Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1962 du 21 septembre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1962/XIII - Interrogazione: "Progetto di musealizzazione del sito minerario di Cogne".

Interrogazione

La Giunta regionale ha recentemente preso atto che il sito minerario di Cogne non costituisce più un giacimento sfruttabile, prescrivendo conseguentemente le misure di sicurezza e di recupero ambientale del compendio minerario rinunciato.

Con la stessa deliberazione sono state prescritte a Fintecna Finanziaria S.p.A. le condizioni per l'accettazione della rinuncia alla coltivazione e la conseguente rimozione del vincolo minerario.

Nel corso dell'estate sono stati d'altra parte già eseguiti alcuni lavori di manutenzione e di messa in sicurezza.

È dunque tempo di conoscere il percorso che si intenderà seguire per proteggere, mettere in risalto e sfruttare correttamente le peculiarità di un sito di grande importanza nella storia dell'industria valdostana.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

La Giunta regionale per sapere:

1) se esiste già un progetto di musealizzazione e chi ne curerà, eventualmente, la realizzazione e l'attuazione;

2) quali lavori ed entro quanto tempo siano considerati necessari per rendere fruibile al pubblico il sito;

3) chi custodirà il sito minerario nel periodo transitorio, a seguito della rinuncia di Fintecna;

4) quale organo di tutela abbia valutato le specifiche necessità di salvaguardia per i beni di particolare interesse storico-industriale presenti nel sito e quali disposizioni sono state conseguentemente date in tal senso.

F.to: Louvin - Bertin - Chatrian

Presidente - La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Manuela Zublena.

Zublena (UV) - Grazie Presidente. Ringrazio per questa interrogazione e spero che si possano anche chiarire alcuni aspetti relativi all'istanza di rinuncia della concessione mineraria, che abbiamo portato a conclusione. Si tratta, come è noto, di un atto dovuto da parte dell'Amministrazione regionale.

In merito al primo quesito: "se esiste già un progetto di musealizzazione e chi ne curerà, eventualmente, la realizzazione e l'attuazione", da quello che mi risulta sono state effettuate in passato alcune valutazioni sulla fattibilità del recupero e della valorizzazione a fini turistici e culturali del compendio minerario. Al momento però non c'è alcun progetto specifico in una forma perlomeno definitiva relativa alla musealizzazione dell'intero sito minerario di Cogne, anche perché finora è stata in essere la concessione mineraria. Il procedimento di rinuncia ha tuttavia comportato l'individuazione di una serie di interventi e soprattutto ha richiesto di effettuare degli approfondimenti che hanno permesso di aumentare il livello di conoscenza del sito, sia per la ricerca documentale, ma anche per una serie di rilievi che sono stati fatti sul posto ed estesi a tutto il sotterraneo. Sicuramente altri elementi conoscitivi saranno acquisiti durante l'esecuzione dei lavori, e l'insieme di tutta questa serie di informazioni permetterà di avere maggiori dati di partenza per valutazioni sulla futura destinazione del sito. Per quanto concerne i soggetti deputati alla realizzazione e all'attuazione di un progetto di musealizzazione, l'articolo 8 della legge regionale n. 12/2008, quello relativo alle disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi, dispone che questo tipo di interventi di valorizzazione e di fruizione turistico-culturale di un giacimento minerario esaurito sotto il profilo fisico e, naturalmente, della possibile futura economica coltivabilità, sono attuati prioritariamente dal Comune in cui è situato il sito oggetto degli interventi, subordinatamente da chi ha la disponibilità del sito. Quindi, allo stato attuale, i soggetti deputati possono essere individuati nel Comune di Cogne e, in subordine, dalla società Fintecna, che è la principale proprietaria di tutti i siti, che finora non pare aver manifestato un interesse in questo senso.

Secondo quesito: "quali lavori ed entro quanto tempo siano considerati necessari per rendere fruibile al pubblico il sito": la risposta potrà essere data solo in presenza di un progetto specifico e dettagliato di recupero, che definisca puntualmente tutti gli interventi e, conseguentemente, tempi e costi di esecuzione. Voglio però far notare come gran parte dei lavori prescritti per la messa in sicurezza e recupero ambientale nell'ambito dell'istanza di rinuncia sono funzionali a consentire una migliore fruibilità del sito e, quindi, concorrono anche a ridurre i futuri interventi per un'azione di recupero.

Terzo quesito, "chi custodirà il sito minerario nel periodo transitorio a seguito della rinuncia di Fintecna": la tenuta dei terreni e delle pertinenze tornerà in capo ai proprietari degli stessi e, nel caso specifico, per la quasi totalità a Fintecna, per cui l'attuale concessionario anche in futuro dovrà occuparsi della manutenzione.

Ultimo punto: "quale organo di tutela abbia valutato le specifiche necessità di salvaguardia per i beni di particolare interesse storico-industriale presenti nel sito"; innanzitutto va detto che la miniera di Cogne finora è stata tecnicamente un sito operativo, anche se la stessa non è più di fatto produttiva dal 1979, quindi il concessionario da quella data ha mantenuto un presidio, ha eseguito una serie di operazioni di manutenzione che hanno consentito il mantenimento finora dei principali impianti. Il procedimento di rinuncia riguarda la sola individuazione di azioni di messa in sicurezza e anche di ripristino e recupero ambientale, che vanno prescritti al concessionario e quindi a suo carico. Nell'individuazione di questi interventi si è posta la massima attenzione, perché il sito mantenga i tratti identitari, oltre naturalmente tutti gli impianti, i macchinari, le testimonianze dell'attività mineraria svolta in passato. In questo senso la Direzione tutela beni paesaggistici e architettonici dell'Assessorato della cultura ha preso attivamente parte alla fase istruttoria e ha valutato con grande attenzione le possibili ricadute derivanti dall'esecuzione delle opere, soprattutto fornendo indicazioni molto puntuali da prescrivere al concessionario al fine di salvaguardare questo bene storico.

