Objet du Conseil n. 1789 du 4 mai 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1789/XIII - Interpellanze: "Iniziative assunte per promuovere l'eliminazione delle stoviglie di plastica nelle attività di somministrazione di cibi e bevande" e "Promozione di azioni volte alla minimizzazione della produzione dei rifiuti nel corso delle feste e delle sagre organizzate dalle Pro-Loco".
Interpellanza
Richiamata la mozione prot. n. 55/10 presentata dal Gruppo consiliare ALPE, che impegnava la Giunta regionale ad attivarsi per promuovere l'eliminazione delle stoviglie in plastica in tutte le attività di somministrazione di cibi e bevande sia della pubblica amministrazione sia nelle attività private, in linea con l'accordo raggiunto con le Pro loco con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, approvata all'unanimità da questa Assemblea;
Preoccupati che in seguito al decollo del progetto "Ecolo-fêtes", prima iniziativa concreta a dare attuazione all'impegnativa della summenzionata mozione, da notizie apparse sugli organi d'informazione questa lodevole iniziativa pare essere messa in discussione;
Constatato che dopo quasi un anno nessuna informazione è stata data riguardo ad eventuali iniziative in attuazione della stessa impegnativa per quanto riguarda le attività di somministrazione di cibi e bevande nella pubblica amministrazione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali sono gli intendimenti della Giunta in merito;
2) quali iniziative sono state attivate in adempimento del mandato ricevuto per promuovere l'eliminazione delle stoviglie di plastica nella attività di somministrazione di cibi e bevande nella pubblica amministrazione.
F.to: Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli
Interpellanza
Considerato che in data 23 novembre 2009 è stato firmato tra l'Assessorato regionale territorio e ambiente e la Presidenza delle Pro-Loco un accordo che prevede l'intesa per lo sviluppo e l'incentivazione di azioni volte alla diminuzione dei rifiuti prodotti nel corso delle feste di paese da loro organizzate;
Ricordata la mozione approvata dal Consiglio regionale il 26 maggio 2010 con la quale si impegnava "la Giunta regionale ad attivarsi per promuovere l'eliminazione dell'utilizzo di stoviglie, ecc. in plastica in tutte le attività di somministrazione di cibi e bevande sia della pubblica Amministrazione sia nelle attività private, in linea con l'accordo raggiunto con le Pro Loco, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria";
Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 2247 del 20 agosto 2010 "Approvazione dell'iniziativa denominata "Ecolo-Fêtes 2010" e del relativo bando per la riduzione dei rifiuti nel corso delle feste e sagre organizzate dalle Pro-Loco valdostane, nonché delle iniziative di comunicazione nell'ambito del piano approvato con DGR 1355/2009";
Sottolineato che la mozione approvata dal Consiglio regionale il 6 ottobre 2010 impegnava "l'Assessore regionale competente a proseguire nelle azioni di sensibilizzazione, informazione, anche attraverso l'utilizzo di appositi spazi individuati all'interno della sede degli eventi, affinché siano adottate le buone pratiche ambientali delle "Ecolo-Fêtes" nelle feste, sagre e manifestazioni, che si svolgono in Valle d'Aosta, organizzate da enti, associazioni, forze politiche con sede nella nostra regione";
Appreso da La Stampa del 19 aprile 2011 che "le Pro-Loco guardano con malcelato scetticismo all'iniziativa (le Ecolo-Fêtes). "Per ora - dice Pericle Calgaro, presidente dell'Associazione regionale delle Pro-Loco - è tutto fermo, probabilmente più avanti avremo degli incontri con l'assessorato per ridiscutere la cosa";
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per conoscere quali azioni intende mettere in atto per continuare a promuovere iniziative sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e, nello stesso tempo, sollecitando la comunità tutta alla tutela dell'ambiente e alla responsabilità personale.
F.to: Rigo
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Circa un anno fa avevamo presentato una mozione che impegnava il Governo regionale a promuovere iniziative volte ad eliminare progressivamente l'utilizzo delle stoviglie di plastica nell'attività di somministrazione di cibi e bevande, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato, mozione poi approvata all'unanimità in seguito ad alcuni opportuni emendamenti formali. Avevamo allora espresso apprezzamento per l'intesa raggiunta con le Pro loco che andava in questa direzione.
