiglio non approva.
Il Consiglio
Procedutosi a votazione per appello nominale, a cura del Consigliere Segretario Emily Rini, ai sensi dell'articolo 72 del Regolamento interno,
non approva
la soprariportata mozione.