Il risultato dell'esecuzione delle opere prescritte, la cui ultimazione è prevista in circa tre anni e che sono già state avviate dalla società Fintecna, credo sia giusto dire che porterà ad un miglioramento generale del sito e anche ad un miglioramento del suo stato di conservazione. Una volta ultimate, tali opere permetteranno di poter rendere accessibile la miniera anche con minori interventi. Voglio sottolineare come l'accettazione della rinuncia della concessione, una volta eseguite tutte le opere prescritte, rappresenti un passaggio amministrativo necessario per aprire una nuova fase, in cui affrontare il futuro del sito industriale dismesso e valutare tutte le azioni di valorizzazione che si intenderanno intraprendere.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. L'Assessore è stato molto cortese nel dare degli elementi di risposta, ma che soddisfano solo in parte le nostre preoccupazioni.

Intanto prendiamo atto con piacere della chiusura della vicenda amministrativa per quanto riguarda il rapporto con Fintecna, che non esce di scena, ma che ha un percorso obbligato da adesso in poi per quanto riguarda le operazioni di messa in sicurezza del sito minerario. È strano che si sia arrivati nel 2011 a dover dichiarare l'incoltivabilità di una miniera di cui era notorio, dico è curioso che si sia andati attraverso università, ministeri, eccetera, a fare un lungo percorso complesso per far dichiarare incoltivabile una miniera, di cui era abbastanza scontato l'esito finale di abbandono...ma questo non importa.

La questione nodale è per noi che c'è una scansione: messa in sicurezza, recupero ambientale, musealizzazione. Allora, per quanto riguarda i primi due passaggi ci siamo, perché sappiamo cosa è necessario fare. A noi sembra che stia mancando però drammaticamente la bussola per quanto riguarda il futuro, perché leggiamo dai giornali: "approvato il progetto di recupero delle miniere di Cogne, sarà la Fintecna a pagare". Questa è la notizia che è filtrata non necessariamente da lei, ma quello che pensa il popolo è: che bello, adesso c'è già il progetto di musealizzazione! Non c'è, lei ci ha detto chiaramente che un progetto non c'è, non si sa chi gestirà il museo, non si sa quali sono le prescrizioni funzionali all'attività di musealizzazione. Su questo, rispondendo alla nostra interrogazione, lei dice che la Sovrintendenza è molto attiva, ha dato indicazioni... Ci rallegriamo che la Sovrintendenza sia attiva, ma lei, Assessore, non ha dimenticato che la legge n. 12/2008 sulla valorizzazione dei siti minerari dismessi - come questo - istituisce una commissione regionale per la valorizzazione dei siti minerari dismessi. Allora non si è fatto niente finora, non si sa qual è il perimetro di questa futura musealizzazione perché, nel momento in cui prendete qualche chilometro di binario del trenino e lo trasformate in pista ciclabile, non fate - se questo verrà fatto e ci auguriamo che non venga fatto - un'opera di musealizzazione.

Se vengono ad essere deperiti dei beni fondamentali che siano il carrello sul piano inclinato, il trenino in galleria, quello che è, perché non sono ritenuti necessari per la sicurezza e per la tutela ambientale, questo vuol dire però andare contro l'idea futura di valorizzazione. E se non c'è il progetto, non si sa chi se ne occuperà...ma è possibile che dopo tanti anni non si sappia ancora chi se ne occuperà? Avete chiuso il museo minerario, perché questo è stato fatto nel suo Assessorato nel 2009, se non ricordo male, lei vi ha dato corso come procedura amministrativa...chi si occuperà di questa gestione? Sono questi i preoccupanti interrogativi che ci siamo posti e che, nella sua risposta, non hanno trovato indicazione. Ci sono degli studi a monte, lo sappiamo.

Lei dice: adesso vedremo, mentre Fintecna lavora potremo sapere meglio, avremo più dati; saremo contenti di sapere che abbiamo più dati, ma se intanto dei macchinari vanno perduti per necessità di messa in sicurezza o prétendue necessità di messa in sicurezza, vengono pregiudicati determinati sbocchi museali, questo è preoccupante e la comunità di Cogne si sta a chiedere quanto tempo. Allora, la delibera n. 2042 mi sembra abbastanza chiara: 12 mesi di tempo per iniziare i lavori, poi ci sono tre anni di tempo, ancora tre anni di monitoraggio da parte di Fintecna...quando parte il museo minerario? Quando sarà fruibile un sito come questo, magari anche solo in parte? Ma se non prende nessuno la testa di questo corteo, se voi vi mettete come vagone finale di questo ipotetico "trenino" dicendo: adesso iniziamo ad andare avanti, si fanno queste cose, ma non sapete dove sta andando questo treno del museo minerario futuro della miniera di Cogne, questo non fa che alimentare della frustrazione in una comunità che già si è vista pesantemente danneggiata da una scelta che ha fatto improvvidamente questo Consiglio non molto tempo fa, relativa al collegamento ferroviario, e che adesso si troverà a galleggiare su questa ipotesi di recupero museale delle miniere per molto tempo.

Quindi la invitiamo, Assessore, a mettere in fila i problemi secondo quello che, dal nostro punto di vista, è l'ordine giusto: prima di tutto un progetto, sapere chi se ne farà carico insieme al Comune, e non lasciare che gli eventi evolvano senza che ci sia una direttrice di marcia ben precisa. Grazie.