Dopo quasi un anno, purtroppo, registriamo una radicale inversione di tendenza. Da articoli apparsi recentemente sugli organi di informazione locali, si riscontra una corale presa di posizione delle Pro loco che mettono in discussione un'intesa che, di fatto, non aveva mai decollato (pare per ragioni organizzative e di costi). Personalmente credo che le ragioni vadano ricercate anche fuori da questi aspetti, tanto per essere chiari, la volontà di dare una svolta in questo senso.
La mozione approvata circa un anno fa prevedeva la progressiva eliminazione delle stoviglie di plastica, soprattutto nelle attività gestite direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni. Lei sarà così cortese, Assessore, da voler informare l'Assemblea, non solo noi, di quali iniziative sono state attivate in questo contesto da parte delle pubbliche amministrazioni, da poter portare come esempio per sensibilizzare il settore privato, perché non pensiamo che sia l'ente pubblico ad aspettare la sensibilizzazione seguendo un esempio che viene da iniziative di carattere privato. Abbiamo apprezzato l'anno scorso, a seguito dell'approvazione di quella mozione, il titolo di un articolo apparso su La Stampa, che riprendeva dichiarazioni da lei rilasciate: "La Valle d'Aosta bandisce le stoviglie di plastica". Oggi gradiremmo poter constatare l'esistenza tangibile di iniziative in questa direzione; probabilmente a noi sfuggono, lei vorrà gentilmente ragguagliarci in merito, ben felici di aver preso un abbaglio, se così non fosse.
Apprezziamo le dichiarazioni di buona intenzione, ma ancor di più apprezziamo i riscontri tangibili che dovrebbero seguire alle dichiarazioni e che, nel caso specifico, a noi sono sfuggiti. Il tempo passa e vola e i problemi sono statici, sono lì fermi. Abbiamo l'impressione di avere una concezione diversa riguardo al tempo: un anno è trascorso e non possiamo manco dire che siamo al punto di partenza, perché, con la rimessa in discussione dell'intesa, abbiamo fatto un passo indietro...questo non è che ci rassereni sotto questo aspetto! Non vorrei che anche in questo caso si ripetesse quanto avvenuto per l'impegno che il Consiglio le aveva conferito riguardo al problema dell'amianto, di riferire gli eventuali sviluppi semestralmente alla commissione...la prima volta che lei si è presentata in commissione per riferire, dopo una sollecitazione, è stato circa un mese fa, precisamente 26 mesi dopo quanto disposto dall'impegnativa. Se fosse questa la tempistica per quanto riguarda la problematica che sottoponiamo alla sua attenzione, oggi, a poter cogliere gli sviluppi credo che non saranno sicuramente i componenti dell'attuale Assemblea, ma si slitterà alla prossima legislatura.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
L'Assessore lo sa bene, l'argomento ci interessa e non vogliamo, non è mia abitudine, voler amplificare notizie di stampa. Ed allora due sono le ragioni che ci hanno portato a presentare questa interpellanza sull'iniziativa denominata Ecolo-Fêtes. La prima, capire di più e meglio i motivi della contesa, contestazione, contrasto venuti alla luce su La Stampa del 19 aprile scorso fra l'Assessore Zublena ed i Presidenti delle Pro loco. Per cercare di essere più preciso, ci interessa conoscere l'origine della controversia, della divergenza di opinioni intorno al progetto ed all'organizzazione delle Ecolo-Fêtes.
Dall'articolo del quotidiano le parole usate dai Presidenti (cito): "scetticismo...poco applicabile...ci hanno proposto cose allucinanti", sembrano indicare un forte disaccordo sul decalogo messo a punto dall'Assessorato con le regole da seguire per ottenere il riconoscimento, la possibilità cioè di presentare la festa sotto il logo di Ecolo-Fêtes, ottenendo così il relativo contributo ed i problemi organizzativi e finanziari conseguenti, emersi successivamente all'accordo, siglato a fine 2009, dalla diretta esperienza messa in campo dai volontari delle associazioni. Ma dalle stesse interviste si evidenzia una contraddizione (almeno così l'abbiamo letta): da una parte, vengono indicati i problemi sorti che rendono il progetto poco applicabile e, dall'altra, viene comunque espressa condivisione sulla filosofia che sta alla base del progetto stesso. Contraddizioni e difficoltà palesate che potrebbero essere forse superate o definite con più chiarezza, se solo ci fosse il confronto necessario fra i due diversi protagonisti: le Pro loco e l'Assessorato regionale dell'ambiente. Ecco perché ci hanno preoccupato le parole del Presidente Calgaro: "per ora è tutto fermo, probabilmente più avanti avremo degli incontri con l'Assessorato per ridiscutere la cosa". Sinceramente siamo rimasti stupiti che l'Assessore, nella sua intervista, non abbia annunciato l'intenzione o, meglio, la decisione di incontrare l'associazione, e abbia ribadito solo la sua volontà di andare avanti con il progetto.
L'interpellanza ha quindi lo scopo di conoscere gli intendimenti del Governo regionale e anche di offrire - lo dico senza malizia - spazio all'Assessore per esplicitare meglio il suo pensiero. La seconda ragione della presentazione dell'iniziativa consiliare è quella di riconfermare la nostra valutazione sul progetto Ecolo-Fêtes, forse da perfezionare, ma valido. Una campagna propositiva che vuole dimostrare nei fatti come sia possibile modificare stili di vita errati, diventando coscienti dei problemi, attuando gli accorgimenti necessari per modificarli. Si tratta di una campagna che, attraverso il suo oggetto apparentemente minimale, il bicchiere, il piatto, la bottiglia, promuove un impegno serio e diffonde un messaggio importante, perché - come ha già detto l'Assessore in più occasioni - sono i piccoli gesti compiuti quotidianamente da tanti individui che possono fare la differenza, trasmettendo nuovi valori, modelli e stili di vita alternativi a quelli consumistici, espressione di ingordigia e causa di sprechi enormi che stanno portando il nostro pianeta al collasso ambientale. Su 546 chilogrammi per abitante di rifiuti che produciamo all'anno in Italia, dice l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), circa 65 chili sono costituiti dalla plastica. Ne produciamo 240.000.000 di tonnellate l'anno, metà delle quali impiegate per articoli "usa e getta". Si stima che nei mari vi sia il 5 percento di tutta la plastica prodotta dal 1950 ad oggi. Nel Mediterraneo ci sarebbero 250.000.000.000 di frammenti, pari a 500 tonnellate di rifiuti; al largo dell'isola d'Elba, non moltissimo distante da noi, sono stati rilevati 892.000 frammenti plastici ogni chilometro quadrato, ben più che negli oceani, dove i pezzetti più grandi si concentrano in grandi discariche semiaffioranti - molti dei colleghi avranno visto in questi mesi alla televisione immagini di queste discariche - e ne sono state individuate almeno cinque nel nostro mappamondo.
Bisogna fare qualcosa anche dalla lontana Valle d'Aosta. Cambiare i nostri comportamenti, evitare di usare oggetti di plastica, produrne di meno e gettarne di meno; una presa di coscienza che può essere alimentata anche e non solo dal progetto Ecolo-Fêtes. Ecco perché siamo favorevoli alla continuazione, al miglioramento del progetto e quindi siamo preoccupati per il suo futuro, qualora questo venisse abbandonato.
Si dà atto che, dalle ore 15,59 presiede il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Zublena Manuela.
Zublena (UV) - Grazie Presidente. Innanzitutto vorrei che ci si accordasse sul tipo di rifiuto di cui occuparci, parliamo di stoviglie di plastica, quindi tralascerei l'accenno all'amianto di cui abbiamo appena parlato in commissione.
Circa l'articolo a cui fate riferimento, è vero che i giornalisti si muovono secondo proprie logiche, quindi quando mi hanno telefonato e mi hanno chiesto se si riproponeva l'iniziativa, ho risposto a quella domanda. Non ho potuto fare altre dichiarazioni, e allora approfitto di questa occasione per completare l'argomento, visto che me ne viene data l'opportunità. Sicuramente questa iniziativa, di cui confermiamo la validità, e che è una delle numerose attività che abbiamo promosso ed avviato con l'obiettivo di ridurre i rifiuti, è stata attuata facendo riferimento al direttivo dell'Associazione delle Pro loco, i cui contatti vengono tenuti con il Presidente. Che l'iniziativa sia stata riscontrata dalle singole Pro loco in modo diverso, con maggiore o minore scetticismo o entusiasmo, questo sta nelle cose, perché si tratta di un nuovo modo di organizzare una festa, il quale, nell'immediato, potrebbe non essere bene accolto. In realtà noi abbiamo un riscontro diverso, quello che viene comunicato dall'associazione, che è, al contrario, di un'accoglienza molto positiva; devo sottolineare che l'associazione Pro loco è sempre stata molto attiva nel promuovere le buone pratiche per favorire una gestione più sostenibile delle feste, quindi porre la giusta attenzione non solo per utilizzare stoviglie alternative a quelle di plastica, ma anche per compiere tutte le azioni di corretta separazione dei vari rifiuti prodotti durante le feste. Naturalmente riprenderemo la collaborazione con le Pro loco non appena riprenderemo anche queste iniziative e voglio rassicurare sul fatto che Ecole Fête verrà riproposta; noi l'abbiamo infatti ricompresa, cosa che ho detto anche al giornalista che mi aveva intervistato, nel piano triennale di azioni di riduzione dei rifiuti, che si realizzerà nel 2011-2013. Per l'ideazione e la realizzazione di questo piano abbiamo avviato una gara, con pubblicazione del bando a fine 2010, approvato con delibera di Giunta del 26 novembre 2010.
Preciso che la volontà di avviare un piano organico di azioni per la riduzione dei rifiuti, in modo da essere più incisivi ed efficaci nella prevenzione della produzione dei rifiuti, è stata espressa da questo Consiglio nella decisione del 24 marzo 2010, in cui, oltre ad approvare il sistema per il trattamento finale dei rifiuti, è stata anche approvata la realizzazione del piano dei rifiuti. Cito la delibera, che portava la volontà di confermare l'opportunità di avviare un piano di azioni volte alla riduzione e prevenzione nella produzione di rifiuti, confermare la necessità che siano potenziate le attività finalizzate a perseguire livelli importanti di raccolta differenziata, perseguire azioni di informazione e sensibilizzazione dell'utenza. Noi, a questo, abbiamo dato attuazione. Per quanto riguarda la procedura di gara, ad oggi si è conclusa la fase di presentazione delle offerte e, non appena verrà effettuato il perfezionamento dell'aggiudicazione del servizio, saremo in grado di comunicare modalità, tempi e contenuti per riproporre questa che è una delle numerose iniziative che fanno parte del piano.
Per quanto riguarda in generale l'impegno nell'intervenire per ridurre questo tipo di rifiuto anche in altre occasioni, da parte dell'Amministrazione regionale c'è una sempre maggiore attenzione nel richiedere alle società di catering l'adozione di stoviglie alternative a quella di plastica, cosa che abbiamo potuto direttamente constatare nell'ultima Festa del Primo Maggio. Quindi mi sembra di poter dire che, al di là forse di qualcuno che ha ancora difficoltà ad avvicinarsi ad un modo nuovo di gestire le feste che comporta qualche maggiore onere, ci sia una sempre maggiore diffusione di una cultura che induce alla diffusione di queste buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.
Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Ringrazio l'Assessore per le sue risposte o non risposte...dipende dall'interpretazione che uno vuole dare. Credo che sicuramente a lei non fa difetto l'intelligenza, dunque sarà la prima ad essere convinta di non averci affatto convinti.
Lei si è fermata a fare delle considerazioni per quanto riguarda il discorso delle Pro loco; io vorrei riportarla indietro di un anno circa, quando quest'Assemblea ha approvato all'unanimità una mozione con cui prevedeva di attivare delle iniziative volte a contenere o ad andare progressivamente ad eliminare le stoviglie di plastica nelle attività dirette o indirette della pubblica amministrazione e anche delle Pro loco. Quel "qualcosa" che è stato fatto mi sarebbe piaciuto...la domanda gliel'ho fatta specifica e chiara: quali iniziative nel settore pubblico sono state messe in atto per ridurre la tazzina di plastica del caffè...ad esempio, nei due bar dei due ospedali sono ancora regolarmente in plastica, come pure il piattino con il quale viene servito...ecco, siamo rimasti di fatto alla situazione dello scorso anno. Niente è stato fatto nelle mense collettive; lei mi porti un esempio concreto dove è stato fatto qualcosa! È un po' quanto è venuto fuori dalla riunione che ha avuto con l'Associazione delle Pro loco: si parlava dei costi e anche degli aspetti organizzativi, ma soprattutto del maggior costo che comportano le stoviglie biodegradabili rispetto a quelle in plastica. Credo che quando uno si avvicina - torno se vuole agli argomenti che ha toccato lei - alle feste organizzate dalle Pro loco, ma anche da altri organismi...insomma, quei 50 centesimi che può costare in più il set fra piatto, bicchiere, eccetera, in materiale biodegradabile, che ha una sua compattezza ed una sua robustezza, in luogo di quella plastica che scivola fra le mani come un'anguilla...credo che tutti spenderebbero volentieri 50 centesimi in più! È la stessa cosa del vino locale: fino a dieci anni fa le Pro loco non lo commercializzavano, perché il vino locale costava; poi lo hanno provato e hanno visto che nessuno voleva il Dolcetto o la Barbera, perché andavano in voga le bottiglie di Torrette.
Credo che sia una competenza sua condurre le politiche ambientali in questa Regione; mi pare che lei, invece, vada a rimorchio di scelte o di sensazioni che sono espresse ad altri livelli! Le abbiamo sempre riconosciuto l'attenuante, in quanto il suo Assessorato non è mai stato gratificato da grandi disponibilità economiche; di conseguenza, le abbiamo sempre riconosciuto queste attenuanti, ma qui non stiamo parlando di scelte che comportano dei grandi investimenti, qui bastano degli indirizzi chiari e concreti e, se vuole, anche coraggiosi.
Noi sicuramente siamo molto perplessi di come è stata condotta questa problematica. Lei si è riferita al discorso dell'amianto: è vero, l'amianto non c'entra niente, e infatti non sono entrato nel merito del discorso dell'amianto; ho solo voluto citare, come esempio, che se la tempistica dei 26 mesi sarà quella che è stata utilizzata per riferire semestralmente, quest'Assemblea non vedrà alcun riscontro in merito al discorso delle stoviglie di plastica! Siamo in attesa; speriamo, come sempre, in una coraggiosa inversione di tendenza da parte sua.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente. Brevissimamente, perché il collega ha già fatto presente alcune considerazioni.
Ci attendevamo dall'Assessore risposte chiare; una è venuta, ed è quella di una riconfermata volontà di seguire una strada: quella che dobbiamo perseguire è una riduzione sensibile dei rifiuti prodotti, in particolare quelli di plastica. Invece, rispetto al progetto Ecolo-Fêtes, ci rimanda alla gara d'appalto, alle indicazioni che da lì potranno nascere. Sicuramente questo è vero, ma io credo che cambiamenti culturali e stili di vita come in questo caso devono essere accompagnati, sollecitati da una forte volontà politica - mi sembra che questa ci sia da parte sua, non so però se è da sola nella sua Giunta -, da una convinta capacità di dialogo con i diversi attori e, ovviamente, da risorse finanziarie, come ha detto prima il collega Cerise. Cambiamenti culturali anche nell'organizzazione delle feste, lo dico per esperienza diretta, per aver vissuto negli anni '70 e '80 i cambiamenti della Festa dell'Unità con i forni, lo scaldavivande...la modifica dei menù, ha comportato difficoltà per ragioni organizzative: si faceva sempre - si diceva - perché cambiare così, quindi le novità comportano dei sacrifici.
Ripensare al tuo modello di organizzazione, studiarne uno nuovo, non sempre è facile; proprio per questa ragione, assieme ad una forte volontà politica, ci deve essere il dialogo costante e le risorse finanziarie. Credo che questi siano i due elementi indispensabili perché questo progetto interessante possa, non dico continuare, perché è da tutti auspicato, ma alimentare altre iniziative collaterali, investendo gli altri uffici del comparto pubblico, e non solo rispetto alla distribuzione delle bevande e degli alimenti.
